Estratto del documento

G. SABBATUCCI, V. VIDOTTO - IL MONDO CONTEMPORANEO,

DAL 1848 AD OGGI

1. LE RIVOLUZIONI DEL 1848

Europa sconvolta da crisi rivoluzionaria. Solo Russia (apparato repressivo) e Gran

Bretagna (sistema politico efficiente) non coinvolte.

Cause:

1. Situazione economica - > Crisi agricola, industriale, commerciale.

2. Azione dei democratici intellettuali, estimatori della Rivoluzione Francese.

Insurrezioni: richiesta di libertà politiche e democrazia.

Intervento masse popolari. Obiettivi sociali accanto a quelli politici.

Manifesto dei comunisti di Marx ed Engels

Gennaio ‘48: - > Testo base rivoluzione

proletaria: sovvertire le regole del capitalismo.

Moto rivoluzionario si irradia dalla Francia.

Contesto: ‘Monarchia liberale’ di Luigi Filippo d’Orleans.

I democratici si battevano per il suffragio universale maschile. Minoritari in

Parlamento, i democratici scelsero la Campagna dei banchetti - > Riunioni private

che aggiravano i divieti governativi.

Proibizione di un banchetto previsto per il 22 Febbraio a Parigi.

Seguì Crisi rivoluzionaria - > Lavoratori e studenti in protesta. Il Governo ricorse

alla Guardia Nazionale, cioè a un corpo volontario di cittadini armati che però fece

causa comune con i dimostranti. Insorti padroni della città - > Luigi Filippo

abbandonò Parigi.

All’Hotel de Ville (municipio parigino) veniva costituito un Governo a favore della

Repubblica e si annunciava la convocazione di un’Assemblea Costituente da

eleggere a suffragio universale.

Governo provvisorio: tutti i capi dell’opposizione democratico-repubblicana + due

rappresentanti dei lavoratori (fatto nuovo nella storia europea).

Periodo di ripresa: abrogata ogni limitazione alla libertà di riunione, sorsero nuovi

giornali, club e associazione di ogni colore. Fu abolita la pena di morte per i reati

politici, la Repubblica si impegnava a rispettare l’equilibrio europeo rinunciando a

esportare la rivoluzione oltre confini. Questa moderazione scontentava le correnti più

accese del fronte repubblicano.

Il Governo provvisorio aveva affermato il principio del diritto al lavoro - > istituiti

gli ateliers nationaux (opifici). Gli operai degli ateliers furono adibiti a lavori di

pubblica utilità e posti alle dipendenze del Ministero dei Lavori Pubblici. Ma

l’esperimento poneva gravi problemi alle finanze statali.

22 Aprile 1848: Suffragio universale - > Elettorato rurale con orientamenti

conservatori. Vincitori: Repubblicani moderati.

Nuovo Governo: chiusura ateliers nationaux + obbligo per i disoccupati più giovani di

arruolarsi nell’esercito.

Reazione dei lavoratori: 23 Giugno oltre cinquantamila persone scesero in piazza.

Barricate nei quartieri popolari. Pieni poteri concessi dall’Assemblea costituente al

generale Louis Eugène Cavagnac per procedere alla spietata repressione.

Incubo del comunismo per la Borghesia.

In Novembre - > nuova costituzione sul modello di quella statunitense. Presidente

della Repubblica eletto dal popolo e un’unica Assemblea legislativa eletta anch’essa

a suffragio universale.

Valanga di suffragi per Luigi Napoleone Bonaparte:

- Garanzie alla destra conservatrice e clericale;

- Presa su vasti strati di elettorato popolare;

- Importanza del suo nome;

Si chiudeva così la fase democratica della Seconda Repubblica.

1

Il moto rivoluzionario parigino si propagò in gran parte dell’Europa.

Crisi economica, gestione autoritaria

- Impero asburgico del potere, tensioni provocate dalle

- Confederazione germanica - >

‘questioni nazionali’ - > malcontento -

- Stati italiani > Questione sociale rimase in secondo

piano

Scontri fra la borghesia liberale e le

strutture politiche dell’assolutismo.

1. Insurrezione di Vienna: Grande manifestazione di lavoratori e studenti

duramente repressa dall’esercito. Fuga di Matternich. Seguirono rivolte a Budapest,

Venezia, Milano, Praga.

2. Insurrezioni in Ungheria. Fu decretata la fine dei rapporti feudali nelle

campagne. Eletto nuovo Parlamento a suffragio universale + esercito nazionale.

3. Praga. Governo provvisorio. Richiesta di ampia autonomia per tutte le popolazioni

slave dell’Impero. Si riunì a Praga un congresso, ma le truppe imperiali intervennero e

la capitale boema fu assediata e bombardata. Il congresso slavo fu disperso.

Sottomissione di Praga - > Riscossa del traballante potere imperiale. L’efficienza e

la fedeltà dell’esercito, tradizionale pilastro della monarchia asburgica, non erano state

intaccate dai rivolgimenti politici. Il Governo centrale riprendeva gradualmente il

controllo della situazione e si sentì abbastanza forte per affrontare i separatisti

ungheresi che rifiutavano ogni compromesso con la monarchia.

L’Ungheria fu salvata grazie ad una nuova insurrezione scoppiata a Vienna ai

primi di ottobre. Studenti e lavoratori della capitale austriaca si sollevarono per

impedire la partenza di nuove truppe per il fronte. I reparti già impegnati in Ungheria

furono richiamati per reprimere la rivolta. Vienna assediata: circa duemila morti tra

gli insorti. Rivoluzione nell’impero asburgico stroncata. Nel marzo 1849 l’imperatore

Ferdinando I abdicava in favore del nipote Francesco Giuseppe, il quale sciolse il

Reichstag (Parlamento dell’Impero eletto a suffragio universale) e promulgò una

Costituzione ‘moderata’, che prevedeva un Parlamento eletto a suffragio ristretto e

dotato di poteri molto limitati, ribadendo al tempo stesso la struttura centralistica

dell’Impero.

4. Insurrezione a Berlino. Agitazioni e sommosse negli Stati e staterelli della

Confederazione germanica. Conseguenza: richiesta di un’Assemblea Costituente

dove fossero rappresentati tutti gli Stati tedeschi, Austria compresa. Un “pre-

Parlamento” riunitosi all’inizio di Aprile stabilì che la Costituente tedesca sarebbe stata

eletta a suffragio universale e avrebbe avuto la sua sede a Francoforte sul Meno.

Ben presto fu chiaro però che la Costituente di Francoforte non aveva i poteri

necessari per imporre la propria sovranità ai sovrani e ai Governi degli Stati tedeschi e

per avviare un processo di unificazione nazionale. Nel frattempo in Prussia il

Movimento Liberal-democratico conobbe un rapido declino. Federico Guglielmo

sciolse il Parlamento prussiano ed emanò una Costituzione assai poco liberale.

Aprile 1849: una delegazione dell’Assemblea si recò a Berlino per offrire al Re di

Prussia la Corona Imperiale. L’obiettivo era l’unificazione tedesca. Ma il Re rifiutò la

Corona in quanto gli veniva offerta da un’Assemblea popolare, nata da un moto

rivoluzionario. Il rifiuto di Federico Guglielmo segnò la fine della Costituente di

Francoforte.

- LA RIVOLUZIONE IN ITALIA E LA PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA

Obiettivo comune a tutte le correnti politiche era la concessione di Costituzioni.

2

12 Gennaio 1848: Sollevazione di Palermo. Successo. Ferdinando II di Borbone

indotto ad annunciare la concessione di una Costituzione nel Regno delle due

Sicilie. Agitazione rafforzata in tutto il resto d’Italia.

Carlo Alberto di Savoia, Leopoldo II di Toscana, Pio IX si decisero a concedere la

Costituzione. Tutte le Costituzioni avevano un carattere fortemente moderato. La più

importante di tutte, lo Statuto che fu promesso da Carlo Alberto l’8 Febbraio e

che sarebbe poi diventato la legge fondamentale del Regno d’Italia, prevedeva una

Camera dei deputati, un Senato di nomina regia e una stretta dipendenza del Governo

dal Sovrano. Nei giorni immediatamente successivi alla rivolta di Vienna, si sollevarono

anche Venezia e Milano. A Venezia il 17 Marzo una grande manifestazione

popolare aveva imposto al Governo austriaco la liberazione dei detenuti politici, fra

cui era il capo dei democratici, l’avvocato Daniele Manin. Il 23 un Governo provvisorio

presieduto da Manin proclamava la Costituzione della Repubblica veneta. A

Milano l’insurrezione iniziò con un assalto al Palazzo del Governo e si protrasse per

cinque giorni, le celebri Cinque giornate di Milano. Borghesi e popolani combatterono

contro il contingente austriaco comandato dal maresciallo Radetzkj. La direzione delle

operazioni fu assunta da democratici guidati da Carlo Cattaneo. Radetzkj preoccupato

per l’eventualità di un intervento del Piemonte decise di ritirare le sue truppe ai confini

tra Veneto e Lombardia. Il 23 Marzo il Piemonte dichiarava guerra all’Austria. Carlo

Alberto desiderava liberare l’Italia dagli austriaci, allargare verso est i confini del

Regno, evitare che il lombardo-veneto diventasse un centro di agitazione

repubblicana. Ferdinando II di Napoli, Leopoldo II di Toscana e Pio IX decisero di unirsi

alla guerra anti-austriaca. La guerra piemontese sembrava così trasformarsi in una

guerra di indipendenza nazionale e federale. Ma Carlo Alberto mostrò scarsa

risolutezza nel condurre le operazioni militari. Imbarazzante era inoltre la posizione di

Pio IX che si trovava in guerra contro una grande potenza cattolica, difatti il Papa

annunciò il ritiro delle sue truppe. Lo imitava pochi giorni dopo il Granduca di Toscana.

Carlo Alberto era deciso a combattere la Sua guerra e a non lasciare spazio all’azione

dei democratici. Il 23-25 Luglio: Battaglia di Custoza. Truppe di Carlo Alberto

nettamente sconfitte. Il 9 Agosto fu firmato l’armistizio con gli austriaci.

- LOTTE DEMOCRATICHE E RESTAURAZIONE CONSERVATRICE

Dopo la sconfitta del Piemonte solo i democratici italiani e ungheresi restavano a

combattere contro l’Impero asburgico. In Italia i patrioti democratici dovettero

combattere una serie di battaglie locali, ideali di una guerra di popolo che unisse la

prospettiva della liberazione nazionale a quella dell’emancipazione politica e del

rinnovamento sociale. Potevano contare sulla piccola e media borghesia urbana

(soprattutto quella intellettuale), il cosiddetto ‘popolo minuto’ e i ceti artigiani delle

città. Le masse contadine erano estranee oppure ostili alle battaglie.

Sicilia ‘48: Sotto il controllo dei separatisti che si erano dati un Governo e una

Costituzione democratica.

Venezia: Dopo la sconfitta di Custoza Manin aveva nuovamente proclamato la

Repubblica.

Toscana: Il Granduca fu costretto dalla pressione popolare a formare un Governo

democratico.

Repubblica romana: A Roma l’uccisione di un Primo Ministro pontificio aveva indotto

il Papa ad abbandonare la città. Capitale rimasta senza Governo, sopravvento dei

gruppi democratici. Nel Gennaio 1849 in tutti i territori dell’ex Stato pontificio si

tennero le elezioni a suffragio universale per l’Assemblea Costituente. L’Assemblea

proclamo la decadenza del potere temporale (Papa: sommo pontefice della Chiesa

cattolica + Sovrano dello Stato pontificio) dei Papi e annunciò che lo Stato avrebbe

assunto “il nome glorioso di Repubblica romana”, avrebbe adottato come forma di

Governo “la democrazia pura” e avrebbe stabilito col resto d’Italia “le relazioni che

3

esige la nazionalità comune”. Preludio dell’unità nazionale su basi democratiche e non

dinastiche.

Ripercussioni in Toscana: Leopoldo II abbandonò il Paese e i poteri effettivi

passavano ad un triumvirato composto da Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni. Carlo

Alberto si decise a tentare di nuovo la via delle armi. Penetrate in territorio

piemontese, le truppe di Radetzkj affrontarono l’esercito sabaudo nei pressi di Novara.

Il 23 Marzo Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. I Governi

rivoluzionari venivano sconfitti in tutta Italia: terminava la Rivoluzione autonomistica

siciliana, Ferdinando di Borbone riusciva finalmente a riconquistare la Sicilia, gli

austriaci ponevano fine alla Repubblica Toscana e occupavano le Legazioni pontificie

(territori della Chiesa), i francesi intervenivano militarmente contro la Repubblica

romana. Gli ultimi focolai rivoluzionari a soccombere furono quelli ungherese e veneto,

in entrambi i casi per l’intervento asburgico. La causa fondamentale del generale

fallimento delle Rivoluzioni del ‘48 va individuata nelle fratture all’interno delle forze

che di quelle rivoluzioni erano state protagoniste: nei contrasti, cioè, fra correnti

democratico-radicali e gruppi liberal-moderati. Aveva pesato, inoltre, l’estraneità delle

masse contadine, che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione.

In Francia si accentuava, nel 1849, l’evoluzione della situazione politica in senso

conservatore. Nel Dicembre 1851 Bonaparte effettuò un colpo di Stato e riformò la

Costituzione. L’anno successivo un plebiscito sanzionava la restaurazione dell’Impero:

Luigi Napoleone Bonaparte diventava imperatore con il nome di Napoleone III.

2. SOCIETÀ BORGHESE E MOVIMENTO OPERAIO

Al conservatorismo politico che, dopo il fallimento delle rivoluzioni del ‘48 - ‘49,

caratterizzava la situazione europea, faceva riscontro un processo di profondo

mutamento sociale. Il ventennio successivo al ‘48 vide la crescita della borghesia:

un ceto sociale attraversato da notevoli differenziazioni interne e tuttavia portatore di

uno stile di vita e di un insieme di valori sostanzialmente unitari. Centrale, tra questi

valori, era la fede nel progresso generale dell’umanità, che poggiava sull’imponente

sviluppo economico e scientifico della seconda metà dell’Ottocento. Sul piano

culturale, il progresso scientifico diede origine ad una nuova corrente filosofica, il

positivismo, che diventò l’ideologia della borghesia in ascesa e influenzò tutta la

mentalità dell’epoca.

Il rappresentante più noto del nuovo spirito “positivo” fu Darwin, cui si deve la Teoria

dell’evoluzione e della selezione naturale. Dalla fine degli anni ‘40, l’economia europea

conobbe una fase di forte sviluppo durata quasi un quarto di secolo. Lo sviluppo

interessò anzitutto l’industria, principalmente nei settori siderurgico e meccanico. Si

generalizzò in quest’epoca l’impiego delle macchine a vapore e del combustibile

minerale. I fattori principali del boom industriale degli anni ‘50 - ‘60 furono la

rimozione dei vincoli giuridici che ostacolavano le attività economiche; l’affermarsi del

libero scambio; la disponibilità di materie prime; la diminuzione dei tassi d’interesse e

l’espansione del credito a favore degli impieghi industriali; lo sviluppo di nuovi mezzi

di trasporto (navi a vapore e, soprattutto ferrovie) e di comunicazione (telegrafo).

Si diffondeva, nello stesso periodo, la figura dell’operaio di fabbrica, le cui dure

condizioni di vita e di lavoro favorivano il formarsi di una coscienza di classe e delle

prime associazioni operaie (soprattutto in Gran Bretagna, Germania e Francia).

La teoria socialista assunse, con l’opera di Marx, il carattere di Teoria “scientifica”,

contenente un un’indicazione di superamento del capitalismo. Progressivamente il

marxismo si sarebbe affermato quale dottrina ufficiale del movimento operaio. Nel

1864 venne fondata la Prima Internazionale, la cui storia fu caratterizzata dai contrasti

tra le varie correnti – principalmente tra marxisti e anarchici – che avrebbero presto

condotto alla sua dissoluzione. Il maggior teorico dell’anarchismo fu Bakunin, le cui

teorie si distinguevano per alcuni aspetti sostanziali da quelle di Marx. Bakunin, tra

l’altro, riteneva che, una volta abbattuto il potere statale, il comunismo si sarebbe

instaurato spontaneamente, senza dunque la fase di “dittatura del proletariato”

4

prevista da Marx. Egli considerava, inoltre, le masse diseredate (e non il proletariato

industriale) il soggetto della rivoluzione. Per quest’ultimo motivo il bakunismo si

diffuse soprattutto nei paesi più arretrati.

Di fronte alla società borghese, il mondo cattolico da un lato assunse un

atteggiamento di dura condanna (Sillabo 1864 → il Papa fece pubblicare una sorta di

elenco degli “errori del secolo”), dall’altro si fece promotore, con i movimenti cristiano-

sociali, di un intervento dello Stato a favore dei lavoratori e di un associazionismo

cattolico.

3. CITTÀ E CAMPAGNA

Nell’Ottocento ebbe inizio quel grande processo storico che va sotto il nome di

Urbanesimo: aumentò non solo la popolazione urbana, ma anche il numero delle

grandi città. In Gran Bretagna, in particolare, piccoli centri si trasformarono in grandi

città in pochi decenni: accadde in quei luoghi che, per la particolare posizione

geografica, acquisirono nuova importanza dopo la Rivoluzione Industriale. Nella

seconda metà dell’Ottocento furono soprattutto gli Stati Uniti a offrire un nuovo

modello di sviluppo delle città, con la costruzione dei grattacieli e l’espansione dei

sobborghi periferici. Nella seconda metà dell’Ottocento molti grandi centri urbani

assunsero una forma simile a quella che ancora oggi conosciamo. Punti di riferimento

essenziali divennero le stazioni ferroviarie, la Borsa, i centri commerciali, il Tribunale, i

palazzi dei Ministeri. I ceti popolari andarono ad addensarsi nelle grandi periferie, ben

distinte dai quartieri residenziali borghesi. Nello stesso periodo, quasi tutte le grandi

città europee videro moltiplicarsi le iniziative dei poteri pubblici per favorire lo sviluppo

dei trasporti e per cercare di risolvere i più urgenti problemi igienici. La ristrutturazione

di Parigi fu un esempio di intervento attuato dallo Stato. Haussmann sventrò buona

parte del centro medievale e aprì una serie di larghi viali. Principi completamente

diversi guidarono lo sviluppo di Londra. Qui l’intervento pubblico risultò quasi assente:

l’espansione della città rimase nelle mani dell’iniziativa privata. Vienna rappresentò

invece un modello urbanistico per la cos

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 148
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 1 Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 148.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Della Penna, libro consigliato Il mondo contemporaneo dal 1848 ad oggi, Sabbatucci, Vidotto Pag. 41
1 su 148
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BobsK di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Della Penna Carmelita.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community