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Introduzione

Oggi più che mai, appare fondamentale il discorso sulla crisi della funzione paterna, in un’epoca che Lacan definisce “dell’evaporazione del Padre”. Infatti, oggi il Padre non è più una questione di genere o di sangue. Il Padre non è più quel “pater la cui potenza fallica richiamava quella familias” divina del Dio-Padre.

Ciascuno di noi proviene da un orizzonte che NON ha scelto. Non esiste un “Io” identificato una volta per tutte, non esiste soggetto che si sia fatto da sé e non esiste autosufficienza, e già questo si evince nell’esperienza analitica: per parlare di sé stesso, il soggetto deve inevitabilmente parlare dell’Altro da cui proviene, è obbligato a riconoscere che “l’inconscio è il discorso dell’Altro”.

Centrale in questo libro è la problematica dell’“eredità”. L’eredità implica un movimento singolare tra identificazione e disidentificazione (come affermava Freud, “per servirsi del Padre bisogna poterne fare a meno”). Tale eredità non è semplicemente un patrimonio genetico che si acquisisce per discendenza, ma comporta innanzitutto l’atto di “voler di acconsentire all’eredità, di ereditare”, riconquistare la propria eredità.

Nell’epoca ipermoderna si assiste alla dissoluzione del Nome-del-Padre come funzione simbolica in grado di arginare il godimento maledetto della Cosa e di tra la Legge e il desiderio. Un esempio lampante della promuovere l’unione degenerazione ipermoderna della Legge simbolica della castrazione è la figura del “Padre” ridotta a “papi” che, anziché sostenere il valore del limite, ne autorizza la modo, l’illusione che si possa raggiungere dissoluzione! Allo stesso l’autoaffermazione rapidamente, senza rinuncia né fatica, l’enfatizzazione feticistica dei corpi femminili come strumenti di godimento, il disprezzo per la verità, l’opposizione alla Legge, l’esibizionismo, il rifiuto di ogni limite in nome di una libertà senza vincoli, l’assenza di pudore e di senso di colpa costituiscono, secondo Recalcati, alcuni tratti del ribaltamento ipermoderno della funzione simbolica del padre che trovano una loro sintesi impressionante nella figura di Silvio Berlusconi.

Per tutta questa serie di motivi, occorre provare a ripensare la funzione paterna proprio nell’epoca del suo massimo declino!

N.B: il Nome-del-Padre, come sappiamo, non è il padre reale, ma un puro simbolo che opera sullo sfondo della cancellazione del padre reale.

Parte I: Unire il desiderio alla legge

Tramonto ed evaporazione del Padre

Freud escogita la figura di Edipo per segnalare che la funzione paterna ha come compito primario quello di proibire l’incesto. Quindi, secondo l’autore, “un Padre è colui che sa far valere la Legge dell’interdizione dell’incesto facilitando il processo di separazione del figlio dalla madre, ovvero dal godimento”.

Attualmente si assiste al declino della rappresentazione edipica del Padre, sancendo così un’epoca dell’“anti-Edipo”. Ma, ancor prima, lo stesso Freud annunciava l’epoca della dissoluzione del Padre, come se questo padre non fosse solo l’agente della castrazione, ma anche colui che porta su di sé i segni della castrazione. Quindi, un’ambivalenza interna al concetto di padre: in Freud vi era già da una parte, il Padre-Norma, che equivale alla Legge (il padre che esercita la minaccia della castrazione e installa la Legge nella famiglia); dall’altra, il Padre-Assente, vulnerabile.

Due scene emblematiche

Per cogliere meglio questa ambivalenza, si fa riferimento a due scene:

  • La prima è relativa all’Iliade di Omero: è la scena dell’incontro di Ettore con il figlio e con la moglie prima dello scontro finale con Achille. In questa scena viene presentata l’immagine di un padre diviso tra il suo compito di cittadino e di capo militare, e il suo ruolo di padre di famiglia. Omero attenziona in particolare la scena in cui Ettore si sfila l’elmo per farsi riconoscere dal figlio, alzandolo poi verso il cielo.
  • La seconda è relativa a un aneddoto biografico raccontato dallo stesso Freud e riguardante suo padre: un giorno, mentre questi passeggiava per la strada della sua città, si trovò di fronte a un uomo che voleva che gli si lasciasse il passo, gettando nel fango il suo berretto e gridandogli: “Giù dal marciapiede, ebreo!”. In quel caso, l’uomo non ebbe alcuna reazione, e si limitò a raccogliere il berretto. A differenza della scena di Ettore, il padre di Freud appare invece come “troppo umano”: è un padre castrato, inerme!

Il confronto tra queste due scene ci permette di compiere il passaggio dal Padre-Ideale (Ettore) al Padre-Castrato, evaporato (padre di Freud). Secondo Lacan, sotto il sembiante del Padre-Ideale c’è sempre il Padre-Castrato, e la nevrosi è un’ostinazione a voler credere al padre ideale nonostante il padre reale. Ma non esiste padre ideale, non esiste padre che non sia castrato!

Lacan introduce l’immagine del “tramonto dell’Imago paterna” già nel 1938 (a ridosso della seconda guerra mondiale e dei grandi totalitarismi), e parla di “evaporazione del Padre” nel 1969 (a ridosso della contestazione giovanile): in entrambi i casi si parla di una crisi irreversibile della funzione ideale e normativa del Padre edipico.

Tuttavia, l’“evaporazione del Padre” e della sua funzione simbolica non è un evento circoscritto all’epoca moderna, ma caratterizzava già l’epoca freudiana (ogni fase storica è un ciclo che si ripete, sempre!).

La critica lacaniana dell’evaporazione del Padre coincide con l’affermazione del discorso del capitalista, che elimina ogni forma di Ideale, compreso quello paterno: il Padre-fondamento, il Padre-garanzia, il Padre-Uno si è definitivamente dissolto, è evaporato. In gioco è quindi la dissoluzione della funzione della Legge della castrazione simbolica, che pone un limite nel soggetto (sancito dal divieto d’incesto “Tu non puoi godere di tua madre”), rendendo così “smarrito” il godimento. Il discorso del capitalista ha sfruttato questo smarrimento, sviluppando tra gli individui la credenza che il soggetto sia libero, senza limiti, agitato solo dalla voglia di godere.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher swarovskyna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Lo Castro Giovanni.
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