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Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Porciani, libro consigliato Ottocento, Romanelli

Riassunto per l'esame di storia contemporanea e della prof. Porciani, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Ottocento, Romanelli, dell'università degli Studi di Bologna - Unibo. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia contemporanea docente Prof. I. Porciani

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OTTOCENTO

(Raffaele Romanelli)

Introduzione e periodizzazione

La Storia Contemporanea inizia convenzionalmente nel 1789 con la Rivoluzione

Francese, prima di tutte le rivoluzioni moderne che misero fine ai poteri assolutistici.

Capitolo 1: L'età dei diritti

Parallelismi tra Dichiarazione del 1789 e moderne dichiarazioni dei diritti universali.

Principi della Dichiarazione del 1789 e delle moderne: concezione giusnaturalistica dei

diritti (sono diritti naturali, universali, intrinsecamente umani).

Libertà (negativa o positiva), individualismo (indipendenza di ognuno nel compiere

libere scelte), eguaglianza, stato di diritto (forme di limitazione del potere), giudice

naturale (diritto ad avere un giudizio neutrale), abolizione schiavitù.

"Ideologia": parola coniata a fine Settecento, inizialmente accezione negativa, indica la

nuova mentalità non pragmatica che permea l'età moderna.

Capitolo 2: Trasformare il mondo

Pag. 25: definizione di "Stato moderno".

Prima della Rivoluzione francese ("ancien regim") vi era un pluralismo giuridico: i

rapporti tra i cittadini erano regolati da una pluralità di norme provenienti da enti e

ambiti diversi, peculiarità dei singoli casi da giudicare. Dopo la Rivoluzione si vuole

smantellare questo sistema ed eliminare ogni "corpo intermedio" (intermediario tra

cittadino e stato): si ha un monismo giuridico, leggi universali calate dall'alto dello

stato, uguali per tutti, solo lo stato gestisce l'esercizio del diritto.

Come si rendono universali le leggi, si vuole standardizzare tutto (es. sistemi di

misura).

Rivoluzione politica francese è processo parallelo a rivoluzione industriale inglese.

Cause rivoluzione industriale: invenzioni ed innovazioni tecniche, introduzione di

macchine e nuove materie prima, mentalità produttiva del protestantesimo inglese,

rivoluzione agricola (da autoconsumo a produzione capitalistica), ampliamento vie di

comunicazione (da strade, a canali, a ferrovie), incremento della popolazione, servizio

postale, nuova mentalità liberista (politica del "lasciar fare", meno intervento possibile

da parte dello stato) e capitalistica, mentalità imperialista e colonialista inglese.

Capitolo 3: Il tempo della borghesia

Nuova classe sociale: borghesia o classe media.

Società civile (organizzazioni, iniziative, movimenti pubblici e indipendenti dallo stato),

opinione pubblica, luoghi di collettività.

Nuove classi sociali non sono istituzionalizzate, sono astrazioni del pensiero,

dinamiche, c'è grande mobilità tra le classi: necessità di distinguersi negli

atteggiamenti e nei costumi (mimesi ascendente e discendente), nascita di termini e

atteggiamenti nuovi (dandy, snob...). Borghesia plasma tutta la società e gli

ordinamenti politici e culturali, è il nuovo centro della società.

Capitolo 4: Questioni di genere

La Dichiarazione del 1789 parlava di uomini maschi. La Costituzione del 1948 parla di

uomini e donne. Perchè queste differenze di genere nell'800 se era stata riconosciuta

la presenza di diritti universali? La Dichiarazione riconosceva eguaglianza ontologica

tra uomo e donna, ma diverse funzioni e compiti naturali (sfera politica richiede

razionalità maschile, sfera domestica richiede irrazionalità ed emotività femminili).

Nascita "morale vittoriana", rigidità morale "puritana". Destini diversi per donne

sposate o "sole": vedove o monache erano più indipendenti perchè non assoggettate

alla figura del marito e recluse alla sfera domestica. Metà Ottocento-inizio Novecento:

introduzione donne all'istruzione superiore (ammesse le donne alla laurea) e alla vita

pubblica borghese (insegnamento: lavoro prettamente femminile; poi commercio,

comunicazioni, uffici).

Capitolo 5: Questioni di fede

Rivoluzione francese e Illuminismo: affermazione dei diritti universali, tra cui quello di

professare ognuno la propria fede religiosa. Conseguente secolarizzazione: processo di

laicizzazione, separazione Stato e Chiesa.

Cristianesimo e modernità: da un lato opposti (Chiesa con gerarchie faceva pensare

all'ancien regime), dall'altro condividono ideali di importanza dell'individuo ed

eguaglianza, visione teleologica del mondo, negazione di un potere arbitrario di un

uomo su un altro uomo. Atteggiamenti diversi delle varie Chiese in relazione allo stato:

protestanti più unite al potere politico (patriarcato di Costantinopoli), cattoliche

separate (es. Francia e Stati Uniti, in modo diverso).

1832: Mirari Vos

1864: Sillabo sulle proposizioni che la Chiesa giudicava errate

Nel nuovo assetto laico, modernista, industriale e liberale post rivoluzione nasce

necessità di forte legittimazione e consenso, "religioni politiche" (es. Saint Simon,

Comte, Mazzini con la Giovane Italia): nuovi simboli laici, nuovi riti patriottici, nuovi

martiri.

1891: Rerum Novarum, Chiesa si pronuncia in difesa degli operai nella nuova

questione industriale (consenso classi popolari).

Capitolo 6: L'età delle libertà

Francia: periodo liberale-costituzionale 1789-1791; periodo radicale "giacobino"

(estremizza principi della Rivoluzione) 1793-1794; periodo napoleonico (ristabilimento

dell'ordine, ma anche innovazione); "Restaurazione" dell'antico regime ma con nuova

consapevolezza dal 1815.

In questo periodo nascono nuovi concetti:

- Liberalismo: comprende anche il liberismo economico. E' ricerca della libertà (di quei

diritti riconosciuti con la Rivoluzione francese). Termine nato in Spagna, esponente è

Bolivar, capo della guerra di indipendenza dell'America latina dalle potenze spagnole e

fondatore della "Grande Colombia".

- Costituzione: insieme di leggi che regola ogni stato. Principi fondamentali sono:

garanzia dei diritti e divisione dei poteri (o tra re e Parlamento, o tra potere legislativo,

esecutivo e giudiziario).

- Rappresentanza: alla base delle moderne costituzioni, deputati devono rappresentare

il volere nazionale (non solo dei propri elettori), problema della rappresentanza in

relazione all'efficacia decisionale (es. Stati Uniti: più repubblicani, quindi potere

accentrato, che democratici, quindi spazio d'espressione alle grandi masse).

1820: Costituzione di Cadice, Spagna, movimento liberale si ribella e rifiuta di partire

per andare a sopprimere l'insurrezione di Bolivar in America latina.

Costituzione di Cadice, rappresentante del liberalismo, viene poi richiesta (e ottenuta)

da Napoli, Alessandria, Torino. Santa Alleanza (tre Imperi che si erano riuniti nel

Congresso di Vienna per garantire l'ordine politico in Europa) interviene per bloccare le

varie insurrezioni liberiste ma: 1. Francia: nuovo governo liberale di Filippo d'Orleans

2.Belgio: nascita del nuovo regno indipendente e liberale 3. Polonia tenta

indipendenza ma fallisce 4. Inghilterra: politica delle grandi riforme (elettorali e per le

nuove classi basse dell'industrializzazione) e "corn laws" (1846) 5. Nascita stato greco

nel 1832.

Nuovo concetto di nazione: collettività che abita un determinato territorio e che è

unita da legami storici, culturali e di comune discendenza. Concezioni naturalistiche

(perennialiste) e volontaristiche (moderniste) di nazione. Nascita lingue ufficiali

(inizialmente distinzione tra lingue vernacolari o volgari, e lingue franche o della

burocrazia).

Nazionalismo: nuovo sentimento che spiega perchè alcuni personaggi di altri paesi

lottarono per l'indipendenza e la formazione di nuove nazioni (es. Lord Byron inglese in

Grecia).

Capitolo 7: La parola ai fatti. Intorno al Quarantotto

Prima del '48: Italia c'erano vari Stati, tentativi di insurrezione liberale per la creazione

di uno stato unitario.

Mazzini: ideologia nazionale

Gioberti: "neoguelfismo", propone una confederazione tra i vari stati italiani sotto la

guida spirituale e morale del Papa (largo consenso soprattutto nelle classi alte).

Crisi economica, aumento prezzi: insurrezioni a Milano, Palermo...concesse costituzioni

(es. Statuto Albertino) nei vari regni d'Italia.

1848: Parigi, malcontento popolare verso Luigi Filippo d'Orleans, insurrezione e scontro

frontale. La notizia si diffonde in tutta Europa e altre città seguono la scia francese

(insurrezioni per richiesta di riforme).

Motivazioni insurrezioni: crisi agricola, trasformazioni produttive della rivoluzione

industriale (malcontento classi operaie), incapacità di risposta da parte delle classi

dirigenti.

- Inghilterra: non ci fu rivoluzione.

- Svizzera: nel 1848 nuova costituzione crea uno stato federale dei cantoni svizzeri.

- Germania: pluralità di stati, proposta di confederazione con collaborazione tra

parlamento e un imperatore, non accettata, ritorno ai vecchi ceti dirigenti nei vari

stati.

- Italia: insurrezione da parte delle province sotto il potere austriaco. Venezia si

proclama "Repubblica di San Marco" con governo provvisorio. Milano si libera dagli

austriaci nelle "cinque giornate" e ottiene governo provvisorio. Da tutta Italia giungono

a combattere contro Austria, tranne Papa Pio IX (fine prospettiva neoguelfa). Papa si

ritira e a Roma viene proclamata la "Repubblica romana". 1848: Carlo Alberto deve

firmare armistizio con Austria perchè sta perdendo. Poi riprende la guerra sotto spinta

di Mazzini, ma dopo solo quatto giorni viene sconfitto, abdica e Vittorio Emanuele II

(successore) firma nuovo armistizio con Austria. Intanto Francia e Austria avanzano e

depongono le due repubbliche di Venezia e Roma (Garibaldi, nazionalista mazziniano,

combattè a fianco di Roma ma poi fu costretto a fuggire, dopo molti giri, negli Stati

Uniti).

- Francia: governo provvisorio di liberali moderati. Aumento delle tasse: malcontento

contadini e operai. Elezioni del '48 per assemblea costituente portano al potere una

classe di ricchi con sentimenti monarchici. Bisogno di nuova rivoluzione, ora però

contro la Repubblica stessa. Presidente della Repubblica: Luigi Napoleone Bonaparte

(nipote).

Capitolo 8: Nazioni nuove, nuovi Stati

1852: riforma costituzionale riporta la Francia a forma imperiale sotto Napoleone III

(L.N.Bonaparte), con il consenso della popolazione che si opponeva alla Repubblica.

"Bonapartismo" o "cesarismo" (espressioni di Marx, rischio che la democrazia sostenga

un potere illiberale).

Anni 1860: autoritarismo bonapartista si attenua, sviluppo economico del paese,

ricerca di un nuovo equilibrio europeo fondato sulla nazionalità. Interventi Francia

all'estero (es. Guerra di Crimea contro Russia).

1849-1859: Italia, "decennio di preparazione".

Camillo Benso di Cavour, liberale, entra in politica nel Regno di Sardegna (Statuto

albertino), punta all'unificazione con politica moderata, approvata anche dai patrioti ex

mazziniani delusi (es. Garibaldi). Protagonisti Risorgimento italiano: re Vittorio

Emanuele II, Cavour, Garibaldi.

1859-1860: Regno di Sardegna, appoggiato dalla Francia (alleanza segreta Cavour-

Napoleone III), vince guerra contro truppe austriache. Francia si ritira (teme nuova

potenza italiana) prima che il Veneto sia conquistato. Italia centrale chiede annessione

al Regno di Sardegna: concessa.

1860: da Genova Garibaldi e altri mille uomini non professionisti partono per

l'annessione del Sud Italia, poi Garibaldi consegna i nuovi territori liberati a Vittorio

Emanuele II.

17 Marzo 1861: Nuovo Regno d'Italia (Veneto annesso nel 1866, Lazio e Roma nel

1870).

- Stati Uniti: paese giovane, dinamico, in sviluppo. "Dottrina Monroe" (1823) dichiara i

cittadini americani estranei al sistema europeo. 1857: i neri non sono cittadini

(paradosso dell'individualismo egualitario). Guerra tra nordisti (Lincoln, presidente dal

1860, anti schiavitù, filoindustriale e protezionista) e sudisti (pro schiavitù, latifondisti,

interessi agrari, liberisti): nel 1865 vince il Nord.

- Giappone: 1853 Americani inviano piroscafi nei porti giapponesi per intimorire e

costringere i giapponesi ad aprire rapporti di commercio con gli USA. Al potere dinastia

Tokugawa (gerarchie, potere accentrato, società stratificata, proibizionismo). Poi

"restaurazione Meiji": restaurazione del potere imperiale (Tokugawa non aveva retto

infiltrazione occidentale).

- Germania: costellazione di Stati antiliberali, i cui poli erano Prussia a Nord e Austria a

Sud (entrambi con potere assolutistico). 1862: Otto von Bismarck nominato cancelliere

della Prussia, rafforza esercito, conquista appoggio di Francia e Russia, poi attacca e

vince l'Austria nel 1866, nasce Confederazione germanica separata da Austria-

Ungheria.

Poi Francia si sente minacciata, attacca Germania in Alsazia e Lorena, perde: fine

dell'impero francese, proclamato il secondo Reich (regno) tedesco (1871).

Francia e Parigi rimangono senza governo riconosciuto: si insedia il governo della

Comune (1871) di operai e non professionisti politici, orientamento radicalsocialista. Le

truppe del vecchio governo smantellano la Comune, Parigi in fiamme, fucilazioni e

morte.

Capitolo 9: Socialismo, comunismo

Dualità e contraddizioni nel nuovo mondo post rivoluzione: si vuole giustizia, più che

equità. Sono stati eliminati tutti i corpi intermedi, ma il capitalismo sta approfittando

della maggior libertà d’azione. Necessità di ricreare corpi intermedi in difesa degli

sfruttati. Emergere di capi di vari gruppi che vanno differenziandosi: anarchismo,

socialismo, comunismo…


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AUTORE

Calgaro

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Calgaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Porciani Ilaria.

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