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LA TEORIA DELL’ARTE NELLA

PRIMA METÀ DEL SECOLO XVI.

TEORIA DELL’ARTE NELL’ITALIA CENTRALE

CAPITOLO 1: LA

PRIMA DEL VASARI

Il primo lavoro in ordine di tempo è un PICCOLO TRATTATO (in una stampa anonima

uomo d’armi

assai rara, ROMA 1509) del pittore e fiorentino FRANCESCO

LANCILLOTTI:

 nato a Firenze nel 1472 dal pittore Jacopo di Lancillotto

 ed è un poema didascalico.

 Da questo risulta che egli aveva già oltrepassato la metà del cammino della vita.

 l’opera è in forma di VISIONE, durante un viaggio

Tutta per mare gli appare la

pittura come una donna veneranda che si lamenta perché è stata esclusa dalla sfera

delle sette arti liberali.

 Egli raccomanda al pittore di avere «BELLA MANIERA».

 Nella sua opera DISEGNO, COLORITO, COMPOSITIONE ED INVENTIONE

propone la sua divisione della pittura.

188

Ci sono poi DUE CONFERENZE (SULLA PITTURA e SULLA PLASTICA) dello storico

e filologo fiorentino BENEDETTO VARCHI (1503-1565):

 che furono tenute nel 1546 nell’Accademia di Firenze,

 e non sono prive d’importanza per la teoria dell’arte dei Toscani che si stava

formando.

 Il VARCHI è in attivissimi rapporti con gli artisti del suo tempo.

 L’ORAZIONE FUNEBRE UFFICIALE PER

Egli tenne un anno prima di morire

MICHELANGELO, così nella sua prima conferenza allude a un celebre sonetto del

(quello dell’«OTTIMO ARTISTA»).

suo grande concittadino

Essa è una eloquente testimonianza del culto di MICHELANGELO, il quale, per

opera del Vasari, doveva avere presto il suo più grande monumento letterario.

Michelangelo stesso trattò l’uomo dalla grigia teoria con ironica superiorità; sono

che, senz’avere una profondità speciale, ci conducono

elaborazioni pedantesche

nell’estetica platonico-aristotelica

molto addentro del Rinascimento.

L’esposizione è molto scolastica.

La realtà artistica viene appena sfiorata negli esempi pratici tolti dall’arte

contemporanea.

La SECONDA CONFERENZA del VARCHI tratta il tanto citato «PARAGONE», il

solito cavallo di battaglia degli esteti italiani dal XV al XVIII secolo.

Anche questa relazione è del tutto scolastica.

Il punto di partenza è dato dalla famosa DEFINIZIONE ARISTOTELICA

DELL’ARTE, la quale viene estesamente spiegata.

I concetti non son affatto mutati; di una distinzione delle arti, determinata dalla parte

che ha la fantasia creativa, non si parla affatto.

Le arti sono piuttosto coordinate secondo le varie attività nel senso medievale,

ARTES MECHANICAE.

Per avviare il suo problema del «PARAGONE» a una soluzione ricorre a un mezzo

puramente letterario. TEORIA DELL’ARTE: l’INCHIESTA

Questo appare qui per la prima volta nella

(1546).

Le risposte che egli ricevette alle sue domande da una serie di artisti fiorentini del

suo tempo esistono ancora. 189

Esse provengono da pittori come JACOPO DA PONTORMO, ANGELO

BRONZINO, il VASARI, BENVENUTO CELLINI o TIEPOLO.

Nei particolari sono naturalmente assai diverse, secondo il temperamento e l’ingegno

vero valore e l’attrattiva

di ognuno; e proprio in questo materiale di confronto sta il

psicologica di questi giudizi.

 La LETTERA DEL CELLINI, scritta in pretto vernacolo fiorentino, è però la più

vivace di tutte.

campo opposto si trova il Vasari, la sua base sostanziale è l’infinita superiorità

Nel dell’intero fenomeno dell’universo

della pittura nella riproduzione indicando la via

che la nuova pittura seguirà

 Più interessante e piena di umorismo è la LETTERA DI JACOPO PONTORMO che

l’epoca

disserta sul CONCETTO DELLA DIFFICOLTÀ: dei virtuosi che mettono in

mostra queste e il modo di superarle sta per sorgere.

 Le due più estese e più rigide opinioni provengono dal BRONZINO e dal

SANGALLO.

 Quest’ultimo (SANGALLO) fece uno scritto non chiaramente pensato, segue il

CRITERIO DEL DIFFICILE ma in senso contrario al Pontormo.

Egli introduce un nuovo argomento contro la DIFFICILE ARTE DELLA PITTURA

ovvero che UNA DONNA CHE MANEGGIA LO SCALPELLO SEMBRA UNA

COSA INAUDITA.

Il BRONZINO, oltre a citare vecchie tesi, non ha molto da dire; è la stessa e

impersonale attrattiva della fredda e liscia superficie come nei suoi ritratti della corte

Medicea.

 Alla fine del suo opuscolo riporta ancora DUE LETTERE DI MICHELANGELO, in

cui prende la parola il vecchio maestro dicendo che tutta QUESTA DISCUSSIONE

PER L’ARTISTA.

È SUPERFLUA E SOLO UN PERDITEMPO

 A un tentativo del VASARI di farlo parlare si è espresso in modo più duro con questa

frase sibillina: SCULTURA E PITTURA HANNO IL MEDESIMO SCOPO CHE

VIENE ASSAI DIFFICILMENTE RAGGIUNTO DA AMBEDUE.

 Appare il concetto antico che era dell’ALBERTI e che per MICHELANGELO ha

nuova analisi: LA SEPARAZIONE TRA LA SCULTURA «PER FORZA DI

190

LEVARE» E LA PLASTICA «PER VIA DI PORRE», LA QUALE È AFFINE

ALLA PITTURA. 191

CAPITOLO 2: I TEORICI DELL’ITALIA SETTENTRIONALE.

Si prenda ora in esame i TEORICI DELL’ITALIA SETTENTRIONALE.

di tali TEORICI DELL’ITALIA SETTENTRIONALE

La sfera artistica si mostra disgiunta

da quella dell’Italia centrale e meridionale per via di un contrasto reciproco.

Due generazioni dopo L. B. ALBERTI, un umanista artisticamente colto riprende la

TEORIA DELLA PLASTICA: è POMPONIO GAURICO:

 da Napoli

 il cui scritto DE SCULPTURA (stampato per la prima volta a FIRENZE) ebbe grande

diffusione, giustificata per l’elegante erudizione in esso esposta, nella lingua dei

dotti.

 In ITALIA il testo ebbe un successo limitato e non attecchì, mentre nel NORD, in

GERMANIA e nei PAESI BASSI, dal 1528 sino al THESAURUS del GRONOV del

1701 fu ristampato diverse volte.

 nacque a Salerno nell’anno 1482 circa;

Il GAURICO

 Si rivelò un precoce genio.

 La sua fine è avvolta in un mistero romanzesco: implicato in una relazione amorosa

con una dama dell’aristocrazia di Napoli, egli scomparve durante una gita a

CASTELLAMMARE, e di lui non fu trovata mai nessuna traccia.

 l’ALBERTI l’UNIVERSALITÀ:

Come era pieno di un ardore febbrile per poeta,

all’università di Napoli, buon conoscitore del greco

umanista, professore di filologia autodidatta nell’arte figurativa.

(di cui fa sfoggio spesso e volentieri) e

 Egli stesso ci enumera una quantità di opere sue, le quali però da lungo tempo sono

scomparse.

 Già i suoi contemporanei riconoscevano le sue DEBOLEZZE, come il GIOVIO, il

quale rileva la sua FRAMMENTARIETÀ.

 L’ambiente mezzo artistico, mezzo letterario del GAURICO e del suo scritto sono

caratteristici sia per l’uomo sia per il suo tempo.

 Suo FRATELLO LUCA fu un matematico celebre, esponente perciò di una

la teoria dell’arte figurativa.

disciplina da molto tempo importante per

 Il libro di POMPONIO GAURICO (il DE SCULPTURA)

a) compilato nella FORMA COMUNE DI DIALOGO,

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dell’antica e dotta città universitaria,

b) si svolge sul terreno PADOVA.

c) PROTAGONISTI sono DUE DOTTI:

1) il filologo REGIO e

2) LEONICO TOMEO, il primo che a PADOVA spiegò ARISTOTELE

ha una RICCA COLLEZIONE D’ARTE già

nel testo originale; egli

descritta da Michiel, con pezzi notevoli come un QUADRO DI

CACCIA DI JAN VAN EYCK e il celebre ROTULO DI GIOSUÈ.

 Il GAURICO ebbe pure rapporti con artisti a VENEZIA e a PADOVA.

 Quest’UNIONE DELL’ERUDIZIONE E DELL’ARTE dà il carattere del suo lavoro,

della sua opera.

La FORMA AMPOLLOSA E ANTIQUATA È RICCA DI FIORETTATURE

GRECHE.

Si direbbe che anche il GAURICO faccia un uso ostentato di fonti greche: per opera

sua appare per la prima volta appaiono FILOSTRATO e PAUSANIA nella

letteratura dell’arte.

In seguito vengono diligentemente saccheggiati anche PLINIO e VITRUVIO.

Sembra che egli non abbia conosciuto, invece, gli scritti di L. B. ALBERTI e tanto

meno quelli di LEONARDO, del quale peraltro cita l’ULTIMA CENA.

 Questa RICERCATEZZA UMANISTICA DELL’AUTORE si rivela maggiormente

nella intricata terminologia greca.

 Lo svolgimento del pensiero è spesso prettamente letterario, e la sua posizione verso

l’arte figurativa non è dominata dalla visione ma dall’idea.

Questo vale per la TEORIA DEL «MOMENTO PREGNANTE» e per la sua

raccomandazione di movimenti tali che rivelino quale atteggiamento ha preceduto e

quale seguirà ciò ha le sue radici nell’antica tradizione.

 il GAURICO vuol limitarsi all’esposizione della SCULTURA IN BRONZO, che

secondo lui è la più difficile.

qui rientra l’AMBIENTE PADOVANO

Anche con la sua celebre SCUOLA DI

FONDITORI CREATA DA DONATELLO.

fa una pedante esposizione che risale all’antica retorica,

Qui il GAURICO e la sua

TEORIA DELLA SCULTURA IN BRONZO ha DUE PARTI PRINCIPALI:

193

1) la AGOGHIKÉ (DUCTORIA), ossia la PREPARAZIONE DEL MODELLO

DI CERA O DI TERRACOTTA e

2) la KEMIKÉ, ossia la TECNICA DELLA FUSIONE.

La PRIMA (AGOGHIKÉ o DUCTORIA) si divide a sua volta:

1) nella GRAFIKÉ (DESIGNATIO) e

2) nella PSIUKIKÉ (ANIMATIO).

La GRAFIKÉ o DESIGNATIO si divide ulteriormente:

1) la SIMMETRIA (la COMMENSURATIO di CICERONE), cioè la TEORIA

DELLA PROPORZIONE, con la sua appendice, la FISIONOMICA, e

2) la OPTIKÉ, cioè la SCIENZA DELLA PROSPETTIVA.

La SECONDA PARTE DELLA TEORIA (PSIUKIKÉ), la PSICHICA, che in

generale corrisponde a quella categoria, che successivamente si qualifica con in

vecchio termine scolastico INVENTIO, si riferisce specificamente alla MÍMESIS e

comprende la teoria dell’espressione e della disposizione.

 La CHIMICA infine è un complemento di natura essenzialmente pratica.

 Notevole, poiché mette in evidenza il carattere umanistico del libro, è il manifesto

platonismo che specialmente si rivela nella teoria delle proporzioni.

 Quando il GAURICO tratta:

l’ARMONIA

a) DELLA MASSA CORPOREA con espressa allusione alla

MUSICA, o

b) la TRIPARTIZIONE DEL VISO (parte della fronte, del naso, della bocca) e la

fa coincidere con i tre concetti:

1) del vero (SAPIENTIA),

2) del bello (PULCHRITUDO) e

3) del buono (BONITAS),

è evidente la connessione con la speculazione platonica, con PLATONE, anche se

qualcosa di simile si annuncia in proposito già nel Medioevo..

 Sulle PROPORZIONI DEL FANCIULLO il GAURICO vuole scrivere un libro: si

tratta di riflessioni che occuparono anche LEONARDO a Milano e più tardi DÜRER

a Norimberga.

Già precedentemente era stato notato come per tanto tempo la rappresentazione del

fanciullo fosse rimasta legata alle proporzioni dell’adulto.

194

 poi l’attenzione verso le STATUE DI GRANDEZZA

Il GAURICO pone anteriore, come per

SUPERIORE AL NATURALE, al NORMALE, dell’epoca

esempio quelle del Duomo fiorentino o il DAVID di Michelangelo (il Barocco

arriverà al limite).

 ed esteso

Anche nell’aggiunto CAPITOLO SULLA FISIOGNOMICA, il GAURICO

attinge largamente a FONTI ANTICHE.

Di qui ha origine la «CARATTERISTICA DELLE RAZZE», che in particolare si

ricollega a VITRUVIO.

 nell’Italia

Egli dà notizie importanti sulla prospettiva usata nel tempo del FOPPA

settentrionale, la quale è diversa da quella matematica toscana.

 Ma le parti più rilevanti dello scritto, nonostante il TONO PEDAGOGICO, sono i

capitoli sulla TECNICA DELLA FUSIONE DEL BRONZO, con dati sulla

importante dopo l’OFFICINA

SCUOLA PADOVANA, la più DI GHIBERTI.

 Il GAURICO dà notizie su DONATELLO e i suoi scolari a Padova, poi sui lombardi

MAZZONI e MANTEGNA, e come LEONARDO è un PROPUGNATORE, un

DIFENSORE DEL GRANDE STILE DEL CINQUECENTO di fronte al modo

naturalistico del passato.

Egli critica, ad esempio, il CAVALLO DEL COLLEONI per lo STUDIO

«ANATOMICO» TROPPO METICOLOSO.

195

Prima della metà del secolo, che per via delle VITE del VASARI segna la più forte censura

nel nostro campo, si ebbero alcuni scritti che è necessario considerare.

Come ad esempio PAOLO PINO,

 pittore veneto poco conosciuto,

 il cui DIALOGO SULLA PITTURA uscì a VENEZIA nel 1548.

 Egli stesso si dichiara SCOLARO DEL SAVOLDO (il quale appare qui sotto il suo

usuale nome veneziano di GIROLAMO BRESCIANO).

 Per quanto concerne la sua attività, egli è limitat

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tatiana1988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della critica d'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Agosti Barbara.
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