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Riassunto esame Storia Sociale Contemporanea, prof. Bianchi, libro consigliato Pace, Pane, Terra. Il 11919 in Italia, Bianchi Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia sociale dell'età contemporanea e del prof.Biabchi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Pace, Pane, Terra. Il 11919 in Italia, Bianchi. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia sociale dell'età contemporanea docente Prof. R. Bianchi

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- prefetti facoltà di autorizzare le occupazioni; via per risolvere la vertenza

in caso di mancato accordo tra le parti.

Nitti aveva quindi scelto una via di compromesso: accogliere alcune istanze del

movimento per preparare il terreno a una sconfitta politica delle forze che

agivano all’interno delle proteste.

- Mossa coraggiose : legalizzazione del fatto per evitare altre tensioni e

quindi a devitalizzare il movimento di lotta si costringeva le

avanguardie contadine a entrare in burocrazia.

- Scelta dovuta al fatto all’emergenza del momento che non poteva in

nessun modo rappresentare una svolta riformatrice dei rapporti sociali

nelle campagne oppure un passaggio verso una riforma agraria,

nonostante gli intenti di Visocchi e Nitti.

- Sono evidenti le debolezze del decreto e l’ambiguità con cui poteva

essere applicata

- Equa indennità_ indica la cifra da destinare ai proprietari come

risarcimento per la concessione di terre ai contadiniil valore della quota

doveva essere misurata misurato in termini morali oltre che monetari

- Il decreto Visocchi rappresentò comunque una vittori tangibile perché

legalizzava le occupazioni e dava un riconoscimento nazionale alle azioni

di lotta tuttavia non bloccò i movimenti contadini.

- Provvedimenti fatto principalmente per la realtà laziale non si poteva

applicare nel mezzogiorno> strumento con cui si sarebbero appellati i

contadini in Sicilia e nel meridione continentale per altre invasioni di

terre.

- Reazione degli agrari> nuova mobilitazione contadina del 1920 che fu più

ampia e violenta.

Se guardiamo alla situazione delle campagne in quei giorni in cui

 veniva approvato il decreto Visocchi vediamo una situazione di

profonda crisi.

Nel corso delle lotte per la terra il Ministero fece due tabulati di sintesi

sull’andamento della situazione nelle campagne (Luglio agosto del 1919)

- Fonti lacunose basate su una approssimazione per difetto dell’andamento

delle campagne

- Assemblò solo notizie varie senza giungere a una sintesi> solo immagine

di un disordine generale

- In quel periodo su 69, in ben 29 c’erano lotte contadine protesta

diffusa e variegata.

All’interno delle varie regioni i fini delle lotte erano diversi in Sicilia,

 regione che aveva visto durante la GG ridursi la superficie coltivata a

frumento e con questa la possibilità di occupazione di manodopera.

In Sicilia molti moti cominciarono subito dopo il decreto Visocchi

 (episodio di Riesi)> come se il Mezziogiorno facesse parte a sé>

ricolta di Ribera con assalto al Palazzo ducale) solo nel Settembre

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del 1919 gli ex combattenti siciliani e gli spiragli d’azione del decreto

cominciarono a offrire una nuova occasione.

Puglia: le proteste contadine si intrecciarono con quelle annonarie il

 

12 settembre le leghe contadine pugliesi decisero di fare una forte

invasione che sarebbe proseguita per un anno (andria Trani: forti

tumulti annonari, lotta per la conquista delle terre e miglioramenti

sindacali)

Nonostante tutte le difficoltà alla fine del 1919 le cooperative dei contadini

siciliani erano riusciti ad ottenere l’assegnazione di migliaia di ettari.

Il prefetto fece di tutto per difendere le proprietà baronali che nel 1919 non

vennero toccate dagli invasori come invece accadde nel 1920, quando i

socialisti conquistarono l’amministrazione comunale.

In molte zone quindi il decreto Visocchi divenne una leva usata da movimenti

contadini che sarebbero esplosi comunque. il fragile equilibrio sarebbe stato

nel 1920, l’anno di forte reazioni agrarie, la mancata applicazione degli accordi

e di una seconda ondata di mobilitazioni rurali.

Una crisi irrisolta

Nel corso del primo anno di pace il partito socialista e la Confederazione

generale del lavoro, le leghe rosse e la Federterra aumentarono notevolmente

le loro forze con la radicalizzazione dello scontro politico e sociale che fu

caratterizzato dalla lotta contro la disoccupazione, causa di tumulti e di ripresa

della lotta agraria.

Il problema era che queste lotte mettevano in discussione l’autorevolezza

morale dell’élite, la libertà di gestire e controllare a loro piacimento il governo

delle terre e dei paesi.

Colpisce che nel patto colonico del 1° novembre 1919 a Siena ci sia il

riconoscimento ai mezzadri alla libertà di matrimonio, di pensiero e

associazione. (il proprietario del fondo non doveva più controllare le strategie

familiari dei contadini)

Nel 1919 si aggravò il groviglio di tensioni politiche e ideali scaturito dalla

guerra, anche col riaccendersi nelle contrapposizioni tra neutralisti e

interventisti e il loro intrecciarsi con la conflittualità sociale e politica.

- Rovesciare le gerarchie tradizionali era uno scandalo

- Requisire le merci e occupare i poderi significava per la classe medio-alta

significava privarla del riconoscimento impegno degli agrari nelle

vertenze giudiziarie e amministrative che fecero seguito alle invasioni di

terre, ai ricorsi, alle richieste di pagamento di affitti ecc.

Parte seconda

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Pane: i tumulti annonari

tumulti per il caroviveri furono un evento centrale del 1919 avrebbero

coinvolto i settori sociali con diversi obiettivi comuni.

- Obiettivo: ribasso dei pressi e il controllo delle merci, la punizione di

speculatori, le dimissioni di sindaci accusati di corruzione o pessima

gestione dei mercati alimentari, il ripristino di norme morali infrante dalle

autorità politiche annonarie, imposizione di un controllo popolare

organizzato sul sistema di gestione delle risorse e talvolta la creazione di

forme di potere diverse da quelle dello stato liberale.

Origine del disordine = rivolta per il pane durante la GG (mobilitazione

annonaria aveva portato a nuova vita aspetti di economia morale per prevenire

o mettere a tacere le proteste sociali.

- Smantellamento sistema annonario = malcontento

- Crollo del governo Orlando il 19 giugno > ondata di tumulti in Liguria >

movimento riprese in Romagna > tutto il regno

Fase di luglio fu la fase più intensa di una rivolta su scala nazionale

L’esplosione dei moti

11 giugno 1919: scoppia una rivolta che paralizza La Spezia contro il caroviveri

(confusione enorme, inaudito e inevitabile lo spreco di merci che rimanevano

sparpagliate o calpestate sui selciati sotto le frenetiche corsi di chi doveva

controllare se arrivassero le forze dell’ordine)

- A nord scioperi di solidarietà per quello che stava accadendo in Liguria, in

Lazio invasioni di terre e a Sud riprendevano gli assalti ai municipi.

- Dai primi di giungo anche la Liguria crisi degli approvvigionamenti>

comunque frutta e verdura immessi > commissario degli

approvvigionamenti mise un calmiere abbassando i prezzi = ribasso

accolto dalla popolazione ma non dai rivenditori. (accettavano solo con

una contemporanea diminuzione dei prezzi presso i produttori. >

Municipio sospende il calmiere= infiammò gli animi dei consumatori e

non fu ritenuto abbastanza dai commercianti> ortolani di Migliarini fecero

un consorzio e andarono il 10 a La spezia.

- A La spezia c’erano molti operai sindacalizzati (solidarietà era diventata

una vera e propria identità di classe), che trovavano in potenti

organizzazioni (socialista o anarchica) le proprie rivendicazioni.

- L’ispettore generale del PS inviato dal Ministero degli interni per trovare

una ragione al caos affermo che l’ostentazione della ricchezza dei

mercanti arricchiti era un insulta e una sfida alle masse più povere

- Autori delle inchieste sottolinearono il rientro nei ranghi dei militari in

servizio durante quei giorni che simpatizzarono con la rivolta a modo loro

(solo requisizioni)

Il ruolo dei soldai e marinai oscillò tra una simpatia attiva per il

 tumulto e un adeguamento passivo agli ordini superiori, senza

giungere a una netta ed esplicita partecipazione di massa alla rivolta,

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come era invece avvenuto nelle cinque giornate della Rivoluzione di

febbraio in Russia.

L’ ondata di giugno

Il questore affermava che si voleva provocare uno sciopero generale di alta

protesta , col rischio di generare disordini.

La scelta di dare inizio a un vero e proprio tumulto annonario fu dunque

pienamente politica a Genova.

Dalla Liguria i comizi si dilagarono in due direzioni: sud e nord

- NB: comizi di solidarietà; Torino: improvviso sciopero per il ritrovamento

del corpo di Rosa Luxemburg e per gli avvenimenti liguri > le forze di

polizia avevano invaso una Casa del popolo.

La situazione che si ebbe fu duplice:

1. Scioperi e comizi promossi dal sovversivismo e riformismo socialista

2. Esplosione dei tumulti contro gli affamatori > manifestazione

accompagnate in vario modo dalle strutture sindacali, socialiste e

anarchiche.

Il ministero degli Interni si raccomandò alla censura per evitare la divulgazione

dei fatti Liguri e far accendere altri focolari non servì a granché

L’ondata di giugno mostrò la forte impronta impressa dall’iniziativa del mondo

sovversivo, socialista e anarchico.

Sembrò cadere in secondo piano il ruolo della donna (era stato centrale nelle

rivolte annonarie durante la guerra)

- Tranne in alcuni casi, come Grosseto, non furono le donne a dare inizio

alle rivolte.

- Presenti nelle lotte ma non con ruolo dirigente

L’ondata di giungo trovò i suoi punti di forza nell’Appennino, dove era

tradizionalmente significativa la presenza anarchica e sindacalista

rivoluzionaria continuità coi moti della GG.

Riemergenza e apice dei tumulti

Durante l’apice delle due rivolte cadde il governo Orlando> 23 giugno nuova

coalizione guidata da Nitti

- Nitti presenta il 9 luglio il programma alla Camera sconvolta dai tumulti

(calmi e severi contro coloro che vogliono turbare l’ordine pubblico

- La strategia del governo fu comunque di spaccare il fronte delle

mobilitazioni: alcune concessioni e repressione dei settori più attivi del

movimento anarchico e socialista

Rivolta del 30 giugno dalla rossa Romagna: Forlì e Imola (> qui le

organizzazioni socialiste e i sindacalisti sia adoperarono per frenare le

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agitazioni e fare accettare ai rivoltosi quello che era stato deciso da sindacato e

prefetto)

- Proclamato lo sciopero generale

- Come nel mese precedente i moti si diffusero attraverso le grandi arterie:

la rete stradale e ferroviaria svolse un ruolo importante per la diffusione

delle notizie (trasmesse dai lavoratori pendolari)

- Si aggiunsero i canali di organizzazioni sindacali

- Più difficile valutare l’effetto della divulgazione delle informazioni da

parte dei quotidiani: > l’annuncio delle notizie giunse su una situazione

già critica e si sommò alle molte agitazioni già avviate che trovarono

nuove ispirazioni nei movimenti di protesta liguri e romagnoli che erano

ampliamente descritti nei giornali.

Rivolta a Torino nel mercato centrale e cortei di donne operaie

 Tra il 6 e il 7 luglio rivolte già preannunciate esplosero con dinamiche

 simili nelle maggiori città del Nord, come Milano, Cremona, Brescia e

Venezia

- La camera del lavoro e i socialisti emiliani faticarono non poco per

controllare le agitazioni

A Roma moti iniziarono il 6 e 7 luglio

- donne cominciarono a tumultuare nel rione di Trastevere per il prezzo

delle uova e poi tumulto nel negozio di dolci.

- Assalti a magazzini e negozi nei giorni seguenti con scontri durissimi tra

manifestanti e forze della polizia che furono gravi nell’Esquilino.

Napoli era rimasta tranquilla fino al 4 luglio > quando si seppe dei moti in altre

citta, le autorità si organizzarono in tutta fretta con nuovi provvedimenti

annonari, stabilirono una riduzione dei prezzi e organizzarono una distribuzione

di alcuni generi alimentari di largo consumo con la collaborazione del

Municipio, delle associazioni commerciali, Federazioni e società cooperative.

- La protesta però avvenne ed era di impronta operaia

- L’unione socialista napoletana e alcuni gruppi di operai sindacalizzati

formarono un comitato di salute pubblica presieduto dal socialista Lucci

> chiese al prefetto il riconoscimento ufficiale delle proprie funzioni in

qualità di nuovo potere politico annonario prefetto rifiutò reparto

 

metallurgico scese in piazza fino in centro e saccheggio dei negozi.

- Nelle varie camere di lavoro della provincia furono fatte guardie rosse che

si occupavano della distribuzione delle cose saccheggiate

- Si chiese ancora l’insediamento nel palazzo comunale di una

commissione di operai e soldati > soviet (controllo del movimento e

assicurare il normale svolgimento delle operazioni di vendita a prezzo

dimezzato sindaco e prefetto non erano disponibili a fare come in

Russia = 330 arresti

In Puglia e Calabria i tumulti furono più nei piccoli centri che in quelli grandi.

- In queste regioni gli ex combattenti stavano già guidando le rivolte

contadine e svolsero un ruolo ben visibile anche nei tumulti annonari,

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insieme agli operai che in quanto consumatori e scioperavano in qualità

di produttori.

Da questa ricostruzione appare un’Italia fatta di mille diverse realtà (ma

importante evidenziare le trame di un movimento fortemente politico)

- Principio comunante: volontà di ampi settori popolari di esprimere la loro

rabbia contro il caroviveri e imporre nuove regole commerciali e politiche

- Quattro Italie con tipi diversi di movimento:

1. Italia centrale: ondata di giugno (Liguria, Toscana, Umbria, Marche,

Emilia) dove i tumulti furono più organizzati

2. Grandi città: soprattutto quelle del nord ma anche Napoli dove fu più

evidente la presenza operaia

3. Piccoli e medi centri meridionali e insulari: soprattutto in Calabri,

Sicilia e Sardegna, Molise dive c’era una relativa minore presenza di

socialisti e camere del lavoro che corrispose al protagonismo al

protagonismo delle Leghe contadine e organismi di reduci; qui le

proteste furono spesso violente, solo apparente impolitiche

4. Altre città del Sud: come Catanzaro, Bari, Taranto Caltanissetta e

alcuni centri grossi della Sicilia centro- orientale dove le forze sindacali

e socialiste furono molto presenti

Dento la folla

Linguaggio usate nelle proteste: giusto, equi, legittimo, prezzo, guadagno,

richiesta per indicare le regole a cui i commercianti, le autorità politiche e

annonarie dovettero adattare tutte quelle loro azioni che avrebbero potuto

influire sul funzionamento dei mercati.

- Lessico tipico diffuso solo in Italia che trovava riferimenti nelle idee guida

che contemplavano il soddisfacimento dei bisogni, l’assistenza, la morale

e rivelava una mentalità economica le cui origini risalivano a epoche

remote.

Di inflazione non si parlava nemmeno tra specialisti ma nell’immediato

dopoguerra si evidenziarono in tutta la sua ampiezza le ricadute distributive

dell’elevata inflazione valore simbolico e sociale del denaro.

- Anche tra i rivoltosi nessuno parlava di lotta all’inflazione ma piuttosto la

lotta contro l’illecito accaparramento, quindi il censimento delle merci e

di blocco delle esportazioni dei prodotti

- Nel mentre si praticava lo sciopero generale imperavano organismi

spesso denominati soviet e le lotte contadine per la riconquista della

terra

La questione rinvia al problema: VECCHIO (rivolte e politiche annonarie pre

industriali= assalti a negozi ecc.) vs. NUOVO (scioperi generali, comizi ecc. =

richiamo alla contemporaneità e al 900) Firenze tumulti chiamati BOCCI-

BOCCI (bolscevico+ cocci) 10


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AUTORE

milona94

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia sociale dell'età contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bianchi Roberto.

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