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Breve storia delle emozioni

Cos'è un'emozione?

Questa domanda fu posta nel 1884 da William James, padre della psicologia americana. Gli psicologi definiscono le emozioni come valutazioni in rapporto a quello che conta per noi come obbiettivi e interessi. James pensava che un'emozione è la percezione del cambiamento corporeo, e quelle più comuni si manifestano in maniera repentina come ad esempio la rabbia di fronte a un'offesa.

Emozioni reattive e stati d'animo

Un'emozione di questo tipo pervade la nostra coscienza e la si può definire emozione reattiva. Le emozioni sono basate su quel che conosciamo, su quel che è successo o su quel che potrebbe succedere. Le emozioni ci portano a reagire istintivamente nei confronti di qualcun altro, come ad esempio la voglia di abbracciare qualcuno oppure sbattere la porta quando siamo arrabbiati.

Inoltre, la sensazione di essere felici, irritati o altro, può continuare per minuti o ore, invece quelle che si protraggono più a lungo possono essere chiamate stati d'animo come la contentezza o la tristezza, che possono durare per ore o giorni. A differenza delle emozioni reattive, che di solito hanno una causa, gli stati d'animo possono avere un'origine incerta. Infine, quelli che chiamiamo sentimenti possono durare ancora più a lungo come l'amore o il rancore verso qualcuno.

Emozioni e sentimenti

Quando un elemento dato per scontato ci tocca o ci colpisce, nascono le emozioni reattive. E a volte questo imprevisto può risultare piacevole oppure doloroso. Possiamo considerare le emozioni reattive e i sentimenti come due diversi tipi di segnali, infatti un'emozione reattiva provoca un cambiamento, mentre un sentimento mantiene l'atteggiamento emotivo. Ad esempio, innamorarsi è per noi un cambiamento, mentre l'amore è mantenere nel tempo il rapporto con questa persona.

Le emozioni di breve o lunga durata sono segnali trasmessi a noi stessi e agli altri: a noi stessi perché ci guidano verso elementi che risultano utili per raggiungere i nostri obiettivi; segnali agli altri perché, anche se non hanno accesso diretto ai nostri sentimenti, possono comunque osservare le nostre emozioni.

Emozioni nella storia e cultura

Le emozioni sono una realtà problematica. È forse la loro complessità che le porta ad essere al centro di storie e narrazioni. (La scrittura fu inventata dai Sumeri, una civiltà che fiorì sul territorio dell'odierno Iraq) Ad esempio le storie degli ebrei raccontano che, quando Dio creò il mondo e gli uomini, fu proprio un'emozione la prima cosa che avvenne. Un altro esempio è l'Iliade, la prima opera della letteratura greca, dove il poeta chiede alla musa di celebrare la collera di Achille contro Agamennone, che è a capo dell'esercito greco.

Infine, in Cina, il saggio Confucio scrisse sulle emozioni addirittura nel V secolo a.C. E le emozioni si sono rivelate argomenti tanto interessanti perché queste riguardano i nostri segreti più intimi e sottolineano ciò che più conta per noi. Una seconda ragione che rende le emozioni tanto affascinanti è che ci pone di fronte a problemi di difficile soluzione, ad esempio l'amore può essere meraviglioso per gli amanti, ma di colpo può annientare tutti gli affetti che vi erano con le altre persone.

Evoluzione delle emozioni e influenze culturali

Riguardo il corso della storia, le emozioni non sono state stabilite una volta per tutte, ma può cambiare la nostra idea dell'amore e il modo in cui lo viviamo, infatti sono in parte costituite da quel che conosciamo a livello culturale e in parte da ciò che è giusto a livello sociale. Ad esempio, un padre che impedisce alla propria figlia di 39 anni di sposarsi, oggi è un fatto impensabile.

La natura delle emozioni è quella di mettere alla prova la nostra mente, ci chiedono di pensare in modo diverso dall'evento che le ha provocate. Non solo, molte persone trovano soluzioni creative ai problemi suscitati dalle loro emozioni. E questo è ad esempio collegato con l'arte che è semplicemente l'espressione delle emozioni. Anche se comunque sono soprattutto le emozioni positive a favorire molto l'originalità, al contrario di quelle negative che spesso la riducono.

Emozioni nel Romanticismo e nella teoria di Darwin

Sin dall'inizio del Romanticismo, le emozioni furono alla base della poesia, della musica e dell'arte. Questo periodo generalmente si fa risalire al 1750 quando Rousseau scrisse un saggio in cui si chiedeva se il rifiorire dell'arte e della scienza avevano contribuito a purificare la morale. E la sua risposta fu negativa poiché le arti erano artificiali e come tali avevano la tendenza a eclissare i sentimenti naturali e la comprensione delle emozioni. E questo atteggiamento aveva portato a un deterioramento della morale.

L'idea da cui partì Darwin, e da cui partivano praticamente tutti in età vittoriana, era che Dio aveva creato separatamente ogni specie animale e vegetale in maniera immutabile e aveva creato gli uomini a propria immagine e somiglianza. Durante un suo viaggio, Darwin iniziò a osservare in che modo le caratteristiche del mondo fisico si erano trasformate dopo ad esempio le formazioni coralline e dopo le eruzioni vulcaniche. Di conseguenza, se alcune piante e alcuni animali si erano adattati al nuovo ambiente, automaticamente dovevano essere cambiati.

E dopo aver riflettuto a lungo su questo argomento, Darwin arrivò a delle conclusioni che adesso sono le basi della sua teoria dell'evoluzione. Lui afferma che l'evoluzione è determinata da 3 principi: la sovrabbondanza, cioè ogni specie genera una prole molto più numerosa di quella che sopravvivrà; la variazione, cioè ogni discendente sarà diverso dagli altri sotto certi aspetti che poi andrà a trasmettere alla propria prole; infine la selezione, dove i discendenti che si adattano meglio all'ambiente sopravvivono e si riproducono.

Questa teoria si lega molto anche con le emozioni, come ad esempio l'indietreggiare all'attacco di un serpente. Gli antenati che non possedevano questa caratteristica avevano maggiori possibilità di essere uccisi. Di conseguenza non furono i nostri progenitori poiché adesso questa azione fa parte in ognuno di noi. Nel 1872 Darwin pubblicò "L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali" e la conclusione principale del libro è che certe espressioni delle emozioni, come ad esempio il salto all'indietro di fronte a un attacco, sono state installate nel sistema nervoso nel corso dell'evoluzione.

Nel suo libro, Darwin utilizzò il termine "espressione" per indicare un comportamento corporeo provocato da un'emozione. Quindi, ad esempio, un sorriso o una lacrima sono tutte espressioni di una specifica emozione. Per capire le emozioni, dobbiamo sapere dunque che hanno origine in forme di vita precedenti, anche se queste forme di vita non esistono più.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Noemi.amari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Giallongo Angela.
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