Introduzione
L’imponente diffusione di dispositivi mobili ha dato impulso alla diffusione e all’utilizzo di tali applicativi. Un fenomeno crescente come quello della diffusione delle tecnologie mobili sembra avvicinare sempre più masse di giovani alla fruizione di contenuti culturali o pseudo-tali, ma anche allontanare sempre più la scuola dalle nuove generazioni. Le caratteristiche dei dispositivi mobili possono essere esplorate in relazione alle nuove generazioni, dato che i giovani non solo hanno adottato queste tecnologie, ma ne hanno sfruttato anche e soprattutto le potenzialità integrandole nella loro vita quotidiana.
Al tempo stesso ci sono alcuni rischi tipicamente associati all’ingresso di nuove tecnologie sulla scena educativa. Il primo riguarda l’emergere delle nuove mitologie tecnocentriche, in particolare la tendenza a credere nel potere rivoluzionario delle tecnologie viste come un rimedio per i mali dell’educazione. Alle tecnologie si attribuisce il potere intrinseco di risolvere i problemi educativi, ma va ricordato che la storia ci ha insegnato che all’entusiasmo tecnocentrico segue sempre una grande delusione.
Il secondo rischio si lega al modo di concepire il ruolo delle tecnologie in educazione, spesso considerate come canali alternativi alla figura dell’insegnante per la trasmissione di contenuti. A volte, gli approcci erogativi e centrati sul contenuto possono essere funzionali alle condizioni date o comunque gli unici praticabili. Altre volte, però, l’adozione di simili prospettive dipende da una mancata valutazione delle opzioni pedagogiche possibili che il progettista di formazione può considerare allo scopo di trarre vantaggio dalle potenzialità del dispositivo a beneficio della crescita della persona.
Capitolo 1: Verso il mobile learning
Viviamo in un mondo sempre più mobile e connesso: siamo davanti ad un fenomeno globale che vede ormai tutti sempre connessi ovunque. Gli effetti di questo fenomeno sulla comunicazione e l’interazione sociale evidenziano l’emergere di una nuova fenomenologia dello spazio e del tempo e di nuove pratiche socio-culturali. Lo spazio dei flussi designa l’organizzazione materiale di interazioni sociali che si svolgono simultaneamente a distanza attraverso la comunicazione in rete e si fonda su un’infrastruttura tecnica, un’organizzazione sociale e una geografia reticolare territorializzata.
Lo sviluppo delle tecnologie mobili contribuisce alla diffusione dello spazio nei flussi, poiché esse mettono in connessione una molteplicità di luoghi attraverso le pratiche soggettive di individui che interagiscono tra loro, essendo presenti in un determinato luogo ma comunicando al tempo stesso con persone che si trovano altrove. Nello spazio dei flussi, anche il tempo assume nuove connotazioni, acquistando la consistenza di un tempo senza tempo. Nel tempo senza tempo, l’attesa lascia il campo ad un tempo sempre potenzialmente comunicativo e la nozione di tempo è alleggerita, adattandosi a tutti i tipi di attività.
Il mondo dei dispositivi mobili si basa su tipologie tecnologiche molto variegate. Vi sono due aree di ricerca tecnologica che meritano una particolare attenzione come premessa per inquadrare le tecnologie mobili dell’insegnamento e dell’apprendimento, ossia la Realtà Aumentata (RA) e l’Ambient Intelligence (AmI). Pensare al rapporto tra realtà e virtualità nei termini di un continuum, immaginando una transizione ininterrotta tra ambienti reali e virtuali, può essere utile ai fini di un chiarimento concettuale della Realtà Aumentata.
All’interno del continuum, la Realtà Aumentata (o anche Mista) si definisce alla convergenza tra oggetti reali e virtuali. Le tecnologie proprie della Realtà Aumentata sono riconducibili alla Realtà Aumentata spaziale, che si avvale di proiettori digitali per proiettare oggetti virtuali e informazioni sugli oggetti reali, alla Realtà Aumentata per sovrapposizioni visive, che si basa su segnali visivi atti a generare immagini che si sovrappongono agli oggetti reali, e alla Realtà Aumentata autolocalizzante, che utilizza dati GPS dei dispositivi mobili e le informazioni visive per calcolare l’orientamento spaziale.
L’Ambient Intelligence nasce alla fine degli anni Ottanta grazie all’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Alle origini il computer non era un dispositivo alla portata di tutti per i costi e per le conoscenze e le abilità necessarie per farne uso. Dopo gli anni Ottanta, grazie alla miniaturizzazione dei dispositivi e alla semplificazione delle procedure d’uso, ogni utente può usufruire di un computer. L’ampia disponibilità di risorse di cui disponiamo oggi ha reso possibile lo sviluppo dell’Ambient Intelligence. L’idea di base dell’Ambient Intelligence è che arricchendo l’ambiente con le tecnologie sia possibile allestire un sistema capace di percepire le caratteristiche degli utenti e del loro ambiente, di ragionare sui dati accumulati e di selezionare le azioni che producono benefici per gli utenti nell’ambiente. Le principali caratterizzazioni emergenti dell’Ambient Intelligence è costituita da 6 aggettivi: sensibile, reattivo, adottivo, trasparente, ubiquitario e intelligente.
Il mobile learning affonda le sue origini negli anni Ottanta con la sperimentazione in ambito scolastico dei primi computer portatili. Tuttavia, il mobile learning ha comunicato a diffondersi in modo più ampio solo dalla metà degli anni Novanta, attraverso la realizzazione di alcuni progetti di ricerca volti ad esplorare le potenzialità didattiche di una nuova generazione di tablet PC e Personal Digital Assistant (PDA). Le 3 fasi del mobile learning sono:
- Il focus sui dispositivi, che si concentra su quali dispositivi utilizzare in contesto educativo per insegnare e apprendere;
- Il focus sull’apprendimento fuori dall’aula, che pone attenzione sull’apprendimento fuori dalla classe, che caratterizza diversi progetti orientati a esplorare le affordance dei dispositivi mobili a supporto di gite scolastiche, visite ai musei, sviluppo professionale, apprendimento di piccole dimensioni e crescita personale. Per essere usabili in contesti educativi, le soluzioni tecnologiche dovevano essere altamente portatili, per garantire la disponibilità sempre e ovunque, individuali, per adattarsi allo stile personale di apprendimento del soggetto, non invasive, disponibili ovunque per supportare la comunicazione con i docenti e tra pari, adottabili in modo dinamico al contesto di apprendimento e alle abilità dello studente, persistenti, ossia funzionali al lifelong learning e indipendenti dai cambiamenti tecnologici, utili rispetto alle esigenze comunicative della vita di tutti i giorni, a scuola, a lavoro e nel tempo libero e facili da usare anche da parte di soggetti con bassa familiarità tecnologica;
- Il focus sulla mobilità dello studente, che riguarda 3 principali direttrici di ricerca: mixed/augmented reality learning (apprendimento basato sulla realtà mista/aumentata), che cerca di arricchire l’attività di costruzione di significato da parte dello studente consentendogli di partecipare ad un ambiente mediale ricco piuttosto che consumare passivamente conoscenze e informazioni, context-sensitive learning (apprendimento sensibile al contesto), che rappresenta un’area di ricerca emergente che sembra avere buone potenzialità per il coinvolgimento degli studenti in attività di costruzione della conoscenza attraverso pratiche interattive basate sui servizi location-aware in grado di rilevare l’esatta posizione fisica del dispositivo mobile, e ambient learning, che fa leva sull’impiego di artefatti digitali per arricchire l’ambiente fisico e favorire l’apprendimento in quanto gli strumenti tecnologici vengono utilizzati per migliorare l’attività dell’utente nel contesto attraverso la progettazione di ambienti ricchi di risorse, che consentono forme innovative di insegnamento e apprendimento.
Possiamo distinguere tra 5 principali approcci definitori al mobile learning:
- Il mobile learning centrato sulle tecnologie, che si basa su un’interpretazione del mobile learning inteso come apprendimento reso possibile dall’uso di tecnologie mobili. Il dispositivo è qui visto principalmente come strumento per veicolare contenuti, accessibili in ogni luogo e in ogni momento;
- Il mobile learning come evoluzione dell’e-learning. Il mobile learning si caratterizza come un’estensione dell’e-learning: le tecnologie mobili vengono qui viste come strumenti a supporto di approcci e soluzioni già in uso nell’e-learning, integrando funzioni mobili nei tradizionali ambienti di apprendimento oppure utilizzando tecnologie mobili per accedere alle piattaforme e-learning;
- Il mobile learning come complementare all’istruzione formale. L’educazione formale viene spesso identificata con la didattica tradizionale, intesa come quella forma di insegnamento/apprendimento che ha luogo in un determinato contesto spazio-temporale. L’apprendimento informale è invece quello che avviene in ogni luogo e in ogni tempo e, da questo punto di vista, il mobile learning viene considerato come un’esperienza di apprendimento informale. È probabile che un dispositivo mobile possa consentire, più di altri dispositivi, attività di apprendimento informale, ma, secondo diversi autori, questa caratteristica non è sufficiente per caratterizzare il mobile learning;
- Il mobile learning centrato sugli studenti, che pone in primo piano la necessità di superare gli approcci tecnocentrici per porre al centro lo studente riflettere sulle forme di apprendimento attivabili attraverso il supporto di tecnologie mobili;
- L’approccio ecologico al mobile learning, che non riguarda tanto l’erogazione di contenuti attraverso dispositivi mobili quanto piuttosto il processo che conduce alla conoscenza e al saper interagire con successo in e attraverso nuovi e sempre mutevoli spazi di apprendimento.
Il mobile learning ha a che fare con la comprensione e la capacità di utilizzare la vita quotidiana come spazio di apprendimento. L’uso di tecnologie mobili per l’apprendimento può essere visto come la risposta in termini didattici ai cambiamenti di cui stanno facendo esperienza giovani e bambini sul piano culturale, mediale e nelle abitudini di apprendimento.
Capitolo 2: La dimensione pedagogico-didattica. Apprendimento, progettazione, valutazione
Tutt’oggi la ricerca nel campo del mobile learning non ha ancora una teoria consolidata in questo settore, in particolare per quanto attiene alla dimensione pedagogico-didattica. Non mancano comunque esperienze e ricerche sulla riflessione pedagogica intorno al valore aggiunto delle tecnologie mobili per l’apprendimento, con l’obiettivo di formulare una teoria capace di orientare la progettazione di interventi formativi per il mobile learning.
Un punto di partenza per avviare una riflessione sulle dimensioni teoriche del mobile learning, finalizzata a comprendere quale possa essere lo specifico contributo innovativo che i dispositivi mobili possono apportare rispetto a precedenti tecnologie, consiste nel mettere a fuoco le affordance di tali strumenti. I dispositivi mobili rappresentano una sorta di totem della moderna società consumistica, prima nel ruolo di indicatori di status e poi come oggetti di ampio consumo capaci di connettere chiunque in ogni luogo e in qualsiasi momento.
Se si guarda ai dispositivi mobili non tanto per le loro performance tecniche, ma per il ruolo che giocano nella vita quotidiana come risorse culturali attraverso cui le persone si esprimono e costruiscono relazioni, allora comincia a farsi strada la possibilità di avvalersene come strumenti strategici per la formazione della persona, l’interazione sociale e la costruzione di significato. Esiste una certa convergenza su alcune caratteristiche tipiche delle tecnologie mobili per l’apprendimento che sono:
- La portabilità e la flessibilità: le tecnologie mobili sono caratterizzate da dimensioni relativamente ridotte che le rendono facilmente probabili e usabili sempre e ovunque. In quanto digitali, si possono modificare facilmente le risorse, presentarle e ripresentarle a seconda delle necessità e del gruppo al quale ci si rivolge;
- La multifunzionalità e la convergenza tecnica: i dispositivi mobili accorpano una verità di funzionalità e offrono contenuto on demand e la possibilità di crearlo in tempo reale;
- La velocità, l’ubiquità e la facilità d’accesso: grazie alla rete wireless attraverso un semplice on/off del dispositivo è possibile accedere con rapidità a una molteplicità di risorse sempre e ovunque, proprio quando servono;
- La multimodalità e la multimedialità: le tecnologie mobili consentono di presentare il contenuto utilizzando una varietà di sistemi di rappresentazione e una combinazione di codici espressivi;
- Il multitouch e il possesso personale, che vengono interpretate come una affordance particolarmente significativa sul piano motivazionale;
- La non linearità: l’ipertestualità, ossia la possibilità di gestire in modo non lineare l’informazione che consente di creare connessioni, abilita nuove possibili sinergie;
- L’interattività e la connettività: i dispositivi mobili sono sempre più connessi, consentendo nuove forme di relazione tra persone sulla base della reciprocità e della navigazione in tempo reale.
La varietà di attributi delle tecnologie mobili e i cambiamenti che stanno attraversando la società della rete nel segno della mobilità hanno condotto gli studiosi all’elaborazione di teorie diverse del mobile learning. I 3 principali approcci che hanno caratterizzato i più noti tentativi di produrre una teoria per il mobile learning sono:
- Formulare una teoria importata dall’e-learning tradizionale e riadattata al mobile learning. Spesso, in molte attività di apprendimento, non sono garantite le condizioni necessarie per una condivisione ottimale o per momenti di riflessione. In tal senso, le tecnologie mobili possono assumere un ruolo importante: facendo le veci dell’insegnante e fornendo feedback costanti, arricchendo l’ambiente in cui la conversazione ha luogo, fornendo strumenti per la registrazione dei dati e per costruire e testare modelli e strategie d’azione per la risoluzione dei problemi, estendendo il dettaglio delle possibili attività e strumenti che possono sostenere e arricchire la conversazione, fornendo strumenti efficaci per presentare, condividere e diffondere idee, progetti e informazioni utili e contribuendo a creare uno spazio conversazionale di apprendimento condiviso, funzionale e disponibile per i singoli studenti e per l’intero gruppo. Tuttavia, se da un lato le tecnologie mobili consentono di aumentare l’interazione tra il discente e l’ambiente che lo circonda, dall’altro ne potrebbe risultare un apprendimento problematico e scarsamente produttivo, se di carattere esclusivamente informale e non monitorato;
- Sviluppare una nuova teoria. L’apprendimento consiste nella capacità di attraversare, connettersi e far crescere altre reti. La capacità di connettersi a fonti informative e reti di persone attraverso le tecnologie digitali è più importante della conoscenza effettivamente posseduta. Apprendere significa rimanere connessi e i dispositivi mobili possono essere visti come degli amplificatori delle possibilità di connessione sempre e ovunque;
- Orientarsi verso una teoria molto più generale e astratta. Il mobile learning è un insieme di processi pubblici e privati di acquisizione del sapere che avvengono attraverso l’esplorazione e la conversazione in diversi contesti, tra le persone e le tecnologie interattive. I fattori culturali che determinano la conversazione sono il controllo, il contesto e la comunicazione. Le tecnologie influenzano profondamente tali fattori e la loro progressiva appropriazione determina l’acquisizione di determinate abilità e la possibilità di creare e reinventare inedite forme di conoscenza, avvalendosi di nuovi strumenti e nuove forme di supporto.
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