Storia contemporanea
La prima guerra mondiale ha una caratteristica precipua. È mondiale anche perché ha richiesto un impegno totale ovvero coinvolgimento integrale delle popolazioni e delle politiche nazionali che si definiscono e autopercepiscono in funzione della guerra. Questa relazione che diventa strettissima, 8 milioni di vittime, avrà degli effetti sui singoli paesi toccati dalla guerra. Da un punto di vista economico sono economie mosse su settori pesanti, ad esempio compare il carrarmato quindi produzione bellica e problema della sua riconversione a scopi civili. Questo scopo non è scontato come in Germania nel primo dopoguerra. La Germania è il paese più significativo di altri, serve per capire cosa succede in Europa anche dopo. Ha un'economia in espansione come negli USA. Si ha una mentalità improntata sul nazionalismo.
Finita la prima guerra mondiale si apre la fase della democrazia: tentativo di ritrovare un nuovo equilibrio in Europa. Oggi si sostiene che questo periodo può essere definito come "guerra dei trent'anni" con l'affermazione di nazionalismi non controllati. Pace e guerra sono i due concetti da utilizzare per comprendere questi anni. Aprono le ambasciate, dalla metà dell'ottocento aprono questi centri per provare a costruire dei rapporti diplomatici. La base di tali equilibri è indebolire la Germania. Tale tentativo viene mal realizzato. Il trattato imposto è punitivo. Gli USA immaginano di coprire e facilitare il pagamento di queste riparazioni così onerose, come si immagina di ridefinire i rapporti tra Francia e Germania. L'idea è la paura che la Germania possa riprendersi. Questa limitazione passa come una smilitarizzazione interna.
Si fa un parallelo con la seconda guerra mondiale: la Germania sarà importante anche dopo la guerra fredda. Questa ridefinizione costituirà un punto centrale. Necessità di ruralizzare la Germania e deindustrializzarla. Nel 1950 si procede a un riarmo dentro un'Europa che si ricostruiva. L'insuccesso o successo di queste iniziative va capito. Questa storia non è lineare, la stessa cartina cambia: la Jugoslavia nasce dalla formazione di una serie di etnie che vengono messe insieme costituendo questi stati. Atatürk porta a un'occidentalizzazione dei costumi e al riconoscimento dei diritti civili. È un regime verticistico ma aveva aperto ai valori europei e abolito il velo.
Per quanto riguarda la Germania torna la questione polacca creando su Danzica che diventa città internazionale strappata al territorio tedesco. La zona viene occupata militarmente e c'è un'allerta verso la Germania. Questo revanscismo frustrato post I guerra mondiale è un elemento non secondario che porta la Germania su posizioni intransigenti. Si ha la formazione dell'Austria. Importante anche ciò che accade in Russia con il primo vero regime comunista, c'è un movimento operaio che va affermandosi. La guerra sembra modificare equilibri preesistenti e ingenera una nuova conflittualità sociale che culmina nel biennio rosso. Tale conflittualità assume connotati pubblici intensi.
La social democrazia in Germania e Italia
La social democrazia si muove entro una logica di contestualizzazione in Germania ed è sensibile agli interessi nazionali, al contrario dell'Italia. Quando usciamo dalla prima guerra mondiale siamo in un periodo di inflazione erodendo il risparmio, c'è il problema della disoccupazione e del ritorno dal fronte dei soldati con difficile percorso e reinserimento. Si hanno Francia e Gran Bretagna che tendono ad avvantaggiarsi per consolidare le proprie sfere di influenza. Emergono i primi sintomi della decolonizzazione con primi segnali in Algeria emergendo la questione: cosa succederà ad alcuni territori che diventeranno l'oggetto di conflitto tra arabi e israeliani. La controversia nasce dal fatto che gli inglesi avevano promesso agli arabi dei territori che poi furono dati agli ebrei con il trattato di Balfour.
Per quanto riguarda la Russia tocca ricordare che i tre paesi che vengono riconosciuti come Lettonia, Estonia e Lituania diventano una fascia di difesa dalla rivoluzione comunista. C'è un'identificazione in un'idea che diventa mito perché in Russia si è prevenuti a un'idea democratica ed egualitaria. Tale sistema era opposto al capitalismo, un'alternativa possibile. La Russia si sgancia dalla guerra e ci si chiede se il socialismo sovietico presuppone un processo espansivo. Si ha paura dell'effetto di contaminazione. Si tende a riconoscere l'afflato universale. Come è possibile che da un'idea egualitaria si sia arrivati a un'idea verticistica?
Ciò avviene perché questa realtà si sente minacciata e si teme che tale rivoluzione possa ridefinire equilibri e gerarchie in Europa e non solo. C'è una necessità di difesa dei confini a fronte di una minaccia da parte dei governi occidentali (Stalin e Putin). Si porta avanti un'idea espansiva del socialismo ma si coltiva la difesa interna precondizione della difesa di quel modello economico-politico. Il problema della sicurezza è una chiave di lettura di questo periodo storico. Il concetto di sicurezza nazionale confligge con l'idea dei 14 punti wilsoniani, multilateralismo alla cui base vi è un'idea di contrattazione sulle questioni etniche rimaste aperte. Si tenta di riconoscersi reciprocamente dando legittimità reciproca. Si vuole la superiorità del dialogo e nel 2016 siamo tornati a un'idea di questo tipo.
Si vive un momento in cui l'arma della diplomazia è in crisi. Primo strappo all'equilibrio basato sulla diplomazia con l'invasione dell'Iraq da parte degli USA. Dall'Iraq in poi è evidente che si sia innescato un meccanismo di guerre nazionali che mettono in crisi l'idea multilaterale che sembrava nascere con la società delle nazioni. Cercare di concordarsi è importante. C'era più riconoscimento durante la guerra fredda che oggi, guardando all'Ucraina e alla Siria. Ogni paese coltiva interessi nazionali dalla fine dell'800 ma si distingue tra difesa e attacco. Il concetto di egemonia dato da Gramsci è fondamentale da capire. Noi abbiamo partecipato liberalmente a una serie di scelte. È probabile che il tentativo di rafforzare l'ex Jugoslavia da parte della NATO abbia voluto la Russia portare a una nuova egemonia. Si ripristina una vecchia idea di sicurezza nazionale: mi faccio valere attraverso le armi. Gli USA decide di non partecipare alle nazioni unite. C'è un bivio: teatro europeo o isolazionismo? Questa destabilizzazione convive con una politica estera sulla strada dell'isolazionismo. Negli USA si vanno mantenendo una politica economica che si muove dal liberalismo all'interventismo nazionale. Idea del multilateralismo si basa su movimenti che dovrebbero facilitare il contatto tra diversi paesi del mondo. Nella chiusura dei paesi si ha il rafforzamento dei nazionalismi.
Le politiche economiche sembrano non aver seguito questi tratti di pace. Il lascito della prima guerra mondiale sarà pesante, lo Stato diventerà il primo soggetto per promuovere lo sviluppo rafforzando (con la chiusura) la pianificazione che in URSS e in Germania e Italia sarà una componente essenziale per i totalitarismi. Lo Stato è il primo attore dell'economia soprattutto dopo il 1929 come con il new deal di Roosevelt nel 1933 e degenerazione nel caso tedesco con la fine della democrazia liberale in Italia.
Repubblica di Weimar
Separazione dei poteri e riconoscimento costituzionale delle opposizioni, di una maggioranza. Tale carattere avanzato impatta con l'involuzione di una realtà che si muove alla luce di un'onda autoritaria in seguito alla crisi del 1929. Destabilizzazione motivata anche dal quadro economico. Italia e Germania con movimenti fascisti e nazisti votati dal 2,5-3% della popolazione. In Germania si ha un'idea imperiale che non fu mai abbandonata che alimenta una conflittualità politica interna acuita dal 1929. Si ha una bipolarizzazione con spostamento del potere nelle forze antisistema: comunismo e fascismo. L'ordinamento liberale in Italia collassa. Il quadro politico si avvia a favorire l'affermazione di Hitler e Mussolini. Si ha violenza anche prima di Hitler. Si ha l'insufficienza delle istituzioni a contrastare queste forze. Onda autoritaria sembra accomunare diversi paesi: Ungheria, Grecia, Repubblica austriaca, Jugoslavia, involuzione in senso autoritario anche in Spagna e Portogallo. Le forze moderate cercano nuovi soggetti di riferimento.
I regimi in Germania e in Italia segnano una fase precisa del conflitto di classe. Si ha il paradosso di una stabilizzazione interna attraverso la potenza con "controllo dell'ordine pubblico". Si ha la costituzione di regimi autoritari che ridefiniscono anche i rapporti di forza interni ai paesi. In Germania i proprietari industriali con classe media all'origine dello sviluppo del fascismo. Il simbolismo in Germania si ha il culto della forza e della violenza che esalta questi due principi: terra e sangue. Il discorso della purezza si acuisce se legato a progetti imperiali espansivi, si carica di un doppio significato che rende questo periodo particolare. Quando si parla di ritualità si vede che è un tratto comune tra i tre regimi.
La crisi del '29 in Russia sembra non far sentire il peso. Il capitalismo occidentale monopolitico subisce una crisi profonda che sconquassa gli ordinamenti preesistenti. La Russia sembra rafforzare la propria capacità di attrazione. Il processo di bipolarizzazione interno alla Germania si trova un po' ovunque. Un conto è ciò che avviene in Germania in cui continuano ad esserci idee di ordinamento di elementi condivisi a differenza dell'Italia con l'opposizione tra il partito comunista e liberale e non c'è tempo di condivisione con il PPI. In Unione Sovietica le cose cambiano velocemente dalla Nep basata su un parziale riconoscimento del mercato e tentativo di collaborazione e certo rispetto della libertà di impresa, Stalin decide di avviarsi sulla strada dell'industrializzazione forzata. Industrializzarsi velocemente significa sviluppare una politica di forza. Accresce la classe operaia. È una logica militaresca realizzata con politica violenta di controllo e pianificazione territoriale della produzione agricola con una veloce limitazione della proprietà privata.
Si tenta di controllare il settore primario con nuovo rapporto cambiato tra città e campagna (per dirla con Gramsci). Problemi: identificazione dei kulaki, carestie profonde. Essenziale è il controllo etnico con spostamento di popolazione. Dentro un territorio così vasto le spinte antinazionali e antistatuali erano all'ordine del giorno. Esiste la costruzione di un'area con uso spregiudicato della forza nel tentativo di condurre un paese così vasto. Qualcuno dice che la guerra fredda sia lo sviluppo di questioni di conflitti che sorgono negli anni '30. Abbiamo una politica di sicurezza nazionale da parte tedesca coniugata in senso espansivo e in URSS in senso difensivo. Il socialismo in un solo paese può espandersi nel mondo. Competizione segna un processo di confronto in atto intesa come categoria non statica tra i rapporti globali. Alcuni pensano che l'URSS avesse adottato una politica solo difensiva ed altri espansiva. Dagli anni '30 dunque mettono in moto processi interni che ci faranno capire cosa succederà anche dopo la II guerra mondiale. I fascismi venivano considerati come forma politica del capitalismo. Rivoluzione era distruzione del sistema. URSS diventa quasi il nemico della Germania e i comunisti passano dalla parte delle forze che si oppongono al nazismo e dopo la guerra diventeranno uno dei paesi vincitori.
Negli anni '30 la questione delle grandi purghe e ha una proiezione anche nei paesi europei come in Italia con Gramsci, Di Vittorio, Amendola, Secchia, Bordiga per compattare i ranghi e dunque l'attività antifascista è una triangolazione nel tentativo di fondare un'opposizione al sistema ma per creare solidità. Il PC si percepisce come movimento specifico ma con istanza internazionale con rispetto all'URSS e gerarchia funzionale alla difesa del movimento stesso. Alcuni subiscono un'operazione di "pulizia interna" come Emilio Sereni, ha tradito un compagno e tali tradimenti non sono accettati. Rossidaria poi riprenderà la lotta antifascista ed entrerà nel partito d'azione sconfitto nel 1947 con Ferruccio Parri. Si crea una frattura tra area comunista e forze simili come "cultura di sinistra con taglio liberale" e in questi anni si hanno delle forti opposizioni. Partito repubblicano e il partito dei socialisti lavoratori italiani di Saragat ricuciranno i tagli degli anni trenta, altri andranno con la DC e altri sceglieranno di non scegliere.
Totalitarismo imperfetto e sicurezza collettiva (Trattato di Locarno)
Ridefinire un ordine internazionale con cooperazione di un iniziale multilateralismo all'insegna della stabilità. Incontri di più paesi nel tentativo di definire le legittime pretese. Dose di volontarismo e utopia (14 punti di Wilson). Idea di condivisione a dei processi politici allargati. Rifiuto della guerra tuttavia c'è questa dicotomia di pace e guerra. Questa partecipazione di massa ci fa riflettere sul ruolo delle masse. Questa spinta viene sollecitata dalla prima guerra mondiale (I esperimento di massa e coinvolgimento di tutti i ceti sociali). Importante è l'uso della diplomazia e ambasciate per tentativo ma insuccesso di instaurare un ordine (società delle nazioni, con paradosso di non avere gli USA all'interno ma con Russia rivoluzionaria e Italia e dunque tale architettura avrebbe potuto avere un futuro). Incapacità di gestire questo nuovo rapporto con le masse.
Si può passare a capire i totalitarismi. Sabatucci-Vidotto riconoscono importanza al fascismo idea che non sia una parentesi della storia nazionale ma un momento importante all'interno della storia europea. Ulteriore lettura: conflittualità degli anni venti, se la sinistra avesse avuta una capacità di coordinamento maggiore non ci sarebbe stata una deriva autoritaria. Siamo in un processo in cui queste ambizioni si pensa di gestirle in modo diplomatico (Chamberlain). Si è consapevole che il Trattato di Versailles non ha risolto la questione tedesca. C'è l'idea di poter contenere le ambizioni tedesche. La stessa Germania non coltiva fin da subito l'idea di guerra europea. Si cerca una sorta di consenso dalle potenze imperiali per eccellenza. La Germania di Hitler manifesta una tendenza imperiale con tentativo contraddittorio di far convivere espansionismo nazionalistico e progetto di diplomazia multilaterale con sicurezza collettiva. Churchill come interlocutore che aveva capito cosa sarebbe successo: evidente segnale di ripresa del nazionalismo tedesco in senso aggressivo che avrebbe conflitto con le legittime esigenze di difesa degli altri paesi europei.
Sul fronte operaio? Si fa riferimento al S-V. Non è una storia lineare. Con l'idea del fronte popolare si tenta di costruire un'idea diversa. Fronti popolari che convivono con la spregiudicatezza dell'URSS. Tentativo di ricostruire a sinistra unità di azione segna un momento significativo per la lotta ai fascismi, importanti per la resistenza al fascismo. Per il PCI si struttura un antifascismo all'insegna di una capacità organizzativa di tipo capillare sul territorio. Per resistere si radicano nel paese con efficienza organizzativa del partito. Poi sarà dopo la guerra un partito di massa che necessariamente si articola nel senso della selezione identità antifascista accomuna anche i socialisti liberali e azionisti, cattolici (DC nel '42) ma chi crea un'identità di opposizione al fascismo è il PCI. Tentativo di costruire un'immagine politica basata sulla resistenza. Nel '70 l'antifascismo era utilizzato nel dibattito politico e c'era il tentativo di verificare se il PC era l'unico partito della resistenza ma anche la DC diceva esser stata resistente. Il PC ha fedeltà forte tanto da resistere.
In Spagna ci racconta molto di questi anni '30. L'azione di Franco è una risposta all'affermazione di una maggioranza politica di sinistra. Prima volta in cui un'elezione viene domata da un colpo di stato militare. Il tutto si svolge in pochi anni. Si ha un respiro internazionale. L'URSS sostiene le forze antifranco e poi c'è la resistenza dei volontari italiani da sinistra. Per Bloch che tipo di militanza era? Importante per le sorti dell'Europa perché si confrontano le forze della resistenza e dell'autoritarismo, carattere ampio per far prevalere un'idea su un'altra. Passa attraverso la sedimentazione che sia in corso un conflitto violento. Quest'idea globale si ha anche nella guerra fredda con declinazione nel sistema bipolare.
In Inghilterra c'è una forza isolazionista. La Francia sembra avviarsi nel tentativo di costruire nuovi assetti politici con sinistra al governo ma poi il PCF criticherà il sistema politico francese. Sconfitta del partito di resistenza in Spagna per la divisione tra comunisti e anarchici. Lettura della guerra civile spagnola come conflitto di classe ma ci interessa che questa lettura tagliava più paesi riproponendo un'idea cara anche ad altri paesi. Idea dell'internazionalismo e se succede qualcosa in Germania avviene anche in altri paesi oggi non c'è. Riflesso delle interconnessioni ora. Fanfani ha l'idea della costruzione di una DC internazionale.
Regime totalitario ricerca il consenso interno tramite i media moderni ed educazioni. In Italia si ha una coabitazione con il potere religioso, in Germania identificazione tra educazione e cultura sembra molto più radicale. Retorica ruralista e i regimi tentano di svilupparsi industrialmente. Nel totalitarismo imperfetto italiano si ha anche la monarchia. Il re decide di non decretare lo stato d'assedio e nel '43 Mussolini verrà detronizzato e la monarchia riprenderà le redini di questa fase di tradizione. Monarchia ancora come capo delle forze militari. Questa presenza della monarchia la si vedrà nel passaggio istituzionale del '46, operazione difficile di far accettare l'idea del referendum. Totalitarismo imperfetto anche alla luce di... (testo interrotto)
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