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Presentazione dell'edizione italiana

Emozioni: realtà complessa in gran parte ancora misteriosa, tanto che può diventare difficile dare un nome alle proprie esperienze emotive. Tale complessità dipende dal fatto che esse hanno profonde radici neurobiologiche, sono inoltre un’esperienza soggettiva (in connessione con i propri interessi e scopi), hanno poi una valenza sociale nella relazione con gli altri. Dunque, tutti questi aspetti s’influenzano a vicenda in modo da costituire esperienze multiformi che attraversano tutto il nostro organismo.

Le emozioni rimangono dunque una realtà conflittuale e ambigua.

Controllo delle emozioni

Controllo: nel momento in cui si cerca di controllarle e regolarle sistematicamente, le emozioni si sottraggono a tale controllo sfociando in forme disturbate e disordinate.

Non controllo: se ci si lascia andare rimanendo quasi in balia delle emozioni, si rischia di trovare grandi difficoltà nel gestire la propria esperienza emotiva.

Vivere: sembra che vivere ponendo degli argini di regolazione alla propria esperienza emotiva sia la strategia vincente. Tale condizione pone in evidenza l’esigenza di riuscire a riconoscere le proprie emozioni senza averne paura, orientandole in modo positivo e costruttivo.

D’altra parte, la vita umana senza emozioni sarebbe inconcepibile e inimmaginabile:

  • Senza emozioni diventeremmo dei robot.
  • La qualità della nostra vita si ridurrebbe significativamente, così come la possibilità della nostra sopravvivenza.

Funzione delle emozioni

Le emozioni come segnali di attenzione e priorità; infatti, di fronte a un pericolo esse interrompono le attività precedenti per far fronte al pericolo stesso, dunque spesso le emozioni ci aiutano a salvarci la vita senza saperlo. Più genericamente, le emozioni hanno una funzione di adattamento in quanto ci permettono di rispondere in modo affettivamente pertinente agli stimoli dell’ambiente; dunque è in gioco la competenza emotiva (la persona competente sul piano emotivo è colei che):

  • Sa conoscere le emozioni proprie e altrui.
  • È in grado di comprenderle e definirle.
  • È capace di farvi fronte senza inibirle e accettarle.

Sono dispositivi fondamentali: le emozioni pongono in evidenza i nostri stessi interessi e scopi, alimentano, stimolano, cambiano o mantengono le relazioni con gli altri. I nostri rapporti sociali si nutrono di affetti; senza emozioni vi sarebbe aridità e indifferenza.

Emozioni e legami sociali

Le emozioni sono alla base dei legami sociali; senza emotività, le persone non avrebbero ragione di trovarsi insieme. Per questo, la specie umana è la specie più emotiva in quanto non dotata di dispositivi automatici.

Stimolo introduttore - emozione - risposta emotiva

Tale separazione consente la valutazione cognitiva dello stimolo stesso, indica una separazione tra le due. Tale separazione implica la possibilità di gestire le proprie emozioni entro certi limiti, di orientare in modo positivo, di poterle modificare nel tempo. Ed è per questo che si parla di apprendimento emotivo nel bambino e della possibilità di cambiare i propri stili emotivi nell’età adulta.

Le emozioni, essendo processi che attraversano la nostra mente, ci spingono all’azione. Dunque:

  • In caso di attrazione e simpatia ci avviciniamo agli altri e siamo capaci di creare rapporti profondi.
  • In caso di repulsione e antipatia ci allontaniamo, talvolta fuggiamo dalla loro presenza.

Comunicazione emotiva, a livello evolutivo, la comunicazione emotiva precede certamente quella linguistica.

Comunicazione linguistica, la maggior parte delle emozioni si manifestano a livello non verbale.

Per definire le emozioni, la storia risulta fondamentale poiché ogni cultura presenta una propria sensibilità:

  • Chi è attento all’onore.
  • Chi al successo.
  • Chi all’autostima individuale e chi al gruppo.

Ciò è necessario per dare un’idea di quanto è grande la complessità delle emozioni. Oatley, partendo dagli epicurei e dagli stoici, pone in evidenza quanto gli esseri umani siano interessati a vivere e a gestire le proprie emozioni. Darwin e la sua scoperta ci aiutano a capire meglio la storia delle emozioni in quanto esse hanno radici profonde. Oatley analizza gli aspetti neurobiologici delle emozioni:

  • Sottolinea quanto la storia personale sia importante per l’elaborazione delle emozioni in quanto ognuno di noi ha un proprio stile emotivo, propria sensibilità, propria facoltà emotiva.
  • Le emozioni sono attivate da circuiti nervosi che orientano la risposta emotiva in un modo rispetto che a un altro. Oggi siamo arrivati alla scoperta dei psicofarmaci.

Le emozioni crescono con la propria esperienza a partire dal momento della nascita, ed è per questo che le persone che sono andate incontro a traumi presentano con più probabilità disturbi emotivi. Sono l’incapacità di gestire la propria emotività, così cadendo poi in forme di depressione o eccessi emotivi.

Oatley nel suo volume si prefigge di favorire lo sviluppo della cosiddetta “intelligenza emotiva”:

  • Capacità di imparare a governarle e indirizzarle positivamente; attraverso un diario personale oppure attraverso una conversazione.
  • Ovvero quella capacità di riconoscere le proprie esperienze emotive e quelle di altri.

Il traguardo è quello di raggiungere uno stato di benessere soggettivo che consenta a ciascuno di vivere lontano dall’ansia con il raggiungimento dell’eccellenza e permette di ottenere una condizione di contentezza che comporta una situazione di equilibrio tra i vincoli dell’ambiente e le emozioni e i propri desideri.

Prefazione

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce…

Abbiamo tre diverse concezioni delle emozioni:

  • Prima concezione = evoluzionista: le risorse che in passato si sono dimostrate vincenti si sono tramandate fino ad oggi attraverso i geni (riferimento a Darwin). Infatti, alcuni aspetti delle nostre emozioni risalgono a milioni di anni fa quando i nostri antenati cominciarono ad estinguersi rispetto ai membri di altre specie pre-umane poiché meno dotati di quelle risorse emotive e pratiche di cui invece erano provvisti i nostri antenati.
  • Seconda concezione = storia personale: dunque la nostra capacità di amare è influenzata dal modo in cui siamo stati amati durante l’infanzia. Infatti, le emozioni si sviluppano in ognuno di noi sin dalla nascita e grazie alla relazione con gli altri.
  • Terza concezione = più generale: in quanto si collega alla storia delle idee e dei movimenti sociali, dunque in che modo le emozioni sono state concepite nella nostra cultura e in che modo sin dal passato hanno influito e continuano a influire su di noi. Per esempio, in molte società un’unione sessuale duratura trova il suo corrispettivo nel concetto di matrimonio.

Sin dal 21o secolo si inizia a parlare di emozioni. A volte diffidiamo dalle emozioni, ma sappiamo allo stesso tempo che esprimono e governano i nostri valori più importanti (se vuoi sapere quello che le persone apprezzano, ascolta le loro storie). In Occidente, ad esempio, l’amore e la collera sono il nocciolo di molte storie, forse perché questi problemi entrano in relazione con il nostro modo più profondo e intimo di dar significato alla vita. Ad oggi, le emozioni continuano ad attivare la nostra attenzione, forse perché ancora non ne riusciamo a comprendere del tutto la natura. Ma in che modo esse ci permettono di comprendere gli altri?

Capitolo primo: significato e ambiguità

L’amore è un momento cardine dove la storia individuale può evolversi.

“Come ti amo? Ora le vie ne conto!
T’amo quanto profondo e alto e ampio…
la mia anima più”.
(Elisabeth Barrett - circa 150 anni fa)

La poesia ci aiuta a capire meglio che la persona amata entra a far parte del proprio sé. Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero mai sentito parlare di amore (Rochefoucauld). La scrittrice viveva a Londra, aveva 39 anni all’epoca e già da sette anni viveva l’invalidità a causa di una emorragia. Pieno di ammirazione, Browning nel 1845 la andò a trovare. I due si scambiarono lettere per circa un anno ma Elisabeth rifiutò la proposta di matrimonio poiché credeva che non era di una donna invalida che lui avesse bisogno. La sua salute però continuava a migliorare tanto che nel 1846 si sposarono. La scrittrice lasciò la casa paterna e i sposi andarono a vivere in Italia e il padre di Elisabeth non la perdonò mai. Verso la fine del sonetto (1846) scrisse:

T’amo / con la passione delle antiche pene…

Poiché al suo dolore contribuiva anche la morte del fratello Edward. L’amore è un’emozione con una sua storia sempre particolare, che fa parte del percorso compiuto per conoscere un’altra persona.

Che cosa è un’emozione?

(L’amore è un esempio di emozione)

Le emozioni sono provocate dal modo di giudicare gli eventi, gli psicologi lo definiscono valutazione in rapporto a ciò che conta per noi. Esse possono comprendere cambiamenti corporei infatti William James, padre della psicologia americana, sosteneva che l’emozione fosse la percezione del cambiamento corporeo (es. dell’orso). Secondo la maggior parte dei teorici moderni, le emozioni coinvolgono corpo e mente. Le emozioni più comuni si manifestano in modo proporzionato e... (testo tronco).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinajagothor di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Giallongo Angela.
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