Che materia stai cercando?

Riassunto esame Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea, prof. Guiso, libro consigliato Novecento d'Europa, Colarizi

Riassunto per l'esame di Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Guiso: Novecento d'Europa, Colarizi. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
1. Imperi e nazioni
2. La prima guerra mondiale
3. La rivoluzione in Russia e la pace di Versailles
Parte seconda
L’età... Vedi di più

Esame di Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea docente Prof. A. Guiso

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Novecento d’Europa

1 – Imperi e Nazioni

1 – Agli inizi del novecento le politiche vecchie e nuove (liberalismo, anarchismo,

socialismo e nazionalismo) erano tutte continentali, non richiuse cioè dentro i confini di

una nazione. Continentali erano anche i movimenti sociali e culturali (dall’antisemitismo al

militarismo). Il contadino, l’operaio e il principe avevano un immaginario comune legato

all’appartenenza del settore sociale. Germinano in questo periodo la borghesia,

l’industrializzazione e l’alfabetizzazione, che permettono la nascita di una nuova società di

massa che apre le porte al populismo.

2 - I gruppi etnici abbastanza vasti si riconoscevano come nazioni i cui confini però

restavano indeterminati all’interno degli Stati Imperiali. La stabilità veniva garantita grazie

alla concessione di larghe autonomie linguistiche e culturali e abolendo i dazi in tutto il

territorio imperiale. Al contrario nell’ impero assoluto degli zar, veniva imposta una

russificazione aggressiva. La stabilità qui veniva garantita da un governo centralizzato ed

autoritario, e dall’analfabetismo di massa. Situazione simile è quella dell’impero ancora

feudale e multietnico degli Ottomani. I turchi investivano nella modernità, convinti che

l’imitazione del modello europeo avrebbe evitato la loro rovina.

3 - Questo periodo si distingue per un forte imperialismo delle nazioni, come la questione

Catalana per la Spagna. Un nazionalismo aggressivo che si convertiva quindi in

imperialismo. Questo sentimento nazionale era inquinato dal rifiuto di voler condividere il

proprio territorio con altre etnie, un’ideologia basata sul Darwinismo sociale. L’imperialismo

tedesco si trasforma in un pangermanismo molto aggressivo volto all’espansione militare

(Anchluss). Nel Panslavismo invece, la Serbia avrebbe dovuto ricoprire il ruolo del

Piemonte per l’unificazione. Alla potenza della nazione si legava l’immaginario collettivo

della borghesia, creando un nuovo nazionalismo di massa. La seconda rivoluzione

industriale del 1870 sviluppò soprattutto le tecniche produttive e la tecnologia, che

automaticamente si tradusse in una corsa agli armamenti che crescevano a dismisura.

4 - Se un tempo la borghesia aveva visto nella nobiltà il modello da raggiungere, adesso

si guardava all’uomo dell’era tecnologica che vive pericolosamente. Vi fu un grande

sviluppo scientifico, tecnologico e meccanico, appaiono i primi giornali di massa e la

pubblicità diventa un utilissimo mezzo di propaganda. Ne deriva che gli uomini si sentono

padroni indiscussi del mondo e della natura. Vi era un enorme differenza tra classi, dove le

classi più povere chiedevano diritti sociali e riforme da sempre negate, per questo

esplodevano inesorabili rivoluzioni contadine, che spesso dovevano essere sedate

dall’esercito. Furono alla fine concessi i diritti di associazione, di sciopero e il suffragio

universale maschile. La crisi agraria del 1873 dovuta al massiccio afflusso di merci dagli

Stati Uniti costringe la fuga dai campi versa la città, gonfiando anche il flusso di

emigrazione oltreoceano. Leggi per la tutela dell’infanzia e della donna venivano varate

ovunque.

5 – In Russia nel 1905 avveniva una vera e propria rivoluzione. Inizialmente erano state le

campagne a rivoltarsi contro l’autocrazia Zarista, poiché ad essi non era concesso

nessuno spazio legalitario. A seguito della sconfitta nel 1904 della Russia contro il

Giappone, in ogni centro industriale e porto dilagavano scioperi degli operai che si

organizzavano nei primi soviet. La saldatura tra protesta sociale e rivendicazioni nazionali

trasformava la rivoluzione in una guerra civile. Lo Zar allora concede nel 1907 l’apertura

di due Dume, sciolte dopo poche settimane poiché antigovernative.

2 – La prima Guerra Mondiale.

1 – Nel 1914 finisce definitivamente la Belle Epoque: i quaranta anni di pace europea. Le

tensioni tra gli stati erano molte: vi era il conflitto tra Mosca e Tokyo, sostenuto da Londra,

che intendeva fermare l’imperialismo Zarista in Asia, inoltre le tensioni tra Francia e

Germania per il Marocco crescevano ogni anno sempre di più, la Francia inoltre

rivendicava l’Alsazia e la Lorena, diventate tedesche a seguito della guerra del 1870.

L’Italia invece, schierata al fianco di Germania e Austria Ungheria con la Triplice Alleanza,

sognava un impero coloniale, per cui strinse accordi con la Francia e l’Inghilterra.

2 – All’Aia nel 1899 gli Stati Europei tengono una conferenza di Pace che porta alla

formazione di una Corte permanente di arbitrato, nonostante il grande scetticismo nei

confronti della pace da parte dei suoi seguitori. I continui progressi tecnologici infatti

incitavano ciascun paese ad allargare il proprio territorio e a conquistarne di nuovi, alla

ricerca di materie prime per la macchina industriale. Al militarismo si oppone fermamente il

femminismo (che aveva più rilevanza nei paesi del nord, dove il codice napoleonico non

aveva molta influenza).

3 –In numerose piazze del continente si inneggiava al culto della violenza e della guerra,

unico strumento per il raggiungimento dei propri scopi e la crescita della potenza

nazionale. Allo scoppio della guerra le folle erano festanti, meno i contadini che avrebbero

dovuto arruolarsi. La scintilla che fece scoppiare il conflitto fu l’omicidio a Sarajevo

dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, il 28 giugno 1914. Un mese dopo l’Austria-

Ungheria dichiarava guerra alla Serbia. L’Italia, facente parte della Triplice Alleanza,

rimane neutrale per i primi periodi appellandosi ad una clausola per cui il suo intervento

sarebbe stato obbligatorio solamente in caso di una guerra difensiva. Al fianco dell’Austria

interveniva allora la Germania, che si schiera contro lo Zar, mentre la Francia si schiera

con la Russia contro la Germania, invadendo l’Alsazia e la Lorena. La Gran Bretagna

entrò in guerra solamente in seguito all’invasione del Belgio neutrale da parte della

Germania. La seconda internazionale (un gruppo socialista con ideali antimilitari) era

convinto di poter fermare il conflitto, come avrebbero voluto anche i socialisti tedeschi, ma

quando furono aggrediti e il nemico era alle porte, prevaleva il senso di patriottismo di

difendere la nazione ed il proletariato in pericolo.

4 - Ai primi di ottobre il Belgio cade nelle mani dei tedeschi e il sovrano Alberto I fugge in

Gran Bretagna. Avviene una enorme campagna mediatica contro la Germania, parlando

addirittura di ‘’Stupro del Belgio’’, mirata a scuotere l’opinione pubblica francese ed

inglese. Infuriavano però delle vere e proprie pulizie etniche, come il milione di tedeschi

dell’Ucraina e della Polonia deportati. Sulla Marna muoiono centinaia di migliaia di soldati

francesi, sbarrando la strada ai Tedeschi arrivati ormai a 40 chilometri da Parigi. Falliva

quindi il piano Schlieffen, che puntava sulla rapida sconfitta dei nemici sul fronte

occidentale per poi rivolgersi contro i Russi ad est. Belgrado cade nelle mani degli

Asburgo il 15 dicembre 1914. La mancanza di armamenti spingerà la Russia e l’Inghilterra

a stipulare nel marzo del 1915 un patto segreto, per cui l’Inghilterra avrebbe rifornito la

Russia di materiali in cambio del cedimento di alcuni territori alla fine della guerra. La

Turchia invece forma un blocco navale sul Mar Nero per bloccare i rifornimenti alla Russia,

che spingerà la triplice intesa a dichiararle guerra. La sconfitta della Gran Bretagna sulla

penisola di Gallipoli contro i Turchi fa fallire il piano di rifornimenti dello zar. La Grecia si

schiera al fianco della Triplice intesa nel 1917, mentre nel 1916 il Portogallo dopo le

insistenze degli inglesi prende parte alla guerra. Il governo Salandra Italiano si distacca

definitivamente dalla Triplice Alleanza e stipula il patto di Londra nell’aprile del 1915, con

cui si assicurava il recupero delle terre irredente e di alcune colonie. In mare regnavano gli

U-boot tedeschi che affondavano le navi di rifornimenti degli Stati Uniti. Nel Mediterraneo

Francia, Inghilterra e Italia chiudevano il canale d’Otranto e L’Egeo, rendendo l’Adriatico

un mare chiuso teatro degli scontri tra Italia e Austria-Ungheria, che vedrà alla fine la

seconda vincitrice. La situazione di stallo era in terra quanto in mare: lo stretto dei

Dardanelli difeso dai Turchi impediva i rifornimenti da parte degli alleati, mentre le navi

imperiali russe e tedesche alternavano successi a insuccessi. Sul continente a partire

dall’inverno 1915 la guerra di movimento si trasforma in guerra di posizione: una guerra di

trincea destinata a durare molto a lungo. La Grande Guerra dava inizio al declino delle

nazioni europee, che si sarebbe consolidato con la seconda guerra mondiale.

3 – La rivoluzione russa e la pace di Versailles.

1 – L’organizzazione dell’economia passava per la militarizzazione della manodopera: il

lavoro diventava un obbligo, astenersene, scioperare o manifestare erano reati di alto

tradimento. Vennero perciò sospese o ristrette le libertà civili e politiche, censurata

pesantemente la stampa e razionato il cibo. I paesi erano ormai privi di uomini: tutti

venivano mandati al fronte. Le fabbriche, i servizi pubblici e gli uffici si riempirono così di

operaie.

2 - L’esercito russo incontrava difficoltà insuperabili, tuttavia a giugno venne provata

un’ultima offensiva contro i tedeschi, finita miseramente. Il Italia ad ottobre gli austriaci ed i

tedeschi riuscirono a sfondare la linea dell’Isonzo, penetrando nel territorio italiano e

fermandosi sul fiume Piave. La disfatta di Caporetto aumentava la depressione generale

che nel 1917 si trasformava in ribellione aperta all’interno dei paesi e sui fronti di guerra. In

Germania la situazione si fece più tesa, nel 1916 dopo la delusione della battaglia di

Verdun, gli scioperi esplosero nel 1917 e costrinse la Spd, il Centro cattolico e i Liberali a

votare al Reichstag una risoluzione per aprire trattative di pace. Ignorate le volontà del

parlamento da parte di Guglielmo II, vi fu un vero e proprio colpo di stato, per cui

Hinderburg e Ludendorff instauravano una dittatura militare fondando il Partito della Patria.

3 - Nel febbraio del 1917 ci furono i primi incendi per il razionamento davanti ai negozi di

San Pietroburgo, mentre ad aprile la protesta popolare dilagava anche nell’esercito. Con

l’abdicazione di Nicola II si forma un governo di tutte le forze riformatrici e moderate. Il

ritorno di Lenin dall’esilio in Finlandia venne agevolato dai tedeschi con il fine di piegare le

ultime resistenze dei nuovi governanti. A dividere le forze politiche dei soviet erano tre

problemi principali: la questione contadina che richiedeva una riforma agraria impossibile

da affrontare durante la guerra, i menscevichi che volevano a tutti i costi continuare per

non tradire gli alleati occidentali e per non perdere i territori. Ed infine i rivoluzionari che

non riuscivano ad affrontare il nodo multietnico russo ormai sul punto di sciogliersi. Fallito

il colpo di stato, i bolscevichi nell’ottobre preparano una seconda svolta rivoluzionaria. Con

un altro colpo di stato i bolscevichi occuparono Pietrogrado conquistando il Palazzo

d’inverno e instituendo un governo rivoluzionario presieduto la Lenin e instaurando il

comitato rivoluzionario dei Soviet. Lenin apre immediatamente nuove trattative di pace con

la Germania e il 3 marzo 1918 firma la pace di Brest-Litovsk.

4 – Nel 1915 i tedeschi con il tentativo di bloccare il traffico atlantico affondarono il

transatlantico Lusitania partito da New York. I moniti di Wilson sulla libertà dei mari non

toccarono il Kaiser, che il 19 marzo 1917 attaccava la Vigilantia con i suoi U-boot.

L’opinione pubblica americana agevolò la decisione del Congresso che il 2 aprile 1917

dichiarava guerra alla Germania. Negli ultimi mesi del conflitto gli imperi centrali, i turchi e

i bulgari ormai arretravano ovunque. La caduta di Damasco costringe i turchi a chiedere

l’armistizio, due giorni prima, il 28 ottobre, l’Austria avanzava la stessa richiesta. A Vienna

e Budapest esplodono i moti rivoluzionari, a Praga il Consiglio nazionale cecoslovacco

proclama l’indipendenza. Guglielmo II rifiutava ancora di arrendersi, convinto ancora di

poter vincere. Il suo armistizio arriva l’undici novembre, mentre il kaiser fugge da Berlino

per l’Olanda. La conferenza di pace si apre nel gennaio 1919 a Parigi, dove Gran

Bretagna, Francia, Italia e Stati Uniti si riuniscono lasciando le nazioni perdenti fuori.

Wilson detta le regole per un futuro pacifico tramite i suoi 14 punti, che prevedevano la

libertà assoluta di navigazione dei mari, la soppressione delle barriere economiche, la

riduzione degli armamenti e la creazione di una società generale delle nazioni unite per

dirimere ogni controversia e assicurare la pace. La prima guerra mondiale si concluse con

9 milioni di morti, e furono ridisegnati nuovi stati: l’Austria e Ungheria indipendenti, oltre

che la repubblica di Weimar, che perde l’Alsazia, la Lorena, la Slesia e Danzica.

4 - Il dopoguerra rosso e nero.

1 - In Russia i territori ceduti dai bolscevichi ai tedeschi diventarono veri e propri campi di

battaglia. I bolscevichi volevano riportare i confini della Russia ai tempi del vecchio impero

zarista, per cui Lenin assumeva il ruolo di erede dello zar per riconquistare quanto aveva

perduto. Il 17 marzo 1917 la Russia è una Repubblica con due opposti schieramenti: il

Governo provvisorio presieduto dal Vov con il socialista Kerensky e i Soviet (consiglio di

operai e soldati) formato da SR, menscevichi e bolscevichi. Quest’ultimi guidati da Lenin

per il quale i Soviet erano uno strumento per eliminare il Governo provvisorio. Entrato in

crisi, Kornilov (eletto da Kerensky) attua un colpo di stato, ma fallisce grazie ai bolscevichi

che in seguito conquistano la maggioranza. Tra la notte del 24 e 25 ottobre i bolscevichi

occupano il Palazzo d’Inverno (sede del governo provvisorio). L’Assemblea Costituente

rimane ad ostacolare i bolscevichi, fino a quando Lenin non decide di scioglierla

dichiarando “tutto il potere ai Soviet!”. Una volta sciolta l’Assemblea, scoppia la guerra

civile in Russia tra Armata Rossa di Trockij e l’Armata Bianca di Kornilov con l’aiuto della

Francia, Inghilterra, Usa e Giappone. Nonostante l’aiuto straniero, vince l’Armata Rossa e

si proclama nel 1922 l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS).

2 – I rivoluzionari Russi interpretavano l’ottobre del 1917 come l’anno di nascita di un

nuovo universalismo egualitario. Le prime scintille partivano nel 1918 a Vienna, e da qui si

propagavano a Budapest e nelle regioni ceche della Germania. Il fuoco della guerra civile

si riaccendeva a Brema, a Monaco e nella Ruhr. Neppure la vittoria alle urne riportava

l’ordine. Nell’agosto 1919 viene firmata la costituzione della Repubblica di Weimar da

Ebert, ma dpo sette mesi cinquemila soldati agli ordini del generale Luttwitz marciavano

nel cuore di Berlino, e con un colpo di stato insediano il nuovo governo guidato da

Wolfgang Kapp. Utilizzando il pugno di ferro, la guerra civile tedesca si chiude con la

sconfitta delle estreme di destra e di sinistra. I fermenti rivoluzionari a Vienna si

spegnevano nel maggio 1919 e i socialdemocratici vincevano a grandissima maggioranza

le elezioni per il parlamento della nuova Austria repubblicana. Al contrario aveva successo

la rivoluzione in Ungheria dove Bela Kun si era convertito al Bolscevismo e instaurava la

repubblica sovietica. Il termine biennio rosso è appropriato per l’Italia per descrivere i due

anni in cui i socialisti hanno inneggiato alla rivoluzione.

3 - La vittoria mutilata italiana innescava fermenti nazionalisti, culminati nell’occupazione

della città di Fiume da parte di Gabriele d’Annunzio e alcuni legionari. La guerra aveva

approfondito la frattura tra interventisti e neutralisti, espressa dalla lotta di classe tra

proletari e borghesi. Il movimento fascista si infilava in queste divisioni incomponibili con

una propaganda antisocialista, antiparlamentare e nazionalista che faceva leva sulla

protesta delle fasce medie e piccole della borghesia, le più oppresse dalla crisi economica.

Venne chiamato Giolitti per risolvere i problemi interni del paese: promise un

miglioramento delle condizioni economiche ai contadini ed operai, strinse il Trattato di

Rapallo con il quale Fiume venne eretta a città libera e costrinse, così, D’Annunzio ad

abbandonare la città di Fiume, mito della vittoria mutilata. L’offensiva finale fascista contro

le istituzioni dello Stato è la marcia su Roma il 28 ottobre del 1922, agevolata addirittura

dal Re, che spaventato dalla marea fascista nominava Mussolini presidente del consiglio.

La chiesa e la monarchia puntavano su Mussolini, convinte che una dittatura le avrebbe

protette dal pericolo rivoluzionario. A partire dal gennaio del 1925, scompariva lo stato

liberale e iniziava la dittatura che a colpi di leggi speciali liberticide eliminava ogni voce di

opposizione al fascismo.

4 - Come in Italia nel sud-est e nel nord-est Europeo, in Polonia, Lituania, Bulgaria,

Jugoslavia e Romania, paesi privi di una tradizione democratica, si affermarono diverse

dittature. Nell’ottobre 1921 l’ostilità franco-tedesca sembra placarsi grazie all’accordo

stretto tra i due ministri degli esteri Loucheur e Rathenau in base al quale si allungavano i

tempi di pagamento delle riparazioni dovute alla Germania. I rapporti tra francesi e

tedeschi precipitavano però nel 1923, quando Francia e Belgio occupavano la Ruhr per

impadronirsi delle risorse minerarie dell’insolvente Germania. Al culmine della tensione

interviene un banchiere di Chicago, Charles Dawes, presentando un piano per cui si

proponeva una moratoria di due anni con una riduzione dei pagamenti e si offriva alla

Germania un prestito di 200 milioni di dollari per la ricostruzione e per saldare le prime rate

delle riparazioni. Gli accordi vennero firmati a Locarno nel 1925. La Francia viveva tra il

1924 e il 1926 una stagione di vistosa instabilità politica che portava al susseguirsi in solo

quindici mesi di sette esecutivi, mentre i In Gran Bretagna nel 1925 col ritorno al Golden

Standard prebellico, la parità dollaro-sterlina, e con la successiva riduzione dei salari,

impazzavano le proteste operaie, culminate nel maggio 1926 in uno sciopero generale.

5 - La Germania era un paese logorato dalla guerra, dove vi era una forte crisi economica,

si iniziò a vedere negli ebrei tedeschi una minaccia, sia in quelli che provenivano dalle

campagne, visti come barbari, che in quelli che avevano un alto grado educazione.

Questo odio era probabilmente dovuto da un sentimento di invidia sociale e inferiorità nei

loro confronti. Rapidissima fu in questo clima l'ascesa di Hitler e del nazismo. Un ampio

consenso popolare e l'appoggio della destra conservatrice portarono nel 1930 il

movimento nazista ad essere il maggior partito del Reichstag Hitler ebbe così la carica di

.

Cancelliere della Repubblica di Weimar, il 30 gennaio 1933. Da li a pochi mesi egli impose

il suo governo autoritario al Paese, mettendo fuori legge sindacati e tutti i partiti tranne

quello nazista, riunendo nelle proprie mani il potere legislativo e il potere esecutivo,

proclamando l'unità tra stato e Nsdap, e assumendo infine nell'agosto 1934 anche la

carica di presidente della Repubblica. Nacque così il Terzo Reich, e Hitler divenne il

Fuhrer, ovvero il capo incontrastato della Germania, avviando la ricostruzione economica,

il riarmo della nazione e una politica estera aggressiva basata sul concetto di Lebensraum,

lo spazio vitale. 5 – I totalitarismi.

1 - La grande crisi iniziata con la caduta della Borsa a Wall Street nel 1929 dilagava

rapidamente anche in Europa, a cui contribuiva la preesistente debolezza del sistema

economico. Il rapido abbandono del Golden Standard inglese e la legislazione a

protezione del lavoro garantivano un’esistenza meno tormentata alle popolazioni del nord

Europa. In Francia la presenza delle destre eversive era meno limitata, e i morsi della

recessione si facevano sentire solo dopo due anni. Eppure il Franco non veniva toccato

dal governo di coalizione socialista-radicale. Alle elezioni del 1932 le sinistre avevano vinto

su un programma che prevedeva la nazionalizzazione delle grandi industrie e della banca

di Francia. La vittoria del Fronte popolare delle sinistre nel 1936 vede l’applicazione di una

manovra economica che prevedeva la svalutazione del franco e la riorganizzazione della

banca di Francia. Non bastavano tuttavia a frenare l’ondata di scioperi e di proteste della

sinistra e della destra. La svalutazione delle monete e la fine del Golden standard

distruggevano il liberalismo economico. La Gran Bretagna e tutti gli altri stati si chiudevano

in sé stessi. L’uscita dalla crisi aveva tempi diversi da paese a paese: tra il 1932 e il 1937.

2 – La crisi e la fine del progresso influenzarono la vita degli europei, che venivano

rassicurati dalla religione nazista, fascista e bolscevica, imposte con violenza con l’uso di

media nuovi e vecchi trasformati in macchine del consenso. Le dittature di Hitler e Stalin

apparivano più efficienti ed incisive, poiché la più piccola manifestazione di dissenso

veniva repressa con la violenza ed il terrore. In Italia come in Germania la strada ai

fascismi veniva aperta dalla fragilità del quadro politico e dall’insicurezza degli stessi

partiti. Lo stato acquistava funzioni sociali ed economiche diventando un vero e proprio

Stato Sociale. La modernità alternativa incarnata dallo stato comunista offriva il sogno di

un futuro ai tanti che avevano perduto la speranza. La propaganda internazionale

sovietica parlava di pacifismo, uguaglianza, giustizia e progresso: tutti rimanevano

incantati dal mito sovietico.

3 - La scelta di forzare i tempi per trasformare la vecchia Russia agricola in una moderna

potenza industriale risaliva al 1926. Per farlo avrebbe distrutto le campagne, riportato i

contadini alla servitù della gleba e ridotto in schiavitù milioni di lavoratori. La seconda

rivoluzione di accompagnava a una seconda guerra civile. A rilanciare il collettivismo

puntava il piano quinquennale di Stalin, che prevedeva la trasformazione delle aziende

agricole contadine in grandi proprietà collettive di decine di migliaia di ettari a grano. I

contadini però si ribellavano. Tra questi milioni venivano deportati nei Gulag, i campi di

prigionia, chiamati campi di lavoro collettivo dove pochi sopravvivevano.

4 - La dittatura di Hitler iniziava con la sua nomina a cancelliere nel gennaio del 1933 a cui

seguiva un mese dopo l’incendio del Reichstag, pretesto per scatenare la caccia ai

comunisti, additati come responsabili dell’attentato. A marzo erano indette nuove elezioni,

in cui il partito nazionalsocialista usciva con la maggioranza assoluta dei voti). I decreti

speciali sulla stampa mettevano a tacere ovunque le opposizioni. Nella notte dei lunghi

coltelli a Bad Wiesse si consumava il massacro pianificato con un attacco a sorpresa delle

Ss: più di 150 Sa venivano uccise compreso il loro leader, presentato come un’azione di

purificazione morale: l’ordine pubblico era la priorità di Hitler. A trainare l’occupazione

contribuivano l’incremento della produzione industriale e una politica fiscale espansiva, la

nuova moneta e l’autocancellazione delle riparazioni di guerra. Veniva imposta la

sterilizzazione obbligatoria dei pazzi e dei criminali, mentre nel giugno del 1933 la

legislazione sull’igiene raziale creava un comitato di esperti per la politica raziale e della

popolazione. Nel luglio seguivano le leggi per preservare la progenie delle malattie

ereditarie e nel novembre la legge contro i criminali abituali e pericolosi. Con l’inizio della

guerra, si sarebbe passati dalla sterilizzazione di massa all’omicidio di massa.

6 – La Crisi dell’Europa liberale.

1 - Il pacifismo veniva continuamente messo a dura prova, prima dal Giappone che nel

1931 aveva invaso la Manciuria, e poi dall’uscita della Germania dalle assise di Ginevra.

In Austria nel 1929 si era insediato al governo Dollfuss, da sempre avversario del partito

socialdemocratico. La Repubblica austriaca si trasformava in dittatura. Dollfuss aveva

sottovalutato il pericolo nazista. Nel 1934 infatti i filonazisti tentavano il golpe con un

assalto in massa alla cancelleria, nel corso del quale Dollfuss veniva assassinato.

L’allarme internazionale aveva portato il ministro degli esteri francesi a proporre un piano

di sicurezza regionale antitedesco tra Francia, Italia e i paesi dell’Est da allargare all’Urss

e alla Gran Bretagna, fallito miseramente. Nel 1935 il Duce rompeva per primo il tabù

pacifista europeo con la dichiarazione di guerra all’Etiopia. Nessun mezzo era stato

risparmiato per piegare la resistenza abissina. Ad avvicinare i due dittatori contribuiva la

solidarietà di Hitler per Mussolini impiegato nella guerra in Etiopia, ricambiato con il

silenzio del Duce quando la Germania invadeva la regione del Reno, per poi consolidarsi

con la creazione dell’Asse Roma-Berlino siglato nel 1936.

2 - - L’incendio scoppiava in Spagna. Qui l’aristocrazia fondiaria e i grandi proprietari

terrieri avevano un peso dominante. Nel 1930 si era dimesso il dittatore Miguel Primo de

Rivera, che aveva sperato di interpretare il Mussolini spagnolo. La situazione del paese

aveva spinto il sovrano a far cadere il governo e a indire nuove elezioni che portavano nel

1931 alla vittoria dei repubblicani e di Manuel Azana come presidente del consiglio che lo

porta all’esilio. Tra il 1932 e il 1933 la Spagna appariva già sull’orlo della guerra civile, fu la

Confederazione dei gruppi autonomi della destra a vincere le elezioni del 1933. .

Innumerevoli le atrocità da una parte e dall’altra: esecuzioni sommarie da parte dei militari,

guidati dal generale Francisco Franco in licenza a Madrid. Nel febbraio 1936 la coalizione

di repubblicani, moderati e socialisti formava un governo di fronte popolare guidato di

nuovo da Azana. A inaugurare il nuovo governo era l’annullamento dei voti ottenuti dalle

destre, a cui seguivano scioperi operai e occupazioni delle terre da parte dei contadini.

Passava al contrattacco la Falange, movimento parafascista fondata da José Antonio

Primo de Rivera figlio dell’ex premier. Si preparava la strada per il golpe militare: in luglio il

generale Franco sbarcava in Spagna mentre a novembre Germania e Italia riconoscevano

la giunta franchista quale unico legittimo potere esecutivo in Spagna, dove mandavano

truppe al sostegno del generale, mentre l’Unione Sovietica si schierava con il fronte

popolare. Francia e Inghilterra rimanevano da spettatrici. Nell’aprile del 1937 radeva al

suolo la città di Guernica e Barcellona nel 1938. Il governo di Madrid resisteva fino alla

primavera, quando le truppe di Franco conquistavano anche la capitale.

3 - Con l’ascesa di Hitler al potere in Germania si era dissolta l’illusione che l’Urss

potesse procedere alla costruzione del socialismo. Il primo passo nel 1934 era stato

l’ingresso nella società delle nazioni, poi l’uccisione di Dollfuss e la manifestazione a Parigi

delle destre, ma la minaccia dei fascismi richiedeva un ripensamento ancora più incisivo

nella politica estera sovietica. Solo nel 1939 il patto Hitler-Stalin avrebbe segnato una

sofferta lacerazione, destinata comunque a ricomporsi con l’aggressione tedesca all’Urss

nel 1941. Nel frattempo La dittatura franchista in Spagna mostrava tutta la sua ferocia

contro i militanti del governo repubblicano, inoltre portava immediatamente fuori dalla

società delle nazioni, per legarla al patto Anticomintern firmato dalla Germania e dal

Giappone nel 1936, esteso all’Italia nel 1937. Hitler accelerava il suo sogno di dominio

rioccupando la Renania nel 1936. Egli non aveva dubbi sull’inferiorità genetica degli slavi,

ed era altrettanto convinto che avrebbe prevalso anche sui popoli dell’occidente. Il

fallimento nel 1934 dell’Anschluss non aveva scoraggiato Hitler. Procedeva così nella

primavera del 1938 alla liberazione dell’Austria, sua terra natale. La tappa successiva era

la liberazione dei fratelli tedeschi, maggioranza della popolazione nella regione dei Sudeti

che il trattato di Versailles aveva incluso nei confini della Cecoslovacchia. Il partito tedesco

dei Sudeti in accordo con Hitler chiedeva l’indipendenza, che alla fine il capo del governo

cecoslovacco concesse.

4 - Con l’intervento italiano e tedesco nella guerra civile spagnola la Gran Bretagna

inaugura la politica dell’Appeasement (pacificazione) nei confronti dei due dittatori.

Chamberlain riconosceva alla fine le conquiste italiane in Africa Orientale, dava il nulla

osta alla riunificazione dell’Austria e dei Sudeti al Terzo Reich e riconosceva legittimo il

governo di Franco. Nell’ottobre 1938 Hitler aveva già predisposto il piano della marcia su

Praga ed espresso il proposito di annettersi Memel in Lituania e Danzica in Polonia.

Risultato dell’appeasement inglese sarebbe stato il secondo conflitto mondiale. Agli occhi

degli inglesi una guerra alla Germania avrebbe significato indebolire la più solida barriera

esistente contro l’Unione Sovietica

5 - Praga veniva invasa dalle truppe tedesche nel marzo del 1939, la Cecoslovacchia

cessava di esistere. Un mese dopo, Mussolini invadeva l’Albania che veniva annessa

all’Italia. Il Patto d’Acciaio viene siglato nel maggio 1939 tra Hitler e Mussolini, il quale


ACQUISTATO

4 volte

PAGINE

18

PESO

44.81 KB

AUTORE

Uranus75

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Guiso: Novecento d'Europa, Colarizi. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
1. Imperi e nazioni
2. La prima guerra mondiale
3. La rivoluzione in Russia e la pace di Versailles
Parte seconda
L’età dell’odio
4. Il dopoguerra «rosso» e «nero»
5. I totalitarismi
6. La crisi dell’Europa liberale
Parte terza
L’età della disperazione e della speranza
7. La seconda guerra mondiale
8. La guerra fredda in Europa
9. La ricostruzione
Parte quarta
L’età dell’incertezza
10. I figli del miracolo economico


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Uranus75 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Guiso Andrea.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea

Riassunto esame Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea, prof. Guiso, libro consigliato L'enigma democrazia, Muller
Appunto
Riassunto esame Storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea, prof. Guiso, libro consigliato Novecento d'Europa, Colarizi
Appunto
Riassunto esame storia politica, sociale e culturale dell'età contemporanea, prof Guiso, libro consigliato La guerra di Atena
Appunto
Riassunto esame storia politica sociale e culturale dell'età contemporanea, prof Guiso, libro consigliato Dagli imperi militari agli imperi tecnologici
Appunto