Estratto del documento

PSICOLOGIA CLINICA DELLA DEVIANZA: Giovanni Lo Castro

Programma A: questione del godimento, rapporto con la costruzione di un soggetto che questa

triade trova nella terza parola il punto di arrivo: cioè come si costruisce un essere umano secondo

questa prospettiva Massimo Recalcati

“Jacques Lacan: Desiderio godimento e

soggettivazione” Raffaello Cortina Editore

Primo capitolo

LA FOLLIA DI NARCISO E IL GESTO DI CAINO

L’ispirazione l’ego

Sartriana: come demolire

L'insegnamento di Lacan inizia con la frase: "L’lo non è padrone in casa propria" di Freud,

cioèLacan mette in scacco la nozione di Io e ogni supposizione di padronanza che essa comporta.

In questo suo primo passo riprende il pensierodi Freud che detronizzò l'Io riducendolo a "povera

cosa" sottoposta a un triplice servaggio: il mondo esterno, la libido dell'Es, il rigore del Super Io.Il

l‟Io

suo primo ritorno a Freud viene influenzato dalla critica sartriana che svuota di ogni

consistenza.Sartre offre a Lacan una chiave di lettura per il suo primo ritorno a Freud,

offrendogli una nuova ispirazione per provare a sganciare la nozione di soggetto da quella di

Per Sartre il soggetto non coincide affatto con l‟Io, è impossibile considerare l‟Ego come centro

Io. Questa rappresentazione dell’Io mette a soqquadro la versione

stabile della soggettività.

razionalistico cartesiana della soggettività come regolata dalla funzione dell’Io.

Lacan sostiene che l'Io non è il Soggetto, ma una mascheratura del soggetto dell'inconscio. È quello

Anticipando le riflessioni di Lacan, Sartre definirà l‟Ego come una

che nomina come moi (Io).

struttura difensiva, un inquilino abusivo della vita pre riflessiva della soggettività. Per Sartre "l'Ego

non è proprietario della coscienza, ma ne è oggetto", non coincide con la vita del soggetto, non è al

centro dei suoi desideri e dei suoi atti, ma solo una sua falsa rappresentazione.

MASCHERA E ILLUSIONE”

Massimo Recalcati:“L'IO -

L'Io non è padrone in casa propria perché è agito dal desiderio inconscio, dal soggetto

dell'inconscio.

La psicologia dell'Io tende a riabilitare l'Io, a dargli l'illusione di essere padrone in casa propria.

Questo è un atto di tradimento nei confronti di Freud.

L'Io moi non coincide con il soggetto dell'inconscio, il je. Tra il moi e il je, tra l'io e l'inconscio,

esiste una differenza strutturale profonda. Per Lacan la psicoanalisi non riabiliterebbe un "Io

Padrone", capace di diventare padrone della forza sovversiva dell'inconscio, piuttosto dimostra che

il moi è un'illusione, un Arlecchino. L'Io è costituito come una maschera, come una finzione. La

sofferenza fisica ha come origine non un indebolimento dell'Io, ma un suo eccessivo rafforzamento.

LA FOLLIA PIU' GRANDE è il credersi un Io, pensare di essere una identità costituita su se stessa:

questa è la fonte principale della sofferenza psichica. L'io non consiste di se stesso, è fatto da tratti

di identificazione. Chi sono io? Io sono sempre un altro, sono il risultato di una molteplicità di

identificazioni. Lacan parla di un Io cipolla, l'Io non è nulla se togliamo gli strati, che non sono altro

che le molteplici identificazioni.

La differenza tra l’Io (moi) e il soggetto (Je)

Nel corso degli anni Trenta e Quaranta la rilettura di Introduzione al narcisismo di Freud

(ispirata dal giovane Sartre), da parte di Lacan, domina i primi seminari e i suoi primi scritti.

L‟originalità del primo Lacan, in cui riprende "Introduzione al narcisismo" di Freud, consiste nel

tracciare la differenza tra l'Io (moi) inteso come maschera narcisistica e il soggetto dell'inconscio

(je), inteso come soggetto del desiderio. Questa tesi dell'incompatibilità tra il soggetto dell'inconscio

(je) e l'Io (moi)implica la rottura, da parte di Lacan, di ogni rapporto con le teorie postfreudiane che

(Psicologia dell‟Io).

riducono il soggetto ad espressione della volontà dell'Io Una psicoanalisi,

essendo l'esperienza del soggetto dell'inconscio in quanto soggetto del desiderio, non può

ridursi a una ortopedia dell'Io, a un suo progressivo rafforzamento e adattamento, poiché l'Io

non è il nucleo sostanziale del soggetto, ma il "sintomo umano per eccellenza", la "malattia

mentale dell'uomo". Per Lacan l'Io è il prodotto di una molteplicità di identificazioni. L'Io non è

affatto il soggetto, ma come aggregato di una molteplicità di identificazioni, non sa nulla dei

desideri del soggetto, non è in contatto con il soggetto dell'inconscio, anzi è uno sbarramento, una

Freud, secondo Lacan, ha liberato il soggetto dall‟ipoteca del

negazione del soggetto dell'inconscio.

che aveva stabilito una equivalenza ontologica tra il pensiero dell‟Io e la certezza

cogito cartesiano

della sua identità ponendo a fondamento dell‟essere l‟attività stessa del cogito: cogito, ergo sum. La

l’essere del soggetto

sovversione freudiana del soggetto è sovversione di quella equivalenza:

Il pensiero non può avanzare alcuna pretesa di catturare l‟essere. La

non coincide più con il cogito.

sovversione freudiana del soggetto mette in luce che tra l‟essere (l‟esistenza del soggetto) e il

irrecuperabile: “Penso dove non sono, dunque sono dove non

pensiero si produce una divaricazione

penso”, sintetizza Lacan.

Non dobbiamo dire “Io penso”, mettete in discussione tutto, ragionateci. Esattamente “Io sono dove

io non penso” , “io penso” deve essere sostituito da” io sono laddove io non penso”, l‟io diceva

Freud non è padrone in casa sua, Antonio Damasio neuro ricercatore vi dimostra che la parte

razionale della mente è la parte che ha meno peso nel funzionamento dell‟attività cerebrale perché

che l‟area che prende le decisioni non sono i lobi frontali, la corteccia

le neuroscienze ci dicono

frontale ma è l‟ippocampo nella parte dove non c‟è coscienza, lì c‟è la nostra storia, la storia che

non ci siamo scelti, che ci ritroviamo addosso senza conoscerla e che produce effetti su di noi

perché noi portiamo in giro (come la collega la borsa) senza sapere il perché.

Noi non abbiamo mai pensato di uccidere i nostri padri e pensare in modo diverso, prendiamo un

Noi siamo i loro avatar, l‟avatar

pensiero che non è il nostro perché non lo mettiamo in discussione.

è un corpo abitato dal desiderio di un altro.)

Non siamo diventati stupidi, siamo normalmente stupidi cioè la condizione di stupidità è quella

normale dell‟essere umano, cioè l‟essere umano è strutturalmente stupido, cioè facile a stupirsi, in

termini nostri fermarsi all‟immaginario, a non andare al simbolico, a non andare oltre perché

l‟immaginario è la cosa di base (lo stupore, idea, immagine visiva, linguistica sono quelli che

incidono di più). Noi siamo strutturalmente costruiti a livello immaginario, la prima cosa che si

sviluppa nel neonato è di riconoscere il viso, l‟immagine della madre. Tutto il sistema è

immaginario, ma così come ci ha insegnato Lorenz che l‟imprinting è questa dimensione

immaginaria, per cui per il paperello la prima cosa che vede è la madre, anche se vede il predatore

che se lo mangerà, non pensa “questo ora mi mangia”, pensa che è sua madre e poi ci va tranquillo.

nell‟essere umano,

Noi siamo così, cioè la presa immaginaria è quella che funziona a primo livello

quindi prendere qualsiasi cosa che a livello suggestivo ci attrae e ci conquista, dopo di che bisogna

che si faccia il passo successivo, quello specificatamente umano che è introdurre l‟elemento

simbolico, l‟interrogativo, il chiedersi il perché delle cose.

Chi non vuole interrogarsi sulle cose va benissimo l‟orientamento cognitivista (classifica e si

ordina). Dobbiamo imparare ad andare oltre il primo livello (immaginario).

La massa non è mai buona, è strutturalmente cattiva.

Questa cosa che stiamo mettendo in luce è cruciale: è il ribaltamento della formula più diffusa

la capacità

che nel funzionamento sociale in generale assegna all’Io di manipolare la realtà:

“Io io”, “Io cogito ergo sum” “io sono

sono sono quello che penso”,“il viene totalmente ribaltato:

laddove io non penso” e poi il rovesciamento del cogito ergo sum cartesiano che farà Lacan cioè la

verità è che

noi non siamo dove pensiamo di essere “io ho deciso, io voglio, io scelgo” ma noi siamo

precisamente dove non ci siamo noi. Guardate che non è una cosa qualsiasi, è rivoluzionario perché

se noi lo applichiamo come sarebbe opportuno, per primi come psicologi dovremmo essere

costantemente in una posizione di dubbio quando facciamo una scelta, quando decidiamo etc.

ho scelto, Io voglio, Io ho deciso”

Quindi quando io dico:“Io noi che sappiamo che invece è la

nostra storia (chiamiamola così in termini popolari o il grande Altro con il termine tecnico)che ha

deciso il nostro destino. Dovremmo essere per primi accorti e interrogarci quando ci vengono a dire:

io voglio, io ho scelto, perché non è così.

Poi m‟interessava farvi notare un altro passaggio importantissimo, romantico, come definizione

dire “io sono io” è un

molto poetico, che il soggetto è il sintomo umano per eccellenza, cioè il

sintomo nel senso della patologia dell‟essere umano, è un sintomo nel senso di un artificio che

abbiamo bisogno di costituire, per quale motivo? per fare fronte a che cosa? Diciamo per metterci in

sì. un soggetto che coincide con l‟Io lo abbiamo portato a

rapporto all‟altro Se noi immaginiamo

livello dell‟animale, quindi non è un giudizio negativo sugli orientamenti fondati sull‟Io, però la

particolarità umana è che tra la verità di ciò che noi siamo c‟è una storia che ci sfugge e ciò che

riusciamo a farne di questa storia cioè l‟Io, c‟è uno scarto per cui l‟Io è un sintomo, un‟espressione,

una manifestazione, un segnale di questo qualcosa che invece non è presente alla coscienza.

Rapidamente per poter chiarire la questione dell‟Io e del soggetto non potete non pensare allo

“stadio dello specchio”, infatti voi trovate la questione dell‟io e del soggetto “moi e je” proprio

specificati nel momento in cui il bambino che fino a quel punto ha un vissuto di sé in cui tra lui e

questa entità che per lui fino a quel punto esterna, cioè l‟organismo che poi diventerà il corpo non

c‟è coincidenza, tant‟è che la frase che emblematicamente incolla e che il bambino dice quando

mette insieme l‟immagine di sé e sé (in francese è moi) noi diremmo “me” oppure potremmo dire di

più “il soggetto”. Questo è un aspetto fondamentale, ovviamente la parola soggetto anche

nell‟etimologia della parola, rinvia ad una cosa molto importante cioè colui che sottostà, soggiace,

(la parola soggetto viene dal latino soggiacere) e quindi a che cosa sottostà l‟essere umano in quanto

essere umano che diventa soggetto? La categoria soggetto con l‟animale non la utilizziamo, sottostà

relazione con l‟altro. Nel momento in cui noi ci

a che cosa? Alle leggi del linguaggio, della

individuiamo come soggetti perdiamo una condizione di libertà originaria, solo l‟animale è libero

perché non si definisce come identità. Noi invece all‟interno di una macchina, di un meccanismo,

sottostiamo, siamo sotto il significante, cioè che abbiamo tutti imparato una lingua, una scala di

modelli di relazione. Il Je è una percezione di sé in cui l‟insieme corpo e soggetto non sono ancora

perfettamente costituiti, Moi avviene quando s‟incollano le sensazioni propriocettive con

l‟immagine di sé, l‟idea di sè che è una costruzione immaginaria che si ricava attraverso l‟immagine

di sé che viene dallo specchio, lo specchio che, nell‟‟esperienza del bambino lo specchio come

è l‟altro per ognuno di noi, l‟immagine che abbiamo di noi è

oggetto fisico ma in realtà lo specchio

sempre quella che ci torna dall‟altro. Ci torna sempre come dice la legge della linguistica, in forma

invertita: “io mi presento a te e dal modo in cui tu mi guarderai, dall‟immagine di me che tu mi

restituirai (per esempio gradita, non gradita, buona, cattiva) io mi farò un‟immagine di me, avrò una

conferma di ciò che io sono.

Wo es war, soll Ich werden

l‟interpretazione di Lacan del celebre detto freudiano:

Risulta esemplare Wo es war, soll Ich

con il quale chiude la lezione 31 dell‟Introduzione alla psicoanalisi. Con questa formula

werden,

Freud voleva sintetizzare la finalità etica dell‟esperienza della psicoanalisi, ma questo detto ha dato

traduzione italiana di Cesare Musatti “Dove era l‟Es,

luogo a due interpretazioni conflittuali. La

l‟Io”si

deve subentrare basa sulla seguente chiave di lettura: secondo Freud la psicoanalisi si

nel solco delle morali tradizionali che insistono sulla funzione governamentale dell‟Io.

mantiene quella francese “le moi doit dèloger le ca!” (l‟Io deve sloggiare l‟Es). Lacan si discosta da

Idem per

queste traduzioni che tradirebbero il detto freudiano riducendolo a una celebrazione dei poteri

dell‟Io e avanza verso una nuova lettura.

Per Lacan non si tratta di far subentrare l'Io come istanza di controllo là dov'era l'Es, ma di

ricondurre questa falsa padronanza alla sua radice immaginaria e narcisistica, e per indicare,

invece, che il logo dove si costituisce il soggetto, al di là dell'Io, è proprio il luogo del soggetto

dell'inconscio come soggetto del desiderio.

ripresa di “Introduzione

La al narcisismo di Freud”

La ripresa della sovversione freudiana del soggetto costituisce il filo rosso di tutto

l’insegnamento di Lacan. Il suo sforzo consiste nel riattraversare uno snodo classico e tormentato

del pensiero freudiano.

L'insegnamento di Lacan s’inaugura, così: come una meditazione sul gesto di Narciso.

Riferimento Narcisismo: Il termine prende il nome dal celebre personaggio della mitologia greca

creato da Ovidio nelle Metamorfosi. Il racconto narra di un giovane di rara bellezza e di

straordinaria vanità, figlio del dio Cefiso e della ninfa Liriope, così preso da sé da rifuggire il

mondo e l‟amore degli altri. Di Narciso si innamora perdutamente la ninfa Eco la quale viene però

sdegnosamente respinta e in preda al dolore e alla vergogna per il rifiuto subito vaga per valli e

caverne fino a quando il suo corpo si consuma e di lei non resta che la voce. La dea Nemesi, per

punire la superbia del giovane, lo condanna ad un amore impossibile: quello per la propria

immagine che egli vede, per la prima volta, riflessa nell‟acqua di uno stagno. Nel disperato tentativo

di raggiungere e congiungersi con questa immagine Narciso annega. Al suo posto nasce un fiore che

prenderà il suo nome. La parola narciso deriva dal greco narkè - sopore, stupore una fissità che,

come insegna il racconto di Ovidio, può rivelarsi mortifera. Il mito e le sue suggestioni, di carattere

etico ed estetico, hanno trovato ampia risonanza nell‟ambito filosofico, letterario ed artistico. Nel

linguaggio comune, la definizione di narcisista ha una connotazione negativa e si riferisce a persone

con atteggiamenti eccessivamente egocentrici, poco empatiche e sostanzialmente disinteressate agli

altri. Con la psicoanalisi il narcisismo diventa un concetto centrale in quanto viene individuato

come elemento costitutivo e originario della soggettività umana e, da Freud in poi, gli studi

psicoanalitici sul narcisismo approfondiranno le sue possibili evoluzioni in senso sano e

patologico. Storicamente una prima lettura del narcisismo viene proposta in ambito psichiatrico

dallo psichiatra tedesco H. H. Ellis nel 1892 al fine di descrivere un aspetto patologico della vita

sessuale, legato all‟autoerotismo, allorché un soggetto tratta il proprio corpo come oggetto sessuale

fonte di desiderio e di piacere. Successivamente nel 1899 lo psichiatra H. Näcke lo utilizzerà

riferendosi alle perversioni sessuali.In una prima fase, Freud riprenderà queste tesi in relazione

all‟omosessualità e all‟eziopatogenesi della paranoia. Nel suo studio sull‟infanzia di Leonardo da

Vinci (1910) descrive il meccanismo per cui l‟investimento libidico porta a una scelta omosessuale

dovuta alla fissazione dei bisogni erotici della figura materna e attraverso l‟identificazione con lei

“[…[ il ragazzo mette se stesso al posto della madre, si identifica con lei e prende la sua stessa

del quale egli sceglie i nuovi oggetti del suo amore […]

persona come un modello a somiglianza

Egli trova gli oggetti del suo amore lungo la via del Narcisismo”. Nella psicosi (Il caso Schreber,

1911) il narcisismo diventa la manifestazione patologica del ritiro dell‟investimento libidico dagli

“oggetti” e quindi dalla realtà esterna; Freud in questo senso concorda con quanto già sostenuto da

K. Abraham (1908) a proposito della demenza precoce.Successivamente (Totem e tabù, 1912)

Freud ridefinisce il narcisismo come fase intermedia dell'evoluzione sessuale che si colloca tra

l'autoerotismo e l'amore oggettuale, tesi che riprenderà nel 1914 nel saggio Introduzione al

il vero punto di svolta della sua teorizzazione che apre ad altre vicissitudini dell‟Io qual

Anteprima
Vedrai una selezione di 27 pagine su 126
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 1 Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 2
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 6
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 11
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 16
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 21
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 26
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 31
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 36
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 41
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 46
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 51
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 56
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 61
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 66
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 71
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 76
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 81
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 86
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 91
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 96
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 101
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 106
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 111
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 116
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 121
Anteprima di 27 pagg. su 126.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della devianza, Prof. Lo Castro, testo consigliato Massimo Recalcati -Jacques Lacan: desiderio, godimento e soggettivazione Pag. 126
1 su 126
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher studentessaM33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Lo Castro Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community