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Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Stefania Bartoloni, libro Donne di fronte alla guerra, Bartoloni

Riassunto per l'esame di Storia Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Bartoloni: Donne di fronte alla guerra, Stefania Bartoloni, dell'università degli Studi di Roma3 - Uniroma3. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia contemporanea docente Prof. S. Bartoloni

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Alessandrina Ravizza e Ersilia Majno,

Queste iniziative si dovettero a donne esemplari come

femminile.

fondatrice nel 1899 dell’Unione L’Unione fu un punto di riferimento per il femminismo

diritti sociali di servizi

pratico. Il suo programma mirava a promuovere i e si basava su un’offerta

Uffici di indicazioni e assistenza.

attraverso gli Un altro tratto che qualificava il femminismo nelle

movimento internazionale per la pace.

sue varie anime fu il legame con il Queste donne si dicevano

cosmopolite e interclassiste, auspicavano il dialogo interconfessionale e quello tra laiche e credenti.

umano, bene comune

La necessità di tutelare l’essere l’idea del da difendere sotto ogni aspetto e la

sperpero delle risorse per fini bellici

critica allo caratterizzarono una cultura politica che individuò

nel femminismo, pacifismo e europeismo la stessa matrice storica.

- La Lega di libertà, fratellanza e pace

1878

Nel a Milano furono indetti dal Consolato operaio, l’organizzazione mazziniana lombarda,

Comizio della pace.

alcuni incontri preparatori al Era la prima volta che una simile iniziativa

prendeva corpo grazie a esponenti del radicalismo repubblicano e democratico. Tra i promotori della

Carlo Romussi, Arcangelo Ghisleri e Cristina Lazzati.

riunione I convenuti espressero

preoccupazione per il pericolo che incombeva in Europa, convertita dal militarismo in una grande

caserma.

circoscrizione obbligatoria

La e la creazione di nuove e potenti armi non facevano che aumentare i

marchese Pepoli

timori per una possibile guerra. Il invitò a “parlare un po’ più di pace e un po’

meno di guerra”, anche se era più difficile definire un progetto di pace e individuare dispositivi

eserciti stanziali,

efficaci per la sua realizzazione. Per garantire la pace suggeriva, al posto degli

militare

l’educazione dei cittadini, la trasformazione del diritto internazionale e il disarmo.

Lega di libertà, fratellanza e pace

Nei giorni successivi nacque la con lo scopo di fare propaganda

contro la guerra, lavorare per la graduale abolizione degli eserciti e per l’introduzione di un tribunale

contese internazionali.

di savi col quale dirimere le Si voleva poi collegare il movimento nazionale a

Charles Lemonnier.

quello internazionale che faceva capo a Fu proprio lui ad aprire il secondo

Comizio della Lega, convocato a Milano l’11 maggio 1879. L’incontro fu meglio preparato, nuove

questioni furono messe a fuoco e si definirono le caratteristiche del movimento che aveva natura

suffragio universale

politica e non teologica. Venne chiesto il per permettere al popolo, che pagava

un forte tributo in termini di sangue e sofferenze economiche, di “esercitare un’ingerenza più diretta

nel governo dello Stato”.

Veniva introdotta la richiesta del suffragio universale per far prevalere gli interessi generali su quelli

particolari, senza tuttavia precisare se il termine universale comprendesse anche le donne.

reintegrazione delle patrie mutilate dalla presenza straniera

Il tema della rappresentava un nodo

controverso, si preferì lanciare un generico appello e lasciare in sospeso domande su come e quando

riunificare all’Italia parti del paese ancora sotto dominazione. I membri della Lega, che propugnavano

solidarietà e la cooperazione

la e si definivano umanitari, erano artigiani, insegnanti, giornalisti,

professionisti. Costoro diedero vita a un movimento che non voleva essere politico e rigorosamente

Alessandrina Ravizza, Anna Maria Mozzoni, Cristina Lazzati e

laico, e tra le socie vi erano

Paolina Schiff. Gualberta Alaide Beccari,

Il loro punto di riferimento era il giornale “La donna”, diretto da in

Julia Ward Howe,

contatto con la poetessa che pubblicò la Dichiarazione dei sentimenti.

Lega promotrice degli interessi femminili,

Nel dicembre 1880 venne fondata la tra cui c’erano

Anna Maria Mozzoni, Cristina Lazzati, Paolina Schiff, Giuseppina Pozzi, Nerina

le operaie

Abruzzesi e Costantino Lazzari. Al Comizio dei comizi della democrazia, solo grazie al sostegno di

Agostino Bertani venne approvata la richiesta del suffragio femminile. Contrari furono Saffi,

Colajanni e Cavalloti, cioè alcuni dei compagni con cui Mozzoni aveva intrapreso la battaglia per la

pace e la democrazia. Delusa, ma non sopresa, si allontanò dal radicalismo per avvicinarsi al Partito

operaio e preparò un opuscolo per conquistare le ragazze al socialismo.

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Consapevoli che tali speranze fossero realizzabili solo in un mondo libero da conflitti, le umanitarie

Paolina

criticarono gli uomini educati ad usare la forza, anziché il confronto e la collaborazione.

Schiff, fu testimone dall’interno degli infruttuosi tentativi di trasformare gli agitati gruppi della Lega

di libertà in una stabile e influente organizzazione per il disarmo e l’arbitrato. Lo Stato Italiano con

baia di Assab

l’acquisto della diede inizio alla sua politica coloniale. Quando nel gennaio 1887 una

Dogali,

colonna di 500 soldati italiani venne annientata a un’opinione pubblica scossa partecipò a

un’ondata di manifestazioni anticolonialiste.

- L’Unione Lombarda Lega di libertà

Urgeva a questo punto un chiarimento nella che sembrava andare avanti tra

stanchezza e difficoltà. Venne accolto l’invito dell’infaticabile apostolo della pace Hodgson Pratt e

lombarda per la pace e

nell’aprile 1887 furono costituite due società: a Milano nell’Unione

l’arbitrato nazionale confluirono gli aderenti alla vecchia Lega di libertà fratellanza e pace, della

per l’arbitrato e

Società Umanitaria e del Consolato operaio. A Roma prendeva vita l’Associazione

per la pace internazionale grazie a Ruggero Bonghi, Beniamino Pandolfi e Vittorio Prestini.

Moneta

Teodoro fino a quel momento aveva rifiutato incarichi di responsabilità, preferendo il

giornalismo. L’aumento di sentimenti antifrancesi, i timori per lo scoppio di un conflitto, le difficoltà

in cui si dibatteva la stessa Lega e l’avvio di una politica coloniale italiana, gli fecero poco alla volta

cambiare idea.

Il programma di Moneta prevedeva un piccolo spazio per la componente femminile e, nel 1888,

Comizio per la pace, Paolina Schiff

organizzò a Milano un nuovo dove fu invitata a tenere una

conferenza. casse di

Negli anni Novanta la Schiff, vicina all’Estrema Sinistra, si dedicò all’istituzione delle

maternità per le lavoratrici e si avvicinò al socialismo tenendo sempre più vivo il suo amore per la

pace.Nel maggio 1888 pubblicò “L’influenza della donna sulla pace” dove propose l’arbitrato per

dirimere i contrasti e, appellandosi a un sano amor di patria, rilanciò l’universalismo tra i popoli.

Auspicò a un’idea di cittadinanza dove le donne avrebbero potuto influenzare la politica per costruire

un futuro pacifico e sereno.

La conferenziera sostenne che anche le donne, come gli uomini, nel passato furono animate da spirito

di conquista, volontà di potenza e di gloria.

Precisava che occorreva valorizzare le differenze di attitudini e sentimenti tra i sessi e non

neutralizzare l’azione femminile. Grazie alla saggezza e la senso pratico delle donne tutta la società

militarismo,

poteva migliorare eliminando le disuguaglianze. Oltre al la critica veniva rivolta al

governo italiano per la recente spedizione in Africa attuata con uno spreco di vite umane e denari.

L’auspicio di Schiff era di superare i contrasti, ripudiare ipocrisie e ambiguità e raggiungere un

accordo tra le nazioni in conflitto. Guardando con ottimismo al futuro, concludeva invitando a

movimento internazionale fondato sulla fratellanza.

costruire un Ruggero Bonghi

Nel novembre 1888 partiva da l’idea di organizzare a Roma un congresso per

riunire le società per la pace, a suo parere ancora poche e senza coordinamento. Stabilì l’incontro per

il maggio 1889 precisando che tutti potevano partecipare “senza distinzione: monarchi, repubblicani,

radicali, socialisti e qualunque altro genere d’innovatori e riformatori”. Nella capitale i membri

erano esponenti di partiti o rappresentanti delle istituzioni, all’appuntamento lombardo avevano

aderito i circoli operai, le società di mutuo soccorso e i piccoli gruppi pro pace e disarmo.

e il diritto internazionale,

I sostenitori della pace misero al centro del programma l’arbitrato una

linea che qualche risultato aveva ottenuto. Al primo congresso ci furono 4 temi:

relazione sul disarmo,

1) la affidata a Moneta

doganale e il libero scambio,

2) la relazione sull’unione affidata a Vilfredo Pareto

3 internazionale,

3) la relazione sull’arbitrato di Angelo Mazzoleni

4) alcuni modi per ridare vigore al movimento, con Ruggero Bonghi

militarismo

Moneta criticò il e auspicò una riforma dell’esercito per combattere la sola guerra

consentita, quella difensiva. Fu approvata la richiesta, meno impegnativa, di fare dell’esercito uno

strumento di difesa, esercitando fin dalla scuola i giovani al tiro a segno. Bonghi nel suo discorso

comitati, giornale,

auspicò la formazione di nuovi la pubblicazione di un e l’organizzazione di

Angelo Mazzoleni

conferenze per propagandare l’idea. Il deputato ritenne opportuno far approvare la

seguente raccomandazione: “Il Congresso augura di veder sorgere dei comitati di donne per la

propaganda della Pace ed invita i delegati convenuti a promuoverne la costituzione”.

Mazzoleni

L’attenzione mostrata da non era un interesse momentaneo: nominato consigliere della

Lega promotrice degli interessi femminili, divenne amico di Anna Maria Mozzoni e di Paolina Schiff

contribuendo a diffondere i loro ideali.

- Propagandiste per la pace

Dalla fine degli anni Ottanta si comincia a notare una ripresa del movimento pro pace. La corrente

legalità internazionale

poneva l’accento sul rispetto della e sulla messa a punto di strumenti e istituti

giuridici adeguati. Nel corso del 1890 si svolsero varie iniziative che inaugurarono un vivace

decennio, a partire da una nuova conferenza di Paolina Schiff. Puntualizzò il significato del termine

patriottismo, disarmo, dell’arbitrato

ribadì l’importanza del e denunciò lo stato di minorità

femminile.

dell’universo L’attivista, dopo essersi chiesta cosa potevano fare le donne per la pace, si

chiedeva cosa la pace avrebbe portato loro. Costruire la pace voleva dire lottare contro soprusi e

prepotenze, educare le donne alla libertà, al rispetto di se stesse e indicare loro i modi per raggiungere

quegli obiettivi. Paolina Schiff perorò l’entrata delle donne nei pubblici affari e riflettè su possibili

alleanze.

La speranza per un futuro di pace non significava negare il patriottismo, sentimento che riscaldava il

cuore di molti attivisti, ma Schiff non perdeva di vista il tema che tra tutti considerava il più

mano eguagliatrice.

importante: una Non restava dunque che opporsi allo spirito di guerra, con un

inno: che la pace giova alla donna. Angelo De Gubernatis,

A sostenere l’impegno della femminista fu anche fondatore del periodico

Cordelia, che organizzò un’iniziativa denominata Esposizione Beatrice, che intendeva offrire un

quadro dei progressi delle italiane nelle arti, negli studi e nel lavoro.

Irma Melany Scodnik, Emilia

All’Esposizione parteciparono con una conferenza sulle attrici, ed

Mariani, con una riflessione sul futuro delle italiane. Mariani auspicò il miglioramento del sistema

educativo e maggiori opportunità del lavoro, e alle sorelle chiese più coraggio nell’affermare

ambizioni e libertà.

La pace che immaginavano non poteva prescindere dall’affermazione di prerogative femminili come

delicatezza, l’altruismo, il senso pratico e l’affidabiltà,

la si trattava di qualità necessarie per

costruire una civiltà basata sui diritti, sull’eguaglianza, sulla giustizia e libera da guerre.

- Educatrici per la pace

Mazzoleni invitò a formare comitati femminili per l’opera di propaganda. Il progetto sarebbe maturato

lombarda, Società

più tardi, ma nel frattempo fu avviata la riorganizzazione dell’Unione denominata

internazionale per la pace - Unione lombarda.

Non era elencati i nomi di “centinaia” di semplici aderenti dei quali è difficile rintracciare genere e

pacifismo patriottico,

identità. Col nuovo decennio prendeva forma la componente femminile nel

meno intransigente e più sentimentale del gruppo di femministe pacifiste che avevano aperto la strada.

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Nel corso degli anni Novanta l’idea di pace fu declinata in modi diversi e il pacifismo giuridico si

avviò a vivere uno dei momenti più felici.

- L’almanacco di Teodoro Moneta

1890

Nel venne pubblicato fino al 1937, anno in cui il fascismo sciolse l’associazione e chiuse i suoi

organi di stampa. Promosso da Moneta, collaborarono a “L’amico della pace. Almanacco popolare

Enrico Ferri, Claudio Treves, Emilio

illustrato” a cui collaborarono, tra gli altri, i socialisti

Caldara, Filippo Turati. Dall’almanacco emergeva l’immagine di un gruppo che ancora una volta si

definiva più per la denuncia delle guerre che per un’articolata riflessione sulla pace e sui modi per

ottenerla.

Anche le pacifiste patriottiche fecero coincidere l’identità femminile con il ruolo materno. Il loro

disegno fu circoscritto alla richiesta di un futuro sereno non in mine dei propri diritti, bensì in nome

dei diritti dei propri figlioli. Concludeva un’anonima collaboratrice che le madri, contro il dolore

invocano la pace.

disperato per la perdita di un figlio, Nella sua propaganda, la redazione

inni, poesie, novelle, lettere denunce e

dell’almanacco utilizzò messi espressivi diversi: accanto a

riflessioni.

L’idea di pace doveva divenire un momento centrale nella formazione delle generazioni future.

Era necessario rivedere gli insegnamenti impartiti nelle scuole che preparavano i giovani spiriti alla

guerra, alimentavano la paura e l’odio per l’estraneo, esaltavano l’onore, la gloria e l’eroismo.

libri di testo,

L’attenzione si concentrò sui la storia qui rassomigliava a un lungo elenco di prepotenze

e di carneficine magnificate per sollecitare negli studenti lo spirito bellico e il desiderio di conquista.

Irma Melany Scodnik materna

ricordava che l’influenza si riverberava in tanti aspetti dell’esistenza

del figlio e alla mamma spettava la scelta dei giochi.

Scodnik si diceva sicura dell’influenza benefica di madri, sorelle, spose, figlie sui loro cari e

affermava che per affrettare il trionfo della pace però occorreva occuparsi anche degli adulti. Una

critica che fece fu la messa in luce di una contraddizione: se da una parte si cercava di cambiare le

coscienze criticando i modelli maschili dominanti, dall’altra si riproponevano gli stereotipi sulle

naturali virtù, sulla vocazione educatrice e sull’innato pacifismo delle donne che però erano

riconducibili, anch’essi, a modelli.

- Nella crisi di fine secolo pro pace

Le pioniere della mobilitazione nacquero negli anni che precedettero la proclamazione del

Regno d’Italia. Le umanitarie si nutrirono di valori come patria, dovere, missione, legando

un’esigenza morale a istanze sociali, politiche e culturali.

La pace doveva essere un progetto di società fondata sul progresso, governata dalla giustizia,

rispettosa dei diritti, delle libertà individuali e dei popoli. Per tutto il fronte dei militanti pro pace il

rifiuto della belligeranza non era assoluto. Su alcuni punti le pacifiste si differenziarono dal pacifismo

umanitari e dei democratici

degli , e le femministe stesse su temi controversi, come l’educazione

premilitare, faticassero a prendere posizione. Paolina Schiff rimaneva intransigente alla polemica

Flammarion, le

contro il riarmo e il militarismo. Con lei stavano le militanti di altri paesi: le

Séverine, le Selenka e le amiche di “Vita femminile”. Nel luglio 1895 la rivista diede notizia

dell’apertura di una scuola domenicale “con lo scopo di educare le fanciulle nelle idee e nei

sentimenti di pace e fratellanza”.

Elvira Cimino,

Si trattava di un’iniziativa di e lo stesso tema dell’educazione aveva riscosso vasto

Gabrielle Wiszniewska Ligue des femme

seguito anche in Francia, con la principessa che fondò le

pour la paix et le désarmement. Melany Scodnik.

A rappresentare l’Italia fu chiamata

Dopo la sconfitta di Adua nel paese scoppiarono dimostrazioni a guida femminile, le lavoratrici

scesero in piazza e furono presentate 6 petizioni al Parlamento per la cessazione della guerra, con il

motto “né un uomo, né un soldo”.

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Nel 1899, promossa dallo zar Nicola II, era stat inaugurata la I Conferenza internazionale all’Aia che

riunì i rappresentanti di vari paesi. Le italiane, in collegamento con le francesi e le tedesche, diedero

vita a un sodalizio per sostenere il movimento “antiguerresco”.

II – Verso il conflitto

- Nuovi scenari

Nel ’98 militanti e leader socialisti furono condannati a pene durissime: a Filippo Turati toccarono 12

Angiolo Cabrini Emilio Caldara, Anna Kuliscioff.

anni, tre ad e a due ad

Vennero sciolte associazioni femministe, circoli operai e sospesi gli organi di stampa tra cui “Il

Moneta

secolo”. Per occorreva uno strumento di riflessione e diversi esponenti del mondo

intellettuale e politico accettarono di collaborare a “La vita internazionale”.

Il periodico affrontò argomenti di carattere sociale, politico e culturale, senza far mancare discussioni

femminismo e il divorzio.

su temi controversi, come il A inaugurare il dibattito fu Pierangeli Faccio

Neera

che evidenziava come il femminismo fosse composto da poche e coraggiose elette. ricordava

Eugenia Balegno,

che le donne non erano né inferiori né superiori, ma diverse. infine, esprimeva una

terza opinione: la donna era un individuo dotato di intelligenza e di volontà in grado di lavorare e di

liberarsi “dall’incubo di un matrimonio di convenienza”.

Adolfo Zerboglio e Angelica Devito Tommasi.

Sul tema del divorzio disputarono il socialista Grazie

a lei non mancarono riflessioni sull’infanzia abbandonata, la salute pubblica, l’igiene, la tratta delle

bianche e l’alcolismo.

La presenza di posizioni politiche e culturali opposte tra loro potrebbe far pensare a una scarsa

coerenza di pensiero nella rivista. In realtà il periodico era aperto alla discussione, e nei suoi primi

mesi di vita il quindicinale fu testimonianza di una rete di amicizie e di collaborazioni tra uomini e

Ersilia Majno

donne. fondò intanto l’Unione femminile. Per inaugurare il nuovo secolo, la

femminista decise di stampare un opuscolo nella collana dell’associazione e conferì l’incarico a

Melany Scodnik, una delle fondatrici dell’Unione femminile. Nell’opuscolo che le era stato

Transvaal e Cina,

commissionato, la propagandista denunciò gli orrori perpetrati in invitò a

ragionare sui motivi dei conflitti in corso.

La femminista pacifista si chiedeva cosa fare e rilanciò il tema dell’educazione dei giovani alla

tolleranza, al rispetto della terra altrui e all’inviolabilità della vita umana. Scodnik invitava le

studiare tra le donne.

compagne a per ottenere autorevolezza, e raccomandava l’unione

Gabrielle Wiszniewska,

Intanto a capo dell’Alliance des femmes pour la paix che stava per

Schiff e Scodnik,

raggiungere un milione di iscritti. A rappresentare l’Italia furono chiamate

impegnate a chiedere il ritiro del contingente italiano dalla Cina. Il fatto più significativo si dovette

Consiglio nazionale delle donne italiane.

all’area liberale che nel 1903 diede vita al Queste

intrapresero iniziative sul fronte dell’istruzione, dell’emigrazione e dell’assistenza, ma non

sembrarono interessate al tema della pace. La mancata formazione di una specifica sezione sulla pace

giolittiana Spalletti,

e arbitrato fu una scelta della che volle evitare punti di frizione tra le 40

associazioni federate. Alla fine però la Spalletti dovette assumere un’iniziativa. Secondo le sue

offerto i propri figli alla patria,

dichiarazioni, le donne in caso di guerra avrebbero volentieri perciò

la collaborazione con le femministe pacifiste milanesi sembrò difficile, se non impossibile.

6 correnti antimilitariste,

Nel movimento pro pace si stavano consolidando le tanto che a ripudiare

quelle madri furono anche le giovani socialiste, anarchiche e internazionaliste. La campagna delle

“militariste” si concentrò sulla lotta all’esercito. Se le pioniere apparivano impegnate a migliorare il

mondo femminilizzandolo, le poco concilianti militanti dell’area anarco-sindacalista lo contestarono

radicalmente e con la loro combattiva presenza introdussero tra le donne elementi di differenziazione

forieri di fratture.

A vivacizzarsi fu pure il mondo del lavoro, per un nuovo impulso all’attività sindacale femminile.

- La diffusione dell’antimilitarismo

Sacchi e Marcora

Nel 1901, i radicali declinarono l’offerta di Zanardelli di partecipare al suo

governo. Nel frattempo l’Unione lombarda cominciò a misurarsi con la diffusione delle correnti di

matrice anarchica e socialista. Moneta prese le distanze da chi, rifiutando apertamente la coscrizione,

caserme

intendeva diffondere la rivolta nelle e ribadì che prima di sopprimere gli eserciti occorreva

eliminare le cause che li avevano creati.

Anche tra i socialisti europei la discussione sui temi della pace e della guerra era in corso e aveva

prodotto pareri difformi su cosa fare per mantenere la prima e fronteggiare la seconda. Vi fu chi

sciopero generale

propose lo come forma di prevenzione dei conflitti e chi si augurò la guerra per

rivoluzione. vecchio Partito

scatenare la L’antimilitarismo del Psi poggiava sull’elaborazione del

operaio. Buona parte dell’azione socialista si svolse in Parlamento dove i deputati si impegnarono in

una lotta di stampo economico contro le spese per il potenziamento dell’esercito.

Ezio Bartalini, contestando la leva obbligatoria, radunò attorno a sé un gruppo di compagni per

fronteggiare l’arruolamento ed evitare che i soldati venissero usati contro i manifestanti. Però tra il

1904 e il 1905 la loro azione produsse un’ondata di arresti. Il periodico “La pace” rappresentò la voce

dell’antimilitarismo.

Intanto se attraverso la propaganda i giovani venivano incitati alla resistenza, le madri furono invitate

ad opporsi a un’istituzione che sottraeva alle famiglie figli sani e nel pieno del loro vigore per

oziare nelle caserme.

condannarli, nella migliore delle ipotesi, ad

Rafanelli

Qualche anno dopo, divenuta anarchica, polemizzò con i pacifisti di Moneta, incapaci di

borghese

individuare la vera origine del problema, cioè il sistema ipocrita e falso al quale andava

Ines Oddone

contrapposto un altro sistema e un’altra idea di pace. Un’altra socialista rivoluzionaria,

Bitelli, approfondì la riflessione sull’esercito. La giornalista denunciò le spese necessarie al

mantenimento della macchina, nonché gli usi repressivi e di conquista a cui era destinata. Qualsiasi

riforma dell’esercito

proposta di appariva dunque inutile tanto l’istituzione, emblema della violenza

dello Stato, era impermeabile al cambiamento.

Ferdinand Domela Nieuwenhuis, un ex pastore luterano convertito al socialismo, divenne

segretario dell’Alleanza antimilitarista internazionale, ed egli suggeriva alle mamme di strappare

le pagine dei libri di scuola che contenevano veleno, di selezionare per bene le attività ricreative. Alla

propaganda antimilitarista quell’insieme di attivisti unì l’anticlericalismo, teorizzando il rifiuto del

Maria Rygier

matrimonio religioso e il libero amore. Tra questi fu protagonista di un’agitata vicenda

pubblica e privata che la vide impegnata nei movimenti di protesta ma non nel femminismo. Praticò lo

sciopero della fame, entrò e uscì dalle galere divenendo popolare a livello internazionale.

Sia le materialiste che le libertarie ripresero i punti proposti dalle femministe, anche per le

rivoluzionarie la madre rappresentò la figura centrale di un messaggio circoscritto a pochi ed

differenza delle umanitarie,

essenziali argomenti. A pacate nei toni e nelle pratiche, le antimilitariste

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mostrarono sfiducia nelle conferenze internazionali e invocarono la rivoluzione per conquistare

l’emancipazione.

- Contro l’autocrazia zarista

febbraio 1904,

Dal lo scoppio del conflitto russo giapponese fu l’occasione per un nuovo scontro che

mise drammaticamente in luce le differenze tra coloro che si opponevano alla guerra. Per i pacifisti

Nicola socialisti e gli antimilitaristi

che avevano creduto in il colpo fu durissimo, mentre i Ersilia Majno,

denunciarono l’ingenuità del gruppo di Moneta. Offrì un contributo anche espressione

del femminismo pratico. Scelse una linea riformatrice e gradualista. Fece sentire la sua voce anche

Melany Scodnik, che nel frattempo si era trasferita a Napoli dove aveva fondato la sezione

dell’Associazione per la pace e l’arbitrato internazionale.

Scodnik scelse di non schierarsi, manifestando solidarietà tanto alle compagne russe quanto alle

giapponesi: a suo parere non era opportuno guardare con passività ciò che avveniva e invitò tutte le

rivoltarsi contro i governi. Cesarina Lupati

sorelle a superare certi atteggiamenti femminili e a

confermò il rifiuto della violenza e disse che tra tutti la donna era la vera custode della pace, per

forza femminile.

questo si appellò alla

- Irridenti e irredentiste province italiane

A complicare i rapporti sul fronte pacifista contribuì il riemergere dei contrasti sulle

sotto la dominazione austriaca. Le relazioni tra Italia e Austria vissero momenti di tensione. Dal 1903,

università per gli italiani

la promessa non mantenuta sull’apertura di una provocò a Innsbruck

Trento e Trieste.

scontri tra studenti di etnie diverse e numerose manifestazioni a

L’irredentismo continuava ad accendere passioni che imbarazzavano Moneta. Intanto a Torino nel

primo congresso nazionale della pace.

1904 si tenne il Giunsero i rappresentanti di una trentina di

società per la pace e duecento furono le adesioni di società di mutuo soccorso, camere del lavoro,

Melany Scodnik

università popolari, oltre a quelle di esponenti della massoneria. ribadì l’importanza

della propaganda verso le donne, toccate più di tutti dal dolore provocato dalle guerre, e riportò il

messaggio dei sodalizi femminili del meridione, che chiedevano di non essere esclusi dal lavoro

politica estera all’arbitrato

comune. Nei tre giorni di discussione vennero toccati vari punti: dalla

obbligatorio, dall’educazione alla pace all’appoggio elettorale ai candidati impegnati a migliorare i

rapporti tra nazioni. Ancor prima dell’inizio dei lavori, alcuni partecipanti protestarono per il mancato

circoli irredentisti. Edoardo Giretti,

invito dei La risposta arrivò da il quale affermò che

l’irredentismo “per essere serio dovrebbe essere una preparazione alla guerra contro l’Austria, ne

consegue che va combattuto”. società operaie,

Il tema del militarismo provocò un nuovo scontro tra i rappresentanti delle che

proponevano un’intensa propaganda tra i giovani per indurli a rifiutare l’arruolamento, e una parte

protesta

dei convenuti che con fermezza si oppose all’ipotesi. Si iniziò una contro l’aumento delle

spese militari e nel sollecitare il Parlamento a un maggior controllo sulle scelte del governo in politica

estera.

Quello della pace non era l’unico interesse di Melany, donna colta, vivace e militante su più fronti. Fu

processo di unificazione

vicina alla rete di patrioti che parteciparono al e al gruppo fondatore della

Pro Italia irredenta. Tra le figure più in vista c’era Matteo Renato Imbriani, marito di Irene, sorella

irredentismo.

di Melany, a cui si deve l’invenzione del termine

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Tornando a Melany, la femminista non ebbe paura di prender posizione su questioni di politica interna

impegnativa militanza

e internazionale, ne manifestò timori nell’intraprendere una per la pace a

livello europeo. fini patriottici,

L’oratrice ricordò che l’associazione Dante Alighieri era nata con cioè per diffondere

nel mondo la lingua e le culture italiane, e che rappresentava l’unica associazione capace di prore un

freno alla germanizzazione in atto. Da ultimo Scodnik mise in guardia dal dimenticare i soprusi subiti

oltre frontiera

dai fratelli lontani. Gli incidenti provocarono un risveglio del patriottismo.

potenziamento degli eserciti.

Nell’aria si avvertiva poi un pericolo latente dovuto al Anche il

aumento delle spese per l’esercito e la marina,

governo Fortis varò un che fu duramente criticato

Teresa Labriola

dalle opposizioni. giudicava la guerra un barbaro strumento di distruzione contro la

norme e tribunali internazionali,

quale occorrevano che in parte si erano già formati per lo

“spontaneo consenso delle coscienze”.

Mistici, ideali e anarchici sembravano vivere al di fuori del mondo reale, mentre i socialisti, che

chiedevano il disarmo immediato e incitavano i soldati alla ribellione, si rivelavano funesti per

pangermanesimo,

l’indipendenza e l’integrità nazionale. Vi era poi il una pericolosa tendenza che si

stava sviluppando in Austria e Germania. Si trattava di un’inclinazione molto dannosa che andava

associazioni sorte in difesa della cultura italiana.

combattuta attraverso le Di lì a poco Labriola

avrebbe invitato le compagne a schierarsi contro la democrazia, ad abbandonare l’idea di uguaglianza

e a celebrare una diversità intesa come superiorità.

- Il 1906: “L’alleanza” e il Congresso universale di Milano

1906 conferenza di Algeciras

Il fu un anno cruciale. Il 7 aprile si chiudeva la convocata per

Francia e Germania.

deliberare sulla questione marocchina e trovare un accordo tra Lo stesso giorno

Carmela Baricelli,

usciva il settimanale “L’alleanza” che, diretto da voleva essere il punto di

riferimento dei gruppi più avanzati del movimento delle donne. cultura del materno,

Baricelli inaugurò la rivista con un articolo in cui si ricollegava alla sposava la

critica femminista sulla natura aggressiva degli uomini e vi innestava elementi della propaganda

diritto di voto,

antimilitarista. Tra i punti del suo programma femminista era compreso il convinta

com’era che negare la partecipazione femminile alle vicende del paese avesse come effetto il

perpetrarsi di ingiustizie e discriminazioni. Aggiungeva che per fermare lo scempio di uomini e di

accordi diplomatici

ricchezze e trovare forme più efficaci di occorreva propugnare il rispetto delle

nazionalità e cambiare la cultura che forgiava valori e mentalità. Il richiamo alle responsabilità delle

madri nella formazione dei figli, le critiche verso quei governi e quegli atteggiamenti maschili e

l’esortazione a organizzarsi per ottenere il suffragio rappresentavano i punti più significativi della

prima generazione di femministe pacifiche.

Congresso universale della pace

Nel 1906 ci fu il XV che, organizzato dall’Unione Lombarda su

di Milano. Moneta

incarico dei vertici internazionali, si tenne in concomitanza con l’Esposizione

decise di allestire il Padiglione della pace, un tempio eretto “a simbolo del vittorioso cammino della

Melany Scodnik

Storia”. Al Congresso del pacifismo mondiale tra le relatrici non potevano mancare

Rosalia Gwis Adami,

e un’emozionata il cui discorso fu pronunciato a margine dell’incontro.

Berta von Suttner,

Partecipò all’incontro piuttosto preoccupata per le tensioni nelle relazioni tra

Italia e Austria. Ella denunciò chi sulla stampa e per le strade eccitava gli spiriti senza ragionare sulle

conseguenze.

- La battaglia per il voto

9 femminismo italiano

Al confronto sui grandi temi prendeva parte anche il in piena mobilitazione per

il diritto di voto. Per molte donne si avviò una stagione di lotte con l’organizzazione di conferenze e

della pace

convegni. L’obiettivo venne temporaneamente accantonato, le donne dovevano ottenere

più potere. Contribuire alla formazione di leggi era la strada giusta.

pro suffragio,

Furono fondati in Italia i comitati alcuni dei quali aperti agli uomini. Vivaci furono

femministe, liberali e

quelli di Roma, Torino, Milano e Napoli. Riuscirono a lavorare insieme

cattoliche, democratiche e socialiste. Nel 1906 venne presentata una petizione al Parlamento di cui

Anna Maria Mozzoni. Comitato nazionale per il voto alla

la prima firmataria fu Venne fondato il

donna, primo passo per formalizzare l’adesione italiana all’International Women Suffrage Alliance

Teresa Labriola

(Iwsa), nata a Berlino nel 1904. Nell’agosto 1906 la delegata poté recarsi al terzo

congresso dell’Iwsa a Copenaghen, dove riaffermò l’utopia femminile di voler fare della terra intera

una sola patria. di potere

Le femministe tornarono a criticare il sistema su cui si basavano le relazioni tra i generi:

e alle forme di prevaricazione maschile spirito di cooperazione

all’egoismo contrapposero lo e la

gentilezza femminile, alla guerra degli uomini la pace delle donne.

Rosalia Gwis, pur apprezzando l’azione educativa svolta dalle donne, biasimò chi si mostrava pigra e

disinteressata alle sorti del mondo e proseguì nell’opera di deformazione del femminismo, criticando

il modello di donna troppo sicura e battagliera.

Elvira Cimino fu poi invitata dalle socie palermitane a commentare il Congresso universale della

pace che si era da poco chiuso a Milano. Ella affrontò il tema del patriottismo che stava suscitando un

certo interesse per l’aumentata identificazione dei cittadini con l’idea di nazione. Distinse tra “il

cattivo patriottismo che spinge, non solo a mettere il proprio paese al di sopra di tutti gli altri, ma a

professare disprezzo e ripulsa per la patria altrui, e il buon patriottismo, che vuole il proprio paese

civile, economicamente forte e moralmente stimato da altre nazioni”. Sarebbe sciocco, poi,

disarmo

consigliare il mentre altri paesi si armano fino ai denti.

Carmela Baricelli, rinnovo della Triplice Alleanza.

per conto suo, prese posizione contro il

Sottolineò l’irrazionalità di un accordo che univa nemici che si erano a lungo combattuti.

Il movimento delle donne stava quindi vivendo una felice stagione, contrassegnata da un’inedita

visibilità e da un certo interesse dell’opinione pubblica nei suoi confronti. Nel 1908 ci furono due

Cndi

importanti congressi: il primo fu indetto nella capitale dal (Consiglio nazionale delle donne

sul lavoro e l’azione sociale,

italiane), il secondo, venne organizzato a Milano dall’Unione

pace

femminile. Il tema della non figurò tra quelli in discussione. In quei giorni “La vita

di San..”

internazionale” attraverso un referendum suggerito da “Aurelia (così si firmava la

proponente) chiese alle lettrici di dare un parere sulla formazione di un “patronato regionale di tre

Giannetta Ugatti Roy

venerande matrone”. Le risposte furono diverse: si rammaricò delle masse

Maria Toschi

femminili lontane dall’ideale, rilanciò il divorzio a tutela della vita affettiva delle

Eugenia Balegno

donne, ribadì la necessità di ottenere diritti per condizionare le scelte dei

Luisa Mussa Sofia Bisi Albini

governanti, appoggiò la creazione di un organismo femminile, invitò

Rosalia Gwis Adami

ad accontentarsi di partecipare a quelli maschili, rammentò di aver da poco

Jolanda

inaugurato un circolo pacifista a Bergamo, la scrittrice confermò l’azione educatrice e

propagandista delle donne, ma rigettò ‘idea delle matrone.

Emilia Mariani

Intanto partì per Amsterdam come delegata di uno dei ventuno paesi presenti al

quarto congresso dell’Iwsa. Nei Parlamenti di mezza Europa erano in discussione le leggi sul voto alle

donne e quel moto unitario, trasversale e dirompente premeva per una loro definitiva approvazione.

10

- L’annessione della Bosnia-Erzegovina confine

Era però impossibile non registrare un aumento delle tensioni internazionali, specie sul

orientale.

Alma Dolens si rifiutò di cercare colpevoli tra le donne, preferì rilanciare affermando che per la

diffusione di un progetto di pace e arbitrato tra le donne si era fatto poco. Per questo presentò un

ordine del giorno con cui chiese la formazione di comitati di signore. Iniziò un giro di conferenze per

Gwis

l’Italia che in poco meno di due anni ottenne risultati incoraggianti. fu l’unica donna ad essere

lombarda.

inserita nel comitato direttivo dell’Unione L’anno dopo Anna Perti Casnati venne posta

Società per la pace di Como.

alla guida della

Il 6 ottobre 1908, trattato di Berlino,

però, l’imperatore Francesco Giuseppe, ignorando il dichiarò

l’annessione della Bosnia-Erzegovina, dove più della metà della popolazione era serba. In Italia,

l’opposizione accusò la corona e il governo di portare avanti una linea incapace di tutelare gli interessi

Carmela Baricelli

del paese. ricordò alle lettrici l’urgenza di acquistare una coscienza sociale, di

prendere confidenza con gli ingranaggi della politica per influire sui destini umani e per arginare

matriarcato.

l’ostracismo maschile. La nuova civiltà, scriveva, rilancerà il Le potenze avrebbero

dovuto molto energicamente fare pressione sull’Austria per “obbligarla a sottoporre la questione

dell’annessione al voto delle popolazioni.”

Reggio e Messina,

Il 28 dicembre l’attenzione si spostò su dove un grande terremoto cancellò le città

e l’intero paese si mobilitò per salvare vite umane.

- La conquista della “quarta sponda”

29 settembre 1911

Il l’Italia entrò in guerra contro la Turchia per la conquista della Tripolitania e

della Cirenaica. L’annuncio incontrò il consenso di ampi settori dell’economia, dell’industria, della

Teodoro Moneta.

politica, a cui aderì anche La sua scelta mise in crisi i rapporti con gli esponenti del

Bureau International de la Paix

pacifismo internazionale, tanto che il in Berna non gli rinnovò

l’incarico nel comitato direttivo. Moneta però si disse convinto che l’intervento avrebbe portato un

maggior equilibrio nel Mediterraneo così da favorire la pace e stabilità e che sarebbe stato rapido e

indolore.

In realtà l’avventura africana squilibrò i rapporti di forza nell’area mediterranea e balcanica

consolidando il timore che, di lì a poco, sarebbe scoppiata una grande crisi.

Il Psi si spaccò e furono espulsi Bonomi e Bissolati, favorevoli all’impresa e sostenitori di un

socialismo nazionale. Nell’anno dedicato ai festeggiamenti per i 50 anni dell’Unità d’Italia,

antimilitaristi di varie tendenze, socialisti, sindacalisti, rivoluzionari, anarchici e repubblicani si

interessi del Banco di Roma e del Vaticano.

ritrovarono uniti nel denunciare gli Nuovamente le

donne si stesero sui binari cercando di convincere i soldati a sollevarsi e i giovani incitarono i

compagni a disertare.

Dopo pochi giorni, però, cessarono le pubblicazioni de “L’alleanza”, facendo venir meno un

Maria Rygier

importante punto di riferimento. L’anarchica tornò in carcere e dalle compagne di

Parma le fu dedicato il giornale “La donna libertaria”. Nel 1912 iniziarono le pubblicazioni de “La

difesa delle lavoratrici” e le socialiste ebbero finalmente un proprio organo di stampa.

Anna Kuliscioff,

Diretta inizialmente da riprese i tradizionali temi della propaganda internazionalista,

indirizzò appelli alle madri, propose racconti edificanti e invitò a unirsi alle proteste. A Milano fu

Alma Dolens

impedito ad di tenere un comizio organizzato dalla Lega di tutela e dal Comitato pro

suffragio. Nonostante ciò l’attivista dichiarò: “il nemico non si trova solo al di là del confine, il

nemico è qui vicino a noi: è la miseria, l’ignoranza, la tubercolosi, la pellagra, la malaria, la forzata

11

disoccupazione”, e invitò a sollevarsi per salvare la vita dei figli e migliorare le condizioni del

popolo. cultura politica

Nonostante ciò, i ceti medi furono affascinati dai miti, le parole d’ordine della

nazionalista. Con la guerra le lavoratrici videro prospettarsi interessanti possibilità economiche,

unione

mentre altre donne decisero di aiutare i soldati e le famiglie dei richiamati. Tra queste, l’

femminile Comitato pro esercito

fu invitata ad aderire al dal suo presidente, e l’Unione stessa aveva

deciso di appoggiare il principio dell’aiuto ai bisognosi.

Se le sezioni torinese e romana non sembrarono interessate alla mobilitazione, quella di Catania inviò

agli “eroici combattenti” il proprio pensiero e assicurò di essersi subito messa all’opera. Le milanesi

apparvero meno coinvolte dal clima di eccitazione patriottica, evitando di pronunciarsi sulla decisione

del governo di intraprendere la guerra.

Oltre alla distribuzione di denaro, le delegate si occuparono di trovare un alloggio per i vecchi, cure

balneari per i bambini, assistenza per le madri. Viceversa, buona parte delle associazioni federate al

Cndi offrirono appoggio incondizionato e alcune socie, dopo aver frequentato i corsi della Croce

infermiere volontarie.

Rossa, partirono come Il Cndi iniziò una raccolta fondi di cui la stampa diede

notizia.

Il sostegno del Cndi alla guerra non rappresentò però una rottura nella sua linea. Confermò le sue

Spalletti

perplessità verso il pacifismo. rivendicò le legittime aspirazioni della giovane nazione

ancora senza colonie a fronte dei vasti possedimenti delle potenze europee, e minacciò le dimissioni

da vicepresidente dell’Icw.

Come spiegare l’adesione all’impresa coloniale di vari gruppi femminili e la scarsa opposizione

degli altri? cambiamento di clima culturale e politico,

Non giovò il che portò all’affermazione di correnti

irrazionalistiche. Tra i risultati della guerra appena conclusa ci fu il passaggio dell’egemonia politica

di progresso.

alle forze conservatrici, clericali e nazionaliste, ma appariva in crisi anche l’idea La

realtà mostrò quanto fosse difficile riuscire a soddisfare così alte speranze e l’idea di pace. La perdita

di compattezza del fronte femminile rappresentò un altro fattore di debolezza. Un altro elemento fu

divieto di partecipare ai Comitati prosuffragio

il perché considerati espressione dei gruppi

borghesi. La linea della prudenza e della fedeltà premiò il Psi, ma non le suffragiste. Nel giugno 1912

suffragio a tutti gli uomini,

venne esteso il analfabeti e nullatenenti compresi. Una desolata

Giannetta Ugatti Roy fu costretta a notare che, per alcuni settori dell’opinione pubblica, le

suffragiste erano “gente antiquata fuori dal proprio tempo”.

rivoluzione delle coscienze

Secondo le femministe pacifiste l’auspicata significava non solo libertà

dagli istinti primitivi, ma una nuova alleanza tra l’uomo e la donna. Tuttavia, nel giro di una ventina

di anni, quell’originale elaborazione sul mondo e sugli esseri umani si stemperò. Per la generazione

successiva le donne divennero oggetto di critica e di disapprovazione.

I tentativi di ricucire le lacerazioni dopo la crisi libica non furono coronati dal successo e il consenso

critiche al sistema

verso l’intera cultura della pace subì forti contraccolpi. Ne fecero le spese le di

potere generatore di violenza, ma anche le norme e gli istituti giuridici che intendevano eliminarle.

madre,

L’unica immagine capace di passare indenne fu quella della eroico contraltare dell’uomo

guerriero .

12

III – Al servizio della patria

- "Donne di tutto il mondo, unitevi!”

27 novembre 1913

Il ebbe inizio la XXIV legislatura che si sarebbe chiusa il 29 settembre 1919. Per

la storia dell’Italia liberale fu una legislatura travagliata durante la quale il paese entrò ed uscì dalla

guerra più lunga e drammatica mai vista prima.

Il movimento pacifista portava a casa un magro bilancio nel 1912-1913. La battaglia suffragista si

condizionare governi e

concluse con un nulla di fatto, mostrando la scarsa capacità delle donne di

partiti. Gwis Adami

Secondo l’obiettivo sarebbe stato raggiunto mettendo in campo pazienza e

Neera

moderazione. decise di aprire l’anno chiedendo al governo italiano un aiuto verso i

connazionali residenti oltre frontiera e si augurò che un po’ di “irredentismo non belligero” riuscisse a

A Roma nel maggio 1914

far breccia in ogni italiana. fu un mese di fuoco: dal 5 al 14 si tenne il

congresso dell’International Council of Women, Women

per il 15 quello dell’International

Suffrage Alliance convegno del Consiglio nazionale delle donne

e dal 16 al 23 venne organizzato il

italiane sui temi della casa, del lavoro, delle opere di assistenza e di previdenza.

28 giugno,

Un mese dopo, il la notizia dell’assassinio dell’erede al trono austro ungarico in visita a

31 luglio

Sarajevo, diede inizio a una catena di drammatici avvenimenti. Il un centinaio di delegati

Bruxelles

delle Società per la pace europee si recaraono d’urgenza a per cercare una soluzione alla

Bureau International de la Paix,

crisi in atto. Henri-Marie La Fontaine, presidente del aveva appena

iniziato il suo discorso quando giunse la notizia della mobilitazione della Germania. I partecipanti

riuscirono a tornare in patria poco prima dell’invasione del Belgio e della chiusura delle frontiere. Il

New York

29 agosto 1914 per le vie di si tenne una memorabile manifestazione di sole donne per

chiedere la cessazione delle ostilità.

ministri e capi di Stato

Davanti all’ipocrisia di per l’Italia sussisteva il pericolo di essere travolta.

Alma Dolens

Moneta esortò quindi all’unità tra lavoratori e borghesi. decise di reagire e chiese la

tribunale internazionale

formazione di un per perseguire i crimini su donne e bambini.

Diversi leader si persuasero che l’ingresso dell’Italia avrebbe contribuito a una rapida vittoria e che, a

fianco della Francia e del Regno Unito, si combatteva per la democrazia e per una guerra giusta. Dopo

attivismo propace,

l’intenso anche in Alma Dolens si manifestarono segnali di cambiamento. Il 20

dicembre 1914 parlò di femminilità ispirata a nuovi doveri, di rinuncia alla lotta, di attesa serena e

tranquilla.

Il bagaglio ideale di colei che si era assunta il compito di tenere insieme pacifismo, femminismo e

socialismo si appoggiava sui capisaldi della democrazia risorgimentale, che altre prima di lei avevano

violazioni della neutralità

abbracciato. Dal 2 agosto 1914 si susseguirono le notizie sulle in Belgio,

tedesco

sull’avanzata dell’esercito a 40 km da Parigi e sulle sanguinose battaglie. Nel giro di

pochissimo tempo si infransero i sogni di chi aveva sperato nella pace e aveva lavorato per

l’affermazione dell’umanitarismo.

- Favorevoli e contrarie

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betty99

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni Internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher betty99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bartoloni Stefania.

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