Ruoli e mestieri del sociologo in ambito territoriale
I sociologi territoriali e ambientali contribuiscono alla soluzione di problemi sociali attraverso la produzione di conoscenze empiriche, la costruzione di scenari e la previsione di linee di sviluppo potenziali dei processi territoriali. I possibili ruoli che possono assumere sono molteplici.
Intellighenzia e intellettuali
L'antropologo Ulf Hannerz parla di intellighenzia e intellettuali in riferimento ai ruoli che l'intellighenzia assumono gli esperti in società complesse. È composta da tecnici che sviluppano ed elaborano conoscenze in un campo delimitato del sapere, svolgendo tale attività in modo sistematico e specialistico e cercando di risolvere problemi già configurati in modo preciso mediante schemi già presenti in ambito scientifico. Gli intellettuali mettono in discussione certezze, mettono in relazione conoscenze di diversa origine e stabiliscono collegamenti tra convinzioni largamente condivise e quelle proprie di specifici gruppi, o condivise in ambiti specifici; il loro lavoro è meno legato a schemi, ma piuttosto ad ambiti dove non vi è un apparato concettuale consolidato.
Secondo l'opinione diffusa, che Hannerz rifiuta, la prima è legata alla tecnologia e alle scienze naturali, i secondi alle scienze umanistiche, mentre gli scienziati sociali si trovano in una situazione intermedia.
Evoluzione storica della pianificazione
Gli anni '60 hanno rappresentato l'apice della pianificazione, dove il paradigma dominante era il modello razional-comprensivo. Nella formulazione dei piani, si procede all'individuazione dei meccanismi di sviluppo e dei problemi, e successivamente alla formulazione di linee guida per risolvere le problematicità individuate, dove la divisione dei compiti degli specialisti è basata su una definizione rigida dei ruoli.
In Italia, gli anni '60 sono stati definiti la belle époque della sociologia italiana per la situazione di particolare creatività della disciplina che intendeva presentarsi come forma di cultura critica; in quest'epoca, il ruolo prevalente del sociologo era quello dell'intellettuale. Agli inizi degli anni '70, entrano in crisi i modelli sociologici dominanti che apparivano inadatti al livello di complessità raggiunto dall'evoluzione dei sistemi territoriali, urbani e metropolitani. A partire dagli anni '80 nasce l'esigenza di rinnovamento e la ricerca di strumenti alternativi, che portano alla nascita di vari percorsi di ricerca spesso divergenti. Durante gli anni '90 si è arrivati a una sorta di convivenza tra le diverse linee di ricerca, ma anche alla mancanza di punti di riferimento che rendono difficile la configurazione del lavoro sociologico.
Il ruolo del sociologo ambientale e territoriale
Dato il modello evolutivo attuale nelle città, caratterizzato da aree metropolitane discontinue e policentriche interconnesse in molte aree geografiche che vanno a formare regioni urbane di ampie dimensioni, il sociologo dell'ambiente e del territorio opera in un clima di incertezza e comunica il proprio lavoro a un pubblico non specialista. Al fine di contribuire in maniera significativa alla definizione di politiche pubbliche in ambito territoriale e ambientale, il sociologo deve saper operare su tre livelli.
- Costruzione di scenari evolutivi, l'individuazione di linee di tendenza nei processi in atto, la valutazione degli aspetti salienti, la selezione di fenomeni contemporaneamente presenti e la loro coerente interpretazione.
- Interpretazione di fenomeni specifici con metodi adeguati.
- Ambiti in cui si manifestano processi talmente innovativi che appare non realizzabile l'applicazione di schemi consolidati.
Pianificazione territoriale e contributi sociologici
La pianificazione territoriale è un intervento su processi di trasformazione territoriale già in atto, i quali vengono orientati al fine di svilupparne alcune potenzialità a beneficio della collettività. A tal fine, viene predisposta una valutazione approfondita delle risorse del contesto, le quali possono rappresentare un'opportunità per lo sviluppo. Ciò accade quando sono riconosciute come tali dalla comunità locale e da un complesso di attori che più direttamente possono influire sul governo di quel dato contesto. Sono ad esempio le attività economiche, le caratteristiche dell'ambiente fisico e di quello costruito, il capitale umano, la cultura materiale ed immateriale.
La pianificazione territoriale realizza un nuovo rapporto tra le competenze degli esperti di diversa provenienza e stabilisce canali comunicativi a senso doppio anche con competenze diffuse nella popolazione o con quelle connesse con lo svolgimento di ruoli non immediatamente riconducibili al piano. In Italia, chi svolge il ruolo di pianificatore/urbanista può impegnarsi in misura prevalente nella ricerca e nell'insegnamento universitario, oppure affiancare la pratica della professione e l'attività amministrativa diretta nei settori di propria competenza.
I punti salienti delle interviste sono il rapporto che il pianificatore/urbanista dichiara di instaurare con la sociologia nell'attività di ricerca e nella propria formazione.
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