INTRO
Agli inizi del secolo, l’Inghilterra rappresentava una potenza militare, coloniale e industriale
ben difesa dalla sua famigerata flotta marittima. Ben presto, però, iniziò a non vedere di buon
occhio lo slancio che il suo nemico sembrava voler compiere: la Germania, guidata da
Guglielmo II, si preparava a contrastare il primato inglese con furiose politiche esterne e
interne. L’ammiraglio tedesco Tirjitz si impegnò nella costruzione di una grande flotta
marittima, mentre già in atto era la costruzione di una linea ferroviaria Berlino-Baghdad. La
grande crescita demografica lasciava prevedere che ben presto la Germania avrebbe allargato
i propri interessi territoriali per far fronte al bisogno di materie prime. Diventava così
necessaria l’istituzione di alleanze volte a contrastare le mire espansionistiche tedesche. Già
nel 1882 c’era stata la Triplice Alleanza tra Germania, Austria-Ungheria e Italia. L’Italia si
era affacciata alla politica tedesca dopo che al Congresso di Berlino del 1878, istituito da
Bismarck per ridiscutere il Trattato di Santo Stefano che assegnava troppo potere alla Russia
ai danni della Turchia, non aveva ricevuto nulla. Lei era interessata al Trentino e alla
Venezia Giulia, ma visto che era sotto il dominio austriaco e faceva parte della T. A, rinunciò
momentaneamente a questi due territori. Per contrastare questa potente alleanza, nel 1907
fu istituita la Triplice Intesa tra Uk, Francia e Russia. La Francia si trovava in netto contrasto
con la Germania, perché Bismarck impose con il Trattato di Francoforte la cessione
dell’Alsazia e della Lorena sotto il controllo tedesco. La Russia danneggiata dal Congresso di
Berlino, continua ad interessarsi dello stretto dei Dardanelli e del controllo dei Balcani,
trovandosi in contrasto con l’Impero austro-ungarico. L’impero ottomano venne così difeso
dalla Germania e preso di mira da tutte le altre potenze europee anche per la scoperta di un
prezioso elemento naturale: il petrolio.
SUNTOGli interessi europei riguardavano la costa meridionale del Mar
Mediterranelo, il Medio Oriente e i Balcani.
Non ci si preoccupava solo delle mire espansionistiche tedesche, in quanto due nuovi pericolo
minavano lo status quo dell’Europa:il primo riguardava il dilagarsi delle nuove ideologie
socialiste, anche se fino ad allora i Paesi erano abbastanza forti per contrastarli, tranne la
Russia che con la sconfitta contro il Giappone nel 1905 dimostrò tutta la sua fragilità ; il
secondo pericolo era il progetto degli Usa di creare un ordine internazionale.
GLI USA E IL NUOVO ORDINE INTERNAZIONALE
Già prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, l’America rappresentava una
potenza mondiale ricca di materie prime, tanto da non curarsi del colonialismo europeo.
Godeva di un’immensa manodopera e quindi di un aumento della produzione e delle
esportazioni notevole. Tuttavia, doveva affrontare alcuni disequilibri derivanti anche
dalla Guerra di Secessione terminata nel 1865. Cacciarono gli spagnoli da Cuba nel 1898, i
quali dopo averne occupato i territori crearono lo Stato di Panama, a patto che il suo controllo
restasse sotto gli Usa.
Intanto scoppiava la Prima guerra mondiale all’insegna di interessi territoriali e
alleanze segrete: l’impero austro-ungarico con un futile pretesto, colse l’occasione per
attaccare l’impero serbo; l’Italia entrò in guerra l’anno successivo, ma a favore della Triplice
Intesa chiedendo in cambio la Venezia Giulia e il Trentino sotto il dominio austriaco. Quando la
Russia si oppose ai progetti austriaci, fu chiaro che la guerra non si sarebbe conclusa in poco
tempo.
Mentre per tutti questi Stati, i lasciti della guerra sarebbero stati disastrosi, gli Usa videro in
questo progetto una buona occasione per collaudare il progetto del Presidente
William Taft, il quale sostituì il controllo mondiale tramite il predominio sui mari, come solito
dell’Uk, con la c.d. ”diplomazia del dollaro”: gli stati finanziati erano debitori e riconoscenti
verso gli Usa, perciò soggetti al suo potere economico. In pochi anni gli Usa divennero da
debitori dell’Uk a creditori non solo dell’Uk,ma anche di altri stati; New York rientrò nell’elenco
delle capitali finanziarie del mondo e i banchieri americani acquisirono quell’esperienza
internazionale sempre mancata. Inoltre le forti esportazioni commerciali rendevano l’America
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ancora più ricca. Fu con questa prospettiva che l’America decise di entrare in guerra, affinchè
i piani di un nuovo ordine internazionale potessero prender vita. A facilitare il tutto fu il
profondo pacifismo di Wilson: i suoi piani prevedevano una pace senza vincitori per non
suscitare odi e rancori, l’uguaglianza e autodeterminazione dei popoli, la riduzione degli
armamenti e la creazione di un’istituzione super partes che garantisse tutto ciò: La Società
delle Nazioni. L’America entrò in guerra il 7 aprile 1917, ponendosi come nemico principale
la Germania che con la sua sanguinosa guerra, offendeva il pacifismo di Wilson. Ma nel
febbraio era scoppiata a Pietroburgo la prima rivoluzione russa che innalzò i poteri in mano a
Lenin, il quale si pose come garante di un ordine internazionale.
La risposta ai progetti Wilsoniani arrivò nell’ottobre 1917, durante il Congresso dei Soviet, in
cui furono esposti a grandi linee gli stessi propositi degli Usa. La Russia risultava quindi un
nemico ideologico da battere sul campo di guerra, ma nonostante ciò faceva poco
paura all’America, la quale sapeva bene che l’Europa non fosse pronta ad una rivoluzione
sociale. L’intervento americano fu cruciale per le sorti della guerra: ignorato e deriso Wilson
semplificò i suoi obiettivi nei 14 punti, imponendo che dovessero esserci alla base di ogni
trattato di pace e che la resa tedesca fosse un’esigenza sancita dagli stessi. Wilson credeva
che fosse l’unico a possedere le chiavi della Pace mondiale. Le promesse erano le seguenti:
La Russia sarebbe stata liberata da ogni truppa nemica e libera di scegliersi il proprio
governo;
La Francia avrebbe riottenuto l’Alsazia e la Lorenza dalla Germania;
I Dardanelli sarebbero rimasti sotto il controllo internazionale;
Le popolazioni polacche avrebbero ottenuto una Polonia indipendente, di diritto.
In più la nascita di un’organizzazione super-partes: la Sdn.
La pratica si svolse diversamente: a Parigi vene istituito il Consiglio dei quattro (Stati Uniti
con Wilson, Inghilterra con David George, Francia con Clemenceau, Italia con V.E Orlando),
dove vennero discusse le clausole e abbozzati i primi trattati di Pace. In questo contesto, la
Germania fu invitata successivamente mentre l’Urss fu completamente esclusa, vi sono delle
contraddizioni tra la teoria e la pratica: incontriamo la “nazionalità” nel manifestarsi di
movimenti di autonomia nazionale da parte di popoli che erano sotto il dominio austro-
ungarico: fenomeno che porterà alla nascita della Cecoslovacchia, ma lei, come la Jugoslavia,
erano stati cuscinetto voluti da Wilson contro le idee rivoluzionarie nate nell’Urss per evitare
che queste potessero dilagare in Europa. Ciò però rappresentava una contraddizione con il
progetto di “pace internazionale” voluta da Wilson, perché lui per la creazione dei suddetti
stati cuscinetto aveva costretto più popoli a vivere sotto la stessa bandiera. Nonostante ciò i
suoi progetti andavano avanti e sembrava avessero buon seguito, fino a quando nell’ottobre
1919, egli si ammalò gravemente I suoi progetti vennero bocciati e gli Usa non
entrano a far parte della società delle Nazioni.
Nell’Europa del dopoguerra, la Francia non si sentì tutelata dalle minacce europee e visse
con tensione ogni rapporto con la Germania; l’Italia non ricevette i territori promessi nel Patto
di Londra del 1915, esprimendo il mito della vittoria mutilata che portò a gravi
conseguenze nella futura politica interna e esterna; l’Uk preferì isolarsi piuttosto che aderire
ad un progetto di scambio internazionale che sin dall’inizio non aveva gradito.
SUNTO Il primo intervento americano in Europa non era riuscito a garantire un solido
equilibrio internazionale, ma provocò l’acuirsi di vecchie rivalità e la nascita di nuove.
Nonostante ciò, l’America restò uno stato potente destinato a decidere le sorti di un
intero globo e influenzato da un altro stato intento a controllare l’ordine
internazionale: l’Urss.
IL FALLIMENTO DELLA DIPLOMAZIA TEDESCA
Alle soglie del 1900, la Germania rappresentava il cuore delle relazioni di tutta l’Europa.
Bismarck fu attento nel consolidare lo status quo dell’intero continente, fissando dei punti
saldi che tendessero a isolare la Francia, sua principale nemica, impedendole la formazione di
alleanze contro-tedesche e non allarmassero la potente Uk, ancora chiusa nella politica di
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isolamento. L’Alleanza a doppio taglio con l’Austria-Ungheria nel 1879, la Triplice Alleanza del
1882 e il Patto di Contrassicurazione stipulato con la Russia nel 1887 erano alcune delle
manovre decise da Bismarck.
L’imperatore tedesco Guglielmo II decise di estromettere Bismarck dai suoi poteri,
portando la Germania verso una politica meno cauta e che soddisfacesse gli interessi dei
militari e delle industrie. Fu con questa decisione che si cambiarono le sorti e gli aspetti del
destino europeo. Risultava fondamentalmente isolare la Francia e tenersi stretti i capi delle
grandi potenze europee. L’occasione buona si presentò agli inizi degli anni ’90 quando la
Russia crollò in una profonda crisi industriale: la Germania invece di aiutarla, la tassò
ferocemente. La Francia invece seppe cogliere l’occasione, sostituendosi alla Germania
negli aiuti finanziari alla Russia e assicurandosi un’alleanza che di fatto fu stipulata nel
1893. Ecco che La Francia non fu più pericolosamente isolata nel cuore europeo, ma poteva
contare su un valido alleato. Intanto la Germania visse un periodo di forte crescita produttiva
l’imperatore sfruttò: volle impegnarsi nelle conquiste coloniali e creare una potente flotta
marittima tentativo di superare la supremazia marittima inglese. Capirono che era arrivato il
momento di uscire dal loro isolamento e avere dei punti di contatto in Europa. Nel 1898 il
ministro britannico Chamberlain propose un’alleanza proprio alla Germania, ma il ministro
degli esteri tedesco si assunse la responsabilità di una decisione: Uk e Russia erano nemiche
sul piano politico-diplomatico e allearsi con gli inglese avrebbe voluto dire rompere qualsiasi
possibilità di allearsi con i Russi ritenevano l’alleanza franco-russa destinata a morire presto.
Stesso discorso sul fronte francese: inglesi e francesi erano troppi discorsi e antagonisti per
potere stringere un’alleanza. Quindi il ministro tedesco declinò l’offerta inglese,
credendo che l’Uk avesse continuato a lungo con il suo isolazionismo. Nel 1901 Chamberlain
ripropose l’alleanza alla Germania, facendo ben presente che in caso di un ulteriore rifiuto
l’Inghilterra avrebbe cercato punti di contatto altrove. Il ministro tedesco interpretò questa
proposta come una debolezza dell’Uk, perciò lanciò una controproposta: l’Uk avrebbe
dovuto unirsi alla Triplice Alleanza, cosa che agli inglesi non faceva per nulla piacere. Questo
ennesimo rifiuto favorì le politiche francesi atte a superare i conflitti con l’Uk. Fu così che in
pochi anni la Germania finì con l’essere esiliata da tutti, persino dall’Italia che nel 1908
fece un patto segreto con la Russia, concedendo loro il controllo sugli stretti e assicurandosi
così campo libero in Tripolitania e Cirenaica.
LE GUERRE BALCANICHE
I Balcani e il controllo dell’Impero ottomano su alcuni di questi territori furono teatro di molte
e importanti guerre alla vigilia della prima guerra mondiale.
CRISI BOSNIACA Nel 1908 si aprì una crisi in seguito all’annessione della Bosnia-
Erzegovina da parte dell’impero austroungarico; in questo caso la guerra fu evitata solo
perché la Serbia, che coltivava mire espansionistiche sulla regione, non poteva agire senza il
sostegno della Russia, all’epoca non ancora pronta per il conflitto.
CRISI MAROCCHINA Un altro fronte caldo fu quello del Marocco: nel 1911 erano i francesi
ad avere interessi nella zona, intralciati dai tedeschi e dall’impero ottomano. I tedeschi
tentarono l’affronto puntanto dei cannoni in direzini del porto di Agadir, ma nel 1912 le Grandi
Potenze costrinsero la Germania a ritirare le sue armate.
GUERRA ITALO-TURCA L’Italia all’inizio del secolo aveva già reso noto alla Francia le sue
intenzioni di occupare due regioni della Libia: ora era necessario intervenire prima che i
Francesi, stanziati in Marocco, attuassero una politica espansionistica. La Libia era sotto il
protettorato ottomano: ecco che la guerra in Libia si trasformo in una guerra contro l’impero
ottomano. Il 29 settembre 1911 l’Italia invase la Libia. In questa battaglia e in tutto il
corso della 1 guerra mondiale, le truppe italiane non riusciranno mai a spingersi
nell’entroterra, a causa della tenace resistenza libica. Per costringere gli ottomani alla resa, gli
italiani occuparono Rodi e le isole del Dodecanneso, così la Turchia fu costretta alla resa
con il trattato di Losanna del 12 ottobre 1912 con il quale concesse la Libia agli italiani. 3
GUERRE BALCANICHE Gli stati componenti la Lega Balcanica dapprima conquistarono agli
ottomani gran parte della Tracia e la Macedonia e poi si scontrarono tra loro per la spartizione
delle terre conquistate. Queste guerre ebbero il risultato di rafforzare le tendenze aggressive
del regno di Serbia nella regione, peggiorando ulteriormente i suoi rapporti con Vienna.
PRIMA GUERRA MONDIALE
Gli storici sono soliti identificare l’inizio del Primo conflitto mondiale a causa della forte rivalità
tra Austria-Ungheria e Serbia. Il 28 giugno 1914 un nazionalista serbo uccise l’arciduca
Francesco Ferdinando a Sarajevo. L’Austria-ungheria non dichiara immediatamente guerra alla
Serbia, ma attese che il governo indagasse. Intanto, gli austriaci chiesero appoggio militare
alla Germania, la quale accettò solo qualora la Russia fosse entrata in guerra. I tedeschi si
trovavano in una situazione molto delicata: l’alleanza franco-russa faceva si che su qualsiasi
fronte avessero combattuto, si sarebbero trovati con il nemico alla schiena. Esisteva anche un
piano che prevedeva la guerra su due fronti contrapposti, il piano Schlieffen, con un attacco
alla Francia dal settentrione e dal Belgio, ma i generali preferirono muoversi tentando di
eliminare la Francia prima della mobilitazione russa. Purtroppo gli eventi precipitarono.
Nonostante il governo austriaco non trovò complicità del governo serbo nell’assassinio, questi
inviò un ultimatum alla Serbia, accompagnato dall’ammissione di complicità e clausole per
innescare un rifiuto. Il 28 luglio 1914 l’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
Prontamente la Russia attua la mobilitazione, sebbene solo a livello diplomatico. I tedeschi si
trovarono in ritardo con i loro piani, ma compresero che la mobilitazione russa fosse vitale per
il destino della Germania. Il 31 luglio i russi furono invitati a rinunciare al loro intervento.
Declinato l’invito, la Germania dichiarò guerra verso la Russia. Prontamente, dopo il rifiuto del
Belgio di permettere l’avanzata dei carri tedeschi sul proprio territorio, la Germania dichiarò
guerra al Belgio e alla Francia, attuando il sopra citato piano Schlieffen. Nell’agosto l’Uk
dichiara guerra alla Germania in difesa di Belgio e Francia. L’Italia rappresentava un
punto di stallo: la Germania e l’Austria-ungheria erano entrate in guerra senza prenderla in
considerazione. Così si dichiarò neutrale nel 1914, ma dopo molte diatribe interne entrò in
guerra il 26 aprile 1915 a fianco dell’Intesa con il segreto Patto di Londra.
La guerra si modificò per due importanti fattori:
l’intervento americano (vd p 2-4) il 7 aprile 1917 che rese il conflitto mondiale perché
toccò molte zone (vedi CINA E GIAPPONE)
la rivoluzione russa del febbraio del 1917 (vedi Russia)
Si estendevano le speranze rivoluzionarie, ma la pace era un obiettivo comune e deisderato.
Con la fine della guerra l’Impero Ottomano sopravisse mentre l’Austria si dissolveva ed i
movimenti nazionali tendevano a proclamare l’indipendenza dei loro paesi. In Germania
l’imperatore abdicò e venne proclamata la repubblica governata dal partito social-
democratico guidato da Ebert e appoggiato da militari. I vincitori si accingevano a stipulare la
pace con soggetti diversi da quelli contro i quali avevano combattuto.
LA CONFERENZA DI PACE E LA SECONDA VERSAILLES= Uno scontro così cruento, pone
interrogativi sulla sua inevitabilità: in effetti se la Germania non fosse intervenuta in guerra
considerando l’attacco dell’Austria alla Serbia come un gesto politico e quindi non vincolato
alla Triplice Alleanza, non si parlerebbe di scontro mondiale. Ma appare ben chiaro come
determinate scelte fossero guidate da interessi economici e come alcuni stati abbiano
sfruttato tale conflitto per i loro scopi.
E’ finita la guerra con il crollo dell’impero austro-ungarico, tedesco e zarista, lasciando così un
enorme vuoto. Non è tornata la pace: il 18 Gennaio 1919 si apre la Conferenza
internazionale di pace di Parigi, conosciuta anche come Consiglio dei quattro per gli stati
che in essa avevano più forza (David George per l’Inghilterra, Clemanceau per la Francia,
Vittorio Emanuele Orlando per l’Italia, Wilson per gli USA). Essa mirava a fornire un assetto
post bellico all’Europa e ricostruire il
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