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L'opera d'arte di Romano Guardini

Romano Guardini è un filosofo e teologo che crede fermamente nella storia dell'arte. È un punto di riferimento per artisti in Germania e ha contribuito a spingere per il Concilio Vaticano II.

Estetica: è la disciplina che considera la storia dell'arte sul piano assoluto, comprendendo tutti i casi di esperienza fisica. Non può essere normativa: ha il compito di spiegare in cosa consiste l'esperienza artistica e che posto abbia rispetto all'esperienza umana.

L'arte contemporanea costringe a una posizione umana più aperta e interrogativa di fronte all'opera. L'opera d'arte apre, non chiude, alla totalità. Si basa su un centro, con il rischio di strumentalizzare l'arte, ovvero far dire all'opera quello che vogliamo noi.

La questione

Ci si domanda cosa sia questa strana entità, l'opera d'arte, così irreale e tuttavia così efficace, così superflua secondo tutti i criteri pratici e così indispensabile per chi l'ha vista.

In sintesi: L'opera d'arte è un'entità da un lato irreale e tuttavia efficace, avulsa dall'esistenza consueta ma compenetrata nell'intimo, superflua ma indispensabile una volta entrata nella propria vita.

Incontro e costituzione della forma

Chi ha talento pittorico, incontrandosi con un oggetto della realtà esterna (es. un albero, un animale), si sente toccato dalla particolare caratteristica delle sue linee, colori e movimenti, che lo fanno non solo essere, bensì dire qualcosa, rivelare attraverso la facoltà della forma dell’essenza. In questo stato, l’artista si protende verso ciò che si trova fuori di lui per ricrearlo di nuovo. In che modo però? Lo riproduce e costituisce un prodotto che appare esteriormente simile all’oggetto (simile: entro i limiti fissati dal materiale che utilizza e dalla particolare tendenza stilistica).

In questo operare egli diventa creatore. Tale creatività è subordinata a un compito: serve all’esistenza. In che senso? Le forme di una cosa esprimono l’essenza dell’oggetto, l’artista si sente spinto a svilupparla. Vede affiorare dalle forme l’essenza e si mette a sua disposizione affinché possa rivelarsi più pienamente. Il pittore, guidato dalle forme, le domina e le plasma e compie qualsiasi cosa per esaltare la loro forza. Il pittore, cogliendo l’essenza della cosa, coglie in verità anche sé stesso.

Quando percepisce il contatto essenziale di quell’ente, si risveglia nella sua propria essenza qualcosa. Questo significa l’incontro che non è semplice imbattersi: vediamo una cosa, ne percepiamo la caratteristica peculiare e, come un’eco vivente, qualcosa risponde in noi stessi. L’artista non coglie semplicemente la cosa come gli sta dinanzi, ma dalla sua apparenza ricava l’essenza; allo stesso modo emerge nell’incontro anche la sua propria essenza, qualcosa di quanto egli non è semplicemente ogni giorno, bensì giace nel suo intimo più profondo (non si tratta però di soggettivismo).

A seconda delle diverse epoche e delle diverse personalità differiscono anche gli aspetti che inducono all’opera d’arte: l’interesse di alcuni artisti si rivolge verso il movimento (Michelangelo) ecc. Fino alla IGM l’arte parte da ciò che è dato dalla natura per plasmarlo, poi gli artisti ricercano forme elementari alla base delle figure naturali per esprimere la realtà elementare della vita. Diverso è anche il processo in cui l’artista, avuta la prima impressione, ricerca ed elabora. Ci si accosta qui alla storia della singola opera d’arte nell’artista e, insieme, alla storia che egli stesso sperimenta nel suo creare.

  • Ci sono artisti in cui l'impressione si trasforma immediatamente nell'opera (esempio, i disegni geniali di Daumier).
  • Altri, invece, avvertono il contatto, ma poi inizia un lungo processo; una lenta genesi e lotta che si esprime in ripetuti tentativi, sempre ripudiati, finché da ultimo si giunge al risultato vero e proprio (esempio, Hans von Marées).

In sintesi: Chi ha talento artistico/pittorico, incontrandosi con un oggetto della realtà, si sente toccato (dalle sue linee, colori, movimenti) perché percepisce che gli si rivela attraverso la forma la sua essenza. Il suo intimo diventa aperto e ricettivo, vigile e pronto all'azione (con diversi gradi di intensità). In questo stato l'artista si protende verso ciò che si trova al di fuori di lui non per scopo pratico ma per ricrearlo di nuovo.

Esteriormente quindi riproduce un prodotto “simile” (nei limiti del: 1. materiale – per esempio la tela non possiede tridimensionalità, 2. tendenza stilistica del periodo – per esempio un artista del Rinascimento vede l'oggetto diverso da uno moderno). Diventa CREATORE ossia l'artista trionfa sulla natura. Tale creatività è però subordinata a un compito: serve all'esistenza. In che senso?

Le forme di una cosa (ossia tutto ciò che può essere colto sensibilmente: linea, superficie, struttura, funzione) esprimono l'essenza di un oggetto in modo imperfetto che l'artista deve sviluppare perché possa svelarsi più pienamente. Quindi è guidato dalle forme ma allo stesso tempo le domina e le plasma, le ordina per esaltare la loro forza e peculiarità → mimesis. Il pittore, cogliendo l'essenza della cosa, coglie anche se stesso. Sia l'essenza della cosa sia quella dell'artista confluiscono in un'unità vitale e protendono verso l'espressione.

Le immagini

Ciò che abbiamo finora esposto si poteva scorgere immediatamente nell’opera d’arte. Ci sono però anche altri elementi che non si presentano così palesemente, ma non per questo sono meno importanti. Vi rientrano “le immagini”. Ogni forma ha innanzitutto un senso immediato, per esempio del filo esso si può usare in modo direttamente pratico, lo si può studiare dal punto di vista delle leggi fisiche o si può parlare del “filo della vita” (rito delle Parche). Mediante questa immagine si spiega l’esistenza. Vi sono altre immagini, per esempio orizzonte (non calpestabile).

L’ambito al quale rimandano e da cui sgorgano inizialmente le immagini sembra essere quello della visione; la sua prima forma, l’oracolo; la sua prima...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof De Carli Sciumè Cecilia.
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