Identità e sviluppo locale
Chiusura delle terre a metà '800
La questione sarda ha avuto origine dalla gestione delle terre comunali. La gestione delle terre comunali è sempre stata caratterizzata in minima parte da parità di condizione ed egualitarismo. L’uso di alcuni riduce la possibilità che vengano utilizzate da altri, nonostante le terre comunali siano un bene d’uso comune su cui tutti dovrebbero esercitare il diritto d’uso e di accesso. Esse rappresentano un simbolo di resistenza all’integrazione con la modernità.
La Barbagia pastorale
La Barbagia pastorale sembrerebbe un'identità economica e sociale, ma l’idea dei modernizzatori vede nel pastore sardo un simbolo di arretratezza di una società arcaica ancorata a una tradizione che non svanisce. Essa costituisce, in realtà, una forma di autorappresentazione. Questi autori sostengono un tipo ideale di modernizzazione legato al progresso industriale e tecnologico, all’urbanesimo, al libero mercato, a quel processo che richiede il distacco e il venir meno della dimensione locale e delle funzioni locali.
Tradizione secondo Weber
Secondo Weber, la tradizione può essere meccanica e cognitiva. La tradizione meccanica è trasmessa in modo adattivo con contenuti che vengono acquisiti senza alcuna elaborazione. È connessa ai fenomeni di resistenza, di adattamento passivo e all’uso manipolativo delle opportunità della modernizzazione per scopi personali. La tradizione cognitiva favorisce la formazione di nuove identità e rappresenta un’opportunità per lo sviluppo locale.
Risorse locali e identità condivisa
Le risorse locali, quando sono riconosciute come tali dalla comunità locale, possono rappresentare un’opportunità per lo sviluppo. Da qui, la loro valorizzazione e la creazione di un’identità condivisa. La dimensione locale consente di cogliere il rapporto tra mondo esterno e interno, tra fattori endogeni ed esogeni, e come alcuni fatti che si verificano a livello locale riflettano fenomeni di carattere generale senza perdere la loro specificità.
Comunità locali e cambiamenti demografici
Prima dello spopolamento e delle immigrazioni, le comunità locali erano costituite da una popolazione stabile di ridotte dimensioni e uno spazio urbano definito dove si svolgevano gran parte delle funzioni: abitare, lavorare, essere famiglia, educare, praticare la religione. Attualmente, nonostante lo spazio sociale si sia dilatato, le società locali sopravvivono e il localismo ha a che fare con la riscoperta delle proprie identità e tradizioni.
Distinzione tra popolazioni diverse
Un errore comune è quello di identificare gli abitanti con la totalità di coloro che hanno un rapporto con un certo territorio cui sentono di appartenere. Più correttamente, bisognerebbe distinguere tra popolazioni diverse:
- Abitanti, residenti e lavoranti in un territorio
- Abitanti, residenti e non lavoranti
- Residenti e non lavoranti
- Nati che non risiedono e non lavorano
- City users o country users
Tendenza al ritorno nei paesi
A livello nazionale, si sta delineando la tendenza da parte di fasce sempre più ampie di popolazioni urbane di ritornare nei paesi; questo processo coinvolge sempre più spesso i pensionati. Dalla parte dei paesi, l’obiettivo è quello di incrementare la possibilità di residenza e rendere più attrattivi gli spazi rurali.
Zone interne e sviluppo locale
Nei discorsi pubblici, le zone interne della Sardegna sono spesso menzionate in riferimento a quelli che vengono considerati punti di debolezza. Parliamo di spopolamento, isolamento, pastoralismo diffuso, abbandono delle campagne e dell’agricoltura, penuria d’acqua, disoccupazione, inadeguata dotazione di infrastrutture, criminalità, insicurezza sociale, assistenzialismo, familismo e invidia.
Tuttavia, l’accentramento insediativo e la presenza di una pastoralità diffusa hanno preservato patrimoni ambientali e modi di produrre che possono diventare centrali per la progettazione dello sviluppo. Gran parte del territorio collinare e montano ha potuto preservare la propria vocazione per l’allevamento dell’intero ecosistema ed è ancora oggi una delle aree meglio conservate nell’alta qualità dell’ambiente mediterraneo. Altri punti di forza del territorio si trovano nella qualità dell'ambiente.
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