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Riassunto esame Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento, prof.ssa Maria Ranieri, libro consigliato "Mobile learning. Dimensioni teoriche, modelli didattici, scenari applicativi", Maria Ranieri, Michelle Pieri

Riassunto per l'esame di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento e della prof.ssa Ranieri, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dalla docente Mobile learning. Dimensioni teoriche, modelli didattici, scenari applicativi, Ranieri, Pieri. Scarica il file in PDF!

Esame di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento docente Prof. M. Ranieri

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Il mobile learning ha a che fare con la comprensione e la capacità di utilizzare la vita quotidiana

come spazio di apprendimento. L’uso di tecnologie mobili per l’apprendimento può essere visto

come la risposta in termini didattici ai cambiamenti di cui stanno facendo esperienza giovani e

bambini sul piano culturale, mediale e nelle abitudini di apprendimento.

Capitolo2: La dimensione pedagogico-didattica. Apprendimento, progettazione, valutazione

Tutt’oggi la ricerca nel campo del mobile learning non ha ancora una teoria consolidata in

questo settore, in particolare per quanto attiene alla dimensione pedagogico-didattica. Non

mancano comunque esperienze e ricerche sulla riflessione pedagogica intorno al valore aggiunto

delle tecnologie mobili per l’apprendimento, con l’obiettivo di formulare una teoria capace di

orientare la progettazione di interventi formativi per il mobile learning. Un punto di partenza per

avviare una riflessione sulle dimensioni teoriche del mobile learning, finalizzata a comprendere

quale possa essere lo specifico contributo innovativo che i dispositivi mobili possono apportare

rispetto a precedenti tecnologie, consiste nel mettere a fuoco le affordance di tali strumenti. I

dispositivi mobili rappresentano una sorta di totem della moderna società consumistica, prima nel

ruolo di indicatori di status e poi come oggetti di ampio consumo capaci di connettere chiunque in

ogni luogo e in qualsiasi momento. Se si guarda ai dispositivi mobili non tanto per le loro

performance tecniche, ma per il ruolo che giocano nella vita quotidiana come risorse culturali

attraverso cui le persone si esprimono e costruiscono relazioni, allora comincia a farsi strada la

possibilità di avvalersene come strumenti strategici per la formazione della persona, l’interazione

sociale e la costruzione di significato. Esiste una certa convergenza su alcune caratteristiche

tipiche delle tecnologie mobili per l’apprendimento che sono:

la portabilità e la flessibilità: le tecnologie mobili sono caratterizzate da dimensioni relativamente

• ridotte che le rendono facilmente probabili e usabili sempre e ovunque. In quanto digitali, si

possono modificare facilmente le risorse, presentarle e ripresentarle a seconda delle necessità e

del gruppo al quale ci si rivolge;

la multifunzionalità e la convergenza tecnica: i dispositivi mobili accorpano una verità di

• funzionalità e offrono contenuto on demand e la possibilità di crearlo in tempo reale;

la velocità, l’ubiquità e la facilità d’accesso: grazie alla rete wireless attraverso un semplice on/off

• del dispositivo è possibile accedere con rapidità a una molteplicità di risorse sempre e ovunque,

proprio quando servono;

la multimodalità e la multimedialità: le tecnologie mobili consentono di presentare il contenuto

• utilizzando una varietà di sistemi di rappresentazione e una combinazione di codici espressivi;

il multitouch e il possesso personale, che vengono interpretate come una affordance

• particolarmente significativa sul piano motivazionale;

la non linearità: l’ipertestualità, ossia la possibilità di gestire in modo non lineare l’informazione

• che consente di creare connessioni, abilita nuove possibili sinergie;

l’interattività e la connettività: i dispositivi mobili sono sempre più connessi, consentendo nuove

• forme di relazione tra persone sulla base della reciprocità e della navigazione in tempo reale.

La varietà di attributi delle tecnologie mobili e i cambiamenti che stanno attraversando la società

della rete nel segno della mobilità hanno condotto gli studiosi all’elaborazione di teorie diverse del

mobile learning. I 3 principali approcci che hanno caratterizzato i più noti tentativi di produrre una

teoria per il mobile learning sono:

formulare una teoria importata dall’e-learning tradizionale e riadattata al mobile learning.

1. Spesso, in molte attività di apprendimento, non sono garantite le condizioni necessarie per una

condivisione ottimale o per momenti di riflessione. In tal senso, le tecnologie mobili possono

assumere un ruolo importante: facendo le veci dell’insegnante e fornendo feedback costanti,

arricchendo l’ambiente in cui la conversazione ha luogo, fornendo strumenti per la

registrazione dei dati e per costruire e testare modelli e strategie d’azione per la risoluzione dei

problemi, estendendo il dettaglio delle possibili attività e strumenti che possono sostenere e

arricchire la conversazione, fornendo strumenti efficaci per presentare, condividere e diffondere

idee, progetti e informazioni utili e contribuendo a creare uno spazio conversazionale di

apprendimento condiviso, funzionale e disponibile per i singoli studenti e per l’intero gruppo.

Tuttavia, se da un lato le tecnologie mobili consentono di aumentare l’interazione tra il discente

e l’ambiente che lo circonda, dall’altro ne potrebbe risultare un apprendimento problematico e

scarsamente produttivo, se di carattere esclusivamente informale e non monitorato; 3

sviluppare una nuova teoria. L’apprendimento consiste nella capacità di attraversare,

2. connettersi e far crescere altre reti. La capacità di connettersi a fonti informative e reti di

persone attraverso le tecnologie attraverso le tecnologie digitali è più importante della

conoscenza effettivamente posseduta. Apprendere significa rimanere connessi e i dispositivi

mobili possono essere visti come degli amplificatori delle possibilità di connessione sempre e

ovunque;

orientarsi verso una teoria molto più generale e astratta. Il mobile learning è un insieme di

3. processi pubblici e privati di acquisizione del sapere che avvengono attraverso l’esplorazione e

la conversazione in diversi contesti, tra le persone e le tecnologie interattive. I fattori culturali

che determinano la conversazione sono il controllo, il contesto e la comunicazione. Le

tecnologie influenzano profondamente tali fattori e la loro progressiva appropriazione

determina l’acquisizione di determinate abilità e la possibilità di creare e reinventare inedite

forme di conoscenza, avvalendosi di nuovi strumenti e nuove forme di supporto. Inoltre, in un

mondo mobile non solo i linguaggi devono essere continuamente negoziati ma anche i

contesti, poiché l’apprendimento ha luogo in uno specifico contesto ma al contempo crea nuovi

contesti mobili. Il contesto, pertanto, è centrale nel mobile learning ed è generato

continuamente dalle persone che interagiscono tra loro, con l’ambiente e gli strumenti

quotidiani. Il London Mobile Learning Group (LMLG) propone un nuovo approccio che analizza

il mobile learning da un punto di vista ecologico caratterizzato dalla relazione tra:

agency: le nuove generazioni manifestano sempre più nuove modalità di apprendere in base

• alle quali la quotidianità diventa un ambiente che presenta al tempo stesso sfide e risorse

potenzialmente utili per l’apprendimento, in cui il processo di acquisizione di conoscenze e

competenze avviene individualmente in relazione a ciò che si ritiene rilevante e dove il

mondo è diventato un curriculum popolato da utenti di dispositivi mobili in condizioni costanti

di attesa e contingenza;

pratiche culturali: i dispositivi mobili vengono sempre più utilizzati per l’interazione sociale,

• comunicazione e la condivisione. L’apprendimento è visto come un’attività di costruzione del

significato culturalmente situata fuori e dentro le istituzioni educative e l’uso dei media nella

vita di tutti i giorni ha acquistato significato culturale;

strutture: le nuove generazioni vivono nella società del rischio individualizzato, dove vanno

• emergendo nuove stratificazioni sociali e si moltiplicano strumenti mobili e individualizzati di

comunicazione e infrastrutture tecnologiche molto sofisticate. Il loro apprendimento è

fortemente influenzato dai curricula tradizionali con approcci specifici verso l’uso di nuove

risorse culturali per l’apprendimento.

I concetti chiave che forniscono le basi per una rappresentazione delle dimensioni teoriche del

mobile learning sono:

la personalizzazione e l’apprendimento autonomo: la personalizzazione comporta l’adattamento

• alle motivazioni e ispirazioni dei destinatari, rendendo lo studente parte attiva nella

determinazione e nel controllo degli obiettivi di apprendimento;

l’autenticità e l’apprendimento situato: l’autenticità del compito si riferisce al fatto che esso

• richiede di affrontare un problema realistico e potenzialmente attuabile dai professionisti nel

mondo reale. L’apprendimento situato interpreta l’apprendimento come una pratica socialmente

situata e basata sulla partecipazione periferica legittimata ad una comunità di pratica: il soggetto

che apprende partecipa alla pratica reale dell’esperto e sviluppa abilità e competenze in un

determinato dominio di conoscenze. Si possono individuare due principali modelli di

apprendimento autentico: quello basato sulla simulazione, che utilizza lo spazio di

apprendimento come ambiente nel quale fare esperienza, e quello che fa leva sulla

partecipazione degli studenti al lavoro reale di una comunità professionale;

la collaborazione e l’apprendimento come attività di costruzione di significati: la collaborazione è

• il motore dell’apprendimento che consiste in un’attività di negoziazione dei significati. Gli studenti

possono raggiungere elevati livelli di collaborazione costruendo ricche connessioni con altre

persone e risorse attraverso l’uso dei loro cellulari. Lo scambio di dati è immediato e naturale.

Il microlearning è in generale definito in termini di contenuti, processi e tecnologie, considerati a

livelli micro in opposizione ai livelli meso e macro: il microlearning consiste in momenti o episodi di

apprendimento focalizzati su uno specifico compito o contenuto e articolato in frasi brevi. In termini

4

di tempo il microlearning si riferisce ad attività brevi benché impegnative, mentre in termini di

contenuti consiste in unità piccole o addirittura molto piccole.

E’ possibile individuare una varietà di approcci didattici alla progettazione dell’apprendimento

supportato dai dispositivi mobili. Assumendo una prospettiva centrata sull’attività, le 6 principali

tipologie didattiche:

attività di taglio comportamentista, ossia attività che promuovono l’apprendimento come un

1. cambiamento verificabile attraverso azioni osservabili;

attività di taglio costruttivista, ossia attività in cui gli studenti costruiscono attivamente nuove

2. idee o concetti basati sia sulle conoscenze precedenti che su quelle correnti;

attività di apprendimento situate, ossia attività che promuovono l’apprendimento in contesti

3. autentici;

attività collaborative, ossia attività che promuovono l’apprendimento attraverso l’interazione

4. sociale;

episodi informali di apprendimento e lifelong learning, ossia attività che supportano

5. l’apprendimento che avviene al di fuori di un ambiente d’apprendimento dedicato e un

curriculum formale;

supporto didattico dell’apprendimento, ossia attività di assistenza nel coordinamento degli

6. studenti e delle risorse per l’apprendimento.

Le tipologie di mobile learning sono classificate sulla base della:

Teoria della distanza transazionale di Moore. Moore ha introdotto il concetto di distanza

1. transazionale per indicare l’insieme dei fattori che possono contribuire allo scarto percettivo e

comunicativo tra l’insegnante e l’apprendente. L’ampiezza dello scarto si misura in presenza o

in assenza di un dialogo educativo, da una parte, e la presenza o assenza di una struttura più

o meno vincolante, dall’altra. Il modello di Moore permette così di situare i programmi educativi

alla convergenza tra l’asse del dialogo e quella della struttura, indipendentemente dalla

distanza geografica;

Activity Theory di Engeström. L’Activity Theory fornisce un quadro analitico per la

2. comprensione delle azioni di un individuo (soggetto) sui materiali di apprendimento (oggetti)

attraverso la mediazione di artefatti, l’interazione con una comunità, governata da una serie di

regole, e distribuita attraverso la divisione del lavoro.

Combinando queste due teorie, è possibile individuare 4 tipologie di mobile learning, assumendo

come unità d’analisi la singola attività:

alta distanza transazionale e attività sociali di mobile learning. Tale tipologia richiede

1. programmi altamente strutturati. Essa potrebbe sostituire la tradizionale attività di gruppo

condotta in classe con il supporto delle tipologie, in cui gli studenti in gruppo o a coppie

svolgono un compito;

alta distanza transazionale e attività individuale di mobile learning. Tale tipologia si rivela come

2. un’estensione dell’e-learning ma con un maggior gradi di flessibilità, consentendo ai singoli

studenti di integrare questo tipo di apprendimento nella propria vita mobile quotidiana. Essa

inoltre è molto influenzata dal contesto rispetto a quando e dove apprendere e il docente offre

un supporto minimo allo studente nel controllo del proprio apprendimento;

bassa distanza transazionale e attività sociali di mobile learning. Tale tipologia, che si

3. caratterizza per il basso grado di strutturazione del programma o contenuto, si dimostra come

una delle forme più avanzate in termini di versatilità dei dispositivi mobili e di interazioni sociali

tra gli studenti;

bassa distanza transazionale e attività individuale di mobile learning.

4.

Le 4 schematizzazioni precedenti non sono molto distanti dalle 4 architetture didattiche di Clark:

l’architettura ricettiva, che si basa sulla trasmissione dell’informazione;

1. l’architettura direttiva, che si caratterizza per brevi lezioni, pratica, feedback correttivi e

2. progressione dal semplice al complesso;

l’architettura a scoperta guidata, che si fonda sull’approccio problem-based, l’apprendimento

3. situato, l’uso di simulazioni esperienziali, la valorizzazione dell’errore, il coaching e modelli

esperti;

l’architettura esplorativa, che si distingue per elevato controllo del discente sul processo di

4. apprendimento, ambienti da esplorare e orientamento alla navigazione dell’ambiente. 5

Ranieri mutua lo schema di Clark introducendo la strategia delle famiglie collaborative in

alternanza all’architettura esplorativa. Le architetture collaborative si caratterizzano per forme di

peer learning e peer tutoring, orientamento al project work, apprendimento situato e approccio

problem based. Considerando l’elevato potenziale delle tecnologie mobili a supporto di attività

esplorative, un nuovo schema di sintesi descrittivo delle principali tipologie di mobile learning

guarda a 2 principali variabili: il grado di strutturazione dei contenuti e il livello di interattività e

interazione consentito dal sistema formativo.

La progettazione didattica nel mobile learning può essere rappresentata come un processo

lineare, basato sull’organizzazione sequenziale dei contenuti e degli interventi didattici,

preventivamente definiti e pianificati dal progettista sulla base degli obiettivi d’apprendimento e

della valutazione delle conoscenze, oppure come un processo dal carattere aperto e ricorsi destino

a evolvere grazie alla partecipazione stessa degli studenti che, negoziando obiettivi e contenuti,

diventano loro stessi co-autori del progetto educativo. Nella pratica del mobile learning sono

riscontrabili 2 principali tendenze:

l’approccio top-down. Le tecnologie possono essere introdotte nei contesti formativi attraverso

1. interventi dall’alto, inserendole così all’interno delle pratiche di insegnamento e apprendimento

correnti. Un vantaggio degli interventi di questo tipo consiste nel fatto di garantire a tutti gli

studenti pari opportunità e una migliore pianificazione e gestione delle iniziative. Invece, uno

dei principali limiti di questo approccio è alienare gli studenti dalle loro personali risorse

dell’apprendimento della vita di tutti i giorni;

l’approccio bottom-up. Questo approccio tiene conto delle risorse disponibili in termini di

2. dispositivi e conoscenze degli studenti e insegnanti. Avvalendosi dei propri dispositivi, gli

studenti hanno già sviluppato una familiarità d’uso e possono sviluppare nuove competenze.

Possibili criticità derivano dal fatto che non tutti possono disporre di dispositivi mobili o ne

possono disporre ma sono modelli vecchi.

Per la progettazione di e-learning occorre effettuare una valutazione dei vincoli d’ingresso e delle

loro relazioni. Variabili rilevanti a questo livello sono: le caratteristiche dell’utenza, obiettivi

apprendimento e tipologia dei contenuti, che possono variare in relazione al grado di apertura,

stabilità, multimedialità e interattività, e risorse umane e tecnologiche, che si riferisce al numero di

docenti/formatori disponibili per lo svolgimento del percorso didattico e alle loro competenze

tecnologiche pregresse. L’analisi di queste variabili fornisce una base per prendere decisioni in

marito a:

la tipologia di mobile learning o combinatoria di tipologie;

• il grado di integrazione tra contesti formali e informali;

• l’orientamento top-down oppure bottom-up.

Per governare i possibili attriti tra il mondo formale delle istituzione educative e quello mobile,

informale ed elusivo dei dispositivi digitali utilizzati quotidianamente nella vita quotidiana, è

possibile considerare 4 parametri utili in sede progettuale:

parametro A: riguarda il setting didattico, gli spazi di apprendimento e le forme sociali

1. dell’apprendimento, spaziando dalle pratiche educative formali alla vita di tutti i giorni;

parametro B: concerne la relazione che lo studente ha con l’oggetto d’apprendimento che può

2. configurarsi come riproduzione mimetica o all’apposto ricostruzione personale;

parametro C: riguarda l’expertise individuale dello studente e oscilla dal polo curriculum

3. scolastico al polo competenza ingenua acquisita nella vita quotidiana;

parametro D: si riferisce alla varietà delle differenti forme di rappresentazione.

4.

Alla base del mobile learning c’è l’idea secondo cui, piuttosto che progettare interventi formativi

pensando allo studente medio per poi aggiungere percorsi personalizzati, occorra progettare

l’istruzione sin dall’inizio come potenzialmente rivolta a tutti, tenendo conto delle varie specificità

degli studenti in rapporto a:

equità d’accesso. Il contenuto del corso deve essere accessibile alle persone con disabilità e

1. nelle diverse aree geografiche. Ciò implica lo sviluppo di contenuti e attività alle quali si possa

accedere attraverso una varietà di dispositivi. Per allestire un progetto di mobile learning

accessibile occorrerebbe erogare contenuti nel formato più semplice possibile e utilizzare

sistemi di archiviazione documenti e condivisione siti; 6

flessibilità d’uso. La progettazione di un corso dovrebbe tener conto di un’ampia varietà di

2. abilità individuali, preferenze, scadenze, livelli di connettività e scelta dei metodi d’uso. Il mobile

learning dovrebbe offrire la possibilità di scegliere come usare i materiali didattici;

uso semplice e intuitivo. Ciò che è inutilmente complesso va eliminato per rendere il corso

3. semplice e intuitivo;

informazione percepibile. E’ raccomandabile aggiungere didascalie, descrittori e trascrizioni;

4. limitazione dei rischi. E’ possibile ridurre i rischi e arginare le conseguenze degli errori

5. progettando ambienti di apprendimento con una tolleranza per l’errore;

sforzo fisico e tecnico minimo. Il mobile learning andrebbe sviluppato richiedendo il minimo

6. sforzo fisico e tecnico;

comunità di apprendimento e supporto. Il supporto alla comunità di apprendimento dovrebbe

7. essere garantito attraverso lo sviluppo di strumenti adeguati, incoraggiando molteplici modalità

educative e raggruppando gli studenti a seconda del loro accesso tecnologico e le loro

preferenze;

clima istruttivo. Esso si focalizza sull’impatto del docente nella gestione del corso piuttosto che

8. nella sua progettazione.

La valutazione dei processi formativi e degli apprendimenti non costituisce un ambito specifico del

mobile learning e presenta sfide non facilmente risolvibili. 6 specifiche attività per la valutazione

dell’apprendimento in mobilità sono:

la difficoltà a individuare il contesto di apprendimento. L’apprendimento ha luogo tra contesti e,

1. nel caso del mobile learning, l’attenzione cade non solo su come si apprende nelle varie

situazioni, ma anche su come le persone generano nuovi contesti attraverso le loro interazioni

e su come avviene l’apprendimento tra questi nuovi contesti generati dagli utenti;

la valutazione del processo di apprendimento e i suoi risultati. Nei contesti tradizionali come la

2. classe si annoverano metodi ormai consolidati e largamente accettati per valutare le attività di

apprendimento. Nel mobile learning chi valuta può visionare le videoregistrazioni per

individuare momenti significativi che sembrano indicare lo sviluppo di nuove forme di

apprendimento o importanti cambiamenti concettuali, da un lato, oppure sta chiedendo aiuto, o

anche sta lavorando ma fraintendendo la consegna;

gli aspetti etici. Fare ricerca in campo sociale ed educativo richiede il rispetto di norme etiche

3. che tutelano i soggetti coinvolti nella ricerca. Nel settore educativo esistono linee guida ormai

consolidate, come pure nella ricerca applicata a Internet. Si tratta quindi di trasferire,

adattandole, tali linee guida ai contesti di mobile learning, tenendo conto delle loro specificità.

Una grande sfida per la valutazione nel mobile learning è quella di informare accuratamente i

partecipanti, facilitare la loro partecipazione e formare capacità di ricerca adeguate agli

standard etici;

le questioni tecniche. Elementi ricorrenti nella valutazione del mobile learning hanno riguardato

4. le limitazioni intrinseche dei dispositivi mobili. Ulteriori problematiche sono legate al fatto che gli

studenti si muovono tra molteplici contesti.

la dimensione istituzionale e il tema dell’innovazione nelle organizzazioni. Occorre analizzare il

5. cambiamento ai vari livelli per valutare la relazione tra l’apprendimento personale supportato

dalle tecnologie mobili e la capacità istituzionale di sostenere queste forme di apprendimento,

per soppesare la distanza o meno tra l’esperienza d’apprendimento dello studente e le pratiche

didattiche correnti, guardando al cambiamento sul lungo periodo;

il carattere formale o informale dell’apprendimento basato sulle tecnologie mobili.

6. L’introduzione delle pratiche di mobile learning può alterare il carattere formale/informale

dell’esperienza stessa.

Nell’ambito specifico della valutazione degli apprendimenti, il mobile assessment designa quelle

forme di valutazione basate sull’impiego di dispositivi mobili. Tali dispositivi consentono di valutare

gli apprendimenti degli studenti in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Inoltre, permettono di

realizzare forme di valutazione personalizzate, centrate sullo studente e situate nel contesto.

Esistono diverse tipologie di mobile assessment a seconda dello strumento utilizzato e del modello

pedagogico sotteso all’impianto valutativo. Le principali di tipologie di mobile assessment sono:

l’uso dei risponditori in aula. I risponditori elettronici e altri sistemi similari sono piccoli strumenti

1. wireless utilizzabili in aula dagli studenti per rispondere alle domande dell’insegnante. Le

risposte, comunicabili in modo anonimo o meno, possono essere aggregate e presentate alla 7

classe come stimolo per la discussione oppure possono essere utilizzare dall’insegnante per

fornire feedback personalizzato agli allievi;

l’autovalutazione;

2. la valutazione tra pari;

3. la valutazione collaborativa. L’integrazione di strumenti mobili negli ambienti elettronici per

4. l’apprendimento collaborativo insieme all’adozione di strumenti di supporto intelligenti per la

valutazione contribuiscono allo sviluppo di forme innovative di valutazione collaborativa. Le

tecnologie portatili possono favorire il lavoro complesso di valutare il lavoro di gruppo;

i test automatici adottivi su dispositivi mobili, le cui componenti sono principalmente 4, ossia

5. l’insieme di item, la procedura di selezione degli item, la stima di abilità e la regola di arresto. Il

sistema acquisisce informazioni sul contesto dello studente in mobilità e sulla base degli input

ricevuti personalizza le attività formative e/o l’infrastruttura. L’adattamento ai contenuti può

avvenire nelle forme e ai livelli più diversi;

la valutazione dinamica. La valutazione dinamica è una tipologia valutativa integrata nel

6. processo istruttivo, nell’ottica della valutazione intesa come parte integrante della strategia di

insegnamento e apprendimento. Essa può essere attuata all’inizio o alla fine del percorso

didattico;

la valutazione sensibile al contesto. Un sistema è sensibile al contesto se è capace di

7. estrapolare, interpretare e usare le informazioni sul contesto e di adattare le proprie

funzionalità al contesto dato. Il contesto include lo stato dello studente, quello dell’attività

educativa, quello infrastrutturale e quello ambientale;

la valutazione sensibile alla posizione I sistemi sensibili alla posizione sono in grado di rilevare

8. la posizione corrente di un utente e modificare il proprio comportamento sulla base di essa;

la valutazione basata sul mobile game based learning. I dispositivi mobili hanno fatto il loro

9. ingresso anche nel settore dei videogiochi educativi. Si parla di mobile game based learning

quando l’uso delle tecnologie mobili consente ai giocatori di interagire con scenari ludici in

qualsiasi luogo.

Le dimensioni psicologiche dell’apprendimento tentano di fornire alcune raccomandazioni utili

per dormire mobile learner efficaci. Il fatto che le nuove generazioni siano nate in un mondo

ipertecnologico non comporta di per sé che siano disposte a utilizzare i propri dispositivi personali

per attività orientate all’apprendimento. L’apprendere in mobilità comporta un livello di complessità

che richiede lo sviluppo di specifiche abilità cognitive e digitali, utili in generale per apprendere e

nello specifico per apprendere in mobilità. L’uso del computer contribuisce a migliorare la

motivazione degli studenti con implicazioni positive in termini di acquisizioni apprenditive. Studi

sulla motivazione mostrano come le peculiarità di questi dispositivi esercitino un appeal maggiore

sulla motivazione rispetto a precedenti strumenti tecnologici. Sul piano psicologico sono stati

individuate 5 questioni di cui tener conto nella progettazione e gestione di interventi di mobile

learning efficaci:

la natura della memoria e la sua dipendenza dal contesto. Quando il contesto di codifica, ossia

1. il luogo fisico in cui si decodifica un’informazione, e il contesto del ricordo, ossia il contesto in

cui si rievoca quella informazione, coincidono, la memoria è maggiore. Sul piano educativo, la

ricerca ha evidenziato come il recupero di materiale recentemente appreso sia particolarmente

sensibile all’influenza del contesto;

la limitatezza delle risorse cognitive. La memoria umana e le capacità di apprendimento sono

2. limitate dal numero finito di risorse del nostro sistema cognitivo, in particolare dai limiti

dell’attenzione e della memoria di lavoro. Il carico cognitivo viene definito come la quantità

totale di attività mentale imposta alla memoria di lavoro in un dato istante;

la conoscenza distribuita e l’apprendimento situato. Lo studente deve sviluppare competenze

3. digitali più sofisticate, orientate al social networking e capacità cognitive più generali finalizzate

alla ricerca, valutazione e selezione efficace di risorse informative utili per l’apprendimento;

la rilevanza della metacognizione per il mobile learning. E’ importante accompagnare le

4. iniziative di mobile learning con interventi intenzionalmente orientati a sviluppare capacità

metacognitive in contesti d’apprendimento mobili;

le differenze individuali rispetto alle modalità d’impiego delle tecnologie. E’ necessario

5. sviluppare un’opportuna consapevolezza sui diversi modi in cui la tecnologia può essere

utilizzata, dato che le differenti pratiche d’uso e motivazioni possono influenzare diversamente i

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher likelikelike di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Ranieri Maria.

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