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periodo sono alla radice dei significati che l’autore attribuirà a questo termine nelle

INTRODUZIONE occasioni in cui lo utilizzerà nei testi successivi. Nella “piccola storia della

Benjamin risponde a proposito della questione della storicità, della variabilità fotografia” del 1931, l’aura, l’alone sfumato che circonda i volti degli individui

storica della visione e più in generale della percezione del sensibile e ritratti, è definita come medium.

dell’esperienza. Un posto in primo piano all’interno dell’orizzonte del Medium in cui si organizza la

Benjamin era convinto non si potesse parlare di esperienza in termini sovrastorici, percezione umana spetta a quei dispositivi tecnici come la fotografia, il telefono, la

perché riteneva che le condizioni che determinano ciò che è visibile, sensibile ed radio, il cinema e le forme moderne della stampa. Per nominare questi dispositivi

esperibile fossero storicamente determinate. Benjamin usa Apparat, quando li menziona singolarmente, Apparatur, quando li

Il campo del sensibile è configurato in forme storiche sempre diverse da un insieme considera nel loro insieme. Apparato, apparecchio e apparecchiatura sono i termini

di condizioni che Benjamin riassume con Medium. scelti da Benjamin per parlare dei media tecnici della modernità, sottolineandone

il carattere preparato e quindi intenzionale, artificiale, convenzionale.

Il medium per Benjamin è: Alla radice della teoria benjaminiana dei media c’è l’idea secondo cui l’esperienza

 l’insieme di condizioni naturali della visione e della percezione visibile che sensibile non può essere considerata in termini sovrastorici, in quanto sempre

venivano indicate con questo termine già nei trattati medievali e moderni di intrinsecamente correlata con l’evolversi storico dei media. È dunque sul terreno

ottica. di una storia dell’arte concepita come studio delle radici estetico-corporee delle

 l’insieme delle condizioni tecniche, artificiali, capaci di filtrare, modulare e forme di rappresentazione e degli stili che muove i primi passi la teoria

deviare la luce, configurando la visione e più in generale la percezione sensibile benjaminiana dei media.

in modi diversi: condizioni storicamente variabili che con in loro evolversi

determinano delle trasformazioni nella stessa percezione, nel modo in cui essa si 2. STORIA DELL’ARTE E STORIA DELLA PERCEZIONE

organizza e ha luogo. La storia degli stili implica una storia delle modalità percettive attraverso le quali si

L’insieme di queste condizioni è ampio e variegato, che va molto al di là del è organizzata l’esperienza in una certa umanità e in un determinato periodo storico.

perimetro dei media o mass media. La parte costitutiva del medium è tutto ciò che Alla scuola viennese di storia dell’arte (in particolare a Riegl e Wickoff) che

può contribuire a dare forma a un’esperienza sensibile che è sempre mediata e Benjamin riconosce il primato di questa intuizione.

storicamente variabile. In quest’ottica, la teoria dei media di Benjamin è Riegl lo accompagnerà lungo tutta la sua riflessione. Lo storico austriaco era in vero

inscindibile da una teoria e da una storia della percezione e più in generale e proprio fisionomo dell’arte e aveva affrontato la trattazione dello spazio

dell’esperienza. nell’antichità prestando attenzione a una dimensione che potremmo chiamare di

1. MEDIUM, APPARAT, APPARATUR pragmatica dell’immagine, cioè relativa alla sua capacità di attirare presso di sé

l’osservatore, invitandolo ad una visione ravvicinata o respingerlo lontano.

I termini Medium, Apparat e Apparatur sono usati da Benjamin per articolare nei

suoi scritti una teoria dei media che ha una dimensione ontologica, estetica e Una linea interpretativa simile o dello svizzero Wölfflin, che lasciò un segno

politica. profondo nella riflessione benjaminiana a partire dalle indagini su segno e

macchia.

L’uso del termine Medium da Benjamin è riscontrabile negli scritti della seconda

metà degli anni 10. Lo statuto di medium viene attribuito al colore, alla pittura, alla Per Wölfflin come per Riegl la transizione dall’egizio al tardoromano si caratterizza

lingua. Le tre declinazioni dell’idea di Medium che sono negli scritti di questo per un movimento dal tattile all’ottico. Riegl ammette la possibilità di inversioni e

di riprese di fasi percettive precedenti e sarà a questo recupero dell’esperienza I nuovi apparecchi di riproduzione tecnica coi loro promotori, rappresentano

un’alleanza di forze impegnate a rimodulare l’organizzazione della percezione nella

tattile che Benjamin ricondurrà quei fenomeni suoi contemporanei. Molti let

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Riassunto Esame Storia dell'arte contemporanea, prof. Chiodi, libro consigliato: Aura e Choc, Benjamin, introduzione e Piccola storia della fotografia Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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