L'apologia di Platone
Platone è stato un filosofo dell'antichità che ha rappresentato una costante presenza nel mondo e nella cultura europea. Le sue opere non hanno mai cessato di essere lette. San Agostino, citandolo, ha fatto in modo che si parlasse di lui. Vi sono anche immagini che gli sono state accreditate.
Filosofo dualista
Platone distingue la realtà fenomenica dal noumeno. È il primo filosofo di cui si hanno tutte le opere più qualche spura. Le sue opere sono dialoghi. Egli introduce personaggi che dialogano per trovare la verità: il personaggio principale (rappresentato da Socrate che guida il dialogo) e altre persone (solitamente gente con cui Socrate aveva interagito). Vi sono anche lettere dei viaggi che ha vissuto e persone che ha conosciuto.
Il problema principale è che i dialoghi non hanno una forma sistematica, rendendo difficile avere una visione integrale; si mette sempre in discussione, unico modo per cercare la verità. La filosofia è l'incontro di due anime. I tedeschi stanno cercando di dare ai dialoghi una forma cronologica.
Autenticità dei dialoghi
Nel 700-800 ci si domandava: questi dialoghi sono tutti di Platone? Il problema dell'autenticità è stato risolto presto: quasi tutti i dialoghi sono di Platone, eccetto alcuni brevi. Le lettere sono considerate tutte spurie, tranne la lettera 7 che è importante perché Platone comunica un altro motivo che ha ispirato la sua filosofia: la politica. Platone confessa che da giovane si è avviato alla filosofia per bisogno. Trova che la città è mal governata, vi è la corruzione in tutti i partiti. Bisogna procedere a una riforma complessiva della città. Secondo lui, erano mal governate perché mancavano di filosofia.
Bisogna andare alla ricerca di ciò che è giusto per la collettività, non per il singolo. Il bene comune si compie nell'interesse della città. Si pensa che Platone abbia iniziato a scrivere i dialoghi dopo la morte di Socrate. Forse, "L'Apologia" è il primo. Da testimonianza, "Le Leggi" è l'ultima opera, incompleta in quanto muore mentre la scrive.
Classificazione cronologica delle opere
Come classificare le altre in ordine cronologico? In base allo stile, che può variare in base alla maturità. Opere come "Timeo", "Crizia", "Sofista", e "Le Leggi" mettono in crisi le idee; "Fedone", "Il Fedro", "La Repubblica" sono dialoghi della maturità e trattano la dottrina delle idee; "Corgia", "Protagora", "Menone" sono dialoghi contro i Sofisti, dove Platone, criticando un modo sbagliato di fare filosofia, annuncia il suo modo di fare filosofia. Socrate, protagonista delle sue opere, non ha mai scritto niente.
Bisogna sempre rimanere aperti; si può smettere di cercare solo quando ci si trova davanti alla verità. Il dialogo serve per garantire la continua apertura. La filosofia non giunge mai alla verità piena e ispira una tendenza filosofica che può portare anche allo scetticismo.
Insegnamento e scuola
Socrate insegna nelle piazze, si muove e si sposta di continuo. Platone, invece, fonda una scuola, va oltre, adottando un sistema che ha potuto conoscere nella Magna Grecia: i pitagorici, coloro che hanno inventato le prime scuole (matematica, aritmetica, astrologia, ma anche arte politica).
Platone compie tre viaggi in Sicilia perché è chiamato da Dione, ma si concludono uno peggio dell'altro in quanto nessun tiranno cede ai suggerimenti di Platone. L'Accademia: discussioni e dialoghi venivano tenuti in un parco dedicato ad Academo.
Dottrina delle idee
La verità delle cose è possibile a due condizioni (messe in discussione): se non si conosce ciò che si cerca, qualora lo si sia trovato, non lo si riconoscerà come l'obiettivo da raggiungere; se si conosce già quel che si cerca, la ricerca non ha senso.
La realtà delle cose non è mutevole, in continuo divenire. Tutto ciò che si coglie attraverso il pensiero sono le idee. Il filosofo deve volgere la sua attenzione alle cose vere, non alle cose apparenti. Gli uomini si lasciano attrarre da ciò che appare, da ciò che i sensi colgono immediatamente, ma si rendono conto che tutto ciò che appare e scompare è solo apparenza. Bisogna scoprire e trovare la vera natura delle cose, ovvero le idee.
Le idee hanno una loro esistenza, non sono qualcosa che è oggetto del mio pensare. In sé e per sé, nella sua intima natura, la definizione tecnica per definire la realtà come essenza propria che la distingue dalla molteplicità delle cose. Il bello indica la natura che è veramente bella. L'idea della bellezza è comprensibile soltanto attraverso il pensiero e la ragione; è un'idea particolare rispetto alle altre idee perché è in grado di mostrarsi anche sensibilmente. Attraverso questa, l'uomo inizia a ricordarsi della sua anima, a desiderare, a capire che manca del possesso della verità.
Il mondo delle idee è il mondo dell'essere vero. Ciò che caratterizza il mondo apparente è il divenire. Il mondo vero, invece, è quello che si caratterizza per essere immutabile ed eterno. La verità non può non essere qualcosa di non mutevole. La ricerca della verità sarebbe impossibile se le idee non avessero una loro esistenza, non sono qualcosa che è oggetto solo del mio pensare.
Le idee sono usate da Platone come strumento per comprendere la realtà del mondo sensibile, che può essere spiegato solo grazie al mondo ideale. Le idee sono il paradigma, ovvero il modello al quale tutte le cose che esistono s’ispirano. La copia ovviamente è meno perfetta dell’idea originale. Noi dobbiamo comprendere che la copia parte dalle idee, che mi spiegano il perché delle cose, le quali hanno una loro causa e una loro esistenza che io posso rintracciare riconoscendo le idee.
Se le cose sono copie delle idee e io ho conoscenze delle cose sensibili, è possibile partire da questa consapevolezza per conoscere le idee? Secondo Platone, non è possibile, poiché le idee contengono qualcosa di più perfetto che non esiste nella realtà sensibile.
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