Storia dell’educazione e delle pedagogie
Senso e livelli dell'educazione: etimologie e complessità, preistoria
«L'educazione è un'importante attività dell'uomo e ne accompagna il cammino fin dalle origini più remote». Prefazione, p. IX, S. Santamaita, Storia dell'educazione e delle pedagogie, 2019.
Livelli di educazione
Ed: ed- (cibo che va ben masticato, e non semplicemente inghiottito).
- Dal verbo latino educare = allevare, nutrire, curare;
- Dal verbo latino edocere = insegnare, istruire, ammaestrare;
- Dal verbo latino educere = trarre fuori, estrarre, far uscire.
Educazione
- Trasmissione del patrimonio culturale alle giovani generazioni (attenzione per l'infanzia, mantenimento e perpetuazione dello status quo);
- Trasformazione del patrimonio culturale (tutte le età della vita, innovazione, ricerca, fattualità ed idealità).
Patrimonio culturale: usi e costumi, tradizioni, valori, comportamenti, strumenti, saperi, linguaggio.
I soggetti educatori: famiglia, autorità religiosa e politica, contesto sociale, lavoro, insegnanti, educatori.
I luoghi dell'educazione: casa, scuola istruzioni, società, ambienti di lavoro, il tempo libero, i luoghi di culto.
I modelli dell'educazione: monodirezionale, bidirezionale, autorità, libertà, esempio, relazione.
La finalità dell'educazione: eterodirette, autonome, imitative, trasformative, passivizzanti, emancipatorie.
Preistoria (2,5 milioni – 4.000 anni fa)
Periodo della storia delle civiltà umane contraddistinto dall'assenza di documenti scritti e studiato attraverso dati archeologici, paleontologici, antropologici (fonti: manufatti, fossili).
Studio delle società tradizionali = conoscenza della Preistoria (questione complessa e controversa).
Protostoria
Periodo più recente della preistoria di certe aree che riguarda quelle culture ancora prive di scrittura, per le quali si hanno a disposizione, oltre ai materiali archeologici, anche documenti scritti di popolazioni contemporanee o più recenti che vi fanno riferimento.
Storia
Periodo della storia umana successivo all'invenzione della scrittura, tradizionalmente diviso in 4 epoche:
- Età antica: tra l'invenzione della scrittura (IV Millennio a.C.) e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.).
- Medioevo: dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) all'arrivo di Cristoforo Colombo in America (1492 d.C.).
- Età moderna: dall'arrivo di Cristoforo Colombo in America (1492 d.C.) alla Rivoluzione Francese (1789 d.C.).
- Età contemporanea: dalla Rivoluzione Francese (1789 d.C.) al presente.
Civiltà orali ed educazione come necessità della vita
Il filosofo e pedagogista John Dewey, all'inizio del XX secolo, definisce l'educazione come necessità di vita. Accosta la dimensione
- Biologica dell'uomo, determinata dall'eredità genetica e dalla selezione naturale: l'essere vivente cresce e si sviluppa rapportandosi con il mondo naturale, dal quale trae gli elementi necessari alla sopravvivenza;
- A quella Culturale: l'individuo nasce in un gruppo familiare che tende a sua volta a organizzarsi in contesti più vasti, quali il clan, la tribù, avanzando verso strutture più complesse.
«La cultura non è un'eredità genetica ma si trasmette attraverso un processo basato essenzialmente sul linguaggio». «L'educazione, e solo l'educazione, assicura la continuità tra le generazioni».
Educazione naturale
- È stata l'unica conosciuta in età preistorica ed è sopravvissuta nelle epoche successive insieme ad altre modalità educative;
- Si basa essenzialmente sull'oralità e sull'imitazione;
- Presenta una bassa intensità formale e un'ampia partecipazione del gruppo sociale.
Educazione familiare nelle civiltà orali
- Allevamento dei figli;
- Tecniche di sopravvivenza;
- Inserimento nel gruppo.
L'educazione familiare attenta alle differenze di genere: avviare i maschi e le femmine ai rispettivi ruoli comportava una consapevolezza degli obiettivi educativi:
- Maschi: forza, coraggio, lealtà. Su questi valori si instaurava il cacciatore-raccoglitore e guerriero.
- Femmine: preparare il cibo, abilità nella ricerca e raccolta dei frutti, nell'uso del fuoco. Spesso partecipavano alla caccia, alla lavorazione della preda, fabbricava gli utensili per la pelliccia.
Oralità
Per millenni era depositaria di tutte le espressioni culturali e l'educazione familiare si serviva di diverse modalità:
- Linguaggio: era il modo più pratico per la trasmissione diretta di insegnamenti;
- Imitazione: utilizzata per avviare quelle capacità specifiche per le quali il linguaggio era insufficiente. Proponeva con forza il valore formativo del modello, dell'esempio;
- Approvazione o disapprovazione: da parte di familiari e adulti rappresentano una funzione educativa.
Dal nomadismo alla stanzialità: l’invenzione dell’agricoltura
Ai gruppi nomadi/seminomadi di cacciatori-raccoglitori, si affiancano l'agricoltura, la lavorazione del bronzo, del ferro e la scrittura. Non è facile stabilire dove e quando, ma prevale l'ipotesi del cambiamento processuale in tempi e luoghi differenti, con un andamento processuale nel tempo e nello spazio.
La nascita dell'agricoltura è stata un'origine differenziata, in quanto l'agricoltura è sorta dove se ne davano le condizioni. La sua diffusione ha implicazioni educative:
| Nomadi e seminomadi | Agricoltori |
| Cacciatori-raccoglitori sono nomadi/seminomadi. | Si stabiliscono in un territorio e lo lavorano. |
| Il nomadismo limita la procreazione. | L'agricoltura richiede più lavoratori per affiancare i genitori e assisterli in vecchiaia. |
| Raccolgono/cacciano il necessario e non accumulano. | Producono in quantità e immagazzinano per le annate di siccità o scambi/commerci. |
Educazione modellata secondo le rigide stratificazioni sociali
Scorrendo la scala sociale dall'alto verso il basso, mutavano i contenuti del processo educativo: diminuivano i saperi e aumentava il lavoro manuale.
Allo stesso tempo cambiavano anche i protagonisti dell'azione educativa: la famiglia restava il soggetto educativo primario ma non era più l'unico. Affinché il giovane aristocratico acquisisse le giuste conoscenze era necessario l'intervento di diverse figure di istruttori.
Già nelle antiche civiltà si afferma la convinzione, che accompagnerà a lungo la storia dell'educazione, per cui sapere è potere.
Il tempo dell'educazione è una risposta distribuita in modo ineguale tra i giovani appartenenti a diversi gruppi sociali; ne ha poco o non ne ha chi lavora. Ne dispone in più chi invece è assolto dalle angustie della sopravvivenza.
La nascita della scrittura e della scuola
La scrittura è un prodotto esclusivo delle società stanziali, quelle nomadi in genere non lo utilizzavano perché non ne avvertivano il bisogno.
Si ritiene che i primi sistemi di scrittura siano nati in risposta alla necessità di quantificare e catalogare i prodotti dell'agricoltura (cereali, vino, olio, cotone, lino) e della pastorizia (pecore, capre) nonché di annotare gli scambi (quantità, destinatari, crediti).
Scrivere diventava più complicato e viene affidato a una nuova figura: lo scriba ovvero un tecnico della scrittura, depositario della maggior parte del sapere.
La scrittura ha introdotto per la prima volta la necessità di un luogo e di un tempo dedicato al suo insegnamento. E così che nasce la scuola.
La nascita della scrittura si lega all'affermazione di importanti civiltà:
Civiltà sumera (Mesopotamia, 4.500-2.057 a.C.)
- La scuola dei sumeri abita nel tempio ed è affidata ai sacerdoti.
- Gli allievi sono sottoposti a un ammaestramento passivo con esercizi di memoria, copiatura e ripetizione.
- A mano a mano che il giovane apprendeva le tecniche della scrittura, la sua formazione si specializzava in campi diversi: giuridico, amministrativo, religioso, scientifico...
- Avevano esigenze legate alle condizioni di vita (stanzialità, agricoltura, organizzazione sociale, sviluppo dei saperi): qualificare e catalogare i prodotti agricoli, annotare gli scambi commerciali, depositare i saperi.
Civiltà egiziana (3.238-525 a.C.)
- La persona educata è il buon servitore dello Stato e della divinità, colui che mai pensa di poter sovvertire l'ordine delle cose e della società.
- Pratica didattica: ripetizioni, trascrizioni di testi, memorizzazione, punizioni corporali.
- Proverbio: le orecchie del giovane sono sulle sue spalle.
Civiltà fenicia (1.500-500 a.C.)
- I Fenici popolavano l'attuale Libano, vivevano di agricoltura ma soprattutto di commercio marittimo.
- A loro si deve soprattutto l'uso dell'alfabeto fonetico, ottenuto riducendo a 22 consonanti i precedenti sistemi di scrittura. L'alfabeto fenicio è stato ripreso, modificato con l'aggiunta delle vocali, e adottato da altre scritture dell'antichità come il greco e il latino.
- Diedero vita a una cultura fondata sull'esperienza e sul fare. I giovani erano avviati alla formazione pratica dei mestieri connessi alle attività economiche: artigiani, mercanti, navigatori, coltivatori e pescatori.
- L'educazione era affidata ai soggetti tradizionali: la famiglia, i maestri di bottega nonché ad alcune scuole commerciali nelle quali maestri privati insegnavano la lettura, la scrittura e il calcolo.
Civiltà ebraica antica (1.100-70 a.C.)
- Davano una grande importanza all'educazione. Il padre era il primo maestro del figlio e l'educazione impartita dalla famiglia aveva un carattere popolare senza distinzione tra ricchi e poveri.
- L'educazione era fondata sulla Bibbia e sulla spiegazione del Torah, termine che sta per legge e anche per insegnamento.
- Limitazione delle punizioni corporali, da somministrarsi con grande cautela e sempre con attenzione psicologica allo scolaro (anche se il proverbio “Chi risparmia il bastone, odia suo figlio” fa pensare che vi facesse comunque ricorso).
Il mondo greco
L'educazione nella Grecia arcaica (XXI sec. – VII sec. a.C.)
Nell'isola di Creta si sviluppò la civiltà minoica:
- Dedicata all'agricoltura, alla lavorazione di metalli e ceramica, con un grande commercio marittimo;
- L'assetto socioeconomico è centrato sul palazzo, inteso come costruzioni complesse di grandi dimensioni;
- Avevano una raffinatezza nei prodotti artistici e la diffusione di un sistema di scrittura (lineare A).
Successivamente popolazioni greche provenienti da Micene occuparono Creta dando vita alla civiltà egee:
- Ricorrevano alla guerra come mezzo di espansione e acquisizione di materie prime;
- L'organizzazione politica si basava su una rigida gerarchia;
- Conoscevano la scrittura (lineare B), avevano buone strutture amministrative e praticavano l'agricoltura.
Omero è definito da Platone l'educatore della Grecia, per la qualità letteraria e il contenuto etico e il valore storico dei due poemi l'Iliade e l'Odissea, utilizzate come uno straordinario metodo educativo. Hanno iniziato a circolare tra le popolazioni greche intorno al IX secolo a.C., in forma orale.
L'Iliade descrive cultura, religione, morale, ma spiega anche come si costruiscono le navi, come si decora lo scudo di Achille; è l'autobiografia di un ceto nobile e guerriero che narra sé stesso.
Le finalità educative arcaiche secondo la tradizione omerica sono: la capacità pratiche nell'arte della guerra e l'abilità nell'uso della parola. Infatti, l'ideale di uomo che scaturisce dall'Iliade unisce la virtù del guerriero a quella del saggio: conosce la forza e il valore nel combattimento, e al tempo stesso è giudizioso, ascolta il consiglio prudente, sa parlare e farsi ascoltare.
L'educazione era riservata ai giovani delle migliori famiglie, affidata al padre e ad altre figure (sapienti, anziani) e comprendeva varie attività:
- Esercizio fisico attraverso il combattimento;
- L'uso delle armi;
- Cavalcare;
- Musica, poesia, danza, canto;
- Religione.
La poesia, oltre che una fonte di istruzione letteraria, era soprattutto un modello di etica d'onore, e valeva come esempio educativo.
L'educazione nella Grecia classica
A partire dal VII secolo a.C. i regni dell'età arcaica si trasformarono in un diverso modello di organizzazione sociale e politica: la polis del periodo classico è una città-stato con una dimensione territoriale più vasta, una forte identità culturale, una vita economica più dinamica e aperta.
Dal periodo arcaico la Grecia classica eredita la centralità dell'uomo: ora è un cittadino che partecipa alla vita della comunità, contribuisce al suo governo, combatte nel suo nome.
L'educazione riflette i contenuti con percorsi formativi differenti a seconda del ceto e del genere. Una funzione educativa fondamentale è svolta dalla vita associata: la polis si pone come una sorta di comunità educante.
L'educazione familiare conserva alcuni degli elementi propri della società tradizionale. Nella prima infanzia i genitori introducono i figli alle funzioni fondamentali: acquisizione del linguaggio, motricità, socializzazione. La cultura del gruppo familiare: usi e costumi, valori e principi, miti e leggende.
È educativa la partecipazione dei cittadini ai diversi momenti che scandiscono la vita della polis:
- Le assemblee: luoghi di discussione nelle quali le diverse opinioni si confrontano, i voti si contano e le decisioni si assumono con una maggioranza;
- Le rappresentazioni teatrali: dalle tragedie che sollevano problemi etici, alle commedie, che prendono di mira i difetti dell'agire umano;
- Gli agonali: giochi ginnici maschili e femminili svolti nella palestra. Svolge una rilevante funzione educativa: mobilita le energie fisiche e richiede concentrazione mentale. È l'ideale della kalokagathìa - uomo bello e morale (cortesia, eleganza, bellezza, equilibrio delle emozioni, armonia del vivere);
- Le cerimonie religiose: la devozione per un dio o una dea concorre a definire lo statuto identitario di una comunità, alla quale indica le caratteristiche proprie della stessa divinità.
Anche nello spazio privato la funzione educativa è centrale, con i propri obiettivi e modalità:
- L'uomo è protagonista della vita pubblica;
- La donna è moglie, madre e guida dei lavori domestici. La subordinazione della donna all'uomo è totale.
L'educazione ad Atene e Sparta
I principali modelli della Grecia classica sono quelli di Atene e Sparta.
Atene (VII-VI a.C.)
Il bambino all'età dei 7-8 anni, viene avviato al gymnasio: una scuola gestita dalla polis. Ad Atene è aperto a tutti, compresi schiavi e donne, e assicura: la formazione fisica attraverso attività ludiche e ginniche; e la formazione intellettuale mediante lo studio della musica, la danza, la poesia.
Al compimento dei 18-20 anni, il giovane diviene efebo, cioè acquisisce la maggiore età: il padre lo presenta a una cerimonia di iniziazione che gli conferisce lo status di cittadino: può votare e viene iscritto alla leva militare. Successivamente possono dedicarsi allo studio della filosofia in scuole come:
- L'Accademia di Platone: filosofia, discipline scientifiche (matematica, astronomia, medicina);
- Il Liceo di Aristotele: fisica, metafisica, logica ed etica.
Sparta (X-VIII sec. A.C.)
I bambini erano allevati dalle madri fino all'età di 6 anni. Dai 7-18 anni, venivano allontanati dalla famiglia, erano educati dallo Stato. Ampio spazio era riservato all'addestramento, all'uso delle armi e agli esercizi fisici, per i quali era imposta la nudità. L'esibizione dei corpi nudi (maschili e femminili) doveva favorire la scioltezza e la libertà dei movimenti; inoltre doveva educare a “vestirsi” di pudore e modestia.
Ai bambini e ai giovani erano imposte condizioni di vita molto dure, come parte dell'educazione:
- Vestiario ridotto al minimo, niente calzature;
- Cibo scarso;
- Poco riposo;
- La cura del corpo non comprendeva né una sana alimentazione né l'igiene personale.
Queste privazioni erano pensate anche per spingere i giovani a rubare quanto fosse necessario. Restava secondario l'insegnamento della lettura e scrittura.
Dai 18-20 anni, diventato efebo, svolgeva il servizio militare all'interno della città-stato e intorno ai 30 anni acquisiva lo status di cittadino.
L'educazione femminile non era molto diversa: alle ragazze era permesso di restare in famiglia durante il periodo formativo; per il resto non c'erano differenze. Anche alle giovani era imposta la nudità. La donna spartana doveva essere sana e robusta per dare alla patria figli altrettanto forti.
Etimologia
Nel mondo greco nascono i termini più importanti del lessico pedagogico ed educativo:
- Pedagogia: guida del ragazzo;
- Pedagogista: lo studioso di scienze dell'educazione;
- Pedagogo: il servo che accompagna il bambino nelle vie della città, ma più in generale nei sentieri della vita;
- Didattica: insegnare, istruire;
- Mentore: consigliere di fiducia.
- Accademia o Liceo: scuole filosofiche fondate da Platone e Aristotele;
- Scuola: tempo non occupato da faccende pratiche, dedicato invece alla formazione e allo studio.
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