Il medium è il messaggio
Il medium controlla e plasma le proporzioni e la forma dell’associazione e dell’azione umana. I contenuti, invece, cioè le utilizzazioni, di questi media possono essere diversi, ma non hanno alcuna influenza sulle forme dell’associazione umana. Inoltre, il contenuto ci distrae e ci impedisce di comprendere le caratteristiche del medium stesso.
Media caldi e media freddi
- Media caldi: media che forniscono informazioni molto dettagliate a uno o due sensi e ci coinvolgono ad “alta definizione”. I media caldi non lasciano molto spazio che il pubblico debba colmare o completare e quindi comportano una limitata partecipazione. Esempi di media caldi: fotografia, stampa, cinema, radio, scrittura alfabetica, …
- Media freddi: media che forniscono poche informazioni, coinvolgono a “bassa definizione” una pluralità di sensi e implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico. Esempi: parola, ideogramma, fumetto, cartoon, telefono, ...
- Uomo caldo: uomo che vive nella città.
- Uomo freddo: uomo che vive in campagna.
Ma l’età elettrica ha provocato un capovolgimento dei procedimenti e dei valori e così l’era calda è quella precedente, quella della meccanica, mentre l’era televisiva è fredda. Inoltre, le cose cambiano moltissimo a seconda che un medium caldo sia usato in una cultura calda o fredda. Un medium caldo come la radio, per esempio, usato in culture fredde e illetterate, ha un effetto ben diverso da quello prodotto in Inghilterra o in America dove la radio è considerato una forma di svago. Una cultura fredda non può infatti accettare media caldi come la radio o il cinema a puro titolo di svago.
Capovolgimento del medium surriscaldato
L’utilizzo dell’elettricità (elettrificazione) estende all’intero pianeta i modelli di comportamento tipici del villaggio primitivo (freddo), piuttosto che quelli dell’era meccanica: l’elettricità, infatti, capovolge l’esplosione in implosione, non centralizza, ma decentralizza. L'elettrificazione è il ritorno allo stato freddo di un medium surriscaldato. Praticamente un medium viene surriscaldato quando da freddo (cioè a bassa definizione, con una bassa percentuale di dati inviati) viene caricato di informazioni, in modo tale da togliere la possibilità di interazione fra medium e destinatario delle info. Un esempio di medium surriscaldato è la scrittura che esasperata porta al nazionalismo, all'eccitazione delle folle e al caos. L'elettrificazione fa tornare freddo il medium surriscaldato scrittura, riportandolo al suo stato originario.
Narciso come narcosi
Ogni medium è un’estensione artificiale di un organo o di una facoltà umana. Si tratta quindi della protesi freudiana che provoca un effetto di narcosi in quanto il suo innesto desensibilizza, addormenta l’organo su cui viene innestata e ridefinisce i rapporti con gli altri organi. L’uso del termine narcosi deriva dal mito di Narciso, il cui termine stesso significa torpore. Infatti nel mito il giovane Narciso scambia la propria immagine riflessa nell’acqua per un’altra persona e questa estensione speculare di se stesso attutisce tutte le sue percezioni fino a fare di lui il servomeccanismo della propria immagine estesa o ripetuta. La ninfa Eco cercò di conquistare il suo amore, ma Narciso era intorpidito, si era conformato all’estensione di se stesso divenendo così un circuito chiuso. Il senso di questo mito è che gli esseri umani sono soggetti all’immediato fascino di ogni estensione di sé, riprodotta in un materiale diverso da quello stesso di cui sono fatti. Ma quali sono le ragioni per cui un’estensione di noi stessi determina in noi uno stato di torpore?
Secondo alcuni studiosi di medicina le estensioni non sono altro che tentativi di conservare l’equilibrio. Essi le considerano autoamputazioni e ritengono che il corpo ricorra ad esse quando la percezione non riesce a individuare o a evitare la causa della propria irritazione (“mi gira la testa”, “sto perdendo la trebisonda”, …). Per quanto riguarda il giovane Narciso, la sua immagine è un’autoamputazione determinata da pressioni irritanti e in quanto revulsivo produce un torpore generale o uno choc che impedisce il riconoscimento. L’autoamputazione, infatti, vieta il riconoscimento di sé. A seconda della facoltà che si estende o si “auto amputa” mediante la tecnologia è abbastanza prevedibile la “chiusura” o la ricerca di un nuovo equilibrio tra gli altri sensi. Ogni invenzione o tecnologia è infatti un’estensione o un’autoamputazione del nostro corpo che impone nuovi rapporti o nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo.
Energia ibrida
I media, in quanto estensioni dei nostri sensi, quando agiscono l’uno sull’altro, istituiscono nuovi rapporti, non soltanto tra i nostri sensi, ma tra di loro (ad esempio la radio mutò la forma dell’articolo giornalistico, la TV provocò mutamenti nella programmazione radiofonica e nella forma del romanzo-documento). È evidente che l’incrocio o l’ibridazione dei media libera un gran numero di energie e di forze. La luce elettrica pose fine al regime della notte e del giorno, degli interni e degli esterni, ma l’energia ibrida si sprigiona quando la luce incontra schemi di organizzazione umana preesistenti: le auto possono viaggiare di notte, i calciatori possono giocare di notte e si possono costruire edifici senza finestre.
I media come traduttori
Tutti i media sono metafore attive in quanto hanno il potere di tradurre l’esperienza in forme nuove. La prima tecnologia grazie alla quale l’uomo ha potuto lasciare andare il suo ambiente per afferrarlo in modo nuovo è stata la parola: le parole sono una forma di recupero dell’informazione che può estendersi a grande velocità alla totalità dell’ambiente e dell’esperienza. Grazie alla traduzione in simboli vocali dell’immediata esperienza sensoriale è infatti possibile evocare e recuperare in ogni istante il mondo intero.
La parola parlata
Il linguaggio fa ciò che la ruota fa per i piedi o per il corpo, ovvero permette agli uomini di spostarsi facilmente nel tempo e nello spazio.
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