1) CAUSE \ CARATTERISTICHE 1° GUERRA MONDIALE
- Tra le cause della prima guerra mondiale ritroviamo sicuramente i rapporti tesi fra le grandi
potenze, per esempio tra Francia e Germania (per i territori dell’Alsazia e la Lorena), tra Inghilterra
e Germania (perché l’Inghilterra era preoccupata da un possibile riarmo tedesco) e tra Austria e
Russia. Lo schieramento da una parte della Triplice Alleanza (Italia, Germania e Imperi del Nord) e
dall’altra della Triplice Intesa (Inghilterra, Francia e Russia). C’erano corse agli armamenti, spinte
belliciste... ma la goccia che farà traboccare il vaso, sarà nel 28 Giugno 1914, in altre parole
l’attentato da uno studente serbo Gavrilo Princip, che sparerà dei colpi di pistola all’erede al trono
d’Austria Francesco Ferdinando. Questo scatenerà una reazione del governo austriaco, che già da
qualche tempo voleva dare una lezione al governo serbo. L’Austria darà un ultimatum alla Serbia,
ed esattamente un mese dopo l’attentato, le dichiarerà guerra. La Serbia era protetta dalla Russia,
che venuta a conoscenza della dichiarazione di guerra, inizierà subito la mobilitazione (cioè tutta
quella serie di processi che sono da premessa per una guerra, cioè la preparazione delle armi, la
mobilitazione di un ingente massa di soldati, la velocità di azione). Questo sarà interpretato dalla
Germania come una minaccia, e a seguito di un ultimatum alla Russia, la Germania le dichiara
guerra. La Francia a sua volta in difesa della Russia, mobilita l’esercito e ottiene una dichiarazione
di guerra da parte della Germania, la quale organizzerà un piano, chiamato “Schlieffen”, che
prevedeva un rapido attacco a sorpresa alla Francia. Per arrivare al punto più debole, cioè Parigi, i
tedeschi avevano ben pensato di attraversare un territorio neutrale, il Belgio, in modo da arrivare a
Parigi di nascosto e più velocemente. Il piano ebbe successo, ma i tedeschi furono fermati da una
controffensiva francese e furono costretti a ritirarsi. Avendo visto la Germania invadere un territorio
neutrale e arrivare a ridosso della Manica, l’Inghilterra s’infastidisce, e dichiara guerra alla
Germania.
- Per quanto riguarda le caratteristiche della guerra, questa sarà chiamata la “Grande Guerra”,
perché sarà un grande trauma per tutta l’umanità, soprattutto per gli europei abituati a vivere
all’interno del loro stato, la guerra fu un trauma perché si dovettero spostare per combattere. Poi
sarà una guerra di movimento e di strategia, cioè basata sull’attacco, lo spostamento rapido
degli uomini, scontri a sorpresa. Tutte caratteristiche in cui aveva la piena supremazia, la
Germania. Inizialmente sarà considerata una guerra breve perché tutti andavano a combattere
allegramente credendo che la guerra sarebbe durata pochi mesi, si diceva “a Natale tutti a casa”,
ma ben presto si renderanno conto che non sarà cosi. Questa sarà una guerra totale, perché tutto
è impegnato, le industrie per la fabbricazione delle armi, i cittadini impegnati in fabbrica, anche le
donne. Infine ci si accorgerà che questa sarà una guerra di logoramento e di trincea detta anche
di posizione, in quanto dopo un attacco a sorpresa da parte dei francesi contro i tedeschi, essi
dovettero ripiegare e la situazione divenne di stallo per lungo tempo. Gli schieramenti erano
praticamente immobili, si vedevano combattimenti sanguinosi per quanto inutili. La vera
protagonista della guerra sarà appunto la trincea, cioè un vero e proprio fossato scavato nel
terreno che permetteva ai soldati di proteggersi dal fuoco nemico. Esse divennero la sede
permanente dei soldati in prima linea, che erano disposti su due o più linee ed erano collegati fra
loro attraverso i cosiddetti “camminamenti”. La vita nelle trincee era logorante sia moralmente che
fisicamente, i soldati restavano in trincea anche per mesi, senza cambiarsi, quindi le condizioni
igieniche erano pessime, si era esposti al freddo, alla pioggia, al sole. Gli unici momenti di pericolo
erano chiamati “assalti” che consistevano in un intenso tiro di artiglieria nemico, il “fuoco di
preparazione” che avrebbe dovuto impaurire i nemici, ma che in realtà toglieva tutto l’effetto della
sorpresa. Questi pochi mesi in trincea furono sufficienti per far svanire l’entusiasmo patriottico dei
combattenti, la cui maggioranza erano operai e contadini, che combattevano senza motivo,
considerando la guerra un flagello. Il risultato fu un atteggiamento di rifiuto che consisteva in
autoflagellazioni, diserzione, scioperi militari o ammutinamenti. Infine la guerra assunse un
carattere mondiale, in quanto per la prima volta tutti i continenti erano coinvolti.
- L’Italia, nell’agosto del 1914 con il governo Salandra aveva dichiarato la sua neutralità. All’interno
del paese avevamo delle divisioni che vedevano da una parte gli interventisti, ovvero chi voleva
entrare in guerra, tra cui c’erano i repubblicani, custodi della tradizione garibaldina, i radicali, i
nazionalisti che erano favorevoli all’entrata in guerra perché volevano che l’Italia si affermasse
come potenza imperialista. Poi c’erano i conservatori tra cui si trovavano Salandra (capo del
Governo) e Sonnino (Ministro degli Esteri), che temevano l’entrata in guerra in quanto secondo
loro avrebbe compromesso la posizione internazionale dell’Italia e il prestigio della sua monarchia.
C’erano in posizione centrale i neutralisti di cui faceva a capo Giolitti, che non vedeva l’Italia
pronta per un conflitto cosi lungo e logorante. Decisamente contro l’entrata in guerra c’erano i
pacifisti tra cui i cattolici, presieduti da Papa Benedetto XV, che si rifiutava di combattere contro
una nazione cattolica come l’Austria. Posizione molto netta assunse il Partito Socialista Italiano e
la CGL che condannavano la guerra. L’unica stranezza fu quella compiuta dal direttore
dell’”Avanti”, Benito Mussolini che dopo aver scritto un articolo in cui condannava la guerra e
dichiarava la neutralità assoluta, si converti improvvisamente a chi prediligeva l’intervento in
guerra. Fondò, infatti, un nuovo quotidiano “Il Popolo d’Italia” che diventò un tributo vero e proprio
all’interventismo. Gli interventisti avevano come obbiettivo la guerra contro l’Austria e la fine
dell’età giolittiana, per un rinnovamento della politica italiana. Erano in maggioranza interventisti gli
intellettuali, gli studenti, tra loro vediamo Giovanni Gentile, Benedetto Croce e Gabriele
D’Annunzio. Ma le diverse divisioni non contarono, in quanto chi decise l’intervento in guerra
dell’Italia furono Salandra, Sonnino e il Re, che di nascosto da tutti, presero accordi con la Triplice
Intesa, continuando a patteggiare con la Triplice Allenza. Senza rendere conto a nessuno nel 1915
l’Italia stipula il Patto di Londra con l’Intesa, che le promette in caso di vincita: il Trentino, il Sud
Tirolo fino alla linea del Brennero, la penisola istriana, tranne la città di Fiume e molte isole
adriatiche e la Dalmazia. Nel maggio 1915 l’Italia dichiara guerra all’Austria. L’Italia era
convinta che accanto all’Intesa avrebbe vinto in breve tempo. Per tutto l’anno gli schieramenti
rimasero immobili, finché l’anno dopo l’Austria attaccò l’Italia penetrando attraverso il Trentino, con
una cosiddetta “Strafexpedition” cioè una spedizione punitiva nei confronti dei traditori italiani.
L’Italia non fu in grado di contrattaccare, e il governo Salandra fu costretto alle dimissioni. Nello
stesso anno l’Inghilterra creò un blocco navale nei mari del Nord, e la Germania rispose
attaccando le flotte inglesi, ma entrambi ebbero solo gravi perdite.
- Novità introdotte nella guerra furono l’introduzione di armi micidiale come le armi chimiche, cioè
gas che erano indirizzati attraverso le trincee nemiche provocando la morte per soffocamento di
chi le respirava. Si crearono anche mezzi di difesa come le maschere antigas. Ci fu lo sviluppo
del settore automobilistico, l’aeronautica e la radiofonia, che permise ai vari fronti di comunicare in
modo più veloce. L’aviazione, permise di utilizzare aerei per la ricognizione soprattutto in America.
In Inghilterra si utilizzarono i carri armati, le autoblindo, e ci fu la grande novità di sostituire le
ruote con i cingoli. Infine in Germania si sviluppò la costruzione di sottomarini, per attaccare le
navi nemiche e affondare senza preavviso le navi mercantili, anche neutrali che portavano
provviste all’Intesa. Questa tecnica urtava molto gli Stati Uniti, soprattutto quando la Germania
affondò un transatlantico inglese, il Lusitania, con molti passeggeri a bordo, gli Stati Uniti
protestarono e la Germania impaurita fermò subito la guerra. Per quanto riguarda le industrie, il
cliente più esigente divenne lo Stato, che permise un forte sviluppo di tutti i settori, soprattutto
quelli delle materie prime e della produzione di armi. Strumento essenziale per infondere ai
cittadini un senso patriottico e mobilitarli fu la propaganda, attraverso stampe murali,
manifestazioni, s’incitava la resistenza interna.
4) IL 1917 E GLI STATI UNITI
- Questo fu l’anno più difficile della guerra, in Russia, uno sciopero generale degli operai a
Pietrogrado si trasformò in una rivolta contro il regime zarista. Quando i soldati chiamati per
riportare l’ordine, spararono sulla folla lo zar abdicò e la Russia si ritira dalla guerra. Si parla di
Rivoluzione Russa. In questo stesso anno gli Stati Uniti entrano in guerra contro la Germania
che aveva ripreso la guerra sottomanina. Questo intervento sarà decisivo sia sul piano militare sia
economico, in modo da compensare la grave perdita della Russia da parte dell’Intesa. Purtroppo
nella popolazione si moltiplicavano i segni del malcontento per i disagi causati dall’aumento dei
prezzi e la mancanza degli alimenti. A Torino ci fu una vera e propria sommossa a causa della
mancanza del pane. Fu in questa situazione che gli austriaci decisero di approfittarne per infliggere
un colpo decisivo all’Italia. Il 24 ottobre 1917, un’armata austriaca attacca le linee italiane sull’altro
Isonzo e le sfondò a Caporetto. Attraverso la tecnica dell’infiltrazione, gli austriaci penetrarono
velocemente in profondità. A capo dell’esercito c’era il generale Cadorna, che incolpò i suoi soldati,
accusandoli di essersi arresi senza combattere, egli fu sostituito da Armando Diaz. Al governo salì
Vittorio Emanuele Orlando, che sembrò subito più attento alle esigenze dei soldati, cui si aumentò
il vitto, le licenze furono più frequenti. all’inizio del 1918, si iniziò un’opera di propaganda per le
truppe, la diffusione di giornali di trincea e la creazione del Servizio P, cioè propaganda.
- Nel 1918, nella città di Brest-Litovsk, la Russia firma l’armistizio con gli imperi centrali, a seguito
di un’insurrezione bolscevica che rovesciò il governo provvisorio, il potere fu assunto da Lenin, in
un governo rivoluzionario. La Russia dovette accettare tutte le condizioni imposte dalla Germania,
che comportava la perdita di un quarto dei territori dell’Impero Russo.
- Sempre nel 1918, l’esercito tedesco tentò la sua ultima e disperata scommessa, in altre parole
attaccò di nuovo Parigi. Ma l’Intesa passò al contrattacco e i generali tedeschi capirono di aver
perso la guerra. Il compito di aprire le trattative toccò a un nuovo governo di coalizione
democratica. L’11 novembre, i delegati del governo provvisorio firmarono l’armistizio nel villaggio
francese di Rethondes, essi dovettero consegnare l’armamento e la flotta, ritirarono le truppe
annullarono i trattati con la Russia e restituirono tutti i prigionieri. La Germania perdeva cosi la
guerra che più di tutti aveva contribuito a fare scoppiare.
5) WILSON E LA SOCIETA’ DELLE NAZIONI
- Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il presidente americano Wilson aveva dichiarato che gli Stati
Uniti avrebbero combattuto col solo obiettivo di ristabilire la libertà dei mari violata dai tedeschi, di
difendere i diritti delle nazioni e di instaurare un nuovo ordine internazionale basato sulla pace e
sull’accordo fra i popoli liberi. Per questo vennero scritti i famosi 14 punti di Wilson, che
costituivano un programma che invocava per esempio l’abolizione della diplomazia segreta, re
invocava la libertà di navigazione, l’abbassamento delle barriere doganali, e Wilson proponeva un
nuovo assetto europeo: piena reintegrazione del Belgio, della Serbia, della Romania, evacuazione
dei territori russi occupati dai tedeschi, restituzione alla Francia dell’Alsazia e la Lorena. Infine
nell’ultimo punto si proponeva l’istituzione di un nuovo organismo internazionale, la Società delle
Nazioni, composta dagli stati vincitori della guerra, i quali dovevano assicurare il rispetto delle
norme di convivenza dei popoli, evitare la guerra come mezzo di risoluzione dei problemi, però
nasceva con una grande contraddizione, cioè l’esclusione dei paesi perditori della guerra e la
Russia. Il colpo più grosso lo ricevette però dagli Stati Uniti, che nel 1920 respinse l’adesione alla
Società e ricominciò il suo isolazionismo, cioè un’esclusione dalle altre nazioni.
- Nel 1919 nella reggia di Versailles a Parigi, si doveva decidere il nuovo assetto europeo, che
aveva visto il crollo di quattro imperi storici: quello tedesco, austroungarico, russo e turco. La
convinzione generale era che il nuovo assetto si sarebbe avvicinato molto a quello deciso da
Wilson nei suoi 14 punti, però in un’Europa popolata da gruppi etnici molto spesso intrecciati, era
difficile applicare i principi di nazionalità e autodeterminazione che erano tanto esaltati nei 14 punti.
Le prime discussioni avvennero tra i capi di stato delle potenze vincitrici, cioè: Wilson (America),
Clemenceau (Francia), Lloyd George (Inghilterra) e Orlando (Italia). La discussione più difficile fu
quella riguardante la Germania, poiché non ci si sapeva decidere tra l’ideale di una pace
democratica e una punitiva. Il trattato di pace con la Germania fu firmato il 28 giugno 1919,
questo prevedeva: la restituzione dell’Alsazia e la Lorena alla Francia, la restituzione alla Polonia
di alcuni territori abitati da tedeschi, il poter accedere al porto di Danzica, la quale veniva tolta alla
Germania e trasformata in città libera, inoltre la Germania perse tutte le colonie europee. Essa
dovette impegnarsi a ripagare ai vincitori tutte le perdite subite nel conflitto. La Germania fu
costretta ad abolire la lega obbligatoria, a ridurre il proprio esercito a 100'000 uomini. Essa ne usci
ferita e umiliata. Da questa perdita nasceranno: la Jugoslavia, gli Stati Baltici, la Finlandia, la
Polonia, la Cecoslovacchia, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania. La nuova Russia si trovò circondata
da una cintura di Stati-Cuscinetto (le 4 repubbliche baltiche e la Polonia e Romania), che aveva la
funzione di bloccare qualsiasi tentativo di occupazione dalla Repubblica Socialista o Comunista.
6) LA DICHIARAZIONE DI BALFOUR
Venne fatta nel 1917, è un documento ufficiale della politica inglese in merito alla spartizione
dell’Impero Ottomano. Si tratta di una lettera scritta dal ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a
un rappresentante della comunità ebraica, in cui affermava che l’Inghilterra vedeva con piacere la
creazione di un focolare ebraico in Palestina. Questa dichiarazione venne inserita all’interno del
Trattato di Sèvres che stabiliva la fine delle ostilità con la Turchia e assegnava la Palestina al
Regno Unito.
7) LA RIVOLUZIONE RUSSA
- Nel marzo 1917 il regime zarista fu abbattuto, e fu istituito un governo provvisorio di orientamento
liberale, creato dai membri della Duma. L’obiettivo era di continuare la guerra insieme all’Intesa e
di promuovere lo sviluppo economico. Questa prospettiva era condivisa dai liberal-democratici,
cioè i cadetti e dai menscevichi e i socialisti rivoluzionari. Gli unici a rifiutare ogni partecipazione al
potere furono i bolscevichi, convinti che solo la classe operaia avrebbe potuto assumersi la
responsabilità della trasformazione del paese. Al potere legale del governo si era subito affiancato
e sovrapposto quello dei soviet (organismi rivoluzionari, espressi direttamente dai lavoratori).
Nell’aprile del 1917, Lenin (leader dei bolscevichi) rientrò in patria dalla Svizzera, il viaggio era
stato reso possibile dalla copertura delle autorità tedesche che conoscendo le idee di Lenin sulla
guerra, speravano di far diminuire chi era d’accordo con lui. Lenin diffuse un documento in 10
punti, le cosiddette “tesi di aprile”, con le quali egli sperava di ottenere la maggioranza nei soviet
e diffondere la pace. Il primo episodio di ribellione del governo provvisorio si ebbe a Pietrogrado,
quando soldati e operai armati scesero in piazza per impedire la partenza per il fronte di alcuni
soldati. In questo contesto i Bolscevichi cercarono di assumere il controllo, ma l’insurrezione fallì.
Lenin fu costretto a fuggire, insieme con alcuni leader bolscevichi. Una mattina, i soldati
rivoluzionari e le guardie rosse (milizie operaie), circondarono il Palazzo d’Inverno, sede del
governo provvisorio e se ne impadronirono. Nello stesso periodo, Lenin approvò due decreti:
quello sulla terra e quello sulla pace, nel primo si diceva che le terre venivano confiscate e
nazionalizzate dai padroni che l’avevo in precedenza e il secondo diceva che la Russia si sarebbe
ritirata dalla guerra. Quindi il governo diventava rivoluzionario, ora la difficoltà più grande stava nel
gestire il potere, in quanto i bolscevichi si trovavano isolati senza
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