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Riassunto esame Storia dell'Arte Contemporanea, prof. Nigro, libro consigliato L'arte in mostra, Negri Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di storia dell'arte contemporanea e del prof. Nigro, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente L'arte in mostra, Negri dell'università degli Studi di Firenze - Unifi. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia dell'arte contemporanea docente Prof. A. Nigro

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2°-1876: nella Galleria del mercante Durand-Ruel, dove i meglio rappresentati erano Degas e

Monet ma anche Morisot, Renoir e Pisarro con 10 tele per uno, Sisley con 8 tele.

3°-1877: in un appartamento preso in affitto, intitolata “Exposition des impressionistes” che

contrarietà Degas, vi ritroviamo Cezanne.

4°-1879: sempre in un appartamento, subentra l'aggettivo “Indipendente” a impressionista per

definire il gruppo. Per Monet è la penultima partecipazione mentre Cezanne non ci sarà più.

5°-1880: improntata sulle idee di Degas che l'annuncia come “Mostra di pittori indipendenti”.

Pissarro chiama a parteciparvi Gauguin.

6°-1881: allestita nuovamente da Nadar, dominata quantitativamente dalle opere di Pissarro (30).

La cerchia di Degas si contrapponeva agli Impressionisti (Pissarro, Gauguin).

7°-1882: vennero esclusi Degas e la sua cerchia. Presenti tutti gli impressionisti storici con

l'aggiunta di Cezanne e Gauguin, il risultato fu di insolita omogeneità. Vi era Renoir con la

“Colazione dei canottieri” mentre al contemporaneo Salon Manet esponeva “Bar alle Folies

Bergere”.

8°-1886: l'ultima mostra, segna il passaggio verso il neoimpressionismo pointilliste di Seurat e

Signac, chiamati da Pissarro. Scompare il termine impressionista “Expo di pittura”. L'opera che

desta più stupore fu quella di Seurat “Una domenica alla grande Jatte”.

-Salon des Independants (1884): nel 1884 si era costituito a Parigi un nuovo gruppo “Societé des

artists independants”che voleva organizzare mostre autogestite senza giuria come quelle

impressioniste, una specie di Salon de refuses permanente a cadenza annuale. In una prima mostra

alla fine di Primavera, nella corte delle Tuileries si poteva vedere Un bagno ad Asnieres di Seurat

che voleva combinare la sua cultura classica con la scienza positiva sulle armonie dei colori di

Chevreul Prima sperimentazione della divisione della pittura.

La prima mostra della nuova società fu inaugurata il 10 dicembre 1884, nel Pavillon de la ville de

Paris sugli Champs Elysées, dove Seurat vi aveva mandato lo studio di quello che sarebbe diventato

il suo quadro più famoso “Una domenica alla Grande Jatte”. Il nuovo Salon si andò sviluppando

sotto il segno del passaggio dall'impressionismo al neo-impressionismo, al pointillisme. Del primo

periodo del Salon Seurat con il suo pointillisme fu la figura più nuova ed influente. Nella seconda

edizione del 1886 vi espose finalmente il suo capolavoro (Una domenica...), fino al 1891, anno della

7° mostra e anno in cui si ammala e muore giovanissimo. Era in esposizione il suo ultimo

capolavoro “Il circo”. Inoltre in quell'occasione era stata organizzata una mostra postuma di Van

Gogh morto l'anno prima, con un nucleo di 10 opere scelte dal fratello Theo e ai consueti espositori

si erano aggiunti non solo pointillistes ma anche artisti della cerchia di Gauguin (Bernard), del

gruppo dei nabis e figure inclassificabili come Henri de Toulouse Lautrec. Fu comunque il

postimpressionismo nella declinazione pointilliste a dare al Salon des Indépendants la prima

impronta, fino al nuovo secolo con il passaggio ai fauves. Nell'autunno del 1886 vi avrebbero

dovuto esporre anche Guillaumin e Gauguin ma quest'ultimo litigò con Signac e Pissarro, era la sua

rottura con gli impressionisti “scientifici”. Neppure Pissarro fu mai presente al Salon nonostante la

sua entusiastica adesione alle teorie di Seurat e Signac.Dal 1889 anche Cezanne comincia a

partecipare al Salon.

2)ALTRI POSTIMPRESSIONISTI:

-SALON DES VINGTS A BRUXELLES (1884): apertura alle arti considerate minori che

acquistano lo stesso valore della pittura. Il gruppo Jeune Belgique voleva portare in Belgio le novità

artistiche degli altri paesi (inglesi,olandesi, francesi). Qui ci fu la prima uscita pubblica di Toulouse-

Lautrec. I cataloghi vennero concepiti come delle opere d'arte, esposte tra le altre. Ogni mostra era

accompagnata da serate musicali. Non si soffermavano su un solo stile. Il centro operativo era la

Casa del Popolo progettata da Victor Horta, dove si organizzarono manifestazioni artistiche,

letterarie, musicali destinate alla classe lavoratrice. Danno vita all'idea di arte sociale, dove le arti

decorative erano lo strumento per diffondere alla massa i principi universali di bellezza. Nasceva un

nuovo stile di avanguardia basato su una qualità estetica per una destinazione più ampia possibile.

-TRIENNALE MILANESE/ESPOSIZIONE TRIENNALE DI BRERA (MILANO 1891):

prima occasione di uscita pubblica del Divisionismo, di risonanza internazionale. In generale il tono

non era particolarmente innovativo ma alcuni lavori denotano uno sforzo d'aggiornamento agli

standard europei. Tra i soggetti rappresentati, dai consueti patetismi, erotismi, monumenti funebri,

prodotti di consumo, emergono le tematiche sociali. Vi era una giuria d'accettazione ( il quadro di

Emilio Longoni che ritraeva un operaio ribelle rischiò di non essere accettato).

-COMPAGNIA DEGLI AMBULANTI IN RUSSIA (1869): Mostra ambulante di impronta

realista che gira Pietroburgo, Mosca e altre città russe. L'attività espositiva durò 50 anni. I quadri

apparivano come romanzi a colori incentrati su soggetti del mondo contadino e urbano anche.

-MONDO DELL'ARTE (FINE ANNI 90') nuovo gruppo costituito a San Pietroburgo.

Pubblicazione nel 1899 dell'omonima rivista diretta da Sergej Djagilev. Vennero organizzate 6

mostre tra Pietroburgo e Mosca su modello delle mostre Impressioniste. Obiettivo, introdurre in

Russia le novità europee. Il programma estetico era perlopiù antimodernista pervaso da un gusto di

revival neosettecentesco e da uno spirito fiabesco e sognante, con risvolti grotteschi e umoristici

(anche Kandinskij). Questo gruppo espose anche al Salon d'automne nel 1906 nell “Exposition de

l'art russe”

3)SECESSIONI DEGLI ANNI NOVANTA:

-Berlino: nella vita artistica di Berlino l'imperatore Guglielmo II di Hoenzollern aveva un ruolo

decisivo, con una politica culturale idealizzante e di matrice classicista. Per questo si capisce lo

sconcerto per la mostra organizzata nel 1892 di Edvard Munch. La mostra venne chiusa e si costituì

il Gruppo XI che praticava una pittura ben distante dal gusto imperiale. Poco dopo si costituisce la

Secessione Berlinese che organizzò esposizioni periodiche di grande successo (grazie alle capacità

imprenditoriali del mercante d'arte Paul Cassirer)

1905: Lega degli artisti tedeschi di Berlino ( ricercavano una vitalità artistica anche negli aspetti

più bassi della realtà urbana contemporanea “arte da canale di scolo”, dare spazio a nuove idee in

grado di guardare la realtà senza limiti e preconcetti) in contrapposizione al passatismo storicista

dominante.

-Nord: Die Brucke (gruppo di espressionisti di Dresda) poi nel 1910 a Berlino “Neue Secession”

-Sud: Blaue Reiter (espressionisti astrattisti di Monaco)

-Nuova Oggettività (tendenza più detestata dal Kaiser, che trattava attraverso opere cicliche,

soggetti della vita reale, rappresentati nell'ambiente urbano.)

-Monaco: l'arte ufficiale viene messa in discussione dopo l'insuccesso della mostra nel Palazzo di

Cristallo nel 1888. Viene portata avanti da un gruppo della scuola naturalista con a capo Von Stuck,

l'idea di un nuovo sistema artistico aperto a stili e tematiche diverse.

-> 1893: Prima mostra internazionale d'arte della Secessione a Monaco.

-Vienna: 1897 Prima mostra della Secessione Viennese, organizzata a causa del rifiuto di un

quadro da Klimt, Wagner, Hoffmann. L'arte doveva essere goduta da tutti e toccare la vita reale e

quotidiana, infatti vengono organizzate visite guidate domenicali per i lavoratori. Olbrich realizza

un edificio apposito per le mostre che poi diviene simbolo della città e del modernismo austriaco.

La secessione fu importante anche per la formazione di una collezione permanente di arte

contemporanea attraverso l'acquisizione di opere che tutt'ora fanno parte dei musei di Vienna.

Dalla divisione dei due gruppi (da una parte Klimt, dall'altra quello più naturalista) nacquero i

talenti di Schiele e Kokoschka.

3.ALLE FONTI DELLA MODERNITà

1)ACCADEMIA, MODA E AVANGUARDIA A PARIGI: Parigi nel 1900 è sempre al centro

della scena internazionale sia per quanto riguarda l'arte ufficiale che per le proposte d'avanguardia.

-Salon des Independants: sede espositiva privilegiata dei gruppi post-impressionisti e del

simbolismo, da Van Gogh a Toulouse-Lautrec, ai Nabis. Rappresentò la sconfitta

dell'Impressionismo nonostante fosse il più rappresentato.

[1906]: partecipano i Fauves

[1909]: Braque vi propone quadri geometrizzati.

[1911]: la Sala 41 dove diversi artisti tra cui Delauny e Leger si presentano come gruppo per avere

efficacia maggiore. Presente anche Mondrian.

[1912]: rafforzamento del Cubismo.

[1913]: l'anno dell'Orfismo(declinazione del cubismo verso una pittura più pura e astratta), da

ricordare tra gli orfici Duchamp, Picabia riuniti nella sala 45, mentre i cubisti erano nella 46.

-Salon d'Automne (Dal 1903): rispetto al Salon des Independants viene reintrodotta la giuria

d'accettazione che agiva in modo favorevole alle avanguardie. Novità dell'apertura serale e

illuminazione elettrica (osteggiata dagli accademici perché alterava la percezione ottica dei colori).

[1903]: esposizione che si tiene al Petit Palais: una sala interamente dedicata a Gauguin

[1905]: da ricordare la sala 7 definita una “gabbia di fauves” ovvero belve da Vauxcelles, troviamo

Matisse. Tutti gli artisti erano accolti in una sala sola, normalmente venivano dispersi. C'era un

ampia e diversificata rappresentazione delle tendenze artistiche. Fu una sorta di passaggio dalle

avanguardie dell'ultimo 1800 alle prime avanguardie storiche del 1900 (es. Kandinskij).

[1906]: Exposition de l'art russe

[1907]: Retrospettiva su Cezanne, e paesaggi dell'Estaque di Braque

[1911]: maggiore presenza cubista (qualche mese dopo lo scalpore della sala 41), quando il

fratellastro di Duchamp, Raymond Villon facilitò l'allestimento di una sala cubista cui parteciparono

Marcel Duchamp e Jacque Villon.

[1912]: partecipa Chagall (interpretazione sognante e fantastica del Cubismo). Viene proposto il

progetto di una “Maison cubiste” da parte dei fratelli Duchamp-Villon e Picabia nel villaggio di

Puteaux. Interventi cubisti che crearono scandali per il loro stile anti-artistico e antinazionale.

-Mostra della Section d'or (1912) : presso la Galerie La Boetie, titolo che deriva dall'omonimo

quadro di Duchamp che intendeva sottolineare la base più profonda e razionale delle opere esposte

(rispetto a una certa occasionalità alla moda del linguaggio cubista generalmente adottato).

Faceva il punto sul triennio cubista (attraverso un cospiquo numero di artisti tranne Braque e

Picasso) e mostrava il superamento di questa tendenza in direzione di una pittura più pura e astratta,

assimilabile alla musica.

2)ESPOSIZIONI DELLA BRUCKE:

-Mostra Die Brucke “Il ponte” a Dresda in uno showroom di una fabbrica di lampade: intento del

gruppo il passaggio da una sponda all'altra, dal vecchio al nuovo. Leggevano poesie romantiche e

simboliste, facevano incisioni sul legno, decoravano le pareti dello studio. Vengono esposti

xilografie, dipinti, acquerelli, disegni.

-Mostra della Neue Secession nel 1910 a Berlino alla quale partecipano.

3)MONACO 1909-12:

Kandinskij fonda nel 1909 la Nuova Associazione Artistica: vengono organizzate 3 mostre, dove

le opere non condividevano uno stile preciso, quindi la mancanza di uno stile condiviso comportava

l'affermazione di una assoluta soggettività artistica. Per esempio il Quadro con barca di Kandinskij

si distanziava molto dalle opere dei compagni.

Nella seconda mostra erano rappresentati tutte le diverse avanguardie europee (Braque, Picasso,

Derain) ad eccezione dei futuristi italiani.

Nel catalogo vi erano serie di dichiarazioni degli artisti. Kandinskij stava passando verso

l'astrazione, il suo linguaggio non era condiviso dagli altri compagni e quindi lasciò il gruppo

quando alla terza esposizione non venne ammesso il suo dipinto “Composizione n°5”.

-Der Blaue Reiter : Prima mostra della redazione del Cavaliere Azzurro (1911) organizzata da

Marc e Kandinskij, in simultanea alla 3°esposizione della Nuova Associazione Artistica, con

l'obiettivo di mostrare come il desiderio interiore degli artisti si concretizzi in svariati modi.

Presenti Rousseau, Schonberg, Delaunay. Nessuna forma/stile predeterminato, ma solo

l'accostamento di esperienze internazionali nuove e diverse accomunate da necessità individuali

interiori, volevano tutte far vedere al di là delle apparenze. Questa esposizione fece tournée in

diverse città tedesche e fu centrale nella diffusione del linguaggio cubofuturista.

4)SCENA ITALIANA: Fino alla 1GM il sistema espositivo italiano era imperniato sulle Biennali

di Venezia e sul tradizionalismo della Società degli Amatori e Cultori di Roma che organizzava

mostre annuali al Palazzo delle Esposizioni. Queste mostre riflettevano il gusto borghese con

aperture alle emergenze simboliste e secessioniste.

-La Galleria Internazionale d'arte moderna di Venezia(Ca' Pesaro) fondata nel 1897 quando il

principe Giovanelli acquista molte opere alla Biennale di quell'anno e inaugura una collezione nella

sede di Ca'Pesaro nel 1902. Dal 1908 vengono organizzate esposizioni annuali. E' un museo d'arte

contemporanea molto vivace dove dominava il secessionismo austro-tedesco.

Nel 1910 viene organizzata la Mostra d'estate che si contrappone dichiaratamente alla Biennale,

dove troviamo la Sala di Boccioni, presentata nel catalogo da Marinelli e annunciata da un

volantino dei pittori futuristi. La mostra fu un'occasione per Marinelli di riassumere i capisaldi del

movimento (distruggere il culto del passato, disprezzare l'imitazione, esaltare l'originalità)

-A Roma il Primo salone dei rifiutati nel 1905 nel foyer del Teatro Nazionale. Vennero

organizzate 4 mostre della Secessione romana, ovvero coloro che erano usciti dalla Società degli

Amatori e Cultori. Questi mostravano una maggiore apertura ai giovani e alle arti applicate e al

contesto europeo; vennero esposte opere di impressionisti, post-impressionisti, Boccioni, novità più

stimolanti dallo stesso Balla.

-A Milano : la Serata Futurista al Teatro Lirico nel 1910,

-Esposizione Intima della Famiglia artistica nel dicembre 1910(Carrà, Russolo, Boccioni)

-Prima Esposizione d'arte libera (Padiglione Ricordi): di particolare interesse sia per le opere

esposte sia per aver adottato il modello degli Independants francesi, ovvero mostra senza giuria

d'accettazione. Voleva mostrare opere di chi tenta di esprimersi diversamente dal comune e dal

convenzionale, aperta ai non professionisti, un'arte insomma più ingenua,istintiva, più sincera.

- Prima esposizione di Pittura Futurista (1913, Roma) nel Ridotto del Teatro Costanzi.(Balla +

Soffici)

5)ESPRESSIONISMO E CUBOFUTURISMO IN EUROPA CENTRALE:

dal 1910 si sviluppa una lingua sovranazionale che comporta la fusione di espressionismo, cubismo

e futurismo (Cubofuturismo). -Nel 1908 a Dusseldorf il “Sonderbund” che era un'associazione di

artisti,collezionisti, galleristi e critici interessati alla produzione di arte contemporanea, realizzano

una serie di mostre volte a valorizzare le ultime tendenze tedesche e francesi. Tra il 1909 e il 1911 si

tennero diverse mostre d'avanguardia che videro insieme esposte le opere dei fauves, dei cubisti

francesi e degli espressionisti tedeschi. Queste mostre suscitarono sconcerto sia nel pubblico sia

negli artisti tedeschi che disapprovavano tanto le nuove tendenze di linguaggio quanto le influenze

francesi.

-Alla Kunsthalle di Koln nel 1912 si tiene la più importante delle mostre con fondi pubblici,

voleva presentare il panorama complessivo dell'arte contemporanea internazionale, vi erano sale

retrospettive dedicate a Gauguin, Van Gogh, Cezanne, Munch, Picasso; i pointillistes, il simbolismo

dei nabis, la pittura fauves di Matisse, le opere espressioniste tedesche della Bruck e del Blaue

Reiter, Schiele e Kokoschka per l'espressionismo austriaco; infine la tradizione naturalista svizzera

intrecciata con lo Jugendstil.

-Alla Galleria Der Sturm a Berlino vengono esposte per la prima volta anche opere futuriste

italiane (Carrà, Russolo, Balla, Boccioni, Soffici, Severini). Il curatore Herwarth Walden non voleva

esporre tutta quella parte francese già presente al Sonderbund, ma guardava a un realismo visionario

, primitivismo e anche Astrattismo (Kandinskij).

-Il Modern Kunstring “Circolo d'arte moderna” ad Amsterdam voleva imporre i nuovi stili

francesi (sopratutto Picasso e Braque) organizzando mostre che si ispiravano al Salon d'Automne.

Nella prima mostra erano comprese sia opere di artisti olandesi e francesi. Era la prima volta che in

Olanda si vedevano esposte in uno spazio pubblico opere cubiste di Picasso e Braque.

6)MOSTRE D'AVANGUARDIA A LONDRA:

Tra Otto e Novecento sul continente si era costituito e si andava rafforzando un articolato sistema

espositivo alternativo ai Salon ufficiali, la contestazione della tradizione conservatrice della Royal

Academy e delle sue mostre, aveva trovato un punto di riferimento nel New English Art Club e nel

Camden Town Group di Walter Sickert. In tale ambito era sopratutto la pittura di Sickert a fare da

scuola, raccontando con un linguaggio post-impressionistico storie urbane in conflitto con il

buongusto e gli standard dominanti della buona educazione. Le parole d'ordine erano post

impressionismo e attenzione alla realtà. I modelli erano Cezanne, Gauguin, Van Gogh, sfrondati da

inclinazioni troppo concettuali.

-(Giugno 1911) Prima mostra Camden Town Group

- Manet and the Post-Impressionist (1910): curata nella Grafton Galleries da Roger Fry.

Raccoglie circa duecento opere, presentate da mercanti francesi. La prima mostra si apriva con

l'opera di Manet “Bar alle Follies Bergère”, inoltre furono esposte una ventina di opere per ciascun

artista (Cezanne, Gauguin, Van Gogh i più documentati). L'esito fu contrastato, tra l'entusiasmo

degli artisti e dei letterati e lo sconcerto del pubblico e della critica conservatrice. Certo è che

suscitò un vivace interesse per l'arte contemporanea e permise anche di considerare l'influenza che

ebbero l'arte primitiva e esotica su di essa.

-(1911) Second Post-Impressionist Exhibition -British, French and Russian Artistis:

il Manet della prima mostra venne sostituito da un quadro di Cézanne, come padre fondatore del

nuovo. Inoltre adesso tra i francesi (Braques, Marquet, Vlaminck, Derain) le figure dominanti erano

Matisse e Picasso. Andava emergendo la centralità del problema della forma: gli artisti non

cercavano più di imitare le forme ma di crearle, dando vita a una nuova arte geometrica astratta.

Idee che si concretizzarono nella Vorticist Exhibition del 1915.

-Prima Mostra Vorticista(Giugno1915):

nella Doré Gallery, fu la prima manifestazione dei vorticisti che si costituirono come gruppo nel

1914. La loro pittura tendenzialmente astratta nasceva dagli Omega Workshop, ispirati da Fry, dove

i modernisti con Lewis in testa, progettavano le forme di tessuti, tappezzerie e mobili senza

preoccupazioni di tipo figurativo ma piuttosto in direzione astratto- geometrizzante. Ma il distacco

dal gusto estetizzante di Fry, si determinò quasi subito, anche per il fascino esercitato dai nuovi e

più radicali modelli futuristi. Lo stile originale del gruppo guidato da Lewis si caratterizzava per

una netta definizione lineare delle forme, frammentate, angolari attraverso le quali dar luogo a opere

formalmente corrispondenti al mondo e allo spirito delle macchine, dell'industria.

-Seconda Mostra Vorticista (1917): NY, Penguin Club

-Ultima collettiva londinese 1920: i vorticisti si presentano come Gruppo X

7)MOSCA E S.PIETROBURGO:

Nel primo decennio del 1900, il quadro di rinnovamento russo continua ad articolarsi lungo l'asse

Mosca-San Pietroburgo.

-Gruppo della Rosa azzurra: formatosi tra Monaco e Parigi nei primi anni del secolo, condivide le

idee francesizzanti e d'impronta simbolista.

-Mostre del Vello d'oro: portano da Parigi le ultime novità.

-Odessa: Primo Salon organizzato da Kandinskij (con idee sul ritorno all'arte della natura e al

cosmico, sulla dissonanza, sui nessi tra arte, memoria e tempo).

-Unione della Gioventù: fondata a San Pietroburgo nel 1910, prevedeva attività espositive,dibattiti,

spettacoli, da questo terreno nasce una delle tendenze più importanti delle avanguardie russe, il

Suprematismo di Malevic: qui per la prima volta compaiono elementi geometrici astratti, alla

ricerca di un linguaggio depurato da ogni forma oggettuale. A queste mostre s'incontrano anche

Chagall, Tatlin. Questa associazione fu fondamentale per la diffusione del Cubismo e del Futurismo.

-(1909)Fante di Quadri: nella prima mostra raccolse lavori astratti di Kandinskij messi accanto a

dipinti cubisti francesi.

-Coda d'Asino: gruppo dallo stile neoprimitivista, abbondanti riferimenti alle tradizioni popolari

russe, marcata semplificazione di forme e colori, diverge nettamente dai caratteri francesizzanti del

Fante di quadri.

-Raggismo di Larionov e Goncarova (si rivendicano per la pittura leggi puramente pittoriche)

-1910: Prima Mostra delle Facce di Bronzo (cui partecipano Kandinskij, Jawlensky, fu

l'occasione di mettere a confronto la pittura primitivista e quella fauve).

-Prima mostra futurista di Pietrogrado (1915): organizzata da Ivan Puni a cui partecipa anche

Malevic con dipinti suprematisti.

-1915: Mostra 0.10. L'ultima mostra di quadri futurista (aspirava a un'arte finalmente autonoma

da modelli europei. Vi era la sala dedicata a Malevic “Suprematismo in pittura” in cui il centro

focale era il quadrato nero appeso angolarmente sotto il soffitto, carico di un senso mistico religioso

estraneo al mondo materiale e misurabile di Tatlin, i cui controrilievi angoloari erano esposti nella

Sala “Mostra di pittori professionisti”. La sperimentazione di Tatlin sfocerà nel Costruttivismo.

8)ARMONY SHOW A NEW YORK (1913):

leggendaria mostra newyorkese, risultato di un viaggio di un paio di mesi in Europa del pittore di

Brooklyn Walter Khun. Una volta tornato a Ny fu fra i fondatori dell'Association of American

Painters and Sculptors, presieduta da Davies (impressionato dal catalogo del Sonderbund di

Colonia, decise di inviare Khun in Germania a vedere la mostra, con l'incarico di scegliere opere da

esporre oltreoceano). Khun e Davies si ritrovarono a Parigi, dove entrarono in contatto con gli

Stein, con i fratelli Duchamp e con il mercante Vollard.

Riuscirono a riunire oltre 400 pezzi europei tra dipinti e sculture che aggiunti alla quantità doppia di

opere di artisti americani moderni, fecero sensazione. Si potevano vedere tutti i capisaldi delle

correnti artistiche moderne, sopratutto i francesi da Ingres, Delacroix, Coubert in avanti.

Mancavano solo i futuristi (sarebbero sbarcati negli Usa nel 1915). Per gli Stati Uniti, erano

rappresentate tutte le tendenze più o meno anti-accademiche. Si notò la distanza abissale tra l'arte

europea e quella americana. Questa mostra secondo Khun sarebbe dovuta essere un punto di

partenza nuovo per l'America; i suoi effetti furono incisivi per gli artisti americani, che ora avevano

a disposizione centinaia di modelli sulla base dei quali aggiornare il proprio linguaggio. L'Armony

Show diede anche impulso al mercato americano con l'apertura di nuove gallerie dedicate

all'avanguardia; comportò una critica modernista che generò un vivace collezionismo di arte

contemporanea, fu anche determinante per la costituzione dei grandi musei d'arte contemporanea

del Novecento americani (MOMA; Philadelphia Museum of Art, Barnes Foundation di Merion in

Pennsylvania). 4.TRA LE DUE GUERRE

1)GERMANIA: L'ARTE NEGATA E CELEBRATA, DISTRUTTA ED ESILIATA

La Grande Guerra segnò la fine della preminenza assoluta di Parigi sulla scena artistica

internazionale. Le principali novità cominciarono ad arrivare dalla Germania che per tutta la

Repubblica di Weimar conobbe una fioritura. Tre mostre esemplificarono la complessità di una

situazione segnata da opposte tensioni, le cui polarità erano costituite da un lato dalla negazione

delle forme artistiche fin lì tramandate, anche d'avanguardia, dall'altro dalla generale ripresa di

forme di figurazione oggettiva. Sullo sfondo, l'uso della riproduzione delle immagini, sia ferme che

in movimento, attraverso fotografia e cinema, era molto praticata in quegli anni.

-MOSTRA DADA 1920 (BERLINO): propositi di ribaltare completamente la concezione d'arte

del tempo, che coincidono con la produzione di forme espressive nuove e vivaci (collage,

fotomontaggio, un'arte meccanizzata) che in parte si ritrovano nelle figure come Otto Dix o George

Grosz. La mostra si tiene nella Bottega d'arte del dottor Otto Burchard a cura di diversi artisti tra cui

George Grosz. Essa fu un passaggio decisivo per l'elaborazione di forme espressive eccentriche e

dichiaratamente anti artistiche, ampiamente basate sull'assemblaggio dei materiali più diversi, con

risvolti marcatamente politici. Dopo una guerra devastante, i dadaisti di Berlino erano ardentemente

antipatriottici e per lo più comunisti. Essi si consideravano più ingegneri che artisti e più che

dipingere, montavano l'opera d'arte come tecnici dell'immagine. I pezzi forti della mostra ,

sovrastata da un fantoccio in divisa da ufficiale e con testa di maiale appeso al soffitto, erano il

quadro collage di Otto Dix “Abile al 45%”, sul tema dei mutilati di guerra, dipinti e disegni di

Grosz e assemblaggi di vari artisti. Il quadro di Dix era dipinto in maniera provocatoriamente

maldestra e caricaturale in polemica contro l'idea corrente di arte e bellezza. La guerra aveva

prodotto dei mostri in senso reale e metaforico, e poteva sembrare mostruoso che si pensasse alla

bellezza e all'eternità dell'arte dopo che la vita civile e i rapporti tra gli uomini erano stati travolti

dalla follia delle classi dominanti. L'atteggiamento dei dadaisti è dichiarato dal sarcastico

rifacimento del famoso autoritratto di Rousseau, capolavoro corretto da Grosz e Heartfield. Essi

attraverso il collage vi aggiungono una poltroncina impagliata e del pizzo di carta, da scatola di

cioccolatini, trasformato in rassicurante tendina decorativa. Insomma l'avanguardia come arte da

vecchie zie. Nella mostra c'erano cartelli stampati con veri e propri slogan che accompagnavano il

visitatore dall'ingresso all'uscita proponendo una precisa chiave di lettura dei pezzi esposti.

Venivano poste tre principali questioni: 1)negazione dell'arte come espressione speciale e

specialistica della tradizione culturale borghese, 2)individuazione dei parametri di un'arte di altra

specie, 3)politicizzazione dell'arte. Il programma delineato da tali slogan riprende idee che erano

state formulate nel Manifesto Dadaista del 1918, dove si predicava che alla vecchia specie di arte si

sarebbe dovuto sostituire un nuovo sistema di cose e immagini basato sulla macchina e sulla

fotografia, cioè la “nuova arte macchinista di Tatlin”, un'arte costruttivo-macchinistica e

fotocinematografica in grado di interagire con un pubblico di massa. L'unica forma possibile di arte

davvero “realista”.

-NUOVA OGGETTIVITÀ, MANNHEIM 1925: si tenne nella galleria d'arte urbana “stadtische

kunsthalle” di mannheim una mostra di pittura tedesca intitolata nuova oggettività, poi itinerante in

diverse città tedesche tra cui dresda, dessau. Progettata dal direttore della galleria Gustav Hartlaun,

raccogliendo dipinti e disegni di 32 artisti che negli anni precedenti si erano allontanati

dall'espressionismo per avvicinarsi a maniere definite tra “nuovo naturalismo” e “formalismo/

astrazione costruttiva”. Secondo il direttore la nuova tendenza aveva due componenti essenziali: la

prima conservatrice fino al classicismo affondava le radici in una dimensione fuori dal tempo

ricercava dopo tanta stravaganza e caos, il sano, la corporeità plastica nel disegno i cui testimoni

sono Ingres, Michelangelo. L'altra componente, fortemente contemporanea, nata dalla negazione

dell'arte, con la ricerca di affermazioni primitive, di una nervosa messa a nudo di se stessi, cerca lo

scoperchiamento del caos, il vero volto del nostro tempo. L'intenzione della mostra, non era di

negare l'espressionismo, ma di rendere conto di come una nuova tendenza si fosse prodotta in

relazione a una nuova voglia di vedere e a inclinazioni diverse dagli espressionisti.

In realtà gli artisti della nuova oggettività avevano ancora qualcosa in comune sia con gli

espressionisti, che con i cubisti e i futuristi (dei primi la sfrenata intensità dell'approccio con

l'oggetto, con i secondo il tratto costruttivo). Anche punti di contatto tra la componente “verista”

della nuova oggettività col “fantastico visionario” dei modelli della pittura tedesca del 1500.

Giorgio de Chirico che guardava a buona parte dei pittori della nuova oggettività, aveva scritto di

un evidente ritorno alla concretezza del “mestiere”. La scelta del curatore era quella di lasciare da

parte ogni troppa diretta affermazione politica o polemica. Lo stile spesso incrociava fonti nobili

con un linguaggio formatosi su modelli di tutt'altra origine, natura e qualità. Molti erano stati

stimolati anche dai disegni dei bambini per la loro chiarezza. Il verista che ebbe maggiore spazio

nella mostra fu Max Beckmann, il quale detestava il sentimentalismo, ma rappresentazione

oggettiva delle cose.

-FILM UND FOTO, STOCCARDA (1929):

un'altra specie di “oggettività” offerta dalla riproduzione fotografica e cinematografica della realtà,

il cui stato fu presentato dalla mostra Film und Foto, tenutasi a Stoccarda, poi itinerante fino al 1931

in Giappone. Ebbe un ruolo di primo piano l'insegnante al Bauhaus Moholy-Nagy, secondo cui la

fotografia era il sussidio più sicuro per dare inizio a un modo di vivere più obiettivo, sulla base del

quale produrre un inedito sistema di immagini e un'arte di nuova specie fondati sulla luce e sul suo

trattamento come originale mezzo compositivo. Egli respingeva il pittorialismo (tendenza di tanti

fotografi a imitare tendenze, stili e forme espressive della pittura, fraintendendo le peculiarità del

mezzo). L'esposizione di Stoccarda costituisce il più grande evento dedicato alla fotografia, sia per

l'importanza attribuita dai curatori al mezzo fotografico, sia per le diverse tipologie dei materiali

esposti: radiografie, tipofoto, cinema simultaneo, fotomontaggi, fotoplastiche. Alla raccolta di oltre

1000 pezzi esposti rappresentativi di autori tedeschi, austriaci, olandesi, francesi, inglesi, belgi,

cecoslovacchi, statunitensi, svizzeri, sovietici, concorse oltre a Moholy-Nagy l'artista sovietico El

Lissitskij. Moholy- Nagy era rappresentato da una consistente serie di lavori: fotogrammo,

fotoplastiche e fotografie. El Lissitskij aveva progettato per lo spazio della sala russa a Stoccarda,

un'articolata intelaiatura di legno: una sorta di montaggio costruttivista tridimensionale dove la

realtà e gli ideali dell'Unione Sovietica venivano sintetizzati da fotografie di diverse dimensioni e

spezzoni di film.

Man Ray era presente con 22 “rayogrammi”. C'erano già state altre importanti mostre di fotografia

in Germania come altrove, ma quella di Stoccardo fu la prima capace di restituire sistematicamente

i nuovi sviluppi nel campo della fotografia e del film cui furono dedicate due settimane di

proiezioni di film d'avanguardia(espressionisti, astratti, dadaisti,surrealisti come “Il gabinetto del

dottor Caligari” di Wiene e il “Balletto meccanico” di Léger) sia film documentari sia pellicole

d'impianto più narrativo e naturalistico.

Il film “Berlino. Sinfonia della grande città” di Walter Ruttmann, in sostanziale sintonia con le idee

filmiche di Moholu-Nagy,dove rappresentazione documentaristica, ricerca formale, ritmo astratto e

racconti intrecciati sotto il segno della modernità e della meccanizzazione generalizzata della vita e

dell'esperienza comune nella metropoli contemporanea.

Quello della nuova bellezza della macchina era un filo arrivato fin qui dalla Berlino dadaista

attraverso la nuova oggettività di Mannheim, in attesa di attraversare l'oceano per essere celebrato

di lì a poco nel nuovo tempio dell'arte contemporanea, il MOMA di Ny.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione e gestione di eventi e imprese dell'arte e dello spettacolo (PRATO)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessiapra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Nigro Alessandro.

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