Che materia stai cercando?

Riassunto esame Storia della Filosofia Antica, prof. Santinelli, libro consigliato Storia della Filosofia Antica, Reale Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia della Filosofia Antica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Storia della Filosofia Antica: Lo Stoicismo (vol 3), Il Neostoicismo (vol 4), Reale consigliato dalla docente Santinelli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Zenone, il fondatore dello stoicismo, l’elemento principale nella natura è il fuoco, Marco Aurelio.

Esame di Storia della filosofia antica docente Prof. C. Santinelli

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

cosa è la natura (mentre per noi è la scienza che spiega definitiva ciò che dobbiamo o possiamo intendere per

come, secondo quali leggi, avvengono le cose). “Dio”. Dio, mente, anima, natura, sono tutti termini che

Ebbene, per gli stoici la natura, il mondo, è materialità dicono una sola cosa, e cioè il principio attivo, ossia ciò

e corporeità. Ma che cos’è la materialità, la corporeità? che muove, plasma, la materia. Cosa importante, materia

Che cos’è un corpo? Risposta: “corpo”, o “materia”, è e Dio non sono due entità diverse e separate; sono

tutto ciò che è capace di agire e di patire (“patire” ha qui distinguibili, certo, ma solo logicamente,

significato di sentire, di sensibilità in generale). concettualmente, ma nella realtà sono un’unica cosa.

Dunque, tutto è corpo; anche Dio, anche l’anima; non Così, si deve dire che Dio è tutto e in tutto. Insomma, il

solo, ma anche il bene, il sapere, i vizi, le virtù sono Cosmo è Dio stesso; Dio, per gli stoici, almeno per la

“corpi”! In che senso? Ce lo spiega Seneca quando dice: stoa antica, non è un essere spirituale, una “persona” che

“Il bene è un corpo? Il bene agisce… ciò che agisce è sta prima e sopra il mondo, come per es. per i cristiani.

un corpo. Il bene agisce sull’animo ed in cero qual modo Ma proprio tutto nel cosmo è materia? Non 4

lo forma, lo regge, attività queste che sono proprie di un esattamente. Già abbiamo parlato degli “incorporei”, per

corpo…”. es. i nostri concetti. Ci sono altre cose incorporee? Sì.

“Corpo” è però per gli stoici un concetto molto Per es. il luogo, il tempo, il vuoto. Che cos’è un luogo? È

complesso; esso è materia, sì, ma anche qualità (o ciò che è occupato da un corpo, ma non è un corpo; il

forma), e materia e qualità (o forma) si trovano sempre luogo, poi, non è un corpo perché non è capace di agire o

unite (anche Aristotele aveva sostenuto qualcosa del di patire, e lo stesso possiamo dire del tempo e del vuoto

genere quando diceva che ogni cosa è una unione di in quanto assenza di corpo. Allora, dobbiamo dire che la

materia e di forma). La qualità (o forma) è la causa, ossia realtà non è solo corpo ma anche incorporeo? In un certo

il principio attivo, mentre la materia è il principio senso sì, e infatti alcuni stoici parlavano del cosmo come

passivo. Insomma, per loro nella realtà, nella natura, ci di un “Qualcosa” che riuniva appunto corporeità e

sono due principi essenziali, che sono la causa e la incorporeità. Ma questa teoria dovette suscitare molte

materia, inseparabili fra loro. Il principio attivo è in

perplessità: non a caso l’accettarono in pochi, mentre gli ragione vuole che sia. Il mondo, tutto il cosmo,

altri la trovavano incomprensibile e impensabile. l’universo, essendo prodotto dal Logos (cioè dal

Tornando a Dio, Dio è la Natura e anche il Logos, vale principio divino) è perfetto; questo mondo è il migliore

a dire la razionalità. Dio è per così dire l’anima del dei mondi possibili o comunque è fatto nel migliore dei

mondo, il “soffio” (pneuma, in greco vuol, dire “soffio”; modi possibili, e tutte le cose del mondo sono ordinate

poi, con i cristiani, è passato a significare “spirito”), il secondo un fine o in maniera finalistica nel senso che

soffio caldo, calore quindi in definitiva il “fuoco” (l’idea ogni cosa, ogni essere, esiste per uno scopo: ogni essere

di Eraclito). Cicerone scriveva infatti: “tutti gli esseri … c’è affinché ci siano gli altri. Per es. la terra produce

contengono in sé energia calorifica senza la quale non frutti e altre cose per gli animali, e gli animali ci sono per

potrebbero né nutrirsi né crescere”. servire all’uomo, e l’uomo c’è per contemplare il mondo.

Questa concezione di Dio è una concezione Gli stoici arrivarono a concepire anche l’idea di

panteistico-materialistica. Tuttavia, gli stoici accettavano Provvidenza, sebbene non in senso cristiano. 5

anche il politeismo, cioè accettavano l’esistenza di Provvidenza nel loro caso sta a significare che la natura

numerose divinità. Per loro, c’erano anche gli dèi, ma provvede affinché tutto sia utile a tutto. La provvidenza

erano dèi per così dire mortali, sebbene dalla vita molto degli stoici è immanente e fisica (non trascendente e

lunga, che nascevano e morivano (bisogna ricordare che spirituale come per i cristiani, per i quali la Provvidenza

per gli stoici l’universo nasce e muore e poi rinasce e è l’azione che Dio, il Dio persona, fa a vantaggio dei

muore nuovamente e così all’infinito, per cui gli dèi singoli uomini). La provvidenza degli stoici non

seguono il destino dell’universo, del cosmo). Insomma, il interviene a favore dei singoli uomini.

Dio stoico non è un dio personale (l’abbiamo già detto), Senonché la provvidenza degli stoici, diversamente da

ma nel corso del tempo questo loro Dio assumerà quella del Dio personale cristiano che è libero, non ha

caratteri sempre più spirituali e personali. nulla a che fare con la libertà. La provvidenza stoica ha a

Gli stoici erano materialisti ma ritenevano che nel che fare piuttosto con il “fato”, con il “destino”,

mondo tutto è rigorosamente razionale, tutto è come la insomma con la necessità. In altri termini, per gli stoici

nel mondo tutto avviene per necessità, per come è nell’accettare tutto quello che ci accade. La vera libertà è

disposto e per come provvede il Logos, cioè secondo la l’accettazione razionale del fato, e il fato è razionalità,

razionalità intrinseca al cosmo. Logos. Il saggio stoico è libero solo perché sa che tutto

Ma se tutto nel cosmo avviene per necessità, nel senso ciò che avviene nel mondo e nella sua stessa vita avviene

che ciò che è non può che essere così, che ne è della per causa o grazie alla razionalità che muove il mondo.

libertà? Gli uomini sono liberi? Qual è il posto dell’uomo nel mondo?

Anche qui non è semplice rispondere in maniera chiara. Il Logos è il principio del mondo, ciò che muove il

Secondo gli stoici il nostro spazio di libertà si riduce alla mondo e produce tutte le cose. Il Logos, dicevano anche

possibilità di assentire alle nostre rappresentazioni. gli stoici, è il “seme di tutte le cose” (la loro espressione,

Niente di più. In sostanza, in noi sorgono delle famosa, era questa: logos spermatikòs). Dall’originario

rappresentazioni, che sono causate dall’esterno. Causate logos (che veniva inteso anche come “fuoco”, “energia

dall’esterno, cioè non da noi, cioè non dipendono da noi. calorifica”, secondo l’espressione di Cicerone) si 6

Da noi può dipendere solo l’assenso a queste formano i 4 elementi: l’elemento fuoco, l’elemento

rappresentazioni, cioè accettarle o meno: la nostra libertà aereo, l’elemento liquido e quello solido. In tutte le cose

consiste in questo, si riduce a questo. Ma quando le del mondo circolano questi 4 elementi.

rappresentazioni sono evidenti non possiamo non L’universo, poi, veniva concepito come sferiforme: alla

assentire. E allora? Allora lo spazio della libertà si riduce periferia stanno gli astri, che sono fatti di fuoco, e sono

ancora di più. E più in generale, se tutto, anche la vita esseri animati, viventi e divini; al centro dell’universo sta

dell’uomo, procede secondo la Necessità (il fato o il la Terra, che era concepito come una specie di focolare di

destino), che vuol dire la libertà? Che vuol dire essere tutto l’universo. Ancora: l’universo veniva concepito

liberi? come finito, ma circondato dal vuoto infinito.

Insomma, su questo punto le difficoltà sono enormi, e Infine, piante e animali ci sono in funzione dell’uomo:

in definitiva la libertà per gli stoici sta nell’uniformare la è per l’uomo che tutto ciò che esiste nel mondo

nostra volontà a quella del destino, in breve sublunare è stato fatto. Questa concezione pone l’uomo

al centro dell’universo e possiamo definirla una l’anima, che è un frammento dell’anima cosmica, in

concezione antropocentrica, che è una concezione molto definitiva del Logos o di Dio. Attenzione, l’anima per

poco greca, forse orientale. loro non è una sostanza immateriale come sarà per i

C’è ancora un’altra teoria, molto interessante, da cristiani; l’anima è corpo (lo abbiamo detto), anche se un

sottolineare. Anche per gli stoici il mondo che vediamo corpo particolare, cioè fuoco o neuma. L’anima pur

non è esistito sempre e non esisterà per sempre. Ebbene, essendo materiale entra in tutto il corpo (gli stoici

per gli stoici, il mondo ad un certo punto collassa, ammettevano la penetrabilità dei corpi, cosa che gli

avviene una conflagrazione universale, cioè una epicurei per es. contestavano). Alla morte, l’anima si

combustione universale di tutto e rimarrà solo il fuoco. separa dal corpo, ma non esisterà indipendentemente dal

Dopo di che, cioè dopo un tempo imprecisato, che non corpo come per Platone o per i cristiani: per gli stoici

possiamo sapere (gli stoici dicevano che ad un certo sopravviverà alla morte dell’organismo ma per un breve

punto arriva il “grande anno” o “anno cosmico”), ci sarà tempo (secondo alcuni stoici sopravvive più a lungo 7

la palingenesi, cioè il cosmo rinasce, e rinasce lo stesso l’anima delle persone colte e dei sapienti). Infine, come i

cosmo di prima. E così sarà per sempre: il mondo si corpi, così le anime rinasceranno con la rinascita del

distrugge e poi rinasce, e quello che si distrugge e poi cosmo.

rinasce è sempre lo stesso mondo (è appena il caso di L’etica dell’antica stoa. Per gli stoici lo scopo della vita

ricordare che Nietzsche parlerà di “eterno ritorno del è il raggiungimento della felicità e l’etica deve dirci in

medesimo”, cosa forse non molto diversa da questa degli che cosa consiste e come si fa a raggiungerla. Questo

stoici). E cosa vuol dire che è lo stesso mondo che deve essere lo scopo di tutte le parti della filosofia.

rinasce? Vuol dire che tutto ritornerà sempre, ogni uomo Quindi si deve pensare la logica, la fisica e l’etica a

rinascerà sulla terra e la sua vita sarà sempre la stessa, fin questo scopo. E’ così che gli stoici suggerivano di

nei minimi particolari. “vivere secondo natura” o “vivere secondo i dettami

L’uomo, dunque, occupa un posto preminente nel della natura”, dove per “natura” dobbiamo intendere sia

cosmo e questo privilegio gli deriva dal fatto di avere la phusis universale (col suo principio divino, il Logos, il

fuoco), sia la phusis specifica dell’uomo. Ora, la phusis la ricchezza. Ma questi beni in realtà non sono beni

specifica dell’uomo è il logos, la ragione e pertanto morali; sono beni che dal punto di vista morale non sono

vivere secondo natura vuol dire vivere secondo la né buoni né cattivi, ma indifferenti (o adiàfori, per dirla

ragione. col termine greco che è entrato anche nella lingua

Qual è il principio dell’etica? In altri termini, questa italiana) o anche, potremmo dire, “neutri”. Ma sono

domanda vuol dire: qual è il bene che dobbiamo indifferenti, sempre dal punto di vista morale, non solo

perseguire? La risposta degli epicurei, per es., a questa questi che in genere consideriamo beni, ma anche ciò che

domanda era che il bene che dobbiamo perseguire è il nella vita corporea o fisica consideriamo mali, e cioè per

piacere. Insomma, secondo il loro punto di vista, gli es. la povertà, la bruttezza, la malattia e anche la morte.

uomini sono spinti a perseguire il piacere e a evitare il In definitiva, per gli stoici, esistevano solo i beni e i mali

dolore. Per gli stoici, una tesi del genere non fa morali; tutte le altre cose, che riguardano la vita

distinzione fra uomini e animali e non ci dice ciò che è corporea, fisica, non sono né buone né cattive: sono 8

specifico dell’uomo, della natura dell’uomo. Se la natura indifferenti, adiafore. Ora, i beni morali sono questi: la

dell’uomo è il logos, la ragione, allora dobbiamo dire che prudenza, la giustizia, la saggezza, insomma tutto ciò che

è la ragione il vero bene dell’uomo. Bene, allora, è ciò ha a che fare con la virtù; sono mali morali la stoltezza,

che conserva e incrementa la nostra natura razionale. l’ingiustizia, in breve tutto ciò che è vizio. Per il resto: la

Per gli stoici l’uomo è, insieme, vita animale (o corpo) vita e la morte, il piacere e il dolore, la ricchezza e la

e vita razionale. Ora, da questo punto di vista, è bene ciò povertà, la salute e la malattia, ecc. sono cose che dal

che giova, ciò che è utile alla vita animale e alla vita punto di vista morale sono indifferenti.

razionale, ma, attenzione, ciò che giova alla vita animale Gli stoici operarono, in realtà, una distinzione anche tra

non è la stessa cosa di ciò che giova alla vita razionale. I i cosiddetti indifferenti o adiafori. Distinsero tra gli

beni veramente morali sono quelli che giovano alla vita indifferenti “preferiti” e quelli “non preferiti”. Preferiti

razionale. I beni che giovano alla vita animale, o alla vita (o da promuovere) sono, nel campo spirituale per es.

del corpo, sono la salute, la forza, la bellezza, il piacere, l’ingegno, l’arte, ecc.; nel campo fisico, la salute, la

robustezza, la bellezza, ma anche la nobiltà, la ricchezza, ragione” e in definitiva con il “vivere secondo virtù”,

la fama. Cose non preferite o da respingere sono, in perché la virtù non è altro che la messa in pratica o

campo fisico, ad es. la malattia, la deformità, la l’attuazione della ragione e quindi della natura umana

bruttezza, la morte; e in campo spirituale la rozzezza, stessa. Per gli stoici, si può essere felici solo se si

l’ottusità, la volgarità, ecc. asseconda la natura umana più profonda, cioè la ragione.

Per riassumere: sono beni veri e propri solo quelli D’altra parte, il fine dell’uomo è di sviluppare e

morali, cioè quelli che conservano e incrementano la incrementare la ragione, e se è così allora il fine

razionalità (o il logos); sono mali solo quelli morali, cioè dell’uomo è quello di essere felici. Va da sé, allora, che

quelli che indeboliscono la ragione e il logos. Questi beni la felicità è la virtù. La felicità non è il piacere o magari

(morali) sono valori in senso assoluto. Gli “indifferenti” il premio ultraterreno (per es. il paradiso come per i

dal punto di vista morale sono tutti sullo stesso piano cristiani), ma il conseguimento e il possesso della virtù.

(appunto, moralmente indifferenti), ma dal punto di vista L’uomo che possiede la virtù possiede tutto, è 9

fisico (o se vogliamo biologico) non sono tutti sul autosufficiente: non ha bisogno di piaceri particolari, non

medesimo piano, perché essi possono danneggiare o ha bisogno di una vita futura, non teme di perdere la vita

incrementare la vita, e così ci sono cose che vanno per opera degli altri. L’uomo virtuoso è praticamente

preferite e altre che vanno evitate o respinte, e altre uguale agli dèi: la felicità di Zeus non è né più bella né

ancora che sono indifferenti in senso vero e proprio o più pregevole di quella dei sapienti, diceva uno stoico.

“neutre”. La virtù è scienza e conoscenza; è scienza e

Dato che la caratteristica fondamentale dell’essere conoscenza dei beni e dei mali (morali). Questo vuol dire

umano è la ragione, l’uomo morale, o virtuoso, è quello che la virtù è una molteplicità o che è unica, una sola?

che cerca di perfezionare la ragione che è in lui. La virtù Questo problema fu discusso a lungo. Alcuni

non è altro, allora, che la perfezione della ragione. E’ sostenevano che la virtù è una sola; altri (i più)

così che il precetto basilare dello stoicismo, “vivere sostenevano che le virtù sono molteplici, ma che ogni

secondo natura” coincide con il “vivere secondo singola virtù contiene anche tutte le altre, ed è in questo

senso che possiamo intendere la celebre massima degli era il risultato dell’azione (già, perché i risultati delle

stoici secondo cui “chi ha una virtù le ha tutte”. nostre azioni possono essere influenzati da fattori esterni

Cosa molto importante e nuova per l’antichità è che gli che non dipendono da noi, per cui può anche accadere

stoici dicevano che la virtù è identica in tutti gli esseri che ci proponiamo di raggiungere un certo risultato e non

umani, a qualunque ceto sociale, a qualunque genere ci riusciamo, o che arriviamo perfino al risultato

(maschi e femmine), a qualunque condizione sociale opposto!). In un certo senso, possiamo dire che il criterio

appartengano (liberi o schiavi). Né Socrate né Platone né fondamentale dell’azione “buona” è la volontà buona

Aristotele ebbero il coraggio di arrivare a questa (come dirà Kant alla fine del ‘700). Seneca, il grande

conclusione. Gli stoici si spinsero anche oltre e stoico romano di epoca imperiale, accennò alla volontà,

sostennero che la virtù non solo è uguale in tutti gli ma si riferiva alla volontà in un senso diverso da quello

uomini ma è uguale negli uomini e nelle divinità. Era che intendiamo noi oggi. In realtà, come sottolinea il

un’affermazione del tutto coerente con i loro principi Reale, non solo agli stoici ma a tutta la cultura antica 10

filosofici: il logos umano non è cosa diversa del Logos (greca e romana), rimase sconosciuta la “volontà” come

che è nella Natura, e questo Logos è divino. Di la intendiamo noi, ossia come una facoltà che è

conseguenza, da questo punto di vista la virtù non può indipendente dalla facoltà del conoscere e che ha a che

essere che uguale negli uomini e negli dèi. fare con la libertà. Per volontà, Seneca (e non solo lui)

Qual è l’azione buona? Come facciamo a sapere se intendeva una “disposizione interiore” che derivava

un’azione è buona? Uno potrebbe rispondere che dalla conoscenza (quindi una cosa che non ha niente a

un’azione è buona se i suoi effetti sono buoni, se che fare con la “nostra” volontà). Insomma, solo chi

raggiunge il suo scopo o il risultato che si era proposto. conosce può veramente “volere” il bene, e in definitiva

Ma non è così, almeno per gli stoici (e non solo per loro). solo chi è saggio può compiere azioni giuste; il che

Per gli stoici un’azione è buona se è buono o giusto il significa, fa notare il Reale, chela maggior parte degli

“logos” che la ispira, ossia se è prodotta dalla virtù. In uomini non avrà mai la possibilità (o la capacità) di

altri termini, ciò che veramente contava per gli stoici non compiere azioni giuste perché i più non sono saggi!

Le azioni buone, comunque, non si possono dividere comunitario, ma la comunità dell’uomo non si limita alla

con un taglio netto da quelle cattiva. Anche in questo propria città e neanche alla propria nazione, ma si

caso gli stoici distinguevano fra azioni buone, non buone estende a tutti gli uomini di ogni luogo. Questa

e di valore relativo (o anche di disvalore relativo); sono concezione è importante perché grazie ad essa gli stoici

di valore o di disvalore relativo quelle azioni che hanno a evitarono i miti antichi della nobiltà di sangue e della

che fare con la componente naturale, o biologica, della superiorità della razza, oltre che quello della schiavitù.

vita umana. Le azioni propriamente buone sono quelle L’uomo, per loro, era libero e nessun uomo per natura era

che si possono giustificare razionalmente, o che sono uno schiavo.

conformi a ragione. Queste sono le azioni “convenienti”, Infine, gli stoici sostenevano che per raggiungere la

in altri termini i doveri che abbiamo in quanto esseri felicità occorre dominare, anzi estirpare, le passioni. 4

umani. Anche in questo caso, gli stoici hanno detto una erano per loro le passioni fondamentali: desiderio, paura,

cosa nuova: con il concetto di “dovere” hanno dato un dolore e piacere. Ognuna di queste passioni dipende non 11

contributo grandissimo alla storia spirituale da un’irresistibile forza interna, ma da una falsa

dell’Occidente; grazie a loro, il concetto di dovere è opinione, da un falso giudizio, sicché ci basta giudicare

rimasto infatti una categoria fondamentale del pensiero correttamente per evitarle; a questo punto si raggiunge la

morale occidentale. saggezza, e il saggio, che ha estirpato in se stesso le

Quanto alle leggi umane, gli stoici le consideravano passioni, raggiunge così l’impassibilità, l’apatia (termine

espressione di una legge naturale eterna, che nasce dal greco che significa precisamente “senza passioni”). La

Logos stesso, cioè da quel logos che plasma e muove felicità è in definitiva apatia, impassibilità. Il saggio che

tutte le cose. Dal loro punto di vista, dunque, il diritto vive questa felicità è come un dio, è ricco, nobile,

non ha niente di arbitrario, non è una convenzione grande, alto e grosso; ricco anche se è materialmente

umana, sociale, ma deriva dalla natura. povero; nobile anche se servo, bello anche se fisicamente

Altro tema da sottolineare nello stoicismo è il brutto, ecc. Nella sua pace interiore il saggio è uguale a

cosmopolitismo. L’uomo per gli stoici è un essere Zeus. Questa figura del saggio fu il vero ideale dello


PAGINE

19

PESO

91.34 KB

AUTORE

madame69

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher madame69 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Santinelli Cristina.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia della filosofia antica

Che cos'è la filosofia antica?, Pierre Hadot - Appunti
Appunto
Riassunto esame Storia della Filosofia Antica, prof. Santinelli, libro consigliato Il Tonico degli Stoici Filosofia e Autogoverno dell'Anima, Nussbaum
Appunto
Riassunto esame Storia Moderna, prof. Damiani, libro consigliato L'Italia del 700: Crisi, Trasformazioni e Lumi, Carpanetto, Recuperati
Appunto
Storia della filosofia moderna - guida alla lettura dell etica di Spinoza secondo Scribano
Appunto