Appunti di storia contemporanea
Introduzione per lo studente ed indice analitico
La presente dispensa riporta con accuratezza i contenuti del corso di Storia Contemporanea, relativi all'insegnamento dei prof. Ziglioli ed Arisi Rota. Costruita sulla base di un'assidua frequenza alle lezioni, tale dispensa segue fedelmente lo schema del libro di testo di riferimento ("Storia contemporanea dal XIX al XXI secolo", di Cammarano, Guazzaloca, Piretti), di cui costituisce un buon riassunto, integrato con gli approfondimenti e le particolarità analizzate in aula.
Rielaborati e rivisti con cura, tali appunti risultano particolarmente importanti per avere un quadro chiaro e puntuale della materia: la completezza del lavoro, il richiamo alle questioni citate in precedenza, e i numerosi collegamenti permettono di individuare, anche con sole poche letture, gli aspetti più volte richiamati dai docenti, consentendo una preparazione dell'esame rapida e non dispersiva.
Indice analitico della dispensa
- Congresso di Vienna
- 1848
- Stato e società
- Ideologie
- Inghilterra
- Francia
- Germania
- Impero Asburgico
- Italia
- Spagna
- Russia
- I Paesi scandinavi
- Impero Ottomano
- Stati Uniti
- America Latina
- Giappone
- Cina
- Africa
- Stato e società
- Passaggio tra '800 e '900
- Italia
- Francia
- Gran Bretagna
- Germania
- Russia
- Europa tra nazionalismo e imperialismo
- Russia
- Versailles
- Dissoluzione dell'Impero Ottomano
- Germania nel primo dopoguerra
- Italia nel primo dopoguerra
- Nazismo
- Stalinismo
- USA
- Il '29 in Europa
- Francia e Gran Bretagna
- I fronti popolari
- Spagna e guerra civile
- La questione irlandese
- Il fallimento di Versailles
- Francia e Gran Bretagna
- Appeasement
- Seconda guerra mondiale
- 1941
- Regimi collaborazionisti
- Shoah
- Resistenza
- 1941
- La nuova carta dell'Europa
- Guerra Fredda
- Accordi economici
- Welfare State
- Germania
- Guerra di Corea
- NATO e SEATO
- Truaman ed Eisenhower
- Germania divisa
- Spagna franchista
- Jugoslavia di Tito
- Cina
- Giappone
- Israele
- Decolonizzazione
- Unione Indiana e Pakistan
- Paesi non allineati
- XX congresso PCUS
- Polonia e Ungheria
- Egitto
- Concilio Vaticano II
- Francia
- Italia
- Inghilterra
- America Latina
- Stati Uniti
- Unione Europea
- Vietnam
- Conflitto israelo-palestinese
- Situazione africana
- 1968
- Nuovo femminismo
- Crisi petrolifera
- Distensione
- Italia negli anni di piombo
- Thatcher e Reagan
- Tigri asiatiche
- Crisi delle dittature
- Paesi del Patto di Varsavia
- Il '79 in Medio Oriente
- Gorbacev
- Caduta del muro di Berlino
- Piazza Tienanmen
- Crollo del mito sovietico
- Accordi economici
- Allargamenti dell'Unione Europea
- Italia tra proporzionale e maggioritario
- Fine dell'apartheid e genocidio in Rwanda
- Pantano meridionale
- L'11 Settembre
Storia contemporanea
Congresso di Vienna
Viene convocato nel 1814 un Congresso per stabilire il nuovo ordine politico europeo, e si concluse nel 1815, dopo l’effettiva sconfitta di Napoleone. In base al Congresso: vennero riportati sui troni i sovrani deposti da Napoleone; la Russia ottiene Finlandia, Bessarabia e parte della Polonia, ma le viene negato lo stretto dei Dardanelli; l’Impero asburgico ottiene la Lombardia e il Veneto; la Gran Bretagna acquisisce Malta e completa quindi la sua egemonia sui mari; la Prussia ottiene la Sassonia e il bacino della Ruhr, ma le viene negato di guidare l’unificazione degli stati di lingua tedesca, viene però istituita la Confederazione germanica di 39 stati. La Confederazione venne posta sotto la guida dell’imperatore d’Austria Francesco 1; in Spagna tornò sul trono Ferdinando 7 di Borbone; in Francia sale al trono Luigi 18 Borbone. Come conseguenze del Congresso, sempre nel 1815, si formarono la Santa Alleanza, formata da Russia, Prussia e Austria e successivamente, data la fragilità della Santa Alleanza, si formò la Quadruplice Alleanza, formata da Gran Bretagna, Russia, Prussia e Austria.
1848
Il 22 febbraio 1848 il sovrano francese Luigi Filippo d’Orleans vieta un banchetto, occasione di dibattito politico, e i parigini insorgono creando barricate ed alleandosi con i soldati, arrivando a proclamare la Seconda Repubblica (la prima era quella del 1742) con un governo provvisorio retto da Lamartine. Questo esecutivo vara riforme su: libertà di stampa e associazione; imposta sul reddito progressiva; riduzione della giornata lavorativa e istituzione degli opifici, il cui fallimento sarà alla base della vittoria dei moderati nelle elezioni per la Costituente del 23 aprile 1848. La sinistra per re impossessarsi del potere sceglie la via del colpo di stato, ma la Guardia Nazionale lo sventa e con la nuova Costituzione nasce uno stato con sistema monocamerale e presidente della Repubblica con ampi poteri. Il 10 dicembre 1848 viene eletto presidente della Repubblica Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, grazie alla promessa di mantenere la proprietà privata nelle campagne.
Il 13 marzo 48 una rivolta scoppiata a Vienna costrinse l’imperatore Ferdinando 1 a convocare l’Assemblea Costituente e ad allontanare Matternich, che aveva avuto un ruolo fondamentale al Congresso di Vienna. Questi disordini portarono polacchi, boemi, italiani e ungheresi a pensare che fosse il momento di liberarsi dagli Asburgo, ma i dissidi interni al fronte rivoluzionario, in quanto ognuno voleva liberare il proprio paese per primo, resero inefficace il tentativo. Nel ristabilire l’ordine degli austriaci si avvalsero l’aiuto della Russia. I sovrani della Confederazione germanica, compreso il re di Prussia Federico Guglielmo 4, di fronte alle rivolte dovettero concedere ordinamenti liberali e si giunse all’elezione di una Costituente in cui si opposero i Grandi tedeschi e i Piccoli tedeschi, dove i primi volevano un’unione degli stati sotto la guida dell’Austria, mentre i secondi volevano uno stato nazionale più piccolo guidato dalla Prussia. A prevalere fu il secondo progetto e nell’Aprile 1849 la Costituente offre a Federico Guglielmo 4 la corona dell’Impero federale tedesco, ma lui rifiuta per non dare troppo peso al principio di sovranità popolare. Nel giugno 1849 la Costituente fu sciolta e la Prussia, anche con la nuova costituzione del 1850, manteneva la sovranità solo di una piccola élite di stati.
Il 12 Gennaio un’insurrezione di popolo a Palermo costrinse Ferdinando 2 Borbone a concedere una costituzione e nei giorni successivi lo stesso fecero i sovrani della penisola. Il 17 Marzo Venezia si ribellò alla dominazione austriaca liberando Daniele Manin e Niccolò Tommaseo dal carcere e costringendo il governatore austriaco alla fuga; venne proclamata la Repubblica di Venezia con un governo guidato da Manin. Quasi contemporaneamente, a Milano, durante le “cinque giornate” (18-22 Marzo) i cittadini, diretti da un Consiglio di guerra comandato da Carlo Cattaneo, innalzarono barricate costringendo il maresciallo austriaco Radetsky a ritirarsi nel quadrilatero Mantova-Verona-Peschiera-Legnano. Spinto dal desiderio d’espansione Carlo Alberto dichiarò guerra all’Austria e a lui si allearono Ferdinando 2 (Sicilia), Leopoldo 2 (Toscana) e Pio 9 (Stato Pontificio); la dichiarazione di guerra è del 23 Marzo, ma già alla fine di Aprile, Carlo Alberto viene abbandonato dai suoi alleati. A fine luglio l’esercito sabaudo viene sconfitto a Custoza e il 9 agosto viene firmato l’armistizio di Salasco. Nel marzo 1849 vengono riaperte le ostilità contro l’Austria, ma Carlo Alberto venne nuovamente sconfitto e per questo abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele 2. Con la fuga di Pio 9 da Gaeta si forma la Repubblica Romana retta dal triumvirato di Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, questa Repubblica ebbe però vita breve perché venne sconfitta dalla Repubblica francese nonostante la resistenza opposta dalle truppe volontarie guidate da Garibaldi.
Stato e società
La Gran Bretagna fu il primo paese a mostrare vizi e virtù del capitalismo a partire dalla necessità d’introdurre (nel 600) e modificare (nel 1834) la Poor Law che inizialmente prevedeva solo un sussidio per coloro che per malattie o età non potessero lavorare, mentre successivamente questo sussidio fu destinato ai meno abbienti in cambio del loro lavoro nelle workhouses. La fiducia smisurata nel progresso economico e industriale si arrestò con la crisi di sovrapproduzione che si ebbe a partire dal 1873 e che costrinse molti paesi ad una svolta protezionistica, creando anche cartelli e trust.
Ideologie
Le principali ideologie che si svilupparono furono 4: reazionarismo, conservatorismo, liberalismo, radicalismo. I reazionari negano che l’uomo possa organizzarsi liberamente, e sono convinti che l’ordine sociale sia derivato dall’ordina naturale e divino; quando fu evidente l’impossibilità di mantenere immutata la gerarchia tradizionale il reazionarismo si mutò nella difesa ad oltranza della nazione. I conservatori, a patto che esse siano graduali, sono disposti ad un rapporto dialettico con la modernizzazione e i relativi cambiamenti pur mantenendo il ruolo centrale della famiglia, patrocinando una politica estera aggressiva e una politica interna di coesione. I liberalisti miravano alla salvaguardia delle libertà personali e soprattutto dallo Stato in economia; teorizzano la “libertà positiva” ovvero il principio per cui l’individuo non solo doveva essere libero, ma doveva anche avere gli strumenti per essere felice. I radicali puntavano invece ad avvicinare le istituzioni rappresentative al popolo attraverso il suffragio universale.
Inghilterra
A partire dalla Glorius Revolution del 1688-9 si era avviata sulla strada del costituzionalismo liberale; il potere legislativo era detenuto da 2 camere: Camera dei Comuni, elettiva, e la Camera dei Lord, accesso ai soli membri dell’aristocrazia; il primo ministro doveva emergere tra i parlamentari del partito di maggioranza. I Partiti erano Whigs e Tories da cui nel 19° secolo ebbero origine il Partito liberale e quello conservatore. Nel 1867 con il Secondo Reform Act, approvato dal governatore conservatore Benjamin Disraeli, il corpo elettorale aumentò notevolmente in quanto non più limitato ai soli possessori di beni mobili o immobili, ma anche a chi nei centri urbani pagava un affitto. Il sistema elettorale rimaneva maggioritario e a turno unico. Dal 1837 al 1901 regnò la regina Vittoria che eliminò le ingerenze regie nella politica, trasformando il ruolo della monarchia a pura immagine; tra gli anni Cinquanta e Sessanta ci fu una netta supremazia politica del whig Henry Palmertson sotto cui si ebbe il massimo sviluppo economico della golden age. Nelle elezioni del 1868 vinse il liberale William Gladstone che rimase in carica fino al 1874, il suo esecutivo nel 1872 abolì il voto palese e migliorò l’educazione pubblica e l’amministrazione eliminando le barriere all’avanzamento e introducendo il reclutamento per concorsi. Nel 1874 vinsero i conservatori di Disraeli, che continuarono la linea riformista e promossero una politica coloniale attiva arrivando a proclamare, nel 1876, Vittoria regina delle Indie. Al Congresso di Berlino del 1878, dopo la guerra russo-turca, nonostante la neutralità nel conflitto, la Gran Bretagna ottenne Cipro, ma nonostante questo Gladstone si oppose alla politica estera filo turca di Disraeli e questo gli fu utile per vincere le elezioni del 1880. Una volta al governo non poté rovesciare completamente la politica di Disraeli e nel 1882 invase l’Egitto; nel 1884 varò il Thurd Reform Act estendendo i criteri del voto per ci paga un affitto anche ai lavoratori agricoli e, l’anno successivo, disegnò una più equa distribuzione delle circoscrizioni elettorali. Nel 1886 promosse l’Home Rule, legge per l’indipendenza irlandese che prevedeva un Parlamento a Dublino, ma le decisioni di difesa, finanza e politica estera, sarebbero rimaste al Parlamento di Londra. Il disegno fu bocciato per un’opposizione interna che portò allo scisma del Partiti, da cui si staccarono Chamberlain e altri radicali che crearono il Partito Liberale unionista, che dopo la Grande Guerra venne assorbito da quello conservatore. Nel corso dell’800 dal punto di vista sociale furono importanti lo sviluppo del print capitalism, ovvero dei ricchi che non si occupano però solo della terra, e il fatto che si sviluppa l’idea che i borghesi debbano “sporcarsi le mani” come per esempio fece il Duca di Bridge Water che investe denaro per creare canali che arrivino nelle future città industriali di Liverpool e Manchaster. L’Inghilterra fu anche protagonista della prima comunicazione via cavo tra America e Gran Bretagna che fu possibile dopo sperimentazioni fatte tra il 1856 e il 1858 e furono finanziate dal Cyrus Field, tale metodo permetteva che le comunicazioni avvenissero in tempo quasi reale; nel 1901 si arriverà poi alla prima comunicazione radio grazie a Marconi.
Francia
Nel luglio 1851 Luigi Napoleone Bonaparte cercò di far approvare dall’Assemblea Nazionale la sua ricandidabilità, ma l’Assemblea si rifiutò di modificare la Costituzione; Luigi Napoleone decise allora di far occupare con l’esercito Parigi e la sede del Parlamento la notte del 1° dicembre. A seguito del plebiscito, a suffragio universale maschile, del 21 dicembre Luigi Napoleone ottenne i poteri di redigere una nuova costituzione; il nuovo testo prevedeva 10 anni di carica del presidente e l’iniziativa legislativa veniva trasferita dal parlamento al Presidente e ad una nuova camera a nomina presidenziale, il Senato. Il 7 Novembre 1852 modificò la Costituzione e re istituì l’Impero, che assunse egli stesso con il nome di Napoleone 3, e tale provvedimento fu ratificato da plebiscito. Napoleone 3 fece forti investimenti in opere pubbliche e nel settore bancario; nel 1854 non esitò a schierarsi al fianco dell’Inghilterra contro la Russia, che voleva espandersi nel Mar Nero e nei Balcani, nella guerra di Crimea (Ucraina, sopra il Mar Nero). L’esercito anglo-francese ottenne anche il supporto sabaudo in seguito ad un accordo con la Francia e così la Russia venne sconfitta, anche per il non intervento austriaco. Nel 1858 Napoleone 3 siglò l’alleanza con il Regno di Sardegna tramite gli Accordi di Plombieres, che prevedevano in caso di conflitto con Vienna, che la Francia sarebbe intervenuta in aiuto in cambio di Nizza, Savoia e di un’influenza nell’Italia centrale. La vittoriosa guerra condotta dai franco-piemontesi ebbe un esito differente da quello auspicato da Napoleone e per questo l’11 luglio 1859 l’imperatore firmò l’armistizio di Villafranca. Napoleone 3, bisognoso di nuova legittimazione, nel 1869 modificò la Costituzione riproponendo istituzioni rappresentative come ad esempio il Parlamento, che però aveva responsabilità ministeriali. L’anno precedente, a causa di un alzamiento, la casa spagnola dei Borbone fu rovesciata e la regina Isabella lasciò il trono; una delle candidature presentare fu quella di Leopoldo, della stessa casata del re di Prussia e ciò terrorizzò Napoleone 3, che rischiava di essere accerchiato, e per questo chiese che quella candidatura venisse ritirata. La risposta negativa del re di Prussia, resa pubblica da Bismark, costrinse l’imperatore francese a dichiarare guerra alla Prussia il 19 luglio 1870; la guerra fu rovinosa per la Francia, e il 1° settembre, con metà esercito assediato a Metz e metà sconfitto a Sedan, la Francia fu costretta ad arrendersi. A Parigi venne nuovamente proclamata la Repubblica e formato un governo provvisorio; nel 1871 fu firmato l’armistizio e la Pace di francoforte siglata il 10 maggio prevedeva una forte indennità economica e la perdita di Alsazia e Lorena. Nel febbraio 1871 ci furono le elezioni per la nuova Assemblea Nazionale che ottenne una forte maggioranza di monarchici e conservatori; quando furono rese note le condizioni di pace, che tra l’altro prevedeva l’ingresso di truppe tedesche nella capitale, ci furono insurrezioni guidate dall’estrema sinistra. La nuova Repubblica vide una forte ripresa economica, nel 1873 venne eletto presidente il generale Mac Mahon, che si fece conferire il potere esecutivo per 7 anni e nel 1877, con l’autorizzazione del Senato, sciolse la Camera dei deputati, e con le elezioni la maggioranza andò ai repubblicani. Vistosi negare un nuovo scioglimento della Camera Mac Mahon si dimise il 30 gennaio 1879 e attraverso la scuola i repubblicani si affrettarono a diffondere la loro cultura. Dal 1886 il ministro della guerra del governo Clemenceau, fu Boulanger che grazie alle sue doti comunicative vinse molte elezioni suppletive, ma non fu mai nella condizione di guidare un colpo di stato e nel 1889 fu dichiarato ineleggibile, in quanto accusato in contumacia (era in Belgio) di aver attentato alla sicurezza della Repubblica.
Germania
La storia tedesca dopo il Congresso di Vienna fu caratterizzata da spinte verso l’unificazione. Per prima cosa gli stati tedeschi realizzarono un'unione doganale al fine di potenziare l’economia ponendo anche dazi doganali verso l’esterno. I moti del 1848 sembrarono portare alla costituzione di uno stato “piccolo tedesco” senza l’Austria, progetto promosso anche dal re di Prussia Federico Guglielmo 4 che riteneva si potesse giungere all’unificazione anche con soli accordi diplomatici tra gli stati, ma quest’idea fallì.
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