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Convergenza chiama crossmedialità( e viceversa)

5.

Crossmedialità: l’ultima frontiera della comunicazione globale. Fare cross-media significa

realizzare campagne d’informazione, d’intrattenimento e di comunicazione in modo

‘integrato’. Utilizzare più media, con i loro linguaggi e il loro immaginario emozionale,

all’interno di grandi progetti editoriali: dai reality show al marketing cinematografico. I

mezzi tradizionali sono sempre più spesso sostituiti dai nuovi media, o meglio dai media

incrociati, nella ricerca di una maggiore partecipazione e interattività da parte del pubblico.

L’universo delle transazioni: dall’e-government all’e-marketplace

6.

La crescita delle infrastrutture basate sull’IP e la qualità delle apparecchiature di

connessione hanno consentito lo sviluppo di transazioni on line a diversi livelli, dalla

finanza on line, all’ egovernment, all’e-marketplace. Il primo si concretizza nell’uso delle

nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per rendere la pubblica

amministrazione più veloce, efficiente e vicina al cittadino. La seconda è una sorta di

mercato mondiale su Internet dove si offrono e acquistano prodotti e servizi. Nel nostro

paese la normativa di riferimento ha stabilito che le pubbliche amministrazioni devono

realizzare gli obiettivi di efficienza , efficacia , economicità, imparzialità, trasparenza,

semplificazione e partecipazione per lo sviluppo di una società tecnologicamente

democratica, garantendo a cittadini e imprese l’accesso ai servizi in maniera snella, nel

rispetto dei principi di eguaglianza.

Voice Over IP

7.

Il VoIP( standard e tecnologie per trasmettere la voce su una rete di trasmissione dati) è il

mercato che crescerà in media del 30% annuo in Italia e di oltre il 40% in Europa. A patto,

però, che vengano superate alcune criticità. Un punto di debolezza sta nel fatto che il

numero di telefono assegnato non è individuabile geograficamente. Inoltre , il sistema

opera in maniera decentralizzata- senza un nodo centrale che smisti le chiamate- ed è

dunque difficile intercettare eventuali telefonate illegali effettuate tramite internet. La

qualità delle comunicazioni non è ancora ottimale : si registrano fastidiosi ritardi. Un altro

aspetto negativo riguarda i costi, che verrebbero sensibilmente ridotti solo se entrambi gli

interlocutori impegnati in una telefonata utilizzassero il protocollo VoIP. L’utilizzo di tale

protocollo è oggi facilitato anche dalla diffusione dei cellulari VoIP/UMTS , con i quali si

può optare fra le comunicazioni con rete radiomobile o quelle con la WLAN(reti locali di

comunicazione senza fili) gratuita dell’impresa in cui si lavora.

Multimedia IP

8.

Appena qualche anno fa i contenuti multimediali, a cominciare dai filmati, erano trasmessi

in analogico perché le tecniche di conversione richiedevano una velocità binaria troppo

elevata. Oggi, le tecniche di compressione dell’immagine in movimento, Mpeg, hanno

compresso di molto la dimensione dell’immagine, limitandone la trasmissione a qualche

Mbit/s. Uno standard che sta aprendo le porte alla tv su rete IP e all’erogazione di

contenuti multimediali interattivi. L’e-learning , grazie a cui accedere a moduli formativi o

interagire con il docente facilita l’attività scolastica, mentre la telemedicina consente, tra le

altre cose, un monitoraggio a distanza del malato.

Sviluppo del mercato e aspetti politico-economici

9.

La convergenza sta portando le imprese del settore ad allearsi, condividendo abilità e

competenze per un unico scopo: il mantenimento o la conquista del mercato. E’ come se

le tecnologie avessero idealmente stretto un patto di non belligeranza e si fossero alleate

su obiettivi comuni. Le regole del marketing e i modelli di business cambiano in modo

radicale creando altre opportunità per gli operatori: ciò implica una sostanziale variazione

nella catena del valore, che si sposta dalla semplice diffusione all’erogazione del

contenuto o all’offerta on line di servizi e transazioni. La liberalizzazione e la concorrenza,

associate alla digitalizzazione e al potenziamento delle reti, hanno trasformato la

consegna di servizi in articoli di consumo.

La convergenza ha davvero facilitato la globalizzazione, pensate solo all’e-commerce:

possiamo acquistare prodotti e servizi da e in qualunque angolo del mondo.

Un’opportunità e un piacere per il cliente e una grande chance di produzione e/o

distribuzione per le aziende. Gli investimenti degli operatori di telecomunicazioni e dei

produttori di terminali sono indispensabili per sviluppare appieno la convergenza. Sul

piano dello sviluppo economico, la convergenza è fonte di lavoro per soddisfare la

crescente richiesta di servizi: di conseguenza, le aziende aumentano la propria

competitività, requisito indispensabile per la sopravvivenza e lo sviluppo.

Competere nella convergenza : la strategia ‘chess’

10.

Abbiamo visto come la grande rete e i servizi wireless/mobile stanno diventando sempre

più pervasivi e popolari. Per riuscire a sopravvivere in un ambiente ipercompetitivo e per

gestire le difficoltà causate dalla convergenza digitale, ho ritenuto opportuno soffermarmi

su una strategia presentata nel lontano 1997 da Yoffie: la Chess strategy. Con le iniziali

che compongono la parola Chess , si vanno a definire i concetti, mai come adesso

applicabili necessari per competere. La lettera C( creative) indica lo ‘stand for creative

combinations’. In pratica , le imprese che riusciranno a sopravvivere nel nuovo contesto

competitivo sono quelle che saranno in grado di sfruttare’ combinazioni creative’ di vecchie

e nuove tecnologie, di vecchi e nuovi canali di distribuzione e di vecchie e nuove

competenze manageriali. Saranno in grado di creare mercati totalmente nuovi e, allo

stesso modo manterranno forti legami con i mercati già esistenti che richiedono

determinate competenze e abilità.

L’economia non si fonda tanto sull’equilibrio determinato dal tentativo di ottimizzare l’uso

delle risorse, si regge invece sul continuo squilibrio , ‘’che rivoluziona incessantemente

dall’interno le strutture economiche , distruggendo senza tregua l’antico e creando senza

tregua il nuovo’’. La e-culture si fonda sul concetto di distruzione creativa, innovazione

che distrugge e crea in continuazione il vantaggio competitivo: significa accettare

serenamente un cambiamento sostanziale e continuo, anche se dovesse mettere a

repentaglio un business profittevole.

La lettera H(horizontal) indica lo ‘’stands for horizontal solutions’’. L’innovazione

tecnologica, la legislazione, la regolamentazione, la domanda e la concorrenza stanno

provocando forti cambiamenti nell’industria dell’informazione. La tradizionale integrazione

verticale adottata dalle industrie è stata sostituita da un nuovo modello orizzontale, che ha

dato vita a cinque nuovi submercati:

• Ricezione dei contenuti tramite terminali;

• Manipolazione;

• Trasmissione;

• Confezione;

• Produzione dei contenuti.

Il maggior vantaggio di una struttura verticale consiste nel fatto che le imprese possono

offrire al cliente un pacchetto coordinato di beni e servizi. Inoltre le imprese integrate

verticalmente hanno il vantaggio di non dover sostenere alti costi di transazione. Infine, vi

è una più alta coordinazione nelle imprese integrate verticalmente poiché il commerciale

ha la responsabilità di tutto il processo, cosa che assolutamente non avviene in un

modello orizzontale.

Con la lettera E(exploiting) si indica lo ‘’stands for exploiting externalities to set global

standards’’. I veri vincitori nel nuovo mondo digitale saranno coloro che determineranno e

controlleranno gli standards. In un contesto convergente le industrie si basano sulle reti e

sulla comunicazione; la presenza di standard multipli quindi non permetterebbe di

comunicare e di interagire e , inoltre, l’assenza di interfacce comuni, in particolare in

mercati orizzontali, rallenterebbe l’accettazione da parte della domanda. I consumatori,

infatti, in presenza di standard multipli evitano di adottare nuovi prodotti e preferiscono

aspettare. Per poter beneficiare delle esternalità positive legate alla tecnologia digitale, è

opportuno raggiungere la massa critica che permette di avviare un circolo virtuoso. Il

raggiungimento della massa critica è influenzato dalla cosiddetta situazione di lock-in;

lock-in significa che esistono costi di cambiamento che gli utenti della tecnologia devono

sostenere per impiegarne una nuova. Una situazione di lock-in aumenta la probabilità di

formazione della massa critica alla base delle esternalità positive.

Le lettere SS (scale e system) indicano lo ‘’stands for scale and scope for system-focused

process’’. Per riuscire a costruire e a mantenere nel tempo un forte vantaggio competitivo,

le imprese devono saper sfruttare economie di scala e di scopo. Ciò significa che da un

lato devono essere in grado di ottenere dei volumi di produzione che permettano loro di

abbassare i costi medi unitari e che, dall’altro, devono riuscire a sfruttare sinergie

espandendo i loro business in mercati adiacenti. Questi obiettivi possono essere raggiunti

tramite la creazione di alleanze, fusioni costruite sull’esperienza tecnica e commerciale dei

partners, per sfruttare al meglio i mercati attuali e quelli futuri. Un’ organizzazione in grado

di affrontare la convergenza digitale deve avere delle precise caratteristiche: deve essere

molto focalizzata sui processi; deve essere altamente flessibile, responsabilizzante e

collaborativa. In questo modo, avendo una visione d’insieme sul sistema, si riesce ad

integrare rapidamente le nuove informazioni e ad adattarsi al nuovo contesto. Per operare

nella e-culture, le organizzazioni devono trasformarsi in comunità di scopo; la comunità fa

si che le persone si sentano membri, non solo dipendenti.

La rete del valore

11.

Una rete del valore è un network dinamico di relazioni cliente-fornitore e di flussi di

informazioni. E’ attivata dalla domanda del consumatore ed è in grado di rispondere in

modo rapido ed affidabile alle esigenze che esso esprime . la rete del valore è definita tale

poiché crea valore per tutti i suoi partecipanti e perché tutti i soggetti che vi appartengono

sono collegati in modo reciproco da un network digitale. Con la rete del valore è possibile

rappresentare le attività e le relative risorse sotto forma di nodi , e le relazioni sotto forma

di archi. Nel modello della rete del valore i nodi rappresentano insiemi di risorse materiali ,

immateriali e umane volte allo svolgimento di attività di creazione del valore o di consumo

dello stesso. Gli archi descrivono relazioni o legami rilevanti tra risorse, e possono

rappresentare, di volta in volta, flussi di materiali o servizi, flussi di informazioni, o più

generiche relazioni di influenza tra nodi. Questa rappresentazione permette di non dare

per scontati i confini istituzionali e organizzativi entro cui i nodi o gruppi di nodi possono

trovarsi in un determinato momento storico.

Coopetition: dalla rete del valore fisica al Digital Value Network

12.

Il modello del DVN(digital Value Network) rappresenta il modello di business dell’impresa

vincente nell’economia digitale. I DVN esprimono comunità nelle quali imprese e clienti si

possono interconnettere tra loro utilizzando la tecnologia digitale dell’informazione. Un

DVN permette di realizzare tutti i desideri di clienti appartenenti all’era di Internet. E’ quindi

qualcosa di più dinamico delle reti che integrano le catene fisiche del valore delle imprese

che operano nel market place. Le relazioni al suo interno sono mobili: si formano, si

rompono, e si ricompongono sulla base delle dinamiche di mercato e sui bisogni dei

consumatori. ‘’alcune persone vedono il proprio business interamente come concorrenza.

Pensano che gestire un business sia come affrontare una guerra, e credono di non poter

vincere a meno che qualcun altro non perda. Altri invece concepiscono il proprio business

solo come un insieme di alleanze e gruppi collaborativi . ma il business è sia concorrenza

che collaborazione. E’ coopetition.’’ Ma perché è così importante la Coopetition?

L’economia della rete si è sempre basata sulle dinamiche collaborative nei networks, delle

partnership e delle joint ventures. Sebbene con l’avvento della digitalizzazione la

competizione sia aumentata fortemente, allo stesso modo sono diventate più frequenti le

forme di collaborazione tra concorrenti. Le aziende, tramite fitte reti di partnership, hanno

bisogno di rivolgersi sempre più frequentemente a fornitori, clienti ed università per

attingere nuove tecnologie e innovazione.

La coopetition si è sviluppata a causa della rapida convergenza delle industrie high tech

degli ultimi anni. E’ il segreto della Coopetition: cambiare le regole del gioco. Questo non

significa smettere di fare quello che si stava facendo, ma continuare a farlo in modo

differente, cambiando punto di vista, creando il business che si desidera, e non

adattandosi a quello già esistente. Le forze che stanno alla base del DVN sono tre:

Informazione e innovazione;

1) Disponibilità di capitali;

2) Globalizzazione.

3)

Il modello DVN si basa sull’approccio ‘’consumocentrico’’ al business. Si tratta di una

comunità di partner e clienti legati tra loro attraverso la tecnologia informatica. Tutti i

membri di questa comunità lavorano insieme per massimizzare il valore congiunto a

beneficio del consumatore finale. Il modello DVN ha tre componenti che producono valore

per il consumatore finale:

Le catene digitali del valore;

1) Le piattaforme digitali, infrastrutturali o funzionali;

2) Gli agenti facilitanti.

3)

La differenza tra catena fisica e digitale sta quindi proprio nella parola digitale, la quale

esprime una nuova modalità per la domanda e per l’offerta di incontrarsi nel market space

per generare e trasferire valore, minimizzando i costi delle transazioni. Combinando due o

più catene del valore digitale si ottiene una piattaforma della funzione digitale (PFD). Una

PFD è semplicemente una piattaforma tecnologica che sostiene i processi di business

attraverso catene del valore multiple. Attraverso una PFD , catene del valore disconnesse

e autonome sono in grado di combinare la loro offerta in modo efficiente. Una memoria

USB può essere considerato una PFD.

L’economia digitale è un modello d’economia totalmente rivoluzionario: fornitore e cliente

possono interconnettersi direttamente l’uno con l’altro e che l’economia delle cose e

l’economia della conoscenza e dell’informazione possono essere razionalizzate e gestite

in parallelo, il ruolo tradizionale assegnato agli intermediari rischia di diventare

rapidamente obsoleto. Il processo in atto nella nuova economia permette di intravedere

due traiettorie che stanno rivoluzionando il ruolo degli intermediari tradizionali. La prima ha

contenuto distruttivo. Il quantum leap(salto quantico o salto della meccanica quantistica è

un passo in avanti per comprendere meglio come funziona l’universo) indotto

dall’economia digitale provocherà l’esaurimento di alcune forme e dei ruoli

tradizionalmente assegnati alle imprese che svolgono compiti di intermediazione nella

gestione delle relazioni di scambio.

La seconda traiettoria sta invece evidenziando la nascita e l’affermazione di nuovi

intermediari e di nuovi agenti facilitanti che si propongono quali navigatori e facilitatori per

le transizioni di prodotti e servizi nella grande rete. In particolare , i cosiddetti infomediary

sono tutti coloro che nella rete assolvono il compito di collezionare e facilitare l’accesso e

lo scambio d’informazioni tra le parti che in essa operano e favorire l’incontro della

domanda e dell’offerta nel market space per iniziare e concludere una transazione. Il

perfetto info-mediario gestisce interamente un mercato, comprensivo di venditori,

acquirenti e reciproche interazioni, offrendo vantaggi a chi compra e a chi vende. Proprio

come la fabbrica tradizionale è incentrata sulla produzione, l’info-mediario è responsabile

della creazione del valore digitale, i cui contenuti sono informazioni sui clienti, sulle loro

preferenze, criteri e profili, nonché sulle strutture di vendita come assortimenti, prodotti,

servizi e condizioni. L’infomediario combina servizi e prodotti esistenti per creare una

nuova offerta dotata visibilmente di maggiore valore. Riunendo fornitori e acquirenti in un

unico spazio virtuale , l’infomediario è capace di facilitare economie di scala. Altri ruoli,

come creare un sistema variabile di definizione del prezzo favorendo l’incontro della

domanda e dell’offerta; gestire il flusso di prodotti dal fornitore iniziale al consumatore

finale; monitorare la performance di tutti i membri di un network del valore digitale;

economizzare i tempi relazionali e transazionali per gli appartenenti alla rete; gestire le

funzioni operative che includono le garanzie, i rimborsi e , in generale , ogni attività di

gestione delle difficoltà; servizio di notifica; assortimento nascosto; Upsell; consulenza.

4. La tv che cambia

negli anni, la tv si è evoluta e sviluppata. Il suo linguaggio è cambiato, la sua tecnologia è

evoluta, in Italia, la storia della televisione è decisamente singolare. Dalla prime

trasmissioni in bianco e nero degli anni 60, all’avvio delle trasmissioni ufficiali della

‘’televisione di stato’’ : la Rai. Gli anni 70 costituiscono l’avvio delle trasmissioni delle tv

private: la RAI è costretta a far spazio ad altri soggetti operanti nel mercato televisivo. Dal

regime di monopolio si da vita al duopolio di Silvio Berlusconi, con Fininivest(ora

Mediaset). Gli anni 90 decretano la completa liberalizzazione del sistema radiotelevisivo e

puntano tutti i riflettori sui nuovi sviluppi in ambito locale , su satellite e sperimentazioni di

trasmissioni via cavo. Gli anni che verranno offriranno sfide stimolate dal digitale terrestre

e dalla cosiddetta ‘’televisione in rete’’ , un confronto diretto tra il broadcaster tradizionali e

i ‘’nuovi media’’ , con Internet in primo piano. La televisione tradizionale sta tentando in

tutti i modi di ‘’rigenerarsi’’ attraverso nuove modalità di fruizione. Il mezzo, però, che

conferirà ‘’il nuovo DNA’’ alla televisione, stimolandola nel suo processo d’innovazione, è

Internet. si chiama IP Television , meglio conosciuta con la sigla IPTV. E’ la tv in rete.

Televisione su IP: IPTV

1.

Attraverso particolari sistemi di compressione e trasmissione digitale dei segnali

audiovisivi è possibile incrementare notevolmente la qualità delle immagini e del numero di

canali trasmessi contemporaneamente diffusi. Il vero driver di questa nuova forma di

televisione sarà la larga banda, consentendo di ridisegnare la nuova televisione.

IPTV: tra catena del valore e modelli di business

2.

Nell’ambito dei servizi di IPTV, la regolamentazione corrente definisce tre ruoli

fondamentali che costituiscono la catena del valore, ed in particolare: i content provider, i

network provider e i service provider. Rispetto ai canali di trasmissione televisiva

tradizionale nell’IPTV i ruoli della catena del valore sono ‘’interconnessi’’ tra loro in modo

differente; tutto ciò evidenzia una differenza di fondo: la bidirezionalità del canale

trasmissivo. Ed è proprio questo il grande valore aggiunto della ‘nuova televisione’ ,

difficilmente riscontrabile anche nei sistemi più recenti. In questo caso , assume un ruolo

importante anche il network provider, che consente di gestire l’interattività e la vera

convergenza della comunicazione.

Tra convergenza e interattività

3.

Il fenomeno della convergenza e la crescente pervasività della connettività a larga banda,

hanno creato i presupposti per lo sviluppo di un mercato di ‘’nuovi contenuti’’, che

potrebbe favorire una nuova fase di sviluppo del mercato. Quando si parla di Enhanced

television si identifica una tipologia di televisione ‘statica’ , nella quale è possibile scegliere

differenti contenuti, ma non interagire con essi. In pratica la limitazione tecnologica della

Enhanced Tv è costituita dal fatto che questo tipo di servizi televisivo non prevede un

canale di ‘ritorno’ tra l’utente e l’emittente. La televisione interattiva, realizzabile con IPTV ,

prevede invece una totale interazione tra utente ed emittente.

Tra interattività e servizi

4.

IPTV è dunque una vera e propria rivoluzione , che sta velocemente avviando una

trasformazione nei paradigmi di progettazione e sviluppo di nuovi servizi in rete. La chiave

principale di questo ‘’nuovo mondo’’ è l’interattività , realizzabile grazie alla totale

bidirezionalità della comunicazione . una bidirezionalità che consentirà di sviluppare

numerosi servizi. Il servizio video on demand, consentirà la massima personalizzazione

nella fruizione di un programma televisivo, offrendo all’utente la possibilità di decidere

quando vedere il programma preferito. Un altro servizio interessante sarà il Personal

Video Recorder (PVR) . L’utente avrà a disposizione un videoregistratore digitale ‘virtuale’

che, controllato in locale e/o da remoto attraverso il PC e/o cellulare, consentirà di avviare

registrazioni dei programmi preferiti.

7.Le strategie di triple e quad play

Oggi gli operatori si stanno concentrando sulle cosiddette strategie di triple play e di quad

play, fondate sulla convergenza di tre mercati:

• Connettività e dati

• Voce

• Multimedia.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per le aziende di telecomunicazione che intendono

muoversi in questi settori? Il mercato della connettività e dei dati non risulta

particolarmente redditizio per gli Internet Service Provider , ma è di sicuro strategico : la

connessione è infatti il punto di partenza per la fornitura della ‘tripla offerta’. E il settore che

garantisce, in maniera integrata, il traffico voce-hardware della rete , che hanno ideato i

nuovi sistemi di trasmissione mediante IP. Non basta definire il triple play come

l’erogazione contemporanea di tre servizi (voce, video e dati) da uno o più provider in

partnership. Oltre a questo, il triple play offre connessioni convergenti che implicano una

certa facilità di utilizzo e la comodità di avere un unico conto per i servizi goduti; per le

aziende, invece, il vantaggio è che i servizi vengono forniti su un'unica banda di

trasmissione che utilizza Internet. certo, esistono alcuni fattori di criticità per l’affermarsi

del triple play: la mancanza di esperienza nella gestione dei contenuti, la canibalizzazione

dei profitti che derivano dai servizi voce, la protezione da frodi e la gestione dei diritti

digitali. Cosa succederà, poi, con il quad play? La sua applicazione- che unisce wireless e

mobile al triple play-comporterà il miglioramento dei servizi di videoconferenza wireless e

l’accesso a servizi e risorse aziendali in modalità Wi-Fi. In questa prospettiva, la richiesta

di servizi ‘’on the move’’ diventa una logica estensione del triple play: è ovvio che l’utente li

richieda sempre più quando è in movimento, grazie alle connessioni IP sul Pc e sulla tv.

Il contenuto è il Re

5. Il contenuto ‘’fai da te’’?

1.

E’ uno dei primi frutti della convergenza multimediale: si chiamano blog , videoblog,

mobileblog e podcasting. E’ la creatività personale del ‘’popolo della rete’’. Uno

straordinario potenziale valore economico di grandi dimensioni al quale ancora si è attinto

poco. E’ interessante analizzare il fenomeno dei contenuti autoprodotti per capire quali

sono le dimensioni e la reale novità, la sua essenza culturale e sociale e la sua effettiva

rilevanza economica. Secondo uno studio di Pew Internet and American Life Project , negli

Stati Uniti la metà dei teenager avrebbe creato materiali audiovisivi per il web. Per non

parlare del fenomeno dei blog: si stanno avvicinando ai quaranta milioni di siti, con ritmi

incrementali straordinari. La cosa più interessante di questo fenomeno non è quella di

capire quanti comunicatori professionali potranno emergere dalla marea di comunicatori

amatoriali, né tanto meno il tipo di modello di business da utilizzare, ma la valorizzazione

della creatività diffusa , collettiva, da questi circuiti appaiono in grado di esprimere a

prescindere dal livello qualitativo dei singoli soggetti coinvolti. Si mettono in moto

meccanismi di diffusione ‘’virale’’ di gusti e idee che intrigano molto gli esperti di marketing

online , quando si parla di contenuti ‘’autoprodotti’’.

Aggreghiamoci : protagonismo e contenuti nell’era della rete

6. Libertà è partecipazione

1.

Navigare, chattare, esplorare, bloggare: sono attività diventate ormai familiari a milioni di

persone , di ogni età , ai quattro angoli del pianeta, in ogni fascia oraria della giornata,

preferibilmente la notte. La rete ha portato una ventata d’aria fresca , permettendoci di

allargare come mai prima i nostri orizzonti, una sorta di longa manus delle nostre

intenzioni , dei nostri desideri, della nostra voglia di comunicare a più livelli. Uno strumento

che ai più introversi ha fatto trovare amici, più o meno virtuali, con i quali scambiare pareri

e aspirazioni, magari coperti dall’anonimato dell’email, ed altri ha permesso di lavorare a

distanza su progetti comuni condividendo conoscenze e documenti preziosi. Internet è

diventato uno strumento di democrazia. La creazione dei blog , di forum, di chat e

newsgroup ha accellerato i processi di formazione e integrazione di una comunità che

condivide passioni e valori e che , in molti casi è persino solidale: perché in rete ci si aiuta

e si collabora.

Community in rete. Toc, toc: c’è nessuno?

2.

Le community sono aggregazioni di persone che si incontrano e si relazionano in ambienti

digitali sulla base di qualsivoglia interesse comune. La comunità della rete sono

caratterizzate da spontaneità e generosità, a volte anche da una certa irruenza. Internet è

anche una comunità di contenuti, che possono essere scambiati grazie a link, ovvero

connessioni fra contenuti e testi di vario tipo, multimediali e non, di autori diversi e magari

in più lingue. Sulla base delle motivazioni che spingono i partecipanti a mettersi insieme,

possiamo distinguere quattro macrogruppi di community on line:

• Le topic community: nelle quali l’aggregazione si stabilisce per condividere

l’interesse verso un argomento specifico;

• Le local community: in cui i soggetti sono accomunati dalla contiguità geografica;

• Le social community: dove l’aggregazione nasce per pura interazione;

• Le target community: in cui si crea il gruppo per raggiungere un obiettivo condiviso,

sia individualmente che tutti insieme.

Esistono dunque diversi livelli di aggregazione:

• L’utenza profilata, individuabile in modo univoco.

• La tribù, un insieme di persone che si sono trovate e che usano gli strumenti di

comunicazione per interagire con regolarità.

• La community vera e propria: persone con un interesse in comune e con il desiderio

di incontrarsi e frequentarsi in un ‘luogo’ preciso.

Comunicazione uno a uno: instant messenger( IM)

3.

La messaggistica istantanea permette lo scambio di messaggi brevi che compaiono subito

sottoforma di frasi brevi, non parola per parola.

Comunicazione uno a molti: newsletter, blog, commenti e articoli

4.

Le newsletter sono un insieme di informazioni organizzate e inviate con posta elettronica a

una data base di utenti che ha richiesto di riceverle : queste informazioni sono, in genere,

la sintesi di testi più lunghi pubblicati sul proprio sito. Aggiornati frequentemente con brevi

testi i blog sono molto facili da creare e da alimentare. A livello tecnico, i blog sono

accessibili sia come siti che tramite RSS (Really Simple Syndication) feed.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze della Comunicazione per il Marketing e la Pubblicità
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SODESI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dei linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Perconti Pietro.

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