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Neoclassicismo (XVII-XIX)

  • Reazione al tardo barocco / rococò
  • Interesse per l'arte antica (scavi di Pompei)
  • No realtà naturalistica, ma prenderne l'essenza → atteggiamento psicologico e mentale
  • Artisti: David, Ingres e Vien (neoclassicismo timido); Canova, Acquisti e Thorvaldsen (neoclassicismo maturo)

Jacques-Louis David (1748 – 1825)

Tornato dal viaggio a Roma, David portò "Il Belisario" all'attenzione dell'Accademia per poter esporre al Salòn. Dal quadro traspare l'attitudine di David al Neoclassicismo.

  • Il Giuramento degli Orazi, 1784

    Episodio tratto da una leggenda romana: tre fratelli romani, gli Orazi, contro tre fratelli di Alba, Curiazi. Ci sono tre scene principali: a sinistra i tre fratelli sono rappresentati con il tema dell'eguaglianza (altezza), della libertà (colore abiti) e della fratellanza (abbracci); al centro il padre dà ai figli le spade (patria e morte); a destra le mogli stanno piangendo. Il quadro gli fu commissionato dal re di Francia, che voleva la rappresentazione di una scena romana. Sarà poi di ispirazione per Bernardo Porta e Pierre Corneille nella loro opera "Les Horaces". Rappresenta il classico dramma poetico. Si capisce che i fratelli sono protagonisti visto che hanno proporzioni maggiori e la luce attira l'attenzione su di loro. David mostra un mondo romano dove nulla conta davanti ai valori militari, anche se le donne piangenti fanno capire che guerra in generale è una tragedia → esaltazione all'eroismo resa palese dalle pose teatrali dei personaggi. Interpretazione politica: inno alla rivoluzione (Orazi indossano i colori della Francia + motto di libertà "O Roma o morte"). La luce illumina la scena del giuramento, adombrando invece i sentimentalismi delle donne (metafora del pensiero romano) → le spade sono il fulcro dell'opera essendo al centro delle linee di convergenza. Inoltre, tutta l'opera è suddivisa in triangoli e quadrati. Il più evidente di questi è quello formato dalle braccia dei giovani e quelle del vecchio → triangolo dei momenti fondamentali della vita di un romano (adolescenza, guerra, saggezza). La grandezza del quadro varrà a David la nomea di artista ribelle.

  • I Littori riportano a Bruto i corpi dei suoi figli, 1789

    Le lettighe con i corpi sono portati da magistrati, riconoscibili grazie al fascio littorio. Commissionato da Luigi XVI, dimostra il patriottismo daviddiano che trascende gli stessi legami familiari (Bruto non ha nessuna reazione). Non venne esposto al Salòn perché si temeva il confronto tra Bruto e Luigi XVI. Ispirò la moda, sia maschile che femminile, sia l'arredamento.

  • Il Giuramento della Pallacorda, 1791

    Avrebbe dovuto essere 10x7m e avrebbe dovuto rappresentare i 630 deputati dell'Assemblea Costituente, un progetto che ebbe l'appoggio del Club dei Giacobini. Ci rimane solo il disegno preparatorio. Opera teatrale e solenne, con una forte carica ideologica. David fu uno dei firmatari della Petizione della Deposizione del Re, iniziando così la sua carriera politica con il supporto di Marat. Quando questo morì, fu David stesso ad occuparsi dei suoi funerali.

  • La Morte di Marat, 1793

    Marat è rappresentato nella vasca, rimedio che usava per la sua dermatite, dopo essere stato pugnalato da Charlotte Corday d'Armont. È una santificazione laica di un rivoluzionario → ogni oggetto è un simbolo o una reliquia (infatti molti di questi erano reali e verranno poi esposti al funerale). Richiami caravaggeschi → uso della luce per accentuare i particolari macabri. Penna e coltello sono nelle sue mani → armi, quella metaforica e quella reale + contrasto tra bontà del rivoluzionario e cattiveria della donna. Non ci sono elementi superflui. Opera neoclassica: non c'è drammaticità sul viso, che anzi sembra sorridere.

  • Napoleone al Passo del S. Bernardo, 1800

    Ritratto eroico molto romanticheggiante. Idealizzazione dell'attraversamento delle Alpi. Ci sono cinque versioni dello stesso quadro. Doveva rappresentare Napoleone con le vesti del primo console, ma David aggiunse il cavallo, sebbene non si avvicini alla realtà storica. La composizione è al centro di un cerchio ideale + cavallo e Napoleone in una formazione a z → dinamicità della posa. Come in molte altre opere di David, il protagonista ha la mano rivolta verso al cielo per dimostrare la sua determinazione nel compiere la sua impresa eroica. La sua unione con Napoleone porterà all'elezione di David a primo pittore una volta che Napoleone si sia auto eletto imperatore.

  • L'Incoronazione di Napoleone I, 1805-07

    Fu ordinato direttamente da Napoleone. Fu l'unica incoronazione che avvenne a Notre Dame e non a Reims → rottura con le monarchie precedenti + auto incoronazione (dà le spalle al Papa Pio VII). Napoleone è al centro della scena in atteggiamento regale e sacrale, a dimostrare la sua superiorità. Il classicismo che emerge dall'ambiente e dai decori dimostra l'interesse di Napoleone per l'Impero Romano. Incorpora all'interno i generi della pittura storica e mitologica, unendola al genere del ritratto. Per quanto riguarda lo stile, abbandona la struttura piramidale a favore di quella a fregio (rettangolare).

Antonio Canova (1757 – 1822)

Ebbe una formazione settecentesca ma dopo si ispirò alla classicità greca senza imitare. Dopo il successo a Venezia, si trasferì a Roma. Canova ebbe il merito artistico di far rivivere l'antica bellezza delle statue greche → grazia come qualità (elimina le passioni e i gesti esasperati). Il marmo che utilizzava era armonioso, modellato con plasticità e grazia → figure vivono nella loro immobilità. Figure molto levigate → lucentezza che amplifica la bellezza pura.

  • Amore e Psiche, 1788-93

    L'opera rappresenta con un vellutato eroismo il dio eros che guarda il volto della tenera fanciulla. Rispetta i canoni estetici di Winckelmann → figure ritratte subito prima del bacio (tensione) + corpo dei due è idealizzato con una bellezza assoluta. Marmo bianco monocromo (in opposizione allo sfarzo del barocco) che ricrea la forma della carne a cui Canova aspirava. Figure divergenti e diagonali.

  • Teseo sul Minotauro, 1781-83

    Prima opera realizzata a Roma. Eroe rappresentato dopo la lotta → ogni passione è ormai spenta. Simbolo della ragione vincitrice sull'irrazionalità bestiale.

  • Tre Grazie, 1813-16

    Fu commissionata da Giuseppina di Beauharnais ma ritirata poi dal figlio. Di solito le tre grazie accompagnano Afrodite simboleggiando splendore, gioia e prosperità. Canova si rifà alla loro tradizione classica. La sinuosità delle forme femminili e la ricercata levigatezza del marmo determinano un gioco di luci e ombre.

Bertel Thorvaldsen (1770 – 1844)

Rispetto a Canova, Thorvaldsen incarna e rappresenta rigorosamente lo stile greco con purezza formale. Molto attento al mito greco. Le opere sono caratterizzate da una sensibilità paleocastica. Fu iniziato all'arte dal padre → nel 1796 andò a Roma. Fu in un momento di difficoltà che il banchiere Thomas Hope gli commissionò nel 1803 il Giasone.

  • Giasone, 1802-03

    Riprende i canoni della scultura greca di Policleto → genere eroico in nudo. È rappresentato come vincitore ma non manifesta nessuna gioia per ciò → atteggiamento maestoso con sguardo imperturbabile. Sebbene rappresentato nell'arte di camminare non sembra avere nessun moto muscolare. Fu nominato membro onorario della Accademia delle Belle Arti di Copenaghen e di Bologna. Ottenne alcuni incarichi anche da parte di Napoleone. Fino al 1815 ebbe una crisi creativa, a cui riuscì a porre fine quando si trasferì a Livorno.

  • Le Tre Grazie, 1817-19

    Lo iniziò come sfida all'opera di Canova, confermandolo come esperto del Neoclassicismo. Riprende il canone antico secondo il quale la figura centrale è rappresentata di spalle + scambio di sguardi e gesti con volti impassibili (no coinvolgimento emotivo). Inoltre, inserisce Cupido con la cetra ai piedi delle ragazze, per colmare un vuoto tecnico → le Grazie sono staccate tra di loro. Sembrano tre adolescenti prese da un gioco innocente → purezza e candore + essenza divina.

Johann Heinrich Füssli (1741 – 1825)

Nel 1786 lavorò alla Shakespeare Gallery dove c'erano dipinti ispirati alle opere di Shakespeare) e successivamente alla Milton Gallery. Nel 1802 andò a Parigi e studiò le opere del Louvre. Era molto ispirato dalla pittura fantastica, con pathos e suggestioni, che rappresentava con lo stile delle opere dell'antichità classica → emozioni vibranti e commosse + atmosfere magiche (cfr. Surrealismo ed Espressionismo). Separa l'invenzione artistica dalla creazione + orrido e gotico sono espressione di una situazione di disagio tra uomo-natura (alienazione dell'Io a causa della Rivoluzione Industriale).

  • La Disperazione dell'Artista, 1778-80

    Il confronto con l'arte del passato ha fornito uno stimolo alla creatività + consapevolezza dell'artista della sua irraggiungibile perfezione. Viaggio fatto in Italia lo portò a fare questo schizzo. Sono visibili infatti i Frammenti di Costantino.

  • Incubo, 1781

    Ci sono varie versioni, ma si basano sempre sullo stesso schema compositivo: donna addormentata con sopra un nano e la testa di un cavallo → illusione ipnagogica. Era una dimensione onirica che fu oggetto di studio da parte di Freud verso la fine dell'800. La posizione innaturale + carnagione pallida (ma non da morta). Lo specchio riflette solo la realtà e non le immagini generate dall'incubo. I mostri sono la forza e l'impeto di Füssli che reagisce ad un amore non corrisposto.

John Constable (1776 – 1887)

Fu largamente ispirato dalla campagna di Suffolk. Solo nel 1799 riuscì a dedicarsi interamente all'arte, abbandonando l'impresa familiare di commercio di cereali. Già dalle sue prime opere traspare lo stile che lo accompagnerà poi in tutto il suo percorso come artista: freschezza di luce, colori e tocco rilevando l'influenza compositiva di Lorrain. Si oppone alla corrente di arte come fantasia, promuovendo invece l'arte come la natura. Era ossessionato dalla mutevolezza delle nuvole (anticipa gli impressionisti) lavorando all'aria aperta, indagando anche l'autonomia delle nuvole.

  • Cattedrale di Salisbury, 1815

    Arcobaleno è simbolo della speranza dopo il temporale (morte della moglie) → dipinto sul suo stato mentale → simbolismo (tomba = morte, frassino = vita, chiesa = fede). Circolarità tra bosco, fiume e arcobaleno dove all'interno si trova la chiesa.

John William Turner (1775 – 1851)

L'indipendenza economica gli permette di dedicarsi al suo stile innovativo → varietà cromatica + suggestione data dalla stesura del colore. Era stimolato da naufragi, incendi, catastrofi naturali e fenomeni atmosferici. Usa soggetti umani per evidenziare l'impotenza dell'uomo davanti alla natura (segnale di Dio). Si concentrò sulla luce come emanatore dello spirito divino (precursore dell'impressionismo).

Realismo (ca 1848)

Movimento pittorico e letterario che parte dal positivismo. Il suo intento era quello di rappresentare la realtà sociale senza allegorie. Il loro manifesto esce nel 1855, fatto da Caubert per l'esposizione universale a Parigi: il loro intento era quello di rappresentare i costumi e le idee della sua epoca per "fare dell'arte viva".

Edouard Manet (1832 - 1883)

Nonostante il suo ultimo periodo sia stato impressionista, non volle mai essere identificato come tale → non parteciperà mai alle loro esposizioni (forse per non perdere il consenso della critica e l'ammissione al Salòn). Si batté per la libertà espressiva dell'artista anche con opere che suscitavano scandalo. Il padre era un giudice e voleva la stessa sorte per il figlio, ma lui andò all'Atelier di Thomas Cauture, per poi lasciarlo e andare da Bannat. Fu la modella e la pittrice Berthe Morisot che lo avvicinò a molti dei futuri pittori impressionisti. Viaggiò molto entrando così in contatto con i quadri di Hals, Velasquez e Goya, che riuscì a studiare meglio in occasione della mostra spagnola al Louvre nel 1838-48.

  • Lola di Valenza, 1862

    Ballerina di flamenco in quarta posizione dietro le quinte del teatro → retroscena disadorno che dà ancora più risalto alla donna. Richiama la pittura di Velasquez, assumendo la sua capacità evocativa e la sua ridondanza di colori. La gonna fu criticata perché fatta da pennellate libere che danno un'impressione ottica senza descrivere la realtà. La linea di contorno quasi si perde e le zone che sono in ombra/luce sono evidenziate da un colore più scuro/chiaro. Baudelarie scriverà una poesia omonima proprio su questo quadro.

  • La Colazione sull'Erba, 1863

    Manet disse di ispirarsi al 'Concerto Campestre' di Tiziano, anche se la maniera compositiva rimanda molto di più al 'Giudizio di Paride' di Raimondi. Fu rifiutata dall'Accademia e quindi esposta al Salòn de Refusès al Palazzo dell'Industria. L'opera era considerata volgare poiché le donne erano nude e accompagnate da giovani borghesi con abiti moderni → privazione dell'opera di contenuti elevati. Il cestino della colazione dà l'occasione per inserire una natura morta → il quadro diventa un collage di vari generi (nudo, ritratto, natura morta e paesaggio). La donna è bianca senza chiaroscuri → risulta piatta come se fosse incollata allo sfondo.

  • Olympia, 1863

    Raffigura una prostituta nuda che riceve un mazzo di fiori dalla sua serva, probabilmente un omaggio di uno dei suoi clienti. La donna fissa lo spettatore come a sfidarlo. Al posto del tradizionale cane, il pittore raffigura un gatto, simbolo dell'amore mercenario. I colori non sono sfumati, non ci sono chiaroscuri e non c'è approfondimento dei particolari → "la figura di Olympia sembra una carta da gioco" perché troppo bidimensionale. Ciò che sconcertò fu l'ambiente quotidiano e non mitologico/orientale. L'opera fa riferimento alla 'Venere di Urbino' e alla 'Maja Desnuda'. Inoltre, la serva di colore e il gatto nero sono un riferimento all'opera 'I Fiori del Male' di Baudelaire. Emile Zola intervenne a difesa del pittore scrivendo un pamphlet intitolato 'Manet' sulla rivista La Reuve du XXènne Siècle.

  • La Fifre, 1866

    Ispirato alla figura della Banda della Guardia Imperiale. Ispirato, sia per il tema che per la postura, alla serie di ritratti di nani e buffoni di Velasquez. La composizione richiama le stampe giapponesi per la semplicità e il risalto netto della figura sullo sfondo uniforme. Fu bocciato dal Salòn ma fu difeso da Zola: pittura per macchie e neri molto brillanti che danno luminosità → l'opera vive nella percezione ottica dello spettatore. Lo difese su l'Evenement con un articolo che creò a sua volta scalpore.

  • Ritratto di Emile Zola, 1868

    Come ringraziamento per aver preso le sue difese e quelle di altri pittori impressionisti. Sta leggendo il libro "Historie des Penteures" di Blanc. Sul tavolo ci sono gli oggetti del mestiere (inchiostro, libri, tra cui la monografia di Manet, e la pipa). C'è una delicatissima esattezza nei rapporti tonali → molta nitidezza all'opera. Il quadro è percorso da una grande luminosità, le ombre sono formate da colori complementari. Non c'è nessuna forzatura del soggetto che sembra piacevolmente a proprio agio. Nel quadro ci sono vari riferimenti alle passioni e influenze artistiche del tempo: 1. stampe giapponesi: il Giappone si aprì all'Europa con il suo fascino alla fine dell'Ottocento, soprattutto dopo l'Esposizione Universale del 1867; 2. bozzetto dell'Olympia che era davvero nelle mani di Zola a significare non solo la loro amicizia, ma anche l'assenza di pentimento da parte di Manet nell'aver fatto un quadro scandaloso; 3. dipinto de 'Il Trionfo di Bacco' di Velasquez: amore di Manet per l'arte spagnola → la stessa composizione del quadro è ispirata al pittore spagnolo.

  • La Colazione nell'Atelier, 1868

    Fu criticata perché incongruente, invece il dipinto riassume perfettamente l'opera di Manet che a volte è proprio assurda: tre personaggi che sono differenti l'uno dagli altri, un pasto con ostriche e caffè a sinistra una natura morta con armi e accessori da combattimento (repertorio dell'atelier da artista).

  • La Ferrovia, 1872-73

    L'ultimo ritratto con la sua modella preferita. Protagonista è la griglia di ferro → simbolo della linea netta tracciata con il passato (no gatto ma cane). Sono gli anni in cui inizia a soffrire di salute precaria. Il tema della ferrovia è classico degli impressionisti, ma la bambina di spalle non è convenzionale.

  • Il Bar delle Folies-Bergère, 1881-82

    Testimonia di nuovo l'amore realistico per il quotidiano (ma fatto in studio), della natura morta e dell'uso di colori piatti senza chiaroscuro. Lo specchio ci permette di vedere l'ambiente. Gli stessi colori visti da vicino sembrano spezzati, invece allontanandosi danno l'impressione della folla. La luce penetra attraverso i grandi lampadari (impressionismo!).

Impressionismo

Fondamentali furono le correnti del Romanticismo e del Realismo (rottura con la tradizione): negazione del soggetto importante + pittura del paesaggio + artista ribelle + colore acquista più importanza del disegno + soggettività.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta.checcucci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Nigro Alessandro.
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