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percepiscono in tutta la materia, inseparabili) e qualità secondarie (potere che i corpi hanno di produrre

sensazioni); ne aggiunge una: potere dei corpi di modificarne altri (es. fuoco scioglie cera).

Idee complesse -> formate dalla mente in 3 modi: composizione, confronto e astrazione. Riducibili a tre

tipologie:

idee di modo: semplici (=combinazione della stessa idea semplice) e misti (=combinazione di ≠ idee);

1. egli considera anche le idee di eternità e di infinità. Lo spazio è l’idea che otteniamo la sensazione

della distanza -> Cartesio ≠ Locke che dice che spazio ≠ estensione ≠ corpo -> corpo include idee di

solidità, resistenza e moto, l’estensione no. Analizza anche il pensiero (=ogni impressione nella mente è

accompagnata dal pensiero che si manifesta in diversi modi) e la volontà (=esprime l’idea di potere,

impedire o realizzare un’idea -> azione). Libertà=potere di seguire volontà o astenersene, ma se si è

liberi di fare non lo si è di volere (Locke dice che la volontà è sempre necessariamente determinata).

idee di sostanza: combinazioni di idee semplici e di idee semplici che si suppone rappresentino cose

2. sussistenti di per sé [sostanze singole(pecora), sostanze collettive(gregge)]. Dice che i filosofi occidentali

commettono l’errore del povero filosofo indiano (mondo poggia su elefante, che poggia su tartaruga,..)

-> nega così la conoscibilità della sostanza pur non negando la sostanza stessa, non può escludere che

Dio ha conferito alla stessa materia la capacità di pensare -> gli frutta molte accusa.

idee di relazione: nascono quando la mente confronta tra loro le idee diverse, sono costituite da idee

3. semplici riconducibili alle due fonti dell’esperienza. Nozione di causa-effetto: si forma nella mente a

partire dall’osservazione delle azioni che i corpi esercitano; causa=ciò che fa si che altro cominci ad

essere; effetto=ciò che ha inizio da altro. Nozione di identità-diversità: relazione stabilita dalla mente (⦰

operazione di composizione) tra due o più idee che sono in tempi e spazi diversi -> trova applicazione

nella questione dell’identità dell’io con se stesso nello scorrere del tempo. Locke (negando conoscibilità

sostanza) rende urgente il problema della conoscenza della permanenza effettiva dell’io al di là delle sue

svariate modificazioni. Locke intende l’io riconducendolo al concetto di persona -> persona: l’essere

pensante fintanto che ha consapevolezza dei propri pensieri.

Nell’Epistola al lettore aveva posto la questione del linguaggio -> tra le idee e le parole c’è una connessione,

per questo è impossibile trattare la conoscenza senza un’indagine preliminare della natura; parole=segni

esterni delle idee interne, segni immediati delle idee; il linguaggio ha una funzione comunicativa fondata sul

carattere convenzionale, sono il frutto di una libera attribuzione umana. Facoltà di astrazione: l’esperienza ci

presenta idee particolari e la mente ha la capacità di renderle generali, separandole dalle circostanze

temporali e spaziali; i segni di queste idee astratte sono termini generali e le idee generali sono essenze

nominali (esprime l’intima natura delle cose). Così si avvicina alla tradizione del nominalismo.

La conoscenza è la percezione del legame della concordanza o della discordanza e del contrasto. La

concordanza o discordanza si divide in 4 rapporti tra le idee: l’identità e la diversità, la relazione, la

coesistenza e l’esistenza reale. Questo rapporto è colto in modi diversi con l’intuizione (percepisce in modo

immediato) o dimostrazione (idee da confrontare sono lontane tra loro). Locke individua tre ordini di realtà di

cui si può conseguire una conoscenza certa: l’io (Locke=Cartesio, via induttiva), Dio(=via dimostrativa) e le

cose sensibili(mai certezza dell’intuizione, ma la percezione sensibile attuale fornisce conoscenza viva e

certa della realtà). La percezione perde il suo carattere attuale, si passa alla sfera del giudizio, fondato sulla

mera probabilità dell’opinione che sta su due fondamenti: l’analogia con altri oggetti d’esperienza e l’autorità,

ossia testimonianza altrui.

Riconosce un terzo ambito del sapere: la fede, che si fonda su una forma di autorità, ma si discosta

dall’opinione probabile perché la testimonianza su cui poggi arriva da Dio rivelazione -> Dio non può

ingannare ne essere ingannato -> verità fede è una certezza superiore a ogni dubbio. L’accordo tra fede e

ragione è uno degli strumenti che Locke usa per combattere le derive fideistiche della religione. Introduce

nelle riflessioni sulla conoscenza delle osservazioni che orientano il discorso in una direzione vicina a quella

del razionalismo cartesiano -> intuizione per conseguire l’evidenza, la riduzione del ragionamento discorsivo,

la subordinazione della percezione sensibile all’attività intuitiva.

L’interesse che ha mosso Locke a scrivere il Saggio sull’intelligenza umana era di ambito pratico. A ciò si

legano le riflessioni sulla situazione politica dell’Inghilterra: i due Trattati sul governo sul diritto e sullo stato.

Primo Trattato: polemico, confuta la tesi di Filmer (=a favore di concezione assolutistica del potere

1. monarchico e del diritto divino dell’autorità sovrana: potere dei re era stato comunicato da Dio ad

Adamo); la sua posizione ha suscitato forti reazioni. Locke, confutandola, afferma che l’autorità politica

non può venir assimilata all’autorità paterna -> confuta la concezione ereditaria dell’autorità sovrana.

Secondo Trattato: espone la concezione del diritto e dello Stato, come Hobbes si pone in una prospettiva

2. di tipo giusnaturlistico, concepisce lo stato di uguaglianza e di libertà, ma non ritiene che contenga la

causa della conflittualità. Libertà=condizione di non sottomissione ad autorità ≠ dal comando interiore

della ragione che esprime la legge di natura; stato di natura= pace e armonia. Locke[l’assenza di autorità

rende possibile la violenza offensiva e la controviolenza difensiva; quando la guerra insorge diventa

permanente; esigenza di uscire dallo stato di natura e creare una società civile] ≠ Hobbes [con il patto

l’individuo aliena i diritti] -> per Locke i diritti sono inalienabili e quando l’individuo entra nel patto cede i

suoi poteri naturali (es. farsi giustizia da sé); il sovrano per Hobbes non condivide il patto e ha potere

assoluto, mentre per Locke è una delle controparti del patto. Locke distingue i due momenti del

giusnaturalismo tradizionale (Hobbes li unisce): patto di unione e il patto di soggezione -> sottolinea così

il rapporto che si instaura tra il governo e la comunità(=governo mandatario detiene il potere dato dal

popolo con il fine di tutelare i diritti).

Locke introduce delle limitazioni del potere della sovranità:

diritto di resistenza: qualora il sovrano dovesse sottrarsi al dovere di tutelare i diritti dei cittadini, questi

1. avrebbero la facoltà di opporsi legittimamente.

separazione potere politico: diviso in 3 funzioni -> legislativo(promulga le leggi), esecutivo(le applica e

2. punisce i trasgressori) e federativo(rappresentanza dello stato all’estero).

si delineano i tratti fondamentali del liberalismo moderno -> Locke è ritenuto uno dei massimi teorici

La sua impostazione liberale -> lo Stato deve assumere un atteggiamento neutrale nei confronti delle

opinioni private delle convinzioni religiose dei sudditi. Tema tolleranza: occupa una posizione di primo piano

tra gli interessi di Locke, subisce però un cambiamento: scritti dei primi anni ’60(=subordina il diritto di culto

alla garanzia dell’ordine pubblico) differiscono dal Saggio sulla tolleranza(afferma la separazione tra sfera

politica e sfera privata, Stato nella sfera pubblica) del 1667 e dall’Epistola sulla tolleranza(netta separazione

tra Stato e Chiesa) del 1689.

Separazione Stato-Chiesa -> sono associazioni di individui con finalità ≠ -> Stato: unione per conservare e

promuovere i diritti; Chiesa: unione per salvezza anima -> lo Stato può intervenire nelle questioni della difesa

dei diritti, la Chiesa dovrà servirsi solo della parola e della persuasione, e la tolleranza sarà il suo segno

distintivo più importante.

Le riflessioni sulla tolleranza nell’Epistola e quelle del rapporto tra fede e ragione nel Saggio confluiscono

nella Ragionevolezza del cristianesimo -> affronta il tema della religione rivelata il metodo dell’esegesi

filosofica della Scrittura; riguardo al Nuovo Testamento il messaggio del cristianesimo: Cristo è il Messia e la

sua funzione salvifica si realizza nella predicazione morale. Se la ragione fornisce il “ lume naturale” per

giungere alla conoscenza dei doveri morali. Il Cristianesimo, lontano dalla ragione, possiede un’intrinseca

“ragionevolezza”. La legge morale è data agli uomini ragione e rivelazione(garantisce la norma sicura della

morale).

Vico

Nella Scienza nuova presenta tratti sulla modernità e sull’illuminismo. Indica i punti cardinali del suo

percorso formativo in due autori antichi: Platone(l’immagine dell’uomo “quale dee essere”) e Tacito(“l’uomo

qual’è”). Riconosce un ruolo determinante nella maturazione del proprio pensiero in Bacone(ispirato dal

rifiuto del razionalismo cartesiano) e Grozio(stimolato dalla sua esigenza opposta di costruire un sistema di

diritto delle genti alternativo). Il duplice rifiuto del razionalismo cartesiano e dalla concezione baconiana della

scienza trova espressione nel suo primo scritto rilevante: De nostri temporis studiorum ratione -> rifiuta due

capisaldi del pensiero di Bacone: la tesi della superiorità dei moderni e la celebrazione della scienza

moderna come strumento di dominio dell’uomo sul mondo; il secondo obbiettivo polemico: metodo

cartesiano. Sostiene lo sperimentalismo baciano e il metodo dell’induzione, contro il deduttivismo della fisica

cristiana. Teoria verum factum -> rigetta la convinzione di potere raggiungere sulle cose di fisica la stessa

verità che in geometria si consegue mediante le dimostrazioni. Già nel De ratione emerge la sua convinzione

dell’impossibilità di un unico metodo valido per le scienze geometrico-matematiche, questa guida il suo

modo di affrontare il problema dell’ordine degli studi distanziandosi dal cartesianesimo. Per Cartesio l’inizio

verso la scienza è costituito dal processo di purificazione della mente, che Vico definisce “critica”.

Nella seconda opera De antiquissima Italorum -> confuta il cogito e sostiene che non è adeguato a superare

il dubbio scettico e a fondare la scienza. Al cogito ergo sum contrappone la dottrina del verum factum,

pensandola come il nucleo di una sapienza filosofica. Traccia in modo netto i confini tra sapere divino e

sapere umano -> la conoscenza integrale della realtà spetta solo a Dio, il sapere umano non può andare

oltre la cogitatio(co-agere=unire elementi) e deve accontentarsi a un sapere limitato. L’uomo il sapere

geometrico-matematico può pervenire a una conoscenza certa. Presenta le branche del sapere umano: al

gradino più basso colloca la morale. Richiama l’antica sapienza degli Italici -> dice che la fisica è fondata

sulla metafisica. All’identificazione cartesiana di materia ed estensione e al meccanicismo della scienza

moderna contrappone: la concezione del mondo fisico come insieme di punti metafisici.

I suoi interessi si spostano verso l’ambito della storia e del diritto. Si distanzia in modo netto dal razionalismo

giusnaturalista: 1. non accetta la pretesa dei giusnaturalisti di elaborare un insieme di regole di convivenza

valide solo per il loro carattere razionale e si sforza di ristabilire un nesso tra diritto naturale, ragione e

provvidenza; 2. imputa al giusnaturalismo moderno l’errore di proiettare all’interno una razionalità assente

nelle prime epoche della storia umana.

Nuovo progetto: scienza nuova a cui allude per la prima volta nel De constantia iurisprudentis, diviso in tomi:

De constantia philosophiae(ragione eterna delle leggi) e nel De constantia philologiae(sviluppo storico delle

leggi). Il secondo tomo ha il primo capitolo intitolato “nova scientia tentatur”=nuova scienza designa il

tentativo programmatico di spingere in alto lo studio della filologia da riportarla ai principi della filosofia.

Filologia=studio dello sviluppo del discorso e della storia delle cose, coincide con l’intero sapere storico

dell’uomo ed è la nuova scienza che Vico vuole fondare. Rapporto tra filosofia(contempla ragione) e

filologia(osserva l’autorità del libero arbitrio) è di correlazione e opposizione. Se si riconducono i principi di

filologia ai principi di filosofia emergono le idee uniformi dei diversi popoli. L’orizzonte di universalità cui la

nuova scienza può pervenire è espresso in 3 nozioni da Vico:

diritto naturale delle genti: nucleo del diritto = a tutte le nazioni.

1. dizionario mentale: al primo corrisponde il secondo -> struttura della vita psichica dell’uomo.

2. storia ideale eterna: è la comprensione del secondo -> leggi a-temporali della storia delle nazioni.

3.

pensare a due livelli -> è la scienza nuova di Vico

Obbiettivo polemico: tentativo degli antichi di conseguire la conoscenza scientifica del mondo naturale che è

accessibile solo a Dio. A ciò Vico contrappone la scienza storica, avente per oggetto la realtà effettiva del

mondo civile, davanti al quale l’uomo non si trova nella stessa condizione di spettatore passivo in cui è

rispetto al mondo naturale -> uomo è attore nel mondo civile e può conoscerlo all’interno. Ciò che vuole

inaugurare è una «teologia civile ragionata della provvidenza divina» = dimostrazione della provvidenza

divina fondata sulla ricostruzione della storia degli ordinamenti universali che Dio ha dato al genere umano;

con ciò non nega la libertà, ma definisce l’umano arbitrio come «domicilio e stanza di tutte le virtù»(ha un

ruolo importante nelle altre dimensioni della nuova scienza). Insiste sulla corruzione della natura umana,

dopo il peccato originale, che rende l’arbitrio incapace di convertire le passioni in virtù -> limitatezza che

rende necessaria la provvidenza divina. Disegno provvidenza crea la presenza delle idee uniformi.

Ammette gli aiuti della grazia = interventi sovrannaturali, miracoli. Distinzione tra storia del popolo ebraico e

storia di quella che Vico chiama “umanità gentilesca” -> nella Scienza nuova l’unico destinatario degli aiuti:

popolo ebraico, unico ad aver conservato la religione autentica . Stabilisce una netta separazione tra storia

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sacra e storia profana per ragioni di carattere apologetico e polemico. Riafferma valore delle Sacre Scritture

contro la rivelazione universale e diffonde veridicità del racconto biblico della creazione. Età del mondo ->

spostare indietro infanzia umanità rispetto quando è stato detto dalla cronologia biblica, rischia di minare

autorità delle Sacre Scritture [tesi dell’eternità del mondo], ma anche di alimentare diffusione di posizione

eterodosse, remote o recenti[teoria preadamitica, affermazione esistenza uomo prima di Adamo]. Esiste

nesso stretto in queste tesi e il tentativo di allungare storia mono, lo induce ad affrontare nella seconda

edizione della Scienza nuova la questione dell’età del mondo. La seconda e la terza edizione si aprono con

Tavola cronologica -> schema sinottico storia dal diluvio universale fino a fondazione di Roma. Obbiettivo:

difendere validità cronologia biblica contro teoria della derivazione della civiltà e della religione ebraica da

quella egiziana sia contro gesuiti che affermano la superiorità della civiltà cinese rispetto quella giudaico-

cristiana. Presenta ebrei come primo popolo/nazione che ha ininterrottamente conservato civiltà.

Riconduce l’invenzione delle sterminate antichità a quella che egli definisce boria delle nazioni(per Vico è

unita alla boria dei dotti=attitudine élite di nobilitare il proprio sapere) -> rielabora un topos classico=ogni

popolo tende ad attribuirsi origini remote per gloriarsi di aver fondato le istituzioni civili:

boria delle nazioni è alla base dell’erronea credenza nelle sterminate antichità <-> boria dei dotti spiega

errore dell’esistenza di una sapienza filosofica originaria

Vico rifiuta la rappresentazione hobbesiana dello stato ferino primitivo(=guerra tutti contro tutti) e la posizione

di Pufendorf(=primitivi sono uomini abbandonati da Dio in balia delle forze della natura) -> contrappone idea

che Dio ha orientato in modo provvidenziale la storia delle nazioni gentili per iniziare processi di

incivilimento; Bayle ≠ Vico nega possibilità di società di atei e difende concezione della religione come forma

base imprescindibile di ogni forma di coesistenza sociale.

Rapporto storia sacra e storia profana è separato ≠ discontinuità -> risultato: ambivalenza che consiste nella

centralità che la Scienza nuova accorda alla storia profana; tralascia preistoria biblica e si concentra nel

percorso delle popolazioni pagane (tempo tra il loro imbestiamento e la nascita di una storia profana

attendibile).

Materia avvolta da tenebre e per Vico può essere resa intelligibile, composta da luce di storia ideale radicata

nella metafisica della mente umana. Schema evolutivo mente è nella Degnità LIII della Scienza nuova(2°

ed.): uomini prima sentono senza avvertire, poi avvertono con animo perturbato e infine riflettono. Divide la

mente umana in 3 facoltà conoscitive: 1. infanzia=senso, conoscenza oscura; 2. giovinezza=fantasia;

3. maturità=ragione -> Vico distingue 3 fasi ideali:

eta dei: realtà=divina, tempo famiglie/governi divine, no istituzioni; parte dall’affermazione di un nesso tra

1. sviluppo socioantropologico e linguaggio, collega esperienza religiosa e giuridica a un sistema di segni.

età eroi: dominata da uomini grandi, no intendimento, mosse da intense passioni alimentate dalla

2. fantasia; passaggio da famiglie a Stati, si considerano superiori agli altri; diritto naturale che la

caratterizza=diritto eroico.

età uomini: età ragione dispiegata=riconoscimento uguaglianza naturale, passaggio ai governi umani;

3. congiunta al linguaggio; risultato: giurisprudenza che guarda realtà dei fatti. Passaggio dalla sfera del

certo al vero= inizio filosofia, reso possibile dall’astrazione.

dopo il diluvio universale le popolazioni pagane abbandonano religione -> uomini giganteschi che vagano dispersi privi del linguaggio

4

Schema triassico esprime fasi necessarie -> possibilità decadenza è radicata nel progresso delle

conoscenze e delle istituzioni giuridico-politiche. L’apogeo della civiltà coincide con l’inizio del declino, es.

caduta barbadie=Medioevo -> è una barbarie seconda che non è riconducibile a smarrimento religione,

risoluzione: presenta barbarie come lo smarrimento di cui la stessa provvidenza divina si è servita per

difendere verità di religione cristiana. Sottolinea analogie tra mondo arcaico pagano e elementi della storia

cristiana-medievale: nel medioevo tornano i tempi divini, età degli eroi, e nell’Europa cristiana il Medioevo si

conclude con l’avvento di grandi monarchie. La tradizione interpretativa ha letto la teoria vichiana come

concezione ciclica del tempo, ma non interessato a una concezione generale della storia, ma interessato a

un’indagine delle costanti fondamentali dell’esperienza umana.

Il dispiegamento della ragione(è una sapienza filosofica) che caratterizza l’età degli uomini=differenza tra le

prime due età. La forma di sapienza nelle prime due epoche è “sentita e immaginata” che Vico definisce

sapienza poetica -> dedica a ciò il II libro della Scienza nuova -> in questo tentativo il materiale = miti alla

base hanno una concezione del mito che rappresentata una cesura: rispetto interpretazione allegorica dei

miti come travestimenti di verità filosofiche e rispetto alla considerazione della mitologia come invenzione

arbitraria di poeti. Respinge queste tradizioni ermeneutiche e concepisce la mitopoiesi arcaica come

un’espressione immediata della sapienza dell’umanità fanciulla.

Ricostruzione sapienza poetica ≠ dall’analisi della metafisica “rozza” dei primi popoli(=nata da meraviglia e

dell’ignoranza): i popoli primitivi immaginano tali cause come divinità e proiettano su esse il loro modo di

essere. Risultato: esperienza dell’intera natura come vasto corpo animato e una teogonia poetica collettiva.

Applicazione principio poliedrico del verum ipsum factum al mondo della storia trova qui il suo principale

terreno. Vico dice: solo Dio crea il mondo nell’atto stesso in cui lo conosce. Nel mondo arcaico la

logica=logica poetica (nell’unità fanciulla no opposizione tra logos e mythos perché il pensiero ha un

carattere fantastico). Di ciò definisce manifestazione paradigmatica = l’espressione apparentemente

ossimorica di “universale fantastico”. Per la tradizione la fantasia crea immagini individuali, figure concrete

che possono secondo Vico pretendere la validità universale dei concetti generali. Attribuisce un potere

universale alla fantasia dei primi uomini(fanciulli che traspongono idee/nomi delle cose) = uomini primitivi(no

facoltà di astrazione, surrogano questa carenza amplificando i sensi fantasia). Nozione fantastico per

Vico=indicazione per trovare il vero Omero-> per affrontare questione omerica (III libro Scienza nuova),

Omero è un mito inventato dai popoli greci che personifica la loro poeticità collettiva-> così Vico scioglie le

controversie filologiche(date da scarsa uniformità poemi omerici) e supera lo stupore dato dalla perfezione

che rappresentano, pur essendo prima manifestazione di poesia -> diventa una necessità: Omero è

ineguagliabile perché la sua poesia riflette proprietà dell’età eroica. Vero Omero=oggetto di riconoscimenti

che non potevano essere attribuiti all’Omero precedentemente creduto= è il primo storico delle popolazioni

pagane.

L’Illuminismo francese

Illuminismo=periodo tra Rivoluzione inglese(1688) e Rivoluzione francese(1789) [trova la sua espressione

privilegiata in terra francese] -> vita segnata da un rinnovamento che coinvolge varie parti del sapere, la

filosofia ha un ruolo importante per la nascita dell’illuminismo che va attribuito alla riflessione inglese tra ‘600

e ‘700. Nasce l’atteggiamento critico verso la tradizione dell’età dei Lumi, sono messi in discussione i

presupposti del razionalismo cartesiano e si dà un valutazione problematica dei rapporti tra religione rivelata

e religione nazionale. L’illuminismo non è solo la critica della ragione -> questa pars destruens è unita alla

pars construens. Metafora della luce: evocata nell’espressione âge des Lumières, deriva dalla

secolarizzazione dell’idea di provvidenza o progresso. Philosophe=attitudine metodologica che distingue il

movimento illuministico francese; incarna un nuovo ideale antropologico(=uomo che usa la ragione per

indirizzare il suo agire). Ciò è teorizzato da Du Marsais nel Le Philosophe, che presenta il filosofo come colui

che si interessa alla dimensione morale e pratica della riflessione filosofica.

L’illuminismo francese si può dividere in 3 momenti, che coincidono con tre generazioni dei philosophes:

1. proto-illuminismo: autori degli ultimi anni del ‘600, come Montesquieu e Voltaire; 2. metà del ‘700, apoteosi

dell’illuminismo con Rousseau, Condillac e Diderot; 3. autori degli anni ’30/’40 che si confrontano con la crisi

dei valori illuministici -> momento oggi conosciuto come la metamorfosi dei Lumi.

Proto-illuminismo francese

Riflessione di Bayle del passaggio da razionalismo cartesiano a quello illuministico-> unite le due più

importanti istanze del pensiero del ‘600: l’ideale cartesiano di una conoscenza fondata sull’evidenza e la

tendenza scettica del pensiero libertino. Tra il 1706 e il 1748 vi è un’assenza di opere pubblicate-> la Chiesa

adotta un sistema rigido di censura e di persecuzione-> circolazione “sotterranea” degli scritti filosofici

diffondono tematiche illuministiche in tutta la Francia. La prima corrente di pensiero è definita nell’Esame

della religione di Du Marsais e la più celebre espressione dell’indirizzo ateistico è nel Testamento di Jean

Meslier che porta la polemica antireligiosa alla sue più estreme conseguenze(es. inesistenza Dio).

La ragione dei Lumi ≠ realtà assoluta, ma = ordine naturale che l’individuo realizza con il concorso

disciplinato degli elementi sentimentali che connotano la vita pratica.

Montesquieu

Lettere persiane di Montesquieu sono uscite anonime, molte analogie stilistiche e contenutistiche con la

letteratura clandestina(atteggiamento critico all’inizio del ‘700) del primo illuminismo. Egli dipinge la mentalità

e le istituzioni della civiltà francese. E’ una satira sia dell’assolutismo francese dia della religione(=pratica

superstiziosa e fanatica, priva di fede interiore). Riprende i tempi della battaglia illuministica nelle

Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza-> aggiunge la volontà di

interrogarsi sulle condizioni storiche che spiegano la nascita e la dissoluzione dei corpi politici. Le cause

generali sul processo storico si riconducono alle passioni, alle consuetudini e alle istituzioni. La spiegazione

delle vicende storiche è nell’opera Lo spirito delle leggi, divisa in 31 libri, è l’enciclopedia del sapere politico e

giuridico ed è il contributo fondato della scienza politica stessa; l’intento emerge sin dal titolo -> le istituzioni

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e le leggi son condizionate dalla natura dei popoli, dai loro costumi e dalla religione. Egli definisce i tipi di

governo in una tassonomia tripartita: la repubblica(il potere è in più individui), distinta in democrazia(molti) o

aristocratica(pochi), la monarchia(potere a una persona) e il dispotismo(potere a una persona). Il principio

alla base della repubblica è la virtù(amor di patria e uguaglianza), l’onore nella monarchia(volontà di

distinzione), la paura nel dispotismo -> è contro quest’ultimo. Prova a mantenere la condizione di libertà

generale attraverso la separazione del potere legislativo(parlamento), esecutivo(governo) e

giudiziario(magistratura) ->l’unione di questi poteri annienterebbe la libertà.

Voltaire

Visione incentrata sul meccanicismo sperimentale newtoniano; riconosce a Cartesio l’opposizione della luce

della ragione alle tenebre dei pregiudizi e dell’ignoranza, ma gli rimprovera lo “spirito di sistema” e la

costruzione di un “romanzo ingegnoso” fondato su fantasie metafisiche. Incarna lo spirito dei philosophes sia

nella coscienza sia agli occhi della posterità; la sua produzione è basata sulla tematica della riflessione della

religione. Sostiene l’esistenza di un ente supremo ordinatore dell’universo, ma nega ogni forma di

rivelazione storica. Voltaire si caratterizza per un crescente pessimismo nei confronti dell’ordine del mondo e

della natura umana. Nell’opera Candido o l’ottimismo Voltaire rigetta la teoria del migliore dei mondi possibili

perché fa apparire ancora peggiori i mali. Uomo=essere tra tanti, la sua libertà si manifesta in confini ristretti.

Religione=è una polemica antireligiosa espressa nel Dizionario filosofico portatile e nelle Questioni

sull’Enciclopedia. Voltaire concepisce contro la Chiesa il celebre motto Écrasez l’infâme (=schiacciare

l’infame)=lottare con la forza della religione contro il fanatismo intollerante. Influenzato da Beccaria scrive il

Trattato sulla tolleranza -> condanna la pratica della tortura e dell’incriminazione sommaria.

Ambito della riflessione storiografica si trova nel Saggio sui costumi e sullo spirito delle nazioni e Il Secolo di

Luigi XIV -> emerge la volontà di trattare la disciplina storica da filosofo -> è considerato l’iniziatore della

filosofia della storia, disciplina di cui conia il nome.

Turgot e Condorcet

Sono i primi a dare una prima esplicita formulazione teorica alla concezione del progresso storico. Turgot

nell’opera Quadro filosofico dei progressi successivi dello spirito umano dice che la storia umana è un

processo che implica un progresso -> essa si oppone alla storia della natura(ciclica) [la storia dello spirito

umano: sviluppo lineare] ->maggiore dominio dell’uomo sulla natura. La sua teoria è ripresa da Condorcet

nell’opera L’Abbozzo si un quadro storico dei progressi della spirito umano -> esprime un’ottimismo basato

sulla fiducia in un progresso potenzialmente senza limiti. Condorcet divide la storia dell’umanità in dieci

epoche(ordine: crescita del sapere): le prime 3(tribù, pastori, agricoltori) sono le ere preistoriche; seguono le

epoche del mondo greco e romano e poi quella del Medioevo(=decadenza dei Lumi), si giunge all’epoca

moderna; poi ci sono l’8° e la 9° con la rinascita dei Lumi e la 9° è durante la Rivoluzione francese che pone

le basi per una società libera e felice; la 10° riguarda il futuro e ha tratti utopici e condurrà l’uomo alla felicità.

L’Enciclopedia

E’ uno degli siti più celebri della fiducia dell’illuminismo, è espressione di una nuova visione pragmatica del

sapere. La vicenda editoriale è tormentata e si divide in 3 fasi: 1. pubblicazione dei primi due volumi nel

1751; 2. violente reazioni dei conservatori, 1753-1759 la pubblicazione avanza fino al settimo volume;

3. 1760-1772 pubblicati i rimanenti volumi.

Struttura/obbiettivi: definiti nel Discorso preliminare da d’Alembert, diviso in 2 sezioni: 1. chiarisce la nozione

di enciclopedia(=sistema universale delle conoscenze umane), illustra l’ordine generico e la connessione

delle conoscenze stesse; 2. delinea la sistemazione organica delle scienze nei loro rapporti reciproci(albero

enciclopedico). Egli riprende la classificazione di Bacone nel De augmentis scientiarum, metodo

classficatorio=3 facoltà fondamentali dell’uomo: memoria(=storia con tutte le sue ramificazioni),

ragione(=filosofia) e immaginazione(=belle arti).

Condillac

Riflessione: problema conoscenza, soluzione originale -> Saggio sull’origine delle conoscenze umane(fedele

al suo maestro inglese) e Trattato delle sensazioni (introduce un correttivo alla dottrina lockiana) -> fa una

spiegazione evolutiva e psicofisiologica del progresso delle facoltà umano. Riflessione=malcelato residuo

d’innatismo cartesiano; operazioni spirituali=ricondotte alla sensazione trasformata -> la sua dottrina è

sensismo gnoseologico assoluto. Esperimento mentale statua=paragona uomo a statua e dice di poter

aprire i sensi della statua, obbiettivo: conoscenza sensibile contribuisce alla formazione della vita spirituale.

Dello spirito delle leggi o del rapporto che le leggi debbono avere con la costituzione di ogni governo, con i costumi, il clima, la

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religione, il commercio

Criterio direttivo: odorato, udito, gusto e vista non escono dall’interiorità; con il tatto la statua percepisce

l’azione esercitata. Non considera la sua dottrina incompatibile con la religione, né con la spiritualità

dell’anima e con la libertà morale. Trattato sugli animali -> polemica contro Buffon(ricorre all’immaginazione

per dar conto a tutte le attività animali che non possono rientrare nella sensibilità corporea immediata),

delinea la differenza tra l’anima umana e animale; dice che è inaccettabile quanto stabilito da Buffon perché

trasforma l’istinto in una facoltà misteriosa. Istinto ≠ innato, ma=insieme delle conoscenze abituali di cui si è

persa la consapevolezza originaria-> introduce tra l’uomo e l’animale una differenza quantitativa-> questa

teoria respinge il dualismo di Cartesio.

Idéologues=gruppo di pensatori(definiti così da Napoleone) che perseguono obbiettivi politici mirati a un

riformismo su base laica e antiautoritaria=analisi di fenomeni mentali e sensoriali.

Sensismo di Condillac= è declinato in due modi: 1. conduce a esiti materialistici(⦰ parallelismo tra fenomeni

fisici e stati corporei) che consentono di delineare una “fisiologia della spiritualità”, celebre=Cabanis che

dice: formazione delle nostre idee è condotta dalla sensibilità organica, pensiero= risultato fisiologico di una

reazione nervosa che va dagli organi di senso al cervello; 2. rielabora il sensismo in una direzione spirituale;

esponente=Maine de Biran che rimprovera a Condillac di essersi limitato a indagare l’intelligenza,

trascurando la volontà, obbiettivo=mostrare esistenza di uno scarto tra il semplice sentire e il sentire che io

sento, che implica la coscienza dell’io come qualcosa di attivo -> esiste un fatto primitivo che modifica l’io,

chiamato “sforzo motore volontario”.

I materialisti

Condillac critica il sistema cartesiano, ma la sua filosofia si muove in una prospettiva dualista, sostiene la

distinzione tra materia e spirito(e la sua immortalità). Negazione della sostanza spirituale propugnata da

gruppo di pensatori che si definirono materialisti; materialismo= introdotto da Leibniz, indica precisa

tradizione filosofica (precursori Hobbes e Spinoza), originalità movimento sta nella sua presentazione di

sistema costruito sulle fondamenta di nuova metafisica; i pensatori materialistici furono attaccati da altri

philosophes, rappresentanti del materialismo francese: La Mettrie e Diderot(=declina il pensiero

materialistico e necessita una trattazione a se stante). La Mettrie fa la prima sistemazione organica della

dottrina materialista nella Storia naturale dell’anima->infondatezza del dualismo di Cartesio e ipotizza che

sostanza materiale e pensante hanno attributo estensione; spiega relazione tra anima e corpo con

esperimenti medici-> esiste anima mortale e materiale viene eliminata nell’Uomo-macchina, titolo richiama

Cartesio della bestia-macchina, supera meccanicismo e incentra il funzionamento del corpo umano sul

concetto di organizzazione, cambia prospettiva rispetto tradizione cartesiana-> materia non solo estensione

passiva, ma anche sostanza attiva dotata di facoltà di sentire, dalla quale deriva il pensiero,

anima=organizzazione del corpo. Pensiero politico di La Mettrie->rifiuta forma di morale e sociale nell’Anti

Seneca formula morale edonistica, influenzata dall’epicureismo. Agire male=cattiva organizzazione del copro

o società. Indagine sulla dimensione politico-educativa è al centro delle opere di Helvétius il Dello Spirito e il

Dell’Uomo -> ricerca morale con certezza di scienza, no fondamento in Dio, ma nella costituzione materiale

dell’uomo. Helvétius sottolinea come conoscenze provengono dalla sensibilità fisica e dalla memoria,

conseguenze: conoscenza umana non va oltre ciò che è oggetto di esperienza. Motori dell’azione umana:

amore di sé e la volontà di fuggire il dolore, compito politica=armonizzare l’interesse del singolo con il bene

comune sulla base di una concezione utilitaristica della virtù. Morale, politica e diritto=obbiettivo: sviluppo di

società felice, in cui tutti possono esprimere al meglio le loro passioni.

Esposizione più organica del materialismo del ‘700 esposta da d’Holbach, divulgatore-traduttore di opere

anticlericali, obbiettivo: nel Il sistema della natura(1770 pubblicata e mandata al rogo) dà una formulazione

sistematica al materialismo, sottolineando la dimensione politica->lo scritto vuole liberare uomini dai

pregiudizi adeguata conoscenza della natura. Tutto è ricondotto alla materia(=principio esplicativo nel

movimento). Conseguenze etico-politiche: Holbach scrive la Politica naturale e L’Etrocrazia, dedicata al

nuovo re di Francia Luigi XVI, progetto di unione della morale con la politica; Holbach influenzato da Bayle,

prospetta una società di atei che stipulano un patto per tutelare i diritti.

Diderot

Autore eclettico con interessi che spaziano molto, ha convinzioni deistiche che sono espresse nei Pensieri

filosofici->difende l’ideale di una religione naturale fondata su ragione, in polemica con gli esiti estremi

dell’ateismo e con forme di superstizione. Studio delle scienze(passione per biologia)->evolve il suo pensiero

in una direzione spinoziana e materialistica, esclude visione finalistica->espressione più matura di ciò è

nell’Interpretazione della natura: avanza l’ipotesi di una materia esterna e dotata di movimento->dottrina già

esposta in uno dei suoi primi scritti, La lettera sui ciechi per coloro che vedono. Teorizza la dimensione

corporale di ogni espressione umana e l’influsso determinante del fisico sul morale. L’originalità del

pensiero=distanze dall’espressione dogmatica o retorica del materialismo, per trasformarlo in una vera

filosofia della scienza che integri le recenti scoperte mediche e biologiche->summa di questo pensiero

eclettico è il Sogno di d’Alembert: dialogo a quattro voci(Diderot, d’Alembert, de Lespinasse, Théophile de

Bordeu massimo esponente del vitalizio di Montpellier); tema: sensibilità nell’origine della vita; 3 parti

dell’opera: 1. Diderot dice che non esiste un io pensante distinto dalla materia, ma solo una materia

sensibile; 2. d’Alembert dorme e conferma in stato incosciente l’ipotesi materialistica che aveva rifiutato da

sveglio=sensibilità è una proprietà universale; 3. de Lespinasse e Théophile de Bordeu commentano le

dottrine esposte dal sogno di d’Alembert; il sogno de Lespinasse si sveglia e parla di argomenti erotici. E’


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GinevraLindi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Di Bella Stefano.

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