Tim Crane – Fenomeni mentali
Domande fondamentali
Due domande: qual è il contenuto della concezione non scientifica della mente? La concezione scientifica è compatibile con le nostre credenze ordinarie non scientifiche?
Intenzionalità e fenomeni mentali
La nostra concezione della mente è unificata dall’idea di intenzionalità, segno distintivo dei fenomeni mentali, esclusivo di essi. Intenzionalità: direzione della mente verso i suoi oggetti/capacità della mente di rappresentare gli oggetti o di “vertere” su di essi. (origine in Cartesio)
Nessuno può sperare che l’idea di intenzionalità renda l’idea del mentale tanto precisa quanto la nozione della macchina di Turing rende l’idea di procedura effettiva, ma la natura dei fenomeni ci insegna fino a che punto possiamo spingerci nell’indagarli e non imporre loro assunzioni che li limitino.
Una creatura dotata di mente è una creatura che possiede una prospettiva (espressione vaga in quanto la sua applicazione non ha confini). Le sue caratteristiche, la direzionalità (le presentazioni sono presentazioni di qualcosa) e la forma aspettuale (le cose vengono presentate sotto un certo aspetto), concorrono a giustificare che si parli della mente in termini di prospettiva. In tal senso, tutti i fenomeni mentali, e solo essi, esibiscono direzionalità e forma aspettuale.
Direzionalità e oggetto intenzionale
La direzionalità è l’idea che gli stati intenzionali possiedono un oggetto, l’oggetto intenzionale. Ci sono due modi di riferire della direzionalità: quello intensionale e quello estensionale.
Anche per quanto riguarda la forma aspettuale, le ascrizioni intensionali di stati intenzionali sono quelle sensibili alla prospettiva propria del soggetto. Il nucleo centrale di connessione tra questi due può essere così riassunto: l’intensionalità delle ascrizioni di stati mentali è un riflesso o un’espressione dell’intenzionalità di tali stati.
Problema dell’intenzionalità
Il problema dell’intenzionalità riguarda il pensiero del non esistente. Ci sono tre possibilità di soluzioni:
- Tutti i pensieri sono relazioni tra chi pensa e le cose che tali pensieri concernono;
- Le relazioni implicano l’esistenza dei loro relati;
- Alcuni pensieri concernono cose che non esistono.
Nessuna delle tre è interamente soddisfacente.
Struttura dell’intenzionalità
- Ogni stato intenzionale è una presentazione;
- Ciò che viene presentato è detto oggetto intenzionale;
- Per uno stato mentale avere un oggetto intenzionale significa essere diretto verso quell’oggetto;
- Per l’intenzionalismo, dato che gli stati mentali possiedono direzionalità e forma aspettuale, tutti gli stati mentali possiedono un oggetto e un contenuto intenzionali;
- Soggetto;
- Modo intenzionale;
- Contenuto, in cui i modi intenzionali sono le relazioni che intercorrono tra chi pensa e i contenuti dei suoi stati intenzionali.
Ne deriva che l’intenzionalità ha in definitiva una struttura relazionale: dovremmo però considerarla non in termini di relazioni con oggetti del pensiero, ma in termini di relazioni con contenuti. Il contenuto dello stato deve sempre esistere, l’oggetto dello stato può non esistere.
Il corpo e l’interazione mente-corpo
L’interazione fra mente e corpo: L’intuizione fenomenologica della consapevolezza corporea fa pensare a un’unità, mentre il dualismo cartesiano la nega. La mente e il corpo interagiscono causalmente nel senso che gli stati ed eventi mentali causano stati ed eventi fisici nel cervello, nel corpo e nel mondo esterno. È ciò compatibile con il dualismo cartesiano? Il dualismo cartesiano è un dualismo di sostanze, dove il termine sostanze ingloba due idee: la sostanza è portatrice di proprietà (c’è un distinzione tra sostanza e le sue proprietà) e che una sostanza è qualcosa capace di esistenza propria.
Sostanza, proprietà, evento: dire che qualcosa persiste nel mutamento delle sue proprietà equivale a dire che è interamente presente dall’inizio alla fine della sua esistenza. Dire che una sostanza è capace di esistenza indipendente significa che la nozione di sostanza ha una certa priorità su quella di proprietà. Secondo Cartesio la mia mente è una sostanza se la sua esistenza è indipendente da tutte le altre menti e da tutti gli altri corpi (Dio come sostanza propriamente detta).
Per Cartesio la mente è indivisibile perché non può essere spezzata in parti, le percezioni, emozioni, etc. sono modi dell’attributo che la caratterizzano, le sue proprietà. Un dualista delle proprietà può sostenere che la mente è il cervello, ma che ciò che fa del cervello una mente è il possesso di proprietà mentali.
L’evento è un genere di entità (fenomeno mentale) che si distingue da stato di cose che include proprietà per un certo periodo di tempo.
Intelligibilità della causalità mentale
L’inconveniente principale del dualismo è la sua incapacità di spiegare in modo adeguato la causalità mentale. La causalità richiede che le cause precedano i loro effetti, una collocazione temporale. Ma come è possibile avere una collocazione temporale senza avere una collocazione spaziale? L’ipotetica mente non spaziale non ci dà modo di rispondere alla domanda, ma una sostanza è qui definita come portatore di proprietà capace di esistenza indipendente. Una sostanza mentale non fisica è un portatore di proprietà mentali, capace di esistenza indipendente.
Fodor afferma che è evidente che la causalità mentale è inconsistente con altre parti del nostro sapere.
Fisica e fisicalismo
La generalità della fisica (principio monista): tutti gli oggetti e gli eventi nello spazio-tempo hanno proprietà fisiche, e le leggi fisiche governano o descrivono il comportamento di tutti gli oggetti ed eventi nello spazio-tempo.
Il fisicalismo è la posizione per cui la storia fisica narrata da tali leggi è in un certo senso, tutto ciò che c’è da dire, l’intera storia. Il fisicalismo sostiene che la fisica dice tutto ciò che c’è da dire sulla causalità degli eventi fisici.
La completezza della fisica: ogni evento fisico ha una causa fisica sufficiente al suo verificarsi, date le leggi della fisica. La completezza della fisica 2: ogni evento fisico è determinato, o la sua probabilità è determinata da causa puramente fisiche in accordo con le leggi fisiche. La fisica ci dice cosa è la materia e in ciò mantiene comunque un’apertura rispetto al materialismo che lo dice a priori.
La causalità mentale violerebbe le leggi della fisica, secondo Fodor: la ragione per cui...
-
Riassunto esame filosofia teoretica, prof. Lanfredini, libro consigliato Perché i colori non suonano, O' Regan
-
Riassunto esame filosofia teoretica, docente Lanfredini, libro consigliato Vedere le cose come sono, Searle
-
Riassunto esame di filosofia teoretica, prof. Mariani, libro consigliato: Organismo e libertà, Jonas
-
Riassunto esame Filosofia Teoretica, prof. Vergani, libro consigliato Responsabilità. Rispondere di sè, rispondere …