Novecento – lezioni di storia contemporanea
Cap. 1 Una grande guerra
Inizialmente si pensò a una guerra lampo (manovre in profondità e accerchiamenti a tenaglia). Tedeschi piano ideato da Alfred von Schlieffen, capo di stato maggiore fino al 1906:
- Fulmineo attacco a occidente vs Francia in 39 gg
- Volgersi ad Est invadendo Belgio (dal 1839 neutrale)
- Nuova marcia su Parigi
In Belgio ferirono Lovanio (gemma cultura EU).
I Russi colpirono la Prussia orientale (cuore dei Reich) i tedeschi richiamarono le truppe dal fronte occidentale e contrattaccarono i russi annientandoli in due grandi battaglie – Laghi Masuri e Tannenberg. I fronti si assestarono.
Prima guerra mondiale si concentrò lungo una linea di 2.000 km dal mar Baltico fino ai confini della Svizzera. Metafora della trincea labirinto che disorienta e annulla ogni speranza di uscita. Sormontata da reticolo filo spinato (invenzione allevatori americani). Divenne uno spazio astratto popolato di cadaveri e incubi.
Le truppe si fronteggiavano nelle trincee senza che nessuno prendesse il sopravvento – sorta di stallo. Era impossibile avanzare soprattutto per lo sbancamento del terreno prodotto dai bombardamenti rendendolo impercorribile. Mitragliatrice elimina la possibilità di affrontarsi corpo a corpo/a viso aperto. L’artiglieria e la sua eccezionale potenza di fuoco rendevano il nemico invisibile e la morte collettiva, anonima e inesorabile.
Entra in guerra anche l'Italia
1915 Italia, governo presieduto da Antonio Salandra – appena scoppiate 2 agosto le ostilità dichiarò la neutralità. Italia legata alla Triplice Alleanza ma non vincolante perché l’Austria attaccò senza consultare l’alleata. Contro la guerra cattolici con Benedetto XV, socialisti ("né aderire né sabotare"), maggioranza parlamentare legata a Giolitti.
Mediaticamente emersero le voci che premevano per la guerra a favore dell’Intesa e contro l’Austria-Ungheria. Interventisti personaggi come Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti. Dominò la scena la destra nazionalista, guerra come occasione di fortificazione nazionale e di espansione imperialista con una vena antigovernativa.
Quotidiano l’“Avanti!” con Benito Mussolini passò dal neutralismo all’interventismo. Rimosso dall’incarico fondò il partito “Il Popolo d’Italia” portavoce opinione interventista. Governo segretamente firmò accordo con l’Intesa (Francia, Inghilterra, Russia) Patto di Londra 26 aprile. 20 maggio 1915 la Camera votò i pieni poteri al governo (si autorizzava la guerra) con il solo voto contrario dei socialisti. 23 maggio consegnata la dichiarazione di guerra. 24 maggio 1915 truppe italiane mossero verso il fronte.
L'inutile strage: i fronti si moltiplicano
Gli austriaci militarmente più deboli arretrarono assestandosi lungo il fiume Isonzo e sul Carso l’Italia condusse 4 sanguinose offensive senza risultato, iniziò la guerra di trincea. Austriaci e tedeschi qualche successo annientando Serbia e strappando ai russi buona parte della Polonia. 1916 tedeschi attacchi vs piazzaforte di Verdun – i francesi resistettero. Controffensiva inglese sulle Somme. Entrambe inutili stragi.
Guerra tecnologica – continua corsa all’innovazione. La guerra inizio di tutto:
- Numeri – non erano mai stati mobilitati eserciti così grandi e avute morti così numerose. Da allora infatti la storia si espresse anche in numero di vittime.
- L’eroe di sacrari divenne il milite ignoto – l’uomo senza qualità, l’uomo massa.
- Grandi numeri anche nella produzione di armi.
- Perfezionate le comunicazioni (es. telegrafo senza fili).
- Sperimentati i nuovi prodotti dell’industria chimica.
1899 all’Aja accordo in cui si vietava l’impiego di veleni o armi avvelenate, armi o sostanze capaci di provocare dolori superflui, no proiettili che spandevano solo gas asfissiante o deleterio. 1905 accordo rinnovato dopo che i Giapponesi lanciarono contro le navi russe granate contenenti gas asfissiante nella battaglia di Tsushima. Nuove armi e la loro potenza morte collettiva anonima, inesorabile, cancellarono l'idea eroica della guerra.
La guerra sui mari, la guerra lontana
La Germania poteva competere con la potenza navale dell’Inghilterra, ma quest’ultima operò un contenimento della prima e quindi vi fu un solo grande scontro navale nel maggio 1916, la battaglia dello Jutland – non fu uno scontro decisivo ma più perdite tedesche. Germania adoperò il blocco navale per impedire i rifornimenti via mare accusando gli inglesi di adoperarlo per primi. Impiegarono l’innovazione degli U-Booten (400 sottomarini) che danneggiavano però indiscriminatamente i civili. Non rispettarono le leggi dei mari, maggio 1915 affondamento del Lusitania (transatlantico) – dopodiché sospesero gli attacchi fino al 1917.
Sfida tedesca alla Royal Navy prima sconfitta inglese ma alle isole Falkland pose fine all’attività di alto mare della marina tedesca. Guerra delle colonie inglesi e tedeschi si batterono nei possedimenti africani che la Germania imperiale aveva acquisito. Togo, Senegal, Namibia occupati. Tanzania seppe resistere. Caddero anche i possedimenti in Estremo Oriente e nel Pacifico – Giappone costituì cintura di isole un tempo spagnole. A questo punto guerra mondiale.
Ottobre 1914 entrarono in guerra Impero Ottomano accanto agli Imperi Centrali (alleanza con la Germania). Così si minacciavano gli interessi geopolitici ed economici di Francia e Inghilterra (es. Canale di Suez importante per loro ma formalmente sotto l’Impero Ottomano). Inglesi detronizzarono re dell’Egitto e proclamarono il protettorato.
In Turchia governo costituzionale ma a Costantinopoli sultano Maometto V che proclamò la guerra santa contro gli infedeli ma non ebbe successo. Europei presero varie iniziative per fomentare la rivolta degli arabi contro la Sublime Porta, contesto in cui emerse il leggendario Lawrence d’Arabia, agente dell’intelligence inglese che affiancò lo sceriffo della Mecca Husayn Ibn ‘Ali che voleva riunificare i popoli di lingua araba di tutta l’area. Ma ignoravano che finita la guerra François Picot e Mark Sykes volevano spartirsi la regione.
Impero ottomano continuava storico conflitto con quello russo (sostenuto da Inghilterra e Francia). Al comando del ministro della guerra Enver Pasha l’esercito aprì il fronte russo attaccando nel Caucaso ma già il 2 gennaio 1915 il contrattacco russo costrinse i turchi alla resa. I russi chiesero però aiuto agli alleati per eliminare i turchi – si limitarono solo ad aprire il fronte mediterraneo per bombardare Costantinopoli.
Per l’impresa emerse Winston Churchill che nel marzo 1915 convinse il governo a mandare una flotta di vecchie navi da guerra affiancate dalla Queen Elizabeth a battere gli stretti. Non ebbe successo. Allora si pensò di sbarcare sulla penisola di Gallipoli. Ma fallimento carico di ardimento ed eroismo. Allontanato Churchill dal governo ma riavvicinato nel 1917 come ministro per i Rifornimenti.
Mobilitazione totale
L’intera società fu coinvolta nella guerra indipendentemente dalle aree geografiche. Mobilitazione industriale, l’intero comparto industriale produceva per un solo acquirente (lo Stato). Si produceva per distruggere. Nacque così una società nuova più disciplinata e con strumenti più raffinati.
Disciplina militare tenuta con il controllo ferreo e terrore. Per spingere al combattimento fu usato ogni mezzo (es. alcol, terrore della decimazione). In Italia Cadorna (capo di stato maggiore generale) ogni soldato doveva essere convinto che il superiore aveva il sacro potere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti e vigliacchi. Si estraevano a sorte tra gli indiziati e si punivano con la pena di morte. Decimazione allineate le truppe uno ogni dieci doveva uscire dalla fila ed essere decimato.
La durezza e disumanità con cui venivano trattate le truppe non era funzionale e vennero usate quindi politiche più umane e volte a tenere alto il morale (es. facendo leva su sentimenti familiari e su angosce sessuali). Intensa fu anche l’assistenza e mobilitazione religiosa.
Femminilizzazione, molte donne sostituirono gli uomini al fronte nei vari settori lavorativi preclusi ad esse fino a quel momento. Così si indebolì la logica che le escludeva dal suffragio – 1918 in Inghilterra voto alle donne.
A San Pietroburgo
Si sbloccò la situazione nel 1917 con l’uscita dalla guerra della Russia e l’entrata degli USA. L’esercito russo era il più grande con 15 milioni di uomini ma dotazioni e scorte presto insufficienti. Collasso militare, umano, economico e inoltre anche dell’intero sistema politico e amministrativo (nell’aria l’idea della rivoluzione). 8 marzo 1917 San Pietroburgo pieno di dimostranti contro il caro vivere. Lo zar decise di sospendere il Parlamento russo e i deputati formarono un governo provvisorio diretto da Georgij L’vov e Aleksandr Kerenskij.
La guardia imperiale fraternizzò con i manifestanti e lo zar abdicò. Vuoto di potere. Nell’aprile tornò Lenin (era in esilio per il suo marxismo-leninismo) sosteneva dal 1905 che per vincere serviva l’arma del terrore. Rientrato grazie ai nemici tedeschi che volevano destabilizzare l’impero. Tornò dall’esilio anche Lev Trockij (teoria della rivoluzione permanente) per vincere molte teste dovevano cadere e molto sangue doveva scorrere.
Lenin creò il Comitato Rivoluzionario Militare che si dichiarò autorità suprema della capitale Pietrogrado nella notte tra il 6 e il 7 novembre 1917. Espugnato il Palazzo d’Inverno. Il Congresso panrusso dei Soviet ratificò la presa del potere da parte dei bolscevichi. Dichiarata l’uguaglianza e la sovranità delle nazionalità dell’impero, terra nazionalizzata e distribuita ai contadini. La Russia uscì dalla guerra. Firmò una pace separata che dettava condizioni durissime, pace di Brest-Litovsk. Persero la Polonia, province baltiche, indipendenza dell’Ucraina, Georgia, Finlandia, cedette province della Turchia.
Caporetto
24 ottobre 1917 tutto il fronte italiano sul fiume Isonzo subì un pesante bombardamento d’artiglieria + uso massiccio di gas si ruppe il fronte e le truppe penetrarono in profondità per attaccare le difese italiane alle spalle. Nelle due settimane a venire caddero Udine, Cividale, Tolmezzo, Belluno. Fu soprattutto però un crollo morale e Caporetto fu il simbolo del primo crollo. Caporetto scosse profondamente il paese che poi seppe però rimettersi in piedi.
Cadorna rimosso e al suo posto Armando Diaz. Cambiò l’atteggiamento verso le masse chiamate a combattere.
- Prestare attenzione alla qualità del rancio e dell’abbigliamento.
- Esoneri agricoli ai fanti contadini nei periodi del raccolto.
- Polizze assicurative sulla vita.
- Creato ente assistenziale Opera Nazionale Combattenti.
- Giornali di trincea e nominati dai generali addetti alla propaganda.
A difendere il paese inserite molte truppe inglesi e francesi. Così respinte le offensive austriache sul Piave e sul monte Grappa. Battaglia del Solstizio giugno 1918 in cui gli austriaci persero. 24 ottobre 1918 Diaz offensiva finale le truppe italiane attraversarono il Piave e avanzarono in territorio austriaco e costrinsero l’esercito imperiale alla resa. Proclama di Diaz 4 novembre 1918 che diceva che la guerra contro l’Austria-Ungheria era vinta.
Arrivano gli americani
Aprile 1917 entrati gli USA già coinvolti nell’impresa con i loro capitali e le loro industrie (crediti oltre i 2 miliardi di dollari). Gli attacchi degli U-Booten costituivano una minaccia intollerabile – affondati già 3 mercantili americani. Poi intercettato anche un dispaccio con cui la Germania proponeva al Messico un’alleanza antiamericana. Giugno 1917 primi contingenti arrivarono. E nel settembre 1918 in Francia combatterono la prima grande offensiva solo americana. Decisivo il loro contributo perché le loro truppe non avevano conosciuto il logoramento delle trincee.
Negli USA una propaganda di guerra ancora più intensa dell’EU. Diede poi coerenza ideologica al conflitto il presidente Woodrow Wilson eletto nuovamente sulla base della sua neutralità ma appena assunse il comando dichiarò la volontà di intervenire per dare al mondo un assetto pacifico e stabile. 1918 fissò i 14 punti per la pace. Inoltre, battaglia antibolscevica. Dopo la sua entrata si unirono anche Panama e Cuba e poi Grecia, Siam, Liberia, Cina, Brasile, Guatemala, Nicaragua e Costa Rica.
Impero ottomano firmò l’armistizio il 30 ottobre 1918. Il 2 novembre gli austriaci cessarono il fuoco sul fronte italiano. Ungheria già formalmente indipendente si affrancò dall'impero. Polacchi reclamarono indipendenza. Serbi, Croati e Sloveni formarono la Jugoslavia. Gli ultimi a cedere furono i tedeschi. Il generale Ludendorff considerava i 14 punti inaccettabili e invitò i suoi a continuare a combattere. Costretto alle dimissioni. Berlino era in mano ai rivoluzionari. Il Kaiser nominò cancelliere Ebert che il 28 novembre 1918 firmò l’atto di abdicazione e partì per l’esilio. La Germania divenne virtualmente una repubblica.
Cap. 2 Comunismo in Russia
Un colpo di stato
Rivoluzione 1917 nei mesi tra febbraio e ottobre vuoto di potere. Rivoluzione = aggressione all’ordine tradizionale che gli toglie ogni valore e prefigura il futuro come luogo in cui giungerà a compimento un rinnovamento radicale e profondo, un ordine nuovo. Le rivoluzioni sono la conseguenza e non la causa del crollo dell’autorità politica.
Comunismo di guerra
Lenin detto “il mago” per il modo in cui riuscì a mantenere e consolidare il potere nei mesi e anni a venire. La rivoluzione bolscevica ha costituito un modello nuovo di rivoluzione, un modello proprio di un secolo come il Novecento caratterizzato da profonde trasformazioni imposte con la forza dei pubblici poteri, dallo Stato fattosi onnipotente. Tra 1918 e 1921 sanguinosa guerra civile. Guerra mossa ai bolscevichi dalle armate bianche affiancate dai tedeschi ma anche di altri in funzione antitedesca. Di fronte alle numerose sfide i bolscevichi riuscirono a resistere grazie ai loro capi. Appena si sciolse l’esercito zarista nel gennaio del 1918 fu costituita l’Armata Rossa (volontari e poi coscritti) – poco efficiente fino alla sua riorganizzazione per mano di Lev Trockij.
Regime bolscevico
Nacque come dittatura militare mantenendo sempre la struttura e stile della gerarchia militare. Partito Comunista (marzo 1918) che dirigeva, comandava e dominava tutto l’apparato statale. Partito monolitico con una sola voce. Vietate le fazioni.
Nel disordine di questi mesi il potere si era frammentato e il colpo di stato del 25 ottobre (prima contro i Soviet e poi contro il governo provvisorio). Da lì tutti gli atti del governo rivolti a esautorare i Soviet a impedire qualsivoglia controllo operaio o sindacale, a schiacciare ogni opposizione o discussione interna – impedendo ogni forma di democrazia. Febbraio 1921 sollevazione dei marinari e degli operai della base navale di Kronštandt che chiesero libere elezioni dei Soviet, libertà di parola e di produzione, la fine delle requisizioni e dei privilegi. Trockij ordinò l’eliminazione dell’insurrezione manu militari. Reintrodotta la pena di morte e creato il servizio segreto Čeka. E dal 1918 campi adibiti agli agitatori loschi, ufficiali controrivoluzionari, sabotatori, parassiti e speculatori, tutti costretti al lavoro forzato.
Il periodo dal 1918 al 1921 fu identificato da Lenin come comunismo di guerra. Un comunismo sempre in guerra.
Sui confini d’Europa
A Occidente della Russia permanente guerra di posizione. Già dal 1917 la Germania serie continua di grandi scioperi operai. L’ammutinamento della base militare di Kiel dette inizio nel novembre 1918 alla formazione di consigli di operai e di soldati di tipo russo. L’imperatore Guglielmo II costretto ad abdicare e al suo posto il socialista Friedrich Ebert ma i comunisti insorsero contro di lui.
In aprile Repubblica consiliare in Baviera e Amburgo in mano operaia. Ungheria con consigli operai e nel marzo i comunisti e socialdemocratici portarono al potere il comunista Béla Kun che proclamò la repubblica ungherese dei consigli. Tutte queste insurrezioni stroncate con la forza. Germania socialista Noske compito di organizzare i gruppi paramilitari (corpi franchi) che soffocarono nel sangue la rivolta di Berlino nel 1919. Intervennero anche a spegnere nel sangue la Repubblica consiliare di Baviera. Ungheria invasa dai rumeni e dai cechi sostenuti dall’Intesa – proclamata dittatura controrivoluzionaria con Miklós Horthy.
1919 terza internazionale comunista (leninista) – Comintern – sostenne ovunque la formazione di partiti comunisti distinti dai partiti socialisti. Da allora i comunisti dei vari paesi EU avrebbero anteposto agli interessi del proprio paese quelli dell’URSS (unione delle repubbliche socialiste sovietiche) costituita il 30 dicembre 1922 (fusione di Russia con Ucraina, Bielorussia e Transcaucasica).
Nella penisola il movimento socialista nel 1919 diventò il primo partito con il 32% dei suffragi. Italia tra 1919 e 1920 crisi economica che portava a una serie di scioperi biennio rosso – culminò con gli operai del nord (Torino...
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