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Storia dell’arte contemporanea

Avanguardia diffusa. Luoghi di sperimentazione artistica in Italia 1967-

1970

1.cap Immagini come poesie. Fiumalbo 1967-1968

A inaugurare la stagione creativa delle manifestazioni diffuse negli spazi aperti di piccoli e medi centri

Parole sui muri

urbani, è la prima edizione di = rassegna organizzata nell’estate del 1967 a Fiumalbo

(Appennino modenese) da un gruppo di artisti e poeti sperimentali (collaborazione sindaco Mario

Molinari). Parole sui muri

La corrispondenza tra il sindaco e far risalire l’idea di (tramite

Claudio Parmiggianià

lettere):

-ruolo promotore dell’amministrazione comunale

-apertura all’interdisciplinarietà e internazionalità

-carattere dell’evento

-interesse a pubblicare il catalogo generale

-scelta dei muri e delle strade come luogo di svolgimento dell’evento

di poesia, musica, pittura sui muri e nelle strade

àmanifestazione

Parmiggiani (24enne) aveva esordito alla metà degli anni ’60 nel contesto emiliano d’avanguardia con una

ricerca volta a una costante interrogazione sul ruolo e sullo statuto delle immagini, ricorrendo a strumenti

linguistico-concettuali (appropriazione, negazione o trasferimento di senso) in diretta corrispondenza con

le ricerche verbo-visuali nelle quali l’artista era coinvolto.

Sin dalla sua formazione Parmiggiani sviluppa un vivo interesse per la sperimentazione poetica, maturata

grazie alla frequentazione con Emilio Villa (artista, poeta, biblista italiano 1914-2003) e ai sodalizi artistici

instaurati con molti esponenti della poesia concreta, visiva e sonora.

In questo quadro s’iscrive anche l’attività espositiva avviata nel 1966 da Parmiggiani a Modena con

Alpha

l’apertura della galleria (insieme a Cremaschi, Della Casa, Vaccari) =divenendo un importante canale

Parole sui

di espressione e promozione dei nuovi linguaggi verbo-visuali diffusi a livello internazionale.

muri rappresenta un ampliamento dai normali circuiti espostivi; l’esigenza di espandere la sperimentazione

artistica in spazi altri rispetto a quelli canonici di diffusione e fruizione sarà espressa a chiare lettere dallo

Parole sui muri= l’aspetto nuovo consiste nella rottura definitiva con

stesso Parmiggiani durante i giorni di

schemi che hanno sempre costretto l’artista a scegliersi uno spazio obbligato e limitante.

Riuscendo così a portare l’arte sperimentale a conoscenza di una collettività urbana, estendendone il raggio

Prima Esposizione

di azione oltre il pubblico degli addetti ai lavori (inizialmente il nome doveva essere

Internazionale di Manifesti)

Nelle opere-poster, artisti e poeti fanno propria l’esposizione pubblica e quindi l’apertura comunicativa

ampia e indifferenziata dei manifesti pubblicitari e di propaganda politica che caratterizzavano il paesaggio

urbano (tramite parole, immagini, segni).

Gli anni della manifestazione di Fiumalbo, sono del resto gli stessi in cui la movimentazione studentesca si

stava appropriando in maniera non autorizzata e liberatoria dello spazio pubblico attraverso manifesti,

graffiti e striscioni, trasformando così i muri delle città in un inedito palinsesto visivo di messaggi capaci di

veicolare visioni politiche ed estetiche, stati d’animo esistenziali e atti di rivolta.

Dall’elenco degli oltre 100 autori che aderiscono all’iniziativa emerge la centralità della poesia concreta,

e

visiva sonora.

La poesia concreta nasce alla fine degli anni ’50 ed è caratterizzata da una vocazione internazionale, è l’area

sperimentale sondata da (poeta, editore, critico letterario italiano, uno dei protagonisti

Adriano Spatola

della poesia del 900) e numerosi altri partecipanti tra cui Franz Mon (uno dei primi esponenti di questa

tendenza). In questa area di sperimentazione il meccanismo visuale viene innescato spostando l’attenzione

dal significato delle parole al loro aspetto formale, mediante la scomposizione, ricomposizione,

moltiplicazione e isolamento dei materiali concreti del linguaggio, quali sillabe, fonemi e lettere (es.

TAM=idea della diffusione delle informazioni attraverso il passaparola).

Nella poesia visiva invece la valenza visuale dell’opera scaturisce non solo dalla risonanza e disposizione

grafica delle parole ma anche dal ruolo rilevante giocato dall’elemento iconico (ricordiamo il Gruppo 70 di

Firenze, Vaccari, Luciano Ori, rivolge la sua attenzione ad un elemento

Ketty la Rocca=l’artista

dell’iconografia urbana diverso rispetto al manifesto, ovvero il segnale stradale, riproducendone l’immagine

stilizzata ma sostituendo alle indicazioni geografiche comunemente leggibili su di esso una serie di

asserzioni discorsive (senso di responsabilità, io tu e le rose, amava molto gli animali) tali da immetter nello

spazio pubblico allusioni alla sfera quotidiana e persona o alla cultura popolare.

La poesia sonora vede come maggior rappresentate Henri Chopin dove l’artista partecipa attivamente sia

recitando poemi sonori diffusi sia e amplificati da un altoparlante posto sul balcone del Municipio, sia

presentando un poster con la scritta “Cercatemi dentro le canzoni”.

e punteggiano il paese con oggetti minimali portatori di una riflessione sui concetti

Della Casa Cremaschi

di reiterazione e modularità, trasponendo così nella sfera tridimensionale un “campionario” di segni grafici

che caratterizzano di frequente le composizioni verbo-visuali. Cremaschi si avvale di piccole palline bianche,

disposte su un prato a distanze regolari in maniera da formare due triangoli o punte di frecce; Della Casa

allestisce sul sagrato una piccola chiesa e sulla stretta strada che di dirama in salita, una serie di aste di legno

colorate, sovrapposte le une alle altre con un ordine casuale sul terreno o issate in verticale trovando

appoggio sugli antichi muri di pietra.

Un altro lavoro è il pallone aerostatico realizzato dall’inglese quale espressione delle possibili

Cox

interazioni tra linguaggi poetico-visivi e quelli plastico-scultorei: un grande artefatto leggero ed effimero,

formato da numerosi teli colorati su cui sono stampate una serie di parole (green, air, fire, water) non prive

di rimandi a un’estetica ecologica

All’interno di questo repertorio iconografico, assumono particolare rilievo le immagini dedicato all’ “albero

della poesia”: un vero e proprio albero privo di foglie, su cui vengono applicate varie lettere di carta.

L’opera oltre a celebrare l’incontro del paese con le nuove discipline verbo-visuali è frutto di un ludico e

sinergico lavoro di gruppo, e dunque perfetta espressione dello spirito collaborativo sotteso all’intera

manifestazione.

Il desiderio è quello di divulgare le ricerche a un pubblico “non iniziato” e quindi ritenuto in grado di

recepire in maniera forse ingenua, ma comunque genuina, i nuovi stimoli artistici; di qui la scelta della

provincia, poco aggiornata in materia di arte avanzata.

«Fiumalbo è un vecchio e raccolto nucleo urbano, un piccolo centro turistico dell’Appennino modenese, è un paese

messo a disposizione: non più galleria d’arte, non più museo, non più la pagina del libro ma lo spazio come ambiente

poetico per eccellenza (Adriano Spatola). È un esempio di interazione tra esperienza grafica poetica e un ambiente

urbano (Arrigo Lora Totino).»

Geiger=libro-catalogo dell’evento.

Parole sui muri

La 2°edizione di non ottenne lo stesso riscontro della prima, la 2° edizione fu più

“calcolata” organizzata anche per evitare lo “scontro” con le opposizioni, venne attuata una scelta

diplomatica volta ad arginare le possibili polemiche da parte dell’opinione pubblica e dalle forze politiche di

opposizione. Il compito di selezionare le opere d’arte, estromettendo così dalla manifestazione quelle

ritenute lesive del decoro morale, si aggiunge la decisione di abolire il tendone militare per il pernottamento

degli artisti, optando per una più “decorosa” sistemazione in camera d’albergo. Un’originale novità

riguarda la scelta di estendere a livello spaziale il raggio d’azione della rassegna dal centro cittadino alla

campagna circostante, sino alle strade comunali. La spinta espansiva che traspare da questo componimento,

risente di un progetto molto più ambizioso rispetto a quello della 1°rassegna senza trovare però ima reale e

concreta applicazione.

La mancata messa in opera è testimoniata dalle fotografie di Vaccari che costituiscono la traccia visiva più

emblematica della 2° edizione. L’ampio reportage immortala in maniera esclusiva il centro urbano di

Fiumalbo animato da artisti intenti a mostrare manifesti e poemi, a trasportare oggetti, a dispiegare

striscioni. Gli unici segnali restituiti dalla documentazione visiva verso quel contesto paesaggistico

riguardano l’allestimento di un declivio naturale (pendio versante collinare), rivolto verso la vallata, di una

serie di esili sculture rosse di Cremaschi affiancate alle poltrone bianche minimale di Leonardi (2° ed ultima

estate delle avanguardie a Fiumalbo).

2. Cap Volumi d’aria. Anfo 1968 Parole sui muri,

Parallelamente alla seconda edizione di si concretizzano nuove manifestazioni all’aperto

un paese+ l’avanguardia artistica

che vedono coinvolti molti artisti delle tendenze verbo-visuali: evento che

invade per una decina di giorni il paese bresciano di Anfo, condivide l’idea di diffondere l’arte sperimentale

Parole sui muri)

in un piccolo centro urbano. Ideatore è (Sarenco in arte, sostenitore di che

Isaia Mabellini

intraprende nei primi anni ’60 un percorso di ricerca poetico-visuale, distinguendosi per opere dal tono

graffiante e caustico, spesso provocatorio che utilizza come strumento di critica sociale e politica. La sua

presenza alle due edizioni di Fiumalbo è associata a dichiarazioni anticattoliche che non mancarono di

suscitare forti polemiche. Richiamo sia per i giovani artisti, per la sperimentazione ma anche promozione

della cittàà vocazione turistico-culturale.

Gli artisti coinvolti nel progetto sono sia gli operatori plastico-visuali (che avrebbero potuto partecipare con

strutture modulari, componibili, abitabili, galleggianti, sospese in aria) e dell’altro gli operatori poetico-

visuali che si sarebbero potuti cimentare con manifesti, scritte murali o stradali, striscioni ecc…

Si stabiliscono, dunque i due settori della manifestazione: l’arte oggetto e la poesia visuale (verranno a

meno, caratterizzate dalle logiche dell’improvvisazione).

Oggetti a funzione estetica, ambienti, poesia visuale, sonora e musica elettronica, film sono i tratti

caratterizzanti dell’evento. Ad Anfo risaltano gli interventi di natura plastico-ambientale, disseminati nelle

strade e nelle piazze del paese, così come sulle sponde del lago e sul lago stesso.

La cronaca dell’evento pubblicata su Quindici restituisce la dimensione ludica e collaborativa della

partecipazione dei due artisti: Isgrò compone e vende all’asta poesie visuali o Vassalli che presenta il poema-

manifesto Fan-too, dove si narra di un gioco, o megli di un “rito collettivo” in cui la componente

psicologica, la tematica del doppio e del mascheramento, è intimamente connessa a un’indagine critica sui

costumi della società attuale:

«caratteristica prima del gioco è che i giocatori rinunciano alla propria personalità per assumerne un’altra, già

pronta. Diventando maschere, autonomi in cui agisce un secolare programma, vengono assorbiti nella millenaria,

cosmica lotta dei contrari, a loro volta si scindono, sperimentando su di sé tale lotta. Rivivono nel proprio sacrificio

individuale il dramma cosmico che li ingloba, li avvince, sperimentando nella catarsi gerarchica l’altra faccia della

realtà che essi vivono»

Dal dicembre 1967 la rivista milanese “Domus” avvia un discorso critico e iconografico sull’attualità del

gonfiato, tracciando le origini di quella che sembra essere a tutti gli effetti una vera e propria moda culturale

che partita dalla sperimentazione tecnologica interna al mondo dell’architettura e del design trova nella

seconda metà degli anni ’60 una nuova forma espressione dell’arte europea e statunitense. I gonfiabili

permettono di invadere e riconfigurare con un semplice gesto gli spazi in cui gli artisti scelgono di operare,

creando una diversa percezione e fruizioni dei luoghi urbani o naturali.

Il lago d&r

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_uniud di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Nicoletti Luca Pietro.
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