RIASSUNTO di “IO SONO OK, TU SEI OK. Guida all’Analisi Transazionale” di Thomas A. Harris
Indice:
1. Freud, Penfield e Berne……………………………………………………………………………………………………………..…...p. 1
2. Genitore, Adulto e Bambino………………………………………………………………………………………………………......p. 3
3. Quattro tipi di atteggiamento………………………………………………………………….………………………………….…..p. 5
4. E’ possibile cambiare………………………………………………………………….…………………………………………….…….p. 6
5. Analizziamo la transazione……………………………………………………….……………………………………………….……p. 6
6. Come ci differenziamo…………………………………………………………………………………………………………….……..p. 8
7. Come impieghiamo il tempo………………………………………………………………………………………………….……….p. 9
8. Il G-A-B e il matrimonio………………………………………………………………………………………………………………..p. 11
9. Il G-A-B e i bambini………………………………………………….…………………………………………………………………….p. 12
10. Il G-A-B e gli adolescenti……….…………………………………………….…………………………..………………………....p. 14
11. Quando è necessario il trattamento? ………………………………………………………………………………………....p. 15
12. Il G-A-B i valori morali………………………………………………………………………………………….……………………..p. 16
13. Il G-A-B e le sue implicazioni sociali……………………………………………………………………………………………..p. 18
L’Analisi Transazionale è la risposta ai numerosi segni di insoddisfazione nei riguardi della psicoterapia
tradizionale, caratterizzata da un numero di sedute quasi interminabile, altissimi costi, risultati discutibili e
terminologia vaga e complessa.
• L’analisi transazionale è realistica, poichè da al paziente la prova che egli è responsabile di ciò che
accade nel futuro, a prescindere dal passato, mostrandogli che è possibile autocontrollarsi e scoprire
che la libertà di scelta è una realtà.
• Utilizza un linguaggio comprensibile da parte di chiunque, senza termini troppo tecnici, e si serve
principalmente della terapia di gruppo, utilissima nell’analisi delle persone negli ospedali, nelle carceri
e in generale in tutti quei centri accomunati dalle stesse problematiche.
1) Freud, Penfield e Berne
Le ricerche del Dottor Penfield, realizzate attraverso la stimolazione della corteccia temporale con una
sonda elettrica, confermarono il carattere scientifico di questo tipo di analisi. Infatti dimostrò che
l’elettrodo, posizionato in particolari punti della corteccia, suscitava ricordi provenienti dalla memoria del
paziente che erano stati rimossi o dimenticati.
• Questo era più un rivivere che un rievocare, inquanto venivano rivissuti soprattutto i sentimenti o
stati d’animo (piacevoli o meno) legati a quegli avvenimenti.
• Grazie a queste ricerca il Dottor Penfield concluse che il cervello funziona come un apparecchio che
registra fedelmente gli stati d’animo associati alle esperienze passate, e la persona esaminata si trova
contemporaneamente nel presente (come osservatore dell’esperienza) e nel passato ed è in grado
non solo di rievocare tali esperienze ma soprattutto di riviverle.
A distanza di circa 30 anni l’Analisi Transazionale è diffusa in tutto il mondo e quotidianamente viene
utilizzata dagli operatori nei vari campi di intervento (psichiatria, scuola, organizzazioni) portando aiuto e
sollievo a migliaia di persone. La teoria ed il metodo dell’Analisi Transazionale ancora oggi risultano
rivoluzionarie e radicali.
• Rivoluzionarie in quanto ribaltano e cancellano il vecchio tabù secondo cui il mondo intrapsichico e le
relazioni interpersonali non possono essere coerentemente e contemporaneamente compresi.
L’Analisi Transazionale fornisce un modello che permette una visione integrata alle vicende sia “sociali” che
“interiori”. 1
Focus del modello è la Teoria degli stati dell’ Io (Genitore, Adulto, Bambino), definiti come sistemi coerenti
di pensieri, sentimenti e modelli di comportamento.
Intorno ad essi si articola l’intero impianto teorico clinico, i cui punti nodali sono:
o Lo studio delle modalità relazionali sul versante sociale e su quello psicologico (transazioni-
“giochi”- ricatti psicologici).
o La teoria dello sviluppo della personalità secondo il modello degli stati dell’Io.
o L’ analisi del “copione”, visto come schema inconscio di vita che, costruito sulla base di programmi
cognitivo emotivo-somatico-comportamentali, limita le potenzialità dell’individuo e ne irrigidisce le
modalità relazionali.
Tutti noi cambiamo continuamente, anche nell’ arco di una giornata o, addirittura, di una singola ora.
Cambiamo atteggiamenti, punti di vista, voce, vocabolario.
o Questi cambiamenti sono attribuibili a realtà psicologiche distinte, definite “stati dell’ Io”.
o Questi sono sistemi coerenti di sentimenti accompagnati da un relativo insieme coerente di
comportamenti.
Vengono divisi in tre categorie:
1. (G) Stato dell’ Io Genitore: comportamenti, pensieri ed emozioni introiettati dalle figure genitoriali.
o Stati estropsichici, chiamati anche “Genitore”, in quanto ricordano le figure di quelli che sono stati i
nostri educatori. Tutti si portano dentro i genitori.
2. (A) Stato dell’ Io Adulto: comportamenti, pensieri ed emozioni come risposta diretta al qui-ed-ora.
o Stati neopsichici, detti anche “Adulto”, in quanto si rivolgono autonomamente alla propria
valutazione obiettiva della realtà. Tutti hanno un adulto dentro.
3. (B) Stato dell’ Io Bambino: comportamenti, pensieri ed emozioni riproposti da li’-ed- allora (infanzia)
o Stati archeopsichici, detti anche “Bambino”, che sono ancora attivi, fissati nella prima infanzia. Tutti si
portano un bambino o una bambina dentro.
In ogni momento, in ogni aggregato sociale, ognuno manifesterà uno di questi tre stati, passando più o
meno prontamente dall’uno all’altro.
Altra considerazione fondamentale è che ogni membro di un aggregato tende a ricavare il maggior numero
di soddisfazioni dalle transazioni con gli altri membri (dove per transazione si intende l’unità di rapporto
sociale).
Il vantaggio del contatto sociale è da ricercarsi nell’equilibrio somatico e psichico. Alla sua origine troviamo
quella che viene definita “fame di stimolo”.
Perchè la nostra psiche si mantenga in equilibrio, essa deve soddisfare le sue “fami”. Ve ne sono di tre tipi:
1. Fame di stimolo: tutti gli esseri umani vanno alla ricerca di stimoli e sensazioni;
2. Fame di riconoscimento: ognuno di noi ha bisogno di sapere che esiste, che non è un fantasma in
mezzo agli altri;
3. Fame di struttura: come strutturare il tempo nelle ore di veglia.
Le fami vengono soddisfatte attraverso le carezze, intese come “qualsiasi atto che implica il
→
riconoscimento dell’altra persona”. Una serie di carezze si definisce TRANSAZIONE.
Carezze (Stroke Economy)
Le transazioni consistono in uno scambio di stimoli che in AT (Analisi Transazionale) vengono denominati
carezze (strokes) o Riconoscimenti.
o Le carezze e le modalità del loro scambio sono uno strumento di diagnosi e di terapia.
Durante lo sviluppo della personalità, l’individuo può imparare alcune regole non verbali che costituiscono
la base della cosidetta Stroke Economy, ovvero di una “economia di carezze” che crea scarsità di amore e
affetto imponendo una serie di regole che governano appunto lo scambio di carezze. Queste sono:
- Non chidere le carezze che desideri,
- Non dare le carezze che desideri dare, 2
- Non rifiutare le carezze che non desideri,
- Non accettare le carezze anche se le vuoi,
- Non dare carezze a te stesso.
La Stroke Economy può essere insegnata dai genitori o dalle altre figure di attaccamento nel periodo in cui
l’individuo dipende da loro per il proprio sviluppo e per migliorare il necessario controllo legato alla
→
responsabilità. in seguito negli individui possono verificarsi difficoltà a derogare da queste regole.
• La scelta di non consentirsi deroghe dalla Stroke Economy allontana l’individuo dalla spontaneità, un
elemento importante dell’autonomia.
• →
Si generano così nell’individuo svalutazioni ed emozioni parassite tutte quelle che impediscono
all’individuo di realizzare quelli che ritiene i propri bisogni e desideri
La teoria sugli stati dell’Io ha permesso nuove teorie sulla comunicazione. Le transazioni, difatti, sono
mezzi comunicativi di almeno tre parti della personalità di ciascun individuo. Questa constatazione offre
all’ operatore un mezzo evidente sul piano sociale per individuare diverse istanze dell’ io. La conseguenza
rilevante è che si può partire da ciò che uno fa, per riconoscere i ruoli giocati (Genitore,Adulto e Bambino).
Eric Berne è considerato il padre dell’analisi transazionale. Definì “transazione” l’unità scientifica
fondamentale del rapporto sociale. L’Analisi Transazionale è uno strumento intellettuale per comprendere
i principi del comportamento e dei sentimenti. Utilizza uno specifico metodo per esaminare la transazione
in cui un soggetto compie un’azione e l’altro soggetto reagisce in un determinato modo. Ciascun soggetto
ha una natura molteplice costituita da tre componenti: il “Genitore”, l’”Adulto” e il “Bambino”, che hanno
un significato specifico diverso da quello che tutti conosciamo.
2) Genitore, Adulto e Bambino GENITORE
- Il Genitore rappresenta l’insieme di registrazioni di eventi imposti, indiscussi ed esterni percepiti da
un individuo dal momento della nascita fino all’età di cinque anni (come soffiarsi il naso, come
ringraziare, come piantare un chiodo,…).
- Nel Genitore sono registrate tutte le ammonizioni e le regole che il bambino ha raccolto dai propri
genitori o dal proprio ambiente (televisione, pari..) e queste registrazioni sono delle “verità”
permanenti che influenzano fortemente tutto il resto della vita.
- Tutte le transazioni registrate avvenute tra i due genitori del bambino e qualsiasi situazione esterna
dove il bambino non si sente libero di investigare producono delle informazioni che vengono
raggruppate nel Genitore.
o Caratteristiche fisiche Genitore: fronte accigliata, labbra increspate, indice puntato, lo scuotere del
capo, lo “sguardo inorridito”, il pestare i piedi, le mani sui fianchi, le braccia incrociate sul petto, il
torcersi le mani, lo schioccare la lingua, sospirare, accarezzare il capo di un altro
o Caratteristiche verbali Genitore: “sono deciso a mettere fine a questo stato di cose una volta per
tutte”; “quanto e’ vero iddio…”; “ricordati sempre…”; (sempre e mai sono quasi sempre parole del
genitore, che rivelano i limiti di un sistema arcaico, chiuso all’ apporto di nuovi dati); “quante volte ti ho
detto? se io fossi in te…” esempi di questo genere di espressioni sono: “stupido”, “cattivo”, “ridicolo”,
“disgustoso”, “urtante”, “idiota”, “stupidaggini”, “assurdo”, “povera creatura”, “povero caro”, “no!no!,
“figliolo”, “gioia cara”, “come ti permetti?”, “grazioso”, “andiamo, andiamo”, “e ora cosa c’e’?”,
“ancora?” “dovresti” e “sarebbe bene”, e’ l’ impiego automatico, arcaico, inflessivo di queste
espressioni ad indicare la presenza attiva del genitore. 3
BAMBINO
- Contemporaneamente alla registrazione degli avvenimenti esterni nel Genitore avviene un’altra
registrazione, che fissa gli avvenimenti interni e tutte le reazioni del piccolo a ciò che vede e sente.
- Questo insieme di dati visivi, uditivi, emotivi e intellettuali viene definito con il termine Bambino. Si
tratta più che altro di stati d’animo, soprattutto negativi, dovuti al frustrante processo di
civilizzazione.
- Il piccolo percepisce se stesso come un Bambino NON OK, con un senso di infelicità perenne che
viene registrata nel cervello ed è incancellabile.
- Questo senso di NON OK si trova in tutti i bambini, anche in quelli con genitori buoni e amorevoli.
- Come il Genitore, il Bambino rappresenta uno stato in cui una persona può essere proiettata in
qualsiasi momento durante le proprie transazioni attuali.
- Quindi, quando una persona è preda dei propri sentimenti, diciamo che il suo bambino ha prevalso.
Ma nel Bambino sono registrate ache le meravigliose prime esperienze, in cui risiedono la curiosità,
la creatività e gli stimoli di esplorare e conoscere.
- Tuttavia gli stati d’animo NON OK superano notevolemente quelli positivi, pertanto in ciascuno di
noi esiste un Bambino NON OK.
o Caratteristiche fisiche Bambino: le lacrime, il labbro tremante, il broncio, la stizza, la voce acuta o
lamentosa, il roteare gli occhi, il fare spallucce, gli occhi bassi, lo stuzzicare, il provare delizia, ridere,
sollevare la mano per chiedere il permesso di parlare, mordersi le unghie, mettersi le dita nel naso,
dimenarsi e ridacchiare.
o Caratteristiche verbali Bambino: oltre al linguaggio infantile, sono molte le espressioni che servono ad
individuare il bambino: “io desidero”, “io voglio”, “non lo so”, “faro’”, “non me ne importa”,
“immagino”, “quando saro’ grande, piu’ grande”, “il piu’ grande”, “migliore”, “il migliore” (molti
superlativi hanno origine nel bambino, da cui vengono usati come “gettoni” nel gioco: “il mio e’
migliore”). ADULTO
- Intorno ai 10 mesi di vita il piccolo scopre di poter utilizzare la propria coscienza e realizzare un
pensiero originale.
- L’autorealizzazione è l’inizio dell’ Adulto, che racchiude tantissimi dati grazie alla capacità di
pensare e di scoprire da sè gli aspetti della vita diversi dal concetto “inculcato” del Genitore e dal
concetto “sentito” presente nel Bambino.
- L’Adulto trasforma gli stimoli in informazioni ed elabora ed immagazzina le informazioni sulla base
dell’esperienza precedente, provenienti dal Genitore, dal Bambino e dallo stesso Adulto che
raccoglie continuamente i dati.
- Grazie all’Adulto, il piccolo capisce la differenza tra la vita così come gli è stata insegnata (Genitore),
la vita come egli l’ha desiderata o provata (Bambino) e la vita che sta scoprendo da solo (Adulto).
- La principale funzione dell’Adulto è quella di esaminare i dati del Genitore, verificarne la veridicità e
accettarli o rifiutarli, e allo stesso tempo valutare l’adeguatezza alla situaz
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