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Storia della società contemporanea

Primo semestre 2022

Istruttore: Cinzia Venturoli

29 settembre 2022

Museo dell'officina dell'educazione testo sul depistaggio e strage di Bologna e quotidiano La Notte e rapimento Moro e memoria infranta e orme confuse MODE A LETHAIA

Esame

Sala bianca del MODE

Tutor: valeria.lattanzio3@unibo.it

Quale testo?

Perché studiare la storia della società contemporanea?

  • Spazi in cui si può lavorare sulla contemporaneità:
    • Storia locale, es: nomi strade, giardini, ci permette di capire la realtà che ci circonda.
    • Educazione alla cittadinanza, es: giorno della memoria. Dobbiamo formarci per formare anche gli altri; fare educazione alla cittadinanza viene chiesto dall'Europa in modo che ci sia una cittadinanza attiva, inclusiva.
  • Dobbiamo essere connessi al passato; si è interrotto il filo che le vecchie generazioni avevano con le generazioni ancora precedenti, il quale permetteva un legame affettivo con quella cosa o evento e una maggiore comprensione. Adesso non riusciamo a capire fino in fondo le nostre radici.
  • Secondo Benedetto Croce, ogni storia è contemporanea, siamo noi a porre domande alla storia, riferite al bisogno e alla situazione presente.
  • Pavone dice che la storia contrasta qualsiasi forma di un pensiero unico che è la matrice di ogni fondamentalismo, perché la storia ci mostra la sua complessità.
  • La storia è stata utilizzata a livello di parte e va capito come utilizzare gli strumenti della critica storica sul presente come sulle fake news. La storia infatti è fatta di documenti e di fonti e senza un metodo di analisi perde valore. Es: la donazione di Costantino, il caso Dreyfus.

Marc Bloch

Marc Bloch scrive che i falsi hanno fatto sollevare le folle, la vita dell'umanità è piena di false notizie, spesso sono fatte scientificamente per uno scopo, per influenzare l'opinione pubblica. Bisogna capirne il perché. Importante è fare ricerca storica e capire chi scrive veramente la storia, ci vuole un metodo scientifico. La storia è fatta di uomini e donne, l'oggetto della storia è per natura l'uomo (attenzione alle donne solo negli anni '70 dal fenomeno del femminismo).

Cosa è un fatto storico?

  • Lo storico deve fare una scelta e poi interpretarla, come pesci che nuotano in un oceano e lo storico pesca, decide lui cosa.
  • Oggettività della storia, è possibile? Sta tutto nel metodo, che è scientifico, mostro le fonti, le analizzo con la ricerca storica e mostro il risultato, e solo così ne può nascere una discussione.
  • Lo storico non giudica, aiuta a comprendere. È chi legge che giudica, il testimone ha grande forza e tendiamo a credergli ma non sempre la scelta più opportuna.

Quali sono le fonti?

  • Fonti orali, ovvero uso del testimone.
  • Fonti scritte, sia edite che inedite.
  • Luoghi come luoghi della memoria.
  • Fonti materiali come oggetti.
  • Cultura come canzoni e testi.
  • La storia è un congiunto di storia:
    • Culturale, il significato che i soggetti attribuiscono al loro agire.
    • Sociale.
    • Economica.
    • Politica.

30 settembre 2022

Parole chiave

  • Masse

Tra il 1915 e il 1945 la società si trasforma e prende il nome di «società di massa», modificando le forme delle relazioni tra individuo e collettività, tra diritti e poteri. Dopo la prima guerra mondiale i partiti si trasformano, o provano a trasformarsi, in partiti di massa in cui coesiste la necessità di educare a quella di comunicare e persuadere (comizio). Si deve fare fronte alle masse che si affacciano inesorabilmente alla scena politica, questo trasforma definitivamente i partiti in «partito di integrazione sociale». L'integrazione politica delle masse, che da poco hanno acquistato la cittadinanza politica, costituisce una sfida nuova per il partito di massa. Con l'emancipazione politica di più ampi strati della popolazione, i partiti politici divennero quindi un'espressione della maggiore complessità sociale della cittadinanza politicamente attiva e tendono dunque a riflettere gruppi di potere caratterizzati da divisioni sociali ed economiche: accanto ai tradizionali partiti di origine parlamentare, quindi quelli dei notabili, dei ricchi, compaiono e si rafforzano partiti espressione di formazioni di lavoratori, di categoria, confessionali, già operanti nella società. L'azione del partito tende dunque ad estendersi dal parlamento alla società, all'interno della quale esso viene ad assolvere alla funzione di organizzare in modo permanente i nuovi ceti ammessi a partecipare alla vita politica.

Partito dei notabili Partito di massa
Personale di partito: Notabili, dotati di risorse autonome. Politici di professione.
Risorsa dei politici: Deferenza, atteggiamento di rispetto. Delega, voto che può essere ritirato se non fa quanto richiesto.
Attività del partito: Campagna elettorale, per far eleggere una sola persona e sciogliere in seguito il partito. Permanente, ha la funzione di acculturare le masse che erano analfabete, per far sì che si sentano parte della struttura sociale dello Stato.
Struttura organizzativa: Comitati elettorali. Apparato burocratico con associazioni di massa.
Funzione: Eleggere un individuo. Integrare i membri nella società e nello stato.
Base sociale: Borghesia. Lavoratori.
Situazione in cui si sviluppa: Competizione elettorale ristretta. Suffragio elettorale allargato.

L'affermarsi della società di massa è favorita:

  • Dall'aumento della concentrazione della popolazione in territori urbani.
  • Dalla diffusione della scolarità.
  • Dall'accesso universale al voto e dall'estendersi della partecipazione politica.
  • Dall'avvento di sistemi di comunicazione di massa.

Partiti

  • Nel 1892 nasce il partito socialista a Genova su iniziativa dei delegati delle sezioni del Partito operaio, delle leghe socialiste e di quelle sindacali che avevano abbandonato i lavori del congresso nazionale del Partito operaio all'interno del quale era prevalente la corrente anarchica. Reso illegale da Crispi, anche se poi si riorganizza, non vede favorevolmente le masse.
  • Nel 1919 nasce il partito cattolico e i fasci di combattimento.
  • Nel 1921 nasce il partito comunista e il partito nazionale fascista.
  • Il Partito popolare di Don Luigi Sturzo, che nasce nel '19, chiede di allontanare ogni pericolo di nuove guerre, dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale e migliorare le condizioni generali.

Italia come totalitarismo

  • Formazione di un partito unico, ovvero il Partito Nazionale Fascista.
  • C'è il culto del capo supremo, il duce Mussolini.
  • C'è una base sociale di massa perché si sviluppa in una società di massa e il Duce deve farci i conti, cerca di reprimerle ma le deve comunque inglobare nello stato, altrimenti non può dare vita al Fascismo, deve creare consenso, deve dare loro l'idea di fare parte dello stato. Attraverso per esempio il controllo totale dei mezzi di comunicazione di massa come cinema, radio, manifesti, ottenendo approvazione.
  • Protezione dello stato in ogni settore della vita civile.
  • Creazione di un associazionismo di stato.
  • Ricorso alla repressione poliziesca.
  • Controllare le forze armate e la polizia.
  • Coordinamento e controllo in modo centralizzato dell'economia.
  • Politica aggressiva di espansione all'estero.
  • Fascistizzazione attraverso quaderni per la scuola, date e feste che diventano fasciste, tessere che danno agevolazioni, idea di fare molti figli per conquistare il cosiddetto "posto al sole".

Fascistizzazione della società

"Tutto nello Stato, nulla al di fuori dello Stato". Tutto e tutti dovevano entrare nel modello fascista. Il tempo libero era occupato dalle organizzazioni fasciste. La scuola doveva creare "l'uomo (e la donna) fascista". Importante la scuola fascista, "Occorre che intorno al fanciullo tutto sia penetrato di sentimento e d’ideale fascista, che tutto nella scuola gli parli di ciò; che attraverso tutto l’insegnamento, anche il più semplice ed elementare, egli lo senta".

Dal 1943 al 1945

  • Mussolini sale al potere in modo legale, si instaura il gran consiglio del fascismo, che Mussolini smetterà di convocare nel '39 per governare in modo assoluto. Il consiglio si riunisce il 25 luglio del '43, presentando l'ordine Grandi e chiedendo la dimissione di Mussolini con 19 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto, in modo che il Re riprenda in mano il potere (è avvenuto lo sbarco degli alleati in Sicilia, la guerra non stava risultando vincente per l'Italia, i soldati erano mandati in Russia senza equipaggiamento, in Italia si patisce la fame, tutto quel consenso che Mussolini aveva ottenuto fino a quel momento andava sgretolandosi). Il Re lo porta sul Gran Sasso e la gente comincia a festeggiare perché pensa che la guerra sia finita, non ci sono scontri violenti da parte degli Antifascisti, tirano via le insegne, entrano nella sede della Casa del Fascio e buttano i documenti ma senza aggressioni, per porre fine a tutto ciò. In realtà però la guerra continua, e Mussolini verrà liberato dai tedeschi.
  • 8 settembre del 1943 viene firmato tra il Regno d’Italia e gli alleati l'armistizio a Cassibile, tale atto sancì il disimpegno dell'Italia dall'alleanza con la Germania nazista di Adolf Hitler e l'inizio della campagna d'Italia e della Resistenza nella guerra di liberazione italiana contro il nazifascismo. Rimase segreta per cinque giorni, nel rispetto di una clausola del patto che prevedeva che esso entrasse in vigore dal momento del suo annuncio pubblico. Badoglio lo comunica alla radio, lasciando quasi prive di direttive le forze armate italiane che si trovavano impegnate in compiti di occupazione all'estero. Stesso giorno in cui ha inizio la Resistenza con la battaglia di Roma.
  • Nel frattempo Mussolini fonda la RSI, Repubblica Sociale Italiana o di Salò, un governo fantoccio riconosciuto dalla sola Germania, e il re si sposta da Roma al sud, dove ci sono gli alleati, mentre al nord ci sono i fascisti e si sviluppa così la resistenza.
  • Processo di Verona, fu un procedimento giudiziario avvenuto nel gennaio del 1944, che vide sul banco degli imputati sei membri del Gran Consiglio del Fascismo che, nella seduta del 25 luglio 1943, avevano sfiduciato Benito Mussolini dalla carica di Presidente del Consiglio. Gli uomini vennero fucilati perché ritenuti traditori. La carta di Verona è una sorta di costituzione per la nuova repubblica di Salò, è apparentemente a favore degli operai, mostra forte razzismo e astio nei confronti dell'America.

Resistenza

  • In Europa (1940-1945): Lotta popolare, politica e militare condotta durante la Seconda guerra mondiale nei paesi europei occupati dalle potenze dell'Asse. La diffusione su tutto il territorio europeo invaso e l'obiettivo comune di cacciare le truppe nazifasciste la qualificarono come Resistenza europea, pur nella specificità delle situazioni nazionali; nei paesi con un solido equilibrio politico e sociale, come Danimarca, Norvegia, Olanda, l'obiettivo di fondo era la liberazione nazionale e il ritorno all'ordine prebellico, mentre in altri la Resistenza assunse un carattere di lotta politica antifascista, rivoluzionaria e di classe (Iugoslavia, Francia, Grecia, Belgio e Polonia). In Germania i vari gruppi di opposizione, poco collegati tra loro, furono interamente sterminati e non arrivarono a organizzare una lotta armata antinazista. Carattere unificante della Resistenza europea fu, dopo una prima fase di attività di propaganda e di resistenza passiva, la nascita della guerriglia, alimentata soprattutto da giovani volontari, renitenti alla leva, prigionieri evasi.
  • In Italia: si parla di una guerra di liberazione, dall'occupazione nazista, di una guerra di classe e di una guerra civile, cioè una guerra che vede contrapposti all'interno dello stesso stato due fazioni diverse, ci sono italiani che stanno con Mussolini e i partigiani che fanno riferimento al re. Troviamo di conseguenza una resistenza armata e una civile, dove le donne non hanno le armi ma fanno la resistenza e verrà riconosciuta loro solo negli anni '70.

Guerra ai civili

  • Ci sono stragi e violenze, come quella di Monte Sole dove 770 persone sono state uccise dalle SS che volevano fare terra bruciata nel retro/front per tenere la linea gotica e avere totale controllo dove ci sono i partigiani e i civili.

Le fosse ardeatine

Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bomba contro una colonna tedesca di polizia. In seguito a questa imboscata, 32 uomini della polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. La vile imboscata fu eseguita da comunisti-badogliani. Sono ancora in atto indagini per chiarire fino a che punto questo criminoso fatto è da attribuirsi ad incitamento anglo-americano. Il comandante tedesco, perciò, ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato, dieci criminali comunisti saranno fucilati.

Gli stupri di guerra

  • Sono delitti di guerra, sono crimini che accompagnano le guerre, la guerra si porta dietro questo diritto di violenza soprattutto sulle donne. Ci sono episodi a riguardo nella seconda guerra mondiale che sono di tutti gli eserciti, le “marocchinate” sono episodi di violenza sessuale e fisica di massa durante la campagna d’Italia della seconda guerra mondiale. I soldati erano stati arruolati in un modo secondo cui tutto ciò che vedevano era sistematicamente loro, stupravano le donne (le donne italiane dai nazisti, le donne tedesche dai soldati sovietici e viceversa, le donne inglesi, tedesche e francesi dagli americani, le donne cinesi dai giapponesi e così via) e i parroci del basso Lazio, in questa situazione lo stupro è vissuto in modo personale e familiare, viene visto come un disonore alla famiglia e alla propria nazione. Nessuna donna denunciava tali violenze, perché si sentono giudicate, disonorate, perché i processi non garantivano loro la protezione necessaria e non credevano alle loro testimonianze. Il corpo della donna è quindi simbolo della nazione e mette in cattiva luce gli uomini che non hanno saputo dare loro onore. Le partigiane componenti dei gruppi di difesa della donna di Bologna mettono l’esigenza della difesa per conservare l’onore come la reazione essenziale, a costo di sacrificare la vita.

Convenzione di Ginevra

  • Solo nel 1949, nella convenzione di Ginevra vennero esplicitamente menzionati gli stupri, considerati un attacco all’onore e al pudore, e non un delitto contro la persona. Le persone protette hanno diritto, in ogni circostanza, al rispetto della loro persona, del loro onore, dei loro diritti familiari, delle loro convinzioni e pratiche religiose, delle loro consuetudini e dei loro costumi. Esse saranno trattate sempre con umanità e protette, in particolare, contro qualsiasi atto di violenza o d'intimidazione, contro gli insulti e la pubblica curiosità. Le donne saranno specialmente protette contro qualsiasi offesa al loro onore e, in particolare, contro lo stupro, la coercizione alla prostituzione e qualsiasi offesa al loro pudore.

Consiglio di Sicurezza dell'ONU

  • Alla convenzione, nel 1977, vennero aggiunti alcuni protocolli, in cui si poteva leggere che erano proibiti gli «oltraggi alla dignità della persona, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti, stupro, la prostituzione forzata e qualsiasi offesa al pudore». Solo nel 1996 gli stupri vennero definiti crimine di guerra. Infine solo recentemente il Consiglio di Sicurezza dell'ONU (risoluzione n.1820 del 9 giugno 2008) ha dichiarato lo stupro «arma di guerra», ha stabilito che la violenza carnale sia da considerarsi «una tattica di guerra per umiliare, dominare, instillare paura, disperdere o dislocare a forza membri civili di una comunità o di un gruppo etnico».

Il confine orientale

  • Le guerre rimescolano i confini ed è drammatico per le popolazioni. Dal 1941 fino al 1943. A seguito dell'invasione della Jugoslavia, il confine italiano viene spostato fino a comprendere buona parte della Slovenia, con la capitale Lubiana, che diventa una provincia italiana.
  • 1941: il 6 aprile: inizia l’invasione della Jugoslavia. Debole resistenza locale. 17 aprile: spartizione della Jugoslavia fra Germania, Bulgaria, Italia e Ungheria. All’Italia tocca il Montenegro, una parte del Kosovo e della Macedonia, parte della Dalmazia e la Slovenia. Estate: scoppia la rivolta in Montenegro. Movimenti di resistenza in Slovenia. Repressione italiana.

Fronte di liberazione

  • Tra il 1942 e 1943 vediamo il Fronte di Liberazione slavo che unisce comunisti, cristiano-sociali e liberali. L’Italia promuove lo “stato di guerra".

Foibe

  • L'8 settembre 1943, l’esercito italiano è allo sbando. La Slovenia vive un periodo di interregno, durante il quale si scatenano sommosse prima a carattere contadino, poi a carattere nazionalistico antiitaliano. Processi sommari, a seguito dei quali 5-700 italiani vengono uccisi e gettati nelle foibe (non organizzate). L'autunno del 1943 (le cosiddette "foibe istriane") nei territori istriani ove era attivo il movimento di liberazione croato, eccidi non solo per motivi etnici e sociali, ma anche per colpire in primo luogo la locale classe dirigente, e che spinsero gran parte degli italiani della regione a temere per la loro sopravvivenza.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiarapollastri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della società contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Venturoli Cinzia.
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