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L’APPARTAMENTO (“The Apartment”) del 1960

Sceneggiatura

È il primo fil di Wilder basato su una

sceneggiatura totalmente originale, dai tempi del

film “L’asso nella manica” del 1951, tutti i film in

mezzo sono tratti da testi preesistenti, in

prevalenza da scritti teatrali. Pur essendo basato

su una sceneggiatura originale il suo soggetto

si basa su alcuni spunti, in primo luogo un film

classico del cinema britannico intitolato “Breve

incontro” del 1945, film che ha ispirato anche

“Quando la moglie è in vacanza”. In particolare in

“Breve incontro” c’è una scena molto importante,

i due personaggi stanno per consumare il loro

rapporto ma vengono interrotti da un

contrattempo, l’uomo che si chiama Alec decide

di portare Laura appunto in un appartamento che

appartiene ad un suo amico e di cui possiede le chiavi, i due si incontrano li, fin

quando improvvisamente il proprietario ritorna dopo aver cambiato i suoi

programmi. La donna riesce a scappare prima di essere scoperta, mentre

l’uomo con molto imbarazzo rimane con il proprietario ignaro di tutto. Secondo

il prof non ci sono tutte queste affinità fra la sceneggiatura di Wilder e questa

scena del film “Breve incontro”, ma dato che Wilder in molte interviste cita

questa sequenza come fonte iniziale per il suo film, l’analogia è parziale in

quanto l’amico (nel film inglese) non è consenziente nell’utilizzo del suo

appartamento, tanto che alla fine si fa restituire la chiave. Altra fonte per la

sceneggiatura di Wilder è presente un fatto di cronaca, uno scandalo

avvenuto ad Hollywood nel 1951, Walter Wanger era un famoso produttore

indipendente sposato a Joan Bennet, nota diva hollywoodiana, Wanger scoprì

che la moglie (che ha sempre negato) lo tradiva con il suo agente. Dopo essersi

convinto della cosa Wanger si presentò armato a casa dell’agente ferendolo,

l’elemento in comune con il film è che secondo la stampa i due amanti si

incontravano in un appartamento di Beverly Hills che l’agente Lang si era fatto

prestare da una suo dipendente, e qui ci avviciniamo ancora di più alla trama

del film di Wilder. Ricordiamo tra le fonti anche un altro film, “La folla” del

1928 che è uno dei più importanti film muti americani degli anni 20, racconta

la storia di un giovane che dalla provincia si trasferisce a New York con grandi

speranze lavorative, trovando però lavoro come impiegato in un anonimo

grande ufficio. Le analogie sono moltissime, ad esempio quando viene

inquadrato il palazzo dall’esterno o l’inquadratura soggettiva dove il

personaggio guarda l’orologio, la scena in cui terminato il turno tutti gli

impiegati escono, e tra l’altro l’uscita degli impiegati viene rappresentata con

una dissolvenza incrociata come nel film “La folla”, è facile intuire che Wilder

conoscesse questo film e che lo citasse apertamente. C’è un’analogia anche

con “La fiamma del peccato” in primo luogo perché l’attore Fred MacMurray

anche in questo caso lavora per un’assicurazione, e anche perché viene ripreso

il suo ingresso nel palazzo. Infine l’attore Tony Curtis che anche nella vita

privata era un donnaiolo, ha dichiarato che durante le riprese di “A qualcuno

piace caldo” aveva avuto frequenti avventure di una notte con delle attricette o

comparse che lavoravano nel film, e che per l’occasione si era fatto prestare da

un suo amico compiacente un appartamento, in qualche modo ha affermato

che il soggetto del film di Wilder in qualche modo si ispirasse al suo vissuto, la

cosa però non ha avuto conferme.

Inizialmente Wilder voleva trasformare questo soggetto prima in un testo

teatrale e poi realizzare in un sec

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Analisi del film: "L'appartamento" di B. Wilder del 1960. A cura del Prof. Boschi e con l'ausilio del testo di Noel Simsolo, “Billy Wilder”, Maestri del cinema , Cahiers du Cinéma, 2011 Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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