Modernità e sostenibilità in Russia
Il ruolo della Chiesa
La riflessione sul declino del pianeta impegnò anche la Chiesa, che con Papa Ratzinger riflette sui confini tra ricerca e verità. L’ambiente è stato donato da Dio e il suo uso rappresenta una responsabilità verso i poveri e le generazioni future. Se tale visione viene meno, l’uomo finisce per considerare la natura un tabù o per abusarne: entrambi atteggiamenti non conformi alla visione cristiana.
Il 15 febbraio 1990, Ratzinger, nella cappella della Sapienza di Roma, pone l’accento sul rapporto tra scienza e verità. Se la scienza avesse voluto essere verità, non avrebbe avuto bisogno della tecnica; critica la limitatezza decretata dalla ragione moderna che riconduceva a scienza solo ciò che era verificabile. La domanda è: fin dove si può spingere la fiducia dell’uomo nello sviluppo tecnologico al punto da non distinguere più il vero dal fattibile. La bontà morale di qualsiasi progresso si misura secondo il bene autentico che procura all’uomo.
Gregory Batson a New York, nel 1997 sostiene che l’uomo e il mondo si siano ormai disgiunti con la rivoluzione industriale, si è perso il senso di unità di biosfera e il senso di parallelismo tra l’uomo, le piante e gli animali.
Nel corso della storia, scienza e tecnica hanno viaggiato su due binari paralleli: la scienza legata alla conoscenza astratta mentre la tecnica legata alla pratica e conoscenza empirica; poi il rapporto è mutato, importanti scoperte scientifiche furono seguite da innovazioni tecniche. Mano a mano che la tecnica si sviluppa, cresce la capacità di incidere sulla struttura del mondo destabilizzando l’ambiente. Un esempio: furono scoperti gli effetti elettromagnetici che furono la premessa per la prima locomotiva elettrica.
Heidegger si sofferma sul rapporto tecnica e individuo. Grazie ad essa, l’uomo diventa artefice dell’evoluzione della propria specie senza ridursi a soggetto passivo. Viene chiamato individuo in fuga dal pensiero in quanto l’individuo insegue un’occasione dopo l’altra senza fermarsi a pensare.
Benedetto XVI sostiene che la tecnica è divenuta già un potere ideologico. Guardiamo la biosfera che oggi è minacciata e non si sarebbe mai ritenuto deteriorabile dall’azione umana. L’uomo, con la scienza moderna, ha cercato di imporre il proprio dominio sulla natura ed è per questo che oggi la biosfera è minacciata. (Guardiamo il petrolio che si sta esaurendo o l’acqua che sarà il prossimo oro blu.)
Dopo eventi come Hiroshima e Nagasaki ci si inizia a soffermare sul ruolo della tecnica e di come, grazie ad essa, l’uomo diventa artefice dell’evoluzione e distruzione della propria specie. Infine, si può dire che l’uomo sta continuando a dominare la natura attraverso l’utilizzo strumentale della stessa natura, dimenticandosi che l’essere umano rappresenta solo una delle tante specie viventi e come tale anche esso rischia di rimanere travolto. (Come ricordano Catton e Dunlap nella NEP.)
POET model, DWW, NEP, HEP
La scuola di Chicago aveva approfondito lo studio dell’influenza che l’uomo subiva dai fattori ambientali che lo circondavano. I principali esponenti furono Park, Burgess e McKenzie, sostenitori di come competizione e cooperazione siano alla base delle relazioni tra individui per mantenere un equilibrio in un ambiente in costante mutamento.
- Duncan introdusse il concetto di ecosistema, rilevante per la sociologia dell’ambiente. Attraverso di esso giunse a definire il POET model, ovvero un complesso ecologico della realtà formato da 4 elementi:
- Popolazione
- Ambiente
- Organizzazione
- Tecnologia
Fondamentale è il rapporto tra loro, il mutamento di uno impatta su tutti gli altri. (Secondo Dunlap.)
Catton e Dunlap presero le distanze dalla scuola dell’ecologia umana poiché convinti che il cambiamento in atto portasse alla scarsità di risorse e alla minaccia ambientale e recuperarono il POET model di Duncan con attenzione alla relazione tra ambiente e il complesso sociale.
Sappiamo che inizialmente, grazie al contributo di Emile Durkheim, si aveva l’idea che l’uomo fosse al di sopra della natura e che quindi si potesse studiare il sistema sociale indipendentemente dai fattori ambientali, in quanto l’uomo era superiore allo stato di legge della natura. Premessa di un’idea di abbondanza illimitata dei prodotti offerti dalla natura e di cui l’uomo poteva abusare a suo piacimento.
Catton e Dunlap rifiutarono la fede ottimistica nel progresso figlia del positivismo di Comte per giungere alla teoria dell’esenzionalismo. Partirono dal paradigma sociale dominante fondato su 4 punti fondamentali:
- Gli uomini sono differenti dalle altre creature sulla Terra sulle quali dominano.
- Gli uomini sono padroni del proprio destino, scelgono i propri obiettivi e fanno tutto per raggiungerli.
- Il mondo fornisce illimitate opportunità per gli uomini perché è un mondo vasto.
- La storia dell’umanità è una storia del progresso: per ogni problema c’è una soluzione quindi il progresso non finisce mai.
Secondo i due studiosi, questi punti della DWW rappresentano le fondamenta per la definizione dell’HEP = Human Esentionalism Paradigm, basato su un’esclusione della componente fisica dalle analisi sociologiche che rende ciechi i sociologi rispetto all’importanza della questione ambientale poiché suggerisce che gli uomini possano risolvere tutti i problemi e che quindi l’uomo non sia soggetto a limiti ecologici affrontati da altre specie. Questo paradigma ha predisposto la sociologia ad accettare l’ottimismo della DWW (Visione Dominante del Mondo) credendo che il progresso senza fine non sia minacciato dalla scarsità delle risorse.
Sociologia Ambientale = interazione tra società e ambiente. Si definì un paradigma in antitesi all’HEP elaborato da Schnailberg, Burch e Van Liere chiamato NEP (New Ecological Paradigm) che prende le distanze dall’HEP, sensibilizzando i sociologi a prestare attenzione all’impatto sociale attribuendo importanza agli ecosistemi.
La NEP si fonda su altri 4 punti fondamentali:
- Gli esseri umani rimangono specie implicate nell’ecosistema globale in modo interdipendente.
- I fatti umani sono influenzati da legami con l’ambiente naturale e a volte le loro azioni portano conseguenze non volute.
- Gli uomini vivono in un ambiente biofisico finito.
- Le leggi ecologiche non possono essere annullate.
In sintesi: HEP vs NEP. Il NEP ribadisce che il genere umano è unico ma non è solo e rappresenta una delle tante specie esistenti nel mondo. Inoltre, il NEP riconosce la pesante influenza dei fattori sociali e culturali sulla vita umana, ma mette anche in evidenza la rilevanza dell’ambiente biofisico che spesso si manifesta in termini di reazione alle attività umane. Mentre l’HEP ignora l’ambiente biofisico in cui si svolge l’attività umana, ponendo l’accento sugli elementi socio-culturali, il NEP si concentra sui limiti che l’ambiente biofisico pone all’attività umana (es. la salute e la sopravvivenza sono possibili solo a certe condizioni ambientali).
Bogdanov e Lenin – Russia
Weiner testimonia l’esistenza del movimento per la protezione della natura nato nel periodo di Lenin, che riponeva grande fiducia nella scienza e si impegnò a creare una società nel rispetto della tutela ambientale. Nasce prima della rivoluzione bolscevica, in cui il movimento aveva appoggiato la cacciata dello Zar ritenuto un ostacolo alla realizzazione del movimento per la protezione della natura, e ha resistito anche sotto il regime staliniano, dove ha avuto delle difficoltà ma è sopravvissuto. Il movimento è composto da una serie di società: VOOP (Società Russo per la Protezione della Natura), MOIP (Società dei Naturalisti di Mosca), MGO (Filiale Moscovita della Società Geografica dell’Urss) e Società Botanica Unita.
Società in netto contrasto con le politiche dei Soviet che ha contestato segretamente le pratiche dei soviet. È importante per due motivi: ha contribuito alla pianificazione economica e sociale della Russia tra il 1918 e il 1924; ruolo primario che il movimento ha avuto con Lenin, in cui ha vissuto un periodo molto florido ricco di intellettuali, di nuove idee.
Lenin riconosceva un ruolo fondamentale ai fattori ambientali, convinto che le leggi della natura siano fondamento dell’attività umana. Infatti, diceva “le leggi del mondo esterno, della natura sono il fondamento dell’attività umana”, è quello che si legge in una sua pubblicazione contro Bogdanov, dove sosteneva come l’ambiente sia un elemento fondamentale per lo sviluppo della società moderna.
Aleksandr Bogdanov, studente di medicina, ebbe un ruolo determinante nella nascita dell’ambientalismo. Nel 1903 era stretto collaboratore di Lenin ma ne prese le distanze a causa di un scontro ideologico. Animò una corrente di sinistra chiamata “l’otzovismo”, ribattezzati machisti russi fautori di una visione elastica della filosofia marxista.
L’opera più importante di Bogdanov in risposta alla pubblicazione di Lenin (Materialismo e Empiriocriticismo): la tektologia dove propone l’estensione del marxismo fino ad un livello di monismo metodologico scientifico universale. L’opera avrebbe dovuto fornire una visione unitaria fra l’aspetto spirituale, culturale e fisico dell’esperienza del collettivo di lavoro organizzando al suo interno scienza e attività.
Stella Rossa, un’altra opera di Aleksandr Bogdanov, descrive l’organizzazione socialista ideale e le conseguenze della sua applicazione sul pianeta. È un romanzo utopico che racconta la storia di un socialista rivoluzionario che, scelto come ambasciatore della Terra, viene mandato su Marte dove scopre gli straordinari effetti della rivoluzione e come su Marte, l’organizzazione del lavoro sia in sintonia con i principi del socialismo. Ma, nonostante il suo sviluppo scientifico e tecnologico, sta esaurendo le sue risorse. In Bogdanov si trovano le principali teorie sul concetto di limite, di entropia e di rischio legato all’ambiente.
Da Bogdanov a Lenin
Lo scontro sul piano politico: Lenin voleva la presenza dei socialdemocratici all’interno della III Duma all’indomani della rivoluzione che fallì, ma Bogdanov era contrario. Lenin lo fece espellere dal partito insieme agli otzovisti.
Bogdanov fu esiliato e a Capri fondò, dal 1906 al 1913, una scuola per operai russi formata da politici, dissidenti e altri esponenti politici in vista allontanati da Lenin. Dimostrò la sua capacità nella costituzione di una formazione politica diversa dall’ortodossia. Bogdanov insegnava che la scienza poteva diventare uno strumento di dominio e che per questo il...
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