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Possiamo capire già subito che la loro era una

concezione del mondo che oggi definiremmo

materialistica e più precisamente “panteistica”

Fondatore dello stoicismo fu Zenone intorno al 312 (panteismo vuol dire che Dio è il mondo stesso o che

a.C. (IV° secolo). “Stoicismo” deriva da “Stoa” che in tutto ciò che è è Dio). Per Giovanni Reale gli stoici sono

greco voleva dire Portico. Il portico era il luogo dove stati i primi panteisti della storia del pensiero

Zenone insegnava e riuniva i suoi discepoli. Lo faceva in occidentale, avendo identificato Dio con la Natura.

un portico ad Atene perché lui, essendo straniero, non Nella storia dello stoicismo (o della Stoa) dobbiamo

poteva acquistare una casa in città. distinguere 3 periodi: quello dell’antica Stoa, che va

Il padre, che era un mercante, gli aveva portato quando dalla fine del IV° secolo a tutto il terzo secolo a.C.;

era ragazzino diversi libri socratici, cioè di discepoli di quello della media Stoa, che si svolge fra il II e il I°

Socrate, e si formò su questi. Ma forse l’ispirazione secolo a.C., e quello della nuova Stoa o stoa romana. 1

principale gli venne dalla filosofia di Eràclito (o Dottrina della Stoa antica. Zenone e la Stoa (altro

Eraclìto), filosofo che visse prima di Socrate, nome importante nell’antica Stoa è quello di Crisippo)

famosissimo per aver sostenuto che l’elemento principale suddividono la filosofia in logica, fisica ed etica. La

nella natura è il fuoco. Il fuoco, diceva Eraclito, governa filosofia è come un giardino: il muro è la logica, gli

tutte le cose; insomma, il fuoco è ciò che di più alberi la fisica, i frutti l’etica; o come l’uovo: il guscio è

importante e fondamentale c’è nella natura, nel cosmo. la logica, l’albume la fisica, il tuorlo l’etica. La logica –

Zenone e con lui tutti i suoi discepoli – gli stoici, o il logos - è l’ordine del mondo, l’organizzazione, la

appunto – ripresero questa idea di Eraclito, ma invece di razionalità del mondo. Il logos regna nel mondo e

usare la parola “fuoco” usavano parole come phusis, nell’uomo, e il logos del mondo non è diverso da quello

logos o anche Dio per dire la stessa cosa, e cioè che il dell’uomo, e pertanto il significato del mondo e quello

mondo (o il cosmo) è un tutto vivente, ordinato, in dell’esistenza umana è lo stesso.

definitiva razionale e perfino divino.

L’anima per gli stoici non è qualcosa di diverso e di proposizioni o giudizi. Per es., quando diciamo la rosa è

separato dal corpo; l’anima è corporea. Sull’anima si rossa, il predicato “rossa” è un esprimibile a cui non

imprimono le impressioni che ci vengono dai sensi (dalla corrisponde niente di materiale, insomma non è un

vista, dall’udito, ecc.). Dalle sensazioni derivano le corpo. Questo predicato, come ogni predicato, può essere

rappresentazioni o immagini. Dalla sensazione si passa detto di moltissime altre cose ed è per questo che è

dunque alla rappresentazione e dalla rappresentazione universale e non è a sua volta una cosa, un corpo. La

all’intellezione (cioè al pensiero); per es. dal bianco che rosa, in quanto causa del giudizio (“la rosa è rossa”),

vedo (rappresentazione) passo alla nozione di bianco, invece è materiale, è un corpo.

cioè ai concetti, in altri termini ai contenuti del pensiero. In generale, per gli stoici, ogni causa è corporea,

Ci sono concetti che si riscontrano in tutti gli uomini e materiale (non a caso erano materialisti); gli effetti, o gli

questi concetti vengono chiamati “universali” (già eventi, non sono corporei (e questa è una cosa difficile da

Aristotele aveva parlato degli universali). Qual è la capire; che vuol dire che gli eventi non sono corporei, 2

natura di questi universali? La domanda si spiega col materiali?).

fatto che per gli stoici anche l’anima è corporea. La loro Della logica facevano parte, per gli stoici, la dialettica

risposta è che i concetti, cioè i contenuti del pensiero, e la retorica. La dialettica per loro era la scienza del

sono incorporei, sono dei semplici nomi, hanno a che discutere e quindi essi si occuparono molto del

fare col nostro pensiero e con il nostro linguaggio. Ma linguaggio, al punto che essi gettarono le basi per lo

perché sono incorporei dal momento che tutto per loro è studio scientifico della grammatica. Interessante la loro

corporeo (anche l’anima come abbiamo detto)? Sono idea secondo cui la verità è corporea mentre il vero è

incorporei perché sono frutti della nostra attività incorporeo, e questo si capisce: la verità, infatti, ha a che

razionale degli effetti dei corpi, insomma non sono essi fare con le cause, mentre invece il vero non è altro che il

stessi corpi. In quanto frutti della nostra attività discorso sulla verità e in quanto discorso, cioè in quanto

razionale, allora, i concetti sono degli esprimibili, e gli insieme di esprimibili (o concetti), esso è incorporeo.

esprimibili sono in definitiva i predicati delle nostre

Nel loro studio sui ragionamenti essi si interessarono Dunque B non è dunque non è notte

soprattutto dei giudizi o sillogismi ipotetici e disgiuntivi. (B)

Per loro, tutti i ragionamenti si riducono a 5 tipi:

1. Se A è, anche B è ad es. Se è giorno (A), è 5. O A è o B è O è giorno (A) o è

chiaro (B) notte (B)

Ma A è ma è giorno Ma B non è ma non è notte (B)

Dunque anche B è; dunque è chiaro Dunque A è dunque è giorno.

2. Se A è, anche B è Se è giorno (A), è Questi tipi di sillogismi sono stati ritenuti più moderni

chiaro (B) rispetto ai sillogismi di Aristotele (il tipo più famoso di

Ma B non è ma non è chiaro (B) sillogismo aristotelico era il seguente: Tutti gli uomini

Dunque nemmeno B è dunque non è giorno sono mortali, Socrate è un uomo, Socrate è mortale; era 3

(A) un ragionamento che partiva dall’universale (“tutti gli

uomini sono mortali”) e arrivavamo al particolare, ma la

3. A e B non possono essere ad un tempo Non può conclusione non aggiungeva niente a quanto già viene

essere ad un tempo giorno (A) e notte (B) enunciato nella proposizione universale e quindi in un

Ma A è ma è giorno certo senso il sillogismo di Aristotele era improduttivo).

(A) Oltre che della dialettica gli stoici si occuparono della

Dunque B non è dunque non è retorica, che per loro era la scienza dell’esposizione

notte (B) corretta, la scienza del “dir bene”, in altri termini l’arte

del parlare con eleganza.

4. O A è o B è O è giorno (A) o è Passiamo ora alla fisica. “Fisica” per loro non era la

notte (B) stessa cosa che intendiamo oggi dopo Galileo e Newton

Ma A è ma è giorno (A) e Einstein. “Fisica” per loro era la scienza che ci dice che

cosa è la natura (mentre per noi è la scienza che spiega definitiva ciò che dobbiamo o possiamo intendere per

come, secondo quali leggi, avvengono le cose). “Dio”. Dio, mente, anima, natura, sono tutti termini che

Ebbene, per gli stoici la natura, il mondo, è materialità dicono una sola cosa, e cioè il principio attivo, ossia ciò

e corporeità. Ma che cos’è la materialità, la corporeità? che muove, plasma, la materia. Cosa importante, materia

Che cos’è un corpo? Risposta: “corpo”, o “materia”, è e Dio non sono due entità diverse e separate; sono

tutto ciò che è capace di agire e di patire (“patire” ha qui distinguibili, certo, ma solo logicamente,

significato di sentire, di sensibilità in generale). concettualmente, ma nella realtà sono un’unica cosa.

Dunque, tutto è corpo; anche Dio, anche l’anima; non Così, si deve dire che Dio è tutto e in tutto. Insomma, il

solo, ma anche il bene, il sapere, i vizi, le virtù sono Cosmo è Dio stesso; Dio, per gli stoici, almeno per la

“corpi”! In che senso? Ce lo spiega Seneca quando dice: stoa antica, non è un essere spirituale, una “persona” che

“Il bene è un corpo? Il bene agisce… ciò che agisce è sta prima e sopra il mondo, come per es. per i cristiani.

un corpo. Il bene agisce sull’animo ed in cero qual modo Ma proprio tutto nel cosmo è materia? Non 4

lo forma, lo regge, attività queste che sono proprie di un esattamente. Già abbiamo parlato degli “incorporei”, per

corpo…”. es. i nostri concetti. Ci sono altre cose incorporee? Sì.

“Corpo” è però per gli stoici un concetto molto Per es. il luogo, il tempo, il vuoto. Che cos’è un luogo? È

complesso; esso è materia, sì, ma anche qualità (o ciò che è occupato da un corpo, ma non è un corpo; il

forma), e materia e qualità (o forma) si trovano sempre luogo, poi, non è un corpo perché non è capace di agire o

unite (anche Aristotele aveva sostenuto qualcosa del di patire, e lo stesso possiamo dire del tempo e del vuoto

genere quando diceva che ogni cosa è una unione di in quanto assenza di corpo. Allora, dobbiamo dire che la

materia e di forma). La qualità (o forma) è la causa, ossia realtà non è solo corpo ma anche incorporeo? In un certo

il principio attivo, mentre la materia è il principio senso sì, e infatti alcuni stoici parlavano del cosmo come

passivo. Insomma, per loro nella realtà, nella natura, ci di un “Qualcosa” che riuniva appunto corporeità e

sono due principi essenziali, che sono la causa e la incorporeità. Ma questa teoria dovette suscitare molte

materia, inseparabili fra loro. Il principio attivo è in

perplessità: non a caso l’accettarono in pochi, mentre gli ragione vuole che sia. Il mondo, tutto il cosmo,

altri la trovavano incomprensibile e impensabile. l’universo, essendo prodotto dal Logos (cioè dal

Tornando a Dio, Dio è la Natura e anche il Logos, vale principio divino) è perfetto; questo mondo è il migliore

a dire la razionalità. Dio è per così dire l’anima del dei mondi possibili o comunque è fatto nel migliore dei

mondo, il “soffio” (pneuma, in greco vuol, dire “soffio”; modi possibili, e tutte le cose del mondo sono ordinate

poi, con i cristiani, è passato a significare “spirito”), il secondo un fine o in maniera finalistica nel senso che

soffio caldo, calore quindi in definitiva il “fuoco” (l’idea ogni cosa, ogni essere, esiste per uno scopo: ogni essere

di Eraclito). Cicerone scriveva infatti: “tutti gli esseri … c’è affinché ci siano gli altri. Per es. la terra produce

contengono in sé energia calorifica senza la quale non frutti e altre cose per gli animali, e gli animali ci sono per

potrebbero né nutrirsi né crescere”. servire all’uomo, e l’uomo c’è per contemplare il mondo.

Questa concezione di Dio è una concezione Gli stoici arrivarono a concepire anche l’idea di

panteistico-materialistica. Tuttavia, gli stoici accettavano Provvidenza, sebbene non in senso cristiano. 5

anche il politeismo, cioè accettavano l’esistenza di Provvidenza nel loro caso sta a significare che la natura

numerose divinità. Per loro, c’erano anche gli dèi, ma provvede affinché tutto sia utile a tutto. La provvidenza

erano dèi per così dire mortali, sebbene dalla vita molto degli stoici è immanente e fisica (non trascendente e

lunga, che nascevano e morivano (bisogna ricordare che spirituale come per i cristiani, per i quali la Provvidenza

per gli stoici l’universo nasce e muore e poi rinasce e è l’azione che Dio, il Dio persona, fa a vantaggio dei

muore nuovamente e così all’infinito, per cui gli dèi singoli uomini). La provvidenza degli stoici non

seguono il destino dell’universo, del cosmo). Insomma, il interviene a favore dei singoli uomini.

Dio stoico non è un dio per

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher madame69 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Santinelli Cristina.
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