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AGLI ARBORI DELLA SOCIOLOGIA

Analizzeremo 3 definizioni:

Alessandro Cavalli →

“È lo studio scientifico della società” è una definizione generale e problematica.

Il concetto di società è suscettibile di diverse definizioni. Anche altre scienze sociali, sviluppatesi con la sociologia

stessa, si occupano di una società. Una scienza, per essere tale, deve essere autonoma, avere un linguaggio specifico

e portare prove. Inoltre, deve poter identificare dei fenomeni che sono causa di altri.

Anthony Giddens

“È lo studio della vita sociale umana, dei gruppi e delle società (…) ha come oggetto il nostro stesso comportamento di

esseri sociali (…) l’ambito della sociologia è estremamente vasto: dall’analisi accidentale degli individui per strada fino

all’esame dei processi sociali globali” lo studio sociologico dipende dall’immaginazione sociologica.

Più le società si modernizzano, Riflette su sé stessi e analizza se la

più il lavoro si sviluppa. situazione può essere altrimenti.

Sono dei costrutti precedenti che noi pensiamo che siano fatti naturali e quindi non andiamo a modificarli.

Sostanzialmente, andiamo a scoprire che alcune relazioni sono il frutto di una costruzione sociale. Sono regole sociali

che abbiamo interiorizzato.

Luciano Gallino

“È la scienza che studia, con propri metodi di indagine e tecniche di ricerca, empiriche (volte cioè a produrre

direttamente i propri dati) e non empiriche:

• I fondamenti: le caratteristiche della società;

• I fenomeni essenziali: svago, tempo libero;

• I processi ricorrenti di strutturazione e destrutturazione: con la strutturazione si produce il nuovo, si produce

sempre di più fino a complicarsi. Con la destrutturazione si intende qualcosa che va a pezzi;

• Le manifestazioni tipiche della vita associata e le loro trasformazioni;

• I condizionamenti che i rapporti e le relazioni sociali esercitano: la sociologia studia le influenze che si hanno e le

relazioni che ci sono per combatterle riguarda la società od ogni tipo di gruppo;

• Sulla formazione e l’azione degli individui e che gli individui esercitano su di loro, quali si trovano globalmente nella

società e in ogni tipo di collettività, seppur di minor scala.

Il fine della sociologia è quello di ricondurre la varietà degli eventi particolari ad un numero limitato di leggi o

proposizioni generali collegate tra di loro per dare delle spiegazioni del perché i processi assumono quella

caratteristica. NASCITA DELLA SOCIOLOGIA

La sociologia nasce l’anno in cui Auguste Comte, nel corso di filosofia positiva, fa la proposta di sostituire al termine

“fisica sociale” il termine sociologia (neologismo, parola che prima non esisteva). È formata da “socius” società,

sociale e “logos” pensiero, argomentazione: ovvero argomentazione sui fatti sociali. Per Comte era qualcosa di più

preciso rispetto al termine iniziale. Qualche anno prima, in una lettera del 1824, Comte aveva fatto richiesta per il

cambiamento che verrà poi accettato nel 1839 in un testo edito.

Il 1839 è una data convenzionale, ad un certo punto nasce una nuova disciplina poiché è un qualche cosa che nasce

nella prima metà dell’’800 e cresce costantemente il desiderio di avere dei nuovi strumenti di analisi per definire la

realtà, che si stava trasformando velocemente. Sono le rapide trasformazioni sociali che reclamano una nuova

disciplina. Cavalli afferma che la sociologia è una risposta disciplinare a trasformazioni di carattere soprattutto

socioeconomico e politico che dalla fine del ‘700 si sono verificate in Europa mettendo in discussione assetti sociali,

culturali e politici che fino ad allora erano stabili. Le modificazioni portano all’esigenza di trovare un orientamento. La

sociologia studia i processi di modificazione, con tutte le conseguenze che ci sono.

Secondo Nisbet, nel libro “la tradizione sociologia”, i temi della sociologia sono “risposte al problema dell’ordine

venutosi a creare all’inizio del diciannovesimo secolo con la caduta del vecchio regime sotto i colpi dell’industrialismo

e della democrazia rivoluzionaria. […] La natura della comunità, la posizione del potere, la stratificazione della

ricchezza e dei privilegi, il ruolo dell’individuo nella emergente società di massa, la riconciliazione di valori sacri con le

realtà politiche ed economiche, la direzione della società occidentale: sono tutti ricchi temi della scienza dell’uomo

nel diciannovesimo secolo […].” Tutta una serie di processi hanno dato maggiore opportunità all’individuo.

LA SOCIOLOGIA E LE TRE RIVOLUZIONI

Si è soliti dire che la sociologia si sviluppa solo dopo il verificarsi di 3 rivoluzioni, alcune sono rivoluzioni in senso

metaforico:

1. Rivoluzione industriale: è un processo sociale globale, innescato dal 1760 circa al 1830 circa, in Gran Bretagna (isola

del Regno Unito) e più in particolare in Inghilterra (parte della Gran Bretagna). La rivoluzione industriale ha preso

piede in quasi tutta l’Inghilterra e in parte anche la Scozia. Si è poi sviluppata in Europa, nella parte settentrionale.

Di solito si pensa che la rivoluzione industriale sia un fatto che riguarda solo gli oggetti. Si è avviata negli ultimi

decenni del ‘700 grazie all’utilizzo del carbon fossile, della meccanizzazione della tessitura. Si sviluppa l’utilizzo del

cotone, importante perché è un cambiamento del modo di vestire che ha delle applicazioni pratiche molto rilevanti

→ costa meno, è più sottile, si lava facilmente e lo posso produrre in grandi quantità. Prima gli indumenti erano di

lino o canapa, erano più grossi e costavano di più, inoltre per lavarli richiedevano più tempo. Tutta una serie di

malattie si sono ridotte grazie all’avanzamento dell’industria cotoniera (indumenti, biancheria da tavola, lenzuola).

L’industria cotoniera ha rivoluzionato una serie di abitudini salutistiche che hanno fatto dei balzi in avanti enormi,

alla salute della popolazione. Per produrre queste grandi quantità, devo applicare delle macchine e delle procedure:

tutti i processi produttivi vengono formalizzati (hanno dei programmi), inseriti nelle macchine. Si produceva a livello

nazionale ed internazionale, un bene lo posso produrre in grandi quantità e per un’intera nazione si spedisce

grazie ai trasporti e ai sistemi di refrigerazione (es. la cucina italiana si sviluppa solo dopo la rivoluzione industriale,

prima c’erano le cucine regionali italiane). Tutta una serie di organizzazione politica – sindacale, è stata possibile solo

dopo che l’industria ha reso possibile stampare dei documenti e diffonderli a livello nazionale. Con la rivoluzione

industriale produco anche beni culturali, beni per il tempo libero. Si verifica l’urbanizzazione la rottura di una serie

di relazioni della società rurale: persone che prima vivevano in campagna e si conoscevano, si trasferiscono nelle

città dove non conoscono nessuno. Ci sono nuove classi operaie che producono nuovi beni.

Di rivoluzione industriale parla già Friedrich Engels, “La storia della classe operaia in Inghilterra ha inizio nella

seconda metà dello scorso secolo, con l’invenzione della macchina a vapore e delle macchine per la lavorazione del

cotone. Queste invenzioni, com’è noto, diedero l’impulso ad una rivoluzione industriale, una rivoluzione che in pari

tempo trasformò tutta la società borghese (…).”

Con la rivoluzione industriale, in Inghilterra, nascono diverse modalità di produrre, modalità diverse dell’abitare e

nuovi protagonisti sociali: abbiamo la crescita della classe operaia.

L’immagine mostra la rappresentazione grafica dei valori che hanno due variabili: la percentuale della popolazione

negli USA che vive nelle città e la percentuale degli

USA della forza lavoro occupata in agricoltura.

Andando a vedere i valori che hanno queste due

variabili, si scopre un mondo in un intervallo

temporale compreso tra il 1780 e gli anni 2000.

Nel 1800 circa, la percentuale negli USA che

viveva nelle aree urbane è inferiore al 10%

(all’inizio dell’’800, quasi tutte le persone

vivevano nelle campagne).

Nel 1984 – 1985, la percentuale negli USA che

viveva nelle città è circa dell’85% (a metà circa

degli anni Ottanta, quasi tutte le persone

vivevano nelle città).

Nel 1805 – 1810 circa, più dell’80% della forza

lavoro è concentrata nell’agricoltura (sono tutti

contadini).

Nel 1984, la percentuale della forza lavoro è

inferiore al 5%. Se solo il 2/3% della popolazione

lavora nell’agricoltura, quest’ultima sarà altamente meccanizzata ed industrializzata: ci saranno delle grandi

macchine per raccogliere/distribuire, nuove modalità per mungere ci sarà una trasformazione dei processi

produttivi agricoli. Con il 1839 abbiamo la data convenzionale della nascita della sociologia, essa nasce con diversi

cambiamenti.

Prima del 1860, abbiamo la pubblicazione del Capitale, di Marx. Agli inizi del ‘900 abbiamo il primo dipartimento di

Chicago, una citta cresciuta velocemente in cui ci sono stati diversi problemi: grandissima immigrazione, criminalità,

diverse condizioni di vita (a quell’epoca l’industria era pesante: automobile, fonderie. Ci lavorano gli uomini, infatti

l’immigrazione inizialmente è di soli uomini).

Nel 1920, Weber muore ed “economia e società” è una sua raccolta di scritti pubblicata dalla moglie qualche anno

dopo (1922). Weber studia prevalentemente la nascita della burocrazia: l’entrata della burocrazia statale (eserciti,

pubblica amministrazione: tribunali, forze dell’ordine, scuole, sanità e tasse) ed industriale. “[...] la rivoluzione

industriale […] non cambiò solo il modo in cui si producevano beni e servizi. Il ruolo della famiglia e dell’unità

economica familiare, la natura del lavoro, le condizioni di donne e bambini, il ruolo sociale della chiesa, i modi in cui

la popolazione sceglieva i propri governanti e si prendeva cura dei poveri, quello che le persone desideravano sapere

e quello che effettivamente sapevano del mondo - tutto ciò cambiò più radicalmente e rapidamente di quanto fosse

mai successo in precedenza.” Le modificazioni nei paesi e nelle società sono sempre state presenti, ma mai come nel

momento della rivoluzione industriale: le modificazioni ebbero un’accelerazione enorme.

2. Rivoluzione francese: ha avuto degli anni successivi in cui c’è stato il turbinio in Francia, per poi avere delle cadenze

in Gran Bretagna (1648 – 1688) e in America (1776). “Se l’economia del mondo del secolo XIX scaturì soprattutto

dall’influenza della Rivoluzione Industriale britannica, la sua politica e la sua ideologia scaturirono soprattutto dalla

Rivoluzione Francese. La Gran Bretagna fornì al mondo il modello per la costruzione delle ferrovie e delle fabbriche,

l’esplosivo economico che fece crollare le tradizionali strutture economiche e sociali del mondo non europeo.” La

Rivoluzione francese si è concentrata nell’ambito politico. C’è stata l’eliminazione dei corpi intermedi e nasce il

problema della rappresentanza: per andare in una camera devo essere un rappresentante eletto: nascono così i

partiti moderni. Questa rivoluzione, rispetto a quella industriale, porta dei valori diversi: sono importanti le virtù dei

cittadini, che sono uguali poiché hanno tutti la stessa importanza. È importante che si vada a studiare il singolo

individuo (è lui che vota, che paga le tasse): c’è una composizione diversa della società.

3. Rivoluzione scientifica: è un mutamento radicale del fare le scienze, le discipline si modificano diventando sempre

di più delle scienze sperimentale (raccolgono delle prove). La scienza assume dei caratteri quantitativi: per affermare

alcuni principi si fanno degli esperimenti. Si fecero degli esperimenti per dimostrare il movimento terrestre, come ad

esempio l’esperimento del pendolo di Foucault. Se si prende un pendolo e lo si fa oscillare, il piano su cui avviene

l’oscillazione non si modifica. Se viene messo un modo (luce, oggetto, sabbia, piume) per segnare il movimento sul

terreno. Se si fa oscillare il pendolo, le oscillazioni avvengono sempre sullo stesso piano: le piume vanno a sfiorare la

sabbia e nell’arco di tempo vedo che si comportano come dei raggi, fino a completare tutta la porzione di questo

“orologio”. Questa è una delle dimostrazioni della rotazione terrestre: è un’affermazione che viene provata

scientificamente. Nelle scienze sociali, la differenza è che si hanno dei margini di libertà di azione: non tutte le

persone nelle stesse condizioni si comportano allo stesso modo, qualunque individuo può comportarsi non nello

stesso modo strada facendo. Le persone cambiano mentalità, idea, preferenza e, entro un certo limite, ci sono dei

margini di libertà (es. l’acqua non ha possibilità di scegliere se stare allo stato solido o liquido, cambia con il cambiare

della temperatura). Gli individui hanno dei margini di azione (es. qualcuno è tornato indietro dai campi di

concentramento). Le persone modificano il loro atteggiamento nel tempo, se non lo modificassero non sarebbe così

importante fare dei sondaggi. È un problema per le scienze sociali non poter fare degli esperimenti, per questo si

devono per forza trovare altre forme dirette: per esempio, un bambino che non mangia la verdura per fargliela

mangiare provo in due modi differenti, vedo che metodo è più efficace (non vale così per tutti i bambini). È molto

importante l’ordine delle domande, perché uno stimolo va a modificare l’atteggiamento dell’intervistato: se penso

che una certa domanda lo possa indispettire, non gliela farò subito ma alla fine cerco di fare in modo di non avere

dentro l’intervista l’atteggiamento disturbato dell’intervistato, a causa dello stimolo. Si devono fare anche le

domande di controllo: per esempio, faccio finta di credere che guadagni poco ma poi si dissemina qualche domandina

per capire se l’intervistato può permettersi qualche risorsa costosa; con altre domande devo capire se la possibilità

di spesa può essere modificata da regali o altro. ILLUMINISMO

A metà del ‘700 si è affermata una nuova concezione del mondo, che si chiama Illuminismo e vuole affermare il

dominio della ragione. Nasce così l’illuminismo, che voleva portare una forma trasmissibile a quei processi che erano

lasciati alla trasmissione orale e abitudinaria: es. se in una piccola città la gente viene colpita dalla peste, i sopravvissuti

perdevano il come si fanno alcuni prodotti se muore il casaro e la sua famiglia, in quel villaggio non si sa più come

fare i formaggi. Erano processi che andavano re-imparati o bisognava aspettare un pellegrino che arrivasse e

rinsegnasse i processi produttivi, i modi e le dosi.

I processi non erano formalizzati, diventano formalizzati quando nasce la prima enciclopedia dedicata alle arti e ai

mestieri: Encyclopédie. In questo testo ci sono le parti scritte e le tavole: se si tratta di costruire una scarpa, troviamo

tutti i tipi di scalpelli, chiodi ed utensili che sono necessari; se si tratta di pasticceria ci sono tutti i tipi di stampi per

fare questo lavoro. Prima i processi non venivano scritti da nessuna parte, con la nascita di quest’enciclopedia i processi

vengono descritti insieme agli strumenti idonei a preparare quel tipo di lavoro. Questo è il passaggio affinché i diversi

movimenti o le diverse misure (movimenti), passi nella macchina. Prima erano lavorazioni artigiane fatte a mano poi,

con la rivoluzione industriale, quei processi verranno svolti direttamente dalla macchina. La macchina riproduce i

movimenti che prima erano impressi nel corpo dell’uomo (es. io cucio, con la rivoluzione industriale quel movimento

passa in una macchina che cuce). L’illuminismo formalizza i processi, ne capisce la forma e la misura.

M.me de Popadour era l’amante del re. I gesuiti facevano pressione sul re affinché, attraverso la censura, si bloccasse

la scrittura dell’Encyclopédie: la sua nascita è stata travagliata e ci mise molti anni prima che uscisse (chi la conservava

veniva ucciso, non si poteva tenere in casa) perché andava a distruggere le tradizioni e superstizioni della storia.

AMBITI DI STUDIO DELLA SOCIOLOGIA

• La sociologia studia il divenire della società: nasce quando nella società si verificano grosse e repentine

trasformazioni, con una velocità che mai prima c’era stata;

• Le correlazioni esistenti tra i fenomeni sociali rientranti in sfere diverse (politica, religione, cultura): noi abbiamo

delle trasformazioni nell’ambito culturale, e vediamo che ci sono delle trasformazioni analoghe all’interno della

religione; oppure vediamo dei rapporti di interdipendenza tra settori dei sistemi sociali;

• La correlazione che c’è tra valori e norme, significati e simboli: supponiamo che all’interno di una società i simboli

di carattere religioso siano meno frequenti e all’interno dei valori ci sono un minor numero di valori che si riferiscono

a proprietà che hanno un significato all’interno di un credo religioso;

• Modalità dell’azione sociale: ad esempio se incontro una moltitudine per la strada, riesco a vedere un po’ il contesto

→ riesco a capire se stanno andando ad un avvenimento di tipo politico, musicale, se stessero andando ad una festa

patronale, si potrebbero scoprir

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuliafabbrii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zurla Paolo.
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