Che materia stai cercando?

Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Bartoloni, libro consigliato La Grande Guerra, Janz

Riassunto per l'esame di Storia Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Bartoloni: La grande guerra, Janz, dell'università degli Studi di Roma3 - Uniroma3, facoltà di Scienze politiche. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia contemporanea docente Prof. S. Bartoloni

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

14

trasporto:

Un problema centrale delle azioni militari turche era il la linea ferroviaria presente era davvero rudimentale

e il resto del trasporto si trovava in uno stato di totale arretratezza. Risultava molto difficile per i comandi dell'esercito

trasportare le truppe ai diversi fronti e garantire loro gli approvvigionamenti necessari.

Goltz

Il generale Colmar von der fu a capo dell'esercito ottomano fra il 1915 e il 1916, e aveva l'obiettivo di convincere

Persia e Afghanistan a schierarsi a favore degli Imperi centrali e minacciare così l'Impero britannico direttamente in

India. Nel pensare queste cose Goltz aveva un obiettivo a lungo termine: la guerra presente per lui era solo l'inizio di un

lungo processo storico alla fine del quale vi sarebbe stato il tramonto dell'Impero inglese. Auspicava a una ribellione

delle razze di colore contro l'imperialismo coloniale degli europei e si adoperò in Medio Oriente per facilitare questo

l'incitamento alla ribellione della Persia

processo. Un primo passo fu un tempo potente, ora decaduta. Già prima della

guerra era stata spartita in sfere di interesse tra britannici e russi. Lo scià era troppo debole per opporsi. La Germania

decise allora di scendere in campo a favore di una Persia indipendente non solo dalle potenze dell'entente, ma anche

dalla Turchia. Tuttavia il successo contro i russi fu di breve durata, e la speranza dell'ingresso in guerra della Persia si

dissolse. Anche gli inglesi cercarono di conquistarsi il favore di diverse tribù del Vicino Oriente e alla fine ebbero

maggior successo dei tedeschi. Dopo la presa di Baghdad sul fronte mesopotamico nel marzo 1917, gli inglesi in

Gerusalemme.

dicembre conquistarono anche Dal settembre 1918 queste cominciarono ad arretrare e si fermarono solo

tregua del 30 ottobre 1918.

dopo Aleppo, in Siria, con la Così si concluse la prima guerra mondiale nel Vicino e

Medio Oriente, ma anche qui guerre e conflitti continuarono fino agli anni Venti.

L'allargamento della guerra ai Balcani e all'Oriente aveva sottratto alle grandi potenze molte truppe necessarie invece

per il rafforzamento del fronte occidentale. Ciò andò soprattutto a danno dell'entente

Atrocità, prigionia e diritto di guerra

Crimini di guerra e aggressioni di civili, lavori forzati e internamento di milioni di uomini erano fenomeni comuni.

Nessun evento della prima guerra mondiale illustra lo sconfinamento del conflitto in modo più drammatico della

deportazione di massa e sterminio degli armeni residenti nell'Impero ottomano. Dall'inizio del 1915 il governo

epurò reclute armene

ottomano l'esercito da tutte le e le fece uccidere o le trasferì in battaglioni di lavoro, che

equivaleva a una condanna a morte. In una seconda fase, che seguì a una presunta rivolta nella città di Van,

nell'Anatolia orientale, tutti gli armeni che si riuscirono a prendere nel paese vennero arrestati tra la fine di aprile e

l'agosto del 1915 e uccisi sul posto o deportati con marce estenuanti in campi di deportazione a Mossul e in Siria. Il

numero complessivo dei morti si aggira tra le 800 000 e il milione e mezzo di persone. Giustificazione del trattamento

necessità di guerra e sicurezza dello Stato. minoranze cristiane

inflitto agli armeni: Le rappresentavano pericolosi

corpi estranei già prima della guerra per i Giovani Turchi. Le violenze contro gli armeni e greci ne furono la

conseguenza.

pulizia etnica e l'assassinio di civili oppositori

Misure di si ebbero però anche su altri palcoscenici di guerra.

civile serba,

L'esercito austro-ungarico cominciò già nell'agosto 1914 a compiere massacri ai danni della popolazione

causando 4000 vittime. Un atteggiamento estremamente duro nei confronti dei civili seri apparteneva anche alla politica

ufficiale di occupazione dell'Austria- Ungheria e una vera o presunta attività militare dei civili valse come motivazione

ruteni (slavi orientali)* ebrei

degli stermini di massa. La stessa violenza fu usata anche contro i propri sottoposti o in

Galizia e nella Bucovina. Tra il 1914 e il 1915 molti civili furono condannati a morte accusati di essere spie e traditori

che lavoravano per i russi. Dietro a queste accuse si celavano antichi risentimenti antislavi e antiebraici nel comando

russi,

militare austro-ungarico. Comportamenti analoghi si ebbero da parte dei che scacciarono dalle zone di confine

verso l'interno del paese le popolazioni ebraiche e tedesche. Gli ebrei vennero deportati anche nella Galizia. Anche qui

tali misure vennero giustificate con generiche accuse di spionaggio e tradimento. La guerra e le sconfitte subite

facevano emergere il bisogno di sicurezza e radicalizzavano la percezione degli altri gruppi etnici come nemici.

La violenza sui civili non fu un fenomeno circoscritto all'Oriente, anche in Occidente si ebbero attacchi di cui caddero

dell'esercito tedesco,

vittime migliaia di uomini. Responsabili di queste azioni furono i membri che durante l'avanzata

attraverso Belgio e Francia settentrionale subodoravano ovunque civili in armi.

Inoltre non solo i civili ma gli stessi soldati subivano violenze contrarie ai diritti umani: su tutti i fronti ci furono

fucilazioni di prigionieri. Trovarsi prigionieri risultava peraltro estremamente rischioso soprattutto nella guerra di

posizione. Per questo i casi di prigionia come fuga consapevole dalla guerra dovettero essere pochi soprattutto in

Occidente.

Fu invece durante i primi anni di guerra, quando ancora era di movimento e non di posizione, che vennero fatti

tantissimi prigionieri. Per gli stati in guerra il numero inaspettatamente alto di prigionieri comportò soprattutto all'inizio

problema logistico

un serio. 4 settimane dopo l'inizio della guerra la Germania doveva occuparsi di 100 000 prigionieri

russi senza aver alcun piano a riguardo. I campi per i soldati semplici vennero di solito allestiti nei luoghi di

addestramento delle truppe, mentre gli ufficiali vennero detenuti nelle prigioni. Fame ed epidemie si

diffusero tra i prigionieri mietendo migliaia di vittime. Le prospettive di sopravvivenza variavano molto a seconda del

15

luogo e del momento in cui il soldato si trovava a essere prigioniero. I soldati inglesi e indiani fatti prigionieri dai turchi

morirono praticamente tutti per le terribili condizioni climatiche e igieniche dei campi di prigionia ottomani.

Spesso i prigionieri erano oggetto di misure di repressione mirate. Venivano per esempio uccisi come parziale

di vere o presunte violazioni

risarcimento compiute dai loro commilitoni. A questi destini si contrapposero esempi di

cechi e i soldati slavi dell'esercito asburgico

trattamento privilegiato ricevuto da altri prigionieri. Soprattutto i

prigionieri dei russi vennero ospitati in campi speciali in cui regnavano condizioni di vita migliori. In Austria-Ungheria

ucraini e polacchi

furono soprattutto a godere di un trattamento di favore nei campi. In Germania invece furono

tedeschi della Russia, ucraini e musulmani. Dal 1915 si scoprì sempre più come sfruttare i prigionieri: vennero

forza lavoro nell'economia di guerra.

utilizzati come Il loro impiego nella produzione industriale e agricola, così

come nelle miniere permetteva di chiamare alle armi gli uomini normalmente addetti a queste attività. Nella zona di

l'abitudine del lavoro coatto della popolazione civile.

influenza tedesca si diffuse anche Nel 1915 l'industria

cominciò una campagna di reclutamento di operai nelle regioni occupate sia a est che a ovest. Nell'ottobre 1916 le

autorità tedesche infrangendo il diritto internazionale, decisero infine di deportare nel Reich civili belgi.

Nello stesso periodo i tedeschi trasferirono nel Reich anche forza lavoro dalla Polonia, tra cui molti ebrei.

tentativo della Gran

Altre misure cariche di conseguenze che furono adottate durante la guerra: per esempio il

Bretagna di tagliar fuori gli Imperi centrali con un blocco di tutte le importazioni e “prenderli così per fame”.

Londra non solo bloccò le importazioni in Germania, ma costrinse anche gli Stati neutrali a sottoporre i propri

commerci al controllo britannico, il che significava una violazione del diritto internazionale.

guerra sottomarina

Anche la intrapresa dai tedeschi a danno dei commerci inglesi come reazione al blocco ora

descritto rispettava il diritto delle guerre per mare, sebbene la Gran Bretagna la condannasse con decisione come

inumana. Molte polemiche suscitò nel maggio 1915 l'affondamento del Lusitania che costò la vita a 1200 persone. I

tedeschi replicarono che la Lusitania era stata usata dalla GB per trasportare materiale militare.

Anche l'utilizzo di nuovi strumenti di guerra diede inizio a controverse discussioni sul diritto internazionale: l'utilizzo

gas tossici

dei da parte dell'esercito tedesco nell'aprile 1915 fu giudicato dall'entente come una violazione

dell'ordinamento dell'Aia, mentre i giuristi tedeschi lo difesero come legittimo. Un anno più tardi anche inglesi e

francesi incominciarono a usare il gas tossico come arma e motivarono la loro decisione con il diritto di rappresaglia,

un concetto che nell'ordinamento dell'Aia non era presente. Questo continuo richiamo da entrambe le parti a un diritto

guerra aerea

di rappresaglia portò a una netta impennata della violenza. Analoghe dispute si ebbero in merito alla

contro le popolazioni civili. Attacchi tedeschi, per esempio su Amiens e Reims, vennero giustificati con bombardamenti

avvenuti in precedenza contro città tedesche. In Germania i teorici del diritto internazionale includevano tra gli obiettivi

legittimi anche stazioni, linee ferroviarie e porti, mentre inglesi e francesi restringevano il campo a strutture militari e di

industria bellica. Capitolo quarto: Guerra globale

La Grande Guerra come guerra mondiale guerra imminente

Dalla fine del secolo si affermò in Germania l'idea di una e “mondiale” come riflesso della politica

mondiale tedesca, della rivalità tra flotta tedesca e flotta britannica e delle crescenti tensioni tra le potenze alla periferia

d'Europa. Molte previsioni muovevano dal presupposto che la futura guerra tra gli Stati europei sarebbe divenuta quasi

automaticamente una guerra mondiale a causa dell'inevitabile coinvolgimento degli Imperi coloniali. Tuttavia, anche se

il governo tedesco sapeva benissimo che la discesa in campo della Gran Bretagna avrebbe trasformato la Grande Guerra

conflitto mondiale,

in un nessuno immaginava che potesse davvero assumere dimensioni globali: parlando di guerra

“mondiale” si intendeva una guerra di portata storica, ma comunque una guerra europea e non globale. Nessuno contava

Stati sovrani extraeuropei.

sulla partecipazione degli

La prima guerra mondiale è stata spesso spiegata come una sorta di guerra civile europea, in cui le nazioni del

continente si sono distrutte a vicenda e alla fine hanno ceduto il ruolo di guida agli Usa. Di fatto la guerra fu combattuta

Vicino e Medio Oriente, Cina, Siberia, Pacifico

non solo in Europa, ma anche nel in in nel e in molte parti

dell'Africa. l'Impero ottomano

Inoltre nel 1914 non era più una potenza europea, avendo perduto con le guerre

balcaniche gran parte dei propri territori in Europa. Quindi né i caduti né le vittime tra la popolazione civile possono

essere annoverati tra le perdite europee. Tuttavia più di un terzo delle vittime civili della prima guerra mondiale

provenivano da questa regione. Inoltre soprattutto in Asia orientale confluirono nella prima guerra mondiale focolai di

guerra europei ed extraeuropei esistenti indipendentemente l'uno dall'altro. Le potenze extraeuropee non entrarono

affatto in guerra per obblighi di alleanza nei confronti di quelle europee, ma perché perseguivano i propri interessi. In

breve, la guerra 1914-18 fu per gli scenari di guerra e i caduti dei paesi coinvolti senz'altro meno globale di quella 1939-

status di guerra mondiale.

45 ma ciò non basta per negarle lo 16

Richard

Moli storici considerarono addirittura la guerra del 1914-1918 come una delle ultime guerre mondiali:

Hamilton e Holger Herwig dissero che “ogni guerra in cui siano coinvolte cinque o più grandi potenze e nel cui

svolgimento si conducano operazioni militari su almeno due continenti è una guerra mondiale”.

La guerra del 1914-1918 sarebbe la settima delle otto complessive guerre mondiali, dopo la guerra della Grande

Alleanza contro la Francia, la guerra di successione spagnola, quella austriaca, la guerra dei sette anni, le guerre della

mondiale”

rivoluzione francese e quelle napoleoniche. La definizione di “guerra appare però troppo ampia per poter

cogliere lo specifico delle moderne guerre mondiali. Per Föster le caratteristiche decisive di una guerra mondiale sono

collegamenti globali di conflitti regionali e la partecipazione considerevole di potenze extraeuropee agi scontri militari.

Secondo Foster la guerra scoppiata nel 1914 può quindi anche non essere stata la prima guerra mondiale della storia, ma

Globale

non si può dubitare del suo carattere globale. lo era già solo per la partecipazione delle potenze coloniali

europee.

La guerra in Asia orientale e nel Pacifico

Giappone: grande potenza regionale

prima del 1914 il Giappone era assurto a in Asia orientale. Inoltre il paese era

diventato una potenza coloniale e disponeva della flotta più forte di tutta la regione. La guerra in Europa rappresentò per

supremazia imperialistica

il Giappone l'occasione ideale per affermare la propria in Asia orientale, facendo rivalutare

il Giappone come possibile alleato. Tra l'altro il Giappone era alleato con la Gran Bretagna fin dal 1902, ma non contro

vittoria giapponese contro la

la Germania, quanto contro la Russia e le sue mire espansionistiche in Asia. Dopo la

Russia dell'entente russo-britannica

nel 1905 e la creazione nel 1907 l'interesse di Londra per l'alleanza con il

Giappone era notevolmente diminuito, anche se il patto era comunque stato rinnovato. L'alleanza obbligava i contraenti

reciproco

alla neutralità quando uno dei due si scontrava con una terza potenza, e al sostegno quando lo scontro era

con più di un avversario.

Il 6 agosto 1914 il governo inglese chiese al governo giapponese di sostenerlo nella caccia ai mercantili tedeschi armati

nel Nord del Pacifico. La richiesta inglese era quindi per un appoggio circoscritto nell'ambito della guerra marittima.

potenza alla

Ma per il governo giapponese rappresentò il pretesto a lungo cercato per entrare in guerra come pari e

realizzare obiettivi diversi e di portata ben più ampia di quanto avessero in mente gli inglesi. Perciò il governo

ritirare

giapponese l'8 agosto votò la discesa in guerra a fianco dell'entente. Il 15 agosto fu imposto alla Germania di

tutte le navi e le truppe dalle acque cinesi e giapponesi e di cedere al Giappone le regioni intorno a Qingdao che i

Giappone dichiarò guerra alla Germania,

tedeschi avevano in gestione. Allo scadere dell'ultimatum il il 23 agosto.

contro la Cina

L'entrata in guerra del Giappone si svolgeva solo di facciata contro la Germania, ma era soprattutto e

contro la Gran Bretagna e i suoi dominion nel Pacifico e contro gli Usa. Anche per questo il Giappone non inviò mai

truppe in Europa. Il Giappone condusse quindi quasi fin da subito una sua guerra parallela. A differenza degli europei,

i giapponesi avevano imparato dalla catastrofica guerra contro la Russia a evitare gli attacchi frontali e si muovevano

per lo più col favore delle tenebre. In tal modo si riducevano le perdite al minimo. I tedeschi si arresero il 7 novembre,

dopo aver affondato tutte le navi rimaste in porto.

Nuova Zelanda e Australia: colonie

si erano liberate nel 1907 dallo status di e avevano conquistato il diritto

all'autodeterminazione. Sfruttarono l'occasione della guerra per concretizzare le proprie ambizioni coloniali e

legittimare l'esistenza delle rispettive flotte. Ciò accadde con l'approvazione degli inglesi, ai quali premeva di far saltare

le vie di approvvigionamento e di comunicazione della marina tedesca nel Pacifico. I neozelandesi conquistarono la

Samoa tedesca con la sua importante stazione del telegrafo e i suoi depositi di carbone; la Nuova Guinea tedesca,

l'arcipelago di Bismarck e le isole Salomone. Si venne a creare un conflitto di interessi tra australiani e giapponesi

perché questi ultimi, col pretesto di seguire la squadriglia tedesca dell'Asia orientale, raggiunsero l'atollo Eniwetok,

occuparono gran parte delle Marianne, Caroline e Marshall, tutte appartenenti alla colonia tedesca della Nuova Guinea.

Per il governo australiano il comportamento giapponese rappresentava un affronto perché con la capitolazione del

governo tedesco di Nuova Guinea la supremazia su tutti gli arcipelaghi del Pacifico appartenenti alla colonia passavano

di diritto agli australiani. Per il governo inglese l'occupazione delle colonie tedesche era soltanto una misura

temporanea: la decisione definitiva sulla loro spartizione doveva essere presa solo durante la conferenza di pace dopo la

fine della guerra. Anche l'Australia continuò a sostenere questa posizione fino al 1917. di fatto però l'equatore era

diventato linea di demarcazione tra il Giappone e i dominion britannici della regione. I giapponesi consideravano

l'occupazione delle colonie tedesche nel Nord del Pacifico come definitive. Perciò le truppe giapponesi a Natale 1914

erano già a casa. I guadagni erano stati notevoli, le perdite circoscritte (500 morti). Nessuna potenza nella prima guerra

mondiale ottenne così tanto pagando un prezzo così basso quanto il Giappone. sfera d'influenza sulla

Tuttavia esso non era soddisfatto e mirava a un ulteriore ampliamento della sua Cina: presentò

17

21 richieste del Giappone alla Cina:

al governo cinese un vasto elenco di richieste, le cosiddette un diktat presentato

in termini ultimativi dal Giappone alla Cina il 18 gennaio 1915, che, se accettate, avrebbero reso la Cina in uno stato di

completo vassallaggio, politico, economico, diplomatico, nei confronti dell'impero nipponico. Vennero divise in 5

gruppi: nel primo si affrontava il passaggio dei diritti di usufrutto della penisola dello Shandong al Giappone, il secondo

sull’ampliamento delle zone d’influenza guadagnate con la guerra del 1905 contro la Russia nella Manciuria

meridionale e nella parte orientale della Mongolia interna, in terzo luogo la Cina doveva far partecipare imprese

giapponesi allo sfruttamento delle miniere di ferro presenti nella zona centrale del paese. In quarto luogo doveva sentirsi

vincolata da quel momento in poi a dare in concessione porti e isole solamente al Giappone.

Le richieste del quinto gruppo vennero presentate come “desideri”: la Cina doveva accettare consulenti giapponesi

protettorato giapponese.

nell’esercito e nel governo. Questa richiesta trasformava la Cina in un Gran Bretagna e Usa,

perciò, protestarono, e il governo giapponese ritirò i propri desideri.

Ruolo della Cina: a lungo ignorato, e ciò dipende dal fatto che le potenze vincitrici dopo la guerra hanno

sistematicamente sminuito il contributo del paese per poter più comodamente mettere da parte le sue richieste durante le

trattative di Parigi. Anche in Cina, come in Giappone, molti videro nella guerra l'occasione per migliorare la situazione

nazionali e anti-imperialistici,

del paese. Gli obiettivi cinesi però non erano imperialistici come quelli giapponesi, ma

per superare lo status semicoloniale del paese. Si diffuse la parola weiji “crisi”, composto da due segni: pericolo,

opportunit. Tuttavia il Giappone riuscì sempre a bloccare i tentativi della Cina di entrare in guerra e al paese rimase solo

la possibilità di una partecipazione ufficiosa: la Cina fornì agli alleati armi e munizioni e limitò l'attività delle imprese

tedesche sul proprio territorio. Per migliorare i rapporti con Francia e GB inviò anche operai sul fronte occidentale: 150

000 vennero spediti in Europa e impiegati anche al fronte per esempio nella costruzione di trincee. Tra i 3000 e i 4000

persero la vita in Europa.

Guerra per mare: la squadra tedesca in Asia orientale

dimensione globale.

Anche la guerra sul mare ebbe fin dall’inizio una Con la presa di Qingdao e delle colonie tedesche

le azioni belliche nel Pacifico erano tutt’altro che esaurite: la squadra tedesca in Asia orientale capitanata

dall’ammiraglio conte Spee non era stata sconfitta. Quando si profilò l’ingresso in guerra del Giappone, i tedeschi

approvvigionamento del Pacifico,

dovettero anche fare i conti con la perdita delle basi di che erano imprescindibili per

il successo delle operazioni.

Spee decise di fare rotta verso il Cile, paese a favore dei tedeschi, dove le navi potevano ricevere i rifornimenti e al

presenza di uomini dell’entente era minima. Karl von Müller era contrario a questo piano, e perciò venne trasferito

Indiano,

nell’Ocean anche per distogliere dal ritiro della squadra dell’Asia orientale in Sud America.

L’opinione pubblica, alla ricerca di esempi di eroismo e comportamento cavalleresco, seguiva da tempo le avventure

dell’Emdem. Intanto Spee aveva fatto rotta preso le isole Marshall e la Samoa, dove arrivò il 15 settembre. Continuò a

mantenere il silenzio radio e così riuscì a sfuggire alle navi giapponesi, australiane e britanniche, e a non far capire agli

inseguitori dove si trovasse la sua squadra. Il 12 ottobre Spee era riuscito a riunirsi presso l’Isola di Pasqua con il

Leipzig e il Dresden, arrivato intanto nel Pacifico dal Sud dell’Atlantico. Di ciò gli inglesi non erano informati e perciò

solo una parte della flotta britannica del Sud Atlantico, sotto il comando del contrammiraglio Christopher Cradock, si

spostò nel Pacifico per bloccare Spee. Spee continuò a emettere il segnale radio solo dal Leipzig per ingannare

l’avversario.

Arrivati gli inglesi, si aspettavano dunque una sola nave, in più l’alta marea fece si che l’acqua entrasse nelle stive delle

navi inglesi mettendo fuori uso una gran parte delle bocche di fuoco posizionate nella parte bassa delle imbarcazioni.

Coronel

La battaglia di fu la prima vittoria tedesca per mare sulla Gran Bretagna e la prima sconfitta navale britannica

blocco

dai tempi delle guerre napoleoniche. La speranza della marina tedesca era che Spee potesse far breccia nel

britannico e poi tornare in acque nazionali, dove la flotta tedesca il 28 agosto aveva perso tre incrociatori leggeri nella

Picton Island,

baia dell’arcipelago di Helgoland e uno nel Mar Baltico. Il 3 dicembre egli raggiunse in prossimità di

Capo Horn. Lì decise di attaccare la base britannica sulle isole Falkland, perché era convinto che non vi si trovassero

navi britanniche, o comunque molte poche. Le sue informazioni non erano però aggiornate perché le emissioni della

radio tedesca non lo raggiungevano al Capo.

Quando a Spee fu chiaro che aveva a che fare con due grandi navi da guerra, interruppe l’operazione e si diede alla

fuga. Tuttavia le navi britanniche, più veloci, raggiunsero lo Scharnhost e lo Gneisenau già quello stesso pomeriggio e

li affondarono. Persero la vita 1400 uomini, tra cui anche Spee e suo figlio Heinrich. Dopo la perdita dell’ Emden e la

battaglia presso le isole Falkland la Germania non disponeva più di incrociatori pesanti al di fuori delle acque europee.

Così nove mesi dopo l’inizio della guerra, i mari della terra erano praticamente liberi da imbarcazioni tedesche che

avrebbero potuto danneggiare il commercio globale degli alleati e le loro linee di rifornimento.

Le potenze dell’Entente potevano ora trasferire risorse economiche e militari dalle colonie all’Europa senza

sommergibili.

interferenze da parte di navi tedesche. Il vero pericolo sul lungo periodo sarebbe invece venuto dai 18

La guerra in Africa

colonie tedesche in Africa,

Le a causa della superiorità marittima degli alleati, furono subito tagliate fuori dagli

approvvigionamenti e, dato lo scarso numero di truppe presenti, furono anche poco difese. Tuttavia le battaglie in

Africa durarono sino alla fine della guerra con esiti fatali per l’Africa sudorientale. Infatti gli inglesi decisero di

truppe locali

conquistare le colonie tedesche solo con per non mettere a rischio il successo sul campo di battaglia

europeo.

TOGO: alleati

Gli ottennero successi veloci solo in Togo, la più piccola delle colonie tedesche in Africa. In cinque

giorni venne occupata dagli inglesi la capitale Lomè e il suo porto. Contemporaneamente entrarono in Togo truppe

francesi e si unirono agli inglesi. I tedeschi si ritirarono verso nord fino a Kamina, dove si trovava la stazione radio

seconda al mondo per dimensione: metteva in collegamento Berlino con le altre colonie in Africa e con le navi tedesche

nell'Atlantico. In poco tempo i tedeschi capitolarono dopo aver distrutto le parti di maggior valore della stazione radio.

CAMERUN: belgi

La conquista del Camerun richiese molto più tempo. Anche i presero parte alle battaglie. Le truppe

di difesa contavano invece solo 200 tedeschi e circa 1600 africani. La conquista però si rivelò complessa: gli alleati

avevano sperato in una ribellione della popolazione indigena contro i tedeschi, ma essa rimase invece fedele e pronta ad

malattie.

aiutare la potenza colonizzatrice. Inoltre le truppe alleate dovettero fare i conti con sempre nuove Alla fine i

morti furono 4200, un quarto dei soldati messi in campo. Moltissimi morirono di malattia.

SUDAFRICA: L'Unione sudafricana dominion South Africa

era nata nel 1910 e aveva ottenuto lo status di con il

Act che stabiliva l'autonomia amministrativa ma obbligava l'Unione in caso di guerra a seguire l'impero britannico. Il

paese era dominato dai coloni di lingua inglese e dai boeri di lingua afrikaans; il senato e l'Assemblea nazionale erano

composti quasi esclusivamente da bianchi. Il governo seguiva volentieri le richieste inglesi perché corrispondevano alle

ambizioni del paese di riunire tutta l'Africa meridionale in una Greater South Africa. Perciò l'8 settembre 1914 l'Unione

sudafricana dichiarò guerra al Reich tedesco. La decisione era stata però oggetto di discussione: favorevoli erano i

bianchi inglesi, una minoranza di boeri e parte dell'elite africana, tutti accomunati dalla speranza che un atteggiamento

patriottico potesse portare alla concessione di nuovi diritti politici e sociali. La massa della popolazione aveva invece un

atteggiamento di diffidenza nei confronti della guerra. La scarsa accettazione della guerra infatti limitò molto gli sforzi

impossibile leva obbligatoria.

bellici del Sudafrica e rese l'introduzione della L'esercito esistente contava appena 2000

uomini. Tuttavia sui boeri nell'esercito si poteva fare poco affidamento. Scoppiò una guerra civile fra boeri che vide i

filotedeschi e repubblicani e molti ufficiali dell'esercito che avevano disertato ribellarsi al governo filoinglese. La

rivolta fu sedata e costò la vita a 350 boeri ribelli.

AFRICA SUDOCCIDENTALE: Nell'Africa sudoccidentale tedesca lo scopo principale degli inglesi era quello di

distruggere le stazioni radio e le basi di rifornimento del nemico, che servivano per la comunicazione e

l'approvvigionamento delle navi tedesche nell'Atlantico. A un reclutamento di truppe ausiliarie africane però non si

genocidio degli herero nama ribelli

poteva neppure pensare perché il e dei aveva decimato la popolazione indigena.

La guerra nell'Africa sudoccidentale a differenza che nel resto dell'Africa, fu combattuta in prevalenza tra bianchi.

AFRICA ORIENTALE TEDESCA: la guerra più lunga e che comportò maggiori perdite fu combattuta negli odierni

Tanzania, Ruanda, Burundi, e parte del Mozambico. La colonia era grande il doppio della Germania e contava quasi 8

ascari.

milioni di abitanti. La truppa di difesa disponeva di 7000 uomini e circa 5000 soldati indigeni, gli Durante la

guerra si arrivò quasi al doppio di uomini grazie ai reclutamenti soprattutto tra la popolazione indigena. La guerra

nell'Africa orientale fu di per sé globale perché gli inglesi impiegarono non solo truppe provenienti dalle colonie

circostanti, ma anche unità indiane. Nel 1916 ottennero poi anche l'appoggio di squadre sudafricane, truppe belghe e

unità portoghesi. Inizialmente i tedeschi ebbero la meglio, poi le cose cominciarono a cambiare nel 1916 quando la

colonia tedesca venne attaccata su più lati da forze imponenti. Tuttavia le operazioni di inglesi, sudafricani, belgi e

mal coordinate,

portoghesi erano perché tutti pensavano al bottino che sarebbe toccato loro e cercavano di precedere

gli alleati.

Questo giocava a favore dei tedeschi che però non potevano più contare sugli aiuti della Germania: da aprile nessuna

nave tedesca era riuscita a superare il blocco e a raggiungere la colonia. Il 7 luglio il comandante tedesco Lettow-

Vorbeck fu costretto ad abbandonare Tanga e la capitale Dar-es-Salaam. Di fronte alla schiacciante superiorità

dell'avversario molte unità tedesche si sciolsero per distrarre il nemico e presero a marciare per la colonia da un lato

all'altro, a volte per migliaia di km, impegnando parti cospicue delle truppe nemiche. Interi reggimenti furono decimati

Mahiwa,

da dissenteria e malaria. La battaglia decisiva si tenne presso nell'estremo sudest della colonia, il 14 ottobre

19

1917. Fu l'unica grande battaglia dell'intera guerra. Gli alleati persero in 4 giorni più di metà dei loro 5000 uomini. La

mancanza di approvvigionamenti si fece sentire più che mai. Scarseggiavano anche munizioni e medicinali. Il

Lettow-Vorbeck

comandante decise allora di abbandonare 1000 uomini per i quali non aveva più munizioni, tra cui

anche malati e feriti, insieme a un vasto seguito di donne e bambini, e si ritirò in Mozambico con appena 300 tedeschi e

1700 ascari. Il comandante venne dipinto come un eroe, durante la Repubblica di Weimar divenne la bandiera dei

nostalgici dell'età coloniale e di altri circoli nazionalistici. Non c'erano motivi però per dipingerlo come un eroe. Per la

popolazione indigena mostrò scarso rispetto e la sua truppa fece dietro di sé terra bruciata. Divenne però un mito perché

sembrava che gli riuscisse in Africa ciò che non era riuscito a nessun altro, ossia tenere impegnate forze considerevoli

del nemico per lungo tempo nella periferia della guerra, impedendone l'impiego in Europa. Ma anche su ciò ci sono non

pochi interrogativi. Per esempio, il corpo di spedizione indiano non sarebbe mai stato utilizzato in Europa, lo stesso

dicasi per le truppe coloniali britanniche. La guerra in Africa orientale però non può essere considerata un palcoscenico

secondario: ebbe conseguenze drammatiche per la regione, soprattutto perché venne condotta come guerra di

movimento in un'area di grande estensione dove strade e linee ferroviarie scarseggiavano. Entrambe le parti fecero largo

impiego di popolazione locale come adiuvanti e portatori, e alla fine ci furono 10 volte più portatori che soldati. Questi

ricevevano provviste insufficienti e si ammalavano spesso, la mortalità tra loro era quindi molto più alta che fra i

soldati. Questo reclutamento forzato di giovani uomini ebbe conseguenze fatali per l'economia della regione. Difficile

poi quantificare il numero di vittime civili. Inoltre sulla popolazione civile gravarono, oltre al reclutamento coatto,

anche saccheggi e requisizioni, che distrussero le sue fonti di sopravvivenza. Alla fine della guerra nella colonia

orientale tedesca avevano perso la vita 650 000 persone, quasi un decimo degli abitanti.

Gli imperi coloniali durante il conflitto

Bretagna Francia

Soprattutto Gran e fecero ricorso in misura considerevole alle risorse materiali e umane dei propri

imperi coloniali. Il Reich limitò l'impiego delle sue truppe coloniali alla difesa delle colonie, mentre Gran Bretagna e

Francia li impiegarono anche in Europa e in altri scenari di guerra.

Gran Bretagna: dipendeva fortemente dai soldati dell'Impero: era l'unico paese coinvolto nella guerra in cui non

dominion inglesi

esistesse la leva obbligatoria e l'esercito effettivo era poco numeroso. I sostennero gli sforzi bellici

della madrepatria con più di un milione di uomini. Non stupisce dunque che la prima guerra mondiale si sia impressa

Australia Nuova Zelanda.

nella memoria collettiva anche di queste società. Questo vale soprattutto per e Nessuno

Stato ha investito più denaro dell'Australia per commemorare il centenario dello scoppio della guerra nel 1914. Il

reclutamento

dei soldati nei dominion si rivolse dapprima ai volontari. Presto si scatenò però un dibattito sulla leva obbligatoria

Canada

perché i volontari non bastavano. In i franco-canadesi non erano d'accordo a seguire la Gran Bretagna e il suo

Impero nella guerra; il movimento operaio e la popolazione contadina erano contrari all'introduzione della leva

obbligatoria, che venne imposta dal governo solo nel 1917. Anche in Australia si accese un dibattito sulla questione,

dove il numero dei volontari scese sempre di più. Molti sindacati erano contrari, e quasi tutti i cattolici di origine

irlandese, dopo che gli inglesi avevano represso nel sangue la rivolta irlandese di Pasqua. Così nel 1916 e poi nel 1917

un referendum contro la leva obbligatoria.

la popolazione si espresse con L'Australian Imperial Force rimase a

differenza degli altri contingenti britannici un esercito volontario. In Nuova Zelanda la leva obbligatoria era stata

introdotta invece dal parlamento a grande maggioranza nel 1916: il consenso relativamente alto alla guerra derivava

anche dal fatto che la società neozelandese era eticamente meno frammentata. Per questo in Nuova Zelanda furono

maori,

accettati tra i volontari anche per i quali l'orgoglio della partecipazione alla guerra poté essere sfruttato con

successo nella battaglia per l'eguaglianza di tutti i diritti. autonomia.

La partecipazione alla guerra portò i dominion ad aspettative e pretese crescenti di Per questo molti

imperialisti convinti non erano contenti della partecipazione delle colonie alla guerra. I dominion richiesero di essere

autonomous nations of an Imperial Commowealth.

riconosciuti come Londra riusciva sempre meno a opporsi a queste

richieste, tanto più la guerra si prolungava. Così alla fine fu riconosciuta ai dominion un'adeguata voce in capitolo nella

crescita di sovranità

politica estera. Questa trovò conferma dopo la fine della guerra, quando i dominion sedettero alle

trattative di pace di Parigi con delegazioni indipendenti. Molti soldati arrivarono anche dall'India. Tuttavia erano male

equipaggiati e addestrati solo per la guerra coloniale, e subirono tante perdite che in poco tempo vennero ritirati

dall'Europa. Per il resto le truppe indiane vennero impiegate soprattutto in Mesopotamia, Palestina, Africa orientale,

Gallipoli, penisola arabica e Golfo Persico. Nel complesso gli inglesi mobilitarono in India 1,27 milioni di uomini.

Persero la vita 60 000 indiani, e il sostegno economico dell'india raggiunse la cifra di 146 milioni di sterline.

La guerra mondiale ebbe nell'immenso subcontinente indiano effetti minori che in altri paesi e non si impresse nella

memoria collettiva con la stessa forza che altrove. Tuttavia anche in India la guerra rafforzò l'aspirazione a una

Rule

l'Home

maggiore autonomia e autodeterminazione. Il Congresso nazionale indiano invocava per l'India secondo il

20

modello dei dominion. Nel 1916 vararono un programma comune in cui richiedevano riforme che dovevano assicurare

alla popolazione indigena la maggioranza negli organi rappresentativi. La guerra nel complesso portò a una

politicizzazione delle élite e degli intellettuali del luogo e all'ingresso di molti indiani nella politica e

nell'amministrazione della provincia. Fu senza dubbio una tappa importante sulla via verso l'indipendenza.

Francia: reclutò un gran numero di soldati nelle sue colonie. All'inizio si trattava prevalentemente di cittadini francesi

d'oltremare. Poi la Francia mobilitò circa 545 000 soldati fra le popolazioni indigene delle proprie colonie. Il

sull'attrattiva economica. costrizione.

reclutamento faceva inizialmente leva Col tempo invece pesò sempre più la

I tedeschi protestarono con veemenza contro l'impiego francese in Europa dei soldati delle colonie, e ne approfittarono

per dare maggiore forza alla loro propaganda, che comprendeva tutte le possibili declinazioni del razzismo. L'utilizzo di

africani, di cui sottolineavano i metodi di combattimento barbarici, fu un'ottima occasione per i tedeschi per ripagare

con la stessa moneta quanti li rimproveravano fin dall'inizio della guerra di aver interrotto la civiltà. La propaganda

a impulsi razzisti e anticolonialisti.

tedesca poté così fare appello allo stesso tempo

L'impiego di truppe coloniali in Europa era comunque oggetto di discussione anche in Gran Bretagna e Francia.

Molti militari non negavano la loro forza nel combattere, le conoscenze linguistiche e le capacità di adattarsi al clima

europeo. Altri mettevano in guardia dalle conseguenze imprevedibili che l'utilizzo di africani in Francia poteva

comportare, o temevano ribellioni a seguito dell'allontanamento delle truppe dalle colonie. Tuttavia si impose la logica

guerra totale,

della che costringeva alla mobilitazione di tutte le risorse.

I soldati delle colonie furono sottoposti a numerose discriminazioni, soprattutto quelli provenienti dall'Africa nera.

Alcuni storici sostengono che fossero inviati con particolare frequenza nelle missioni di maggior pericolo e utilizzati

lavoratori

come truppe d'assalto. La Francia reclutò nelle colonie non solo soldati ma anche circa 220 000 da impiegare

dall'Algeria dall'Indocina.

nell'industria e nell'agricoltura. I più provenivano e Venivano strettamente sorvegliati dalla

polizia per evitare rivolte. Così soprattutto nei due ultimi anni di guerra si ebbero azioni violente contro di loro e contro

colonie francesi

i soldati delle colonie in licenza dal fronte. La guerra compromise le più di quelle inglesi. Ciò dipese

dal fatto che erano più piccole e meno popolate e si vedevano quindi sottoposte a una pressione maggiore.

L'interruzione del commercio con la Germania poi comportò danni economici, soprattutto in Marocco, dove vivevano

molti tedeschi che vennero internati e persero i possedimenti. Con il massiccio aumento della richiesta statale si ebbe un

rincaro e una riduzione dei generi alimentari e di altri beni di importanza bellica. Questo colpì soprattutto la

popolazione indigena. Le conseguenze furono fame ed epidemie. Contemporaneamente si inasprirono censura e

sorveglianza.

Durante la guerra si ebbero numerose rivolte in Africa occidentale, Algeria, Marocco, Nuova Caledonia, Indocina. La

Grande Riviere

più grande fu la rivolta della in Africa occidentale nel 1915-16, che durò 9 mesi e coinvolse 160 000

persone e 500 villaggi. Fu repressa con la massima durezza dai soldati francesi e diverse migliaia di uomini persero la

vita. Si trattava però soprattutto di reazioni all'impiego crescente del reclutamento coatto dei soldati. La leva

obbligatoria venne introdotta nelle colonie francesi in Africa nel 1917, sebbene gli indigeni non fossero cittadini, ma

solo sudditi della Francia e quindi privi di diritti. Le rivolte destabilizzarono l'Impero coloniale francese ma non lo

minacciarono nei suoi fondamenti, poiché non miravano a distruggerlo ma solo a un miglioramento delle condizioni di

vita e alla fine degli arruolamenti. Anche le colonie francesi avevano la speranza che una loro partecipazione alla guerra

avrebbe migliorato il loro status e garantito maggiori diritti ai propri abitanti. Nel 1917 si svolse a Parigi una conferenza

delle colonie in cui si discussero tali questioni. Tuttavia i risultati furono scarsi. I soldati delle colonie poterono da quel

momento diventare cittadini francesi ma nella prassi il conferimento della cittadinanza ai veterani fu un fenomeno

piuttosto raro. Ulteriori richieste politiche come l'introduzione dell'indipendenza amministrativa rimasero inascoltate

fino al crollo dell'Impero coloniale francese.

Capitolo quinto: Guerra culturale

L'idea tradizionale dell'entusiasmo generale all'inizio del 1914 è uno dei più grandi miti storici del XX secolo. Ciò vale

soprattutto per la Germania, che celebrò fino al nazionalismo l'entusiasmo esaltato che aveva contagiato il popolo

tedesco allo scoppio della guerra (cfr Hitler, Mein Kampf: “la guerra del 1914 non fu imposta alle masse, anzi, fu

profondamente desiderata da tutto il popolo”). L'immagine dell'entusiasmo collettivo per la guerra ebbe a sua volta

nell'esperienza d'agosto.

origine proprio Ciò fu il risultato di una selezione delle percezioni accuratamente operata sui

giornali, nella pubblicistica e nella politica degli opinionisti.

Stati d'animo all'inizio della guerra

In realtà quasi nessuno attese e accolse la guerra con entusiasmo. Quasi ovunque regnava la speranza che si sarebbe

superata la crisi e dominava a preoccupazione di preservare la pace. Alla dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia

Francia il partito socialista sindacati

in e i reagirono organizzando numerose dimostrazioni contro l'imminente

21

manifestazioni patriottiche,

conflitto. Ci furono anche ma a dominare era comunque uno stato d'animo di fondo

moderato e caratterizzato da preoccupazione e rassegnazione. Così fu fino alla mobilitazione del 1 agosto. Nei giorni

successivi l'opinione pubblica mutò sotto il peso della dichiarazione di guerra tedesca e dell'invasione del Belgio. I

socialisti francesi allora si dichiararono pronti a sostenere la guerra di difesa e il 4 agosto votarono a favore dei crediti

nell'Austria-Ungheria

di guerra. Anche tra la popolazione civile erano molto diffusa paura e preoccupazione nei

Serbia

confronti della guerra. Tuttavia a Vienna l'ira contro la fu fin dall'inizio molto forte nell'opinione pubblica e

spedizione punitiva

nella stampa borghese. La guerra era vista da questi come una necessaria breve e legittima contro

Ungheria

il sobillatore di fronte alla porta di casa. Ma per esempio in le reazioni erano ambivalenti. Ancor più

slave

diffidenti erano le parti della monarchia danubiana (cechi, sloveni, croati, ruteni, polacchi, per non parlare dei

Boemia Galizia

serbi). In e l'entusiasmo era ancor minore, ma non vi furono comunque proteste articolate o resistenze

alla guerra.

Russia

In l'entusiasmo fu circoscritto alle elité cittadine che erano convinte che la Russia non potesse subire un altro

crisi bosniaca,

scacco come quello durante la se non voleva perdere il proprio prestigio di grande potenza.

agricolo,

Tra la popolazione dell'enorme impero russo, ancora prevalentemente la guerra invece incontrò rifiuto o

rassegnazione, tuttavia né nelle campagne né tra gli operai si giunse a un'aperta ribellione contro la chiamata alle armi.

Gran Bretagna:

Nel luglio 1914 in nessun paese il malcontento nei confronti della guerra fu tanto forte quanto in

l'opinione pubblica era per lo più impegnata dalla questione irlandese. Le simpatie per la Russia e la Serbia erano molto

l'entrata in guerra,

limitate. Il 2 agosto, giorno in cui si doveva votare i socialisti manifestarono contro la

manifestazione

partecipazione alla guerra a Trafalgar Square. Giorni dopo quasi 10 000 persone si raccolsero per una

patriottica di fronte a Buckingham Palace. Il 4 agosto in circa 12 000 festeggiarono per lo scadere dell'ultimatum

inglese alla Germania. Ma queste manifestazioni patriottiche di massa erano nettamente inferiori rispetto ad altre

capitali europee e poco rappresentative dei 7 milioni di cittadini londinesi. Comunque non fu l'opinione pubblica a

influenzare la scelta del governo: verso la Francia c'era grande simpatia, e un sentimento di dovere nei confronti degli

alleati. Rispetto alla Russia e alla Serbia però dominavano rifiuto e disprezzo. La svolta si ebbe solo dopo la

tedesca del Belgio.

dichiarazione di guerra e l'invasione La stampa e quasi tutte le forze politiche a quel punto

sostennero l'indirizzo del governo. L'entusiasmo per la guerra rimase comunque ancora limitato all'élite borghese: fu

solo dopo la sconfitta del corpo di spedizione britannico a Mons, quando si temeva un'invasione tedesca dell'isola, che

difensivo.

si diffuse anche in Gran Bretagna un ampio consenso alla guerra, anche se marcatamente

Germania

Anche in nel luglio 1914 l'opinione pubblica e il popolo erano ben lontani dal provare entusiasmo per la

vie diplomatiche

guerra. C'era la speranza che il Reich riuscisse per a contenere il conflitto e preservare la pace. La Spd

organizzò nell'ultima settimana di luglio centinaia di dimostrazioni e proteste contro la guerra. In nessun paese nel 1914

contro la guerra mondo operaio

così tante persone scesero in strada come in Germania. Nel quindi la guerra incontrò

un netto rifiuto, ma il partito socialista non seppe sfruttare questo potenziale per influire sulle decisioni del governo. Il 1

agosto la tensione raggiunse il culmine. A Berlino si radunarono moltitudini di persone in attesa di notizie. Quando

manifestazioni di entusiasmo

venne annunciata la mobilitazione generale si ebbero che impressionarono molto la

stampa borghese che da quel momento fece di tutto per cementare il mito dell'unità nazionale. Nei giorni successivi si

di guerra” di massa”.

diffuse nelle grandi città ciò che fu poi descritto come “psicosi o “isteria A Berlino folle adirate

si raccolsero davanti alle ambasciate dei paesi avversari. Le folle che si radunarono in strada a fine luglio/inizio agosto

nervosismo curiosità,

nelle città tedesche erano più che altro spinte da e più che da sentimenti patriottici. Oltretutto lo

raccolto,

scoppio della guerra coincideva con il e ciò comprometteva direttamente l'economia contadina. Servivano i

giovani e i cavalli, che ovunque venivano requisiti. L'umore quindi era pessimo. Lo scoppio della guerra poi suscitò in

panico timore

ampi strati della popolazione e per il futuro che causarono la corsa agli accaparramenti. I risparmiatori

cercavano di mettere in salvo i loro soldi. L'entusiasmo che prese piede con l'annuncio della prima vittoria il 7 agosto

era certo più forte che nei giorni precedenti. I successi militari facevano sembrare più vicina la vittoria tedesca finale.

La guerra appariva ora, contro tutte le aspettative, come una campagna breve gloriosa, che sarebbe terminata al più tardi

prima di Natale. Grande entusiasmo suscitò soprattutto la caduta di Bruxelles del 22 agosto. L’apice fu però

Sedan,

rappresentato dalla battaglia di il 2 settembre, che fu percepita come un primo assaggio dei festeggiamenti

conclusivi per la vittoria finale. Diverse centinaia di migliaia di persone seguirono la parata a Berlino sull’Unter den

Linden, in cui venne mostrato anche il materiale bellico francese che era stato confiscato.

classe operaia.

In agosto questa euforia conquistò anche parte della Tuttavia la disoccupazione in agosto salì dal 3 al 23

%, i salari diminuirono, il prezzo degli alimenti salì. Poco dopo lo scoppio della guerra gran parte della popolazione si

soglia della povertà.

trovò sotto la Aperta ostilità alla guerra si manifestò però di rado anche nel mondo operaio.

I volontari in guerra 22

volontari.

Una delle prove più convincenti dell'entusiasmo per la guerra nell'agosto del 1914 furono i La stampa in quel

mese ne stimò 2 milioni (più tardi confermati dal governo e anche da Hitler nel Mein Kampf). In realtà è probabilmente

ginnasiali studenti,

un'esagerazione: le stime parlano di 185 000 uomini. Secondo i giornali si trattava perlopiù di e

figli della borghesia che si presentavano come soldati semplici: era un'immagine perfetta di coronamento della

comunità nazionale non classista in cui la Germania si era apparentemente trasformata.

volontari?

Quali erano le motivazioni dei

malessere

Il dinnanzi a un mondo industriale sempre più organizzato e rivolto ai beni materiali. Noia, nausea e

- fame di esperienze costituivano la base rispetto a cui molti interpretavano la guerra come liberazione dalle

costrizioni e avventura e come rottura per un rinnovamento morale della società- motivi patriottici: importante

era la tesi propagata dal governo e dalla stampa secondo cui il Reich era in pericolo. La guerra quindi era una

guerra di difesa e di liberazione dalle minacce e dalla pressione di un avversario che voleva impedire al paese

il libero dispiegamento delle sue forze

sentimento nazionale e immagini militari che erano state trasmesse per decenni in famiglia, a scuola, nei

- senso del dovere.

gruppi giovanili e nelle associazioni patriottiche di tutti i tipi: andare volontari per

pressione a cui furono sottoposti gli uomini che non erano stati chiamati alle armi. Molti allora si presentarono

- volontari per vergogna e timore di essere stigmatizzati.

Gran Bretagna.

In nessun paese ci furono così tanti volontari come in Il paese era però anche l'unico tra le grandi

leva obbligatoria.

potenze europee senza la Molti furono gli appelli che portarono nel corso della guerra 1,2 milioni di

uomini ad arruolarsi, soprattutto dopo la sconfitta a Mons, a seguito della quale molti temettero uno sbarco dei nemici

in Gran Bretagna. I volontari però provenivano per lo più da altri strati sociali e i loro motivi erano molto più materiali,

disoccupazione. all'arruolamento volontario

primo tra tutti la Il ministro della guerra inoltre diede un forte impulso

promettendo a classi delle scuole, club calcistici, rioni e paesi che sarebbero rimasti insieme nell'esercito come

battaglioni di amici. Questo ricreava un pezzo di patria nell'esercito e attivava la pressione sociale nei gruppi. In questo

modo la guerra divenne una gara sportiva ma aveva anche degli svantaggi: capitava che in una sola battaglia venisse

uccisa o ferita gran parte dei giovani di una scuola, una università, un quartiere o un paese. Il numero dei volontari calò

Gallipoli

rapidamente a causa dell'elevato numero di vittime, e dopo la sconfitta della battaglia di si arruolarono solo

70000 uomini al mese, troppi pochi per colmare le perdite. Perciò nel 1916 anche la Gran Bretagna dovette introdurre la

leva obbligatoria.

La socialdemocrazia all'inizio della guerra contro

I partiti socialisti fino al 1914 si erano sempre espressi la guerra. Ma quando si giunse alla guerra imminente la

solidarietà internazionale collassò in poco tempo. Quasi dappertutto gli esponenti dei partiti socialisti sostennero gli

Spd

sforzi bellici. La frazione della votò unanime a favore dei crediti di guerra nella seduta del Reichstag del 4 agosto.

Francia

In tutti e 100 i delegati dei socialisti nell’Assemblea Nazionale votarono la legge sulla guerra.

Duma russa

Nella l’8 aprile i delegati di bolscevichi e menscevichi votarono anch’essi contro i crediti, ma di li a poco

tempo i menscevichi si dichiararono pronti ad appoggiare la guerra di difesa. Completamente contrari erano solo i

socialisti serbi. Spesso l'adesione dei socialisti al fronte di unità nazionale viene descritta e spiegata con il fatto che

all'inizio della guerra il nazionalismo superò il socialismo nel favore della classe operaia. I dirigenti dei partiti socialisti

però non furono spinti ad aderire alla guerra dalla popolazione operaia. Il loro atteggiamento era ambivalente in realtà

già prima della guerra. Se di norma erano contrari alla guerra in quanto espressione del capitalismo e dell'imperialismo,

nazione,

non negavano però il valore della che vedevano come spazio d'azione politica. Il fine ultimo dei socialisti non

democratizzazione politica e sociale.

era lo smantellamento dello stato nazionale, ma la sua Nazione e classe per molti

non rappresentavano quindi due poli contrapposti. Così allo scoppio del conflitto i socialisti si trovarono lacerati tra

rifiuto della guerra e consenso alla nazione. Problema che venne risolto interpretando la guerra non come

misura difensiva.

contrapposizione imperialistica ma come

La Spd era meno inserita nel sistema politico del paese rispetto a partiti analoghi in Francia o Gran Bretagna. Inoltre si

Partito

sottomise in modo più netto alla tregua politica, cosa che nel 1917 portò a una spaccatura e alla fondazione del

socialdemocratico indipendente di Germania (Uspd). In ogni caso alla fine di agosto 1914 non era chiaro cosa

avrebbe fatto l'Spd in caso di conflitto. La base era pronta alla resistenza contro la guerra tuttavia la direzione del partito

non riuscì a decidersi a fare una pressione seria sul governo e si allineò al divieto di manifestare esteso a tutto il paese

ed escluse lo sciopero generale. Conservare l'organizzazione socialdemocratica e la capacità di azione era la cosa

prioritaria rispetto al mantenimento della pace. La paura di repressioni giocò un ruolo decisivo anche nella decisione di

isolamento politico

votare a favore dei crediti di guerra. A questo si aggiungeva la paura di incorrere nell' e di venir

accusati di essere nemici del Reich, dal momento che per molti aspetti l'Spd dipendeva anche dal sostegno degli elettori

borghesi. Il concetto di guerra di difesa accrebbe la propria forza mobilitante grazie all'antizarismo, che aveva radici

23

profonde nella socialdemocrazia. L'immagine del dispotismo russo come nemico permise di conciliare l'impronta

nazionalistica appena acquisita con la tradizione rivoluzionaria e liberale. Anche nella stampa di partito la guerra venne

battaglia fra cultura e barbarie.

presentata come

I socialdemocratici acconsentirono sia ai crediti di guerra che alla tregua politica e rinunciarono così definitivamente a

criticare in modo sostanziale il governo. Inoltre molti credevano che la dinamica propria della guerra, impossibile da

riforme.

condurre senza il mondo operaio socialdemocratico, avrebbe inevitabilmente portato a Così agli occhi di molti

socialismo di guerra:

socialdemocratici la guerra sostituì la rivoluzione. Si incominciò a parlare di nell'interventismo

statale sull'economia di guerra si volle vedere un primo passo verso la realizzazione del socialismo.

Rappresentanti sindacali vennero coinvolti nella responsabilità per l'economia di guerra e videro tributarsi

riconoscimenti e onori. Nel 1916 con la legge di soccorso vennero istituiti comitati operai nelle imprese. Inoltre

nell'ambito della beneficenza borghese si ebbero i primi stanziamenti per adempiere di fatto allo slogan della

solidarietà nazionale senza disparità di classe, e questo fece molta presa sui socialdemocratici. L'idea che la Germania

dall'inizio della guerra si trovasse in cammino verso una società democratica e socialista fece da base per la

contrapposizione anglo-

giustificazione social-imperialistica della guerra che identificava il fulcro della guerra nella

tedesca:

Una vittoria del Reich sull'Inghilterra sarebbe equivalsa quindi al superamento del borghese mondiale da parte del

missione tedesca

proletariato mondiale. Così la guerra divenne per i socialisti tedeschi una in cui l'obiettivo era

eliminare insieme alla supremazia mondiale dell'Inghilterra anche il capitalismo. beneficenza spontanea.

Con lo scoppio della guerra gli strati più alti della società furono attraversati da un’ondata di

Numerosi industriali si dichiararono disposti nell’imminenza del conflitto a continuare a pagare ai loro dipendenti

andati in guerra una parte del salario. Un’accresciuta attività ebbero soprattutto le associazioni femminili borghesi e

Croce Rossa,

quelle della a loro volta per lo più portate avanti da donne, che si occupavano della raccolta di donazioni.

Mobilitazione spirituale

In tutti i paesi si assistette fin dall’inizio anche a una mobilitazione spirituale in favore della guerra e un ruolo

determinante toccò in questo agli intellettuali.

Gli intellettuali caricarono la guerra di un senso profondo e di significati di vasta portata. Scrittori e artisti, docenti ed

ecclesiastici, giovani esponenti delle avanguardie artistiche ed esponenti dell'intellighenzia culturale e scientifica

presero parte a questo impegno patriottico. Alla base c'era l'idea che nella guerra non si contrapponessero solo stati ed

culture concezioni di vita

eserciti ma anche e fondamentalmente diverse. Nonostante tutta l’internazionalizzazione

spirito nazionalistico

della scienza e della cultura, lo dell’epoca prebellica non aveva abbandonato gli intellettuali.

elitario disprezzo delle masse

Dietro a questo pessimismo culturale si celava spesso un e delle loro richieste di

svolta purificazione

partecipazione. La guerra sembrava portare la tanto desiderata, la addirittura.

grandi parole Henri

La guerra delle e dei grandi pensatori cominciò subito dopo i primi spari. In Francia il filosofo

Bergson definì la guerra contro la Germania come lotta della civiltà contro la barbarie.

In Germania furono i docenti a emergere particolarmente. Il 4 ottobre 1914 venne redatto l'Appello al mondo della

diritto internazionale

cultura, manifesto che negava che la Germania con l'invasione del Belgio avesse violato il e che

in Belgio fossero stati commessi crimini di guerra. Tra i 93 firmatari era rappresentata quasi l'intera élite del mondo

culturale e spirituale tedesco, erano rappresentate tutte le confessioni e gli orientamenti politici, tranne i

socialdemocratici. Molti dei firmatari prima del 1914 si erano impegnati in organizzazioni che si battevano per la pace e

il consenso internazionale. Autore dell'appello fu lo scrittore Ludwig Fulda.

All'Appello al mondo della cultura fece seguito la Dichiarazione dei professori del Reich tedesco, che con più di 4000

firme comprendeva quasi l'intero corpo docente delle università e degli istituti tedeschi. Venne diffusa il 16 ottobre. La

Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff,

dichiarazione, redatta dal filologo classico era meno provocante e formulata in

modo meno plateale dell'Appello dei 93, ma era molto più esplicita, in quanto non si limitava a sottolineare l'unità di

vittoria tedesca condizione per la sopravvivenza

esercito, scienza e nazione in Germania, ma presentava la come

della cultura europea, conferendole quindi un significato universale. Solo pochi docenti, tra cui Alfred e Max Weber e

Albert Einstein, resistettero a questa follia nazionale e rifiutarono di sottoscrivere il testo. L'anti-manifesto del

professore di medicina Georg Friedrich Nicolai, che esortava gli intellettuali europei a difendere la cultura comune, non

trovò quasi sostenitori e rimase inedito. intellettuali britannici

Il 21 ottobre apparve sul Times una lettera firmata da 117 di fama che giustificavano la guerra

come una guerra di difesa e lotta per la libertà e la pace.

Francia

In si affermarono immagini grossolane dei tedeschi, contrassegnate da coloriture etniche o persino biologiche.

24

Dinnanzi a una simile radicalizzazione del contrasto non può stupire che i tedeschi sulla stampa francese apparissero

sempre più spesso come del tutto crudeli e primitivi. L'entente aveva la pretesa di rappresentare la tradizione

liberal-democratici diritto internazionale

dell'illuminismo e della civiltà moderna, dei principi di ordine e del dei

popoli. Nella Francia repubblicana ci si richiamava soprattutto all'eredità rivoluzionaria e democratica del paese, in

Gran Bretagna piuttosto al sistema giuridico e parlamentaristico. Il sistema politico e sociale del Reich appariva invece

come focolaio di una casta militare feudale e bellicosa da cui il popolo tedesco doveva essere liberato, se si voleva che

una pace duratura si affermasse in Europa. Così la guerra assunse agli occhi degli intellettuali d'Occidente l'aspetto di

crociata per il diritto e la libertà.

una Gli intellettuali tedeschi in risposta operarono una dicotomia tra cultura tedesca

e occidentale, rappresentando il proprio come il modello superiore.

Le interpretazioni della guerra date dai tedeschi vennero spesso riassunte col nome collettivo di idee del 1914. Alla

cultura politica specifica

Germania veniva attribuita una che differiva da quella occidentale e si fondava sul primato

Stato dell'organizzazione collettiva

dello e rispetto al singolo. Mentre la rivoluzione francese aveva sradicato

l'individuo, la guerra avrebbe portato al superamento della democrazia liberale di stampo occidentale in favore di una

cultura alternativa della relazione e del senso di comunità come quella rappresentata dalla Germania.

Per una più grande Italia

Gli intellettuali svolsero un ruolo di particolare rilievo in Italia, dove contribuirono in modo decisivo all'entrata in

guerra del paese. Gli intellettuali borghesi erano portatori di un nuovo radicale nazionalismo, che si presentò in Italia

contaminazione di elementi di destra e sinistra.

come una Al centro vi era l'idea di portare la lotta di classe

Corradini,

all'esterno. L'Italia era secondo portavoce dei nazionalisti, nel complesso una nazione proletaria, che

doveva affermarsi dinnanzi alle nazioni plutocratiche con gli armamenti, l'espansione coloniale e la guerra.

futuristi, avanguardia intellettuale e artistica

In una direzione analoga andavano i che concepivano sé stessi come di

un rinnovamento culturale e politico complessivo. Agli occhi di molti intellettuali la guerra doveva ora non soltanto

catapultarla nella modernità

portare a compimento la nazione, ma anche e rinnovarla radicalmente causando

integrazione e rivoluzione allo stesso tempo. Giolitti aveva tentato di integrare socialisti e cattolici nel sistema politico,

ma questo indirizzo fallì. A sinistra si affermarono forze rivoluzionarie: ne faceva parte anche Benito Mussolini, che nel

l'imperialismo

1912 dirigeva l'Avanti. La destra invece si orientò sempre più verso e la guerra per trasformare in realtà

le speranze di unità interna e grandezza nazionale.

L'ingresso in guerra dell'Italia era comunque tutt'altro che inevitabile. Formalmente l'Italia apparteneva ancora alla

Triplice Alleanza, la cui sostanza era stata da tempo svuotata dalle crescenti tensioni tra Italia e Austria nei Balcani e

neutralità

nell'Adriatico. Perciò il governo italiano proclamò la del paese nell'agosto 1914, poiché l'Austria non lo

aveva consultato prima di dichiarare guerra alla Serbia. Ma subito si accese un vivace dibattito sull'entrata in guerra che

socialisti

condusse a una profonda polarizzazione del paesaggio politico. I erano assolutamente contrari alla guerra, che

secondo loro non poteva assolutamente essere giustificata come guerra di difesa. Questioni di principio si facevano

cattolici.

sentire anche tra i Contro l'ingresso in guerra erano anche la maggioranza della popolazione e il grosso dei

Giolitti. economicamente troppo debole,

parlamentari liberali, guidati da Egli riteneva il paese militarmente troppo

impreparato e politicamente troppo instabile per sopravvivere alla guerra. La guerra inoltre gli sembrava non necessaria,

nazionalisti

in quanto l'Italia poteva raggiungere molti dei suoi obiettivi semplicemente trattando con l'Austria. Per i la

guerra doveva finalmente garantire all'Italia il posto tanto agognato tra le grandi potenze e l'annessione delle terre

conservatori

irredente rappresentare l'inizio di un'espansione coloniale in grande stile. Molti vedevano nella guerra

radicali e social-riformisti

soprattutto un'occasione per rafforzare il prestigio della monarchia. I invece speravano che

una guerra a fianco della Francia repubblicana avrebbe condotto a una democratizzazione del paese. Mussolini venne

espulso dal partito nel novembre 1914 perché non poteva armonizzarsi con l'orientamento neutrale del suo partito.

I sostenitori della neutralità però non riuscirono a fare fronte comune: troppo netti erano i confini tra i socialisti,

cattolici e liberali, troppo diversi i loro motivi ideologici e le spinte politiche. I socialisti erano relativamente deboli e

isolati. Tra i cattolici solo una minoranza si esprimeva veramente contro la guerra. Anche i sostenitori di Giolitti non

erano di fondo contrari al conflitto. I fautori della guerra avevano invece molti elementi che li accomunavano. Prima di

tutto i nemici comuni: l'internazionalismo dei socialisti e il pragmatismo riformistico di Giolitti. E poi il mito del

rinnovamento e della catarsi attraverso la guerra. D'Annunzio coniò il motto della “più grande Italia”, capace di grande

presa. Decisivo fu anche il fatto che Salandra e il ministro degli Esteri Sonnino volevano la guerra e avevano dalla loro

patto di

parte il re, a cui secondo la costituzione spettava l'ultima parola. Così il 26 aprile 1915 venne sottoscritto il

Londra, con cui Francia e Gran Bretagna assicuravano all'Italia il Trentino, il Tirolo meridionale, Trieste, Istria e gran

parte della Dalmazia. La decisione di allearsi con l'entente e entrare in guerra fu presa dal governo e dal re senza

consultazioni, e questo acuì i contrasti tra favorevoli e contrari. Giolitti costrinse Salandra a bloccare immediatamente il

25

contratto di Londra e a riprendere le trattative con l'Austria. Il re inoltre aveva minacciato di abdicare qualora il

parlamento avesse negato al governo i mandati necessari per la guerra. Aveva quindi messo in gioco la monarchia, un

chiaro atto di pressione sul parlamento. Giunti a quel punto Giolitti cedette e si ritirò, non volendo aprire un conflitto tra

parlamento e corona. Si aprì la strada così al ritorno di Salandra. Il 20 maggio il parlamento conferì i mandati necessari

socialisti Il 24 maggio l'Italia dichiarò guerra

al governo per la guerra. I furono l'unico partito a votare contro.

all'Austria-Ungheria.

Ora nel segno della guerra e della speranza di rinnovamento si raccolsero la vecchia e nuova destra, il nazionalismo

democratico e quello antiliberale, radicali di destra e di sinistra, miti della nazione e della rivoluzione. La nuova destra

populista pretendeva di parlare a nome della nazione. Per i fascisti il maggio 1915 rappresentò l'inizio della rivoluzione

l'inizio della fine dell'Italia liberale.

nazionale che avrebbe portato alla marcia su Roma. Il maggio 1915 fu

La popolazione fin dall'inizio prese le distanze dalla guerra, l'entusiasmo contagiò solo le élite.

Il rifiuto da parte delle masse dipese da: agricola

struttura sociale prevalentemente

- Chiesa

forte influenza della

- coscienza nazionale

scarsa delle masse

- guerra di difesa

la guerra non poteva essere giustificata come altrove come e non portò quindi a una unione di

- tutti i partiti e gli schieramenti in un fronte comune

Mancavano armi ed equipaggiamenti moderni e persino abiti caldi. Eppure il comando militare, sotto la guida del

Cadorna,

generale ordinò un'offensiva frontale dopo l'altra nelle regioni nordorientali per arrivare fino a Vienna,

nonostante fosse chiaro che la sua strategia era condannata al fallimento. Centinaia di migliaia di soldati incontrarono

forme di rifiuto,

così una morte insensata nelle battaglie dell'Isonzo. Si arrivò a tutte le possibili che il comando

militare represse duramente. Inoltre i soldati italiani fatti prigionieri dai nemici venivano guardati come disertori dal

comando militare e non ricevevano aiuti dalla patria. Nel 1917 l'umore della popolazione e il morale dei soldati

toccarono il fondo anche a causa degli approvvigionamenti sempre più scarsi, il numero sempre più alto delle perdite,

l'assenza di successi. Papa Benedetto XV definì la guerra un “massacro senza senso”. A Torino ci furono scioperi e

disordini di massa. Nell'autunno 1917 l'Italia si trovò vicinissima alla disfatta. A fine ottobre l'armata austriaca riuscì a

Caporetto,

sfondare nei pressi di e gli austriaci poterono occupare gran parte dell'Italia nordorientale perché dopo lo

sfondamento i soldati abbandonarono le armi e di ritirarono in disordine. Dopo la disfatta il comandante Cadorna fu

Armando Diaz

sostituito da che passò subito alla strategia difensiva.

Arrivarono anche aiuti dagli alleati e dagli americani, vennero aumentate paga e razioni di cibo, si intensificò

contemporaneamente anche la propaganda e la guerra divenne più popolare anche tra la popolazione. Questi fattori

permettono di capire perché l'Italia sia riuscita a resistere all'ultimo anno di guerra. In tarda estate si videro i primi segni

del collasso dell'Austria-Ungheria e della fine della guerra. Diaz esitò a lungo e solo il 24 ottobre impartì l'ordine di

battaglia di Vittorio

attacco. In pochi giorni le truppe riuscirono a superare il Piave e a sconfiggere gli austriaci con la

Veneto. L'Italia non ebbe certo un'importanza decisiva per l'esito del conflitto, anche se certo fornì un contributo

importante con i 4 milioni di uomini inviati a combattere. Le battaglie presso il Piave e l'Isonzo infatti impegnarono

grandi porzioni dell'esercito austriaco e delle truppe tedesche per anni e ciò alleggerì notevolmente la pressione

sull'entente.

Capitolo sesto: guerra totale

Alla fine di gennaio del 1916 diversi Zeppelin tedeschi sorvolarono lo spaio aereo di Parigi e bombardarono la città.

Léon Daudet parlò per la prima volta di “guerra totale”: si riferiva non solo agli attacchi sui civili, ma anche al

nemici interni

sospetto di che avessero impedito all’allarme di scattare a Parigi. La guerra non si svolgeva solo sui

campi di battaglia, ma coinvolgeva tutti gli ambiti della vita politica, sociale ed economica. La crescente smoderatezza

nella gestione della guerra fu solo uno dei tratti caratteristici della prima guerra mondiale. La totalizzazione della guerra

a fini bellici.

coinvolse anche il “fronte patrio”, ossia si mobilitò l’economia

Censura e manipolazione delle opinioni

Con lo scoppio della guerra iniziò anche una battaglia attorno all'opinione pubblica per convincere il mondo di come il

propaganda divenne

proprio modo di rappresentare il nemico fosse corretto. La ovunque strumento irrinunciabile della

stato di guerra libertà di stampa

guerra interna. In Germania con la dichiarazione dello si cancellò la e i comandanti

dell'esercito responsabili di quell'ambito furono incaricati di esercitare la censura. Il governo poi disponeva con il

Wolffs Telegraphisches Bureau, un'agenzia di stampa ufficiosa, del monopolio sulla diffusione delle informazioni

desiderate. 26

Maison de la

Francia

La invece disponeva di un servizio di informazione centralizzato già all'inizio della guerra: la

presse, dipendente dal ministero degli Esteri e rivolta soprattutto alla propaganda estera. La censura francese fu molto

rigida, fra le più severe durante la guerra, eppure fu accettata senza proteste la repressione di qualsiasi manifestazione di

scontento. Esagerazioni estreme delle prestazioni dell'esercito e invettive particolarmente grezze contro i nemici

caratterizzavano gli articoli di molti giornali francesi, che fu definito bourrage de crâne (intasamento del cervello).

Gran Bretagna

La censura tedesca invece cercò di impedire simili eccessi per conservare la propria credibilità. In

War Propaganda Bureau

all'inizio non c'era alcun organo centrale. L'organizzazione della propaganda si legò al (o

Wellington House) che cercava di guadagnare il favore dell'opinione pubblica nei paesi neutrali e allo stesso tempo di

Commitee on

Usa

mobilitare gli intellettuali britannici per la propaganda patria. Negli il presidente Wilson creò il

Public Information, che tempestava i giornali con tonnellate di materiale informativo e che riuscì a convincere i più ad

accettare acriticamente le sue posizioni e le conseguenze che ne derivavano. Il Cpi inventò anche il cosiddetto Four

Minute Man: un'istituzione attraverso la quale americani venivano ingaggiati anche nei piccoli paesi come oratori non

retribuiti per tenere un discorso di 4 minuti attenendosi a indicazioni fisse.

politica comunicativa tedesca

Nel 1916 si mise in modo una profonda modernizzazione della che portò a un

mutamento di stile e di contenuto. L'elemento visivo cominciò a giocare un ruolo sempre più rilevante (cartoline,

manifesti, poster). Per la sua vicinanza alla pubblicità l'uso del manifesto era stato a lungo criticato in Germania, ma

nella seconda metà del conflitto divenne il mezzo privilegiato di diffusione di messaggi politici. Ancora più innovativo

cinema.

fu l'impiego di un nuovo mezzo: il Immagini e film svolsero una funzione importante soprattutto per la

propaganda nei paesi neutrali ma furono anche un modo per influenzare la popolazione interna. Su iniziativa di

Universum Film AG,

Ludendorff nacque la una grande casa cinematografica a controllo statale che esiste ancora oggi.

I film prodotti erano pensati soprattutto per gli operai ma lo Stato compì molti sforzi anche per influenzare i soldati, e

giornali di

realizzò così dei cinema da campo al fronte e dietro il fronte. Un altro strumento di influenza furono i

campo, diffusi in tutti gli eserciti e su tutti i fronti.

L'economia della guerra, il lavoro e le donne

Una guerra industriale con eserciti di massa non sarebbe potuta durare a lungo senza una mobilitazione dell'intera

economia e società. Ma nessuna delle nazioni partecipanti era pronta a una cosa del genere, del resto i piani militari

avevano fatto ovunque i conti con una guerra breve. Così tutti i paesi cominciarono ben presto a rimodellare le proprie

fine dell'età liberale

economie in base alla necessità di una guerra lunga. La guerra mondiale segnò per molti aspetti la

con la sua accentuazione dei confini e l'autoregolazione di economia e società.

Importante non era solo il potenziale economico e demografico, ma anche le diverse posizioni di ciascuna delle due

guerra economica globale. Il blocco marittimo

parti nella britannico tagliò fuori dai mercati mondiali gli Imperi

centrali.

Un'altra caratteristica dell'economia di guerra gestita dallo Stato fu la forte crescita ed espansione degli apparati

Germania

burocratici. Ovunque sorsero nuovi uffici, nuove cariche e commissioni. Un ruolo decisivo in lo ebbe

l’esercito. La sua influenza crebbe ancor di più quando venne fondato l’ufficio per la Guerra. L’ente doveva far

all’economia di guerra

convergere e coordinare tutte le competenze relative e tradurre in pratica gli ambiziosi obiettivi

Austria-Ungheria

del programma Hindenburg. L’esercito era ancora più influente in dove tutte le imprese belliche

sottostavano al ministero della Guerra.

Tra gli alleati invece i civili svolsero un ruolo più importante che negli Imperi centrali nell'organizzazione

sull'industria bellica,

dell'economia di guerra. In Francia il ministero non riuscì ad avere un controllo effettivo e anche

imprese di

in Gran Bretagna il regolamento dell'economia di guerra era nelle mani dei civili. La fondazione di

armamenti statali rappresentò la forma di intervento più diretta per colmare l'enorme fabbisogno. Poiché la produzione

di armamenti si espandeva tanto velocemente, il regresso colpì soprattutto le altre industrie. In Gran Bretagna per

esempio già nel 1915 circa il 35% degli operai lavorava nell'industria degli armamenti. Tra i grandi sconfitti della

guerra va annoverata anche l'agricoltura, in quanto foraggi, concimi, sementi, cavalli, macchine e manodopera

l'approvvigionamento di alimenti

diventavano sempre più limitati. A seguito di ciò per la popolazione si trasformò

quasi ovunque in un problema. Gli alleati riuscirono ad arginare la situazione meglio degli avversari. Alla fine gli

Imperi centrali, tagliati fuori dai mercati mondiali, non poterono far altro che gestire la carenza sempre più forte.

Materie prime e alimenti venivano spesso razionati e sottoposti a controllo statale. La chiave del successo degli alleati

non stava però nella capacità dello Stato di controllare le limitate risorse autoctone, ma nell'abilità a intervenire

profondamente nei mercati internazionali e fare incetta di materie prime, generi alimentari e altri beni. Gli inglesi

cooperarono poi con gli altri alleati per cercare di evitare un'inutile concorrenza tra

gli Stati dell'entente. Il diverso accesso al mercato globale ebbe effetti ben percepibili per la qualità della vita e

27

l'approvvigionamento di cibo delle popolazioni nei paesi in guerra.Un altro problema dell'economia di guerra era la

mancanza di forza lavoro: il comando militare mobilitava infatti eserciti di massa senza curarsi dei bisogni

dell'economia. Tra le soluzioni adottate ci fu: il congedo dal servizio militare, l’utilizzo di prigionieri di guerra e

condannati ai lavori forzati, l’utilizzo di operai provenienti dalle colonie, ragazzi tra i 14 e i 16 anni, donne (in

Germania la quota di lavoratrici raggiunse il 17%, in GB il 23%)

non portò a un vero salto in avanti

Il lavoro femminile però nell'acquisizione della parità fra i sessi. La quota di

lavoratrici femminili dopo la guerra scese al livello dell'anteguerra. Il loro impiego fu percepito come necessario e

temporaneo, e così lo videro le donne stesse. Anche le altre forme di attività femminili durante la guerra non misero

quasi in discussione i ruoli assegnati dalla tradizione ai due sessi. Ciò vale per l'impegno caritativo delle donne borghesi

nelle innumerevoli organizzazioni locali per l'assistenza di guerra e anche per il servizio volontario in campo medico.

escluse dall'esercito.

Le donne erano per tradizione ovunque Tuttavia questo pilastro fondante della società patriarcale

subì le prime incrinature durante la guerra. In Germania e Francia le donne assunsero funzioni ausiliarie nell'esercito,

negli approvvigionamenti e negli uffici, ma solo come civili e senza uniforme. In Gran Bretagna alle donne fu

gruppo di riserve volontarie

permesso di organizzarsi in un che sarebbe entrato in servizio in caso di invasione

dell'isola. Inoltre venne fondato un gruppo di servizio ausiliario di donne in uniforme che assunse compiti di sostegno

all'esercito e in cui servirono 57 000 donne. In Russia venne costituita una truppa di donne che si diede l'appellativo di

battaglione della morte, che si trovava politicamente all'estrema destra e nella rivoluzione d'ottobre diede il proprio

appoggio al governo e partecipò alla difesa del palazzo d'inverno.

i ruoli di genere

A parte alcune eccezioni la guerra non mutò affatto tramandati dalla tradizione. Anzi, gli stereotipi

tradizionali ne uscirono addirittura rafforzati. Le donne apparivano soprattutto come madri che sacrificavano

volontariamente i figli alla patria, come infermiere generose, come allegorie della nazione minacciata da proteggere dal

diritto di voto

nemico che la vuole violentare, o come personificazioni della libertà e della giustizia. Nel dibattito sul

per le donne che si accese nel 1918, il movimento femminista si richiamò proprio al cospicuo impegno delle donne per

Francia Italia

la nazione in guerra. Tuttavia il diritto di voto venne riconosciuto in solo nel 1944, in nel 1946, e in

Usa

paesi in cui il contributo femminile fu scarso come negli molto prima, nel 1920. In molti paesi in cui la guerra

Russia

aveva causato uno stravolgimento del sistema politico, invece, il diritto di voto si affermò quasi subito: in nel

Germania Ungheria Romania Austria, Polonia Cecoslovacchia

1917, in nel 1918, in e nel 1918, in e nel 1919. In

molti di questi paesi però non venne introdotto per ricompensare le donne del loro impegno durante la guerra, ma

perché le forze conservatrici, liberali e socialdemocratiche speravano di allargare così la loro base di elettori e poter

impedire una rivoluzione bolscevica.

Union sacrée e crisi politiche: Francia

capacità produttiva

La Francia era stata colpita nella sua più di ogni altro paese belligerante. Tuttavia riuscì a vincere

fabbriche di armi e munizioni.

questa sfida straordinaria riconvertendo con successo industrie particolari in Il 20

settembre 1914 era già stata sparata metà delle munizioni disponibili. L’unica soluzione fu quella di convertire ditte

attive nell’ambito di beni di consumo alla produzione di munizioni e al riempimento delle granate.

Fino al termine del conflitto vennero costruiti 52000 aerei e 95000 automezzi, mentre fino al 1914 ce n’erano stati in

immense perdite,

tutto 154. A tali enormi quantità di produzione si contrapponevano alla fine della guerra per esempio

gli aerei rimasti furono appena 2600. Francia e Algeria.

Il 4 agosto 1914 fu dichiarato lo stato d'assedio per Tutte le competenze di sindaci e prefetti

passarono all'esercito e il parlamento venne sospeso fino a nuovo ordine. Ancor più di quanto accadde in Germania,

sacrosanta,

l'unione

l'Union sacrée, divenne in Francia fondamento e parola d'ordine unanimemente riconosciuta. La

socialisti sindacalisti

volontà di aderire a questo progetto si manifestò prima di tutto nella disponibilità di e a cooperare

con il governo. I socialisti entrarono con due ministri nel nuovo governo. L'Union sacrée si rivolgeva non solo contro il

stranieri ostili

nemico esterno, ma anche contro gli che risiedevano in Francia. I cittadini tedeschi e austriaci vennero

pacifisti e anarchici

rinchiusi in campi di internamento e i loro beni furono confiscati. Anche vennero arrestati in nome

del diritto di guerra con l'accusa di resistenza alla mobilitazione e soprattutto di collaborazione col nemico. La

popolazione francese fino al 1914 era pervasa di patriottismo e disponibilità al consenso e al sacrificio.

cesura evidente.

Il 1917 segnò però una Il duro inverno tra il 1916 e il 1917, in cui la popolazione dovette confrontarsi

mancanza di carbone e l'aumento dei prezzi,

con la fece precipitare l'umore generale. Il malumore coinvolse anche

Verdun

l'esercito. E dopo le perdite a e sulla Somme la fine della guerra appariva lontana.

Seguirono manifestazioni di sfaldamento dell'esercito. Ci furono forme di disubbidienza di massa, violenze contro gli

ufficiali e dimostrazioni di stampo rivoluzionario. Di norma però la protesta non era rivolta in assoluto contro la guerra

28

condizioni Pétain

ma contro le che dominavano al fronte e nelle retrovie. Il generale riuscì a prendere in mano la

situazione: un ribelle ogni 10 venne portato davanti al tribunale di guerra, e vennero eseguite 49 condanne a morte.

Pétain accolse le richieste dei soldati e cercò di migliorare la loro qualità di vita.

crisi francese del 1917

La riguardò anche la popolazione civile: un'ondata violenta di scioperi, che cominciò a partire

dalle donne, che a maggio in 20 000 richiamarono su di sé l'attenzione. Seguirono scioperi in altre aziende, alla fine

persino in quelle di armamenti. Nello schieramento di destra c'era chi dava voce al sospetto che dietro agli scioperi e

alle dimostrazioni del maggio del 1917 si celassero agenti al servizio dei tedeschi. Partirono indagini ufficiali, che non

poterono dimostrare questa tesi. Si scoprirono tuttavia tentativi tedeschi d'influenzare i grandi quotidiani. Una crisi di

governo di lunga durata e un'ondata di scandali segnarono il 1917. La situazione fu risollevata dal governo fondato da

Clemanceau alla fine dell'anno, sorretto da una solida maggioranza, che riuscì ad affermare definitivamente il primato

della politica sull'esercito e portò così la Francia più vicina alla stabilità interna e alla vittoria della guerra.

Bridge sull’orlo della bancarotta. impianti

A differenza che in Francia e Russia la Gran Bretagna continuò a disporre anche in guerra di tutti i suoi

industriali: non si ebbero limitazioni serie alla produzione industriale.

Anche in Gran Bretagna gli avvertimenti delle autorità che mettevano in guardia da agenti nemici, spie e sabotatori

reazioni isteriche:

portarono a una massa di gente furibonda saccheggiò e devastò numerosi negozi di commercianti

Restriction Act

tedeschi. Il 5 agosto 1914 venne emanato l'Alien's che prevedeva l'internamento di tedeschi e austriaci

che non possedessero la cittadinanza britannica. Su tutti loro senza eccezione gravava il sospetto di spionaggio. Le

autorità avevano il controllo costante su tutti gli stranieri, che erano obbligati a registrarsi e a comunicare alla polizia

Defence of the Realm Act,

qualsiasi cambio di residenza. L’8 agosto il governo promulgò il che limitava in misura

considerevole i diritti dei cittadini per la durata della guerra. leva obbligatoria,

A gennaio del 1916 venne introdotta per la prima volta nella storia del paese la approvata anche

fabbriche di munizioni.

grazie al sostegno di sindacalisti e socialisti. Dal 1915 si cominciò a fondare Il Munition of

War Act del 1915 permetteva al governo di dichiarare qualsiasi ramo commerciale di importanza bellica, controllare il

war socialism

mercato del lavoro e impedire il cambio di impiego. Anche in Gran Bretagna entrò il concetto di per

definire la regolamentazione centralizzata dell'approvvigionamento di materie prime, generi alimentari e mercato del

lavoro. La legge sul servizio militare del gennaio 1916 sottrasse alle fabbriche ancora più forza lavoro della leva degli

anni precedenti. Parte dei lavoratori mancanti nella produzione di armamenti venne sostituita da donne, che per lo più

provenivano da altri rami dell’industria. La Gran Bretagna era stata costretta già prima della guerra a importare tre

guerra sottomarina tedesca

quarti dei generi alimentari di cui aveva bisogno. La non poteva impedire del tutto i loro

rifornimenti, ma poteva danneggiarli in modo sensibile.

Dopo la ripresa senza limitazioni della guerra sottomarina nella primavera 1917 aumentarono le difficoltà. Il governo

dei salari,

introdusse misure volte a limitare i profitti e incoraggiò l’aumento che però non fu sufficiente a compensare

pace sociale.

l’aumento del costo della vita, ma bastò a mantenere la Il governo britannico non si affidò ai crediti di

guerra della propria popolazione, ma da un lato aumentò le tasse e dall’altro confidò nella propria posizione di dominio

blocco

sul mercato internazionale dei crediti. Gli esportatori statunitensi dei beni di consumo si lamentavano del

britannico, che rendeva difficili gli scambi anche con i paesi neutrali e che aveva perso ragion d’essere dal momento

che i tedeschi avevano interrotto la guerra sottomarina. Americani di origine irlandese protestavano contro la

ebrei americani

sanguinosa repressione della rivolta di Pasqua da parte delle truppe inglesi, gli per l’antisemitismo in

Russia. dichiarazione

L’annuncio del governo del Reich che i 1 febbraio 1917 sarebbe stata ripresa la guerra sottomarina e la

di guerra statunitense che ne seguì salvarono gli alleati da una grave crisi finanziaria.

finanziamento alla guerra.

Una differenza essenziale tra Germania e Gran Bretagna stava nel Essa portò entrambi gli

bancarotta,

stati sull’orlo della ma in Germania la compartecipazione delle classi medie ai prestiti era molto più

Francia

immediata e le perdite in caso di sconfitta molto più evidenti. Anche il paragone con la fa emergere

somiglianze e differenze. In entrambi i paesi vennero formati governi di coalizione su vasta base politica per

l’amministrazione in periodo di guerra. In Francia la spaccatura interna era molto più profonda, perché la

Francia repubblicana laica conservatrice,

contrapposizione tra la e e quella monarchica e cattolica si protrasse anche

nella guerra.

Mobilitazione senza consenso: Russia

Duma crediti di guerra

In Russia la fu chiamata ad approvare i l'8 agosto 1914. Nonostante dichiarazioni in senso

contrario, menscevichi e socialrivoluzionari alla fine si accordarono per non compromettere la difesa del paese. A

29

bolscevichi, socialisti polacco-lituani

respingere decisamente qualsiasi sostegno alla guerra furono invece i i e la

società ebraica nel Regno di Polonia. Nella seconda assemblea della Duma dopo l'inizio della guerra, nell'agosto 1915,

i deputati della sinistra moderata e della destra invocarono riforme e un governo che godesse della fiducia della Duma.

Lo zar Nicola II rispose sciogliendo la seduta senza fissare alcuna data per una successiva assemblea.

un'invasione della Russia

Il governo tedesco non prese mai seriamente in considerazione e l'accerchiamento del suo

un'invasione tedesca della Francia

esercito, mentre la minaccia di era ben più concreta. Il servizio segreto russo era

perfettamente a conoscenza che non esistesse una minaccia concreta di invasione tedesca in Russia. Con l'inizio della

guerra vennero promulgate leggi che limitavano il diritto di proprietà terriera e di attività commerciale per la minoranza

tedesca. Le precondizioni economiche della Russia dinnanzi alla guerra imminente non erano affatto così carenti come

si è spesso supposto. Anzi, prima della guerra il paese aveva tutte le carte in regola per superare gli altri Stati europei

come potenza sia economica che militare. Allo scoppio della guerra tuttavia la Russia non possedeva un esercito ben

armato e potente. L'industria bellica russa produceva a quel tempo 59 milioni di proiettili al mese, una quantità

settimana di combattimenti intensi. scadente

sufficiente per appena una L'armamento fu uno dei motivi per i quali le

truppe russe subirono pesanti sconfitte. Il ministro della Guerra prenotò negli Usa e in Gran Bretagna milioni di granate

e fucili, ma solo un sesto della merce prenotata riuscì ad arrivare a causa delle pessime condizioni dei trasporti.

Nell'estate del 1915 ci fu una crisi di governo a causa della scarsezza di munizioni. In seguito a questa vennero costituiti

Consiglio centrale per la difesa,

su modello tedesco un 34 consigli distrettuali e 192 locali, che amministravano le

materie prime, assegnavano incarichi e organizzavano controlli di qualità. L'organizzazione dell'economia di guerra non

fu però coerente. Non era infatti possibile mettere insieme i diversi interessi del governo, dell'industria, dei latifondisti e

dei gruppi industriali fra loro. La Russia pagò l'incremento impressionante della sua produzione bellica con una

svalutazione del denaro che fu più rapida e forte di quanto non fosse mai accaduto. Essa colpì soprattutto colore che

vivevano di uno stipendio fisso o del loro patrimonio. Le misure prese nel 1915 portarono risultati impressionanti.

Nella primavera del 1917 non ci furono più problemi di carenza di munizioni. Adesso la Russia era superiore agli

imperi centrali sia per mole di uomini che per materiale. L'altra faccia della medaglia di questi straordinari successi fu

distruzione della produzione di beni di consumo dei rifornimenti di generi alimentari alle

però la e l'interruzione

città. Alla fine del 1916 la situazione era così instabile che la rivoluzione divenne solo una questione di tempo.

Stato multietnico sull'orlo della rovina: Austria-Ungheria

parlamento austro-ungarico

Il venne sospeso nel marzo 1914 per ordine dell'imperatore. Per questo i crediti di guerra

vennero contratti senza il consenso del parlamento. La proposta di proclamare anche in Austria-Ungheria una tregua

politica non venne colta dal governo e dai monarchi. La mancanza di garanzie parlamentari per le obbligazioni statali

fece sì che solo il 45% dei costi della guerra potessero essere pagati con i crediti di guerra e che inoltre si dovessero

pagare interessi ancora più alti che in Germania. La Germania sovvenzionò l'Austria-Ungheria con più di 100 milioni di

marchi oro al mese. Ma neanche questi aiuti bastarono a coprire i costi della monarchia danubiana. Come in altri paesi

stampa di nuovo denaro

si procedette così alla e la quantità di liquidi aumentò dunque di 15 volte. La svalutazione fu

I successi militari delle armate russe

ancora più veloce che in Germania. nel 1914, nelle cui mani caddero i campi

petroliferi, ebbero però effetti fatali. La produzione di fucili e mitragliatrici corrispondeva per quantità a quella russa.

grandi fabbriche di armi

La parte austriaca e boema della doppia monarchia disponeva inoltre di (come la Skoda).

Alle enormi quantità di armi che i tedeschi procurarono agli alleati l'Austria poté contribuire assai poco.

diritti civili furono

Le limitazioni dei molto più pervasive che in Germania. L'insoddisfazione nasceva prima di tutto

dalla mancanza di generi alimentari, che causava tensioni crescenti tra la parte austriaca e la parte ungherese.

L'Ungheria, con una base prevalentemente agricola, continuò a stare piuttosto bene, e questo la portò a una situazione

cattivo raccolto

di vantaggio rispetto a Vienna. A peggiorare la situazione arrivarono un e un altro rigido inverno che

mise i lavoratori contro le élite, accusate di aver portato il paese sotto il controllo tedesco. Nel dicembre 1914 il capo

dei nazionalisti cechi Masaryk non era più rientrato in patria da un viaggio in Svizzera perché lo aspettava l'arresto. Egli

aveva invocato non solo diritti di autonomia all'interno della monarchia, ma uno Stato indipendente. Ciò nonostante

molti cechi erano rimasti fedeli e combattevano nell'esercito. Il generale Brusilov capì che poteva essere conveniente

rinforzare le proprie legioni nelle offensive del 1916 e 1917 con soldati cechi da schierare contro i reggimenti austriaci,

dove a loro volta prestavano servizio altri cechi. Brusilov nutriva la speranza che questi ultimi passassero in massa dalla

parte dei russi, cosa che puntualmente avvenne. Nel maggio del 1917 l'imperatore Carlo cercò senza successo di

tranquillizzare e inglobare gruppi nazionalistici concedendo l'amnistia a quasi 2600 prigionieri politici. Ma neppure la

diritto di voto generale autonomia nazionale

promessa di un e di riuscì a impedire il dissolvimento dell'Impero.

Anche i successi militari risultarono disastrosi per la politica interna. Nei campi di prigionia si doveva ora pensare al

L'approvvigionamento per le città regioni industriali

sostentamento di 300 000 prigionieri italiani. e le di materiale

combustibile e generi alimentai era andato via via peggiorando. Nel gennaio 1918 si ebbero dimostrazioni e scioperi.

Gli operai facevano richieste sempre più incalzanti di indipendenza nazionale. A giugno nuovi razionamenti di generi

30

alimentari portarono a scoppi di proteste in tutto l'Impero. Il 6 ottobre 1918 si incontrò a Zagabria un Consiglio

nazionale di serbi, croati e sloveni con l'intento di fondare uno Stato degli slavi meridionali. Cominciava così la fine

l'indipendenza nazionale di

dell'Impero austroungarico. Presto seguirono nuovi proclami, con cui si annunciava

Polonia, Cechia e Slovacchia.

Dalla tregua politica all'amministrazione della carenza di approvvigionamenti: Germania

stato di guerra:

In Germania il 31 luglio 1914 l'imperatore dichiarò lo il potere esecutivo andava ai comandanti dei

distretti militari

distretti militari, i comandi generali sostitutivi. I nelle loro funzioni di politica interna non

sottostavano alla direzione superiore dell'esercito ma all'imperatore. Si creò così un accostamento tra enti di

amministrazione civili ed enti militari. Nei primi giorni di guerra le autorità furono messe ripetutamente in guardia da

spie nemiche. L'isteria che ne scaturì si diffuse poi verso l'Austria-Ungheria. Questa psicosi raggiunse l'apice

zone di confine. approvvigionamenti per la popolazione

specialmente nelle Gli cominciarono a diventare sempre più

difficoltosi. La mortalità infantile salì del 50% durante la guerra e il numero di 700 000 morti per fame è una cifra al

ribasso. blocco marittimo britannico,

La causa della carenza di cibo in Germania è spesso attribuita al ma questa è solo una

sistema concentrato solo sull'economia di guerra.

parte della spiegazione. Il problema era il Nell'economia agricola

lavorava all'inizio della guerra un terzo dei tedeschi con un'occupazione. Fino al 1918 vennero però chiamati alle armi

mancanza di lavoratori

11 milioni di uomini, il 16,5 % della popolazione. La fu il motivo principale per il drastico

calo della produzione agricola. Si aggiunsero poi ulteriori fattori, come il sequestro dei cavalli. Una parte notevole delle

dal sistema di trasporti carente.

difficoltà di approvvigionamento nelle città dipese anche Le ferrovie su comando dei

militari dovevano privilegiare lo spostamento delle truppe da una zona all'altra e la consegna di armi e munizioni al

fronte. Il pessimo approvvigionamento delle città ebbe effetti sempre più negativi sulla conservazione della tregua

politica, che si era basata fino ad allora soprattutto sulla disponibilità della socialdemocrazia, dei sindacati e dei

disordini.

lavoratori a sostenere senza riserve gli sforzi bellici. Già nel 1915 ci furono i primi La mancanza di

rifornimenti e l'aumento dei prezzi portarono dal 1916 sempre più spesso alla sospensione del lavoro.

Lega spartachista,

Dal gennaio 1917 apparvero le prime lettere di Spartaco del Gruppo Internazionale, da lì nacque la

Partito socialdemocratico indipendente.

che poi aderì al La spaccatura fra movimento dei lavoratori e Spd nel 1917

segnò la fine della tregua politica e del vasto consenso alla guerra. Negli scioperi si cominciò a parlare di una pace di

compromesso senza contributi di guerra e annessioni.

Antisemitismo e dichiarazione di Balfour antisemitismo latente,

Nell'anteguerra in Germania serpeggiava un che però era sempre stato mantenuto entro certi

limiti poiché le élite politiche ed economiche lo respingevano. Gli ebrei in Germania potevano sentirsi più che mai parte

riconosciuta della società tedesca e molti ricambiavano con un patriottismo particolarmente convinto. Tra i firmatari del

Manifesto dei 93 molti erano ebrei.

nazionalisti militanti antisemiti russi

I incominciarono a sostenere che gli ebrei russi cospirassero con i tedeschi e li

nemico della Russia,

identificarono come il spingendo il governo a violenze e alla deportazione degli ebrei.

L'impossibilità di una vittoria rapida fece crescere l'antisemitismo anche in Germania: esso si rivolse inizialmente

contro gli ebrei orientali delle regioni polacche occupate. Dopo l'occupazione del Regno russo di Polonia il

governatorato generale di Varsavia si trovò davanti a due milioni di ebrei poverissimi. In 35 000 andarono in Germania

come volontari o lavoratori forzati. L'antisemitismo tedesco si scatenò con l'attualizzazione di antichi stereotipi

antiebraici messi in relazione con i disordini scatenatisi nelle città per la fame. L'usuraio dei generi alimentari venne da

molti identificato non nell'organizzazione dell'economia di guerra, ma nell'ebreo. Il ministero della Guerra prussiano

pretese che i comandi militari contassero “quanti tra gli ebrei in obbligo di leva si trovassero realmente al fronte”.

Più di un terzo degli ebrei che presero parte alla guerra ottenne onorificenze e il 12% perse la vita al fronte. Il problema

effettivo degli antisemiti non erano gli ebrei che apparentemente non prestavano servizio in guerra, ma quelli che

stavano al fronte e venivano premiati per il loro valore. Nei circoli ufficiali cominciarono le aggressioni ai camerati

ebrei, gruppi antisemiti ripresero il tema e fecero propaganda contro il fatto che ufficiali ebrei comandassero soldati

cristiani. Da quel momento il ministero della Guerra non osò più dare promozioni a soldati ebrei. Gli antisemiti

liberalismo socialdemocrazia,

imputarono anche agli ebrei di essere seguaci e di avere in mano i fili del e della della

Rosa Luxemburg, Hugo Haase e Karl Liebknecht

pace di compromesso e del pacifismo. (uno dei fondatori della

Lega di Spartaco) furono accusati di essere traditori della patria. Peraltro c'erano molti ebrei anche tra i nazionalisti e i

fautori dell'annessionismo. Ma l'attenzione selettiva degli antisemiti prese di mira solo gli oppositori della politica di

annessione. Per il movimento sionista internazionale la guerra mondiale rappresentò una cesura importante. 31

Dichiarazione Balfour: La dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 è documento ufficiale della politica del

spartizione dell'Impero Ottomano

governo britannico in merito alla all'indomani della prima guerra mondiale. Si

tratta di una lettera, scritta dall'allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a Lord Rothschild, inteso come

principale rappresentante della comunità ebraica inglese, e referente del movimento sionista, con la quale il governo

focolaio ebraico in Palestina,

britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un in vista della

colonizzazione ebraica del suo territorio.

Questa dichiarazione era un evento di importanza mondiale, che però poteva avere effetti concreti solo con un trattato di

la Palestina era parte dell'Impero ottomano.

pace, perché Evidentemente la Gran Bretagna pianificava la

costituzione di un protettorato nel Vicino Oriente. In favore della tesi dell'esistenza delle presunte ambizioni britanniche

sulla Palestina parlavano gli eventi bellici più recenti. Il 31 ottobre Be'er Sheva, ai margini settentrionali del deserto del

Gaza.

Negev, era caduta in mano alle truppe britanniche e australiane. In 7 novembre 1917 venne conquistata Giaffa

Gerusalemme

cadde il 16 novembre, il 9 dicembre. Il Reich intanto non aveva ancora rinunciato all'idea di attirare

dalla propria parte gli ebrei dell'Europa orientale con promesse. Gran Bretagna e Francia si erano accordate col trattato

Sykes-Picot

di del 16 maggio 1916 sul nuovo ordine del Vicino e Medio Oriente: la Siria e la parte sudorientale della

Turchia dovevano essere sotto controllo francese, mentre l'intera regione tra il Giordano e il Golfo Persico venne

aggiunta alla zona di interesse britannica. Questo accordo era segreto, ma venne comunicato ai russi per segnalare loro

che francesi e inglesi non intendevano ostacolare i piani bellici della Russia sul Mar Nero e presso i Dardanelli, ma i

bolscevichi pubblicarono il testo del concordato. Gli alleati arabi della Gran Bretagna si infuriarono, mentre gli Imperi

centrali e quello ottomano videro in ciò l'opportunità di far passare dalla propria parte gli alleati dell'entente nel Vicino

congresso panrusso dei soviet

Oriente. La sera del 7 novembre 1917 era iniziato il convocato dal presidente del

Kerenskij. l'attacco al

governo provvisorio La notte prima erano scoppiate però nuove proteste e l'8 novembre ci fu

palazzo d'inverno Lev

e la destituzione di Kerenskij e del suo governo. Il soviet di Pietrogrado sotto la direzione di

Trockij rivoluzione d'ottobre.

assunse il controllo della capitale: era cominciata la I delegati del congresso dei soviet

diedero il loro consenso al colpo di Stato e promulgarono il decreto di pace. Si compiva così la svolta decisiva in

Oriente, alla quale contribuì in buona misura anche il comando dell'esercito tedesco dando il proprio sostegno a Lenin.

Queste notizie interessarono il pubblico di tutto il mondo e la dichiarazione Balfour ebbe un ruolo secondario rispetto a

questi eventi. Ciò non significa però che la dichiarazione Balfour fosse stata presa poco sul serio dagli Imperi centrali.

Palestina

La serviva al controllo militare delle rotte che passavano da Suez. I governi di Italia, Francia, Serbia, Grecia e

stato nazionale in Palestina,

Usa sostenevano la creazione di uno e salutarono la posa della prima pietra dell'università

rinascita del popolo ebraico.

ebraica di Gerusalemme nel 1918 come espressione della Anche negli Usa ci fu

opposizione da parte di ebrei che di questi progetti affrettati non volevano sapere nulla. Nelle organizzazioni ebraiche e

sionistiche il parere favorevole ebbe comunque la meglio. Gruppi fino ad allora rivali ritrovarono l'unità.

Capitolo settimo: la svolta nella guerra rivoluzioni russe

Il 1917 rappresentò un punto di svolta nel conflitto e nella storia complessiva del mondo a causa delle

americani.

di febbraio e ottobre e per l'entrata in guerra degli

Segnali di svolta

Nei primi anni di guerra gli Imperi centrali erano riusciti ad affermarsi perché avevano saputo disporre rapidamente le

sistema ferroviario tedesco

truppe sui diversi fronti in cui erano più necessarie. Lo straordinario era stato un requisito

fondamentale per poter resistere in una guerra su due fronti e che anzi, con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915, era

diventata su tre fronti. Il secondo requisito per i successi tedeschi fu la mancanza di piani e azioni concentrate da parte

Chantilly,

degli alleati. Questo fu il motivo per cui gli alleati si incontrarono a a nord di Parigi, nel dicembre 1915, e si

maggiore coordinazione dei propri sforzi.

accordarono per una quinta battaglia dell'Isonzo,

Le prime offensive concordate a Chantilly iniziarono nel marzo 1916 con la combattuta

dagli italiani guidati da Cadorna. Questi mise in campo forze nettamente superiori, incurante della neve presente

ovunque. Il lato austriaco però stava osservando i preparativi dell'offensiva e richiamò truppe dalla prima linea. Quando

un fuoco di granate si abbatté sulle postazioni austriache, non c'erano quasi più soldati in servizio. Nei giorni successivi

l'esercito italiano avanzò lentamente tra la neve verso la città di Gorizia. Poi, dopo cinque giorni di offensiva e migliaia

di morti da entrambe le parti, Cadorna decise che si era attenuto a sufficienza agli accordi di Chantilly e pose fine alla

battaglia. La successiva anti-offensiva austroungarica scacciò gli italiani dalle alture appena conquistate. Gli austriaci

proseguirono fino all'altopiano di Asiago con l'obiettivo di spingersi fino a Verona, Padova e Vicenza. L'attacco colse le

truppe di Cadorna completamente impreparate. Solo una tempesta di neve a fine maggio fermò l'offensiva e permise

agli italiani di rinforzare le proprie postazioni.


PAGINE

41

PESO

151.85 KB

AUTORE

betty99

PUBBLICATO

3 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni Internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher betty99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bartoloni Stefania.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia contemporanea

Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Minniti, libro consigliato A ferro e fuoco. La guerra civile europea (1914-1945), Traverso
Appunto
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Minniti, libro consigliato Scenari del Mondo Contemporaneo dal 1815 ad Oggi, Montroni
Appunto
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Chiarini, libro consigliato L'età post-eroica, Sheehan
Appunto
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Moro, libro consigliato L'Olocausto, Benz
Appunto