NOVECENTO D’EUROPA
Il trambusto in Europa inizia esattamente il 22 gennaio 1901 quando la regina inglese Vittoria morì, tra le
braccia del nipote Guglielmo 2°, dopo 64 anni di regno. Otto dei suoi nove figli si erano accasati con altri ruoli
imponenti dell’Europa di quegli anni. Proprio questo legame, a volte anche risalente all’infanzia, dei sovrani
europei esclusa la Francia e la Svizzera portò a una forte condivisione della cultura di base fondata sul senso
del dovere e della missione e anche dei gusti artistici. Nonostante una conoscenza di fondo gli europei invece
di unirsi, iniziarono a combattersi per anni fino ad arrivare alla distruzione; infatti la morte della Regina
Vittoria segnò la fine e non l’inizio della tranquillità. Tranquillità spezzata dall’Inghilterra edoardiana che dava
il via allo sfarzo e alle feste in una Londra che diventava sempre di più una città del Novecento. Si ebbe proprio
in questi anni un forte sviluppo in tutte le città e a livello sociale una affermazione forte da parte della classe
borghese; l’unico a non rendersi conto di questi cambiamenti fu Nicola 2° che era chiuso e ossessionato dalle
sue idee di essere stato scelto e protetto da Dio e per questo non si rendeva conto che da lì a poco sarebbe
stato travolto dalla marea borghese e proletaria.
Le casate dei Romanov e degli Asburgo avevano delle difficoltà a intraprendere un percorso verso il
liberalismo poiché non erano pronti ad accogliere la molteplicità dei popoli sotto il principio “un popolo, una
nazione”. L’intera Europa con circa 25 milioni di persone era un insieme di tante etnie con differenti lingue,
culture e religioni che successivamente furono motivo di scontri sanguinolenti. Questi gruppi etnici
cercavano di rivendicare la propria identità nazionale:
Francesco Giuseppe istituisce il suffragio universale, concede autonomie linguistiche e abolisce i dazi,
ma il comando dell’esercito e dell’amministrazione rimane agli austriaci
Russia mantiene il controllo con la “russificazione”
Impero ottomano investe nella modernità, pensando che solo l’imitazione di un modello europeo
potesse salvarlo dalle altre etnie Genocidio armeno [1915]
I dominatori rimuovevano facilmente dalla loro coscienza la morte di queste minoranze, mentre molto più
difficile era la situazione dal loro punto di vista. Ad esempio ricordiamo gli scontri tra baschi e catalani in
Spagna oppure tra alsaziani e lorenesi in Francia, ma quella più evidente fu in Germania che ricercava l’unione
della nazione da Berlino a Vienna che era stata mancata nel 1871. Accanto al pangermanismo si affiancava la
nascita del panslavismo e panturchismo in cui era diffusa la convinzione che le somiglianze linguistiche
potessero essere un filo comune per unire i popoli.
Panslavismo guidato dai serbi e dal movimento degli “Slavi del Sud” o “La mano nera” in cui si trovava
l’uccisore di Francesco Ferdinando
In Italia rivendicazione delle terre “irredenti” (Trentino, Venezia Giulia, Sudtirolo, Istria, Dalmazia, Corsica,
Savoia, Nizza, Dodecaneso)
Si dà inizio a delle guerre di conquista:
Cina contro i Boxers
Gran Bretagna contro i boeri
Russia contro il Giappone per la Manciuria
L’Italia per la Libia
L’inizio del Novecento coincide con lo sviluppo e il progresso che furono celebrati proprio nel 1900
all’Esposizione universale di Parigi dove tutti i paesi europei puntavano a mostrare con grande orgoglio le
proprie innovazioni che guardavano al futuro. Da una parte si incitava il progresso attraverso una società
sempre più consumistica, più sfarzosa, ma dall’altra parte era diffusa grande povertà soprattutto nelle
periferie. Proprio per questo non solo molti italiani, ma anche molti inglesi e asburgici furono costretti a
espatriare verso le Americhe. Queste minoranze povere vennero protette e incitate dall’anarchismo,
socialismo e dal cristianesimo e quindi iniziarono a crescere in maggioranza i partiti socialisti e cattolici. Si
diffuse il marxismo che diede una forte identità a molti proletari in lotta contro lo sfruttamento capitalistico
e trasmise un senso di appartenenza ad una classe. Questa emancipazione degli operai e lavoratori diede
loro la possibilità di manifestare attraverso scioperi oppure riunirsi in associazioni.
Aumento dei partiti socialisti (es. Spd in Germania)
Tensioni campagna-città
Aumento popolazione europea da 300 milioni nel 1870 ai 450 milioni nel 1910
Queste sommosse praticate dai contadini e dai proletari portarono a fare delle campagne il teatro delle
rivolte sanguinose soprattutto in Russia quando il 9 gennaio 1905 la folla fu massacrata davanti al Palazzo
d’Inverno (domenica di sangue). Iniziò la prima rivoluzione in Russia in cui gli industriali organizzavano i primi
scioperi e i primi soviet e i soldati mandati dallo zar si rifiutavano di sparare contro la folla, esausti dalle
battaglie. Solo dopo una grande repressione anche a causa dei pogrom, lo zar riuscì a riprendere in mano il
potere e solo pochi riuscirono a salvarsi: tra questi il leader socialista Lenin, riparato in Svizzera. Lo zar
concesse nel 1906 e 1907 due Dume che furono sciolte dopo poche settimane di vita. Alcuni storici
considerarono gli eventi del 1905-1906 come il preludio alla rivoluzione del 1917, ma anche alla guerra civile
che poi avrebbe determinato la presa di potere dei bolscevichi.
Gli avvenimenti russi diedero un forte feedback alla Seconda Internazionale dove avveniva lo scontro tra
revisionisti e rivoluzionari (Kautsky contro Lenin), in cui quest’ultimi credevano che le masse proletarie
dovessero puntare alla rivoluzione, l’unica e più breve strada per la conquista del potere. La conquista del
socialismo per via parlamentare e legalitaria a Lenin sembrava solo un’illusione. Un’altra strada per la
rivoluzione era quella del francese Georges Sorel (sindacalismo anarchico) che credeva nella teoria dello
sciopero generale unito alla componente di ribellione. Accanto alla rivoluzione socialista si affiancò la
rivoluzione culturale infatti da una parte c’era chi rimpiangeva il tempo passato e guardava con ansia al futuro
(es. Senilità di Italo Svevo) e dall’altra chi invece esaltava il momento e la guerra come “unica igiene del
mondo” (es. futuristi).
2.LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Fino al 1914 l’Europa godette di un lungo periodo di pace che si concluse con lo scoppio della Prima Guerra
Mondiale. Come preludio dello scoppio della guerra ci furono i vari rapporti conflittuali tra le potenze
mondiale all’inizio del Novecento a causa delle conquiste imperialiste. Tra questi conflitti i più rilevanti
furono:
Russia contro Giappone per la conquista della Manciuria, dove gli Inglesi sostenevano il Giappone
Francia contro Germania (1905) per il Marocco conferenza internazionale Algeciras in cui
all’impero asburgico si annetteva la Bosnia-Erzegovina, all’Italia la Libia e Spagna e Francia si
dividevano il protettorato del Marocco, ma solo nel 1911 il kaiser Guglielmo 2° otteneva dalla Francia
il Congo e il Camerun
Russia contro Inghilterra Francia Repubblicana si avvicina alla Russia, preoccupate
entrambe per le potenze reciproche
Agli accordi Francia-Inghilterra, Inghilterra-Russia, Francia-Russia corrispondeva un solido patto tra Germania
e Impero Asburgico. L’Italia si era posizionata dalla parte della Germania e dell’Austria-Ungheria, nonostante
i problemi riguardanti l’italianità del Trentino e del Friuli. Nonostante l’entrata nella Triplice Alleanza, l’Italia
compì quelli che vengono definiti “giri di valzer”, ovvero accordi con Inghilterra e Francia.
Nel 1899 all’Aia si riunirono gli Stati europei in una conferenza di pace dove si costituì una Corte per la pace
e in questo periodo andava affermandosi il movimento femminista attraverso anche la conquista del diritto
al voto che avvenne a Londra nel 1918 solo dopo Norvegia e Finlandia.
Il militarismo sempre più emergente aveva determinato dei cambiamenti sia nella personalità dei giovani e
adolescenti sia negli strati importanti della borghesia dove industriali e tecnici cercavano di convertire gli
Stati in poderose macchine da guerra. Da una parte alcuni storici pensavano che lo scoppio della guerra fosse
inevitabile, mentre altri credevano ancora in una risoluzione pacifica, anche dopo l’uccisione di Francesco
Ferdinando che non era stata una così grande sorpresa poiché avvenuta dopo l’assassinio dei Re d’Italia, del
Portogallo e della Grecia. Solo dopo 3 settimane sui giornali inglesi questa notizia suscitò scalpore. Intanto
l’Austria-Ungheria dichiarava guerra alla Serbia e la Russia apriva le ostilità all’impero asburgico che veniva
subito difeso dalla Germania che il 31 luglio si schierava contro lo zar. L’Italia risultava impreparata
militarmente, ma anche sul piano della motivazione. Sull’altro fronte la Russia si schierava con la Francia che
procedeva l’invasione dell’Alsazia e della Lorena. Il 31 luglio milioni di cittadini applaudivano il kaiser per la
dichiarazione di guerra, mentre i contadini suscitavano uno scarso entusiasmo poiché sarebbero stati
costretti ad abbandonare la loro vita in favore delle armi. Anche la classe operaia si oppose attraverso scioperi
e manifestazioni e neanche la Seconda Internazionale con l’assassinio di Jean Jaures riuscì a imporsi nei
confronti di questa dura lotta.
Nei primi mesi di guerra:
il Belgio era nelle mani dei Tedeschi e il sovrano Alberto 1° scappava in Gran Bretagna e si parlava
dello “stupro del Belgio”; tedeschi e francesi combattevano sulla Marna e i francesi riuscirono a
bloccare l’avanzata tedesca a 40 km da Parigi facendo fallire così il piano Schlieffen. I tedeschi perciò
si concentrarono sui Russi e a Tannenberg riuscirono a sconfiggerli ed a oltrepassare il confine
nemico.
Sconfitte austriache in Galizia
15 dicembre 1914 Belgrado cadeva nelle mani degli Asburgo
Tutti i paesi coinvolti nella guerra erano allo stesso livello, perciò cercavano di innescare delle alleanze con
altri Stati. Nell’agosto 1915 il Giappone dichiarò guerra alla Germania per impadronirsi delle basi nel Pacifico
e in Cina. Nonostante il Giappone venne richiamato dalla Gran Bretagna, non fu favorevole a quest’ultima
poiché diede inizio al suo fervente imperialismo.
Diverso era il caso della Turchia che effettivamente si era dichiarata neutrale, ma aveva aiutato i tedeschi
bloccando i Russi sul Mar Nero. I tedeschi avevano promesso alla Turchia in cambio dell’aiuto, alcuni territori
dei Balcani. Nel 1915 però il governo inglese firma un patto segreto con lo zar che avrebbe ottenuto
Costantinopoli, il Bosforo, i Dardanelli, il Sud della Tracia e l’Asia minore. La Gran Bretagna viene sconfitta e
non diede l’aiuto alla Russia, mentre la Turchia ne usciva vittoriosa perciò Germania e Turchia pensarono di
poter vincere definitivamente contro Inghilterra e Francia.
La Germania riesce a catturare l’attenzione della Bulgaria, mentre fallì il tentativo di Francia e Inghilterra di
conquistare Grecia e Romania.
1916entra in guerra il Portogallo da parte della Triplice Intesa
1917entra in guerra la Grecia
26 aprile 1915 l’Italia vuole il distacco dall’Alleanza stipulando il Patto di Londra in segretezza con la Triplice
Intesa
Il conflitto si allargava così su tutti i fronti, non solo via terra ma anche via mare infatti si giocava la sfida tra
la Grand Fleet (flotta inglese) e la Hochseeflotte (flotta tedesca) che aveva perso già nel 1914 il 61% delle
navi. I tedeschi cambiarono l’andatura delle battaglie nel momento in cui introdussero dei potenti
sottomarini: gli U-Boot. Nel mediterraneo invece Francia, Inghilterra e Italia avevano determinato una
chiusura del mare e anche qui si puntava sui sottomarini e sui Mas.
Inverno 1915 la guerra si trasforma da guerra di movimento in guerra di posizione, ovvero la guerra di
trincea che ebbe una durata molto lunga. La guerra di trincea viene ricordata attraverso momenti molto
difficili, di disperazione, sofferenza e fatica tanto che si verificarono episodi molto particolari in cui due
schieramenti fecero diventare la “terra di nessuno” un luogo in cui celebrare il Natale o la pace. In questi anni
furono tantissime le vittime ebree con tantissimi Pogrom in Russia, in Polonia e in Galizia.
La rivoluzione in Russia e la pace di Versailles
Il pensiero di una guerra lampo fu solo un’illusione e proprio per questo si richiese una forte mobilitazione
verso il fronte da parte della popolazione non combattente poiché i soldati in battaglia scarseggiavano e allo
stesso modo scarseggiavano anche i rifornimenti. I grandi industriali e agrari si andavano arricchendo sempre
di più sulle spalle dei soldati morti in guerra e il lavoro diventava un obbligo perciò sabotarlo diventava reato.
Grande funzione ebbe la propaganda che riusciva a sollevare gli animi dei soldati e ad incentivare alla guerra;
lo stato chiede ai ceti medi di risparmiare su ogni cosa e inizia in questo periodo la rivoluzione culturale
femminile dove viene richiesto alla donna di compiere lavori maschili.
Nel 1916 le vittorie e sconfitte avevano creato una situazione di stallo, ma il 1917 fu l’anno della svolta grazie
all’entrata in guerra degli Stati Uniti a fianco dell’Intesa.
-falliva l’impresa dei francesi in Lorena
-successo degli inglesi nelle Fiandre
-esercito russo si dissolveva
-austriaci e inglesi sfondano le linee dell’Isonzo e si ha la disfatta di Caporetto grande malcontento e forte
sconforto delle truppe italiane
-malcontento generaleassalto ai forni perché non c’era più cibo per sfamare le famiglie
Questo malcontento venne espresso anche in Germania quando nel 1917 dopo vari scioperi la Spd, il Centro
cattolico e i liberali votavano al Reichstag una risoluzione per aprire trattative di pace. Questa richiesta fu
respinta da Guglielmo 2° così i comandanti Hindenburg e Ludendorff organizzarono nel 1917 il Partito della
patria che voleva ardentemente la pace a cui si oppose nel 1918 la Lega del popolo per la libertà e la patria
che invece reclamava la guerra. Anche il Papa si poneva a favore della pace, ma non veniva ascoltato dalle
potenze; allo stesso modo facevano i soldati che erano portati alle diserzioni, ammutinamenti e
autolesionismo.
Alla fine del 1917 la Russia era straziata dalla guerra e proprio la società civile con il suo malcontento diede
il segnale della seconda Rivoluzione Russa. Il nuovo governo liberale e socialdemocratico aveva causato la
fine dello zarismo di Nicola 2° e puntava a democraticizzare l’impero. Questa rivoluzione aveva però basi
politiche poco forti dal momento in cui la classe media borghese rappresentava una piccola quantità di voti
per l’Assemblea costituente. Una seconda fase iniziò il 3 aprile 1917 da Lenin che era ritornato in patria grazie
all’aiuto dei tedeschi e parteciparono al suo fianco i soviet operai e contadini, i socialisti rivoluzionari, i
bolscevichi e i menscevichi di Kerenskij. A dividere i soviet però erano tre problemi:
-la riforma contadina impossibile da realizzare
-menscevichi volevano continuare la guerra, mentre i bolscevichi no
-incapacità tra i rivoluzionari di affrontare il nodo multietnico
L’ex impero zarista precipitava in pochi mesi poiché una rivoluzione di stampo marxista non poteva avverarsi
in un paese a maggioranza contadina; il momento di crisi fu a giugno quando ci fu l’ultima sconfitta militare
per mano dei tedeschi. Kerenskij, leader menscevico, ordina una repressione dei bolscevichi compresi Trockij
e Kamenev e costringeva Lenin ad andare in Finlandia.
-Il governo cerca la pace, m viene rifiutata dai tedeschi che si trovavano già a Riga
-Kornilov, ex generale zarista, tenta il colpo di stato che però fallisce spiana la strada a i bolscevichi che
riportano Lenin in patria, destituisce Kerenskij ed instaura un governo socialista rivoluzionarioscoppio della
Guerra Civile
Viene instaurata la dittatura bolscevica a partire dal gennaio 1918 con lo scioglimento dell’Assemblea
Costituente e la popolazione inizia ad insorgere anche con la forza delle armi. Ad alimentarla accorrono
inglesi, francesi, giapponesi e membri dell’Intesa.
-bolscevichi vs. menscevichi, anarchici, socialisti rivoluzionari e nazionalisti (rossi vs. bianchi)
gennaio 1919tutti i paesi baltici dell’ex impero zarista proclamarono l’indipendenza
Il 3 marzo 1918 Lenin firma con il kaiser il Patto Brest-Litovsk: un patto umiliante in cui la Russia cedeva le
regioni baltiche, le miniere di carbone e la metà delle industrie in cambio di 9 milioni di marchi e di futuri
investimenti tedeschi.
La chiusura del fronte orientale arrivò troppo tardi poiché le fresche truppe americane erano già sbarcate da
qualche tempo e che avevano maturato già dal 1915 un astio nei confronti dei tedeschi a causa del loro
attacco sul transatlantico Lousitania. Questo odio proseguì con il goffo tentativo tedesco di far insorgere il
Messico contro gli Stati Uniti e questo agevolò la dichiarazione di guerra contro la Germania il 2 aprile 1917.
Nel gennaio 1918 Wilson rese noti i 14 punti di Wilson per motivare l’entrata in guerra della sua Nazione e
questi galvanizzarono tutte le minoranze a riprendere territori perduti o ad ottenere maggiore autonomia.
agosto 1918 i turchi iniziano a ritirarsi fino a chiedere l’armistizio il 30 ottobre
11 settembre 1918 il Kaiser firma l’armistizio e scappa in Olanda
I vincitori della guerra (Usa, Italia, Inghilterra, Francia) si riuniscono a Parigi con l’intento di creare tra le
tante richieste una Società generale delle Nazioni Unite in grado di mantenere una pace perpetua
Al finire della guerra ci furono molte pretese soprattutto da parte dei vincitori ad esempio la richiesta
francese dell’Alsazia e della
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