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7 ottobre

Billy Wilder 1906-2002

Introduzione Maestro del cinema hollywoodiano classico

degli anni 40-50- 60. È uno dei registi più

importanti, e di maggiore successo del

cinema americano, ha iniziato la sua

carriera di regista (prima è stato

sceneggiatore), nel 1942 anno in cui ha

diretto il suo primo film, in totale ha diretto

26 film, tra il 1942 e il 1981, è sto attivo

per circa 40 anni. È considerato uno dei

maggiori maestri della commedia

hollywoodiana, con film come “Sabrina”

del 1954, “A qualcuno piace caldo” del

1959 o “L’Appartamento” del 1960, film

interpretati da star come Audrey Hepburn,

Marilyn Monroe e Jack Lemmon e altri nomi molto famosi dell’epoca.

Un grande regista di commedie che però ha diretto anche film di tipo

drammatico, come il film Noir “La fiamma del peccato” e soprattutto ha diretto

uno dei film più famosi “Viale del tramonto” del 1950, dramma ambientato nel

mondo di Hollywood i cui protagonisti sono registi, sceneggiatori, attori ecc.

Il corso mira ad approfondire questo rapporto antitetico della filmografia di Billy

Wilder, da una parte la produzione comica e dall’altra quella drammatica.

FILMOGRAFIA

“La fiamma del peccato” (“Double Indemnity”, 1944)

“Giorni perduti” (“The Lost Weekend”, 1945)

“Viale del tramonto” (“Sunset Boulevard”, 1950)

“L’asso nella manica” (“The Ace in the Hole”, 1951)

“Sabrina” (1954)

“Quando la moglie è in vacanza” (“The Seven Year Itch”, 1955)

“Testimone d’accusa” (“Witness for Prosecution”, 1957)

“A qualcuno piace caldo” (“Some Like It Hot”, 1959)

“L’appartamento” (“The Apartment”, 1960)

“Prima pagina” (“The Front Page”, 1974)

TESTI programma 12 crediti

1) Kristin Thompson, David Bordwell, “Storia del cinema. Un’introduzione”,

McGraw-Hill Education, 2018 (capitoli “L’introduzione del sonoro e lo studio

system hollywoodiano, 1926-1945”, pp. 113-138, “Il cinema americano nel

dopoguerra, 1945-1960”, pp. 173-199, “Caduta e rinascita di Hollywood, 1960-

1980”, pp. 321-348)

2) Noel Simsolo, “Billy Wilder”, Maestri del cinema, Cahiers du Cinéma, 2011

Vita

Regista che immigra ad Hollywood verso gli anni 30’, prende la cittadinanza

americana e vivrà lì per tutta la sua vita. Il suo cognome viene pronunciato con

la pronuncia anglosassone ma in realtà è di origine tedesca e dovrebbe essere

pronunciato “Vilde(a)r”.

Sucha

Il futuro regista, nasce nella cittadina di Sucha il 22 giugno 1906, nasce da una

famiglia ebrea di lingua tedesca. Sucha era una piccola cittadina, che

attualmente si trova nel sud della Polonia, mentre all’epoca si trovava

nell’impero Austro-Ungarico, faceva parte della provincia della Galizia, una

delle più arretrate e depresse dell’impero. La popolazione era dedita

all’agricoltura ed era molto povera, etnicamente era di origine polacca, ma era

presente una consistente comunità ebraica ed etnie minoritarie. In questo

contesto di povertà diffusa, la famiglia Wilder era relativamente benestante,

apparteneva alla piccola media borghesia. In particolare la famiglia della madre

Eugenia Dittler era relativamente benestante, la nonna materna di Billy

possedeva e gestiva un hotel nei pressi di Cracovia, per questo motivo Eugenia

ebbe una buona educazione, e nel periodo precedente all’incontro con il padre

di Billy, era stata ospite per più di un anno da parenti che abitavano a New

York, e lì sviluppo una vera e propria passione per la cultura americana. Il padre

di Billy si chiamava Max. Wilder, apparteneva ad una famiglia più modesta,

quando si conobbe con Eugenia faceva il capo cameriere in un ristorante. Si

sposeranno nel 1903, e nell’anno successivo nascerà il primo figlio e come Billy

svolgerà la carriera di regista con meno successo, dopo il matrimonio e la

nascita del primo figlio, Max Wilder sente la necessità di migliorare la propria

condizione economica e quindi decide di prendere in gestione una piccola

catena di caffè situati nelle stazioni della ferrovia locale. Uno di questi caffè era

situato proprio nella stazione di Sucha dove Billy vi nasce casualmente, infatti

non vi ha mai vissuto.

Secondo l’usanza ebraica prende in eredità il nome di un parente defunto,

Samuel, ma già da piccolo viene soprannominato “Billie” da Buffalo Bill, sempre

per la passione della madre per gli Usa.

La famiglia non era di ebrei praticanti, egli stesso ha raccontato che l’unica

credente era la nonna materna.

Cracovia ( 1906-1916)

Dopo la nascita di Billy il padre Max fa un altro passo avanti nella sua scalata

sociale, abbandona l’attività dei caffè e si trasferisce a Cracovia dove Billy

passa i primi anni della sua vita e quindi infanzia e adolescenza.

Il padre apre un Hotel-ristorante, e qui Billy trascorrerà la sua adolescenza,

mentre Sucha era una cittadina insignificante, Cracovia era una città

importantissima, antica capitale della Polonia.

Che bambino era? Nelle interviste da adulto, il regista si descrive come un

combina guai, compiendo piccole azioni disoneste, come furtarelli e menzogne.

Billy Wilder era un grande intrattenitore, era bravissimo a raccontare e amava

moltissimo essere intervistato, infatti nell’arco della sua lunga vita ha rilasciato

numerose interviste, però aveva anche una tendenza irresistibile ad infiorare e

abbellire i suoi aneddoti, ed in certi casi ad inventarli di sana pianta, era un

grande mentitore. È famosa la sua affermazione durante il periodo in cui era un

giornalista a Vienna, affermava di aver intervistato in una sola giornata:

Sigmund Freud, Ricard Strauss, Staedler ecc.

Può essere associato per lo stesso motivo ad altri registi, come Federico Fellini.

Vienna (1916-1926)

Il futuro regista passa quindi i primi 10 anni della sua vita a Cracovia e poi si

trasferisce a Vienna, non è sicuro l’anno del trasferimento perché molti aspetti

della vita giovanile del regista non sono ben documentati, comunque i biografi

ritengono che il trasferimento sia avvenuto intorno al 1916, nel bel mezzo della

prima guerra mondiale. Ad un certo punto, anche forse a causa della guerra, gli

affari del padre Max non vanno più bene, la gestione dell’Hotel-ristorante di

Cracovia non è più redditizia e quindi decide di trasferirsi insieme alla famiglia

nella capitale dell’impero, cedendo la sua attività a Cracovia.

Nonostante la cessazione dell’attività il padre aveva messo da parte del

denaro, perché la famiglia si trasferisce in un appartamento nel centro di

Vienna, in un quartiere benestante.

Nel 1916 Billy viene iscritto alle scuole superiori, ad un liceo Ginnasio. Fu uno

studente poco brillante come tanti registi prima di lui, come Kubrik, Allen e

Scorzese, in ogni caso Billy come tutti i talenti creativi aveva la tendenza ad

approfondire materie che suscitavano il suo interesse e a lasciar perdere ciò

che non lo interessava, era interessato alla storia e a materie letterarie era un

grande lettore di romanzi e portato per la scrittura mentre detestava le lingue e

le materie scientifiche. Si diploma nel 1924.

Subito dopo su pressioni della madre si iscrive alla facoltà di legge ma

abbandona dopo pochissime lezioni, per il fatto che in quel momento non era

nei suoi progetti trascorrere molti anni dedicandosi agli studi. Infatti nel periodo

precedente al suo diploma aveva subito un tracollo economico per due motivi:

Politico: durante il periodo del liceo, si erano verificati avvenimenti

 politici molto gravi, nel 1918 si era conclusa la prima guerra mondiale e

l’impero Austro- ungarico era stato sconfitto, subito dopo la guerra era

stata rovesciata la monarchia e proclamata la repubblica; ma soprattutto

l’impero non esisteva più e le sue provincie erano diventate stati

indipendenti. Vienna da grande capitale che era, diventa città di uno

stato medio piccolo. Ovviamente questi avvenimenti politici avevano

avuto ripercussioni sul piano economico delle popolazioni e quindi anche

sulla famiglia Wilder.

Familiare: In secondo luogo, il padre di Billy che era un avventuriero,

 una volta arrivato a Vienna si butta in operazioni commerciali sbagliate

che lo obbligano a trasferirsi in periferia.

In questa situazione Billy sente fortissima l’esigenza di rendersi indipendente

sul piano economico il più presto possibile, fra le cose che gli vengono in mente

giornalista

la prima è quella di tentare come per la sua inclinazione verso la

scrittura.

A Vienna in quel periodo esistevano giornali molto prestigiosi che però avevano

un’impostazione molto tradizionale, esisteva tuttavia un quotidiano di recente

1923

formazione fondato nel “Die Stunde” che significa “l’ora”. Questo

quotidiano aveva un’impostazione molto più spregiudicata e moderna rispetto

ad altri, in primo luogo dedicava molto spazio ad avvenimenti sensazionalistici,

in particolare una sua specialità era la cronaca nera, entrando nei dettagli dei

delitti più efferati. Mentre gli altri giornali utilizzavano come raffigurazione dei

disegni, Die Stunde faceva ampio uso di fotografie, in qualche modo è stato il

primo a introdurre il foto giornalismo in Austria, seguendo l’esempio degli Usa.

Nel 1924 Billy che ha 18 anni scrive una lettera al direttore di “Die Bühne”,

riceve un secco rifiuto ma nel tempo, non si sa come riesce a introdursi nella

sua redazione, in un primo tempo scrive piccoli articoli non firmati dedicati a

spettacoli di secondo piano, o addirittura di parole crociate. Tuttavia molto

rapidamente riesce a farsi strada conquistando la fiducia dei suoi superiori e

già nel 1925 riesce a pubblicare articoli importanti da lui firmati su Die Stunde

e Die Bühne, articoli che sono ancora conservati e sono una testimonianza

della sua scrittura.

Nel 1926 la sua condizione migliora, comincia a guadagnare bene ed inizia a

vivere da solo, però nel 1926 esplode un grave scandalo che mette a

repentaglio l’esistenza delle due testate, insieme alla carriera di Billy, infatti

Bèkessy che era un imprenditore spregiudicato, viene accusato di utilizzare le

sue testate giornalistiche (Die Stunde e Die Bühne) al fine di ricattare,

soprattutto nell’ambito della ristorazione con le recensioni (Pizzo-tangenti).

Berlino (1926-1933)

Per questi motivi, vedendo la sua carriera giornalistica a rischio, Billy sente

l’esigenza di cambiare aria e l’occasione gli si presenta quindi a Vienna arriva

in tournée, per una serie di concerti, il famoso jazzista americano Paul

Whiteman. All’epoca, negli anni 20’ era uno dei musicisti americani più

prestigiosi, era un arrangiatore, direttore e compositore molto stimato, Billy

sarà sempre un grande appassionato di musica jazz. Proprio per questa

passione Billy riesce ad ottenere un’intervista con questo grande personaggio,

riesce ad introdursi ne suo entourage e a conoscerlo personalmente e a

conquistare la sua simpatia e fiducia, tanto che Whiteman gli chiede di fargli da

accompagnatore nella tappa successiva della sua tournée, Berlino.

Vedendo in questa proposta un’occasione per abbandonare Vienna e cercare

fortuna altrove, accetta, senza dire però al musicista che non era mai stato a

Berlino, e quindi trascorre i giorni precedenti la partenza, consultando guide e

piantine della città. Parte insieme all’orchestra, tuttavia Billy una volta arrivato,

non riesce a nascondere al musicista che non vi era mai stato, Whiteman va su

tutte le furie e lo licenzia.

Una volta arrivato a Berlino, Billy decide di rimanere e tentare la fortuna.

8 ottobre

Dunque Billy abbandona Vienna in maniera abbastanza casuale e si trasferisce

a Berlino. Città molto diversa, Vienna e Berlino erano agli antipodi:

Vienna capitale dell’impero Austro-Ungarico, piena di monumenti e maestosa,

caratterizzata da un forte tradizionalismo, piuttosto immobile e bloccata nella

contemplazione del suo passato glorioso, finito con la fine della prima guerra

mondiale.

Al contrario Berlino era una città di fondazione recente, non esisteva in epoca

romana e in epoca medievale era solo un piccolo centro di scarsa importanza,

aveva avuto un grande sviluppo in epoca moderna e contemporanea, a partire

dalla fine del ‘700 ma soprattutto nella seconda metà dell’800 – inizi 900’,

diventando una grande metropoli e capitale. Quindi a differenza di Vienna era

una città dinamica, orientata verso il futuro.

Esiste un grande scrittore ed intellettuale viennese attivo nei primi anni del

900, Karl Kraus (1874-1936) che si esprimeva prevalentemente attraverso gli

aforismi (breve massima o sentenza, composta da poche righe con un finale

ironico e fulminante), e proprio attraverso questi descrive bene la

contrapposizione fra Vienna e Berlino.

raffinata

Vienna: → ma immobile e tradizionalista

volgare

Berlino: → ma anche vitale ma anche estremamente moderna

Es. di aforismi

“Ogni viennese è un monumento, ogni berlinese un mezzo di trasporto”

“In verità vi dico che si abituerà prima Berlino alla tradizione che Vienna alla

macchina”

Nonostante i danni e gli effetti negativi della prima guerra mondiale con la

sconfitta della Germania e successivamente la crisi economica e l’inflazione,

anche negli anni 20’ dopo la fine della prima guerra mondiale, Berlino rimane

nel mondo di lingua tedesca, la metropoli moderna per eccellenza, il simbolo

della modernità, grazie ai mezzi di trasporto agli stabilimenti industriali,

l’architettura moderna ecc.

“Berlino-Sinfonia di una grande città “di Walter Ruttmann

1927

Tanto è vero che esiste un famosissimo film tedesco del

1927, una sorta di documentario artistico intitolato

“Berlino-Sinfonia di una grande città” di Walter

Ruttmann. È un documentario muto che attraverso le

immagini e le inquadrature della città e del montaggio in

alcuni casi volutamente accelerato, celebra la città di

Berlino come simbolo della metropoli moderna, tra l’altro il

film non ha un soggetto narrativo ma segue un percorso

cronologico, descrivendo la vita della città dall’alba al

tramonto. Inizialmente ci mostra il risveglio della città di

mattina, proseguendo lungo le fasi della giornata e concludendosi con la fine

dell’attività lavorativa, e mostrando le attività ricreative notturne nei locali di

cabaret, teatri ecc.

È molto interessante che questo film si apra con le riprese da un treno in corsa

che si avvicina e poi entra nella stazione, quasi immaginando che a bordo ci sia

Billy Wilder, che per la prima volta arriva in città. Essendo un film muto,

l’accompagnamento musicale veniva eseguito in sala di proiezione da

un’orchestra, come molti film del periodo possedeva una propria spartitura

scritta appositamente.

“L’angelo azzurro” di Josef von Sternberg 1930

Berlino però non era solo il simbolo della città moderna,

operosa, dinamica ed industrializzata che emerge dalle

immagini del film di Ruttmann, era anche un luogo di

divertimento, il centro era pieno di teatri, cinema,

cabaret, sale da ballo e locali notturni. Era molto diffusa

la prostituzione ed il traffico di cocaina, per cui era vista

dai moralisti, un po’ come una babilonia o città del

peccato, era un città che aveva un atteggiamento

abbastanza tollerante e aperto nei confronti di

comportamenti trasgressivi come ad esempio

l’omosessualità.

Parlando di luoghi di divertimento un po’ equivoci, non

“L’angelo azzurro” Josef von

si può non citare il famosissimo film di

Sternberg del 1930

, che è uno dei primo film sonori tedeschi, divenuto uno dei

grandi classici della storia del cinema.

Trama: ambientato a in una città più piccola di Berlino ma ugualmente

rappresentativa del clima del periodo, racconta la storia di un severo

professore di liceo che casualmente finisce in un locale notturno, un cabaret

piuttosto equivoco “l’angelo azzurro”, li si innamora perdutamente di una

cantante che si chiama Lola-Lola. Questo amore porterà il protagonista alla

degradazione, all’umiliazione, alla sua rovina e all’auto degradazione.

protagonista femminile

La è interpretata da una grandissima attrice tedesca

nata a Berlino, Marlene Dietrich (1901-1992), che aveva già lavorato in

alcuni film muti degli anni 20’, ma che deve la sua notorietà internazionale

proprio alla partecipazione in questo film. Si trasferirà negli Usa come Billy

Wilder, e proseguirà la sua carriera cinematografica ad Hollywood diventando

una delle più grandi dive del cinema americano degli anni 30’. È interessante

notare che quelle che forse sono state le più grandi star femminili del cinema

americano degli anni 30’ erano entrambe di origine europea, da una parte

Greta Garbo (Svedese) e dall’altra parte Marlene Dietrich (Tedesca).

Marlene Dietrich oltre ad essere molto amica di Billy Wilder, comparirà come

interprete all’interno di due film del regista: “Scandalo internazionale” del 1949

e “Testimone d’accusa “del 1958.

Berlino capitale del cinema

Berlino oltre ad essere simbolo della modernità e di divertimenti illeciti, era

anche un grande centro di produzione e di elaborazione culturale

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.santamato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e analisi dei film e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Boschi Alberto.
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