Riassunto Cometa
COMETA, LA SCRITTURA DELLE IMMAGINI
Riassunto di Federica Ruggiero
ANTICO È MODERNO
L’ékphrasis è genericamente la descrizione delle opere d’arte e delle immagini. Con l’arte
delle avanguardie la critica ha trovato nell’ecfrasi un filo rosso per l’interpretazione della
modernità.
Nel corso del tempo si sono creati alcuni topoi figurativi e letterari, come per esempio la
→
descrizione della statuaria antica Winckelmann e le sue descrizioni del Laocoonte e della
paradigmatiche per l’età classico-romantica
Madonna Sistina, che sono diventate e che
contengono elementi che si ritroveranno persino in Goethe e poi in Heidegger e Deleuze.
è importante per l’originale inserimento di una descrizione
Il caso di Winckelmann
“moderna” (della di Raffaello) in un testo dedicato alla statuaria greca → lo
Madonna Sistina per un’arte moderna a
scopo di Winckelmann è definire la strategia partire da Raffaello
riproposizione dell’eccellenza greca → immagine non-pagana
e non una semplice per
costruire una prospettiva culturale filoellenica.
L’ecfrasi è centrale innanzitutto in ogni forma di storia dell’arte, ma anche nei testi di poetica
e di estetica e nei testi squisitamente letterari e nel grande saggismo.
L’ecfrasi è la forma più tradizionale di rapporto tra letteratura e arti figurative. La crisi
della rappresentazione classica (cfr. descrizione di Foucault di Las Meninas di Velázquez) ha
“genere”. Per quanto riguarda la ricerca,
comportato una ripresa di questo abbiamo vari filoni:
c’è stato un notevole approfondimento teorico delle forme
- in area anglosassone di
ecfrasi nell’ambito di una più ampia interrogazione sulla rappresentazione;
- in area tedesca si è sviluppato un indirizzo dedicato alla Kunst-und Billdbeschreibung
(descrizione di opere d’arte e di immagini), interessato soprattutto allo studio delle
forme classico-romantiche di ecfrasi
La questione dell’ecfrasi è anche di interesse per gli studi che si richiamano
- alla
semiotica.
- Studi di Visual culture nei paesi anglosassoni, linea di stampo filosofico di studio delle
immagini, della loro condizione di esistenza e del loro intreccio con la scrittura e la
società. ha un “quadro che lo anima e
Tutto il grande pensiero filosofico contemporaneo segreto”
ne articola la riflessione, e molto spesso queste “immagini segrete” sono condivise da tutti e
1
costituiscono una koinè specificatamente moderna .
La questione dell’intreccio tra immagine e testo non consiste più semplicemente nel
riconoscimento dei vari sperimentalismi dal romanticismo alla post-avanguardia: nel gioco
1 Poco si comprenderebbe di autori come Heidegger senza van Gogh, di Benjamin senza Klee, di Derrida senza Adami.
1
Riassunto Cometa
intermediale si scommette non solo sulla creatività artistica ma sui fondamenti stessi
della cultura.
Per Romanticismo si può intendere la forte reazione alla cesura voluta da Lessing nel
che pretese di statuire la necessaria e definitiva dissoluzione del paradigma dell’ut
Laocoonte,
pictura poesis costantemente smentita dalla prassi artistica.
Lessing ha combattuto ante litteram le vertigini combinatorie delle avanguardie romantiche.
Agli artisti è infatti toccato di sperimentare sino in fondo non solo ogni possibile
combinazione di testo e immagine, ma di praticare senza reticenze forme più o meno
ma anche, sull’altro
esplicite di ékphrasis, nei testi (romanzi, liriche, saggi) versante, nelle
immagini stesse che hanno sviluppato grazie alle avanguardie tutte le caratteristiche
metaiconografiche già disponibili nella tradizione. Questa attitudine alla combinazione di
romanticismo, è rimasta la cifra dell’arte
pratiche e saperi intermediali, nata con il
moderna.
→ La comparatistica internazionale e le filologie nazionali sono impegnate, su molteplici
versanti, in una ridefinizione teorica rapporti tra letteratura (testo/parola) e arti figurative
All’inizio –
2
(immagini). del secolo si consolidava grazie a Oskar Walzel non a caso un
– quell’indirizzo di studi che intendeva concentrarsi sul
grande studioso del romanticismo
fenomeno della “reciproca molto importante nel contesto degli
illuminazione tra le arti”,
sull’intermedialità.
studi
Bisogna evidenziare termini di una contesa tra paradigmi culturali radicalmente diversi
(visuale e verbale) che attraversa tutta la cultura occidentale; e interrogarsi sulla funzione
specifica che l’ékphrasis e la sua teoria assumono nel contesto generale della “cultura
visuale” del L’ékphrasis è il riflesso naturale di
nostro tempo. questioni essenziali del
moderno che trascendono la teoria letteraria e la teoria artistica.
Tra le modalità complesse di questa “appropriazione” delle immagini da parte della scrittura
ci sono citazione di un’opera
- la semplice
“vite d’artista”
-
- illustrazione, attraverso una fuggevole per quanto motivata evocazione
confronto diretto con l’immagine nel testo (cfr. fototesti)
- descrizione del processo creativo dell’arte sorella
- creativo nello specchio dell’altra arte
- comprensione del proprio processo
- varie forme di drammatizzazione delle immagini
- narrativizzazione delle associazioni o giustapposizioni di immagini
Per non parlare del fenomeno tutto particolare della Doppelbegabung, del doppio talento di
autori come William Blake o Friedrich Dürrenmatt, che costantemente ci costringono a
un’interrogazione su un’ékphrasis che è connaturata al processo creativo, anzi finisce per
coincidere con esso.
Tra altri autori ricordiamo Panofsky che fonda l’iconologia, Langen su Diderot, Spitzer su
2 Keats. 2
Riassunto Cometa
C’è una 3
differenza sostanziale tra ékphrasis antica e moderna , MA mentre le finalità
ultime della descrizione si trasformano, non è così per le modalità retoriche che ne permettono
l’attuazione → di un’assoluta
si può parlare, secondo Ruth Webb, continuità tra Filostrato
La rinascita dell’ékphrasis nel
e Foucault. secondo Ottocento francese si deve al trionfo
della critica d’arte da Gautier a Baudelaire, prima ancora che a una rivisitazione delle
fonti classiche.
viene considerato dai filologi francesi il “creatore della critica d’arte” e le
Filostrato
tecniche retoriche degli antichi vengono trasformate in assunti poetologici. Le sue Immagini
descrivono, sotto forma di un dialogo tra un sofista e alcuni giovani allievi, una visita ai quadri
esposti in una villa presso Napoli. Non sappiamo se le sessantaquattro descrizioni di quadri
che compongono l'opera siano immaginarie o si riferiscano a pitture realmente esistenti ma,
in ogni caso l'opera, che è un eccellente esempio del genere letterario dell'ékphrasis, è di
grande interesse, sia come fonte sull'antica arte pittorica sia dal punto di vista letterario.
Gran parte delle innovazioni estetiche di Friedrich Schlegel si basano su una rilettura
consapevolmente attualizzante dell’antica retorica.
Differenza dell’ecfrasi in:
- Antichità: il termine indica la descrizione vivida di qualsivoglia oggetto che produce
un effetto sull’ascoltatore. Le antiche retoriche dell’ecfrasi si concentrano sugli effetti
che la viva voce di un oratore può e deve avere nel fare dello stesso uno “spettatore”,
l’immaginazione) un oggetto al “lettore”). L’ecfrasi è un
cioè fargli visualizzare (con
“discorso descrittivo che pone l’oggetto davanti agli occhi con vivida chiarezza”
→ si insisteva sulla forza del discorso e si dava per scontato che la “vivida chiarezza”
era ciò che di proprio avevano le immagini, qualunque immagine, sia artificiale che
→ Nell’antichità
naturale il termine ékphrasis non è limitato alla descrizione delle
opere d’arte – – di un “genere” specifico
e parlare come si è fatto da Spitzer in poi
dell’ékphrasis nell’antichità e della sua ininterrotta sopravvivenza nel moderno. MA
di opere d’arte si sono date nell’antichità
descrizioni e che le tecniche usate sono
trasmesse senza soluzione di continuità al moderno.
opere d’arte
- Modernità: coincide con la descrizione delle (dalla pittura alla video-
art) → possiamo ragionevolmente concentrarci su una tradizione squisitamente
moderna che da Winckelmann giunge sino a Leo Spitzer, attraversando ambiti come
l’archeologia, la critica d’arte e infine la teoria sulla
letteraria, sodali nell’impegno
soglia tra il visibile e il dicibile. ↓
L’ékphrasis nella sua originale accezione retorica non comprendeva primariamente le
opere d’arte e solo a partire sta Nicolao di Myra comincia a contemplarle, mentre
nella sua accezione classico-romantica si applica pressoché esclusivamente alle opere
inoltrato, c’è uno
della pittura e della scultura. MA a Novecento sfaldarsi della
e l’ecfrasi rischia di ritrasformarsi in una sorta di interrogazione sulla
nozione di arte
bellezza della natura e in un dispositivo retorico che insiste sulla continua transizione
ma l’opera di Filostrato occupa un posto
3 speciale, come esempio di ékphrasis sia nel senso antico che nel senso moderno.
3
Riassunto Cometa
d’arte e opere della natura → la qualità originaria della “descrizione”
tra opere
ecfrastica, cioè l’enàrgheia, che si applicava agli oggetti naturali, rischia di
riconquistare il posto che aveva nell’antichità.
d’arte, MA lo statuto dell’opera
Il moderno si concentra sulla descrizione di opere oggi
d’arte appare irrimediabilmente messo in crisi, soprattutto perché la logica del
“referente” su cui si fondavano i destini dell’ékphrasis viene
(reale o immaginario),
dalle poetiche dell’avanguardia
totalmente stravolta e della post-avanguardia. Autori come
Bachelard hanno applicato le categorie fondamentali dell’ékphrasis tradizionale non alle
opere d’arte, ma opere d’arte:
alle opere della natura, spesso proprio in quanto dai minerali
animale alle immagini artificiali della scienza →
alle ali delle farfalle, dal mimetismo anche
nella storia moderna dell’ecfrasi si assiste a un sottile quanto fatale slittamento dalla
delle opere d’arte o di “immagini” cui tradizionalmente
descrizione attribuiamo lo statuto di
opera d’arte (dal vaso greco all’architettura costruita) a un altro tipo di “oggetti” che più
facilmente ricadrebbero nel regno dei naturalia (pietre, gemme, ali di farfalla e paesaggi).
L’indebolimento tutto novecentesco del confine tra artificiale (prodotto di un poiein) e
(cfr. gli “impacchettamenti” di Christo) rende del tutto improponibile oggi una
naturale
nozione di ékphrasis legata semplicemente agli “oggetti” materiali su cui si esercita, specie in
un’epoca artistico → questa estetica della
che ha radicalmente sconvolto i parametri del fare
naturale (le ecfrasi di minerali che vengono letti come quadri astratti o paesaggi in cui non si
dell’ékphrasis
possono distinguere natura e cultura) porta a compimento una sorta di nemesi
(il porre l’oggetto con vivida chiarezza).
nella sua accezione classica
TESTO/IMMAGINE
La semplice esistenza di una “svolta del cosiddetto “pictorial (cfr. Mitchell)
visuale”, turn”
negli studi culturali novecenteschi, concepibile solo a partire dal “linguistic turn”, impone una
rapporto tra parola e immagine e dunque sull’ékphrasis,
riflessione sul che si è trovata al
centro, se non tra i presupposti, della moderna teoria della letteratura ed è diventata un punto
non eludibile di ogni semiotica, narratologia e tematologia. Tutti gli studi della Visual culture
contemporanea mettono al centro della riflessione teorica la questione del confronto tra
in senso ampio → necessità di fare i conti
dimensione verbale e dimensione immaginale
con l’inesausta di dire l’ultima parola su verbale e
tradizione lessinghiana che ha cercato
visuale, con scarsi risultati, però, dal punto di vista defila pratica artistica (vedi lo
sperimentalismo romantico o quello delle avanguardie novecentesche), ma con notevoli
conseguenze sul piano della teoria, almeno sino alla semiotica novecentesca. 4
Riassunto Cometa
L’ecfrasi nell’antichità era caratterizzata dall’enàrgheia, la forza di rappresentazione visiva
→ era volta, secondo Webb, all’“effetto nella mente dello spettatore che mima l’atto del
più che alla “rappresentazione” di qualcosa; era proprio l’effetto della
vedere” vividezza che
dall’ecfrasi propriamente
permetteva di differenziare detta la semplice descrizione/ipotiposi
classica [figura retorica consistente nella rappresentazione vigorosa, immediata, essenziale di
un oggetto o di una situazione].
MA non si deve fare l’errore di rimuovere la genealogia all’enàrgheia dall’ecfrasi moderna,
l’effetto sullo spettatore,
perché proprio per quanto in maniera non esclusiva, caratterizza
quello che Eco ha chiamato “patto
anche nel moderno ecfrastico”.
Tra gli elementi che congiungono l’ékphrasis antica a quella moderna ci sono quindi
l’onnipresenza nella sua ricostruzione dell’ékphrasis
- dello spettatore. Ruth Webb,
sull’idea di una
classica, ha opportunamente insistito rappresentazione teatrale che
è pertanto presente nel riferimento a un ascoltatore che è anche uno spettatore.
L’attivazione
- di emozioni/sensazioni di carattere percettivo, poiché
l’immaginazione è un atto di mimesi percettiva, e queste immaginazioni attingono a
una galleria di immagini mentali custodite nella memoria, a sua volta composta di
immagini private e insieme collettive.
↓
teoria dell’enargheia
La offre un modo per evitare i problemi impliciti in una
rappresentazione della realtà esterna attraverso il medium del linguaggio: non è la
realtà in sé ma l’impatto della percezione di questa realtà a essere rappresentato.
E, sebbene il linguaggio sia in sé un medium non iconico, la sua produzione e ricezione
immagini conservate nella mente del parlante o dell’ascoltatore.
attiva ↓ sono tutt’altro che un retaggio ormai
Le retoriche dell’enàrgheia dismesso
dell’ékphrasis classica, e il fatto che nell’ékphrasis moderna a un’apoteosi
si assista
sua “inesistenza”
del referente artistico (anche nella forma della effettuale) non annulla
gli effetti che la vividezza innesca nel ricettore, effetti che sono mentali ma che
possono attivare anche sensazioni reali. sulla “funzione delle ékphrasis.
John Hillis Miller ha fatto alcune considerazioni specchio”
Concentrandosi sul caso paradigmatico dei dipinti e dei sonetti di Dante Gabriele Rossetti,
Hillis Miller ha insistito sul fatto che entrambi i media possono essere presi come
“originali” e di cui l’altro è l’“illustrazione” o la “sovrascrittura”, nessuno dei due è
subalterno all’altro, semmai complementare, e che si mette in moto tutta una serie di
l’interpretazione, in un certo senso la rendono
rispecchiamenti multipli che aprono
infinita e “sovvertono” i significati dei singoli media.
L’ékphrasis postromantica si è nutrita e ha esplicitamente tematizzato questa riflessione
infinita dei due media che, come direbbe Mitchell, non fa altro che enfatizzare la nozione di
“mixed media” (Mitchell insiste sulla consustanzialità di testo e immagine e
5
Riassunto Cometa
sull’irriducibile mescolanza tra i media). Questa relazione talvolta si configura più come
una perdita che come un arricchimento semantico di entrambi i media.
In un secondo momento e del tutto indipendentemente alla ricerca anglosassone, si consolida,
risposta “tedesca” agli studi d’oltreoceano con
a metà degli anni Novanta, una lo sviluppo
di una serrata indagine sui rapporti tra testo e immagine, confluita più tardi in una più specifica
delle opere d’arte
ricerca sull’ékphrasis, nella doppia declinazione di studi sulla descrizione
(Kunstbeschreibung) e delle immagini (Bildbeschreibung).
“la
Nel frattempo, la formula di Heffernan, rappresentazione verbale di una
aveva contribuito a fare chiarezza sui limiti dell’ékphrasis che a
rappresentazione grafica”,
quel punto si era emancipata dal pur necessario rapporto con la descrizione e l’enàrgheia.
4
Questa formula si colloca nella tradizione del sofista Nicolao di Myra .
“pittorialismo”
La definizione di Heffernan esclude programmaticamente il (rappresenta
il mondo con l’ausilio di tecniche pittoriche, perciò genera nel linguaggio effetti simili a quelli
e l’”iconismo” (in cui c’è una
creati dalle pitture, MA senza rappresentare le pitture stesse)
somiglianza visibile tra la disposizione delle parole o delle lettere su una pagina e ciò che esse
significano → imita la forma delle pitture al fine di rappresentare oggetti naturali), che non
hanno il fine di rappresentare pitture
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