Psicologia: motivazione ad apprendere
Docente: Giammario
Libro consigliato: Motivazione ad apprendere, De Beno Moè
Indice
- Abilità, conoscenze, competenze. Perché alcuni imparano con facilità e piacere e altri con grosse difficoltà?
- Componenti motivazionali dell'apprendimento
- La motivazione intrinseca
- Motivazione alla riuscita
- Obiettivi di apprendimento come contenuti o strutture
- Obiettivi di apprendimento con orientamenti
- Percezioni di abilità
- Sviluppo della motivazione ad apprendere
- Misura della motivazione
- Stili di motivazione – La motivazione Rossana De Beni Angelica Moe (10 capp)
Capitolo 1
Abilità, conoscenze, competenze
Perché alcuni imparano con facilità e piacere e altri con grosse difficoltà? Le abilità innate ed expertise sono delle capacità presenti dalla nascita che consentono l’acquisizione di comportamenti complessi. Esse non sono rigide, possono migliorare. Gardner ha interpretato le abilità come forme di intelligenza. Gli individui si sentono più strategici, motivati e metacognitivi in ciò per cui sono abili. La relazione tra abilità e motivazione risente quindi dal modo in cui l’abilità è concepita, più che del livello di capacità. Studenti dotati a volte non hanno situazioni sfidanti con cui mettersi alla prova (big fish little pond effect).
Expertise è un termine simile ad abilità. Gli esperti, rispetto agli inesperti, vedono e rappresentano un problema a livello profondo, sono più veloci, risolvono correttamente i problemi perché hanno acquisito conoscenze procedurali automatizzate e hanno capacità superiori di controllo nella prestazione. Per questo ottengono risultati migliori. Essere esperti comporta costi e benefici. Idiot savant a volte gli esperti non sono saggi.
Strategie e metodi di studio per diventare esperto e pratico. Proprio le strategie costituiscono un aspetto ulteriore che può contribuire a spiegare differenti prestazioni di studenti con abilità normali. Schneider e Pressley indicano che le strategie sono processi o sequenze di processi che facilitano le prestazioni. Lo STUDIO è un tipo di apprendimento particolare che consiste in una lettura attenta e selettiva per comprendere e memorizzare, e nella rievocazione del materiale. Sottolineare, schematizzare, prendere appunti.
Memorizzare strategie più a lungo e più efficacemente. Metodo SQ4R: read, reread, recite, review, che è basato sull’apprendimento cooperativo e il lavoro di gruppo. Fasi da applicare. Un altro metodo è il MURDER: mood (atteggiamento emotivo); understand (riassumere e ricordare); recall (controllare nel testo esattezza e completezza del ricordo); detect (mettere in atto strategie per fissare contenuti); review (ripassare). REAP: assunto che i contenuti non siano ben compresi finché non comunicati. Lettura, comprensione, apprendimento del testo quali la formulazione di attese e previsioni circa i contenuti che ci si accinge a leggere, schema anticipatorio che permette di familiarizzare con concetti chiave e termini specifici e comprendere relazioni dei tre concetti.
Per mantenimento e trasferimento ci sono aspetti di tipo metacognitivo quali la conoscenza delle proprie abilità (memoria) e motivazionale. Strategie: intervento metacognitivo. Abilità di lettura e di memoria -> programmi metacognitivi e motivazione. Strategie di memoria: contenuti imparati trattenuti in memoria per lungo tempo o per prova in classe. Potenziare il ricordo. Strategie di memoria semplici e complesse. Le prime si riferiscono a quelle procedure come la ripetizione, immagini, associazioni. Metodo loci (schedario mentale da memorizzare) o il chaining. Molte strategie di memoria fondano la loro efficacia su uso di immagini mentali (mnemotecniche).
È possibile concludere che il miglioramento di aspetti emotivi e autopercettivi di fronte al compito è un ulteriore vantaggio. Le strategie di memoria + studio + abilità + strategie personali, capacità, convinzioni, consapevolezza. All’interno del controllo metacognitivo possono essere distinte: autoistruzione, autointerrogazione, automonitoraggio che controlla la corretta applicazione delle strategie durante lo svolgimento del compito. Sistema EOL (easy of learning) o predizione della facilità di apprendimento. Conoscenze e controllo metacognitivo non sono elementi distinti (migliore prestazione). Flavell e Wellman teoria metacognitiva dicono che la prestazione (come quella di memoria) rifletta abilità mnestiche + conoscenze e strategie utilizzate.
Stili cognitivi ed elaborazione informazioni
Abilità innate, strategie, aspetti metacognitivi e altra componente motivazionale - lo stile cognitivo: modo in cui ciascun individuo assimila e ritiene abilità o informazioni (impulsivo/riflessivo). La relazione tra aspetti strategici e metacognitivi, abilità, expertise, stili cognitivi e motivazionali sono molteplici.
Capitolo 2
Componenti motivazionali dell'apprendimento
La motivazione può essere intrinseca o estrinseca. La estrinseca è ben rappresentata dalla teoria comportamentale del rinforzo (Skinner) - premi controllanti e informativi. La intrinseca libera scelta d'azione.
La motivazione viene da "motus" e cioè indica movimento, una spinta che suggerisce una direzione del soggetto verso l'oggetto (obiettivi) - emozioni e cognizioni interrelati sono le aspettative che nutriamo, gli obiettivi di apprendimento e il concetto di abilità (aspetti cognitivi ed affettivi).
Descrittivo, strategico, emotivo: le emozioni anticipate, in particolare, configurazione organizzata di esperienze soggettive che consente di spiegare inizio, direzione, intensità e persistenza di un compito diretto ad uno scopo (motivazione/scopo). Fuzzy sets - diverse categorie motivazionali. (intrinseca, estrinseca, interesse, schema di sè, obiettivi di apprendimento e orientamenti alla prestazione, al sè, al compito, alla padronanza o evitamento). Una distinzione classica è quella tra motivazione intrinseca (interesse, curiosità, successo, potere) ed estrinseca (premi, elogi, status). Motivazione/volizione. La volizione include, oltre ad obiettivi, aspetti intrinseci e autopercezioni.
La teoria del rinforzo
Per aumentare, ridurre o mantenere la frequenza di un comportamento. Ad esempio un complimento, un regalo, il voto in ambito scolastico. Rinforzi positivi (creano motivazione) e negativi (che mirano a demotivare il comportamento oggetto di punizione).
Comportamento: mantenimento, generalizzazione, estinzione (Skinner) - se il rinforzo viene dato in maniera continuativa il comportamento tende a mantenersi, l'effetto del rinforzo tende a generalizzare comportamenti simili a quelli in cui è associato, quando il comportamento non viene rinforzato tende ad estinguersi. Scambi verbali e non, il rapporto importante tra rinforzante e rinforzato. Il voto ha una funzione valutativa ma anche di rinforzo. Un buon rinforzo deve essere: contingente alla prestazione, specifico relativo ad un comportamento e credibile. Critiche alla motivazione per semplicità e aspetto del controllo. Rinforzi controllanti o informativi e rinforzo vicariante.
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