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Introduzione: l’Italia nel conflitto pervasivo della guerra fredda

"Iron Curtain Speech." «From Stettin in the Baltic to Trieste in the Adriatic an "iron curtain" has

descended across the continent» (march, 1946).

Il caso italiano è straordinario nel quadro della guerra fredda.

Stretti rapporti tra:

- la vicenda internazionale del bipolarismo postbellico

- la politica interna e la costruzione in Italia di una democrazia moderna

 all’alleanza

La faticosa nascita della democrazia in Italia avvenne grazie antifascista internazionale

di guerra guidata da una analoga coalizione antifascista interna, di natura politica e militare, cioè

il CLN (Comitato della liberazione nazionale centrale, 43-’47, cui fanno capo i tanti a livello locale).

e all’occupazione

o Nasce nel 1943, allo scopo di opporsi al fascismo tedesca in Italia

o Si scioglie nel 1947 = alleanza antifascista in frantumi a livello nazionale quando va

dell’emergere della

in frantumi a livello internazionale a seguito divisione

internazionale dei due «mondi»

Per più di quarant’anni, la democrazia italiana assume un sistema politico bipolare parallelo al

bipolarismo internazionale: →

- Democrazia Cristiana e alleati (via via allargati e modificati) referente internazionale:

USA →

- Partito comunista (PCI) referente internazionale: URSS

Nonostante questa contrapposizione, c’è una fase di collaborazione emergenziale negli anni

All’interno di questo bipolarismo vi erano

Settanta, sotto la luce della «distensione» internazionale.

anche fazioni che tentavano di non farsi ridurre in uno dei due schieramenti:

- La destra monarchica e neofascista

- I vagheggiatori di una «terza forza» laica e democratica,

- Un liberalismo conservatore anticomunista e antidemocristiano

Il sistema è crollato con la fine della guerra fredda dopo il 1989

Nel 1973 Aldo Moro definì la democrazia italiana «difficile» in quanto spaccata in due.

Bisogna considerare la storia dell’Italia nella guerra fredda in un quadro dinamico sia sul piano

nazionale sia su quello internazionale. L’Italia è stata spesso considerata un paese a sovranità limitata,

in quanto molte delle tragedie italiane del secondo Novecento sarebbero da addebitare alle trame della

CIA o del KGB. In realtà non è soddisfacente ragionare soltanto sui condizionamenti esterni o sulla

collocazione internazionale dell’Italia, bisogna valutare le condizioni interne del paese.

1. La guerra «totale» fredda: culmine dei processi del 900

Già il Risorgimento o la Grande Guerra sono state occasioni emblematiche di una stretta relazione

tra storia politica interna e vicende internazionali, MA la Guerra Fredda è una vicenda inedita in

quanto radicalmente pervasiva. Lo scontro politico-ideologico che spaccò in due la «grande

1

alleanza» dei vincitori della Seconda guerra mondiale fu un CONFLITTO TOTALE, dai connotati

vittoria totale sull’avversario.

ideologici e quasi religiosi (religione politica), che mirava a una

Non solo un contrasto tra due superpotenze, MA tra due universi geopolitici molto più

forma sostanzialmente “imperiale” quanto originalmente

complessi, strutturati in una

costruiti intrecciando le sovranità nazionali alle convergenze ideologiche e alle convenienze

economiche.

Nelle singole società nazionali si creò una dialettica aperta solo nelle società occidentali, dove

esistevano dei margini di pluralismo. Invece nei paesi di nuova indipendenza (per la

decolonizzazione), in cui le classi dirigenti locali erano fragili, la guerra fredda si espresse in forme

altamente conflittuali, militarizzando la politica.

Premesse di questo nuovo carattere pervasivo: la «guerra civile europea» (1914-1945).

In quel trentennio nazionalismi oltranzisti e totalitarismi avevano inasprito tutti i conflitti, sia nel

quadro internazionale sia all’interno dei singoli Stati. Mentre nei secoli passati la società europea,

nonostante conflitti e competizioni, era compattata da un retaggio comune, ora era lacerata da una

conflittualità «totale» Ostilità tra nazioni e gli Stati non riescono più a controllare le divisioni

Mentre all’origine della Grande Guerra vi era un’unione attorno ai valori patriottici in quasi

interne.

tutti i paesi (estendendosi anche ai partiti socialisti e agli ambienti cristiani), già allora i nazionalisti

si erano appropriati dell’idea di patria contro gli visti come ‘traditori

avversari interni, della nazione”

(ex. scontro interventismo e neutralismo in Italia 1914 1915)

Tra le due guerre emersero

(1) questioni internazionali che spaccarono le opinioni pubbliche europee:

- rivoluzione bolscevica

- fascismo italiano

- guerra civile spagnola

(2) nuove solidarietà internazionali che si aggiunsero all’internazionalismo proletario o

all’universalismo religioso ottocenteschi:

- Comintern = organizzazione internazionale dei partiti comunisti attiva dal 1919 al 1943.

Aspirazione a un movimento politico accentrato su scala internazionale e insieme attivo nei

singoli contesti locali, in vista di una «guerra rivoluzionaria»

- Neue Ordnung nazista, ideologizzato e totalizzante, con obiettivi unificanti

→ nel 1941 si crea una «strana alleanza» antifascista: si formano diversi movimenti di Resistenza

che furono in primo luogo guerre di liberazione nazionale ma anche guerre civili interne contro

i collaborazionisti la guerra sancisce le contraddizioni interne alle identità statuali.

Guerra fredda culmine di questi processi

Nuovi intrecci di solidarietà e di rottura tra:

o Attori in competizione nel contesto nazionale

o I poli di riferimento ideali e politici internazionali collegati a miti universalistici

NON PIU’ soltanto campo del confronto tra Stati-nazionale,

La politica estera MA campo di

legittimazione ideologica, orizzonte di riconoscimento o di scontro globale lo sfondo indubbio

2

e primario della guerra fredda è il bipolarismo, cioè la semplificazione binaria lo scontro era

predicato ideologicamente come «ASSOLUTO» e ciascuno poteva stare solo da una parte.

MA, nella pratica, il confronto fu meno radicale e unilaterale: sia nel sistema internazionale sia nel

sistema politico interno, CONVIVENZA DI ATTORI POLITICI «NEMICI», che fece sì che la

guerra fredda non scivolò mai nel conflitto aperto a livello globale (tendenza che si rafforzò in

particolare dopo la crisi cubana del 1962, in cui la tensione e il rischio così alti spinsero alla

formazione di un sistema internazionale stabilizzazione definitiva, nuova stagione del conflitto.

In campo internazionale, l’eredità della difficile solidarietà internazionale antifascista (espressa con

la fondazione comune dell’ONU) fu indubbiamente provvisoria e tattica, MA non priva di risvolti

politici e culturali: malgrado la discriminante comunismo/ liberal-democrazia poliarchica e

permase l’eredità dell’antifascismo e

capitalistica il nuovo sistema internazionale basato

formalmente sui valori della democrazia, della pace e dei diritti umani (cfr. Dichiarazione

→la

dei diritti dell’uomo, 1948)

universale sopravvisse prospettiva di costruire una comunità

internazionale cooperativa fu ostacolata da questo nuovo conflitto globale, MA il nuovo scontro non

e lo stesso avvenne all’interno degli Stati.

fece crollare la minimale organizzazione tra Stati,

2. Centralità della struttura internazionale e originalità degli Stati nazionali

La guerra fredda segna la conclusione del processo di crisi della modernità. Gli anni 70-80

dell’Ottocento costituiscono il momento di massimo sviluppo dello Stato nazionale moderno, creatura

istituzionale che funge da strumento di ordine, stabilità e sviluppo sociale ed economico MA poi

inizia una progressiva trasformazione e ridefinizione delle sue finalità e delle sue funzioni, sulla spinta

delle crescenti influenze internazionali, sia sotto l’aspetto economico, sia sotto l’aspetto politico-

militare con la 2GM viene meno la logica delle aree imperiali chiuse e si apre una nuova

prospettiva di integrazione mondiale delle economie e delle società.

La centralità del quadro internazionale per determinare i rapporti di potere e le occasioni di sviluppo

era evidente per il solo fatto della concentrazione inedita di risorse di dominio e di controllo

(le due nuove “superpotenze”, Usa e Urss, con i rispettivi

capillare in alcuni Stati universalismi).

In particolare, USA spingono verso un nuovo sistema economico internazionale allargato e integrato.

 internazionale con l’inizio della guerra fredda:

Riassetto del quadro controllo di gran parte dell’Europa

o UNIONE SOVIETICA = si espande tramite lo stretto

centro-orientale e balcanica. MA proprio la sua chiusura in se stessa, nel tentativo di

dell’economia e della società

perseguire un controllo statuale totale favoriva per

di un “altro” mondo internazionale.

contraccolpo la strutturazione più integrata 3

1

o OCCIDENTE = paesi europei e nordamericani al di qua della cortina di ferro, sotto la

All’inizio anch’esso un mondo circoscritto,

leadership degli USA. MA di tendenza globale,

in via di continua espansione e crescita, proprio per la straordinaria capacità di

gli Stati Uniti d’America

orientamento ed egemonia della potenza-guida, Il governo

infatti, del “contenimento” della sfera d’influenza sovietica

americano si preoccupò,

soltanto come un aspetto specifico della ridefinizione del sistema globale, perseguita in

nome di uno specifico universalismo.

MA, in questo sistema unitario e gerarchizzato, le realtà locali non erano però affatto annullate: gli

Stati nazionali conservavano vari poteri d'indirizzo e controllo sulle economie e le società spazi

dell’Europa postbellica.

di originalità e AUTONOMIA in ogni paese

s’indirizzano fuori dall’area sovietica l’apertura all’integrazione

Gli USA a ottenere dagli Stati

economica per realizzare questo obiettivo, si mostrò molto sensibile alle esigenze della

“periferia”, costruendo gli elementi di un grande compromesso tra istanze diverse, universali e

locali.

egemonia ≠ dominio incontrastato:

MA le prospettive delle superpotenze e quelle delle classi

dirigenti degli Stati intermedi e minori NON sempre coincidevano tensioni o limitazioni

reciproche, talvolta conflitti, sciolti con mediazioni o soluzioni politiche.

Gli attori della “periferia” si muovevano nel quadro dello scontro globale per realizzare

interni, sfruttando il fatto che il “centro” del blocco aveva interesse a

propri interessi

soddisfare gli interessi degli Stati minori per mantenerli nella propria sfera di influenza

→Anche le forze apparentemente fragili avevano cospicue possibilità di utilizzare le relazioni

C’era chi agiva dall’interno per ottenere

internazionali per influire sulle dinamiche interne.

consenso all’esterno e spesso lottava contro avversari interni tentando di usare la sponda

internazionale influenza NON UNILATERALE: non solo da esterno a interno, ma anche

da interno a esterno.

Il quadro è dunque articolato e attraversato da molte spinte, anche grazie a certi altri fattori:

- Varietà delle linee politiche adottate dalle due superpotenze, per esercitare la loro

leadership sugli Stati minori. Si seguirono idee e prassi diverse, ex. su come combattere il

comunismo in Europa e poi nel Terzo Mondo (dopo il 1950): l’importanza della

- Nascita di forme di solidarietà istituzionale europea

l’egemonia americana.

Comunità europea crebbe man mano che si ridusse

SITUAZIONE IN ITALIA

La classe dirigente dell’antifascismo stava fondando una delicatissima e fragile democrazia dopo un

in uno Stato nazionale giovane, tutt’altro che consolidato ed

ventennio di dittatura totalitaria

economicamente ancora arretrato rispetto al resto d’Europa

Centralismo democratico = la prima fase di edificazione statuale è guidata dalle fazioni

anticomuniste, che si orienta verso la collocazione nella rete transnazionale del sistema occidentale,

stare nell’Occidente, in termini civili,

MA esplosero confronti politici anche accesi su come

economici e politici.

1 blocco sancito dal Patto Atlantico (1949, trattato difensivo in cui si fonda la NATO, coalizione militare per cui i paesi

firmatari si impegnano a scendere in campo in difesa di qualunque paese firmatario attaccato dall’URSS per reazione

l’URSS un’alleanza militare sancita dal

ed altre nazioni a regime comunista formano a loro volta Patto di Varsavia, 1955).

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Opposizione comunista = anche nel PCI emerge un certo pluralismo: si delinearono posizioni

diverse, sullo sfondo del movimento comunista internazionale e dell’egemonia del PCUS, sfidata e

e l’eredità di Togliatti disegnò un

problematica. Fu importante il confronto Togliatti- Pietro Secchia

ventaglio di opzioni divergenti. Il pluralismo crebbe con il rinnovamento generazionale, fino alla

coi suoi successi e limiti nell’ampliare i margini di autonomia del PCI.

stagione di Berlinguer,

Discorso sulla cronologia

Nell’affrontare questi nessi, esiste un cospicuo problema di periodizzazione. Occorre superare la

visione secondo cui il quarantennio della guerra fredda si sarebbe dipanato in una sorta di lunga

continuità semi-immobile, tale da avere un effetto statico sulla politica italiana, lungo tutta la sua

durata. All’interno di una struttura basilare comune e di alcuni elementi essenziali di continuità, la

“fasi” diverse,

dialettica interno-internazionale, tipica della guerra fredda, conobbe una serie di la

cui originalità fu data dalla convergenza o divergenza degli andamenti, ai due livelli fondamentali

del sistema profonde differenze di epoche con caratteri diversi

➢ FASE «COSTITUENTE» (1947-50) = si definirono le regole e le istituzioni fondamentali del

paese democrazia.

rottura dell’alleanza

o 1947 - antifascista

o Divisione netta tra i mondi sociali e politici

o nuova alleanza centralista

o adesione al Patto Atlantico (1949)

Albori dell’invenzione comunitaria

o europea

Modello di gestione politica della ricostruzione economica e dell’inserimento

nell’economia integrata occidentale.

➢ FASE DEL RISCHIO DI MILITARIZZAZIONE della guerra fredda (1950-56)

o Per via della guerra di Corea (1950-1953)

o Rischio perenne di scontro violento tra i due mondi sociali e politici strutturatisi in Italia

o Consolidamento economico

➢ MIRACOLO ECONOMICO E «APERTURA A SINISTRA» (1957- 1962),

o Emergere di nuove aspettative sociali e nuove reali possibilità di protagonismo

internazionale italiano →

o Crisi del centrismo e destalinizzazione discussione su una possibile «apertura a

sinistra»: si affaccia la prospettiva di modificare i confini tra i mondi. Apertura ipotizzata

l’assetto interno al nuovo

per adeguare protagonismo delle classi popolari grazie alla

crescita. MA tale sviluppo non fu favorito dal quadro internazionale, che alternava i primi

cenni di «distensione» a ricorrenti crisi e improvvise manifestazioni di instabilità.

➢ IL CENTRO-SINISTRA (1963-1968)

o Nuova stagione del conflitto dopo la crisi di Cuba, stabilizzazione definitiva

o Processo riformista interno venne sostenuto da Washington

o MA le dinamiche di movimento interne ai diversi schieramenti italiani indebolirono e

→ fatica nel gestire l’esplosione delle nuove

condizionarono il centro-sinistra

mobilitazioni sociali. 5

➢ FERMENTO CONTESTATIVO E CRISI ECONOMICA (1969-1973)

o Proteste studentesche del 1968

o Mobilitazione operaia del 1969 →

Crisi economica dovuta alla generale crisi economica dell’Occidente

o disfacimento

dell’alleanza riformista di centro-sinistra e riemergere di ipotesi reazionarie e

conservatrici

o Violenza politica italiana spinta fino al rischio di una nuova forma di guerra civile

➢ «GRANDE DISTENSIONE» INTERNAZIONALE e COMPROMESSO STORICO

o scongiurati i pericoli più drammatici, possibilità di ridefinire i rapporti interni tra DC e

PCI, dovuta alla significativa crescita elettorale comunista e alle contraddizioni della DC.

o sfondo della «grande distensione» internazionale favoriva ammorbidimento dei conflitti

interni.

o compromesso storico = la strategia politica elaborata e sostenuta, tra il 1973 e il 1979,

in seguito alla riflessione compiuta dal segretario E. Berlinguer sull’esperienza

dal PCI,

cilena del governo di S. Allende. Tale strategia si fondava sulla necessità della

e dell’accordo fra le forze popolari di ispirazione comunista e socialista

collaborazione

con quelle di ispirazione cattolico-democratica, al fine di dar vita a uno schieramento

politico capace di realizzare un programma di profondo risanamento e rinnovamento della

società e dello Stato italiani, sulla base di un consenso di massa tanto ampio da poter

resistere ai contraccolpi delle forze più conservatrici.

➢ «GOVERNO MONOCOLORE DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE» (1976-1978)

o Astensione (→ non opposizione) sul governo Andreotti da parte del PCI di Berlinguer,

che tentava faticosamente di fare i conti con la delegittimazione crescente del modello

sovietico, senza staccarsi dal mondo comunista internazionale

o delitto Moro tornante decisivo, fallimento della collabo

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bacchae2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Gentiloni Umberto.
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