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(Riassunto e schemi personali di Tatiana C.).

1

PREFAZIONE.

La STORIOGRAFIA ARTISTICA intesa come una REALE ISTITUZIONE:

 ha inizio intorno alla metà del XVI secolo

 con la pubblicazione delle VITE di GIORGIO VASARI.

Due secoli più tardi, JOHANN JOACHIM WINCKELMANN getta le basi di questa dal

punto di vista intellettuale.

Getta le basi intellettuali, sulle quali dopo altri due secoli:

 la STORIA DELL’ARTE e

 gli STUDI CLASSICI

continuano a elaborare.

I problemi della cultura moderna non fanno nulla per:

 spostare o

 dequalificare

i massimi risultati ottenuti dalla letteratura più antica, precedente.

L’eccellenza dei testi classici è dimostrato, infatti, dal loro modo di riuscire a superare

sempre le proprie logore e trite premesse, di fatto superate.

È in questo senso che KARL VOSSLER poteva definire gli scritti di JAKOB

BURCKHARDT come delle opere d’arte erudite.

2

Il libro di UDO KULTERMANN mira soprattutto:

 a presentare solo tali duraturi risultati della letteratura della storia dell’arte,

 e a tracciare l’evoluzione di quest’ultima

a) dalla nascita

b) alla maturità

dei principi della cultura e del sapere moderno e odierno, come una vitale e

appassionata odissea della mente.

Questo libro si differenzia dalla maggior parte dei contributi storiografici di questo tipo per

il suo intento di voler risparmiare al lettore non specialista:

 l’inconveniente della terminologia tecnica,

 le ingombranti note tecniche

 e altre annotazioni varie,

senza sacrificare la completezza.

Questo libro si differenzia dalle altre indagini storiografiche e storiche per il suo obiettivo di

fissare e diversi periodi della storiografia dell’arte entro il loro contesto artistico

contemporaneo.

In questo il libro segue un principio che lo studioso HEINRICH WÖLFFLIN postulò nel

1914, cioè che l’arte e la storia dell’arte presentano sviluppi paralleli.

Così questo libro è organizzato secondo:

 i movimenti e

 i periodi dell’arte, 3

perché sono sempre i grandi artisti che alterano l’immagine del passato, e le loro revisioni

plasmano le opinioni degli storici dell’arte.

Ogni NUOVO PRESENTE è:

 INFINITO e

 ADATTABILE.

Il PASSATO include sempre MALLEABILE.

4

Il compito della storia dell’arte è quello:

 di custodire:

a) la vitalità,

l’autosufficienza

b) evoluzione dell’arte,

c) e lo stato di continua

 di vedere e interpretare l’arte in modi differenti, e in termini contemporanei.

Compaiono in questo libro solo in minima parte discorsi su:

 l’estetica generale e

 la teoria e la filosofia della figura artistica;

compaiono solo dove possono chiarire le fasi e le problematiche specifiche della storia

dell’arte.

In questo libro sono toccate brevemente:

 la storia dei musei,

 e delle figure chiave e le metodologie degli ultimi decenni,

ma è ancora troppo presto per valutare le trasformazioni che il settore sta attraversando.

Il presente lavoro cerca di ritrarre la singolare storia di una disciplina il cui oggetto è sempre

stato in movimento, in continuo movimento, per quanto stabile possa apparire.

Idealmente, il lettore privo di pregiudizi sarebbe venuto via da questo con un senso che

l’arte sia qualcosa in continuo rinnovamento. 5

Si tratta di un libro di specialisti per non specialisti.

KULTERMANN si rende conto che con il suo lavoro sta letteralmente navigando tra Scilla

e Cariddi, sperando di soddisfare le esigenze contrastanti che accompagnano ogni indagine

generale.

Così chiede indulgenza da parte delle due categorie di lettori:

 del non-storico, per i momenti in cui la lettura impantana in noiosi fatti storici,

 e dei professionisti del campo, per il fatto che i suddetti fatti storici sembrino troppo

limitati e inadeguati.

Secondo UDO KULTERMANN la storia della storia dell’arte deve essere raccontata come

in un campo:

 non meno condizionato storicamente e

 non meno soggetto al cambiamento delle esigenze umane.

Si potrebbe dire che lo studio dell’arte del passato e del presente è in realtà un’indagine dei

bisogni e delle esigenze del momento presente.

Sarà forse evidente che l’arte e la storia dell’arte sono indipendenti l’una dall’altra.

ITALO SVEVO aveva definito la storia come il vivace proseguimento di un essere vivente,

governato da forze viventi proprio come la vita stessa.

Per lui il PASSATO:

 è sempre nuovo,

 alcune sue parti apparentemente dimenticate possono riemergere,

 mentre le parti che sembravano essenziali cadono e decadono.

6

7

INTRODUZIONE.

LA POSIZONE DELL’ARTISTA NELL’ANTICA GRECIA.

Il capitolo si apre con le parole di Oscar Wilde, il quale afferma che:

 i greci chiacchieravano di pittori tanto quanto le persone fanno oggi,

 e avevano:

a) il loro saloni,

b) le loro mostre,

c) le loro corporazioni di Arti e Mestieri,

d) i movimenti Pre-Raffaelliti

e) e i movimenti tendenti al Realismo,

le conferenze sull’arte,

f) hanno scritti saggi d’arte

g) hanno prodotto i loro storici dell’arte e i loro archeologi.

h) e

Certo, le parole di Oscar Wilde hanno poco a che fare con la realtà storica.

8

In GRECIA:

 la discussione sull’arte e la storia dell’arte è nata molto tardi,

 allora i maggiori pensatori avevano scarso rispetto per gli artisti stessi.

l’ARTISTA:

Dalle fonti si apprende che

a) per buona parte del V secolo era stato considerato come un ARTIGIANO, il

cui lavoro è stato molto ammirato,

b) ma stava molto al di sotto, nel rango sociale, di altre figure come ad esempio il

filosofo, l’oratore e il tragico,

c) infatti egli era sullo stesso livello dei barbieri, dei cuochi e dei fabbri.

 di un lavoro manuale ha rubato la spiritualità dell’artista.

La necessità

 L’OPERA D’ARTE era considerata:

a) non un prodotto della creatività umana

b) ma è qualcosa di ispirato da Dio,

c) la sua esecuzione è stata considerata un compito umile.

SOCRATE:

 469-399 a.C.,

 che un tempo lavorava come scultore,

 fu costretto ad abbandonare la professione a causa del disprezzo per esso,

 nel complesso trovava l’arte insignificante.

9

IL VERDETTO DI PLATONE.

PLATONE:

 427-347 a.C.,

 figura molto importante e preminente nella formazione delle attitudini greche nei

dell’arte,

confronti

 egli era stato direttamente interessato dall’arte della sua epoca.

 Mentre lui non ci ha lasciato alcuna teoria esauriente sull’arte, Platone tuttavia in

alcuni momenti della sua vita è stato profondamente coinvolto con l’arte

con l’arte del passato immediato.

contemporanea e

 Nelle LEGGI egli stabilisce TRE COMPITI del CRITICO:

a) Identificare la materia,

Decidere l’esattezza della rappresentazione,

b) Giudicare la qualità dell’esecuzione.

c)

 Eppure, nonostante le sue premesse, Platone durante la vecchiaia è diventato più

intollerante nei confronti dell’arte, in particolare nei confronti del nuovo illusionismo

dei suoi contemporanei come:

a) SKOPAS e

b) PRASSITELE, l’ARTE

e si spinse fino a etichettare tutta come PERICOLOSA e SPREGEVOLE.

 Sorprendentemente ha avuto una grande ammirazione per l’arte egizia, che era

dominata di belle forme geometriche senza molte alterazioni.

 Secondo Platone, l’artista come mago o mimo guadagnò un posto secondario nella

società.

 Platone, nei suoi ultimi anni, abbandonò ogni analisi sui singoli artisti.

Tutte le allusioni agli artisti, così comuni nei suoi primi dialoghi, scomparvero nei

suoi ultimi scritti, a tal punto che arrivò a un’amara conclusione: «non c’è alcun

danno, alcuna sconfitta, alcuna perdita nel non aver mai pensato alla pittura».

10

GORGIA DI LEONTINI:

 483-375 a.C.,

 il filosofo sofista,

 si oppose alle teorie di Socrate e di Platone

 e sosteneva e difendeva l’uso dell’illusione come uno degli elementi validi e legittimi

dell’arte.

ARISTOTELE:

 384-323 a.C.,

 L’atteggiamento nei confronti degli artisti cambia con Aristotele, il quale riconosce

la funzione sociale dell’arte;

 anche lui, in alcune eccezioni di rilievo, ha considerato l’artista come un

eppure

semplice artigiano.

Soltanto gli artisti che avevano cominciato a teorizzare in merito al loro mestiere poterono

rivendicare una posizione sociale più elevata.

L’opinione prevalente in merito alla figura dell’artista nell’antichità è stata riassunta

efficacemente da PLUTARCO: «per quanto noi ammiriamo l’opera d’arte, non possiamo

fare a meno di disprezzare il suo creatore». 11

SENOCRATE DI ATENE.

Date queste circostanze, come potrebbe svilupparsi e tantomeno prosperare lo studio della

storia dell’arte?

Presumibilmente tale tendenza si sarebbe rivelata fallimentare, indegna di considerazione, e

ancora tuttavia esisteva almeno un piccolo corpo di letteratura sulla storia dell’arte, il quale:

 anche se per la maggior parte è andato perduto

 o sopravvive solo nelle versioni distorte di Plinio e di altri Romani,

 ciò che rimane punta verso una figura chiaramente importante: SENOCRATE DI

ATENE.

SENOCRATE DI ATENE:

 396-314 a.C.,

 uno scultore,

 che ha studiato con un allievo di Lisippo,

 è stato chiamato da BERNHARD SCHWEITZER come il PADRE DELLA STORIA

DELL’ARTE.

Per quanto ampia possa sembrare questa affermazione, è vero che SENOCRATE:

stava agli albori dell’indagine storico artistica

a)

b) e che i suoi scritti perduti hanno annunciato, preannunciato e segnalato una

categoria completamente nuova di pensiero sull’arte.

 Sulla base degli schemi storici di DEMOCRITO e della sua scuola, SENOCRATE

focalizzava il proprio interesse sul REALISMO dell’arte del suo tempo.

 Lungi dall’avvicinarsi all’arte vagamente o senza precisione, SENOCRATE ha

introdotto un sistema dinamico di 4 CATEGORIE INDIPENDENTI:

1) SIMMETRIA o quello che potremmo definire la PROPORZIONE di un

lavoro,

2) RITMO,

3) QUALITÀ DELLA LAVORAZIONE,

12

4) Ciò che BERNHARD SCHWEITZER aveva indicato come il PROBLEMA

OTTICO. 13

PRIME BIOGRAFIE E GUIDE TURISTICHE.

nell’età di Senocrate tendevano a essere non molto

Altri tentativi di scrittura storico-artistica

sistematici:

 raggruppamenti casuali di pittori e scultori di talento abbastanza disparati

 spesso basati su informazioni apocrife.

DURIS DI SAMO:

 340-260 a.C.,

 fu probabilmente il primo a compilare una raccolta di biografie.

 Passi della sua opera, conservati negli scritti di Plinio, suggeriscono che questo

devoto dell’arte, il sovrano di Samo, stava già agendo come mediatore tra:

l’artista e

a)

b) il pubblico.

Descrizioni letterarie di dipinti in Omero, culminarono egli scritti di:

 FLAVIO FILOSTRATO IL VECCHIO e

 CALLISTRATUS. 14

Oltre alle biografie degli artisti e alle descrizioni dei quadri, una vasta letteratura di viaggio

è stata scritta circa le più importanti città greche:

 nel I SECOLO a.C. PASITELE:

a) scultore ellenistico

b) attivo a Roma della Grecia, alimentando così la

c) scrisse un libro sulle principali opere d’arte

già forte passione romana per la collezione di arte greca, status symbol presto

fornito nella forma di una diretta commissione di copie.

 Nel II SECOLO a.C. PAUSANIA:

a) ha scritto la guida completa sulla Grecia per i turisti romani, descrivendo a

fondo le città principali;

l’opera ha dato conto ad alcune singole opere d’arte

b)

c) e funziona anche oggi come una fonte di informazioni su molti capolavori

perduti; un esempio è la descrizione della leggendaria statua dell’ATHENA

PARTHENOS di FIDIA. 15

PLINIO IL VECCHIO:

 morto durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.,

 ci ha lasciato nei 34 libri di un totale di 36 libri della sua HISTORIA NAATURALIS

(o NATURLIS HISTORIA, STORIA DELLA NATURA) una vera e propria

enciclopedia del pensiero greco sull’arte:

a) in puro stile classico, alle

b) egli subordinò e assoggettò i suoi profili dei grandi artisti dell’antichità

disquisizioni di carattere tecnico sulle varie materie prime come pietre e

metalli.

c) Egli ha tramandato le biografie e gli aneddoti di V e IV secolo relativi agli

artisti in questo arco di tempo, che lui conosceva da fonti greche.

 Oltre a questo punto, Plinio ha trasmesso una visione organica di arte che in ultima

analisi deriva da Senocrate:

a) una metafora ciclica del compimento,

b) la crescita e

c) la decadenza che avrebbe dominato tutto il Medioevo.

Questa metafora ciclica del concepimento-crescita-decadenza sopravvisse in

GIORGIO VASARI e in J. J. WINCKELMANN.

 Trascendendo i più anziani, resoconti puramente meccanici di opere isolate, Plinio

costruì un chiaro principio di collegamenti sottostanti.

16

Negli scritti di Cicerone e Quintiliano le opere sono usate come esempi illustrativi dagli

oratori, e le analogie di stile nelle arti visive e nella retorica sono reciprocamente

illuminanti.

Il sistema risultante aderì con forza a un insieme fisso di valori, i PICCHI, che questo

tracciò completamente conformandosi alle nozioni classiche di tempo e aiutando a spiegare

e fondare un giudizio sugli sviluppi passati e futuri.

La finzione di una Golden Age era una caratteristica indispensabile del pensiero storico.

Nell’ANTICHITÀ:

 Era raramente preso in considerazione il valore intrinseco di ARTISTICO.

 Tra le poche eccezioni si ricordano:

a) Platone,

b) Senocrate,

c) Vitruvio,

Crisostomo, noto per aver scritto un elogio sull’artista Fidia, disegnando

d) un’analogia fra il lavoro dell’artista e la creazione divina,

le possibili creazioni di Senocrate, nell’antichità classica non esisteva una storia

con

dell’arte in quanto tale.

A giudicare dallo spirito del tempo, questa non poteva esistere, non più di quanto

poteva nel Medioevo, e ciò non vuol dire che l’arte in questo ampio periodo di

tempo, in queste vaste età non sia riuscita a svolgere un ruolo importante nella vita

comunitaria. 17

L’ASTORICO MEDIOEVO.

Durante la tarda antichità l’enfasi scivolò, fu spostata:

 dai concetti, principi fisici e meccanici dell’arte

 a un’interpretazione spirituale della medesima,

che culmina negli scritti di PLOTINO e AGOSTINO.

AGOSTINO:

 354-430 d.C.,

 Grande opera in questo contesto è il DE PULCHRO ET APTO (SUL BELLO E SUL

CONVENIENTE),

 opera oggi perduta,

 con “SUL BELLO E SUL CONVENIENTE”,

tradotta

 qui sono proseguite le teorie dell’arte della tarda antichità.

 Nelle sue grandi opere successive, come:

a) CONFESSIONI

b) CITTÀ DI DIO,

ha creato un nuovo concetto di arte spirituale e cristiano,

Nel V SECOLO PROCOPIO:

 storico di corte,

 ha dato preziosi dettagli sull’attività edilizia di Giustiniano, ma senza fornire criteri

teorici sul significato architettonico degli edifici.

18

Durante la RINASCENZA CAROLINGIA:

 ALCUINO,

 EGINARDO,

 RABANO MAURO,

hanno cercato: la conoscenza dell’antichità e

1) di far rivivere

2) di integrarla nella vita contemporanea.

Il vescovo BERNARDO DI HILDESHEIM ha continuato questi sforzi in qualità di

committente e costruttore.

Filosofi medievali come:

 ROBERTO GROSSATESTA,

 VINCENZO DE BEAUVAIS,

 TOMMASO D’AQUINO

Sono stati essenziali nell’articolare il ruolo dell’arte e dell’architettura negli ordini divini.

19

In generale il MEDIOEVO:

 Mantenne costantemente la visione antica per quanto riguarda il ruolo dell’artista

nella società,

 dell’artigiano sono state messe a disposizione

Con la differenza che ora le abilità

della Chiesa.

Artisti/artigiani a servizio della Chiesa.

In queste condizioni L’ARTISTA:

 non poteva vedere la propria situazione dal punto di vista storico,

 ha dovuto seguire l’itinerario prestabilito che CENNINO CENNINI ha raccontato

e

in merito allo sviluppo dell’artista (sul suo “LIBRO DELL’ARTE”).

Secondo CENNINO CENNINI, lo sviluppo dell’artista si articolava in diversi momenti:

 il PRIMO ANNO doveva iniziare come allievo, studiando per un anno con lo scopo

di fare pratica nel disegno,

 i SEI ANNI SUCCESSIVI avrebbe dovuto:

a) lavorare e servire presso una bottega sotto la guida di un maestro, per

imparare a lavorare in tutte le categorie inerenti alla professione di artista;

b) iniziare il lavoro di colori;

c) imparare a definire le dimensioni e a macinare il gesso;

d) fare esperienza;

e) imparare la doratura e lo stampaggio.

 i SEI ANNI ANCORA SUCCESSIVI avrebbe dovuto, infine, fare esperienza nella

pittura:

a) impreziosendo con mordenti,

realizzando vesti d’oro e

b)

c) facendo pratica nella pittura su muro.

20

Non stupisce che la formazione di un artista non ha fatto nulla per stimolare

l’immaginazione storica, nulla per lui o per chiunque altro coinvolto nell’arte.

Esistevano solo i LIBRI DI REGOLE, manuali tecnici per il lavoro nello studio o nella

bottega.

Un altro esempio di queste guide medievali estremamente influenti è la raccolta di bozzetti e

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tatiana1988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della critica d'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Agosti Barbara.
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