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Capitolo 9

A differenza delle questioni sulla responsabilità della PGM, nella Seconda GM non ci sono dubbi che a provocare il conflitto sia stata la politica di conquista della Germania nazista (ciò non significa che le altre potenze fossero immuni da colpe).

Marzo 1939, dopo aver ottenuto i Sudeti (con la conferenza di Monaco le democrazie occidentali si erano illuse di aver placato la Germania), e con la Slovacchia che si proclamava indipendente (sempre grazie all’appoggio dei tedeschi), Hitler dava vita al “protettorato della Boemia e della Moldavia” integrandole al Grande Reich.

Gran Bretagna e Francia abbandonano la politica dell’ appeasement iniziando una rete di alleanze. L’Italia di Mussolini dapprima cerca controffensive come occupare il Regno d’Albania per coprirsi da eventuali attacchi dai Balcani ma alla fine cede alle richieste tedesche e trasforma l’ asse Roma-Berlino nel “patto d’acciaio”.

La vera incognita fu l’URSS la quale credeva alle possibili colpe che gli avrebbe attribuito le nazioni occidentali se la Germania avesse iniziato ad espandersi verso est, inoltre la Polonia non voleva che il suo territorio venisse invaso da truppe russe per contrastare quelle tedesche. Così i ministri degli Esteri russo e tedesco Ribbentrop e Molotov firmarono un patto di non aggressione.

Non avendo così paura di una controffensiva russa, Hitler il 1° Settembre 1939 invade la Polonia, la Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania mentre l’Italia proclama la sua “non belligeranza”.

Guerra lampo e fine della Terza Repubblica Francese

14 Giugno 1940 i tedeschi entrano a Parigi, Pétain Presidente del Consiglio inizia gli accordi per l’armistizio. Nonostante il generale De Gaulle chiedeva ai francesi di combattere al fianco degli alleati, a Giugno venne firmato l’armistizio che permise al governo francese di spostare la sua sede a Vichy e mantenere la sua sovranità nella parte centro-meridionale e nelle colonie, il resto finiva in mano ai tedeschi.

Intervento dell'Italia

Dapprima, visto l’equipaggiamento delle forze armate scarso e le precedenti imprese in Etiopia e Spagna, Mussolini decise di rimanere spettatore, ma con la sconfitta della Francia.

Battaglia d'Inghilterra

Winston Churchill era rimasto da solo in Occidente a combattere i tedeschi, promise al suo popolo la vittoria a tutti i costi in cambio di lacrime, sangue e sudore. Hitler dà il via all’invasione inglese con l’ “operazione Leone marino”. La Germania, conoscendo la potenza navale dell’Inghilterra, spera attraverso la sua aviazione aerea (Lutwaffe) di sovrastare quella inglese (RAF Royal Air Force), ma l’esercito inglese, dotato anche di migliori strumenti come il radar, riesce a contrastare la potenza tedesca e ad infliggere loro la prima battuta d’arresto.

Settembre 1940, l’Italia prova ad invadere la Grecia filofascista visto l’avanzata della Germania in Romania, ma i greci risposero all’offensiva costringendo le truppe italiane a difendersi in Albania e Badoglio rassegna le sue dimissioni.

L’Italia continua a subire sconfitte anche in Africa dove ha bisogno dell’aiuto tedesco fin quando gli inglesi il 6 aprile 1941 arrivano ad Addis Abeba e può rientrare il negus.

Operazione Barbarossa

Hitler decide dunque di concentrarsi verso l’obiettivo più ambito: “lo spazio vitale” a est ai danni dell’Urss.

Il 22 giugno 1941 inizia l’offensiva tedesca ai danni dei russi, Stalin venne colto impreparato poiché sapeva che gli obiettivi di Hitler ma credeva che prima i tedeschi avrebbero chiuso la partita con gli inglesi. Su un fronte di 1600 km dal Baltico al Mar Nero, le truppe naziste avanzarono per km per le prime due settimane ed anche l’Italia partecipò all’offensiva con un corpo di spedizione. I tedeschi arrivati a pochi km dalla capitale Mosca dovettero fermarsi a causa del maltempo che rallentò l’arrivo degli automezzi e permise ai russi di riorganizzarsi, guidati anche da Stalin che seppe smuovere il sentimento patriottico e riuscì ad allontanare i tedeschi. Hitler fallì la conquista dell’Urss ma mantenne la supremazia su territori importanti come Ucraina, Bielorussia e regioni baltiche.

Potenze del Tripartito

Giappone dominava nel Sud-Est asiatico, vaste zone della Cina e isole del Pacifico, le forze dell’Asse controllavano un territorio con circa 350 milioni di abitanti, l’Italia in realtà aveva un ruolo marginale, il cuore pulsante era la Germania, grazie anche al lavoro obbligatorio dei prigionieri di guerra e gli operai prelevati dai paesi occupati. Per Hitler i popoli slavi erano considerati razzialmente inferiori e destinati a diventare una colonia agricola del Reich. La “soluzione finale” del problema ebraico fu affidata alle SS e prevedeva la pura e semplice eliminazione degli ebrei. Gli effetti del dominio nazista portarono a forza-lavoro gratuita, flusso continuo di materie prime, prelievi di ricchezza e beni di consumo.

Resistenza al nazismo

Da parte dei popoli occupati fin quando la Germania non decise di attaccare l’URSS e questo portò i comunisti di tutta Europa a impegnarsi contro i nazisti, in Jugoslavia “Tito” e l’esercito popolare prevalsero sui gruppi nazionalistici e monarchici.

Svolta della guerra

Maggio/Giugno 1942 prime sconfitte giapponesi (battaglie Mar dei Coralli, isole Midway). Episodio decisivo: agosto 1942, i tedeschi iniziano l’assedio di Stalingrado, città simbolo. I russi chiusero i tedeschi in una morsa e Hitler anziché ordinare la ritirata chiese resistenza a oltranza, sacrificando così un’intera armata che si arrese a febbraio. Stalingrado divenne un simbolo della riscossa e negli stessi mesi in Nord Africa il generale britannico Montgomery lanciava una controffensiva ad El Alamein contro gli italo-tedeschi inferiori sia per numeri di uomini che di mezzi. Nel maggio 1943 ci fu la definitiva cacciata delle truppe dell’Asse dal continente africano e gli alleati potevano prepararsi ad attaccare la “fortezza europea” e nella Conferenza di Casablanca (1943) gli alleati si accordavano sul principio della resa incondizionata ovvero la guerra sarebbe continuata fino alla vittoria totale, senza patteggiamenti con la Germania o con i suoi alleati.

Sbarco in Sicilia

Il 12 Giugno 1943 gli alleati arrivarono a Pantelleria e 10 giorni dopo in Sicilia dove la popolazione locale non oppose resistenza anzi li accolse come liberatori. Marzo 1943 alle continue sconfitte fasciste si aggiunsero gli scioperi operai partendo da Torino ma la caduta di Mussolini non fu dovuta a questo quanto ad una “congiura monarchica” (industriali, militari, gerarchi dell’ala monarchico-conservatrice) uniti ad alcuni esponenti del mondo politico fascista, vedendo la guerra ormai perduta, volevano provvedere alla sopravvivenza della monarchia.

Notte tra il 24 e il 25 Luglio 1943, Dino Grandi invitava il re a riassumere le sue funzioni di capo delle forze armate e suonava dunque come una sfiducia nei confronti del duce. Il giorno stesso Mussolini convocato da Vittorio Emanuele III fu invitato a dare le sue dimissioni e venne arrestato dai carabinieri, capo del governo divenne Pietro Badoglio, ex comandante delle forze armate. Diffusa la notizia la gente scese nelle piazze, il Partito Fascista scomparve nel nulla ma l’uscita del conflitto si rivelò più tragica del previsto. Da un parte i tedeschi ancora nel territorio italiano dall’altra gli alleati che con la “resa incondizionata” non prevedevano patti e quindi il 3 settembre 1943 venne firmato un armistizio reso noto soltanto l’8 e senza alcuna garanzia per il futuro.

Il re e Badoglio fuggono a Brindisi sotto la protezione degli alleati lasciando le truppe italiane abbandonate a loro stesse. Ci furono scontri a Porta San Paolo a Roma dove si unirono anche civili armati ma il massacro più grande fu a Cefalonia dove una divisione italiana avevano rifiutato di arrendersi. Le conseguenze dell’8 settembre si ebbero nel nostro paese dove i tedeschi fermarono gli alleati sulla linea Gustav e resistettero fino alla primavera successiva.

L’Italia era divisa in due, al sud lo Stato monarchico, al nord il fascismo risorgeva sotto la protezione degli occupanti nazisti tanto che il 12 settembre 1943 Mussolini venne liberato dalla prigionia sul Gran Sasso da un gruppo di aviatori tedeschi e annunciò di voler dar vita alla Repubblica sociale italiana (RSI) che stabilì la sua capitale a Salò. Fece giustiziare gli artefici del “tradimento”, il suo regime repubblicano (o repubblichino come veniva chiamato in maniera dispregiativa dagli antifascisti) promise un programma di socializzazione delle imprese industriali che in realtà non decollò mai, alla fine la Repubblica di Mussolini ebbe l’unica funzione di contrastare il movimento partigiano nel centro-nord ed essere utile ai tedeschi che ne sfruttavano le risorse umane ed economiche.

In alcuni casi alle lotte partigiane i tedeschi risposero con spietate rappresaglie come avvenne alle Fosse Ardeatine dove per 33 militari tedeschi uccisi furono fucilati 335 tra detenuti ebrei, antifascisti e militari “badogliani” (la proporzione era di 10 a 1, più 5 per errore).

Formazioni partigiane

  • Brigate Garibaldi
  • Giustizia e Libertà
  • Le Brigate Matteotti oltre a bande autonome.

Nello stesso periodo numerosi esponenti cattolici, per lo più ex popolari con l’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche elaborarono una nuova formazione volta a raccogliere l’eredità del Partito popolare: la Democrazia Cristiana (DC). Subito dopo fu costituito il Partito Liberale (PLI), il Partito Repubblicano (PRI) e il Partito Socialista di unità proletaria (PSIUP). I rappresentanti di questi partiti insieme al PCI, PDA e la Democrazia del lavoro appena fondata da Ivanoe Bonomi diedero vita al Comitato di liberazione nazionale (CLN).

Il contrasto tra CLN e governo fu sbloccato dal leader comunista Palmiro Togliatti che di ritorno dall’URSS dopo un esilio durato vent’anni propose di formare un governo di unità nazionale. La svolta di Salerno (che era la provvisoria capitale del “Regno del Sud”) serviva a legittimare il PCI agli occhi degli alleati e dell’opinione pubblica. Il 24 aprile 1944 venne formato il primo governo di unità nazionale presieduto sempre da Badoglio, in Giugno Roma venne liberata dagli alleati, Umberto Emanuele (figlio di Vittorio) assunse la luogotenenza generale del Regno, Badoglio si dimise e lasciò il posto a Ivanoe Bonomi.

Intanto la Resistenza continuava come le rappresaglie dei Tedeschi (la più terribile fu a Marzabotto, nell’Appennino bolognese, dove vennero uccisi 770 civili) ma nella Primavera del ’45 la Resistenza forte di 200.000 uomini armati era pronta cacciare gli occupanti in ritirata.

Nel frattempo tra il 1943 e 1944 l’Armata rossa iniziò una lenta avanzata e grazie allo sforzo organizzativo e il sacrificio di vite umane riuscì a conquistare Berlino nel maggio 1945.

Conferenza di Teheran

Roosevelt, Stalin e Churchill si incontrarono personalmente e organizzarono quello è lo “sbarco in Normandia” sotto il comando del generale americano Eisenhower. L’operazione Overlord scattò all’alba del 6 giugno 1944 e in quattro settimane sbarcarono oltre un milione e mezzo di uomini. Già a settembre la Francia era stata liberata, la tattica suicida di Hitler prevedeva la resistenza a oltranza e nell’autunno del 1944 la Germania poteva considerarsi virtualmente sconfitta.

Febbraio 1945 Conferenza di Yalta, la Germania venne divisa in quattro zone di occupazione, una riservata alla Francia, i paesi liberati avrebbero potuto esprimersi mediante elezioni libere. Romania e Bulgaria all’URSS, in cambio avrebbero aiutato gli americani nella guerra contro il Giappone. Intanto Stalin voleva però arrivare a Berlino prima degli anglo-americani così mentre a Sud cacciava i tedeschi dall’Ungheria, in Aprile e Maggio raggiunse Vienna e Praga.

Anche in Italia mentre il CLN lanciava l’ordine dell’insurrezione generale, il 25 aprile 1945 Mussolini travestito da militare tedesco che cercava di fuggire in Svizzera venne catturato e fucilato dai partigiani il 28 e il cadavere appeso a testa in giù venne esposto per alcune ore a Piazzale Loreto.

Il 30 Aprile mentre i russi entravano a Berlino Hitler si suicidò nel suo bunker sotterraneo, la presidenza venne lasciata all’ammiraglio Karl Donitz che il 7 Maggio 1945 firmò a Reims l’atto di capitolazione delle forze armate tedesche.

La guerra continuava solo in Estremo Oriente, il Giappone ormai solo continuava a combattere facendo ricorso anche all’azione dei kamikaze, aviatori suicidi che si gettavano sulle navi avversarie, carichi di esplosivo. A questo punto il presidente americano Harry Truman (Roosevelt era morto nell’Aprile del 1945), decise di impiegare una nuova arma totale contro il Giappone che serviva anche a dimostrare agli alleati-rivali sovietici la potenza americana, la bomba atomica. 6 agosto 1945 venne sganciata la prima a Hiroshima e 3 giorni dopo a Nagasaki, il 2 Settembre 1945 l’imperatore Hirohito firma l’armistizio e si concludeva così il secondo conflitto mondiale.

Capitolo 10

Le nazioni europee escono indebolite dal conflitto, la Germania perde la sua unità statale, la Francia generosamente riammessa dagli alleati, Gran Bretagna perde da lì a pochi anni i suoi imperi coloniali. Le due uniche superpotenze in quel momento erano Stati Uniti (indiscussa superiorità economica e supremazia militare, vedi bomba atomica) e l’Unione Sovietica, indebolita sul piano economico e demografico ma padrona di mezza Europa.

Il messaggio americano era quello di concorrenza economica e ampia libertà individuale in base ad un’etica del successo a sfondo individualistico mentre il messaggio sovietico era la trasformazione di vecchi aspetti politico-sociali in nome del modello collettivistico, fondato sul partito unico.

La guerra ebbe un forte impatto dal punto di vista psicologico e morale, i bombardamenti indiscriminati sulle città, le carestie, la violazione di ogni regola umanitaria, tutto ciò entrò duramente nella coscienza collettiva alla quale bisogna aggiungere un trauma morale tra le rivelazioni dei crimini nazisti, il genocidio degli ebrei e l’apparizione della bomba atomica. Gli Stati Uniti comunque apparivano agli occhi degli europei, come l’unico paese in grado di dispensare speranza e gioia di vivere con il loro modello d’oltreoceano, la musica, gli spettacoli, l’abbigliamento, il linguaggio, cinema etc, a quegli europei orfani dei vecchi valori e bisognosi di nuove certezze.

Aprile/Giugno 1945 nascita ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) creata dalla conferenza di San Francisco con l’obiettivo di “salvare le generazioni future dal flagello della guerra” e di “utilizzare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli”. Il Consiglio di sicurezza in caso di crisi internazionale ha il potere di prendere decisioni vincolanti per gli Stati e di poter anche giungere all’intervento armato, altri organi sono il Consiglio economico e sociale e la Corte internazionale di giustizia.

Accordi di Bretton Woods

Luglio 1944, fu creato il Fondo monetario internazionale per assicurare la stabilità dei cambi fra le monete ancorandoli non soltanto all’oro ma anche al dollaro (dove gli Stati Uniti si impegnavano a garantire la convertibilità in oro) e nel 1947 fu instaurato il GATT (Accordo generale sulle tariffe e sul commercio) che prevedeva un abbassamento dazi doganali; nelle mani degli USA vennero così messe delle leve di azione formidabili sulle economie occidentali (i paesi comunisti però non aderirono al fondo monetario).

Roosevelt aveva comunque un “grande disegno” di cooperazione con l’URSS visti anche gli incontri diretti con Stalin ma ciò terminò con la sua morte e l’avvento di Truman nell’Aprile 1945 portò un irrigidimento americano nei confronti dei sovietici.

Conferenze di Postdam e Parigi

Conferenza di Postdam (Luglio/Agosto 1945) emersero i nodi fondamentali del contrasto: il futuro della Germania sconfitta e gli sviluppi in Europa orientale. Alla Conferenza di Parigi (1946) si giunse ad un accordo e vennero ratificati i nuovi confini fra URSS, Polonia, e Germania, l’Unione Sovietica incamerava Estonia, Lituania e Lettonia, parte della Polonia dell’Est e Prussia Orientale. La Polonia a sua volta si rifece a ovest a spese della Germania della quale ancora bisognava capirne il futuro.

Durante la conferenza nacquero delle divergenze tra URSS e Turchia per lo stretto dei Dardanelli. Truman, applicando la teoria del containment (contenimento), accorse in aiuto dei turchi per contenere l’espansionismo dei sovietici e tra il 1948 e il 1952, attraverso il piano Marshall (nome del segretario americano che assunse l’iniziativa), gli USA riversarono sulle economie europee 13 miliardi di dollari a fondo perduto che sarebbero serviti come aiuti per rilanciare l’economia europea. I sovietici respinsero l’aiuto e invitarono i paesi “satelliti” a fare altrettanto, per di più Stalin nel Settembre 1947 diede vita al Cominform (Ufficio d’informazione dei partiti comunisti), una sorta di Terza Internazionale.

Il dialogo tra le due superpotenze era cessato e subentrò quella che Walter Lippmann battezzò come “La guerra fredda”. Nei paesi del blocco sovietico, le residue parvenze di sovranità nazionale furono soffocate ma il terreno di scontro fu la Germania, divisa in quattro zone di occupazione dopo la SGM. La capitale Berlino si trovava nell’area sovietica, Stalin reagì alla nascita di un forte Stato tedesco che stava prendendo piede, con il blocco di Berlino e l’Europa era di nuovo sull’orlo di una guerra. Alla fine il blocco venne tolto ma la Germania venne divisa in due: da una parte la Repubblica federale tedesca.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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