LO SCENARIO A CAVALLO DEI DUE SECOLI
La produzione artistica viene vista come un importante strumento ai fini dell’affermazione nazionale, attraverso il quale fondare le basi di una coscienza e
un’identità all’interno dei vari stati Europei.
In linea con il pensiero positivista, si fa sempre più avanti un approccio oggettivo, che miri a un’analisi e a un’interpretazione formale dell’opera e che
trasformi quindi la storia dell’arte in una disciplina storico-scientifica.
Germania Von Bode - attività museale
- direttore generale dei musei di Berlino
In Germania, per comprendere la nuova - le opere (dipinti, sculture, oggetti di arte applicata), venivano esposte in sale
tendenza e il forte successo del metodo allestite in modo da rievocare l’ambiente culturale entro il quale le opere stesse erano
attribuzionistico, episodio chiave è il caso state prodotte
della M
adonna di Holbein
, a Dresda: data la - finanziato dal governo per a
cquistare opere d’arte dagli altri Stati europei, in modo
presenza di due diverse Madonne attribuite al da accrescere l’influenza della Germania
pittore, si avverte la necessità di stabilire se - lite con Morelli per l’acquisto delle opere d’arte
entrambe fossero originali e venne chiamata
una commissione a esprimere un giudizio Springer - Conoscitori e storici dell’arte (1881)
(solo la prima Madonna era da considerarsi - l’attività del conoscitore è un aspetto fondamentale e immancabile nel lavoro dello
un originale). storico dell’arte, ma i due ruoli NON sono sovrapponibili (è solo il primo approccio
all’opera)
- il solo conoscitore non è sufficiente
Burckhardt - l’opera d’arte viene messa in relazione con gli altri aspetti della cultura
- dà importanza alla funzione dell’arte all’interno della società (⇐ W
ARBURG)
Henry Thode - Francesco d'Assisi e le origini dell'arte del Rinascimento in Italia
(1857-1920) - vede nell’arte di G
iotto, influenzato da S
an Francesco, l’avvio del Rinascimento
- dopo la morte di Francesco (e la sua santificazione, avvenuta solamente 2 anni
dopo), si avverte la necessità di tenerne viva la memoria, attraverso la sua
raffigurazione in affreschi e dipinti
- in un primo momento, quindi, le rappresentazioni rimangono fedeli ai tratti e alle
caratteristiche fisiche di Francesco (basso, barba bionda, sopracciglia folte, ecc.), ma
già dalla seconda metà del 1200 si preferisce concentrarsi sul valore ascetico e
spirituale del Santo (in Giotto, modello che influenzerà l’Italia settentrionale, San
Francesco è reso senza barba)
- conosce un larghissimo successo iconografico
- l’apice è toccato da Giotto nei 28 affreschi della C
hiesa Superiore di Assisi
- Thode analizza affresco per affresco, mostrandone i rimandi a modelli precedenti e
sottolineando l’influsso su opere successive
- in Giotto sono visibili:
la resa magnifica delle emozioni e
dei sentimenti dei personaggi
⚬ l’attenzione per il realismo e l’osservazione dal vero (tentativi di prospettiva
⚬ negli edifici, posa del Papa dormiente, animali, ecc.)
- questi elementi ritorneranno poi nell’arte rinascimentale
Francia Émile Mâle - incaricato della relazione per lo stato degli studi storico-artistici in Francia in
occasione dell’Esposizione Universale di San Francisco nel 1915
La giovane storiografia francese si occupa, in conclusione patriottica della relazione, in cui profetizza il trasformarsi di
⚬
particolare, della discussione intorno al tema Parigi nel nuovo centro degli studi storico-artistici
del Rinascimento. - trilogia sull’arte religiosa in Francia nel Medioevo
non era produzione popolare, bensì attività strettamente legata al
⚬ cristianesimo e volta alla diffusione della dottrina
- forte sentimento nazionale, che confluisce, dopo la distruzione della cattedrale di
Reims a opera delle truppe tedesche, in un testo in cui l’autore rivendica la superiorità
della Francia sulla Germania e accusa quest’ultima di aver volutamente bombardato la
cattedrale, in modo da eliminare l’unica prova di questa superiorità
Müntz - è lo studioso più autorevole del Rinascimento a fine ‘800
- vede il primato dell’arte italiana
Courajod - polemica a Müntz
- messa in discussione del modello italocentrico
Inghilterra - il primo numero del B
urlington Magazine , la prima rivista inglese dedicata al mondo dell’arte, esce
solamente nel marzo del 1903
La Gran Bretagna, pur essendo uno dei paesi - tra ‘800 e ‘900, fa la sua comparsa sulla scena nazionale la National Gallery, che si occupa di acquistare
europei più ricco di opere d’arte (le nobili dalle famiglie aristocratiche quelle opere d’arte che sarebbero altrimenti finite nei musei internazionali
famiglie aristocratiche costruiscono (come i musei di Berlino diretti da Von Bode); a causa infatti dell’abbassamento di valore delle proprietà
importanti collezioni), rimane più i
ndietro, a terriere, i nobili collezionisti si vendono costretti a vendere le loro opere d’arte
inizio secolo, rispetto agli altri stati, sia per
quanto riguarda l’istituzione dei corsi
universitari (la prima cattedra, ricoperta da
Wind, viene assegnata solamente negli anni
‘50), sia per quanto riguarda la d
iffusione
della cultura.
Italia Giovanni Battista - Direttore generale delle Antichità e Belle Arti del Regno
Cavalcaselle - evidenzia la mancanza di un’organizzazione museale unitaria e la scarsa
In Italia, e sarà questa una tendenza che (1819-1897) preparazione degli addetti ai lavori
continuerà a perdurare per buona parte del - lamenta l’assenza di un catalogo unitario del patrimonio culturale italiano (iniziato
‘900, conosce un larghissimo successo il e poi concluso da Venturi)
metodo a
ttribuzionistico (connoisseurship). - concezione di una fisionomia policentrica dell’arte italiana
All’indomani dell’Unità, inoltre, si avverte la Giovanni Morelli - inizia gli studi in medicina
necessità di o
rganizzare e tutelare il (1816-1891) - lavora nel mercato artistico internazionale
patrimonio artistico nazionale. - dissezionava i dipinti, analizzandoli nei minimi dettagli, ai fini di riconoscerne
autore o scuola di appartenenza
- sono i piccoli dettagli a permettere una corretta analisi e a
ttribuzione dell’opera:
l’artista, pur creandosi uno stile e maturando, mantiene comunque una sorta di
cordone ombelicale con la bottega del maestro, riscontrabile proprio nei più piccoli
particolari (come unghie, orecchie, panneggi, ecc.)
- non dà peso al contesto culturale o all’analisi del contenuto
- ciò che conta è la sola attribuzione
Benedetto Croce - la figura e il pensiero di Benedetto Croce avranno un’enorme influenza sul pensiero
(1866-1952) relativo alla storia dell’arte in Italia per tutto il XX secolo ( Estetica )
- per Croce, l’intuizione sta alla base della creazione artistica, e l’opera d’arte è
un’attività spirituale
- è un fanatico della forma, che vede come unico aspetto degno di interesse (è
interessato al pensiero di F
iedler e alla teoria della pura visibilità)
- tutti gli elementi extraformali sono da ignorare nello studio dell’opera d’arte
- è contro la divisione in generi dell’arte
- è possibile stabilire le caratteristiche solamente di un’opera e, tutt’al più, di un
artista, ma è impossibile farlo con un’intera epoca (e muove quindi una forte critica a
Wölfflin)
- autonomia d
ell’arte rispetto alle discipline extraartistiche
LA SCUOLA DI VIENNA
Il termine, coniato da Schlosser, indica una successione ricca di personaggi eminenti che hanno contribuito allo studio della storia dell’arte.
La prima cattedra di Storia dell’arte, all’Università di Vienna, viene istituita nel 1852 e ricoperta da E
itelberger.
- autonomia della disciplina
- approccio oggettivo e scientifico (FORMA)
- storia dell’arte come disciplina storica
- disciplina p
ositiva
- si concentra non tanto sui singoli autori, quanto sull’analisi delle opere, intese come oggetti materiali
- esperienza m
useale d
i molti studiosi della scuola di Vienna
- vengono prediletti i caratteri tecnici, iconografici, formali e
stilistici
- come conseguenza, non esistono più arti e tempi migliori di altri
- influenza del metodo morelliano e attribuzionistico (Thausing, maestro di Wickhoff, è ammiratore di Morelli)
- l’esperienza museale favorisce inoltre la considerazione paritaria delle varie arti (no arti minori o maggiori, ma stesso valore)
- arte come disciplina scientifica e autonoma
- approccio oggettivo e filologico
Il Palazzo della Secessione, costruito fra il 1897-1898, reca, sulla facciata, la scritta
Al tempo la sua arte, all'arte la sua libertà
suggerita dal critico Ludwig H
evesi, emblema della dipendenza dell’arte dall’epoca.
Personalità di spicco: Z
immermann (il concetto di bello è legato alla coerenza di rapporti tra gli elementi costitutivi della forma) e F
iedler (teoria della pura
visibilità: l’uomo percepisce la realtà attraverso i sensi e, in particolare, attraverso la vista, venendo a contatto con una realtà “soggettiva”, diversa da
individuo a individuo; nel momento della produzione artistica, l’artista richiama alla mente queste percezioni e crea così un mondo nuovo).
In questo periodo nascono in tutta Europa molte riviste culturali (artistiche, storiche, culturali), avvertite come strumento utile ai fini della diffusione, anche
tra i “non addetti ai lavori” della cultura: la più importante, nel contesto viennese è lo J
ahrbuch .
La produzione della scuola di Vienna, che vede un momento chiave della sua fioritura nel 1873 (I Congresso internazionale degli storici dell’arte, V
Esposizione Universale), è strettamente collegata alla volontà di creare e una coscienza e identità nazionale, fondata proprio sulla cultura, da parte
dell’Impero Austro-Ungarico ( Nationalbuilding ).
Franz Wickhoff
(1853-1909) - rivalutazione tardoantico
- arti maggiori = arti minori
Allievo di Thausing e - contemporaneo
Eitelberger presso
l’Università di Vienna,
è ispettore della
Sezione tessuti in uno Die Wiener Genesis (1895) - è un’analisi delle miniature contenute in un codice che si credeva essere del IV secolo
dei musei di Vienna dal d.C. di area campana (ora Vi secolo e di provenienza siriana)
1879 al 1895. - rivaluta l’arte romana dall’età repubblicana al tardoantico, sostenendone l’autonomia
rispetto all’arte greca sulla base di 3 caratteristiche:
Dal 1882 è professore
all’Università di 1) l’elemento cromatico
Vienna. 2) il valore illusionistico e
la volontà di creare opere realistiche (no idealizzate), fino
ad arrivare allo stratagemma della “narrazione continuata”
3) il ritratto, sulla scia dei modelli etruschi, diventa realistico
- segue impostazione scientifica
- Wickhoff rifiuta qui la concezione di antico come mondo mitico e idealizzato,
proponendo una visione più realistica
- l’arte romana viene vista come alla punto di partenza per la successiva arte cristiana
Saggi giovanili e studi sulla miniatura - mostra interesse per l’arte medievale
- affrontando il tema della miniatura, pone le arti maggiori e le arti minori in una
considerazione paritaria R
IEGL
⟹
Studi sul Rinascimento italiano - in linea con la scuola di Vienna, che considera il Rinascimento come uno dei suoi temi
prediletti
Che cos’è il brutto? (1900) - sensibilità per i fatti figurativi contemporanei
- in risposta alla presentazione dei dipinti realizzati da K
limt per l’aula magna
dell’Università di Vienna, che suscitò grandi polemiche, Wickhoff tenne questo discorso
davanti all’Associazione filosofica, prendendo le difese di Klimt
- in arte, NON esistono i concetti di b
ello e brutto, in quanto categorie del tutto
inapplicabili dal momento che ogni arte ed espressione artistica è espressione di una certa
cultura e innovazione artistica degli artisti
Alois Riegl
(1858-1905) - Kunstwollen
- teoria evoluzionistica
Allievo di Thausing e - rivalutazione tardoantico e barocco
Zimmermann presso - arti maggiori = arti minori
l’Università di Vienna,
è ispettore della
Sezione tessuti al Stilfragen (1893) - studia l’evoluzione dei vari elementi decorativi (
fiori, motivi vegetali) in un arco di 5.000
Museo austriaco di arti anni, dall’Egitto al mondo islamico, su oggetti di arte applicata, scultura e architettura
decorative. (estendendo quindi lo studio alle cosiddette arti minori)
Succede Wickhoff alla - le trasformazioni non sono frutto di spontaneità o casualità, ma di un’evoluzione
cattedra di Storia ininterrotta (teoria evoluzionistica)
dell’arte presso - le varianti coincidono con forme di sensibilità e cultura differenti
l’Università di Vienna. - le evoluzioni e le mutazioni di forma non sono da ricondurre a elementi materiali o
strumentali (≠ S
emper), e quindi a un fenomeno meccanico, ma al sentire, al “gusto” di
una certa cultura (concetto che poi verrà denominato K
unstwollen )
Capitolo terzo
- le più antiche raffigurazioni ispirate alle piante nascono con scopo simbolico
- sono da rintracciare in opere d’arte egizia del Regno Antico
- l’impegno continuato ne comporta la perdita di significato, comportando il passaggio
da simboli religiosi a meri motivi ornamentali (nel Regno Nuovo → i fiori di loto
vengono riprodotti in serie continuate, con il collegamento di motivi di loto allineati per
mezzo di linee arcuate che non hanno alcun modello nella realtà naturale)
- le popolazioni successive riprendono i motivi egizi
- la storia dell’arte delle civiltà mesopotamiche e mediterranee nasce a contatto con
l’Egitto e con la sua cultura
- Riegl si occupa di dimostrare la dipendenza dei motivi greco-romani da quelli
orientali e successivamente di illustrarne l’evoluzione
- analisi della raffigurazione del fiore di loto (valenza religiosa) e della sua
schematizzazione/stilizzazione nel corso del tempo (evoluzione)
- il fiore di loto era rappresentato frontalmente, di profilo e di semiprofilo
- è la proiezione di semiprofilo (palmetta egizia), con le sue successive
schematizzazioni, a conoscere il successo maggiore, essendo la base delle volute e,
quindi, del capitello ionico
Industria artistica tardoromana (1901) - è una rivalutazione dell’arte tardoromana W
ICKHOFF
⇒
- è un’analisi della storia dell’arte romana, in 3 parti:
1) arti maggiori (architettura, pittura e scultura)
2) arti minori (nelle botteghe)
3) caratteristiche del Kunstwollen tardoromano
- viene espresso il concetto di K
unstwollen (
volontà artistica) come forza che orienta la
produzione artistica nelle varie epoche, insieme fattore sociale e individuale, caratteristico
di ogni cultura
- Riegl si limita a teorizzarne l’esistenza, senza indagarne le motivazioni
- ogni arte ha la stessa dignità delle altre e ogni tempo ha la sua arte
- dimostra autonomia dell’arte romana rispetto a quella greca
- viene smitizzato il mondo greco W
ICKHOFF
⟹
- l’arte romana non è più decadenza (non esistono momenti di decadenza e momenti di
fioritura, poiché ogni arte ha lo stesso valore)
- elabora il concetto di rapporto centro-periferia e di contaminazione dai confini
- vede come n
ovità dell’arte romana la statua equestre e il ritratto e, a differenza dell’arte
greca, una tendenza a non favorire un’arte idealizzante (ricerca il r
ealismo)
- vede l’arte romana alla base della successiva arte cristiana
Il ritratto di gruppo olandese (1902) - opera qui una rivalutazione del b
arocco, altro periodo comunemente considerato di
“decadenza” insieme all’arte romana
- studia il ritratto di gruppo, genere che nasce nei Paesi Bassi tra XVi e XVII, ricercandone
le motivazioni e l’origine
- nella sua analisi, Riegl anticipa la storia sociale dell’arte, sostenendo che il ritratto di
gruppo sia espressione di una società - quella olandese - oligarchica
- importanza data alle relazioni e ai rapporti
La nascita dell’arte barocca a Roma (1908) - rivalutazione del b
arocco internazionale e italiano
- in linea con la negazione di periodi di decadenza
Il culto moderno dei monumenti (1903) - incaricato dall’Imperial Governo Regio di riorganizzare il settore della tutela delle opere
d’arte, si interessa al tema del r
estauro
- si inserisce in una serie di saggi nei quali Riegl si domanda quale sia il modo corretto per
guardare a un monumento (fino all’800, il restauro era “in pristino” e il monumento
aveva valore solamente in relazione a quella che era la sua forma originaria; ad oggi, la
patina del t
empo viene considerata parte integrante e inscindibile del monumento stesso)
- individua vari valori nel monumento:
1) storico: monumento come
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