Mobile learning: dimensioni teoriche, modelli didattici e scenari applicativi
Verso il mobile learning
La società mobile: lo spazio, il tempo, il luogo
Dispositivi come smartphone e tablet hanno assunto grande rilevanza nella nostra vita quotidiana, diventando un fenomeno mondiale. Hanno portato però a dei cambiamenti nella comunicazione e nell’interazione sociale, in particolare sul modo di percepire il tempo e lo spazio, creando addirittura due inedite forme spazio-temporali:
- Lo spazio dei flussi: Fu introdotto da Castells e sta ad indicare l'insieme delle interazioni sociali che si svolgono simultaneamente a distanza attraverso la comunicazione in rete. La comunicazione mobile modifica infatti la percezione dei luoghi delle interazioni: le persone sono in una pluralità di luoghi contemporaneamente e l'interazione si svincola dal luogo.
- Il tempo senza tempo: Il tempo acquisisce invece, nell'insieme delle relazioni sociali a distanza, una consistenza di “tempo senza tempo”, in cui le attese non esistono e tutto il tempo è potenzialmente comunicativo.
La comunicazione mobile quindi rende omogeneo ed uniforme lo spazio e compressato il tempo. Lo spazio e il tempo non variano ma si riconfigurano secondo nuove articolazioni supportate da infrastrutture reticolari.
Oltre la separazione tra reale e virtuale: tecnologie mobili, realtà aumentata, ambient intelligence
Quando si parla di mobile learning si tende a pensare a dispositivi mobili come gli smartphone, ma esistono anche altre aree di ricerca tecnologica come:
- Realtà aumentata (RA): si tratta della convergenza tra gli oggetti reali e quelli virtuali. Ne esistono diverse tipologie:
- RA spaziale: consiste nel proiettare immagini virtuali su oggetti reali, il risultato è visibile anche senza l'utilizzo di particolari attrezzature.
- RA per sovrapposizioni visive: si basa su segnali visivi atti a generare immagini che si sovrappongono ad oggetti reali, il cui risultato è visibile soltanto nel dispositivo mobile.
- RA autolocalizzante: utilizza i dati GPS e le informazioni visive per calcolare l'orientamento spaziale.
- Ambient intelligence (AmI): nasce alla fine degli anni '80 per opera di Mark Weiser e grazie alla progressiva miniaturizzazione e diffusione dei dispositivi. Sono ambienti digitali che supportano le persone nella vita di tutti i giorni e vengono definiti con 6 aggettivi: sensibile, reattivo, adattivo, trasparente, ubiquitario e intelligente.
Origini e storia del mobile learning
Si inizia a parlare di mobile learning negli anni '80 con le prime sperimentazioni in ambito scolastico con i computer portatili, anche se la diffusione vera e propria avviene a metà degli anni '90. L'evoluzione del mobile learning ha seguito 3 tappe principali:
Focus sui dispositivi
In questa fase le ricerche svolte si sono concentrate sui migliori dispositivi da utilizzare in contesto scolastico per insegnare. Agli inizi erano privilegiati strumenti come ebook, palmari, strumenti di data logging e learning object riutilizzabili. Successivamente il focus si è concentrato sui telefoni cellulari, il cui uso si era rivelato fin dall'inizio positivo, grazie all'idea di poter accedere a risorse secondo le proprie esigenze in qualunque luogo ci si trovi. Le uniche 3 principali difficoltà incontrate sono state: mancanza di infrastrutture, arretratezza della formazione degli insegnanti e scelta di discipline poco diversificate.
Focus sull’apprendimento fuori dall’aula
L'attenzione all'apprendimento fuori dall'aula ha favorito lo sviluppo di un'area di ricerca molto proficua dal punto di vista delle esperienze:
- Handler: concentrato sulle risorse di apprendimento portatili in grado di incorporare molteplici funzioni: appunti, navigazione, database e comunicazione. Le caratteristiche che questi dispositivi devono avere affinché siano realmente efficaci sono: portabilità, individualità, praticità adattabilità, facilità di utilizzo.
- Mobilearn: il cui obiettivo era quello di realizzare un supporto per l'apprendimento in contesti formali e informali in modo da garantire l'accesso alle risorse e ai servizi a tutti i cittadini in condizioni di mobilità. Questo tipo di tecnologia ha trovato maggiori difficoltà nell'applicazione in ambito scolastico, a causa della burocrazia presente nella scuola per l'adozione dei dispositivi mobili.
- Learning lab initiative: ha trovato maggiore riscontro nell'apprendimento fuori dalla classe, consentendo ai bambini di imparare attraverso il coinvolgimento diretto nella realizzazione di giochi mobili informali.
Focus sulla mobilità dello studente
In questo ambito ci sono state 3 principali tipologie di ricerca:
- Mixed augmented reality learning (apprendimento basato sulla realtà aumentata): cerca di costruire l'apprendimento attraverso la partecipazione ad un ambiente ricco, aumentato, che si caratterizza per l'ibridazione tra mondo fisico e digitale. Questo tipo di apprendimento consente agli studenti di visualizzare aspetti della realtà precedentemente inaccessibili e ad arricchire determinati tipi di esperienze. Esempi di progetti basati sulla realtà aumentata sono: QR Responde, MyArtSpace, CONTSENS.
- Context-sensitive learning (apprendimento sensibile al contesto): si basa sui servizi "location aware" in grado di rilevare l'esatta posizione del dispositivo mobile e, in base a quella, fornire contenuti didattici adeguati alla situazione data; questo consente di coinvolgere maggiormente gli studenti nella creazione della conoscenza. Gli esempi più importanti sono stati quelli per lo studio della geografia e l'esplorazione del territorio (geolocalizzazione).
- Ambient learning: si lega alle ricerche sull’AmI (Ambient Intelligence), le quali impiegano artefatti digitali per arricchire l'ambiente fisico e favorire l'apprendimento. Questo approccio può condurre alla creazione di spazi d'apprendimento potenziati dalle tecnologie in cui vi è sempre più convergenza tra realtà aumentata e ambient learning.
Definizioni correnti di mobile learning
Non esiste una definizione univoca, in generale, non c’è neanche consenso su quale termine utilizzare per intendere l'apprendimento basato sull'uso di dispositivi mobili. Winters definì 5 approcci definitori del mobile learning:
- Mobile learning centrato sulle tecnologie: è la prospettiva più comune, che vede definito il mobile learning come l'apprendimento reso possibile grazie all'uso delle tecnologie mobili. È basato su una visione tecnocentrica, in cui un dispositivo è visto come lo strumento per veicolare le informazioni e l'apprendimento è visto come un processo di trasmissione della conoscenza.
- Mobile learning come evoluzione dell’e-learning: in questa prospettiva il mobile learning è un’estensione dell’e-learning, una forma particolare di e-learning che si basa sull’uso delle tecnologie mobili. I dispositivi mobili sono quindi una forma integrativa utilizzabile in qualsiasi altro metodo precedente.
- Il mobile learning come complementare all’istruzione formale: il mobile learning viene considerato come un’esperienza di apprendimento informale, cioè che avviene in ogni tempo e in ogni luogo.
- Mobile learning centrato sugli studenti: il mobile learning è inteso come un mezzo per poter offrire dei benefici e delle opportunità agli studenti. Viene posto al centro lo studente e, in questo caso, il supporto delle tecnologie consente forme di apprendimento personalizzato, autentico e situato.
- Approccio ecologico al mobile learning: il mobile learning viene definito come il processo che conduce alla formazione della conoscenza in qualsiasi ambiente della vita quotidiana.
Diverso è invece il concetto di microlearning, cioè momenti o episodi di apprendimento focalizzati su uno specifico contenuto e articolato in poche fasi. Esso può essere caratterizzato da approcci più o meno strutturati.
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