Educazione e tecnologie: una storia d'amore instabile
Lo storico americano Larry Cuban, a metà degli anni Ottanta, scrisse un testo in cui fece un bilancio sull’impatto dell’introduzione nel tempo delle tecnologie nella scuola. A partire da questo sguardo storico e comparativo, conclude che il rapporto tra educazione e tecnologie può essere paragonato a “una storia d’amore instabile”. La storia tra educazione e tecnologie ha infatti conosciuto momenti di grande attrazione, grandi speranze e delusioni.
Quando una nuova tecnologia ha fatto la sua comparsa sulla scena, ha generato grande entusiasmo, ma, investendo tutto sulla tecnologia vista come unico fattore che può portare a dei miglioramenti, la tecnologia non può soddisfare tutte le speranze e quindi si arriva al fallimento. Entusiasmo, speranze e delusioni è un ciclo che si ripete continuamente nella storia e dovrebbe portarci ad essere più cauti in certe scelte.
Le tecnologie dell’istruzione non partono dall’ultima moda tecnologia, ma da un’esigenza educativa per vedere se ci può essere una soluzione tecnologica a un problema. Il punto di partenza non è la tecnologia, ma l’educazione.
Tecnologie dell'istruzione e tecnologie dell'educazione
Le tecnologie dell’istruzione e le tecnologie dell’educazione vengono utilizzate come sinonimi, ma da un punto di vista tecnico ci sono delle differenze. Le tecnologie dell’istruzione (TI) designano un ambito più circoscritto che riguarda i processi di insegnamento/apprendimento basati sull’uso internazionale delle tecnologie. Le tecnologie dell’educazione (TE) designano un ambito più ampio che riguarda l’impiego delle tecnologie in qualsiasi aspetto dell’impresa educativa.
Le parole “tecnologia dell’istruzione” e “tecnologia dell’educazione”, al singolare, designano l’ambito di ricerca, ossia quel campo di studi che indaga il ruolo delle tecnologie nei processi d’insegnamento e apprendimento. Le parole “tecnologie dell’istruzione” e “tecnologie dell’educazione”, al plurale, designano le strumentazioni e le applicazioni tecnologiche utilizzate in ambito educativo (ad esempio la lavagna interattiva multimediale, cioè un dispositivo tecnologico usato per supportare l’attività didattica).
Il ruolo del tecnologo dell'educazione
Il tecnologo dell’educazione non è l’informatico-programmatore di applicazioni o software educativi. Il tecnologo dell’educazione non è lo “smanettone” abile nell’utilizzare le diverse applicazioni o programmi. Il tecnologo dell’educazione è un esperto di tecnologie e processi cognitivi ed è in grado di progettare, allestire e valutare sistemi istruttivi efficaci, efficienti e appealing (basati o meno sull’impiego delle tecnologie).
Origini e sviluppo delle tecnologie educative
Le origini risalgono ai primi decenni del Novecento con la nascita del movimento per l’istruzione visuale. Dai primi film educativi ai contenuti audiovisivi, nei primi cinquant’anni del Novecento il focus è sui media per insegnare ad apprendere. Domina d’approccio strumentale ai media e alle tecnologie. L’educazione tecnica è intesa come scienza dei mezzi.
La svolta sistemica si ha a partire dagli anni Sessanta, quando il focus si sposta dall’impiego dei media per apprendere alla progettazione, gestione e valutazione di sistemi di istruzione/apprendimento. «Un modo sistematico di progettare, sviluppare e valutare l’intero processo di insegnamento/apprendimento in termini di specifici obiettivi, basandosi sulla ricerca relativa all’apprendimento e alla comunicazione umana, e utilizzando una combinazione di risorse umane e non umane per rendere più efficace l’istruzione». Così “debutta” l’approccio sistemico. L’educazione tecnica è intesa come scienza dell’istruzione.
Filoni di ricerca nelle tecnologie educative
- La ricerca sugli impieghi educativi dei media e delle ICT.
- La ricerca sulla progettazione, gestione e valutazione dei sistemi istruttivi (Instructional design).
Il focus in chiave storica sul primo filone consiste nel comparare interventi formativi in cui si faceva uso di tecnologie con interventi formativi in cui non si faceva uso di tecnologie e valutare quale fosse l’intervento migliore. Il primo media posto in analisi fu il cinema. L’immagine in movimento porta il mondo in aula. L’utilizzo di questi media allarga l’accesso perché porta informazioni anche laddove non ci sono le scuole.
Negli anni Venti e Trenta, la radio permette l’ascolto, anche a chilometri di distanza, della voce di un professore che vuole far lezione. Negli anni Cinquanta è stata la volta della televisione, anche grazie al maestro Manzi che istruiva tantissime persone grazie a trasmissioni televisive. Negli anni Settanta i computer vengono introdotti nelle scuole dei paesi industrializzati.
Dagli anni Settanta ad oggi, si è accompagnata una particolare visione dei computer nell’aula scolastica: in principio si è visto il computer come uno strumento per veicolare contenuti e proporre esercitazioni con feedback automatico. A partire dagli anni Ottanta, l’accento si è spostato sulle opportunità che il computer forniva di amplificare alcune funzioni cognitive. Lo studente poteva così ampliare e sviluppare alcune facoltà cognitive. Il computer è stato visto come uno strumento che ampliava le funzioni comunicative ed espressive. Oggi internet abilita la collaborazione a di...
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