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GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE, Marshall McLuhan, ed. italiana 1967

INTRODUZIONE

Il 75% di questo libro era, per stessa ammissione autoriale, materia nuova all’epoca della sua pubblicazione (in Italia

nel 1967, a soli tre anni dall’edizione americana), e offre tutt’ora uno dei modelli più significativi della comunicazione

come aspetto specifico della vita umana attraverso l’esplorazione dei confini del nostro essere, esteso dalla moderna

tecnologia.

Inutile negare che «tramite i media abbiamo tecnologicamente esteso i nostri sensi e i nostri nervi».

I media (dall’alfabeto fonetico alla stampa, dal telegrafo alla radio, dall’abbigliamento alla tv, sino al denaro) sono

estensioni dell’uomo (del corpo umano e delle sue funzioni/facoltà/potenzialità) che comportano inevitabili

implicazioni/effetti di tipo sociologico e psicologico, e mai come ora si rivela necessario cogliere l’esatta portata sociale

di queste estensioni, tentando di prenderle in esame nel loro insieme.

Essi sono metafore attive che veicolano e insieme trasformano tutto ciò che toccano, il messaggio di cui si fanno

promotori (costituito generalmente da un altro medium) così come le realtà individuali e collettive.

«Oggi, dopo oltre un secolo di impiego tecnologico dell’elettricità, abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale

in un abbraccio globale che tende ad abolire le categorie deterministiche del tempo e dello spazio in favore della

contemporaneità di azione e reazione, arrivando a coinvolgerci in tutta l’umanità e a incorporare tutta l’umanità in noi»:

dopo anni di «alienazione specializzata nelle innumerevoli estensioni tecnologiche del corpo umano e delle sue

funzioni», dopo che il mondo si è espanso con mezzi tecnologici puramente meccanici, frammentari e uniformanti, esso

si è infine contratto. L’elettricità ha ridotto il globo a poco più che un villaggio globale in cui siamo necessariamente

implicati nelle conseguenze delle nostre azioni, perché vicini, interdipendenti e più consapevoli.

Ci stiamo ora avvicinando alla fase finale dell’estensione dell’uomo, quella in cui, attraverso la tecnologia elettrica, «il

processo di conoscenza sarà esteso all’intera popolazione globale». Un’età dell’angoscia dovuta a un processo di

accentramento (quindi alle componenti centripete che si oppongono agli antecedenti processi di meccanizzazione

centrifuga) che impone ora partecipazione e impegno, andando a intensificare la consapevolezza della responsabilità

umana e ad abolire la rilevanza di qualsiasi specifico punto di vista individuale/il carattere particolare del singolo.

«L’aspirazione della nostra epoca alla totalità, all’empatia e alla consapevolezza sembra essere un complemento

naturale dell’elettricità», e la ribellione contro gli schemi imposti ne sancisce la caratteristica preminente.

L’esame delle origini e degli sviluppi delle estensioni individuali, oltre alla considerazione di alcuni aspetti generali

dei media (a partire dal torpore provocato nella società), può aiutare a controllare la crisi e a comprenderne le ragioni.

1. IL MEDIUM È IL MESSAGGIO/CONTENUTO DOTATO DI SIGNIFICATO, ALTRO MEDIUM

Di fatto, McLuhan va ad annullare la distinzione convenzionalmente esistente tra medium/strumento comunicativo e

bagaglio contenutistico veicolato dallo stesso:

«IL MEDIUM È IL MESSAGGIO» «IL CONTENUTO DI UN MEDIUM È SEMPRE UN ALTRO MEDIUM»

® ogni medium accoglie generalmente in sé un altro medium, che in quanto estensione della corporalità umana sensiente

e delle sue funzioni provoca conseguenze pratiche (individuali e sociali) e mutamenti significativi nella percezione

sensoriale, nella strutturazione dei rapporti interpersonali e nell’organizzazione della vita civile, «mutamenti di

proporzioni, di ritmo o di schemi nei rapporti umani» ottenuti dai media ampliando o modificando processi già

esistenti

® «conseguenze derivanti dalle nuove proporzioni introdotte nelle nostre questioni personali da ognuna di tali

estensioni/dai media elettrici o da ogni nuova tecnologia».

LA PORTATA DI OGNI MEDIUM È ASSIMILABILE AL MUTAMENTO CHE ARRECA.

E «sebbene l’effetto di un medium è rafforzato e intensificato dall’attribuirgli come contenuto un altro medium, esso non

ha nulla a che fare con il suo contenuto programmatico».

Errato quindi ritenere che il significato o il messaggio della macchina non risieda nella macchina in sé, ma nell’uso che

1

se ne faceva . Molte le prese di posizione convenzionali da cui McLuhan si è dissociato, su tutte, la narcisistica

dichiarazione del generale David Sarnoff, dimentica della «natura del medium» (estensione umana) e del fatto che

«qualunque apporto tecnologico non può far altro che aggiungersi a ciò che già siamo»: «Siamo troppo propensi a

fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In sé stessi i prodotti della scienza

2

moderna non sono né buoni, né cattivi. È il modo in cui vengono usati che ne determina il valore» .

Non a caso, secondo McLuhan, «i contenuti, cioè le possibili utilizzazioni di ciascun medium/le attività che ogni medium

rende possibili, non hanno alcuna influenza sulle forme dell’associazione umana»: è il medium a essere capace di

controllare e di plasmare le proporzioni e la forma dell’associazione umana, reale fulcro delle potenzialità di

mutamento insite nelle nuove tecnologie che hanno progressivamente allargato funzioni umane già esistenti. Sono i

media ad aver provocato cambiamenti a dir poco determinanti, in modalità indipendente dai loro contenuti e dai loro usi

(basti pensare agli apporti benefici della ferrovia e dell’aeroplano, o alla portata rivoluzionaria della luce e dell’energia

elettrica, «due cose diverse per gli usi che se ne fanno, eppure in grado di eliminare nella società umana fattori di tempo

e di spazio esattamente come la radio, il telegrafo, il telefono e la tv, creando una partecipazione in profondità»).

Ammettendo che il contenuto della scrittura possa essere individuato nel discorso (il cui contenuto è a sua volta costituito

da processi mentali cognitivi, in sé stessi non verbali), così come il contenuto della stampa nella parola scritta, e il

contenuto del telegrafo nella stampa (altri media), illuminante in tal senso è l’esempio della luce elettrica.

Essa è informazione allo stato puro, un medium senza messaggio diretto, o comunque portatore di un messaggio non

sempre visibile, a meno che non lo si usi per formulare qualche annuncio verbale o per portare a compimento scopi

comunicativi espliciti. L’apparente assenza di contenuto mina lo stesso riconoscimento della funzione mediale

dell’elettricità, fornendo una «prova senza pari di come la gente trascuri l’esame dei media», della loro natura e della

matrice culturale entro la quale essi agiscono.

Tra l’altro, l’avvento delle nuove tecnologie e di nuovi media dal potere trasformante ha determinato la netta cesura tra

due ere distinte, cui sono riconducibili culture e tendenze differenti:

- da un lato, l’ERA PREELETTRICA, ancorata alla predominanza di MEZZI MECCANICI e a un MECCANICISMO

DETERMINISTICO che aveva rilevato nella frammentazione determinata dall’avvento della specializzazione

industriale/nei processi di specializzazione produttiva e di ordinamento seriale delle parti la base stessa del suo esistere.

Un ordinamento sequenziale, eppure non consequenziale né causale, dato che, come sostenuto nel ‘700 David Hume,

«una semplice sequenza non implica alcun principio di causalità. Che da una cosa segua un’altra non significa che questa

ne derivi. Niente consegue da una sequenza, tranne il mutamento». La tecnica della frammentazione, identificata per

secoli come «l’essenza della tecnologia meccanica/della tecnologia della macchina», di certo uniformante (da

intendere presumibilmente come accentratrice, anche a livello nazionalistico) e avente caratteristiche di continuità e

1 Attribuire il significato sulla base dell’uso equivarrebbe a dire che «la torta di mele (così come il virus della varicella o le armi da guerra) in sé stessa

non è né buona né cattiva; è il modo in cui viene usata che ne determina il valore». «In altre parole, se le pallottole colpiscono le persone giuste, le armi

da fuoco sono buone. Ed è buono il tubo della tv se spara le munizioni giuste contro le persone giuste».

2 Citazione di Sarnoff, D., definita dall’autore la «voce dell’attuale sonnambulismo». 34

linearità, ha quindi posto le fondamenta per lo sviluppo della cultura occidentale europea e americana , razionale e

lineare, meccanizzata e alfabeta, permeata da una tecnologia di tipo visivo e tipografico

® una nuova CULTURA VISIVA DELLA STAMPA/CULTURA STAMPATA in cui «l’appellativo razionale è stato

a lungo sinonimo di uniforme, continuo e sequenziale»

® ancorata alla PAROLA SCRITTA/SCRITTURA ALFABETICA, medium caldo che ha subito un ulteriore

«riscaldamento» a causa dei processi meccanico-ripetitivi che hanno sancito la nascita della stessa

tipografia/procedimento di stampa a caratteri mobili in rilievo, decretando il raggiungimento di un elevato livello di

specializzazione del senso della vista e acuendo nel pubblico la tendenza alla conduzione di guerre religiose e di moti

rivoluzionari d’ispirazione nazionalistica.

- dall’altro, l’ERA ELETTRICA, votata alla totalità attraverso l’AUTOMAZIONE, l’immediatezza e la simultaneità,

complice il passaggio decentrante dalle sequenze/connessioni lineari alle configurazioni/strutture creative, favorito

5

dalla velocità introdotta dai media elettrici che hanno progressivamente trasportato gli esseri umani oltre i limiti del

meccanicismo, nel mondo dello sviluppo e dell’interrelazione organica. La stessa velocità che ha riscattato le sequenze

delle immagini cinematografiche dai limiti della componente meccanica a cui era ancorata la loro stessa successione.

Nell’ottica mcluhaniana, infatti, «la rivoluzione operatasi con l’elettricità ha posto fine alla sequenza rendendo i processi

del tutto immediati, e con la velocità istantanea le cause delle cose hanno iniziato a riaffiorare all’orizzonte di una nuova

consapevolezza, una consapevolezza totale, l’immediata consapevolezza sensoria del tutto». Per questo anche la

cultura occidentale è stata sopraffatta dal potere trasformante dei media elettrici e da un’istantaneità di fronte alla quale

gli occidentali si sono trovati impreparati tanto quanto gli indigeni detribalizzati in modo traumatico attraverso

l’imposizione improvvisa della stessa cultura visiva

® è inevitabilmente caduta la preminenza di un’unica cultura, e sempre più «ci si avvicina al conflitto decisivo tra vista

e suono, tra modo scritto e modo orale di percepire l’esistenza» a causa della pervasività di una tecnologia elettrica

andata a incontrarsi, prima, e a scontrarsi, poi, con la cultura alfabetica occidentale/americana derivante dalla tecnologia

meccanico-visiva guttembergiana.

In conclusione, secondo McLuhan «l’analisi dei contenuti mediali programmatici non serve a chi voglia scoprire la magia

dei media elettrici e la loro carica subliminale». Essi possono divenire «prigioni senza muri» o «armi poderose

utilizzate per aggredire altri media o altri gruppi» nel caso in cui si tenda ad accettare docilmente e superficialmente la

loro influenza sulla vita del singolo e sulle forme organizzative della società.

Acquisiscono invece un’importanza pari a quella rivestita dalle «materie prime o da risorse naturali come il carbone,

il cotone o il petrolio» se considerati «strumenti di coesione sociale» e «cariche fisse dell’intera vita psichica della

comunità», in grado di influire sulle condizioni sociopsicologiche della popolazione.

3 Ma non inglese, territorio in cui «la forza delle antiche tradizioni orali della common law, acuita dall’istituzione medievale del parlamento, era tale

che i principi tipografici dell’uniformità, della continuità e della linearità della nuova cultura visiva della stampa non hanno potuto prendere del tutto il

sopravvento». Non a caso, in Inghilterra non si è mai verificata alcuna rivoluzione assimilabile a quella americana o a quella francese.

4 In antitesi rispetto alla CULTURA ORIENTALE, ORALE E INTUITIVA, apparentemente inconciliabile con quella occidentale, per quanto

l’avvento del medium del denaro abbia avuto nel Giappone seicentesco effetti non dissimili da quello della tipografia in Occidente.

Come scriveva G.B. Sansom in Japan (1931), «la penetrazione dell’economia monetaria produsse in Giappone una rivoluzione lenta ma irresistibile,

culminata nello sfasamento del governo feudale e nel riallacciamento dei rapporti con i paesi stranieri dopo oltre duecento anni di isolamento». «Il

denaro», ha aggiunto McLuhan, «è stato in grado di riorganizzare la vita sensoriale della gente proprio perché ne è un’estensione. E ciò

indipendentemente dall’approvazione o meno di coloro che vivono in quella determinata società».

5 «Il messaggio del medium consiste nella transizione dalle connessioni lineari alle configurazioni». E ancora, «l’essenza della tecnologia

dell’automazione, integrale e al tempo stesso decentratrice, è esattamente l’opposto della tecnica della frammentazione alla base della tecnologia

meccanica».

2. MEDIA CALDI E FREDDI

«C’è un principio base che distingue un medium caldo (come la parola scritta/la stampa, il cinema o la radio) da un

medium freddo (come la parola/ogni espressione orale rientrante nel discorso, la tv o il telefono)».

«È caldo il medium che estende un unico senso fino a un’alta definizione: fino allo stato, cioè, in cui si è

abbondantemente colmi di dati» specialistici, specificamente riconducibili a uno o a due soli sensi. La fruizione dei

contenuti trasmessi attraverso media caldi implica quindi:

- elevato livello di specializzazione informativa e sensoriale, in considerazione della netta preminenza di

dati/info decifrabili attraverso uno o due sensi

- basso grado di completamento da parte del pubblico, non lasciano cioè molto spazio che il pubblico debba

colmare ® ®

- basso grado di partecipazione IL MEDIUM CALDO ESCLUDE favorisce processi di assimilazione

passiva che implicano un basso livello di coinvolgimento sensoriale ed emotivo dovuto a tendenze

specialistiche / aridità emotiva su larga scala / eliminazione del sentimento emozionale collettivo

«Un medium freddo comporta invece una bassa definizione sensoriale, in quanto contiene una quantità limitata di

informazioni» decifrabili attraverso uno o due sensi specifici. La fruizione dei contenuti trasmessi attraverso media

freddi implica quindi:

- basso livello di specializzazione informativa e sensoriale

- elevato grado di completamento ® ®

- elevato grado di partecipazione in profondità IL MEDIUM FREDDO INCLUDE favorisce la

partecipazione attiva di più sensi in fase di fruizione mediale, cui è riconducibile la repressione dell’egemonica

specializzazione di valori di tipo visivo/l’assenza della netta separazione tra vista-suono-contenuto

programmatico (dimensione semantica) tipica di culture visive permeate dall’influenza dell’alfabeto fonetico.

Implica quindi un considerevole c

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviamac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e antropologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Giaccardi Chiara.
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