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Storia contemporanea

Guerra e rivoluzione russa

Europa 1914: equilibrio instabile → predominio del mondo ancora apparentemente indiscusso → un ventennio di produzione industriale e di scambi commerciali aveva alimentato l’aspettativa di un benessere diffuso anche se mal distribuito. II rivoluzione industriale: progresso indefinito → consolidamento istituzioni rappresentative + estensione diritto di voto (democratizzazione silenziosa). Continuano i conflitti sociali → aumentano le tensioni internazionali che evocano lo spettro della guerra. Potenze europee → rivalità vecchie e nuove (Francia vs Germania). Equilibrio continentale: due blocchi 1) Austria + Germania 2) Francia, GB e Russia. Corsa agli armamenti + forza distruttiva dei nuovi mezzi bellici.

Guerra nell’aria: minoranze pacifiste + socialisti vs guerra → in nome dell’internazionalismo/ classe dirigente → guerra = opzione praticabile/dovere patriottico/evento liberatorio (futuristi). I giovani, insofferenti all’ottimismo progressista di fine '800, la invocavano per evadere da una realtà soffocante. C’era anche chi vedeva nella guerra un’opportunità di guadagno.

Una reazione a catena

Gli eventi che portarono alla PGM non furono premeditati → serie di decisioni individuali e di circostanze accidentali:

  • Attentato a Sarajevo: 28 giugno 1914 uno studente bosniaco uccise il nipote dell’Imperatore austro-ungarico Francesco Giuseppe: l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie (Sarajevo) → questo assassinio divenne un caso internazionale: l’attentatore si batteva per l’indipendenza della Bosnia dall’Impero asburgico → l’organizzazione per la liberazione della Bosnia era situata in Serbia, poiché il governo serbo si era rivelato tollerante e accondiscendente → impero Austro-ungarico vs Serbia.
  • 23 luglio: ultimatum alla Serbia da parte dell’impero Austro-Ungarico → la Serbia lo accetta quasi integralmente → per l’Austria non è abbastanza:
  • 28 luglio: Impero austriaco dichiara guerra alla Serbia → inizio reazione a catena.
  • 29 luglio: Russia mobilita forze armate lungo il confine occidentale, anche in Germania.
  • 31 luglio: la Germania dichiara guerra a Russia dopo un ultimatum senza risposta e, subito dopo, alla Francia.
  • 4 agosto: la Germania invade il Belgio neutrale per colpire la Francia + Inghilterra dichiara guerra alla Germania.

NB: è stata la Germania ad accendere il focolare in Europa → perché la Germania intervenne così intensamente? Classe dirigente stanca dell’isolamento tedesco: non tollera l’indebolimento dell’unico alleato (Impero AU-UN) → calcoli sbagliati: doveva essere una guerra lampo → in poche settimane doveva essere sconfitta la Francia, poi la Russia. Nella fase iniziale: tutti i governi sottovalutarono la gravità dello scontro → fra i politici dilagava l’idea che una guerra avrebbe spento i contrasti sociali → nelle piazze europee manifestazioni in favore della guerra → intellettuali e insegnanti spiegavano il perché del loro consenso alla guerra. I partiti socialisti non riuscirono a sottrarsi al clima generale e nei maggiori paesi europei si schierarono per la guerra. (La Seconda Internazionale cessò di esistere → era l'organizzazione fondata nel 1889 a Parigi dai partiti socialisti e laburisti europei e scioltasi nel 1916, ma di fatto morì il 4 agosto 1914.)

Dalla guerra di movimento alla guerra di posizione

Guerra di trincea: caratteristiche di un conflitto senza precedenti, schieramenti di milioni di forze → tutti i piani di guerra prevedevano un conflitto di pochi mesi/settimane. Tedeschi: strategia offensiva, già ai primi di settembre si trovavano presso il corso della Marna → sconfitti i russi a Tennenberg e Laghi Masuri (fra Polonia e Lituania) → minaccia russa più forte del previsto: i tedeschi spostarono parte delle loro forze dal fronte occidentale, la Francia subito attacca → i tedeschi arretrano a Somme (tra Parigi e Belgio). Attacco tedesco fallito, offensiva sulla Marna inutile → inizio guerra di trincea: trincea tedesca lunga 750 km (dal Mar Nero alla Svizzera). In una guerra del genere la strategia degli imperi centrali risultò inefficace. Inghilterra importante: risorse colonie + flotta navale. Giappone: agosto 1914 dichiara guerra alla Germania per impadronirsi dei possedimenti pacifici tedeschi. Italia: 1915 entra in guerra vs Austria-Ungheria/ 1917: decisivo l’intervento degli USA che si allearono con la Triplice intesa: Inghilterra-Francia-Russia.

Italia 1914-1915

Entra in guerra dopo 10 mesi dall’inizio del conflitto → opinione pubblica spaccata a metà: 1914 sceglie la neutralità: presidente Antonio Salandra, decisione giustificata dal carattere difensivo della Triplice Alleanza (Germania, Impero AU, Italia → 1882). L’Italia pensa di continuare il progetto risorgimentale che intendeva annettere alla patria la parte irredenta (territori italiani soggetti all’IMP. AU.). Gruppi interventisti: Sinistra democratica convinta che una guerra mondiale contro gli Imperi centrali avrebbe visto la nascita di una Europa fondata sulla democrazia. Liberal-conservatori: contavano sull’appoggio del Presidente Salandra e il ministro degli esteri Sonnino. Gruppi neutrali: l’ala più consistente dei liberali, cui faceva capo Giolitti, non riteneva il paese preparato alla guerra; in più credeva che in cambio della neutralità, in caso di vittoria degli Imperi, avrebbe riavuto i territori rivendicati/mondo cattolico (benedetto XV).

Partito socialista: netta condanna alla guerra → tra i leader socialisti solo Benito Mussolini, direttore del giornale socialista Avanti, si schierò a favore degli interventisti → espulso dal partito, nel 1914 fondò un nuovo quotidiano “Il Popolo d’Italia”. Le forze interventiste seppero dominare le “piazze”, portando il popolo non rappresentato a volere la guerra → puntarono sulle generazioni più giovani → intellettuali interventisti Giovanni Gentile, Giuseppe Prezzemolini, Luigi Einaudi + Gabriele D’Annunzio.

Coloro che dovevano decidere se intervenire o meno, secondo le direttive dello Statuto Albertino, erano il Presidente del Consiglio, il Ministro degli esteri e il Re → 26 Aprile 1915: firmato il Patto di Londra → in caso di vittoria l'Italia avrebbe ottenuto il Trentino, il Sud-Tirolo, la Venezia Giulia, l’intera penisola istriana e parte della Dalmazia. Decisione presa all’insaputa del parlamento e degli altri membri del Governo, ma doveva passare attraverso il voto della camera giolittiana → dimissione Salandra, il Re non l’accetta → davanti al fatto compiuto la camera accettò la decisione interventista, con la sola opposizione dei socialisti. Fronte Austro-italico 23 maggio 1915: l’Italia dichiara guerra all’Austria. → l’intervento non servì a cambiare le sorti dell’intervento. Forze difensive austriache sull’Isonzo e il Carso. Il generale Cadorna preparò 4 offensive senza vittoria.

1916: spedizione punitiva degli austriaci

Attacco feroce, scampato per un soffio, Salandra si dimette → nuovo governo di coalizione nazionale guidato dal conservatore Paolo Boselli.

Fronte francese-tedesco

Schieramenti immobili per tutto il 1915. Nel 1916 i tedeschi sferrarono un attacco contro la piazzaforte di Verdun con lo scopo di logorare le forze nemiche → 600 mila vittime. Controffensiva inglese sul fiume Somme → 1 milione di vittime. Fra il 1915-16 → le uniche vittorie registrate furono quelle del fronte degli imperi (occidentale):

  • 1915 → i tedeschi attaccano i russi che arretrano dalla Polonia + austriaci sconfiggono la Serbia → queste vittorie non sollevarono la situazione degli imperi che subivano la pressione della flotta inglese nel mare del nord: i tedeschi provano ad attaccare la flotta dello Jutland senza conseguire la vittoria.

La vita di guerra: vita di trincea: prime armi chimiche + aerei da guerra + carrarmato + sottomarini.

Il fronte interno

Per tutti i Paesi che parteciparono la Grande guerra fu una specie di esperimento e acceleratore di tutti i fenomeni legati alla società di massa → 65 milioni di uomini strappati dal loro lavoro per essere coinvolti in un’enorme esperienza collettiva/le vittime civili più colpite furono gli abitanti delle zone in cui si combatteva. Il genocidio degli armeni: antica popolazione di origine cristiana abitava in una regione del Caucaso divisa tra impero ottomano e impero russo → già alla fine dell’800 gli armeni turchi avevano pagato con persecuzioni i loro tentativi di ribellione → nella primavera-estate 1915 mentre Russia e Turchia combattevano proprio nel Caucaso, gli armeni che vivevano nella parte turca furono deportati nelle zone interne dell’Anatolia → più di 1 milione di armeni furono uccisi.

Trasformazione economica

La guerra produsse una serie di trasformazioni in tutti i Paesi che furono coinvolti: mondo economia e settore industriale che doveva alimentare la gigantesca macchina degli eserciti al fronte → imponente crescita delle industrie belliche → dilatazione intervento statale: interi settori dell’industria furono posti sotto il comando dei militari.

La svolta del 1917

Nei primi mesi del 1917 due novità interruppero la Grande Guerra: 1) all’inizio di marzo (febbraio nel calendario russo) uno sciopero generale di operai di Pietrogrado si trasformò in una manifestazione politica contro il regime zarista → i militari chiamati a reprimere i dimostranti si unirono alla manifestazione → il 15 Marzo 1917 lo zar abdicò, pochi giorni dopo venne arrestato insieme a tutta la famiglia reale → processo che avrebbe portato al collasso militare della Russia. 2) il 6 aprile 1917 gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Germania, che aveva ripreso la guerra marina indiscriminata.

Gli avvenimenti russi incisero negativamente sul morale delle truppe → più frequenti i fenomeni di insubordinazione; delicata la situazione per l’impero AU: prendevano piede le aspirazioni indipendentiste delle nazioni oppresse (polacchi, cechi, Slavi del sud) → il nuovo imperatore Carlo I avviò tra febbraio-aprile del 1917 un negoziato segreto in visto di una pace separata → proposte di Carlo I rifiutate dall’Intesa.

Anche per l’Italia il 1917 fu l’anno più difficile: fra maggio e settembre il generale Cadorna obbligò una nuova serie di offensive sull’Isonzo, con risultati modesti → 24 Ottobre 1917 → disfatta di Caporetto sull’Isonzo → l’offensiva austro-tedesca funzionò → le truppe italiane si ritirarono → solo dopo due settimane la base difensiva si attestò sul Piave. Il generale Cadorna venne sostituito da Armando Diaz, attento ai bisogni materiali e morali delle truppe → questa disfatta ebbe ripercussioni positive sul corso della guerra italiana → accorciamento del fronte, dunque minor logorio dei reparti → in più il nemico occupava una parte del territorio nazionale, ciò portò ai soldati un nuovo spirito di coesione patriottico.

II Governo di coalizione

Presieduto da Vittorio Emanuele Orlando: parve trovare maggiore concordia con le varie forze politiche.

La rivoluzione d’ottobre (Russia)

La rivoluzione russa fu il più violento e traumatico sconvolgimento politico e sociale dell’interno Prima Guerra mondiale → quando lo Zar fu abbattuto pochi s’immaginarono che la sua caduta avrebbe prodotto uno degli atti rivoluzionari più grandi dopo la Rivoluzione francese. Caduta dello zar → governo di coalizione provvisorio → obiettivi: continuare la guerra a fianco dell’Intesa + promuovere la modernizzazione economica e politica del Paese:

  • Liberal-democratici → gruppo dei cadetti, aspiravano alle democrazie europee.
  • Socialisti (Pcus): Bolscevichi (minoritari).
  • Social-rivoluzionari (partito socialista rivoluzionario): radicati nella società rurale → pro riforma agraria, non era un partito marxista perché PSR credeva che i contadini, non i proletari industriali, avrebbero costituito la classe rivoluzionaria in Russia.
  • I menscevichi (maggioritari) → rifiutarono di entrare nel governo provvisorio (frazione estrema della social democrazia): fazione del movimento rivoluzionario russo che emerse nel 1903 dopo una disputa tra Lenin e Julij Martov, entrambi membri del Partito Operaio Socialdemocratico Russo.

Come era accaduto nella rivoluzione del 1905 al potere legale del governo si affiancò il potere dei consigli (soviet), degli operai e dei soldati → membri dei soviet espressi dai lavoratori (principio di democrazia diretta) → il soviet più importante era quello di Pietrogrado → la rivoluzione aveva messo in moto un movimento di massa che rifiutava l’idea di un’autorità centrale.

Aprile 1917: Lenin, leader dei Bolscevichi, rientrò in Russia dalla Svizzera. In Russia Lenin diffuse un documento in dieci punti, le cosiddette Tesi d’Aprile. Primo obiettivo raggiungere la maggioranza nei soviet, l’unica legittima fonte del potere → rilancia le parole d’ordine della pace, della terra ai contadini e del controllo della produzione da parte dei soviet.

Metà luglio 1917

Primo scontro tra bolscevichi e governo provvisorio. Settembre: tentativo di colpo di stato da parte del generale dell’esercito, sventato dal governo guidato dal social-rivoluzionario Kerenskji → i bolscevichi protagonisti della mobilitazione popolare contro il colpo di stato militare, acquisiscono molta popolarità e ottengono la maggioranza nel soviet di Pietrogrado. Ottobre: i bolscevichi prendono la decisione di fare un colpo di stato → organizzato da Trozkij, presidente del soviet di Pietrogrado. 7 novembre 1917: (25 ottobre russo): soldati rivoluzionari e guardie rosse circondarono il palazzo d’inverno (sede del parlamento) e se ne impadronirono. Negli stessi giorni a Pietrogrado si riunì il congresso panrusso dei soviet (assemblea dei delegati di tutti i soviet) → 2 decreti proposti da Lenin:

  • Appello a tutti i popoli dei paesi belligeranti ad una pace giusta e democratica.
  • Abolizione della grande proprietà terriera.

Novembre: elezioni dell’assemblea costituente: i bolscevichi ottennero meno di un quarto dei seggi → veri trionfatori furono i social-rivoluzionari, che presero la maggioranza → Assemblea costituente si riunisce a gennaio del 1918: viene sciolta immediatamente dall’intervento dell’esercito bolscevico → atto di forza coerente con le idee di Lenin che non credeva alle regole della democrazia borghese.

Guerra civile e dittatura

Se era stato facile per i bolscevichi impadronirsi del potere centrale con un colpo di stato, non fu altrettanto facile gestire una società tanto complessa come quella russa. 5 dicembre 1917: la Russia esce dal conflitto → armistizio con gli imperi centrali → accettò le condizioni durissime imposte dai tedeschi. 3 marzo 1918: firmata la pace separata con la Germania → trattato di Brest Litovsk, comportava la perdita di tutti i territori non russi dell’ex impero (dove sarebbero sorti gli stati indipendenti). Le potenze dell’Intesa considerarono la pace tra Russia e Germania come un tradimento, inoltre iniziarono ad avere paura di altre rivoluzioni → gli stati europei appoggiano le forze antibolsceviche in Russia: l’arrivo dei contingenti stranieri rafforzò il fronte opposto al governo bolscevico - i bianchi conservatori e filomonarchici - e ad alimentare la guerra civile:

  • Primavera estate 1918: sbarco truppe anglo-francesi nel nord della Russia/reparti americani e giapponesi penetravano nella Siberia orientale. Mentre si acutizzava la lotta civile antibolscevica, il Regime rivoluzionario accentuava i suoi tratti autoritari → creata la polizia politica, la CeKA + tribunale rivoluzionario centrale → nel giugno del ’18 furono messi fuori legge i partiti dell’opposizione e fu rintrodotta la pena di morte.
  • Il nuovo esercito del regime fu chiamato Armata rossa degli operai e dei contadini → fu Trotzskji a creare il nuovo potente esercito che, fondato su una disciplina ferrea, era fondamentale per la vittoria nella guerra civile → nasceva un nuovo modello di stato a partito unico.

La sconfitta degli imperi centrali

Per scongiurare la minaccia bolscevica i paesi europei accentuarono il carattere ideologico dello scontro: democrazie europee vs autoritarismo russo. In questo clima si inseriscono i quattordici punti di Wilson: Wilson, presidente americano, nel gennaio 1918 precisò le sue linee direttrici in un programma di pace in quattordici punti, formulando una serie di proposte per il nuovo assetto europeo nel rispetto del principio della nazionalità e di autodeterminazione (programma vs autoritarismo bolscevico) → nell’ultimo punto proponeva l’istituzione di un nuovo organismo internazionale, la Società delle nazioni, per assicurare il mutuo rispetto di convivenza fra popoli.

Sul fronte bellico

Inizio 1918 i due fronti ancora in equilibrio → partita decisiva sul fronte francese, dove la Germania convogliò tutte le forze avanzate dal confine russo. Giugno 1918: offensiva dell’esercito tedesco sulla Marna + austriaci tentarono di sferrare l’attacco decisivo sul fronte italiano sul Piave ma furono respinti. Luglio contrattacco dell’Intesa, superiore per uomini e mezzi grazie all’intervento statunitense. 8-11 Agosto 1918. Battaglia di Amiens, i tedeschi subiscono grave sconfitta sul fronte occidentale, iniziò la loro ritirata → Fine dell’Austria-Ungheria → ottobre 1918 crisi finale: gli italiani lanciarono controffensiva sul Piave, sconfitti sul campo nella battaglia Vittorio Veneto, il 3

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gisella.governi92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia d'Europa contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Greco Giovanni.
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