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Didattica tra museo e scuola

Capitolo primo: l’avvio di un percorso di conoscenza tra museo e scuola

1.1 Educazione formale, non formale e informale

Scuola non tutte le esperienze educative, l'essere umano apprende in ogni situazione.

Educazione formale: sistema d'istruzione (apprendimento formale quello scolastico, obbligatorio, docenti professionisti, parametri nazionali, attestazione con certificati spendibili nel mondo del lavoro).

Educazione non formale: extrascuola (apprendimento non formale è volontario, fuori dalla scuola, in situazioni in cui insegnamento-apprendimento non è lo scopo principale, insegnanti volontari o facilitatori, certificazione non prevista).

Educazione informale: apprendimenti che a volte si realizzano senza nemmeno essere previsti, spontaneità esperienze, globalità proposte (apprendimento informale è volontario, slegato da tempi e luoghi specifici, non prevede obiettivi, individuo acquisisce competenze, conoscenze e abilità facendo in contesti diversi da scuola. Prospettiva di Lifelong learning (Delors: learning to know, learning to do, learning to live together, learning to be).

1.2 Il museo luogo di mediazione culturale, tra educazione formale e informale

Scuola luogo privilegiato di apprendimento formale, ma necessità di renderla più aderente alla realtà, aprirla verso luoghi culturalmente significativi --> museo luogo ideale per sostenere e incrementare il processo di apprendimento. L'operatore museale dovrebbe cercare di puntare sulla funzione di mediatore più che di docente, senza voler insegnare in modo esplicito, ma aprendo alle mille possibilità che gli oggetti possono sollecitare, stimolando contatto attivo.

Il museo è luogo di educazione informale o almeno dovrebbe esserlo (processo di apprendimento guidato da chi apprende), ma spesso si limita a trasferire le stesse modalità usate a scuola. Da alcuni decenni però forme sempre nuove di mediazione. Pubblico: Emma Nardi divide in fruitori spontanei e fruitori non spontanei (scolaresche).

1.3 Scuola e museo: prime affinità e differenze

  • Scuola: obiettivo prioritario educare e istruire, obbligatoria, utenza divisa in gruppi fissi omogenei per età, si basa su libro e parola, stare seduti, senso udito.
  • Museo: fine educativo a fianco di raccolta, conservazione, ricerca ed esposizione, pubblico libero, gruppi misti e temporanei, si basa sugli oggetti esposti, camminare, senso vista.

Caillet e Coppey individuano 4 punti che identificano l'azione del museo:

  • Simulazione
  • Interattività
  • Risorse concrete
  • Temi al posto di discipline

Punto di svolta: presenza dell'oggetto culturale autentico.

Capitolo secondo: quale idea di museo?

2.1 Breve storia della parola "museo"

Nome museo deriva dal greco Mouseion, luogo dedicato alle Muse (nella mitologia le 9 figlie di Zeus e Mnemosine, dea della memoria, e sono protettrici di dotti, ispiratrici di poeti, artisti, scienziati. Ruolo fondamentale di mediazione tra sapere divino e sapere umano). Prima denominazione istituto culturale dell'antica Alessandria d'Egitto, costruito per ospitare i saggi, giunti per studiare nella ricchissima biblioteca di Tolomeo I Soter. Non stesse funzioni del museo attuale, ma spazio di studio e riflessione. Questo in effetti era già stato fatto in precedenza: il primo Mouseion era annesso alla scuola che Platone fondò nei giardini di Accademo e che venne chiamata "accademia" e venne frequentato per anni da Aristotele che poi ne fondò uno a fianco della propria scuola.

La differenza è che quello di Alessandria nasce non come iniziativa di un privato, ma dalla scelta consapevole di uno stato. Altra particolarità: costruzione di un Serapeion, tempio dedicato alla divinità greco-egiziana Serapide, posto accanto al Mouseion, in cui gli oggetti votivi offerti dai fedeli erano sottratti al circuito economico ed esposti all'ammirazione dei visitatori.

Il termine "museo", coniato dalla cultura ellenistica, è quindi in grado di racchiudere in sé sia la funzione "conservativa" (il serapeion) sia quella culturale-educativa (il Mouseion). È nell'umanesimo che il luogo delle studio degli eruditi si arricchirà di testimonianze figurative e oggettuali, es. Petrarca.

1523 --> Erasmo da Rotterdam nel Convivium religiosum indica il Musaeum come il luogo fisico in cui accade l'esperienza di studio degli intellettuali.

1536 --> Paolo Giovio si fece costruire un edificio sul lago di Como per contenere e disporre cose preziose (raccolta di antichità e monete) e ritratti di uomini insigni. Lo chiama museo per la presenza della decorazione delle Muse in una stanza. Ebbe notevole successo tra i contemporanei.

1621 --> Altra accezione dal Cardinale Borromeo, che affianca alla Biblioteca Ambrosiana una Pinacoteca a cui dona la sua Quadreria (ampia raccolta di arte figurativa). Questa doveva servire come sussidio per una futura scuola o accademia di pittura, scultura o architettura che promuovesse l'arte secondo i dettami del Concilio di Trento.

1658 --> Comenio in Orbis sensualium pictus descrive il museo come luogo dello studio solitario, contatto diretto con gli scritti.

1644 --> Bellori conferma l'uso di Giovio, cioè fare delle proprie dimore le case delle Muse.

Altra natura l'opera istituzionale di alcuni sovrani che avevano deciso di dare ai sudditi la possibilità di fruire delle opere d'arte. Es. 1471 Papa Sisto IV dona alla città di Roma un insieme di statue bronzee da collocare sul Campidoglio (infatti nucleo originario dei Musei Capitolini). Questo sia per salvaguardare le opere, sia come propaganda politica. Nel tempo la collezione crebbe ma fu solo nel 1734 con Clemente XII che venne aperta nel Palazzo Nuovo la sede espositiva al pubblico --> primi musei moderni, cioè insieme di beni artisti protetti e conservati, posti a disposizione di una comunità.

Altre date simboliche:

  • 1753: costruzione a Londra da parte del parlamento del primo nucleo del British Museum
  • 1765: voce Musée nell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert
  • 1769: apertura degli Uffizi a Firenze
  • 1792: a Parigi palazzo del re diventa museo pubblico (Museum Francois che poi diventerà Louvre)
  • 1797: Kaiser-Friedrich Museum di Berlino con raccolte reali

Al termine del '700 il termine museo aveva assunto una parte del significato attuale.

Definizione dell'ICOM del 2007: "Il museo è un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le espone a fini di studio, educazione e diletto."

Accanto ai primitivi atti di conservare e raccogliere, si sono affiancati nel tempo quelli di esporre e ricercare. Una cosa che manca però nell'encyclopédie e che è necessaria oggi per dichiarare un luogo museo, è la funzione comunicativa ed educativa, che contempla la fruizione del pubblico.

2.2 Dalla parola all'azione: collezionare. Il ruolo degli oggetti

Riviere definisce il museo "machine à collectionner", etimologia latina cum lectio, intesa come scelta o comprensione d'insieme. Il primo collezionista è Dio creatore dell'antico testamento e Noè ruolo simile a curatore museale. (Lugli)

In generale moltissime le collezioni delle varie civiltà in tutto il mondo. L'uomo infatti ha sempre conservato oggetti (es. corredi funerari fin dalla preistoria). Inoltre, non solo l'uomo ma anche specie molto semplici collezionano (es. Textularia, animale unicellulare che raccoglie sulla sua teca granuli e frammenti per formare il guscio). I bambini spontaneamente raccolgono e collezionano oggetti, è una pulsione umana. Aspetto differente è la necessità dell'uomo di avere cose che superino la durata effimera del quotidiano e che per questo riescano a sopravvivere agli stessi creatori garantendo così la loro sopravvivenza.

Collezioni nella storia

Collezione: "ogni insieme di oggetti, naturali o artificiali, mantenuti fuori dal circuito economico, soggetti a una protezione speciale in un luogo chiuso sistemato a tale scopo, ed esposti allo sguardo del pubblico". (Pomian)

Caratteristiche necessarie perché si possa parlare di collezione: non avere più un valore d'uso e essere dei semiofori (oggetti che non hanno utilità, ma rappresentano l'invisibile, sono cioè dotati di un significato. Non essendo manipolati, ma esposti solo allo sguardo, non subiscono usura). Walter Benjamin parla di "sottrazione alla fatticità": questo rapporto è l'esatto opposto dell'utilità e sta sotto la singolare categoria della completezza. Le collezioni sono manifestazione del sapere e della cultura dell'epoca.

Altro discorso quello del dono ed esposizione come fenomeno religioso. Nella tradizione greca e poi romana i tributi alle divinità venivano conservati nei templi e questo patrimonio era conosciuto dalla popolazione che ne traeva motivo d'orgoglio infatti veniva utilizzato solo in casi di estrema necessità e doveva sempre essere visibile a tutti e ammirato. Spostandoci temporalmente abbiamo le collezioni nelle chiese "la nuova religione porta altri simulacri nel tempio, ma anche reperti archeologici, colonne capitelli, materiali di recupero, frammenti di bassorilievi..." (Lugli)

Con la Controriforma viene imposta un'inversione di rotta, argine al multidisciplinarismo, restano solo elementi con forte riferimento religioso. Comunque in generale le collezioni sono un'articolazione concreta della visione della conoscenza degli uomini (es. dell'enciclopedia cinese di Borges) Trasformazione della nuova struttura museale che diventa disciplinare. "Cose esposte per riprendere il proprio posto ristabilendo un ordine innaturale che però poteva placare l'ansia di un caos primigenio".

Possibili categorizzazioni

Prima suddivisione: musei d'arte, musei d'archeologia, di storia naturale, di scienza ecc. E poi tantissime sottocategorie (es musei d'arte si dividono in pinacoteche, gipsoteche, gabinetti di disegni...).

Nel tempo forme di esposizione sempre più codificate. Catalogazione ufficiale dei musei del documento UNESCO del 1984 codifica 11 tipi:

  • Musei d'arte
  • Musei di storia e archeologia
  • Musei di storia e scienze naturali
  • Musei della scienza e della tecnica
  • Musei di etnografia e antropologia
  • Musei specializzati
  • Musei territoriali
  • Musei generali
  • Altri musei
  • Monumenti storici e aree archeologiche
  • Giardini zoologici, orti botanici, acquari e riserve naturali

Altra proposta Peter van Mensch:

  • Musei universali
  • Musei enciclopedici e multidisciplinari
  • Musei specializzati (interdisciplinari, arti ed arti applicate, archeologia e storia, etnografia e antropologia culturale, scienze naturali e antropologia fisica, scienza e tecnologia, nuovi musei)

Altra divisione per contenuto Cataldo e Paraventi in ordine alfabetico (accademia, antiquarium, armeria...). Continuo arricchirsi e specializzarsi di definizioni, frammentazione sempre più complessa. Museo potente macchina espositiva e interpretativa della cultura.

3. I pensieri di alcuni pedagogisti sui musei

Tre posizioni esemplificative delle modalità di rapporto tra scuola e museo:

  • Museo come collezione catalogata, all'interno delle mura scolastiche (Agazzi, Pizzigoni, Isaacs e Dewey)
  • Museo come istituzione esterna rispetto alla scuola, e proprio perché è esterna tassello importante per lo sviluppo emotivo e cognitivo (Pizzigoni, Dewey, Gardner e Malaguzzi)
  • Rendere museali delle esperienze realizzate con i bambini, pubblico reale (Malaguzzi)

Museo dentro la scuola

Sorelle Agazzi raccolgono tutti i materiali, immagini e oggetti che possono essere utili nella vita in classe, è un museo-raccolta. Secondo passaggio cianfrusaglie, nelle tasche dei bambini. Danno ampio valore ai piccoli oggetti.

Stessa posizione Giuseppina Pizzigoni: formazione del Museo Scolastico, sotto la guida del maestro. (Es. erbe raccolte nelle passeggiate, legni diversi, barchetta in cartoncino, la girandola...). Il museo dentro la scuola era un valido supporto per rendere l'apprendimento concreto, legato ad oggetti reali. È una collezione collettiva, di classe, di meraviglie artificiali e naturali che permette una decontestualizzazione. Una raccolta che manteneva vivi nella scuola alcuni aspetti museali, cioè la conservazione, la catalogazione e la ricerca.

Altra figura psicoanalista Susan Isaacs che ritiene che essendo il senso di proprietà forte e innato in ogni ragazzo, se viene frustrato si manifesterà poi nell'invidia e nel furto, mentre se usato intelligentemente offre uno degli strumenti più validi di rispetto verso sé stessi e comprensione. Il museo di classe può servire ad incoraggiare molti interessi e importante che gli oggetti arrivino dai ragazzi e non da fuori.

Per John Dewey il museo è uno dei fulcri centrali di tutto l'edificio scolastico al pari della biblioteca. Per la maggior parte dei suoi alunni la scuola era un luogo incantato più che una vera istituzione. Valenza della biblioteca e del museo come alambicchi della realtà. Infatti museo industriale, campioni degli stadi di manifattura, utensili, fotografie, modelli di lavoro... È necessario collegamento alla letteratura, musica e dipinti. Teoria e pratica sono organicamente congiunte. Quindi esperienza significativa, collegata a sperimentazioni precedenti, foriera di domande, materiale grezzo e accogliente con l'errore. Il museo diventa il luogo in cui fare esperienza e da cui elaborare le riflessioni necessarie per una concettualizzazione efficace e duratura.

Museo non solo all'interno ma anche fuori, contatto costante con le altre istituzioni, quindi Dewey anche secondo filone. Musei esterni che stimolano la scuola: Dewey sempre stato grande frequentatore di musei che considerava parte integrante della sua crescita intellettiva e globale, fondamentale in ogni formazione. Musei, ambiente, libri, scuola, società sono tutti ambienti da cui apprendere.

Pizzigoni importante l'apertura della scuola verso le cose concrete e il mondo --> uscite, visite sul territorio, museo tassello importante. L'ambiente scolastico della Rinnovata è il mondo. Il museo è profondamente connesso con la realtà cittadina. Legato direttamente agli insegnamenti di storia e geografia perché le notizie devono essere acquisite per via di osservazioni dirette, visite a monumenti, musei, città.

Gardner sottolinea l'inadeguatezza del sistema scolastico americano e individua nel museo e nell'apprendistato due valide proposte per arricchire le proposte scolastiche. Un buon museo è un luogo adatto per i bambini per imparare. Parte integrante del project Zero e Spectrum erano il museo e il tutorato. Con il museo si volevano proporre ai bambini esperienze educative risonanti (Triangolo della risonanza scuola-museo-famiglia). Si utilizza la metodologia hands-on per assecondare le intelligenze multiple degli alunni.

Con Loris Malaguzzi sguardo ancora più ampio: non ascoltare una storia raccontata da una guida, ma andare sul posto e mettersi in gioco personalmente, osservando, toccando, conoscendo... L'insegnante porge una domanda e poi si palesano le idee dei bambini.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PaolaArpini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof De Carli Sciumè Cecilia.
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