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Riassunto esame Storia dell'Europa contemporanea, prof. Degli Esposti, libro consigliato Il popolo di Hitler, Gellately Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia dell'Europa contemporanea e del prof Degli Espositi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Il popolo di Hitler, Gellately, dell'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia dell'Europa contemporanea docente Prof. F. Degli Espositi

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Il popolo di Hitler. Il nazismo

Opzione 26: Robert Gallately,

e il consenso dei tedeschi.

La riorganizzazione delle forse di polizia e la loro “autonomia”.

Immediatamente dopo la nomina di Hitler a cancelliere avvenuta nel 1933 i giornali

tedeschi cominciarono a pubblicare numerose notizie relative all’aumentata “sete di

sangue”dei comunisti, da sempre nemici del nazismo. Il primo passo che Hitler compì

nei confronti dei comunisti fu quello di aumentare il potere della polizia in modo tale

che questa potesse portare avanti la propria battaglia nei confronti del “terrore rosso”.

I dirigenti della polizia che appartenevano all’SPD o al KPD furono immediatamente

licenziati. Non si dovette procedere ad una “epurazione” della polizia tedesca poiché

questa accettò positivamente le nuove regole e i nuovi poteri introdotti da Hitler

poiché queste le permettevano di combattere tutti quegli elementi considerati corrotti

o immorali che la precedente legislazione, secondo i nazisti, proteggeva. La polizia, in

caso di sospette opinioni politiche avverse al nazismo, poteva ora effettuare

perquisizioni domiciliare, intercettare la corrispondenza e sorvegliare i telefoni senza

disporre di particolari autorizzazioni. Nella riorganizzazione della polizia voluta dal

nazismo fu anche creata la Gestapo, cioè la polizia segreta tedesca che doveva

individuare ed evitare i tentativi di danneggiamento dello stato tedesco. Vennero poi

emanate varie leggi che rendevano la Gestapo sempre più indipendente dall’esterno. I

nazisti si occuparono anche della centralizzazione della polizia che aveva lo scopo di

ricondurre tutte le autonomie della polizia locale sotto le direttive del controllo

centrale. Varie leggi eliminarono le autonomia in merito di polizia dei Länder e

Himmler venne nominato capo della Gestapo diventando così il più importante

poliziotto della Germania dell’epoca. Durante il periodo della Repubblica di Weimar la

criminalità era aumentata e secondo i nazisti ciò era causato dall’eccessiva protezione

che il sistema liberale di Weimar aveva dato ai criminali. Per questo i nazisti e molti

cittadini guardano nostalgici al passato e in particolare al periodo che aveva preceduto

la fase di Weimar. In generale infatti era risultata positiva l’opinione che la gente

aveva nei confronti della lotta alla criminalità. Ben presto la polizia ottenne un’arma

molto importante, quella della “custodia protettiva” che era sfruttata come scusa per

internare nei campi di concentramento immediatamente e senza processo tutti i

sospetti di crimini. Di fatto la polizia poteva in questo modo andare contro i diritti

legali e civili dei cittadini. Le città tedesche vengono ben presto liberate da accattoni e

mendicante e ciò viene particolarmente esaltato dalla stampa. Il passo successivo del

nazismo in merito alla sicurezza del popolo sarà quella del cambiamento di alcune

pene che diventeranno sempre più alte anche per i casi di crimini minori. Si seguiva

quindi la cosiddetta “giustizia di polizia”, cioè la polizia non doveva applicare una

legge che le era estranea, bensì doveva individuare indipendentemente i

provvedimenti nei vari casi particolari e applicarli. Ecco perché si provvederà anche

alla creazione di un nuovo codice penale, ben più severo di quello in vigore

precedentemente, e che aveva come scopo la tutela dello stato tedesco dalla

criminalità e da tutto ciò che poteva andare ad intaccare la “razza” tedesca. La nuova

polizia non era più assoggettata ad alcuna restrizione formale poiché la priorità era

proprio la “protezione e l’avanzamento della comunità di popolo”. Si chiedeva quindi

ai cittadini di rinunciare ai propri diritti nel nome della sicurezza del popolo tedesco. Di

fronte a un parziale scontento della popolazione tedesca di fronte al clima di violenze

instauratosi all’interno del paese il regime hitleriano istituì la “giornata della polizia

tedesca” che aveva come scopo principale quello di modificare positivamente

l’opinione del popolo nei confronti della polizia. Uno dei rami in cui la polizia tedesca

era suddivisa, oltre alla Gestapo, era la Kripo, nonché la polizia criminale tedesca che

era stata fino al 1933 la polizia ordinaria dello stato. Nel 1936 Himmler fu nominato

capo della polizia tedesca e venne creata la Sipo, cioè la polizia di sicurezza che

riuniva Gestapo e Kripo. Se la Gestapo aveva il compito di combattere contro la

criminalità, la Kripo doveva mantenere pura la “razza” ariana e quindi combattere

contro tutti quegli elementi classificati come “asociali” che potevano, secondo

l’ideologia nazista, rendere impura la razza.

Il sistema dei campi: origini e sviluppi negli anni Trenta.

I primi campi di concentramento vennero costruiti dai nazisti per internarvi i prigionieri

politici, soprattutto comunisti, poiché in seguito alla riorganizzazione della polizia e il

suo corrispondente aumento di potere le carceri erano ormai sovraffollate. I realtà

vennero ben presto sfruttati dalle SA per compiere violenze sui prigionieri che erano

qui rinchiusi perché nemici dello stato tedesco. I detenuti iniziarono ad essere collocati

nei campi a partire dal giugno del 1933. Il primo campo realizzato dai tedeschi fu

quello di Dachau, nei dintorni di Monaco, la cui apertura venne annunciata dallo stesso

Himmler che ne giustificò l’apertura agli occhi del popolo affermando che quello

sarebbe diventato un luogo di detenzione per gli ex funzionari del partito comunista.

Affermò inoltre che il campo era estremamente necessario per rassicurare la

popolazione che si sentiva minacciata da una possibile rivoluzione di sinistra. I campi

sono mostrati come necessari anche da parte della stampa, che parlò largamente e

molto positivamente dei campi. Nel cado particolare di Dachau, questo campo fu

inizialmente presentato come un’occasione per il luogo di migliorare la propria

situazione economica poiché il campo avrebbe portato molte possibilità di lavoro in un

paese famoso per la sua massiccia disoccupazione. La popolazione fu infatti

generalmente orgogliosa dell’apertura del campo di fronte alla promessa che i

detenuti sarebbero poi stati rieducati. La popolazione locale era infatti ormai

influenzata dall’ideologia nazista e dai servizi giornalistici nettamente positivi. Altri

campi vennero aperti in tutta Germania, come ad esempio quello di Heuberg che fu

oggetto di particolare attenzione da parte della stampa. Anche in questo caso si parlò

di campo per la detenzione e la rieducazione dei comunisti. Molti giornalisti si recarono

addirittura in visita al campo e i loro articoli mostrarono poi il loro entusiasmo nei

confronti del campo. Nessun articolo mise infatti in discussione la legittimità dei campi

e tutti erano convinti che i detenuti meritassero la loro sorte. Articoli simili e sempre

positivi vennero scritti per molti degli altri campi aperti in quegli anni. Si credeva

infatti che con il lavoro i detenuti sarebbero stati recuperati. Il lavoro nei campi veniva

quindi mostrato come una terapia. Iniziarono a circolare però in quel periodo anche

voci in merito ai maltrattamenti che i detenuti ricevevano all’interno del campo i quali

furono ben presto smentiti e catalogati come tentativi di propaganda anti nazista da

parte dei paesi stranieri o dai comunisti in esilio all’estero. Si mostrava alla gente

come con i campi e le attività lavorative e sportive che qui si diceva venissero

praticate si potesse cambiare i comunisti. I campi erano poi mostrati come una forte

presa di posizione da parte dello stato che non voleva più accettare il clima di violenze

che a parere del nazismo il periodo di Weimar aveva alimentato. In questo periodo

verranno pubblicate anche pubblicate fotografie scattate nei campi che mostravano

questi posti come luoghi piacevoli e idilliaci. Le scene mostrate erano sempre quelle di

svago o di attività sportive, si voleva mostrare i campi come salubri e civili. I campi

verranno lodati da varie personalità dell’epoca come ad esempio il vescovo cattolico di

Osnabrück che afferma di non comprendere chi criticava i campi. In generale le voci

positive furono sempre maggiori rispetto a quelle negative poiché spesso alimentate

dai nazisti stessi. I campi di concentramento crescevano ormai a dismisura e se prima

vi erano rinchiusi soltanto i comunisti, con il passare del tempo vi vennero internati

anche i capi degli altri partiti politici che Hitler aveva decretato come illegali. In

generale in merito ai campi si parlava molto più dei prigionieri politici piuttosto che di

quelli razziali. I tedeschi sapevano fin troppo bene che sui giornali e sulle informazioni

in merito ai campi vigeva la censura, ma nonostante ciò nessuno mise mai in

questione le fotografie estremamente idilliache o le informazioni positive che

provenivano dai campi. I tedeschi erano disposti ad accettare la violenza se con essa

si poteva combattere la criminalità e con il plebiscito del 1934 fu sempre più chiaro

l’appoggio dei tedeschi a Hitler, al nazismo e conseguentemente anche ai campi. Già

nel 1934 i nazisti vantavano la ritrovata sicurezza in Germania e ben presto vari campi

di concentramento vennero chiusi perché non più necessari. Il processo di

svuotamento dei campi fu inoltre accelerato dall’amnistia che Hitler concesse ad

alcuni detenuti. Nonostante ciò i campi on scomparvero del tutto. Infatti nel 1935

Himmler ottenne l’appoggio da parte del führer per il mantenimento dei campi. Eicke

venne Nominato “ispettore dei campi di concentramento” il quale diede vita ad una

nuova forma di organizzazione dei campi: il campo era ora suddiviso in cinque sezioni:

- La direzione del campo

- Un dipartimento politico diretto dalla Gestapo o dalla Kripo

- Una sezione che si occupava degli internati

- Una branca amministrativa

- Il medico del campo

La nuova strategia die nazisti nei confronti dei campi era quella di realizzarne cinque

in modo tale da coprire tutta la Germania per risolvere in modo definitivo il problema

dei “nemici dello stato”. Si cominciò inoltre a vedere una possibilità di ottenere

vantaggi economici per le SS grazie alla manodopera dei campi (campo di

Flossenbürg). Venne allora creata la DEST che si occupò di organizzare cave di pietre e

fabbriche di mattoni. Con il cambiamento dei campi cambiarono anche le informazioni

in merito ad essi che circolavano per la Germania. Ora la polizia non poteva più

diffondere informazioni in merito a coloro che erano sottoposti a “custodia protettiva”.

Vennero pubblicate anche nuove immagini dei campi in cui sono mostrati degli

internati già presenti in passato ma che non erano mai stati mostrati al pubblico:

criminali dall’aspetto losco ed ebrei accusati di contaminare la pura “razza” ariana. Si

comincerà anche a praticare nuove pratiche sugli internati come ad esempio la

sterilizzazione di quei criminali recidivi e dei portatori di malattie genetiche. Le

didascalie delle nuove immagini mostrate invitavano la popolazione a prestare

attenzione alle caratteristiche dei criminali e degli asociali in modo tale da poterli poi

riconoscere facilmente. Ancora una volta lo scopo dichiarato dei campi era quello di

proteggere il popolo tedesco dai “parassiti del popolo”. Lo stesso Himmler iniziò a

mostrare più chiaramente chi erano i nuovi internati, cioè coloro che andavano

appunto ad intaccare la purezza del popolo tedesco: idrocefali, strabici, deformi, mezzi

ebrei e “tutta una serie di tipi razzialmente inferiori”. I campi sono quindi mascherati

da metodo preventivo contro criminalità e contaminazione della razza”.

Successivamente, verso la fine del secondo conflitto mondiale, gli internati verranno

maggiormente sfruttati a livello economico e molte aziende tedesche, quali

Volkswagen, Siemens, BMW, Porsche, …chiesero allo stato di poter usufruire degli

internati come manodopera. Di fatto le condizioni degli internati chiamati a lavorare

per aziende private furono migliori rispetto a quelle dei lavoratori statali.

Legislazione e misure di polizia contro gli “asociali”.

Già da molto prima del 1933 molte persone vivevano emarginate rispetto alla restante

popolazione tedesca. Ciò avveniva perché. Queste non erano in grado di vivere

secondo i valori sociali dominanti come il lavoro e la sobrietà. Questa gente era

chiamata dai nazisti come “degenerati” e “parassiti” e Hitler mostrò sempre il suo

disprezzo nei loro confronti. La polizia fu ben presto incaricata di individuare gli

asociali e di arrestarli immediatamente. Molti scienziati europei ritenevano

erroneamente che i criminali incalliti e gli “asociali” fossero geneticamente

determinati. Queste teorie rappresentavano l’evoluzione scorretta e delirante delle

teorie di Cesare Lombroso il quale aveva cercato di individuare all’interno dell’indole

dell’individuo ciò che poteva indurlo ad avere comportamenti criminali. Hitler pensava

infatti che il criminale sarebbe rimasto sempre tale. Le politiche naziste nei confronti

degli emarginati sociali si basavano principalmente su convinzioni ideologiche e su

attenti studi politici in merito alla possibile accettazione del popolo di questa politica.

Hitler cercava infatti di avere sempre l’appoggio del popolo tedesco in ogni cosa che

faceva. I primi passi verso la legalizzazione della politica nazista contro gli asociali si

manifestò in un decreto prussiano e in una legge federale. Questi davano alla polizia la

possibilità di arrestare preventivamente i criminali già noti alla polizia stessa. Sorgeva

però il problema di che cosa fare di questi trasgressori poiché per i nazisti era

inconcepibile non reagire tempestivamente nei confronti di questi criminali. Le pene

aumentarono sia di numero che di qualità e questo era ritenuto un deterrente per i

criminali che ora potevano essere arrestati anche solo in base a un sospetto e senza

aver commesso un crimine, bastava avere dei precedenti. La stampa informava i

cittadini di queste nuove prese di posizione del regime e ben si sapeva che nessun

criminale recidivo sarebbe stato rilasciato per proteggere la comunità. Iniziarono in un

secondo tempo anche pratiche quali la sterilizzazione dei criminali definiti come

“abituali”. Fino al 1933 la pratica era stata illegale ma verranno poi istituite delle leggi

per legalizzarla in quanto utile per la difesa della “purezza di razza”. Nacquero nuovi

tribunali per la salute della stirpe tedesca che si occupavano proprio di decidere se

determinati casi erano da sottoporre a sterilizzazione forzata o meno. I criteri con cui

si decideva chi dovessero essere sterilizzato non erano solo medici ma anche sociali.

In generale la pratica della sterilizzazione non suscitò alcuna forma di protesta in

Germania e nemmeno la Chiesa fece niente per fermarla. Per tutto il tempo in cui

queste pratiche rimasero in vigore la stampa esaltò sempre la superiorità della polizia

nei confronti della criminalità che sembrava agli occhi del popolo tedesco diminuita.

I generale gli asociali erano coloro che non si conformavano al resto della popolazione

e i nazisti volevano sbarazzarsene. Atteggiamenti ostili vennero mostrati anche contro

chi non aveva un lavoro regolare, contro gli zingari, i lavativi e i vagabondi. Si credeva

che queste persone contribuissero ad alimentare la devianza e quindi la criminalità.

Alla Kripo venne dato l’ordine di stendere liste di criminali e di senza lavoro che

saranno ben presto arrestati. Inoltre la polizia poteva ora controllare ogni aspetto della

vita dei criminali rimessi in libertà dopo aver scontato la pena. Himmler in un discorso

definì gli “asociali” come persone che non per forza attraverso un comportamento

criminale erano ostili verso la società. Erano quindi asociali le prostitute, gli ubriaconi, i

mendicanti, i vagabondi, gli affetti da malattie contagiose, coloro che evitavano di

lavorare, … In particolare i lavativi erano coloro che pur potendo lavorare rifiutavano di

farlo senza un buon motivo. La polizia aveva. Numero minimo di asociali da arrestare e

per questo motivo vennero condotte scrupolose ricerche per individuarli e non sempre

gli arrestati erano davvero colpevoli di qualcosa. La stampa in questo caso non fu mai

precisa sull’accaduto e in merito agli arresti ingiusti. Tutti questi arresti furono

giustificati in nome della “pulizia” del Volk. In un secondo momento verranno creati

anche campi di lavoro in cui internare i criminali e gli asociali per sfruttarli come

manodopera. Ben presto gli asociali internati divennero molti di più dei criminali e

nessuno di loro poteva essere rilasciato per tutto il periodo di guerra. Hitler infatti

voleva essere sicuro che al fronte si fosse certi della sicurezza interna del paese in

periodo di guerra. Un progetto portato avanti dai nazisti sarà quello identificato dal

nome “progetto eutanasia”. Questo progetto riguardava le persone definite come

asociali perché disabili, i quali si trovavano spesso all’interno di ospedali. Hitler era

proprio a favore dell’eutanasia di questi ultimi. Egli ordinerà addirittura la creazione di

quello che verrà definito come “comitato del Reich per la registrazione scientifica delle

malattie gravi a base ereditaria e congenita”. L’eutanasia veniva definita dai medici

ma anche dai parenti delle vittime come “uccisione misericordiosa” di colo che

vivevano una “vita indegna di vivere”. I bambini portatori di handicap venivano ad

esempio portati in una clinica speciale dove erano lasciati a morire di fame o uccisi.

L’operazione eutanasia verrà identificata con il codice “T-4”. Chi soffriva di una

malattia terminale poteva egli stesso chiedere l’applicazione di questa operazione. Si

suggerì di estendere l’operazione anche ai feriti di guerra, gli invalidi, gli incurabili e le

persone improduttive. Fu impossibile per i nazisti nascondere quanto accadeva ma la

maggior parte della popolazione accettò ugualmente le operazioni poiché spesso si

preferiva non sapere. Il passo seguente sarà la legalizzazione della pratica nei

confronti degli asociali. L’eutanasia verrà poi fermata all’interno degli ospedali ma sarà


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture europee
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinaorbacchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Europa contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Degli Espositi Fabio.

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